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Rosa Pastore

Livio Caianiello

Martina Sala

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Tesi di Laurea

Francesca Ferrara Sindrome di Down e Capacità Rappresentative Hits:1505

Annetta Sedda Medium Sonoro Hits:4062

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  • Cosa pensa il bambino Alfredo Cavaliere Converti (Che cos'è e cosa si propone) 12/06/2013

    Chi è questo signore? Cosa vuole da me? Perché io dovrei giocare con lui? Queste domande che inizialmente il bambino si pone, nel tempo si trasformano in: Come e cosa farò in quel luogo? Quindi le domande non si articolano solo sulla persona, ma sull'accadere. È questo accadere nel luogo e nel tempo della seduta che il bambino riconosce come proprio, personale, individuale.

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  • La Dislessia: Diagnosi Alfredo Cavaliere Converti (Disturbi Specifici dell' Apprendimento) 16/10/2009

    La diagnosi solitamente viene fatta intorno ai 7-8 anni, ovvero alla fine del primo anno di scuola elementare. Questo pone un grande problema di natura educativa e riabilitativa, infatti in questa epoca il disturbo è già “patologgizzato”, il bambino attiva già da tempo meccanismi di compenso che risulterà difficile destrutturate. Al contrario un’attenta osservazione ed un eventuale intervento in età prescolare sulle abilità cognitive responsabili dell’apprendimento futuro risultano particolarmente adeguate come intervento preventivo. Nello specifico in quest’epoca è fondamentale porre molta attenzione su abilità come il linguaggio, la memoria, la percezione visiva e uditiva e la coordinazione motoria. Disturbi in tali aree possono essere indici di rischio per eventuali disturbi di apprendimento.

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  • Parent Training - Sindrome di Dravet Francesca Orsini (I Disordini Neurosensoriali nelle Encefalopatie Epilettiche) 26/02/2017

    Nel momento in cui avviene la presa in carico di un paziente con Sindrome di Dravet sarebbe un errore non da poco se non venisse tenuta in gran conto la famiglia, ma soprattutto i genitori del paziente. È infatti sempre fondamentale che il Personale Medico prenda coscientemente atto delle difficoltà cui va incontro la famiglia e le tenga in considerazione, quando deve relazionarsi professionalmente con essa. Lo scopo dei Medici e del Personale Sanitario Riabilitativo deve infatti essere il raggiungimento della migliore qualità di vita non solo per i pazienti, ma anche -e soprattutto- per le loro famiglie. Diventa perciò necessario che tutti gli Specialisti Sanitari che si trovano a lavorare con pazienti affetti da Sindrome di Dravet, prendano in carico tutta la famiglia, con lo scopo di accompagnarla nel lungo percorso di accettazione della diagnosi, esecuzione del trattamento e sostegno nell’affrontare le comorbidità, soprattutto a lungo termine.   La complessa gestione della...

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  • Valutazione dello sviluppo motorio dei bambini nati pretermine: Protocollo, Materiali e Metodi, Casistica e grafici Protocollo Alberto Bianco (Valutazione dello sviluppo motorio dei bambini nati pretermine) 31/01/2019

    Il progetto è stato condotto da una Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva insieme ad un allievo tesista, nel periodo che va da Aprile ad Ottobre 2018. Il lavoro è stato svolto all’interno dell’U.O. di Neuropsichiatria Infantile dell’Ospedale Giannina Gaslini di Genova. Questo progetto si inserisce all’interno del programma di follow-up del neonato pretermine e a rischio, servizio gestito dal reparto di Patologia e Terapia Intensiva Neonatale, che prevede, in collaborazione con il reparto di Neuropsichiatria Infantile, valutazioni periodiche dello sviluppo del bambino al fine di una individuazione precoce delle eventuali difficoltà dello sviluppo globale del bambino e di una presa in carico tempestiva. La ricerca scientifica ha potuto evidenziare la presenza di maggiori difficoltà nello sviluppo delle capacità motorie nei bambini nati pretermine, anche in assenza di patologie specifiche, come le Paralisi Cerebrali Infantili. Analizzando gli articoli presenti...

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  • Metodo Kabat Nello Nenna (Abilitazione neuropsicomotoria) 28/06/2010

    Kabat e la sua scuola hanno dato per primi valore : al processo per cui uno stimolo, trasmesso tra cellule nervose, facilita il successivo passaggio a breve distanza di un'altro stimolo ( facilitazione temporale); al processo per cui uno stimolo riflesso puo' venire rafforzato (facilitazione spaziale) od inibito da stimoli di diversa provenienza che arrivano alle stesse cellule nervose; alla conoscenza di meccanismi di connessione fra cellule nervose:Questa conoscenza avrebbe permesso di sfruttare al meglio cellule ancora integre e presenti nelle neurolesioni centrali e periferiche. Le principali premesse del suo metodo sono: il movimento volontario deve essere interpretato come il risultato di un lavoro integrato e coordinato di tutta la muscolatura; la mancanza di forza propria delle insufficienze motorie deve venire combattuta per mezzo di un'ipereccitazione e del coinvolgimento di tutte le cellule ancora funzionanti risultati ottenuti opponendo una resistenza al movimento; il...

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  • LA SINDROME DI MOEBIUS: epidemiologia, classificazione ed eziopatogenesi Alessandra Murru (Progetto Riabilitativo nella Sindrome di Moebius) 13/12/2015

    Definizione La Sindrome di Moebius, anche detta “diplegia facciale congenita” o “paralisi del VI e VII paio di nervi cranici” o “paralisi oculo-facciale congenita”, è una  malattia congenita non-progressiva rara, caratterizzata da una paralisi completa o parziale del VI e del VII nervo cranico, sia unilaterale che bilaterale, frequentemente accompagnata dalla disfunzione di altri nervi cranici e da diversi tipi di malformazioni. Fu descritta per la prima volta da Von Graefe nel 1880, tramite il contributo di Harlon e Chisolm che presentarono alcuni casi. Più tardi, nel 1888, Paul Julius Moebius (Lipsia, 24 Gennaio 1853-8 Gennaio 1907) studiò e classifico i pazienti affetti dalla sindrome, ampliando ulteriormente i segni e i sintomi descritti da Von Graefe e conquistando, così, distinzione eponimica. Caratteristica peculiare dei pazienti affetti dalla sindrome di Moebius è la completa o parziale assenza della mimica facciale, si parla infatti di “bambini senza sorriso”, che...

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  • Dati necessari per una valutazione terapeutica Alfredo Cavaliere Converti (Paralisi Cerebrale Infantile) 07/10/2009

    Funzioni adattive Competenze neuromotorie Competenze percettive-motorie Competenze gestuali e prassiche Competenze senso-motorie Competenze sensoriali Competenze intellettivo Competenze relazionali Individuazione-separazione,prime autonomie, Autonomiedi relazione extra-familiari Competenze comunicative Comprensione simbolica La natura dei suoi interessi Il tipo di collaborazione Le capacità d'attenzione Il livello d'autostima Situazione ambientale (famiglia, operatori della riabilitazione) Bambino-famiglia : La personalità dei genitori L'ampiezza del nucleo familiare Il livello di conoscenza dei problemi del bambino Il tempo e le energie per il trattamento Impatto con la consapevolezza di una disabilità cronica, Separazione e inserimento scuola. Problemi relazionali : Del bambino Della famiglia Degli operatori Progetto diagnostico-terapeutico Differenziato e articolato in relazione ai disordini nelle funzioni delle diverse patologie e delle diverse forme, adattato al bambino e...

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  • La Partecipazione - coinvolgimento in situazioni di vita Maria Grazia Nocerino (PEM-CY: Uno strumento per valutare la partecipazione nei bambini e negli adolescenti) 19/07/2018

    Concetto di Partecipazione Il termine partecipazione si presta a molteplici significati. Secondo l' Organizzazione mondiale della Sanità la partecipazione viene definita come “coinvolgimento in situazioni di vita”; tale definizione è stata adottata anche dall' ICF-CY. La partecipazione viene considerata come un concetto multidimensionale e universale, importante per tutti gli individui in tutto il ciclo della vita, indipendentemente dallo stato di disabilità, socio-economico, sesso, età, razza, etnia o paese d'origine. Rendendosi partecipi a diverse attività, i bambini formano amicizie, sviluppano abilità e competenze, esprimono la propria creatività e raggiungono un livello ottimale di salute mentale e fisica. Partecipazione e disabilità I bambini con disabilità tendono ad essere più limitati nella loro partecipazione alle attività quotidiane (per esempio attività ricreative, lavori domestici, e impegni sociali) rispetto ai loro coetanei e la portata delle loro attività risulta...

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  • PSICOPATOLOGIA GENITORIALE E INSORGENZA DI UN ATTACCAMENTO INSICURO Antonella Mazza (Il ruolo genitoriale nello sviluppo emotivo, comportamentale e relazionale del bambino) 03/11/2019

    In presenza di psicopatologia genitoriale, ciò che il bambino sperimenta è, in base al tipo di disturbo, un senso di disinteresse, negligenza fisica ed emotiva, un'assenza di cure da parte dei genitori, o al contrario un interesse morboso ed intrusivo nonché un eccessivo controllo ed ansia sul bambino. Quello che si verrà a delineare sarà, dunque, uno specifico pattern di attaccamento insicuro, il quale verrà poi riportato nelle relazioni affettive e intime del bambino, dell’adolescente e dell’adulto. Psicopatologia genitoriale correlata ad un attaccamento insicuro evitante Quando abbiamo parlato dell’attaccamento insicuro evitante abbiamo detto che il caratteristica distintiva di questo pattern è la difficoltà nello stabilire una relazione significativa e stabile con la figura di attaccamento, che a sua volta genera un profondo dolore emotivo, questo porta il bambino ad avere difficoltà nel riconoscere nel genitore la base sicura in cui trovare sostegno e conforto. Questo...

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  • Evoluzione della motricità Alfredo Cavaliere Converti (Il Movimento) 17/09/2010

    La maturazione del sistema nervoso nel periodo postnatale e, in particolare, la mielinizzazione del fascio piramidale, abbinato all’organizzazione progressiva delle percezioni estero e propriocettive, libera il neonato da uno stato di dipendenza totale. C’è un momento decisivo nello sviluppo del bambino che è quello del primo atto volontario cosciente; è il momento in cui la prensione volontaria succede alla presa riflessa. Prendere non è più ricevere: è la prima manifestazione di un essere che si afferma come soggetto. È la scoperta di un potere sugli oggetti, sul mondo, sull’altro, sul proprio corpo. La scoperta di questo “poter agire” associato al “poter sentire” apporta una dimensione nuova al piacere primitivo del movimento. È il piacere dell’azione, di prendere l’oggetto, di dargli del movimento, di spostarlo, di lanciarlo, di modificarne la sua forma. Scopre il piacere di giocare con le sue mani, con i suoi piedi, poi con tutti i suoi segmenti; il piacere di modificare la forma...

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  • Esperienza uditiva, definizioni di rumori, teorie dello sviluppo e prevenzione Lisa Bolognesi (Stato comportamentale del bambino in risposta agli STIMOLI SONORI in TIN) 12/05/2016

    ESPERIENZA UDITIVA L’udito è “la funzione sensoriale specifica relativa alla percezione di suoni e rumori, avendo per organo di ricezione degli stimoli l’orecchio” (Devoto Oli, 2013). Dal punto di vista fisiologico, “l’udito è la nostra percezione dell’energia delle onde sonore, che sono onde pressorie che alternano zone di aria compressa e rarefatta”. La sensazione uditiva è determinata da più eventi di trasduzione che percorrono tutta la struttura dell’orecchio dalla parte più esterna alla più interna. Inizialmente, le onde sonore provengono dall’orecchio esterno, percorrono il condotto uditivo esterno fino ad arrivare alla membrana timpanica.  Il raggiungimento di quest’ultima, da parte dell’onda sonora, dà origine ad una vibrazione, la quale, a sua volta, si sposta progressivamente nell’orecchio medio, attraversando in sequenza i tre ossicini (martello, incudine e staffa), che la amplificano. In quest’ultimo passaggio una parte di energia viene persa a causa dell’attrito. I tre...

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  • Analisi del pattern di deambulazione di bambini con disabilità neuromotoria attraverso un sensore magnetico/inerziale G-SENSOR ® Alessandro Ciulli (Il dispendio energetico nei bambini con Patologia Neuromotoria) 11/12/2017

    Introduzione Scopo di questo studio era quello di verificare se attraverso un sensore commerciale (G-SENSOR ® BTS Italia) a basso costo era possibile valutare l’efficacia, l’efficienza ed il consumo energetico durante la deambulazione in un gruppo eterogeneo di bambini affetti da differenti forme e tipi di patologie neuromotorie. Strumentazione Il G-SENSOR ® è un dispositivo dotato di un sensore inerziale che permette la rilevazione di parametri spazio-temporali e cinesiologici in soggetti deambulanti. Il sensore inerziale è un MEMS (Micro- Electro Mechanical System) formato da: Un accelerometro triassiale che misura l’accelerazione lineare e la forza di gravità, utilizzando lo spostamento di una molla su un asse lineare. Un giroscopio triassiale che misura la velocità angolare di rotazione attorno ad un asse. Un sensore magnetico triassiale in grado di misurare il vettore campo magnetico terrestre in relazione alla nostra posizione e al nostro orientamento nello spazio. Fig.12:...

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  • Trattamento neuropsicomotorio: Introduzione - Dalla valutazione del profilo motorio all’intervento neuropsicomotorio CHIARA MONDINI (Dalla valutazione del Profilo Motorio all’Intervento Neuropsicomotorio) 18/12/2016

    Le capacità coordinative sono influenzate da condizioni neurologiche, ambientali e psicologiche, da qui la necessità di offrire al bambino tutti gli stimoli necessari affinché si verifichi un buon funzionamento del sistema nervoso e in particolare dell’apparato senso-motorio e un’adeguata integrazione delle informazioni dei diversi sistemi percettivi. Ciò si traduce attraverso un’educazione motoria del bambino che tiene conto di un ottimale sviluppo delle capacità coordinative (Meinel, 1984). Tra i prerequisiti fondamentali per un buon apprendimento motorio ricordiamo: Capacità di apprendimento motorio, che consiste nell’assimilazione e nell’acquisizione di movimenti o di parti di movimenti precedentemente non posseduti, che devono poi essere immediatamente stabilizzati; Capacità di controllo motorio, la capacità di controllare il movimento secondo lo scopo previsto, cioè di raggiungere esattamente il risultato programmato del movimento; Capacità di adattamento e trasformazione dei...

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  • INTRODUZIONE - ABSTRACT - PREMESSA E SCOPO - Lettura ad alta voce e Comunicazione Aumentativa Alternativa: riabilitazione e partecipazione Noemi Moltani (Lettura ad alta voce e Comunicazione Aumentativa Alternativa) 07/05/2016

    ABSTRACT Introduzione La comunicazione nasce nell’uomo come bisogno primario e fondamentale per esprimere i propri pensieri, sentimenti, bisogni, desideri e, più semplicemente, per affermare se stessi e la propria identità (Mancini A., 1988). Lo sviluppo di questa competenza inizia fin dai primi giorni di vita del bambino, che crescendo sarà sempre più indipendente e abile nell’utilizzare questa “funzione”. Tuttavia per alcuni bambini questo processo non avviene in modo lineare e naturale ma incontrano delle difficoltà che limitano e inficiano la loro comunicazione, negandogli la possibilità di esprimere come vorrebbero il loro mondo interiore. L'inizio precoce di interventi di comunicazione aumentativa alternativa (CAA) può contribuire a prevenire un ulteriore impoverimento comunicativo, simbolico, relazionale e cognitivo e la comparsa di disturbi del comportamento, altrimenti molto diffusi proprio come strategia di comunicazione. Scopo Questo lavoro di tesi, svolto presso la...

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  • Diagnosi pre-natale - Sindrome di Down Alfredo Cavaliere Converti (Sindrome di Down) 13/01/2010

    Diagnosi pre-natale - Sindrome di Down È possibile una diagnosi pre-natale tramite amniocentesi: si può vedere al cariotipo l’evidente anomalia del cromosoma. All’ecografia fetale ci possono essere alcuni segni di probabilità: il femore, in rapporto alla lunghezza delle altre ossa, è molto corto anomalia della cerniera occipitale: è più infossata ed è più stretto lo spazio tra occipite e prima vertebra cervicale (di difficile individuazione)

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  • Valutazione e trattamento neuropsicomotorio del bambino con disabilità intellettiva: analisi del funzionamento esecutivo e delle prassie all’interno del profilo di sviluppo adattivo Ariela Alexovits (Valutazione e trattamento del bambino con disabilità intellettiva) 18/02/2015

    INTRODUZIONE Questa tesi concerne il trattamento neuro e psicomotorio della disabilità intellettiva con particolare attenzione al deficit delle funzioni esecutive e alla disprassia che sono alla base del deficit delle funzioni adattive,tipicamente carenti in questa patologia. Verranno descritte le caratteristiche della disabilità intellettiva , la classificazione comparando i diversi manuali di classificazione esistenti,, le cause e le conseguenze del disturbo fino ad arrivare alla prognosi , soffermandosi sull'importanza delle capacità adattive che sono le abilità che permettono di ottenere una qualità della vita migliore possibile. Inoltre verranno analizzate nel dettaglio le funzioni esecutive e le abilità prassiche, le teorie alla loro base e la loro valutazione, arrivando alla considerazione del fatto che, influenzandosi a vicenda, sono propedeutiche allo sviluppo del funzionamento adattivo del bambino. Tutte queste caratteristiche vengono prese in considerazione dal Terapista...

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  • RIASSUNTO - L'impatto dell'utenza straniera nei servizi di Neuropsichiatria Infantile: il Progetto Migranti per la formazione di TNPEE senza forntiere Livio Caianiello (Progetto migranti per la formazione di TNPEE senza frontiere) 01/09/2014

    Premessa - I flussi migratori degli ultimi decenni hanno portato ad una modificazione e riassestamento della società moderna. I cambiamenti che l'immigrazione ha comportato si manifestano anche dal punto di vista clinico e riabilitativo. Nel corso degli anni '70 diversi Psichiatri ed Antropologi (per lo più di origini Francesi), hanno sviluppato le basi teoriche di quella che si sarebbe poi andata a definire "Clinica Transculturale". I vari Devereux, Nathan e Moro hanno a loro modo contribuito alla nascita e sviluppo di tale branca della Psichiatria moderna. Attualmente in Italia il flusso di soggetti immigrati va aumentando sempre più ogni anno; si è quindi ipotizzato di adottare alcuni dei principi fondamentali della "Clinica Transculturale", in modo da formare dei terapisti nell'ambito della riabilitazione dell'età evolutiva, che possano andare a rispondere e a soddisfare gli specifici bisogni dei pazienti stranieri/immigrati. Per far ciò, è stato finanziato dalla regione...

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  • Valutazione e trattamento neuropsicomotorio del bambino con disabilità intellettiva - BIBLIOGRAFIA Ariela Alexovits (Valutazione e trattamento del bambino con disabilità intellettiva) 18/02/2015

    [1] American Association on Mental Retardation "Ritardo mentale. Definizione, classificazione, sistemi di sostegno e quaderni di lavoro" 10^ edizione Vannini 2005 [2] American Psychiatric Association (APA) "Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders- Fourth Edition (DSM-IV) 1994 pagg. 53-61 [3] American Psychiatric Association (APA) "Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders- Fourth Edition (DSM-IV) 1994 pagg. 69-71 [4] American Psychiatric Association (APA) "Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders- Fifth Edition"(DSM-5) 2013 pagg. 37-47 [5] American Psychiatric Association (APA)"Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders- Fifth Edition"(DSM-5) 2013 pagg. 86-94 [6] Benso F. "Funzioni esecutive attenzione apprendimenti: valutazione e cenni sui trattamenti" atti del convegno Genova 2014 [7] Benso F. "Un modello di interazione tra il Sistema Attentivo Supervisore e i sistemi specifici nei diversi apprendimenti" Rivista: "Saggi - child...

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  • Disturbi della plasticità e riabilitazione giovanna bonavolonta (Approccio psicomotorio integrato: medulloblastoma) 06/02/2013

    Oggi è noto come tra i disturbi della plasticità disfunzionale vi sia non solo  un’attività svolta con modalità disfunzionale o semplicemente ripetuta all’eccesso, che causa riarrangiamenti corticali indesiderati per poi  trasformarsi in difficoltà di controllo motorio, come la sindrome da eccesso d’uso o le distonie date dall’effetto dell’esercizio ripetuto di attività specifiche, come la scrittura o l’uso di uno strumento musicale. Tra i disturbi della plasticità disfunzionale troviamo anche  l’arto fantasma doloroso e la distonia focale alla mano, il crampo dello scrivano o dei musicisti. La distonia focale alla mano si presenta in soggetti che fanno uso continuo e forzato delle dita e comporta disturbi di coordinazione dei movimenti della mano, incapacità di contrarre i muscoli della dita e di utilizzare queste ultime in maniera differente, cosicché i movimenti di certe dita diventano involontariamente associati ai movimenti di altre dita. Spesso questa tipologia di pazienti è...

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  • II Caso - Iperattività o ADHD - Presa in carico e colloqui con la famiglia Fortunata Alboretti (Iperattività o ADHD) 12/06/2013

    Inizialmente V. aveva problemi di separazione dalla madre, la quale entrava in terapia accompagnandolo e poi usciva. Questo durava per poche sedute, dopo aver instaurato un discreto approccio relazionale V. accettava l'entrata in terapia e si toglieva le scarpe (questo momento segnava l'inizio e la fine della seduta). Nelle sedute iniziali il bambino mostrava un comportamento quasi inibito, poi pian piano venivano fuori le disattenzioni, l'impulsività e l'iperattività. La madre riferiva che i due bambini avevano sviluppato un comportamento di competizione e di rivalità, dovunque andavano erano difficili da gestire. V. manifestava una discreta collaboratività, non tollerava le frustrazioni, non rispettava i turni, le regole e si presentava egocentrico ed oppositivo. A scuola, riferiva la madre che V. era in grado d'avere scambi proficui con i coetanei, presentava difficoltà nell'intraprendere la relazione con loro. Il linguaggio espressivo appariva strutturato a livello frastico, ma...

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