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Maria Piscitello

Lucia Camisassa

Elisabetta Lagomarsino

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Francesca Ferrara Sindrome di Down e Capacità Rappresentative Hits:1672

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  • CONCLUSIONI - Alla ricerca di una spiegazione motoria delle difficoltà comunicative nell’autismo Valentina Del Bello (Spiegazione motoria delle difficoltà comunicative dell'Autismo) 20/10/2014

    A partire dall'ipotesi che guida il presente studio, che propone che la presenza di nessi motori tra l'apertura delle dita e l'apertura della bocca sia un buon indicatore dello sviluppo motorio, linguistico e comunicativo del bambino, sono stati analizzati tali nessi in un soggetto con Disturbo Generalizzato dello Sviluppo, patologia in cui si osserva un deficit nelle abilità comunicative e linguistiche, attraverso lo studio della Formante (F) 1 dello spettro vocale legata all'apertura della bocca interna in relazione alla variazione dell'apertura delle dita durante la prensione di oggetti grandi e piccoli. Anche se, per insufficienza di soggetti da includere nel gruppo sperimentale, non è stato possibile effettuare un confronto statistico tra il gruppo di bambini con sviluppo tipico  (TD) e il gruppo sperimentale di bambini con Disturbi Generalizzati dello Sviluppo (DGS), dai risultati preliminari si osserva che, nel gruppo TD, i valori della F1 sono modulati, anche se non in modo...

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  • INTRODUZIONE - Dalla metacognizione all’intelligenza emotiva nella maturazione della consapevolezza di sé e del proprio disagio. Percorso riabilitativo-terapeutico in chiave neuropsicomotoria Filippo Pajarin (Dalla metacognizione all’intelligenza emotiva) 14/01/2020

    Sommario Background: Il bambino che frequenta gli ambienti riabilitativi, vive e sperimenta quotidianamente il proprio disagio a 360°, all’interno di un processo di sviluppo dove i vari sistemi sono interdipendenti tra di loro. Concentrarsi esclusivamente sul sintomo, sul codice diagnostico, ignorando gli altri aspetti, potrebbe mettere a repentaglio l’equilibrio dell’intero sistema. Al fronte delle difficoltà, in particolare, le entità psichiche del bambino risultano più vulnerabili e, dunque, potrebbero diventare fonte di ulteriore disagio. Obiettivo dello studio:Sperimentare e, eventualmente, dimostrare l’efficacia di un lavoro specifico sulla consapevolezza, in ambito neuropsicomotorio, ad un età che ancora non è stata ancora oggetto di studio ed indagine riguardo all’argomento, perché considerata precoce (6-9 anni), al fine di prevenire la comparsa di deviazioni psicologiche, nel presente e nell’immediato futuro, determinate da un sistema che nella sua globalità potrebbe non...

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  • DISCUSSIONE E CONCLUSIONI - Valutazione della qualità delle prestazioni erogate dal servizio di un centro di riabilitazione neuromotoria: il giudizio degli utenti Anna De Rosa (Valutazione della qualità delle prestazioni erogate: il giudizio degli utenti) 19/05/2018

    Dall’indagine eseguita si è dedotto che su un campione di 120 intervistati una percentuale totale maggiore del 90% ritiene più che soddisfacente la qualità della struttura e dei servizi erogati; a differenza dell’anno 2015/2016 in cui il livello di soddisfazione è risultato minore ed equivalente ad un valore percentuale totale dell’80 % ( 42 % soddisfatto e 38 % più che soddisfatto). Le aree di gradimento in cui si è riscontrata maggior soddisfazione, sono state quelle relative all’accessibilità ed ambiente ed al rapporto con il personale. In particolare la qualità della struttura può considerarsi abbastanza soddisfacente dati i punti di forza evidenziati dalla facilità a raggiungere la struttura, facilità di accesso per barriere architettoniche, adeguatezza degli spazi struttura. Valido è risultato anche il rapporto con il personale, in particolare la cortesia, l’attenzione, la disponibilità del personale ai bisogni del paziente ed il rispetto degli orari. Mentre i punti di...

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  • PREMESSA - Immagine di sè e schema corporeo Luciano Montefusco (Immagine di sè e Schema Corporeo) 17/12/2009

    Tesi di Laurea di: Luciano MONTEFUSCO Alcuni mesi fa durante una lezione sentii un professore pronunciare questa frase : “Il malessere di una persona dipende da una limitazione dell’espressività che riguarda primariamente la voce e il corpo”.Poi continuò dicendo : “Di una problematica organica ne risente la mente, viene coinvolto il piano affettivo-relazionale”. Si parlava di disabilità. Mi venne in mente che già Parmenide nel V sec. a.C. affermava l’unità inscindibile tra mente e corpo, ma soprattutto cercai di immaginare come possa riflettersi su una mente un corpo “non completo”, o comunque quali siano le implicanze di una corporeità che percepiamo in un certo modo. Sapevo già che in seguito ad un danno cerebrale, per esempio, un bambino può essere incapace di controllare e muovere il capo, gli occhi, il tronco e gli arti in maniera normale ; può non essere capace di acquisire adeguate esperienze tattili, manipolative, locomotorie, visive, uditive, coordinative. Da tutto ciò...

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  • Disturbi Specifici dell' Apprendimento Alfredo Cavaliere Converti (Disturbi Specifici dell' Apprendimento) 16/10/2009

    Sono rappresentati da difficoltà specifiche che possono interessare l'apprendimento: della lettura (dislessia) della scrittura (disortografia) o del calcolo (discalculia) L'aggettivo "specifico" vuole indicare che le difficoltà presentate dal bambino non sono riferibili a problemi di ordine generale, quali Ritardo Mentale, Disturbi Generalizzati dello Sviluppo o deficit sensoriali, ma riguardano specificamente i meccanismi preposti all'acquisizione e all'automatizzazione di tali abilità.

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  • Alcuni riferimenti sull'Autismo silvia carillo (La comunicazione verbale e non verbale) 25/06/2013

    L'Autismo è una malattia che colpisce bambini d'ogni razza, nazione Religione e stato sociale. Sulla frequenza di questa malattia ci sono dati discordanti. Alcuni autori riferiscono una frequenza di 418 bambini su 10000 nati con frequenza superiore nei maschi, con un rapporto di 2 a 4. Solitamente le femmine presentano sintomi più gravo quando ne sono affette, con un deficit intellettivo maggiore. Le caratteristiche del disturbo ricavato dal D.S.M.IV° si basa sulla cosi' detta TRIADE SINTOMATOLOGICA che è caratterizzata da: marcata compromissione dell' interazione sociale; alterazioni della comunicazione verbale e non verbale; repertorio d'attività ed interessi ristretti e stereotipati; Questa triade certamente rappresenta la base su cui poggiare un'eventuale diagnosi dell'AUTISMO, ma va presa con cautela, perché dipende dall'entità delle manifestazioni e quanto l'una prevalga sull'altra. QUAL E' IL PROBLEMA DI QUESTI BAMBINI? Uno dei più' frequenti, che viene riportato dagli autori,...

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  • Decorso - Il Disturbo da Deficit di Attenzione / Iperattività o ADHD Fortunata Alboretti (Iperattività o ADHD) 12/06/2013

    La maggior parte dei genitori osserva dapprima un'eccessiva attività motoria quando i bambini muovono i primi passi, che spesso coincide con lo sviluppo della deambulazione indipendente. In ogni modo, poiché molti bambini iperattivi a quest'età non svilupperanno poi un Disturbo da Deficit d'Attenzione/ Iperattività, si dovrebbe usare cautela nel fare questa diagnosi nei primi anni di vita. Il disturbo è più frequente nei maschi e di solito, viene diagnosticato per la prima volta durante le scuole elementari (prevalenza: 3-5% dei bambini in età scolare), quando l'adattamento scolastico risulta compromesso. Per poi notare un'attenuazione dei sintomi durante la tarda adolescenza.

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  • Aspetti Clinici delle Paralisi Cerebrale Infantile Alfredo Cavaliere Converti (Paralisi Cerebrale Infantile) 07/10/2009

    La descrizione delle manifestazioni cliniche ha posto e pone tuttora rilevanti problemi a causa della complessità e della notevole varietà dei sintomi, che caratterizzano i vari quadri morbosi, ciascuno dei quali a sua volta può presentare configurazioni talora molte variegate. Classicamente le PCI sono classificate in base ai sistemi encefalici coinvolti nel danno; esse sono distinte in spastiche, atetosiche, atassiche e miste (tab.3). A loro volta le forme spastiche in base alla distribuzione topografica del disturbo vengono suddivise in monoplegie, diplegie, triplegie, tetraplegie (tab.4). Disturbo motorio Alterazione del tono muscolare [1] che può presentarsi: Aumentato (ipertonia), Diminuito (ipotonia), Variabile (distonia) Alterazione del tono muscolare di tipo: Ipertonia Di tipo spastico Dovuta ad un danno a carico del sistema piramidale che determina un aumento del tono a carico dei muscoli flessori degli arti superiori e dei muscoli estensori degli arti inferiori (coltello a...

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  • Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva - INQUADRAMENTO TEORICO Chiara Burbi (Strumenti di Osservazione e Valutazione del Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva) 30/03/2017

    Core Competence Indice Il Core Competence del Corso di Laurea in Terapia della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva è stato costruito a partire dalle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dalle Linee Guida Nazionali inerenti la Professione, proponendo strategie di formazione e metodologie di valutazione innovative che facilitino i formatori della definizione e nell’implementazione degli obiettivi educativi e di idonei strumenti di valutazione. Il corso di Laurea in Terapia della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva prevede una formazione in termine di globalità, che vuol dire pensare ad un adattamento che va al di là della disabilità fisica o psichica del bambino, coinvolgendo in modo sistemico l’intero processo di sviluppo della persona; cioè delle capacità di considerare, per ogni fascia d’età, l’equilibrio complessivo e l’integrazione di tutte le funzioni e le competenze, nonché l’interazione tra evoluzione della patologia e stadio di sviluppo. Ciò è...

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  • La Terapia Interattiva nei bambini Elisabetta Troilo (Terapia Interattiva in Età Evolutiva - Funzioni Esecutive) 19/02/2017

    La Terapia Neuropsicomotoria di Gruppo: cos’è ? La terapia psicomotoria di gruppo si basa su incontri settimanali con un gruppo costituito da 2 fino ad un massimo di 6 bambini, aventi caratteristiche e bisogni compatibili tra loro, per i quali sembra indicato un intervento basato sull’attività di gruppo piuttosto che individuale. È bene sottolineare che, nella maggior parte dei casi, l’intervento terapeutico di gruppo fa parte di un percorso di terapia globale e si accosta quindi ad altre tipologie di intervento, come ad esempio il trattamento logopedico, oppure accompagna il trattamento psicomotorio individuale. All’interno di una stanza psicomotoria, predisposta in base a quelli che sono gli obiettivi che si vogliono raggiungere e alle esigenze dei bambini stessi, inizialmente verrà praticato un intervento basato sul gioco spontaneo dei bambini, con un ruolo cardine dell’operatore che deve fungere infatti da mediatore per realizzare un clima di scambio e di relazione, al fine di...

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  • Strumenti di valutazione - Imitazione e Autismo Marilena Alvarez (Il ruolo dell'imitazione in bambini con Disturbo dello Spettro Autistico) 28/03/2017

    Vado di seguito a spiegare gli strumenti di valutazione che sono stati utilizzati per valutare i quattro casi clinici, di sotto riportati. In particolar modo mi soffermerò: sull’SCQ, in quanto, è lo strumento che ci aiuta a capire il grado di interazione sociale dei bambini; e sul Berges e Lezine, che ci aiuta, invece, a capire il grado di imitazione dei bambini.   Griffiths Mental Developement Scales Le Scale Griffiths da 0 a 8 anni (The Abilities of Babies, Griffith, 1954; revisione del 1986). Consentono di valutare il primo sviluppo del bambino da 0 a 2 anni. Indagano su cinque aree dello sviluppo quali: locomotoria, personale-sociale, apprendimento e linguaggio, coordinazione oculo-manuale, performance. Ruth Griffiths, quale ideatore della scala, decise di estendere le prove anche ai bambini in età prescolare e nei primi anni scuola, aggiungendo una sesta scala riguardante il “ragionamento pratico”. Le scale Griffiths sono uno strumento diagnostico molto importante nell’ambito...

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  • BIBLIOGRAFIA - Favorire la comunicazione nella sindrome di Mowat Wilson Laura Pansera (Favorire la comunicazione nella sindrome di Mowat Wilson) 16/06/2018

    1. Amiel, , Sproat-Emison, E., Garcia-Barcelo, M., Lantieri, F., Burzynski, G., Borrego, S., Pelet, A., Arnold, S., Miao, X., Griseri, P., Brooks, A.S., Antinolo, G., de Pontual, L., Clement-Ziza, M., Munnich, A., Kashuk, C., West, K., Wong, K.K., Lyonnet, S., Chakravarti, A., Tam, P.K., Ceccherini, I., Hofstra, R.M., Fernandez, R. & Hirschsprung Disease Consortium 2008, "Hirschsprung disease, associated syndromes and genetics: a review", Journal of medical genetics,vol. 45, no. 1, pp. 1-14. 2. Berti, & Comunello, F. 2014, Corpo e mente in psicomotricità. Pensare l'azione in educazione e terapia,Erikson, Trento. 3. Berti, , Comunello, F. & Savini, P. 2015, Il contratto terapeutico in terapia psicomotoria. Dall'osservazione al progetto.junior, Parma. 4. Beukelman, D.R. & Mirenda, 2015, Manuale di Comunicazione Aumentativa e Alternativa,Erikson, Trento. 5. Bourchany, , Giurgea, I., Thevenon, J., Goldenberg, A., Morin, G., Bremond- Gignac, D., Paillot, C., Lafontaine, P.O.,...

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  • La Sclerosi Tuberosa - definizione, epidemiologia, manifestazioni cliniche, diagnosi, manifestazioni neurologiche Roberta Caruso (Il trattamento precoce di bambini con Sclerosi Tuberosa mediante Parent-Mediated Intervention) 10/10/2018

    Cenni storici La sclerosi tuberosa è stata descritta per la prima volta intorno al 1880 a Parigi dal neurologo Bourneville nell’ambito di un reperto autoptico di una ragazza deceduta per uno stato di male epilettico caratterizzato da molte crisi nella parte destra del corpo. Al reperto autoptico il neurologo francese trovò delle lesioni nella parte sinistra del cervello e in particolare delle “tuberosità” (da cui il nome attuale sclerosi tuberosa), nella circonvoluzione frontale, e la corteccia cerebrale aveva uno spessore maggiore rispetto al normale 1. Fu proprio questo medico parigino il primo a mettere in relazione le alterazioni sclerotiche cerebrali con la malattia caratterizzata appunto da epilessia in una ragazza che aveva anche un grave ritardo mentale e un autismo. Egli trovò nel rene delle cisti, chimate oggi angiomiolipomi, e li mise in relazione con la malattia. Da allora divenne sempre più conosciuta fino ad essere annoverata all’inizio del ‘900 come malattia...

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  • CONCLUSIONI - Il Gioco come Strumento Terapeutico nella PCI Filippo Cattaneo (Il Gioco come Strumento Terapeutico nella Paralisi Cerebrale Infantile) 17/02/2017

    Gli obiettivi dell’elaborato sono stati il sottolineare gli elementi connotativi del gioco all’interno del setting terapeutico e del contesto ambientale, evidenziandone il valore nello sviluppo del bambino, tipico e non, e nel trattamento neuropsicomotorio. I risultati emersi dalla somministrazione del questionario confermano l’ipotesi iniziale riguardante l’importanza del gioco in età evolutiva: sia i genitori sia i bambini reputano l’attività ludica fondamentale nel corso dello sviluppo. La  valutazione  dell’affidabilità  e  il  successivo  utilizzo  del  QGB  si sono  rivelati strumenti utili al fine osservativo/valutativo: il questionario ha infatti permesso di acquisire  maggiori  informazioni  qualitative  inerenti  l’attività  ludica  del  bambino affetto da paralisi cerebrale infantile in carico presso la U.O.N.P.I.A. di Monza. Essendo per questo bambino difficoltoso esprimere i propri bisogni, l’impiego di un questionario su scala Likert a 5 punti, basato su un linguaggio semplice, si è...

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  • Schema corporeo, immagine corporea e malattia giovanna bonavolonta (Approccio psicomotorio integrato: medulloblastoma) 06/02/2013

    Lo schema corporeo e l’immagine corporea sono concetti che nascono dall’unione di aspetti fisiologici e psicologici importanti e sono alla base dell’approccio psicomotorio. Sono direttamente coinvolti nella terapia di  tutte le patologie ove il corpo resti gravemente offeso, ed hanno giovato delle recenti teorie sulla plasticità cerebrale come possibilità di migliorare/ottimizzare le risorse disponibili  attraverso azioni in grado di tener conto di queste informazioni nella complessità dell’intervento riabilitativo (Moro, 2010). Lo schema corporeo è "un sistema di rappresentazione del proprio corpo nello spazio. E’ la rappresentazione in parte cosciente che ciascuno si fa del proprio corpo, da fermi e  in azione rispetto alla propria posizione nello spazio e rispetto alla posizione dei vari segmenti corporei tra di loro. Esso si struttura sulla base dei dati propriocettivi, enterocettivi o viscerali, ed esterocettivi" (Boscaini, 2008, p.50). Lo studio dello schema corporeo è stato...

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  • Il gruppo - Educazione Neuropsicomotoria e il setting di Neuro e Psicomotricità Fabiana Rega (Il Bambino e il Gruppo) 14/10/2009

      La neuropsicomotricità: un intervento d’azione attraverso l’azione “Preparare l' azione” Anche l' Educazione Neuropsicomotoria (Core Competence del TNPEE - pag. 26), che è un intervento educativo e d’aiuto attraverso la relazione, si modella sul gioco spontaneo e sull’espressività dei bambini che vivono e sperimentano in prima persona azioni e relazioni. Partendo da un’affermazione prodotta da Bateson, secondo, cui, “il gioco non è il nome di un atto o di un’azione, è il nome di una cornice per l’azione”, la Neuro e Psicomotricità acquisisce questo concetto per diventare un intervento dell’azione attraverso l’azione. La cornice costruisce un contesto che dice: “Le azioni che in questo momento stiamo compiendo non denotano ciò che normalmente esse vogliono significare, ma stanno per qualcosa d’altro.” Secondo l' Educazione Neuropsicomotoria, il bambino attraverso il gioco crea un territorio franco, all’interno del quale le azioni hanno un valore diverso rispetto al valore che...

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  • Dislessia - Le aree di Intervento Alfredo Cavaliere Converti (Disturbi Specifici dell' Apprendimento) 16/10/2009

    Attingendo alle varie teorie sulla causa della dislessia possiamo individuare cinque aree cognitive che sono alla base della lettura e che possono essere compromesse a vari livelli; queste aree sono: Percezione uditiva e linguaggio; Percezione visiva; Integrazione intersensoriale (sviluppo insufficiente delle connessioni fra aree visive e uditive); Memoria; Strutturazione spazio-temporale. Percezione uditiva e linguaggio Per poter apprendere il linguaggio scritto è necessario che il bambino sia in grado di distinguere chiaramente i suoni che compongono la lingua parlata e abbia buone competenze di linguaggio sia in entrata che in uscita. Gli esercizi proposti mireranno al raggiungimento dei seguenti obiettivi: discriminazione di fonemi simili discriminazione di parole fonemicamente simili sintesi sillabica facilitata e non analisi e segmentazione fonetica analisi quantitativa dei suoni che compongono la parola comprensione semantica comprensione sintattica produzione verbale,...

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  • IL TNPEE TRA SVILUPPO E ABILITAZIONE DI COMPETENZE: il modello della prevenzione neuro e psicomotoria Tommaso Casartelli (Un percorso di Acquaticità a sostegno dello sviluppo delle Funzioni Esecutive) 16/10/2019

    Nella prospettiva di utilizzare l’acquaticità per sviluppare competenze che agiscono da fattori di protezione nei confronti dei disturbi del neurosviluppo ed in particolare della regolazione, secondo la prospettiva propria del modello preventivo della neuro e psicomotricità, in questo capitolo vengono analizzate le abilità proprie della fascia di età prescolare cui questo lavoro si indirizza, con particolare attenzione alle competenze emergenti nell’ambito del sistema esecutivo del bambino a sviluppo tipico, che possono essere potenziate, come risorse protettive nei confronti degli eventuali disturbi.   Lo sviluppo tipico in età prescolare Con il termine età prescolare si intende la fascia di età compresa fra i 3 e i 6 anni, momento evolutivo in cui un bambino ottiene numerose conquiste motorie, cognitive, sociali, oltre che un notevole ampliamento delle proprie abilità di gioco. Il bambino di questa età, secondo la tassonomia piagetiana, rientra nello stadio pre- operatorio, stadio...

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  • Bibliografia - Proposta per un intervento riabilitativo integrato nella presa in carico del paziente con Atrofia Muscolare Spinale (SMA) I Sabrina Rapello (Intervento riabilitativo integrato nella Atrofia Muscolare Spinale (SMA)) 06/12/2016

    Arnold WD, Kassar D, Kissel JT. Spinal muscular atrophy: diagnosis and management in a new therapeutic era. Muscle Nerve. 2015 Feb;51(2):157–67. Russman BS. Spinal Muscular Atrophy: Clinical Classification and Disease Heterogeneity. J Child Neurol. 2007 Aug 1;22(8):946–51. Thomas NH, Dubowitz V. The natural history of type I (severe) spinal muscular atrophy. Neuromuscul Disord. 1994 Settembre;4(5–6):497–502. Chung BHY, Wong VCN, Ip P. Spinal muscular atrophy: survival pattern and functional status. Pediatrics. 2004 Nov;114(5):e548–53. Bach JR, Saltstein K, Sinquee D, Weaver B, Komaroff E. Long-term survival in Werdnig-Hoffmann disease. Am J Phys Med Rehabil Assoc Acad Physiatr. 2007 May;86(5):339–45 quiz 346–8, 379. Park HB, Lee SM, Lee JS, Park MS, Park KI, Namgung R, et al. Survival analysis of spinal muscular atrophy type I. Korean J Pediatr. 2010;53(11):965. Lemoine TJ, Swoboda KJ, Bratton SL, Holubkov R, Mundorff M, Srivastava R. Spinal muscular atrophy type 1: Are proactive...

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  • Ippoterapia - Esperienza presso il Centro di Riabilitazione Geo Agriturismo Giulia Frangiamone (Equitazione Terapeutica - Intervento riabilitativo integrativo) 16/02/2017

    In questo capitolo riporterò la mia esperienza personale, presso il Centro “Geo Agriturmo” di Caltanissetta, iniziata a Marzo 2010. Ho avuto l’occasione, e ringrazio per questo tutti coloro fanno parte del Centro, di approfondire le conoscenze su questa nuova realtà riabilitativa e di vedere da vicino i risultati che si possono ottenere con questa terapia. Di seguito riporto le caratteristiche del maneggio, le attività svolte dalla Cooperativa, l’equipe che partecipa alle sedute di Ippoterapia e non, ed infine descriverò una tipica seduta riabilitativa. LA STRUTTURA Fig.1 Maneggio coperto    Fig.2 Maneggio all’aperto La struttura mira all'integrazione lavorativa di persone svantaggiate. Le attività vengono svolte sia in un maneggio coperto che nel maneggio all'aperto. Nel centro si trova anche una mini fattoria con asinelli, capre, galline ed altri volatili che vengono “utilizzati” nel programma “Fattoria didattica.   Fig.3 Animali presenti all’interno della struttura   I maneggi sono di...

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