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Tesi di Laurea

Francesca Ferrara Sindrome di Down e Capacità Rappresentative Hits:2191

Annetta Sedda Medium Sonoro Hits:4314

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  • Early Start Denver Model - STUDIO OSSERVAZIONALE: materiali e metodi dello studio, descrizione casi clinici Sara Colombo (Early Start Denver Model - Intervento precoce nei Disturbi dello Spettro Autistico) 09/02/2018

    STUDIO OSSERVAZIONALE Nei capitoli teorici introduttivi è stato illustrato come sia di fondamentale importanza all’interno del trattamento dei disturbi dello spettro autistico un intervento precoce e individualizzato; ma allo stesso tempo come non sia stato ancora individuato un metodo riabilitativo risolutivo e adatto per tutti. L’obiettivo della parte sperimentale di questo elaborato è quella di proporre nella pratica un modello di intervento per i bambini piccoli con autismo, facilmente integrabile alla prassi del TNPEE. Verrà quindi illustrato un modello neuro e psicomotorio di presa in carico precoce ispirato alla metodologia ESDM: nei capitoli 3 e 4 sono stati spiegati i motivi della scelta di questo metodo, le affinità con la pratica del TNPEE, i valori e gli strumenti aggiunti. Questo modello di intervento verrà descritto in uno studio osservazionale che riporta la sua sperimentazione sul campo attraverso il programma e il progetto di intervento di quattro casi clinici....

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  • Conclusioni "Abilitazione NeuroPsicomotoria" Nello Nenna (Abilitazione neuropsicomotoria) 28/06/2010

    Nell'applicazione delle tecniche neuromotorie, dobbiamo ricordarci dell'aspetto relazionale della motricità, cioè quanto di cognitivo e di affettivo c'è nell'azione, soprattutto nelle prime fasi di sviluppo. Quindi non ci possiamo limitare solo all'applicazione di una metodica di tipo neuromotorie, ma è necessario come complemento un'educazione psicomotoria, che considera non soltanto il disturbo motorio in sé, ma tutto il funzionamento del bambino nella sua globalità e nel suo continuo divenire nella dinamica interattiva con l'ambiente circostante. E' sbagliato dividere questi due interventi abilitativi, ed è pertanto più corretto parlare di intervento abilitativo di tipo neuropsicomotorio. Questo si propone di sviluppare, integrare in modo armonico le attitudini motorie, sensoriali, percettive e prassiche, che non sono del tutto compromesse, e di favorire attraverso le metodiche e l'esercizio globale della motricità, non solo l'attività muscolare ed articolare, ma anche la...

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  • INTRODUZIONE - Le Funzioni Esecutive: l’utilizzo della Terapia Neuropsicomotoria in un gruppo di bambini con ADHD Teresa Sferrazza (Le Funzioni Esecutive: l’utilizzo della Terapia Neuropsicomotoria in un gruppo di bambini con ADHD) 25/11/2020

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  • Dislessia - Le aree di Intervento Alfredo Cavaliere Converti ( DSA (Disturbi Specifici dell'Apprendimento)) 16/10/2009

    Attingendo alle varie teorie sulla causa della dislessia possiamo individuare cinque aree cognitive che sono alla base della lettura e che possono essere compromesse a vari livelli; queste aree sono: Percezione uditiva e linguaggio; Percezione visiva; Integrazione intersensoriale (sviluppo insufficiente delle connessioni fra aree visive e uditive); Memoria; Strutturazione spazio-temporale. Percezione uditiva e linguaggio Per poter apprendere il linguaggio scritto è necessario che il bambino sia in grado di distinguere chiaramente i suoni che compongono la lingua parlata e abbia buone competenze di linguaggio sia in entrata che in uscita. Gli esercizi proposti mireranno al raggiungimento dei seguenti obiettivi: discriminazione di fonemi simili discriminazione di parole fonemicamente simili sintesi sillabica facilitata e non analisi e segmentazione fonetica analisi quantitativa dei suoni che compongono la parola comprensione semantica comprensione sintattica produzione verbale,...

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  • Le Paralisi Cerebrali Infantili (PCI) - Cenni storici, definizione, classificazione ed eziopatogenesi Francesca Blasi (Disturbi Visivi associati alle PCI ed Intervento Riabilitativo di tipo Neuropsicomotorio) 26/02/2020

    CENNI STORICI Il gruppo di disabilità neuromuscolari che oggi conosciamo come paralisi cerebrale è stato osservato fin dall'antichità, in quanto si hanno testimonianze di bambini affetti da patologie del movimento fin dall'antica Mesopotamia. Anche in epoca classica, presso la civiltà Greca e Romana, era pratica comune l'infanticidio per i bambini nati con deformità o menomazioni, ad oggi identificabili come paralisi cerebrali infantili. Più recentemente, la letteratura europea ci rimanda descrizioni pregnanti di questa patologia, e a proposito è possibile citare il protagonista dell'opera Riccardo IIIdi Shakespeare, che descrive gli esiti negativi della sua nascita prematura: “...deforme, incompleto, inviato prima del tempo in questo mondo che respira, sbozzato solo per metà, e così claudicante e goffo che i cani latrano contro di me, quando passo loro accanto”.(Riccardo III , Atto 1°, Scena I). La prima descrizione clinica di Paralisi Cerebrale Infantile vede come protagonista...

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  • INTRODUZIONE - Analisi delle Abilità Rappresentative in cinque casi clinici con Disabilità Intellettiva Lieve: proposta di una scheda di osservazione e strategie di intervento neuropsicomotorio Alice Friscione (Abilità Rappresentative in casi con Disabilità Intellettiva Lieve: scheda di osservazione e strategie di intervento neuropsicomotorio) 21/11/2020

    Il presente lavoro di tesi ha come obiettivo un’analisi delle abilità rappresentative nella Disabilità Intellettiva Lieve (DIL), mediante l’osservazione di cinque casi clinici di età compresa fra i 5 e i 7 anni. La DIL è una condizione particolarmente rilevante dal punto di vista epidemiologico e clinicamente significativa in quanto, seppur definita “lieve”, può essere associata a compromissioni neuropsicologiche, psicologiche e psicopatologiche che comportano una ridotta autonomia del soggetto e difficoltà adattive. Alcuni recenti studi (Ivancich Biaggini, 2006) hanno ipotizzato come il nucleo problematico della disabilità intellettiva possa essere identificato nel deficit delle abilità rappresentative e meta-rappresentative. Il presente elaborato  parte da questa ipotesi e, attraverso la valutazione dei cinque casi clinici, analizza come il deficit di rappresentazione mentale influisca su molteplici domini cognitivi, in particolare sullo schema corporeo, sulla cognizione spaziale, sulle...

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  • BIBLIOGRAFIA - L’importanza della voce nella terapia neuro e psicomotoria Maria Vittoria Berno (L’importanza della voce nella terapia neuro e psicomotoria) 28/12/2013

    BIBLIOGRAFIA    Amitrano A., La voce: Uno strumento dei professionisti che promuovono la salute, Springer Ed., Roma 2010, p. 39-44. Berti E. - Comunello F. – Savini P., Il contratto terapeutico in terapia psicomotoria, Edizioni Junior, s.l 2001, p 40-49, 124-128. Berti E. - Comunello F. –Nicolodi G., Il labirinto e la tracce, Giuffrè ed., Milano 1988, p. 44-106. Buffoli G., Anche nella terapia psicanalitica le voci possono fare la differenza, tratto da:Sacerdoti G. - Racalbuto A., Differenza, indifferenza, differimento, DUNOD ed, Milano 1997, p. 14-22. Buffoli G., Aspetti della musicoterapia in relazione ai problemi della cura delle psicosi infantili, tratto da:Educazione musicale o musicoterapia?,edizioni Fonografiche e Musicali, Assisi 1982, p. 55-76. Buffoli G. - Airaghi S., Musicoterapia e le sue possibilità in foniatria e logopedia, estratto da Acta Phoniatrica Latina- Anno I, n. 3, 1979, Edizioni medico scientifiche Torino. De Saint-Exupéry A., Il piccolo principe,...

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  • INTRODUZIONE - “Equitazione Terapeutica” - Intervento riabilitativo integrativo e non alternativo Giulia Frangiamone (Equitazione Terapeutica - Intervento riabilitativo integrativo) 16/02/2017

    INTRODUZIONE Fin da piccola ho amato la natura sotto i suoi molteplici aspetti: guardare le distese dei campi, il verde dei prati, quell’aria “che sa di buono” e il contatto con gli animali, mi hanno sempre trasmesso un grande senso di serenità e di benessere; correre e giocare in campagna mi faceva, e tuttora mi fà, sentire libera. Aver appreso nel corso degli anni che gli animali non erano soltanto un “mezzo” di compagnia ma potevano anche essere “utilizzati” nella riabilitazione di bambini con problemi, ha arricchito questo mio sentimento di un vivo interesse. L’amore per i bambini mi ha portato a scegliere questo corso di laurea e il mio interesse per gli animali, ancor di più, a scegliere come argomento di tesi di laurea, la Terapia riabilitativa a Cavallo: con entrambi penso di trovare la possibilità di una straordinaria realizzazione personale. Penso che l’amore incondizionato di un animale, che ama senza chiedere niente, che non s’impone e non sceglie mai in base ad età, peso o...

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  • Introduzione giovanna bonavolonta (Approccio psicomotorio integrato: medulloblastoma) 06/02/2013

    Tesi di Laurea di: Giovanna BONAVOLONTA   "La vita non è ciò che ti accade, ma quel che ne fai con ciò che resta"(anonimo) Con il presente elaborato finale intendo proporre la psicomotricità come tecnica a mediazione corporea quale possibile valido supporto in ambito riabilitativo in quelle realtà terapeutiche dove si renda necessario un approccio integrato. Nel caso specifico, relativo ai tumori cerebrali, studi recenti dimostrano come  i soggetti sopravissuti a questa malattia richiedano una riabilitazione che prevede un intervento che li coinvolga globalmente, al fine di poter  incrementare le strategie di coping sul piano fisico, cognitivo ed affettivo e ottimizzare gli interventi riabilitativi. Hirsch e collaboratori (1979) avevano rilevato che in un gruppo campione formato da 28 ragazzi operati di tumore al cervello, 26 (93%) avevano sviluppato nel tempo importanti problematiche caratteriali quali ansietà, lentezza  e inibizione che influenzavano notevolmente le loro relazioni...

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  • CONCLUSIONI - Confronto interculturale della comunicazione nella diade Mamma-Bambino attraverso il Neuropsychomotor Video Analysis Valentina Vergani (Confronto interculturale della comunicazione nella diade Mamma - Bambino) 07/12/2019

    Questo studio ci ha permesso di osservare e valutare il tipo di relazione che intercorre tra diadi mamma-bambino di diverse culture ponendole a confronto con le modalità relazionali che sono presenti in diadi italiane. Si sono riscontrate difficoltà nel reperire un campione sufficientemente ampio anche se lo strumento è stato presentato alle mamme con le educatrici delle strutture educative di Monza interessate, riconosciute come figure di riferimento garanti. Molte mamme si sono mostrate interessate allo studio, ma quando, al colloquio con l’operatore, veniva loro spiegato l’utilizzo della videoregistrazione, si dicevano contrarie e rifiutavano di partecipare allo studio. La videoregistrazione, infatti, come diversi studi mostrano29, è un fattore stressante per le madri, in particolar modo per quelle africane, che per una questione culturale sono reticenti a farsi videoregistrare, e questo lo si è potuto anche verificare nella postura assunta dalle mamme che hanno deciso di...

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  • CONCLUSIONI - Strategie d’intervento in bambini affetti da Disturbi dello Spettro Autistico - descrizione delle capacità comunicative e relazionali Attraverso l’utilizzo della Scala Vineland Antonella Palazzo (Intervento nei Disturbi dello Spettro Autistico) 23/10/2011

    Al termine di questo anno che mi ha visto impegnata in un percorso riabilitativo  psicomotorio con bambini affetti da Disturbi dello Spettro Autistico, sebbene il campione dei casi sia limitato, vorrei trarre delle conclusioni anche in virtù dei dati  pervenuti dalla Scala Vineland. Si è notato che, grazie al trattamento attraverso le linee guida TEACCH e dell’intersoggettività, i bambini osservati hanno presentato un miglioramento nell’area dell’Espressione, che è risultato più evidente nei bambini autistici verbali rispetto ai non verbali. Questo può ricollegarsi alla gravità del disturbo: nei bambini non verbali con autismo le abilità comunicative sono più deficitarie, rispetto ai bambini verbali, che presentano maggiori problematiche nella prosodia, nel tono e nei turni della conversazione. Si è verificato un miglioramento delle competenze nell’area dell’Espressione nei bambini autistici non verbali, in seguito alla proposta da parte del terapista di strumenti necessari per...

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  • La Conquista dello Spazio Attraverso il Corpo Alfredo Cavaliere Converti (Movimento e Spazio) 21/01/2010

    1° mese Spazio Corporeo L’ambiente familiare si troverà fin dall’inizio nella situazione di adattare gli stimoli e il ritmo giornaliero delle attività al ritmo biologico e alla modalità di risposta del neonato; se l’adattamento sarà adeguato si determinerà la soddisfazione delle necessità biologiche e nasceranno i primi rapporti positivi tra la madre e il figlio. In tal modo, si costituisce precocemente un fondamentale legame tra neonato, cure materne e benessere. Da questo primo legame nascerà, su imitazione, la risposta del sorriso al sorriso materno, prima espressione motoria con significato positivo nel rapporto con l’altro. A questa prima risposta motoria, limitata alla muscolatura mimica, seguirà nel corso del secondo mese, una risposta motoria generalizzata afinalistica, specialmente espressa dai quattro arti e accompagnata dal sorriso, quando il bambino vedrà la madre in atteggiamento affettivo o intenzionata al nutrimento. Si consolida in tal modo uno stretto rapporto tra...

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  • L'Attenzione Alfredo Cavaliere Converti (Aspetti Comportamentali) 12/06/2013

    Processo in base al quale l'energia mentale viene focalizzata su un'attività, per tutto il tempo necessario per il completamento dell'attività stessa. L'attenzione viene abitualmente suddivisa in: selettiva (capacità di concentrarsi sugli stimoli critici, escludendo gli stimoli di disturbo); divisa (capacità di spostare l'attenzione in compiti simultanei); sostenuta (capacità di mantenere l'attenzione per tutto il tempo necessario al completamento del compito). Un deficit dell'attenzione, in una o più delle sue forme, rappresenta l'elemento caratterizzante un gruppo di affezioni indicate con il termine di Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività.

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  • Il Progetto: Come, dove, con chi si svolge Alfredo Cavaliere Converti (Autonomia Personale e Sociale) 12/06/2013

    Si precisa che il Progetto si avvale di un’impostazione accostata alla pratica psicomotoria. Questo Progetto è rivolto a quei ragazzi che hanno effettuato un percorso terapeutico (psicomotricità, logopedia) che abbia permesso loro di accedere ad alcune competenze di base. Infatti, è indispensabile che il ragazzo abbia le seguenti capacità: Tempi attentivi minimi Capacità di comprendere consegne verbali Competenze motorie che permettono lo svolgimento delle attività. Il progetto è indicato quindi a coloro che hanno raggiunto gli obbiettivi prefissati grazie all’ intervento terapeutico precedentemente effettuato, ma che ancora non sono pronti ad intraprendere percorsi di livello superiore come ad esempio il Semiconvitto, oppure essere dimessi e quindi trovarsi senza un appoggio terapeutico di fronte a difficoltà che la vita quotidiana riserva. La durata non è preventivamente quantificabile, ma in modo indicativo è situata in un periodo che va da 1 a 3 anni. Strutturalmente il percorso si...

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  • LO SVILUPPO PSICOMOTORIO - Aspetti Descrittivi Teresa Vitagliano (Ritardo Psicomotorio: Diagnosi e Progetto Terapeutico) 19/06/2013

    Per un corretto approccio alla diagnosi precoce risulta evidente la necessità di conoscere il bambino e il suo sviluppo. Con il termine di sviluppo psicomotorio viene indicato quel processo grazie al quale il bambino acquisisce progressivamente una serie di abilità che gli consentono di inserirsi e partecipare all'ambiente in cui vive. Il termine di sviluppo psicomotorio caratterizza anche un periodo: è il periodo dei primi tre anni di vita, durante i quali la quantità di abilità emergenti è superiore a qualsiasi altro periodo di vita, infatti i primi tre anni di vita rappresentano un periodo particolarmente ricco di acquisizioni, durante il quale possono crearsi problemi di diagnosi e di diagnosi differenziale. In merito a quest'ultimo aspetto va, infatti, considerato che quadri nosograficamente definiti quali le Paralisi Cerebrali Infantili, il Ritardo Mentale o i Disturbi Generalizzati Dello Sviluppo, possono manifestarsi nei primi tre anni di vita con un generico Ritardo dello...

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  • Introduzione - Gli indicatori di rischio delle competenze relative all’apprendimento: valutazione in un campione di bambini di età compresa tra i 5 e i 6 anni Davide Piovesan (Gli indicatori di rischio delle competenze relative all'apprendimento) 14/05/2018

     Le difficoltà di apprendimento scolastico riguardano il 10-20% della popolazione in età scolare, la prevalenza dei disturbi specifici di apprendimento (dislessia, disgrafia e disortografia, discalculia) viene posta dalla maggioranza degli autori tra il 2 ed il 5%.[1] [2] In particolare Kavale e Fornes riportano per il disturbo di lettura un range da 2-10%, per il disturbo di scrittura la prevalenza ha range 2-8% mentre per il disturbo del calcolo il range è 1-6%.[3] Con l’acronimo DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento) si intende una categoria diagnostica relativa ai Disturbi Evolutivi Specifici di Apprendimento che appartengono ai disturbi del neurosviluppo (DSM 5, 2014) e riguarda disfunzioni delle abilità scolastiche, ossia Dislessia (difficoltà di lettura), Disortografia (difficoltà nell’aspetto costruttivo della scrittura), Disgrafia (difficoltà nell’aspetto esecutivo della scrittura) e Discalculia (difficoltà nell’area matematica).[4] Il DSA è un disturbo dimensionale...

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  • ABSTRACT - INTRODUZIONE - Prerequisiti di apprendimento: intervento riabilitativo neuropsicomotorio su un gruppo di bambini in età prescolare con diagnosi di diversa eziologia Giorgia Marcolini (Prerequisiti di apprendimento: intervento riabilitativo neuropsicomotorio su un gruppo di bambini in età prescolare) 29/01/2020

    ABSTRACT ITALIANO Candidata: Giorgia Marcolini Titolo tesi: “Prerequisiti di apprendimento: intervento riabilitativo neuropsicomotorio su un gruppo di bambini in età prescolare con diagnosi di diversa eziologia’’ Questa tesi presenta e descrive la metodologia riabilitativa neuropsicomotoria in un gruppo di 7 bambini, nella fascia di età compresa tra i 4 e i 6 anni con diagnosi di diversa eziologia. Le patologie descritte sono la disabilità intellettiva, il disturbo dello spettro autistico e il disturbo di linguaggio. L’obiettivo dello studio si è focalizzato sul potenziamento dei prerequisiti di apprendimento, per fornire ai bambini con sviluppo atipico gli strumenti e le conoscenze necessari per l’inizio della Scuola primaria. Il termine apprendimento indica il processo mediante il quale si modifica la struttura delle competenze possedute e i legami tra di esse, per integrare progressivamente informazioni nuove, riorganizzando la mappa dei concetti già elaborati. Quando si parla...

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  • AGGRESSIVITÀ - Introduzione Teorica Giulia Bidinost (Bambino Aggressivo: Dalla reazione alla relazione) 10/05/2016

    Definizioni a confronto Il concetto di aggressività è stato da sempre oggetto di studio nei più svariati campi della ricerca. A livello semantico il termine include un ampio insieme di idee e una vasta gamma di fenomeni che a loro volta riflettono gli orientamenti,  talvolta contrastanti dei vari ricercatori. Definirla come mero comportamento caratterizzato da azioni verbali, non verbali o fisiche che causano un danno a un’altra persona, all’ambiente o a sé (Morrison,1990), è quindi riduttivo poiché non considera i fattori causali, emozionali e intenzionali che rendono tanto peculiari ognuna di queste condotte. L’aggressività si rispecchia piuttosto nella definizione coniata da Storr (1968)1 di “parola valigia” in quanto amalgama significati molto diversi tra loro: un’emozione aggressiva giustificata o ingiustificata, un atteggiamento mentale, un istinto, un’azione e così via. La difficoltà, infatti, sta soprattutto nel dover distinguere forme  di  aggressività  comunemente  giudicate ...

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  • INTRODUZIONE - Empatia: origine, significato e disordini Emanuela Varriale (Empatia: origine, significato e disordini) 03/01/2014

    L’empatia è una complessa forma di inferenza psicologica nella quale l’osservazione, la memoria, la conoscenza ed il ragionamento si combinano per produrre intuizioni sui sentimenti degli altri individui [1].   L’esperienza soggettiva dell’empatia nell’uomo può essere spiegata partendo da un modello teorico, proposto da Jean Decety e Philip L. Jackson (2004), che prevede l’interrelazione dinamica tra le seguenti componenti funzionali: condivisione dell’esperienza affettiva dell’altro; consapevolezza di sé e dell’altro; flessibilità mentale ad adottare la prospettiva soggettiva dell’altro. La componente affettiva dell’empatia potrebbe essere concettualizzata, nella sua forma più rudimentale, nella capacità di rilevare lo stato affettivo di un’altra persona. Nel primo capitolo si sottolinea sia l’aspetto relativo all’evoluzione dell’empatia nel corso degli ultimi decenni sia l’importanza di determinati dati provenienti da numerose ricerche scientifiche le quali dimostrano come il...

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  • Il Sincronismo tra suono e movimento Annetta Sedda (Medium Sonoro) 13/11/2009

    L’atto motorio, possibile grazie all’energia vitale presente in ogni essere animale, partecipa all’azione comunicativa. Infatti il movimento,energia cinetica, produce vibrazioni, suoni, rumori, da quelli corporei, a quelli prodotti grazie all’azione esercitata con eventuali oggetti. Uno dei mezzi per favorire l’attenzione  sul “sesto senso” (ossia la sensibilità propriocettiva) è quello dell’integrazione del suono ritmico-musicale col movimento.Anche i movimenti corporei come la marcia, la corsa, ecc., producono suoni (7); in particolare i rumori dei passi, oltre a tutti quelli che derivano dall’utilizzo degli attrezzi come nel gioco della palla. Altri movimenti invece si compiono nel silenzio, e il feedback sensoriale è solo cinestetico(e in particolare anche visivo); in tal caso è frequente l’abitudine di accompagnare d’istinto con parole(motivi musicali) questi movimenti silenziosi per aiutarsi ad eseguirli meglio. L’accompagnamento subvocale è anche spontaneamente utilizzato quando ci...

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Sara Colombo

Sabrina Rapello

Ilaria Pesavento

Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali

American Psychiatric Association

Edizione italiana a cura di Massimo Biondi

DSM-5