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maria ferrara

Manuel Liveri

Francesca Rebora

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Tesi di Laurea

Francesca Ferrara Sindrome di Down e Capacità Rappresentative Hits:1170

Annetta Sedda Medium Sonoro Hits:3984

Maria Piscitello Sindrome di Down - Intervento Psicomotorio Hits:5255

Irene De Maria Modello della Family Centered Care (FCC) Hits:5496

Fabio RESCIGNO Sindrome di Prader-Willi Hits:6531

giovanna bonavolonta Approccio psicomotorio integrato: medulloblastoma Hits:8010

Luciano Montefusco Immagine di sè e Schema Corporeo Hits:11797

Maria PADOVANO La Psicomotricità come unione Hits:18482

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  • DISCUSSIONE DEI RISULTATI E CONCLUSIONI - Le Funzioni Esecutive in Età Evolutiva Elisabetta Troilo (Terapia Interattiva in Età Evolutiva - Funzioni Esecutive) 19/02/2017

    Discussione dei Dati* È possibile notare dal confronto dei grafici la presenza di miglioramenti in tutte le aree indagate, sebbene il bambino non riesca ancora a raggiungere condizioni di normalità nell’ambito di tutte le funzioni analizzate. Gli obiettivi restano in linea di massima quelli della valutazione inziale con il fine di incrementare maggiormente e consolidare i risultati ottenuti. Dal  confronto  delle  valutazioni,  emerge  come  siano  presenti  dei  miglioramenti  in riferimento alle competenze indagate. È bene sottolineare come, nonostante permanga in alcune situazioni una condizione subclinica di difficoltà, il bambino non presenti più condizioni cliniche di disturbo per quanto riguarda le competenze esecutive indagate. Si rilevano inoltre delle situazioni stazionarie, confrontando la valutazione iniziale e quella di controllo, che collocano il soggetto comunque al di fuori della condizione clinica di disturbo. Gli obiettivi anche per il caso B restano in sostanza quelli della...

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  • Prima seduta “ Il corpo” Rachele Sforzi (L’importanza del gioco nella relazione madre-bambino) 21/09/2013

    La proposta Per la prima seduta di terapia con N. e la madre ho pensato di proporre un’attività che integrasse un lavoro sul riconoscimento delle parti del corpo con un gioco di manipolazione di materiale plastico. All’inizio della seduta ho utilizzato un librino per bambini con le illustrazioni delle varie parti del corpo  che ho mostrato a N. chiedendogli di indicare ogni volta sul proprio corpo e sul corpo della mamma le diverse parti. Poi, dopo aver guardato il libro, ho dato il Didò a N. e gli ho chiesto di utilizzarlo per ricoprire la sagoma di un omino che io avevo disegnato su un foglio di cartoncino.   Il setting La prima seduta si è svolta interamente al tavolino: per la prima attività ho cercato di distanziare abbastanza le sedie dal piano d’appoggio per evitare che uno spazio troppo ristretto limitasse eccessivamente l’iniziativa motoria di N. e per lasciare al bambino la libertà di alzarsi, muoversi e spostarsi per andare a toccare le diverse parti del suo corpo e del corpo...

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  • CONCLUSIONI - Empatia: origine, significato e disordini Emanuela Varriale (Empatia: origine, significato e disordini) 03/01/2014

    In questo elaborato è presentato un quadro esplicito per ciò che riguarda l’empatia e le patologie legate alla sua carenza o alla sua mancanza. La riabilitazione neuropsicomotoria mira a far emergere delle competenze, in questo caso empatiche, attraverso l’utilizzo di strategie e facilitatori. In altre parole, tramite il “gioco” il bambino entra in relazione con il mondo esterno, con il terapista e soprattutto con se stesso e con le proprie emozioni. Basti pensare in primis al gioco sensomotorio e, poi a quello simbolico. Una terapia strutturata attraverso attività ludiche che mettono al primo posto le scelte e le attitudini del bambino è sicuramente un valido aiuto per poter partire per quel lungo viaggio che deve essere intrapreso per il raggiungimento degli obiettivi terapeutici. Il cuore del discorso non può essere altro che la centralità e, la globalità del bambino, indipendentemente dalla sua patologia; ogni programma, ogni progetto ed ogni terapia devono puntare al...

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  • Il consumo energetico nella normalità e nella patologia  Alessandro Ciulli (Il dispendio energetico nei bambini con Patologia Neuromotoria) 11/12/2017

    Il metabolismo ed i substrati energetici La definizione di metabolismo è comunemente intesa come l’insieme delle reazioni biochimiche che si svolgono all’interno di un organismo. Il metabolismo intracellulare (unità fondamentale del metabolismo di un individuo) è costituito sia da reazioni cataboliche, riguardanti la degradazione dei substrati energetici come carboidrati, lipidi e proteine per la produzione di molecole di ATP, sia da reazioni anaboliche ove tali molecole vengono utilizzate per opere di costruzione. Le molecole di ATP liberano energia tramite la loro idrolisi che vede la perdita di un gruppo fosfato: la reazione chimica sarà pertanto ???↔???+? . Dell’energia chimica che si libera in seguito a reazioni cataboliche solo il 25% sarà immagazzinata in molecole di ATP, mentre il restante 75% verrà dispersa sotto forma di calore. Le reazioni anaboliche di costruzione comprendono: il mantenimento e riparazione strutturale della cellula (turnover cellulare), l’incremento di...

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  • Conclusioni Alfredo Cavaliere Converti (Autonomia Personale e Sociale) 12/06/2013

    Questo lavoro è strutturato in modo da poter dare maggior rilievo all’aspetto relazionale che rimane indubitabilmente alla base di qualsiasi processo di apprendimento, ma è anche opportuno precisare che è impossibile lavorare su una specifica area isolandola dalle altre. Infatti, non sarebbe possibile concepire una sessione focalizzata sull’uso dei servizi senza implicare l’utilizzo del denaro, e il comportamento stradale. È altrettanto evidente che l’area della comunicazione deve rimanere presente trasversalmente in ogni attività finalizzata ad un percorso di autonomia, soprattutto considerando gli effettivi bisogni dei partecipanti. Si ritiene indispensabile creare un ordine gerarchico dei possibili obiettivi. Infatti, se è pur vero che gli obiettivi devono essere individualizzati, d’altra parte si è anche postulato un obiettivo comune legato proprio al miglioramento delle capacità comunicative e relazionali. Se ad esempio devo acquistare un biglietto dell’autobus, devo comunque...

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  • Bibliografia - Abilitazione neuropsicomotoria Nello Nenna (Abilitazione neuropsicomotoria) 28/06/2010

    AMIEL-TSON C., GRANIEL A. : Valutazione neurologica del neonato e del lattante. Masson, Milano, 1981. BOBATH B.,BOBATH K., Lo sviluppo motorio nei diversi tipi di paralisi cerebrale . ed.Libraria Scientifica, Milano1976 BOTTOS M., Paralisi Cerebrale Infantile: diagnosi precoce e trattamento tempestivo. Milano: Libreria Scientifica Ed., 1987. BOTTOS M., Paralisi Cerebrale Infantile dalla guarigione alle autonomie, ed.Picca,2003 CIONI G., FERRARI A.: Le forme discinetiche delle paralisi cerebrali infantili. Edizioni Del Cerro, Pisa, 1996. COROMINAS BERTET F.: Esplorazione clinica e semiologia in neuropediatria. Casa Editrice ambrosiana, Milano, 1980. FERRARI A., Trattamento delle lesioni motorie dell'infanzia: questioni aperte . In: Bottos M, Brazelton TB, Ferrari A, Dalla Barba B, Zacchello F. Neurolesioni infantili: diagnosi e trattamento precoci. Padova: Liviana Ed., 1989 FERRARI A.: Proposte riabilitative nelle paralisi cerebrali infantili. Edizione Del Cerro, Pisa, 1997. FERRARI A.,...

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  • Caso Clinico - Le Mucopolisaccaridosi Dèsirée Fragnelli (Le Mucopolisaccaridosi: La Rete Assistenziale Riabilitativa) 29/03/2017

    A.M. È un paziente affetto da Mucopolisaccaridosi I, nello specifico sindrome di Hurler. Nato il 07/05/2007 alla 38esima settimana di gestazione da parto cesareo con un peso di 3,150 kg, aveva già ricevuto diagnosi di piede torto bilaterale al quinto mese di gravidanza, risoltasi alla nascita con l'ausilio di plantari. I genitori hanno riferito che le tappe dello sviluppo psicomotorio sono state raggiunte senza difficoltà. All'età di 8 mesi, il bambino è stato seguito dal reparto di Ortopedia dell'Ospedale Perrino di Brindisi per presunta cifosi dorsale. A 18 mesi, il bambino effettua un controllo presso un chirurgo pediatrico per testicolo ritenuto, dove il medico evidenzia tratti facciali molto particolari ed indirizza i genitori verso controlli più specifici. Per confermare i sospetti di una malattia da accumulo, il bambino viene seguito dall'Ospedale Pediatrico di Bari, dove sono state effettuate visite oculistiche e cardiologiche, risultate nella norma. Ciò che è risultato...

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  • Commento al video- L’importanza del gioco nella relazione madre-bambino Rachele Sforzi (L’importanza del gioco nella relazione madre-bambino) 21/09/2013

    La prima sequenzadi video (primi 35 sec.) è un estratto della seduta di osservazione in stanza di terapia. Vediamo la madre di N. che mostra un libro al bambino, limitandosi però ad indicare gli oggetti raffigurati nelle pagine e a chiedere a N. di dire come si chiamano; si nota come il bambino sia, in realtà, poco interessato a questo tipo di attività e come, alle richieste della madre (eccessive rispetto alle sue capacità), egli risponda con comportamenti di evasione (si dondola, si rotola indietro, si guarda allo specchio, ecc.). Anche nel gioco con gli animali la proposta della madre è molto simile: mentre io faccio a N. l’imitazione del galoppo del cavallo, la signora gli chiede di contare gli animali ma lui non riesce a comprendere la sua richiesta e, rivolgendosi verso lo specchio, imita la mia azione, facendo con la voce il verso del cavallo. Già da questa breve sequenza emerge la difficoltà della madre a giocare con il figlio e a lasciarsi coinvolgere emotivamente nel gioco:...

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  • Il Ritardo Psicomotorio - BIBLIOGRAFIA Teresa Vitagliano (Ritardo Psicomotorio: Diagnosi e Progetto Terapeutico) 19/06/2013

    Gison G , Bonifacio A. — L'approccio psicomotorio nelle disabilità evolutive minori. Convegno sulle disabilità evolutive dei minori e dei disturbi dell'apprendimento. Franco Angeli, 1994.  Liccardi MA.    Gison G. "L'approccio psicomotorio" in sistema nervoso e riabilitazione. Enciclopedia scientifica Rizzoli, n° 3, suppl. 1999.  Liccardi M.A., Gison G., Grasso Di Gangi M. — "Il bambino disabile nelle comunità infantili". Convegno su contesto in riabilitazione - giochi, giocattoli e dintorni, idee, esperienze, prodotti. Rizzoli, 1999. Di Cannio L., Ravetto F., Rigardetto R.    Neuropsichiatria dell'età evolutiva. I primi anni di vita. Cortina, Torino, 1982. Giordano G. G., Vertucci P., Militerni R., Ferraro R. Neuropsichiatria dell'età evolutiva. ldelson, Napoli, 1989. Mastrangelo G. — Manuale di Neuropsichiatria dell'età evolutiva. Il pensiero Scientifico Editore, Roma, 1995. American Psychiatric Association, DSM-IV    Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Masson, Milano,...

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  • Il trattamento della disabilità intellettiva - STUDIO DESCRITTIVO - MATERIALI E METODI Ariela Alexovits (Valutazione e trattamento del bambino con disabilità intellettiva) 18/02/2015

    STUDIO DESCRITTIVO Introduzione L'obiettivo dello studio è quello di analizzare la capacità adattiva del bambino con disabilità intellettiva, con particolare attenzione alle abilità prassiche e alle funzioni esecutive, fondamentali per favorire questo adattamento. Inoltre si vuole porre l'attenzione sullo sviluppo di queste abilità, che si influenzano le une con le altre e sono alla base delle abilità adattive che il bambino deve utilizzare in ogni contesto della vita quotidiana. Si vuole infine sottolineare l'importanza della riabilitazione neuro e psicomotoria in questo ambito. In questo capitolo verrà descritta la prima parte dello studio che prevede l'osservazione nei primi 5 mesi (che comprendono al loro interno la pausa estiva) quindi i dati raccolti e il trattamento riguardano la fase iniziale.   MATERIALI E METODI Campione Sono stati inclusi nel presente studio bambini affetti da disabilità intellettiva seguiti dal centro "Boggiano Pico" di Genova (centro ambulatoriale che...

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  • IL “WALKED CORSI TEST” si ispira a uno degli strumenti più utilizzati per la valutazione della memoria di lavoro visuo-spaziale in ambito clinico, il test di Corsi (Corsi P., 1972) Ylenia Capuzzo (Memoria visuo-spaziale in bambini con PCI) 20/03/2011

    Il “Walked Corsi Test” si ispira a uno degli strumenti più utilizzati per la valutazione della memoria di lavoro visuo-spaziale in ambito clinico, il test di Corsi (Corsi P., 1972). Questo test consiste nel ricordare una sequenza mostrata dall'esaminatore, il quale, con un bastoncino tocca sequenzialmente dei blocchi, disposti in modo irregolare su di una tavoletta: il soggetto deve riprodurre la sequenza toccando i blocchi nello stesso ordine. La sequenza che corrisponde al numero massimo di cubi ricordati correttamente, costituisce lo span di memoria visuo-spaziale del soggetto. Il “Walked Corsi Test” ripropone il test di Corsi in un contesto di navigazione: la disposizione dei blocchi viene replicata su di un grande tappeto e il soggetto, dopo aver visto una sequenza di mattonelle illuminate deve ripercorrere, camminando, il percorso compiuto dalla sequenza. In questo test è quindi richiesto uno spostamento dell'intero soggetto nell'ambiente. Il “Walked Corsi Test” è stato...

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  • Dal Dialogo Tonico al Dialogo Sonoro Maria Vittoria Berno (L’importanza della voce nella terapia neuro e psicomotoria) 28/12/2013

    I bambini con cui ci troviamo a lavorare hanno molto spesso delle difficoltà di dialogo: bambini autistici, bambini con paralisi, bambini affetti da disturbi del linguaggio o della comunicazione, bambini che presentano disturbi sensoriali. Questi piccoli perdono, o molto spesso non acquisiscono nemmeno, le regole fondamentali e le modalità primarie di approccio con l’altro, di scambio, di confronto, appunto, di dialogo. Nella nostra professione la dimensione del dialogo tonico si manifesta come una dimensione dalle grandi potenzialità nella cura di un bambino: una modalità semplice e nello stesso tempo complessa, che la madre offre naturalmente al bambino ma che, a volte, necessita di aiuti da parte del terapista: anche grazie a tale aiuto diviene poi una pratica della quotidianità e la modalità primaria del ‘fornire cura e affetto’. E’ sufficiente il Dialogo Tonico? Il dialogo tonico è una pratica che richiede necessariamente l’uso del corpo, sia da parte del terapista o dell’adulto...

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  • BIBLIOGRAFIA - La funzione dell’intervento Psicomotorio nel Progetto Educativo-Riabilitativo di soggetti con Sindrome di Down: analisi di un caso Maria Piscitello (Sindrome di Down - Intervento Psicomotorio) 28/07/2014

    Ajuraguerra J. De (1974), Manuale di psichiatria del bambino, Milano, Masson, 1979. Axia V. (1994), La valutazione dello sviluppo, Firenze, La Nuova Italia Scientifica. Ambrosini C. (2003), Le persone con ritardo mentale. Un percorso a ritroso: dall’età adulta a quella infantile. In Riv. Psicomotricità. Terapia, Prevenzione, Formazione, Anno VII, n.18, San Giuliano Milanese, Grafiche Cisalpina,  pp.26-29. Ambrosini C. (2006), Uguaglianza, libertà e “mongolismo”. In Riv. Psicomotricità. Terapia, Prevenzione, Formazione, Anno X, n.27, San Giuliano Milanese, Grafiche Cisalpina,  pp.4-6. Aucouturier B., Darrault I, Empinet J.L.(1984), La pratica psicomotoria. Rieducazione e Terapia, Roma, Armando, 1986. Aucouturier B.(2005), Il metodo Aucouturier. Fantasmi d’azione e Pratica Psicomotoria, Milano, Franco Angeli Bargagna S., Canepa G. (2005), La sorveglianza dello sviluppo neuropsichico. In  Bargagna S. (a cura di), La sindrome di Down. Proposte per un percorso educativo e riabilitativo, Nuova...

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  • PROGETTO SPERIMENTALE: PICCOLI NINJA IN VASCA: Un percorso di Acquaticità a sostegno dello sviluppo delle Funzioni Esecutive Tommaso Casartelli (Un percorso di Acquaticità a sostegno dello sviluppo delle Funzioni Esecutive) 17/10/2019

    OBIETTIVI Il presente studio si propone di predisporre e verificare l’utilità di un percorso ludico- acquatico specifico, costituito da una serie di attività strutturate, integrabili all’interno di un percorso di acquaticità classico, che avvalendosi degli strumenti e della metodologia propri della neuro e psicomotricità, è rivolto a migliorare le abilità motorie, cognitive ed esecutive, in maniera integrata, in termini di autoregolazione del comportamento, quale fattore di prevenzione primaria nei confronti di eventuali disarmonie del neurosviluppo. Tale affermazione è supportata dal fatto che l'apprendimento motorio è strettamente collegato con il sistema attentivo esecutivo e che i compiti motori possono diventare funzione di sostegno dei processi cognitivi centrali (Engle, 2002) (McCabe, et al., 2010). All’interno di questa cornice teorica il Tnpee si configura come esperto fondamentale, in grado di integrare nella pratica propria dell’acquaticità, compiti specifici per il...

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  • Aspetti percettivo-prassici e comunicazione: RISULTATI Serena Siri (Favorire la relazione e ridurre i comportamenti problema in bambini con Disturbi dello Spettro Autistico) 25/04/2016

    Di seguito si riportano in grafico le medie dei risultati ottenuti da ogni bambino nelle diverse aree a settembre 2015 (T0) e a marzo 2016 (T2), fatta eccezione per i comportamenti problema che sono stati messi a confronto in un grafico a parte.     Come si può evincere dal grafico, vi è stato un miglioramento da settembre a marzo in tutte le aree indagate. Questi risultati sono stati ottenuti sottoponendo i miei casi a una nuova rivalutazione in T2 attraverso la mia Griglia di Osservazione: area affettivo-relazionale: + 4,4% area comunicativo-linguistica: + 7,6% area neuro-psicologica: + 6,5% area cognitiva e modalità di gioco: + 5,1% area motorio-prassica: + 15,2%. L’area motoria-prassica è l’area che ha avuto un maggior miglioramento, visto anche il lavoro che è stato fatto riguardo le prassie. Ma il fatto che ci sia stato un miglioramento in tutte le aree va a dimostrare come il lavoro fatto in questi 6 mesi, benché incentrato sul sistema comunicativo PECS e sulle prassie sia andato...

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  • Ipotesi Riabilitativa nelle Epilessia Mioclonica Severa dell'Infanzia (EMSI) - Sindrome di Dravet Francesca Orsini (I Disordini Neurosensoriali nelle Encefalopatie Epilettiche) 26/02/2017

    Perché la riabilitazione? In assenza di una concreta possibilità di controllare l’epilessia né di comprendere –e conseguentemente correggere- lo specifico meccanismo alla base dell’encefalopatia di Dravet, a causa dei disturbi Neurosensoriali, Neuromotori, Neuropsicologici e Neurocognitivi che frequentemente si associano alla Sindrome, si devono necessariamente aprire le frontiere della Riabilitazione. La Terapia farmacologica resta comunque indiscutibilmente il primo approccio che si deve applicare per trattare questa patologia tanto devastante e complessa, tuttavia la varietà dei risultati clinici evidenzia come l’outcome finale non sia solamente dipendente dal controllo delle crisi epilettiche; in esso la genetica ha la sua importanza, ma soprattutto l’ambiente gioca un ruolo fondamentale. Pertanto si rende necessario un intervento Riabilitativo concreto, per contenere il ritardo globale, che progressivamente si struttura. È importante inserire la Riabilitazione tra gli aspetti...

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  • Il rischio clinico e l'errore Alfredo Cavaliere Converti (Assistenza riabilitativa aspetti legali, rischio ed errore) 30/05/2016

    Il “rischio” (R) è la condizione o l'evento potenziale che modifica l'esito atteso di un processo; è misurato come prodotto fra la probabilità che accada uno specifico evento (P) e l'entità del danno connesso (D); nel calcolo del rischio, si considera anche la capacità di prevedere l’evento e contenerne le conseguenze (K), legata alla formazione, alla informazione ed alla organizzazione: Sulla gestione del rischio clinico esistono iniziative regionali da valorizzare e generalizzare che assumono come obiettivo quello di coniugare il tradizionale punto di vista “assicurativo” tipico della responsabilità dei professionisti a quello più generale della “sicurezza del paziente" che attiene ai livelli di qualità del sistema dei servizi e che ha pertanto un impatto diretto sulle capacità di offerta dei livelli di assistenza. Negli ospedali italiani si cominciano a sperimentare e a diffondere Unità per la gestione del rischio. Il rischio clinico è la probabilità che un paziente sia vittima di un...

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  • L’intervento centrato sulla famiglia - Riassumendo… Rachele Sforzi (L’importanza del gioco nella relazione madre-bambino) 21/09/2013

    Volendo riassumere sinteticamente i concetti espressi in questo capitolo, possiamo dire che la presenza di un figlio con una condizione di disabilità richiede alla famiglia di mettere in atto processi di adattamento non facili. È necessario che i genitori siano capaci di ristrutturare le loro modalità di interpretazione degli eventi e di ridefinire le loro aspettative sul percorso di vita; per riuscire in questo difficile compito, essi possono sfruttare le proprie risorse individuali, quelle della famiglia allargata e della società e, talvolta, possono non essere richiesti interventi particolarmente invasivi da parte della comunità, qualora il livello di resilienza, abilità e competenza sia sufficientemente elevato. La maggior parte dei genitori, tuttavia, denuncia sentimenti di sofferenza e sensazioni di fatica rispetto al proprio percorso di vita e agli sforzi da compiere per comprendere la situazione e per individuare le strategie migliori ai fini di un funzionamento familiare...

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  • RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI - Dal senso di onnipotenza al principio di realtà Monica Manni (Dal senso di onnipotenza al principio di realtà: un normale processo di acquisizione) 08/10/2018

    RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI Ammaniti M., Manuale di psicopatologia dell’infanzia, Cortina, 2001, Milano. Berti E. e Comunello F., Dall’azione negata all’azione simbolica, V congresso nazionale ANUPI, 2004, Napoli. Berti E, Comunello F., Savini P., Il contratto terapeutico in terapia psicomotoria, Junior, 2001, Azzano San Paolo (BG). Canella L., appunti di lezione: Riabilitazione Neuromotoria 1 Cioni G. e Ferrari A., “Le forme spastiche della paralisi cerebrale infantile”, Springer, 2005, Milano. Comunello F., appunti di lezione: Tecniche di psicomotricità di gruppo. Fedrizzi E., I disordini dello sviluppo motorio, Piccin, 2004, Padova. Gagliardi M., Le stelle nascoste. Mappa del desiderio nell’immaginario infantile, Marsilio, 1997, Venezia. Marcelli Daniel, Psicopatologia del bambino,Masson, 2003, Milano. Manzato, appunti di lezione: Pedagogia dello svantaggio sociale Miller A. (1994), Il bambino dotato e la ricerca del vero sé, Bollati Boringhieri, 1996, Torino. Nicolodi G., Ti...

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  • BIBLIOGRAFIA - Approccio psicomotorio integrato: possibili applicazioni in un caso di medulloblastoma giovanna bonavolonta (Approccio psicomotorio integrato: medulloblastoma) 06/02/2013

    AA.VV. (2002). Manuale di psiconcologia. Milano: Masson.Damasio, A.R. (2009). L’errore di Cartesio. Emozioni Ragione e Cervello Umano .Milano: Adelphi.Bergès, J., & Bounes, M.(1974). La relaxation thérapeutique chez l’enfant. Parigi :Masson.Boscaini, F. (2007). Le emozioni nella relazione psicomotoria. Parigi: Relazionepresentata alla XXVI Università Estiva.Boscaini, F., & Gobbi, G. (2001). In P.G. Malesani (Ed). Il Corpo Tonico Emozionale,la conoscenza come desiderio. Verona: Edizioni Res.Boscaini, F., Gobbi G., Malesani P.G., & Mazzara, G. (1992). Iter psicomotorio.Verona: Libreria Universitaria Editrice.Boscaini, F. (1987). Approccio psicomotorio e intervento educativo-rieducativo.Verona: Libreria Universitaria Editrice.Boscaini, F. (2007). Lo sviluppo psicomotorio. Verona: C.I.S.E.R.P.PBoscaini, F. (2008). L’esame psicomotorio. Verona: C.I.S.E.R.P.PBottaccioli, F.(2003). Psiconeuroimmunoendocrinologia: la grande connessione trapsiche Sistema nervoso Sistema endocrino Sistema...

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