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giovanna bonavolonta

Giulia Bidinost

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Tesi di Laurea

Annetta Sedda Medium Sonoro Hits:3630

Irene De Maria Modello della Family Centered Care (FCC) Hits:3970

Maria Piscitello Sindrome di Down - Intervento Psicomotorio Hits:4398

Fabio RESCIGNO Sindrome di Prader-Willi Hits:5788

giovanna bonavolonta Approccio psicomotorio integrato: medulloblastoma Hits:7334

Luciano Montefusco Immagine di sè e Schema Corporeo Hits:10218

Maria PADOVANO La Psicomotricità come unione Hits:14967

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Altri Argomenti

  • Basi biologiche e correlati neurofisiologici dell’atto motorio Alfredo Cavaliere Converti (Sviluppo Motorio) 31/10/2014

    Il presente articolo, non è esaustivo di un argomento così complesso e ricco di implicazioni, verterà su alcune delle principali teorie relative al controllo dell’attività motoria e richiamerà concetti che vedono in stretta correlazione motricità, affettività, cognizione. Per rendere più chiara questa esposizione e, soprattutto, per dare maggiore completezza al tema, sarà utilizzato in luogo del termine atto motorio, quello più estensivo di “comportamento motorio”. Saranno brevemente esposti alcuni delle principali interpretazioni teoriche relative al controllo motorio che, prevedono all’interno dei loro costrutti il contributo di numerosi sistemi biologici, affrontano comunque il problema su basi quasi esclusivamente neurofisiologiche.  In seguito saranno esposti alcuni elementi che, soprattutto nel bambino, sono fondamentali nel promuovere e sostenere lo sviluppo motorio, quindi sarà fatto un accenno al legame tra movimento emozioni e sviluppo affettivo.   Negli ultimi anni si è...

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  • Indagine nell’attività di Customer Satisfaction in un centro di riabilitazione Anna De Rosa (Valutazione della qualità delle prestazioni erogate: il giudizio degli utenti) 19/05/2018

    CASO STUDIO Il Centro di Riabilitazione “PRIF”, svolge sin dal 1989 attività di riabilitazione ambulatoriale, domiciliare e semiresidenziale (ex art 26 L. 833/78) e quella di recupero e rieducazione funzionale (ex art. 44 L. 833/78). Le attività di qualità aziendale sono controllate dalla normativa UNI EN ISO9001:2008e svolte in regime di accreditamento provvisorio presso il S.S.N. e la Regione Campania. Grande importanza viene data alla politica ed agli obiettivi che l’azienda si prefigge con i correlati piani attuativi. La Mission della società e dell’azienda è la possibilità di poter erogare, prestazioni ambulatoriali, domiciliari e semiresidenziali, nonché quelle di recupero e rieducazione di alta qualità, in cui si possa raggiungere la massima soddisfazione da parte del “Cliente Istituzionale” ASL, con il quale si è convenzionati, ed al tempo stesso dei destinatari finali (Pazienti). In questo periodo, in cui il miglioramento continuo è regola di sopravvivenza, per essere...

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  • Postura silvia carillo (La comunicazione verbale e non verbale) 25/06/2013

    E' forse il più arcaico canale di comunicazione extraverbale, infatti, in essa è grande la componente innata. La postura rappresenta il modo di porsi verso l'altro, o meglio il modo di disporsi. La psicologia sperimentale si è occupata molto del ruolo della postura rispetto alla presentazione dello status e come indicatore dell'atteggiamento più o meno positivo nei confronti dell'altro. Molti studi, poi, hanno analizzato l'uso delle differenti posture da parte di individui dì sesso diverso. Per lo psicomotricista le posture sono importanti all'interno della relazione ed inoltre egli stabilisce una differenza nell'uso della postura nel bambino e nell'adulto. Alcuni autori (Berti, Comunello e Nicolodi, 1988) affermano che si può parlare di postura solo quando il bambino ha raggiunto la stazione eretta, in quanto solo allora vi può essere una certa integrazione dei vari segmenti corporei in una unità. Ritengo che tale discorso rischia di essere fuorviante, in quanto una dimensione...

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  • BIBLIOGRAFIA e SITOGRAFIA - Caratteristiche della relazione madre-bambino in bambini con disturbi del Neurosviluppo in corso di trattamento riabilitativo Francesca Pannozzo (Caratteristiche della relazione madre-bambino in bambini con disturbi del Neurosviluppo) 12/06/2018

    Ainsworth M.D.S., Bell S.M., Stayton D. (1971) Individual differences in Strange Situation behavior of one year old, in H.R. Schaffer (a cura di), The origins of humans social relations. Academic Press, New York. Ainsworth M.D.S, Blehar M., Waters E. e Wall S. (1978) Patterns of attachment: assessed in the strange situation and at home. Erlbaum, Hillsdale. Aucouturier B. (2005) Fantasmi d’azione e Pratica Psicomotoria. Franco Angeli, Roma. Bertozzi L., Montanari L., Mora I. (2012) Architettura delle funzioni. Lo sviluppo neuromotorio del bambino fra normalità e patologia. Springer, Milano. Bowlby J. (1972) Attaccamento e perdita. Vol. 1: Attaccamento alla madre. Bollati Boringhieri, Torino. Bowlby J. (1975) Attaccamento e perdita. Vol. 2: La separazione dalla madre. Bollati Boringhieri, Torino. Bowlby J. (1983) Attaccamento e perdita. Vol. 3: La perdita della madre. Bollati Boringhieri, Torino. Brazelton T.B., Neugent J.K. (1997) La scala di valutazione del comportamento del neonato....

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  • MATERIALI, METODI e RISULTATI - Alla ricerca di una spiegazione motoria delle difficoltà comunicative nell’autismo Valentina Del Bello (Spiegazione motoria delle difficoltà comunicative dell'Autismo) 20/10/2014

    PRESUPPOSTI TEORICI Nel loro studio del 2001, Gentilucci e collaboratori, dimostrarono che l'esecuzione di prensioni manuali di diverse dimensioni, cui pertanto corrispondevano differenti cinematiche e aperture delle dita, influenzava la contemporanea apertura della bocca, nonostante fosse richiesto ai partecipanti di aprirla di una quantità costante tra le prove.  Simmetricamente , la prensione con la bocca di oggetti di dimensioni differenti portava a una variazione della contemporanea apertura delle dita della mano. A partire da questi e altri dati (vedere ad esempio Rizzolatti et al, 1988), Gentilucci e collaboratori (2001) suggeriscono che uno stesso circuito potesse essere coinvolto sia nel controllo di movimenti di prensione con la mano che di prensioni con la bocca. Tuttavia, una delle premesse più rilevanti per lo studio descritto nella presente tesi consiste nel fatto che Gentilucci e collaboratori (2001), osservano che il controllo di movimenti di prensione manuale era in...

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  • La classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute, ICF maria ferrara (La valutazione dei bambini con disabilità intellettiva) 25/04/2014

    Collegato alla nuova visione e al nuovo approccio legato al contesto di vita e alle sue opportunità/ barriere, abbiamo un importante strumento per valutare il funzionamento del soggetto con disabilità, l’ ICF, “Classification functioning disability and health”. L’ICF, “Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute” è uno strumento di valore internazionale finalizzato ad una classificazione sistematica, atta a descrivere le modificazioni dello stato di salute intesa come benessere globale della persona, considerata in una visione innovativa caratterizzata dalla multidimensionalità, dall’interazione tra più variabili e fattori, legata al funzionamento umano a tutti i livelli (biologico, personale e sociale). E' stato elaborato in sostituzione delle classificazioni precedenti (ICIDH ed ICIDH-2) con l'obiettivo di spostare l'attenzione da un'ottica “negativa” centrata sul problema ad un'ottica più “neutra”, focalizzata sulle condizioni di salute in...

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  • INTRODUZIONE - ABSTRACT - PREMESSA E SCOPO - Lettura ad alta voce e Comunicazione Aumentativa Alternativa: riabilitazione e partecipazione Noemi Moltani (Lettura ad alta voce e Comunicazione Aumentativa Alternativa) 07/05/2016

    ABSTRACT Introduzione La comunicazione nasce nell’uomo come bisogno primario e fondamentale per esprimere i propri pensieri, sentimenti, bisogni, desideri e, più semplicemente, per affermare se stessi e la propria identità (Mancini A., 1988). Lo sviluppo di questa competenza inizia fin dai primi giorni di vita del bambino, che crescendo sarà sempre più indipendente e abile nell’utilizzare questa “funzione”. Tuttavia per alcuni bambini questo processo non avviene in modo lineare e naturale ma incontrano delle difficoltà che limitano e inficiano la loro comunicazione, negandogli la possibilità di esprimere come vorrebbero il loro mondo interiore. L'inizio precoce di interventi di comunicazione aumentativa alternativa (CAA) può contribuire a prevenire un ulteriore impoverimento comunicativo, simbolico, relazionale e cognitivo e la comparsa di disturbi del comportamento, altrimenti molto diffusi proprio come strategia di comunicazione. Scopo Questo lavoro di tesi, svolto presso la...

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  • AGGRESSIVITÀ - Materiali e metodi Giulia Bidinost (Bambino Aggressivo: Dalla reazione alla relazione) 10/05/2016

    Scheda di Osservazione/Valutazione Neuropsicomotoria ideata da G. Gison, E. Minghelli, V. Di Matteo La scelta di utilizzare la scheda di osservazione/valutazione neuropsicomotoria (SON), nasce dall’esigenza di inquadrare in modo complessivo il funzionamento, le competenze e le abilità dei   tre bambini  scelti come casi clinici, nonché di individuarne i punti di forza, le aree più deficitarie e le competenze emergenti. La SON, quale strumento di orientamento e guida per il terapista della neuropsicomotricità nell’osservazione, facilita l’individuazione delle  strategie facilitanti e degli obiettivi terapeutici, e favorisce quindi l’organizzazione e la valutazione dell’intervento. L’impostazione grafica della scheda, che permette due siglature, una all’inizio dell’intervento, e una successiva, è per l’appunto funzionale alla verifica del percorso terapeutico poiché consente un rapido confronto tra i due punteggi ottenuti. La scheda è strutturata in 6 macro-aree: Area...

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  • La prevenzione in psicomotricità Laura Pizzi (Il TNPEE nell’attività Educativo - Preventiva) 18/11/2014

    Secondo la Costituzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la salute viene definita come “stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia", pertanto nell’ambito della sanità viene considerato come prevenzione ciascun atto volto all’attivazione e al mantenimento della salute attraverso interventi individuali o collettivi sulla popolazione. Le attività di prevenzione sono materia tipica di coloro che si occupano di professioni sanitarie, nei loro diversi ambiti applicativi (medico, infermieristico, ostetrico, psicologico...). È possibile suddividere l’azione preventiva in tre livelli: Prevenzione primaria, che agisce su tutta la popolazione con l’obiettivo di evitare o ridurre l’insorgenza e lo sviluppo di una malattia (es. ridurre i fattori di rischio da cui potrebbe derivare un aumento dell'incidenza di quella patologia). Prevenzione secondaria, che permette di intervenire precocemente sulla malattia senza evitarne o ridurne la...

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  • Valutazione e trattamento neuropsicomotorio del bambino con disabilità intellettiva: analisi del funzionamento esecutivo e delle prassie all’interno del profilo di sviluppo adattivo Ariela Alexovits (Valutazione e trattamento del bambino con disabilità intellettiva) 18/02/2015

    INTRODUZIONE Questa tesi concerne il trattamento neuro e psicomotorio della disabilità intellettiva con particolare attenzione al deficit delle funzioni esecutive e alla disprassia che sono alla base del deficit delle funzioni adattive,tipicamente carenti in questa patologia. Verranno descritte le caratteristiche della disabilità intellettiva , la classificazione comparando i diversi manuali di classificazione esistenti,, le cause e le conseguenze del disturbo fino ad arrivare alla prognosi , soffermandosi sull'importanza delle capacità adattive che sono le abilità che permettono di ottenere una qualità della vita migliore possibile. Inoltre verranno analizzate nel dettaglio le funzioni esecutive e le abilità prassiche, le teorie alla loro base e la loro valutazione, arrivando alla considerazione del fatto che, influenzandosi a vicenda, sono propedeutiche allo sviluppo del funzionamento adattivo del bambino. Tutte queste caratteristiche vengono prese in considerazione dal Terapista...

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  • La Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) Laura Pansera (Favorire la comunicazione nella sindrome di Mowat Wilson) 16/06/2018

    “Il silenzio di chi non parla non è mai d’oro. Tutti noi abbiamo bisogno di comunicare e metterci in contatto con gli altri non in un solo modo, ma in tutti i modi possibili. E’ un fondamentale bisogno umano, un fondamentale diritto umano. Di più: è un potere fondamentale dell’uomo”. (Williams, Beneath the surface: Creative expressions of augmented comunicators) Per comunicazione si intende qualunque azione attraverso la quale una persona dà o riceve informazioni da un’altra persona sui suoi bisogni, desideri, percezioni, conoscenze o stati affettivi. La comunicazione può essere intenzionale o non intenzionale, può utilizzare segnali convenzionali o non convenzionali, può prendere forme linguistiche o non linguistiche, e può avvenire attraverso il canale verbale oppure altri canali (Costantino et all, 2009). Tuttavia, non per tutti è possibile comunicare: vi sono alcune persone che non sono in grado di rispondere ai propri bisogni comunicativi attraverso un linguaggio naturale. Per questo...

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  • Il Ritardo Psicomotorio - CONCLUSIONI Teresa Vitagliano (Ritardo Psicomotorio: Diagnosi e Progetto Terapeutico) 19/06/2013

    Il caso clinico preso in considerazione presentava inizialmente un quadro di Ritardo dello Sviluppo Psicomotorio e Difficoltà Relazionali. I versanti particolarmente compromessi erano quelli delle competenze cognitive, del linguaggio verbale sia in input sia in output e della sfera affettivo-relazionale. Il bambino ha cominciato la terapia psicomotoria mirata a migliorare tutti i settori dello sviluppo meno evoluti concentrando l'attenzione prevalentemente, sull'adattamento dei processi attentivi e sulle problematiche di natura socio-relazionale in modo da far emergere quei prerequisiti indispensabili (diminuzione dell'opposività e dell'instabilità emotiva, aumento dell'attenzione e della concentrazione) per permettere l'avvio all'intervento logopedico. Il lavoro logopedico era mirato a favorire la comprensione, l'uso del linguaggio verbale e le abilità cognitive ( denominare, associare, seriare). M., che attualmente ha quattro anni e mezzo, segue ancora un trattamento sia di...

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  • Il progetto Educativo-Riabilitativo di soggetti con Sindrome di Down Maria Piscitello (Sindrome di Down - Intervento Psicomotorio) 28/07/2014

    Linee generali del trattamento Come abbiamo visto lo sviluppo neuropsichico del soggetto con sindrome di Down ha delle sue caratteristiche peculiari e come quello di qualsiasi altra persona è condizionato e determinato da molti fattori che interagiscono tra di loro. Abbiamo rilevato, inoltre, l’importanza dell’incidenza dei fattori ambientali e cognitivi sul patrimonio genetico, assumendo la conseguente scelta terapeutica intermedia che prevede la predisposizione di un ambiente qualificato e stimolante come posizione ottimale. Esistono a tale proposito studi relativi all’aumento delle sinapsi a livello del SNC nei primi anni di vita che sono in relazione alle esperienze effettuate (Millepiedi, Bargagna,  2001). Un modello educativo e riabilitativo del RM che  voglia avvicinare questa entità clinica non può, quindi,  prescindere dalle diverse componenti in gioco. Abbiamo anche visto come il RM  non è che una delle caratteristiche della SD e soprattutto non è un elemento a se stante, ma deve...

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  • BIBLIOGRAFIA - La Psicomotricità come unione inscindibile dell’affettività, della motricità e della cognitività Maria PADOVANO (La Psicomotricità come unione) 28/04/2014

    ASSOCIAZIONE PERCORSI PER CRESCERE. Alla scoperta della scrittura. D. Morando.  AMBROSINI, C. PELLEGATTA, S. (2012) Il gioco nello sviluppo e nella terapia psicomotoria. Centro Studi Erikson.  AMBROSINI, C. DE PANFILIS, C. WILLE, A. M. La psicomotricità. Corporeità e azione nella costruzione dell’identità. Xenia.  AUCOUTURIER, B. Il metodo Aucouturier. Fantasmi d’azione e Pratica Psicomotoria. Angeli.  AUCOUTURIER, B. DARRAULT,I. EMPINET, J. L. La Pratica Psicomotoria. Rieducazione e terapia. Armando.  AUCOUTURIER, B. MENDEL, G. (2003) I bambini si muovono in fretta. Csifra, Bologna.  BERNSON. Dallo scarabocchio al disegno. Armando.  BERTI, E. COMUNELLO, F. NICOLODI, G. Il bambino e le tracce. Una ricerca di terapia infantile attraverso la comunicazione non verbale. Giuffrè.  BIAGINI, A. (1990) L’educazione psicomotoria. Nicola Milano, Bologna.  BOILLE, N. (1998) Il gesto grafico gesto creativo. Borla.  BOSCAINI, F. (1987) Approccio psicomotorio e intervento educativo rieducativo. Libreria...

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  • Osservazione del I° caso affetto da Emiplegia Alfredo Cavaliere Converti (Paralisi Cerebrale Infantile) 07/10/2009

    Osservazione d'ingresso del I. caso Dall'anamnesi personale si rileva una probabile sofferenza perinatale. (Q.I. 73) La bambina deambula autonomamente con piede dx in equino dinamico, effettua tutti i passaggi posturali mostrando una preferenza dell'emilato Sx: afferra gli oggetti con la mano Sx ed utilizza la Dx esclusivamente come appoggio (a Sx la prensione e di tipo pinza superiore a Dx e di tipo palmare). L'utilizzo funzionale della mano paretica è limitato prevalentemente alla prensione e manipolazione d'oggetti di grosse dimensioni o come funzione di sostegno in compiti complessi (svitare, avvitare, stringere)Durante la deambulazione o nel corso di movimenti complessi, nel tronco il braccio dx è mantenuto semiflesso, mentre abdotto ed extrarotato, in A.A.S.S. forza lievemente aumentata distalmente a Dx. ROT vivace a Dx > Sx, in A.A.I.I. tono lievemente a Dx ROT vivaci Dx > Sx Sul piano psicomotorio la bambina appare poco disponibile allo scambio relazionale. Si presenta con...

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  • Obiettivi del trattamento - Il dialogo tonico e il dialogo sonoro Maria Vittoria Berno (L’importanza della voce nella terapia neuro e psicomotoria) 28/12/2013

    L’osservazione e l’interazione con i bambini durante il tirocinio ha fatto emergere quali siano gli obiettivi principali nel trattamento neuro e psicomotorio di cui, indipendentemente dalla diagnosi e dalla patologia del paziente, si cerca di promuovere il raggiungimento. Quando ho avuto la possibilità di inserirmi direttamente nel trattamento di questi bambini, ho concentrato la mia attenzione sul ‘dialogare con loro’: ho cercato di farlo attraverso il corpo, la postura, la voce, attraverso ciò che mi sembrava più adeguato utilizzare nel rapporto con quello specifico bambino. E’ emerso così che, anche se la corporeità costituisce un canale fondamentale per l’interazione, in alcuni casi non è possibile utilizzare solo il dialogo corporeo e il dialogo tonico per rapportarsi e comunicare con un bambino. Il tentativo, quindi, è stato quello di valorizzare il canale vocale, e di inserire una comunicazione centrata non tanto sul linguaggio verbale, quanto sui suoni, le altezze, i timbri, la...

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  • Riflesso di Suzione Alfredo Cavaliere Converti (Il Movimento) 17/09/2010

    Riflesso di suzione. Stimolando la zona mediana della labbra con un dito, il bambino apre la bocca e con piccoli movimenti introduce la punta del dito in bocca ed attua movimenti di suzione. Il riflesso è più frequente quando il bambino ha fame, tende a scomparire verso l’8°-9° mese, ma può essere ancora evocato nel sonno fino al 24° mese.

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  • Teatro e riabilitazione Lucia Camisassa (Altro) 15/06/2010

    Ciao a tutti, volevo sapere se c'era qualcuno che sapeva darmi delle indicazioni in merito al teatro nella disabilità.In particolare mi interessava sapere se c'era qualcuno con esperienza teatrale fatta con bambini/ragazzi con disabilità motoria. A chi posso rivolgermi? Grazie! Lucia

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  • Bambini affetti da Disturbi dello Spettro Autistico - Storia clinica dei casi in esame e trattamento riabilitativo Antonella Palazzo (Intervento nei Disturbi dello Spettro Autistico) 23/10/2011

    Obiettivi di lavoro Questo strumento è stato somministrato alle madri di quattro bambini, in carico nel reparto di NPI dell’Ist. C. Golgi di Abbiategrasso a Milano . La somministrazione è stata effettuata in due diverse occasioni: La prima volta è stato richiesto ai genitori di ricordare le caratteristiche indagate tramite la Scala al tempo in cui il loro bambino è stato preso in carico (tutti e quattro i bambini intorno all’età di 3 anni). La seconda volta invece l’intervista è stata fatta chiedendo informazioni relative allo stato attuale del bambino, dopo un numero specifico di anni di intervento variabile per ciascun bambino. Questa scelta è stata fatta per valutare le modificazioni dell’intervento riabilitativo nel corso del tempo. Rispetto alla Scala Vineland sono state indagate: La Ricezione, nella subscala della comunicazione, in cui si richiedeva se il bambino avesse manifestato le prime forme di ascolto e di comprensione durante i primi anni di vita e se, successivamente,...

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  • Il consumo energetico nella normalità e nella patologia  Alessandro Ciulli (Il dispendio energetico nei bambini con Patologia Neuromotoria) 11/12/2017

    Il metabolismo ed i substrati energetici La definizione di metabolismo è comunemente intesa come l’insieme delle reazioni biochimiche che si svolgono all’interno di un organismo. Il metabolismo intracellulare (unità fondamentale del metabolismo di un individuo) è costituito sia da reazioni cataboliche, riguardanti la degradazione dei substrati energetici come carboidrati, lipidi e proteine per la produzione di molecole di ATP, sia da reazioni anaboliche ove tali molecole vengono utilizzate per opere di costruzione. Le molecole di ATP liberano energia tramite la loro idrolisi che vede la perdita di un gruppo fosfato: la reazione chimica sarà pertanto ???↔???+? . Dell’energia chimica che si libera in seguito a reazioni cataboliche solo il 25% sarà immagazzinata in molecole di ATP, mentre il restante 75% verrà dispersa sotto forma di calore. Le reazioni anaboliche di costruzione comprendono: il mantenimento e riparazione strutturale della cellula (turnover cellulare), l’incremento di...

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