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Loredana Urraro

Andrea Sattanino

Sofia Posca

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Tesi di Laurea

Annetta Sedda Medium Sonoro Hits:3884

Irene De Maria Modello della Family Centered Care (FCC) Hits:4924

Maria Piscitello Sindrome di Down - Intervento Psicomotorio Hits:4986

Fabio RESCIGNO Sindrome di Prader-Willi Hits:6315

giovanna bonavolonta Approccio psicomotorio integrato: medulloblastoma Hits:7773

Luciano Montefusco Immagine di sè e Schema Corporeo Hits:11385

Maria PADOVANO La Psicomotricità come unione Hits:17332

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Altri Argomenti

  • AGGRESSIVITÀ - I casi clinici Giulia Bidinost (Bambino Aggressivo: Dalla reazione alla relazione) 10/05/2016

    Metodologia di lavoro Ai fini di individuare e sviluppare un progetto riabilitativo globale ma contemporaneamente centrato sull’approfondimento dei comportamenti aggressivi, si è scelto di analizzare i casi di G., K., e M.. I tre bambini, già in carico al servizio età evolutiva di Este, partecipano settimanalmente alle sedute di neuropsicomotricità, e mi è stato dunque possibile seguirli in modo continuativo per un periodo di sei mesi (da maggio a ottobre 2015). Il mio lavoro si è suddiviso principalmente in tre moment i: una prima fase valutativa(nel mese di maggio), per la quale ho utilizzato come traccia la scheda di osservazione neuropsicomotoria SON di G. Gison, E. Minghelli, V. Di Matteo (2007), e nella quale l’attenzione è stata focalizzata soprattutto sui fattori scatenanti le manifestazioni aggressive; una successiva parte di trattamento, preceduto dalla stesura del profilo funzionale del bambino e del progetto terapeutico, e infine la fase di verifica finale(nel mese di...

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  • ABSTRACT - Come cambia la riabilitazione: studio sull’utilizzo dei videogiochi per la rieducazione delle abilità di lettura Manuel Liveri (Utilizzo dei Videogiochi per la Rieducazione delle Abilità di Lettura) 30/08/2017

      Abstract Questo progetto è nato da un interesse personale, rivolto ad indagare il mondo dei videogiochi, sotto una prospettiva diversa da quella propriamente ludica, pensando alle funzioni neurocognitive potenzialmente stimolabili attraverso il loro utilizzo e quindi strumento del Terapista per veicolare proposte riabilitative, quale contributo a diversi filoni di ricerca recenti che vedono i videogames protagonisti di possibili applicazioni all’interno della neuroriabilitazione. Nella riabilitazione dell’età evolutiva, in particolare, il videogioco è pensato come mezzo del Terapista della Neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, quale parte integrante o complementare del suo intervento specifico, che si avvale dell’oggetto ludico, di qualsiasi tipologia esso sia, come strumento di lavoro (Wille; Ambrosini, 2012). La possibilità di utilizzare le nuove forme di gioco basate sulla tecnologia può rivelarsi infatti un fattore positivo per avvicinare il mondo della riabilitazione alla...

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  • Dal Dialogo Tonico al Dialogo Sonoro Maria Vittoria Berno (L’importanza della voce nella terapia neuro e psicomotoria) 28/12/2013

    I bambini con cui ci troviamo a lavorare hanno molto spesso delle difficoltà di dialogo: bambini autistici, bambini con paralisi, bambini affetti da disturbi del linguaggio o della comunicazione, bambini che presentano disturbi sensoriali. Questi piccoli perdono, o molto spesso non acquisiscono nemmeno, le regole fondamentali e le modalità primarie di approccio con l’altro, di scambio, di confronto, appunto, di dialogo. Nella nostra professione la dimensione del dialogo tonico si manifesta come una dimensione dalle grandi potenzialità nella cura di un bambino: una modalità semplice e nello stesso tempo complessa, che la madre offre naturalmente al bambino ma che, a volte, necessita di aiuti da parte del terapista: anche grazie a tale aiuto diviene poi una pratica della quotidianità e la modalità primaria del ‘fornire cura e affetto’. E’ sufficiente il Dialogo Tonico? Il dialogo tonico è una pratica che richiede necessariamente l’uso del corpo, sia da parte del terapista o dell’adulto...

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  • Il trattamento degli aspetti neurologici e neuropsichiatrici Roberta Caruso (Il trattamento precoce di bambini con Sclerosi Tuberosa mediante Parent-Mediated Intervention) 10/10/2018

    Diversi studi clinici stanno evidenziando l'efficacia e la sicurezza degli inibitori mTOR nel trattamento di diverse manifestazioni neurologiche e neuropsichiatriche associate alla sclerosi tuberosa. Il trial EXIST-3 è uno studio internazionale di fase 3 che ha dimostrato l’efficacia e la tollerabilità di everolimus, un inibitore di mTOR, nel trattamento delle crisi focali resistenti ai comuni antiepilettici nella TSC20. Il progetto EPISTOP Lo scopo dello studio EPISTOP è di capire meglio i meccanismi dell’epilessia nei pazienti con TSC. Il titolo del progetto è: Studio prospettico a lungo termine per la valutazione di biomarker clinici e molecolari dell’epilettogenesi in un modello genetico di epilessia – La sclerosi tuberosa. Si tratta di uno studio multicentrico che coinvolge 14 centri tra ospedali e laboratori in Europa, negli Stati Uniti e in Australia. Il progetto ha una durata di 5 anni, da novembre 2013 a ottobre 2018, e durante questo arco di tempo si propone di identificare i...

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  • DISCUSSIONE - PEM-CY: Uno strumento per valutare la partecipazione nei bambini e negli adolescenti Alfredo Cavaliere Converti (PEM-CY: Uno strumento per valutare la partecipazione nei bambini e negli adolescenti) 19/07/2018

    Dalla somministrazione del PEM-CY sul campione di soggetti disabili coinvolti in questa indagine emerge che: Il SES appare come il maggior determinante la qualità della partecipazione in soggetti disabili. Più in dettaglio, ad un SES più elevato corrisponde una maggiore consapevolezza da parte della famiglia circa la necessità che il bambino venga coinvolto maggiormente nelle attività che hanno luogo in casa e/o a scuola. Inoltre un SES elevato induce all'interno della famiglia la percezione che ci sia una minore supportività verso il proprio figlio all'interno del contesto sociale e scolastico. Altri due indicatori importanti della partecipazione si sono rivelati il livello di autonomie complessivo e il livello di autonomie raggiunto nelle attività quotidiane dal bambino. Una maggiore autonomia delle attività quotidiane determina un maggiore coinvolgimento all' interno dell' ambiente sociale. I dati raccolti da questa indagine, sebbene riferiti ad un campione ridotto di soggetti...

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  • Il linguaggio della psicomotricità e quello di altre discipline silvia carillo (La comunicazione verbale e non verbale) 25/06/2013

    La pratica psicomotoria è basata su una teoria sottostante, la strutturazione di tale teoria si è lentamente sviluppata nel tempo, attraverso osservazioni e analisi, la cui organizzazione e sistematizzazione ha richiesto l'uso di un linguaggio specifico che permettesse anche la veicolazione della conoscenza. Tuttavia, anche se un pensiero psicomotorio è rinvenibile fin da tempi lontani, la psicomotricità ha avuto il suo sviluppo successivamente all'avvento di altre discipline, quali la psicologia, la psichiatria, la psicoanalisi e le altre psicoterapie. Naturalmente il linguaggio della psicomotricità non poteva non essere influenzato dal linguaggio e dalle terminologie di quelle discipline, cosa questa evidenziata dal fatto che nei linguaggi di queste teorie vi è spesso l'uso di termini simili. Ma ciò non vuoi dire che il significato dello stesso termine coincida nelle varie teorie, infatti, il più delle volte, è possibile trovare una diversità di significato più o meno grande.   Se...

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  • Pratica Psicomotoria parametri di osservazione Daniela Di Lanno (La Pratica Psicomotoria educativa e preventiva) 07/11/2010

    La Psicomotricità è una disciplina relativamente giovane e poco conosciuta; nata dall’incontro di diverse discipline, ha molteplici orientamenti. Proprio per questo motivo è difficile trovare dei parametri d’osservazione comuni alle diverse metodologie. La Psicomotricità ha preso su di sé il compito di unificare il dualismo cartesiano “ Mente” “Corpo” ponendosi l’obiettivo di considerare la persona globalmente. La metodologia che utilizziamo (Pratica Psicomotoria) si avvale dell’osservazione diretta e partecipante.Prima di analizzare cosa osservare è fondamentale definire come osservare: questo tipo d’osservazione non indica soltanto la partecipazione a livello dell’agire, ma si fonda sull’attitudine emotiva interiore e sull’ascolto di tutto ciò che proviene dall’altro. Questo ascolto empatico ci consente di accogliere e contenere l’oggetto osservato nella sua interezza, evitando così il rischio di osservare solo degli aspetti frammentari. Pertanto, è fondamentale osservare con tutta la...

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  • Bibliografia Sviluppo Neuro Psicomotorio Alfredo Cavaliere Converti (0-12 mesi) 12/10/2009

    Bibliografia Sviluppo Neuropsicomotorio Marci J. Hansan L'insegnamento del bambino Down ED. Erickson, 1996 Leonardo Trisciuzzi Psicologia Educazione Apprendimento Ed. Giunti Barbèra, 1984

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  • All’inizio era il verbo? No, all’inizio era l’azione! Alla ricerca di una spiegazione motoria delle difficoltà comunicative nell’autismo Valentina Del Bello (Spiegazione motoria delle difficoltà comunicative dell'Autismo) 20/10/2014

    Riassunto Introduzione: Numerosi studi propongono che le anomalie motorie precoci che caratterizzano l'autismo possano essere alla base delle peculiari difficoltà comunicative e sociali dei soggetti affetti da tale sindrome (Teitelbaum et al., 1998, Leary e Hill 1996, Bauman, 1992). L'idea di studiare i legami tra azione e linguaggio nell'autismo si colloca quindi all'interno di tale cornice teorica e il lavoro svolto nelle presente tesi fa particolare riferimento all'ipotesi secondo cui la presenza di comandi motori accoppiati tra aperture di mano e bocca interna durante il parlato possa essere un indicatore di un corretto sviluppo motorio e linguistico, che nei soggetti con DGS appaiono spesso deficitari. Scopo:L'obiettivo del presente studio è,  quindi, quello di indagare in soggetti con sviluppo tipico (TD) e in soggetti con Disturbo Generalizzato dello Sviluppo (DGS) gli effetti della prensione manuale di oggetti grandi e piccoli sui parametri dello spettro vocale di parole...

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  • Sindrome di Sturge-Weber è una malattia rara Alfredo Cavaliere Converti (Altre Sindrome Genetiche) 18/03/2010

    La sindrome di Sturge-Weber è una malattia rara che è presente sin dalla nascita. Un bambino con questa condizione avrà una voglia simile ad una macchia di vino rosso (di solito sul viso) e problemi neurologici. La sindrome di Sturge-Weber (SSW) è una malformazione vascolare congenita caratterizzata da una malformazione capillare della faccia (definita di solito ``angioma'', sebbene non si tratti di un tumore), associata a disturbi oculari e neurologici di grado variabile. L'incidenza è stimata in 1:50.000. La lesione facciale è un angioma piano (AP), di solito presente alla nascita, che occupa la regione della fronte e la porzione superiore della palpebra (zona comunemente definita V1). L'AP a volte è più esteso e ricopre le aree facciali V2 (mascellare) e V3 (mandibolare) in forma monolaterale o bilaterale; occasionalmente può raggiungere persino il tronco e gli arti. In rari casi, è assente la malformazione capillare facciale, ma sono presenti anomalie vascolari cerebrali simili a...

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  • Lo spazio e il movimento - LA NAVIGAZIONE Ylenia Capuzzo (Memoria visuo-spaziale in bambini con PCI) 20/03/2011

    La navigazione intenzionale e finalizzata è forse il più complesso processo della nostra vita quotidiana richiesto alla nostra cognizione spaziale. Secondo Montello (2001,2005), il complesso processo della navigazione si può suddividere in due componenti: la locomozione, intesa nel senso stretto della parola (spostamento) e il 38 wayfinding, il processo deputato al ritrovamento di un percorso o di una strada. Il termine locomozione si riferisce al comportamento di navigazione in risposta agli input senso-motori provenienti dallo spazio immediatamente circostante; essa comprende attività come il cambiare rotta, l'evitamento di ostacoli e il dirigersi verso un oggetto in vista. Il wayfinding, termine introdotto da Kevin Lynch (1960) e Golledge (1999), definisce invece la capacità di pianificare e di seguire un percorso, da un punto iniziale a uno finale. Comprende una serie di processi di navigazione che condividono determinate caratteristiche: richiedono innanzitutto processi...

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  • WAIS-R Wechsler Adult Intelligence Scale - Revised Alfredo Cavaliere Converti (Reattivi Mentali ) 10/10/2009

    "Il test individuale meglio standardizzato che la psicologia abbia prodotto" D. Wechsler La Wechsler per adulti La WAIS-R amplia la linea di sviluppo sulla valutazione dell'intelligenza negli adulti, iniziata con la Wechsler-Bellevue e continuata con la sua revisione, la WAIS, pubblicata negli USA nel 1955. Obiettivo principale della WAIS-R è l'aggiornamento dei contenuti della WAIS e la considerazione di nuove norme di riferimento, derivate dalle risposte e dai punteggi di campioni attuali della popolazione. Sebbene circa l'80% degli item della WAIS-R, senza tener conto degli item del subtest di associazione di simboli a numeri, appartenga alla WAIS, intatti o con lievi modifiche, quegli item che sembravano obsoleti sono stati rivisti o eliminati e sono state aggiunte delle nuove domande. È stato modificato l'ordine di somministrazione delle prove a causa dei cambiamenti nell'ordine di difficoltà degli item, ed anche l'assegnazione dei punteggi a certe prove avviene in maniera...

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  • La prevenzione in psicomotricità Laura Pizzi (Il TNPEE nell’attività Educativo - Preventiva) 18/11/2014

    Secondo la Costituzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la salute viene definita come “stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia", pertanto nell’ambito della sanità viene considerato come prevenzione ciascun atto volto all’attivazione e al mantenimento della salute attraverso interventi individuali o collettivi sulla popolazione. Le attività di prevenzione sono materia tipica di coloro che si occupano di professioni sanitarie, nei loro diversi ambiti applicativi (medico, infermieristico, ostetrico, psicologico...). È possibile suddividere l’azione preventiva in tre livelli: Prevenzione primaria, che agisce su tutta la popolazione con l’obiettivo di evitare o ridurre l’insorgenza e lo sviluppo di una malattia (es. ridurre i fattori di rischio da cui potrebbe derivare un aumento dell'incidenza di quella patologia). Prevenzione secondaria, che permette di intervenire precocemente sulla malattia senza evitarne o ridurne la...

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  • Disturbi del neurosviluppo Alfredo Cavaliere Converti (Disturbi del neurosviluppo) 23/07/2018

    I disturbi del neurosviluppo sono un gruppo di condizioni con esordio nel periodo dello sviluppo. I disturbi si manifestano tipicamente nelle prime fasi dello sviluppo, spesso prima che il bambino inizi la scuola elementare, e sono caratterizzati da deficit dello sviluppo che causa una compromissione del funzionamento personale, sociale> scolastico o lavorativo. Il range dei deficit dello sviluppo varia da limitazioni molto specifiche dell’apprendimento o del controllo delle funzioni esecutive fino alla compro missione globale delle abilita sociali o dell’intelligenza. I disturbi del neurosviluppo si presentano frequentemente in concomitanza; per esempio, individui con disturbo dello Spettro dell’autismo spesso presentano disabilita intellettiva (disturbo dello sviluppo intellettivo), e molti bambini con disturbo da deficit di attenzione/iperattività (DDAI) hanno anche un disturbo specifico dell’apprendimento. In alcuni disturbi il quadro clinico comprende sintomi di eccesso, ma...

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  • Disturbo dello spettro dell’autismo Alfredo Cavaliere Converti (Disturbi del neurosviluppo) 24/07/2018

    Disturbo dello spettro dell’autismo 299.00 (F84.0) Criteri diagnostici Deficit persistenti] delia comunicazione sociale e deli interazione sociale in molteplici contesti, come manifestato dai seguenti fattori, presenti attualmente o nel passato (gli esempi sono esplicativi, non esaustivi; si veda il testo): Deficit della reciprocità socio emotiva, che vanno, per esempio, da un approccio sonale anomalo e dal fallimento della normale reciprocità della conversazione; a una ridotta condivisione di interessi, emozioni o sentimenti; all'incapacità di dare inizio a di rispondere a interazioni sociali. Deficit dei comportamenti comunicativi non verbali utilizzati per l'interazione sociale, che vanno, per esempio, dalla comunicazione verbale e non verbale scarsamente integrata; ad anomalie del contatto visivo e del linguaggio del corpo o deficit della comprensione e dell’uso dei gesti; a una totale mancanza di espressività facciale e di comunicazione non verbale. Deficit dello sviluppo, della...

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  • Autonomia Personale e Sociale Alfredo Cavaliere Converti (Autonomia Personale e Sociale) 12/06/2013

    E’ “autonomo” colui che, scoprendo progressivamente la capacità di decentrarsi in direzione della realtà (quindi conoscendola e trasformandola secondo le sue necessità), resta integro e arricchisce e modifica il proprio sè. Esiste un chiaro rapporto tra autonomia e dipendenza, che nella letteratura è affrontato come rapporto tra libertà e autorità. Quando si parla di autonomia ci si richiama alla capacità di auto-regolamentarsi, ovvero alla capacità di organizzare i propri comportamenti e quindi le proprie scelte con riferimento a se stessi, necessariamente in relazione ai fattori che intervengono all’interno del proprio campo di esperienza e ne costituiscono lo sfondo. L’autonomia, pertanto, non si sviluppa in spazi vuoti nè si pone o si realizza al di fuori di ogni limitazione, al contrario rinvia, proprio da un punto di vista epistemologico, ad una serie di dipendenze, di confini, la cui esistenza e operatività sono da considerare alla stregua di una condizione necessaria alla sua...

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  • Autismo e motricità: le stereotipie motorie Nadia Botrugno (Valutazione dei Disturbi di Regolazione in bambini con Disturbo Pervasivo dello Sviluppo) 22/06/2018

    Dal punto di vista motorio il comportamento del bambino autistico si caratterizza per la presenza di numerose stereotipie, le quali, pur essendo attive nella quasi totalità di questi bambini, si manifestano in una maniera peculiare. Le stereotipie sono espressioni motorie ripetitive, topograficamente invarianti e senza apparenti finalità adattive nel contesto ambientale. Possono essere divise in due punti: il primo include tutte le stereotipie di tipo autolesivo (ad esempio: battere la testa, picchiarsi, mordersi ecc.); il secondo gruppo comprende le stereotipie di tipo non autolesivo, comportamenti con finalità autostimolatorie non dolorifiche (ad esempio: dondolamenti del corpo, movimenti delle mani e delle dita ecc.). I movimenti stereotipati più frequenti sono (Cottini, 1989): l’altalena: è un movimento continuo di oscillazione del busto dalla posizione seduta. L’oscillazione può essere effettuata con direzione antero-posteriore oppure laterale, con il tronco tenuto rigido a mo’...

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  • I primi mesi di vita del bambino Alfredo Cavaliere Converti (0-12 mesi) 12/10/2009

    I primi mesi di vita del bambino A due mesi, il bambino negli spostamenti e nei cambiamenti di posizione dipende dall’altro. Il prossimo ostacolo da superare sarà quello di imparare a girarsi, riuscirci gli permetterà in modo autonomo di scegliere cosa guardare e nell’ambiente dove rivolgere la sua attenzione . Per il momento, sdraiato sul pancino, il bambino riesce solo ad alzare la testa per qualche secondo, la sua testa è troppo grande per il suo corpo, non è abbastanza forte per tenerla sollevata al lungo. Per cambiare posizione non gli resta che lamentarsi ed aspettare che qualcuno gli vada in aiuto. A cinque mesi, dopo vari esercizi di allenamento (calci e flessioni con il capo) il bambino ha rafforzato i suoi muscoli della schiena, più motivato e forte, da sdraiato, alzando le gambe in aria per le prime volte riesce a girarsi. Una volte che il bambino sperimenta questo nuova strategia, non si fermerà più di saggiare questo nuovo movimento . Ora può controllare la visuale,...

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  • Relazione: nascita prematura o patologica Francesca Pannozzo (Caratteristiche della relazione madre-bambino in bambini con disturbi del Neurosviluppo) 12/06/2018

    Aspettative genitoriali La gravidanza è il momento in cui il genitore, in relazione al vissuto emotivo personale, costruisce nella sua mente una immagine ipotetica del bambino atteso, inizia a farsi un’idea del piccolo corpo che stringerà tra le braccia e con il quale condividerà il tempo necessario perché diventi un individuo autosufficiente, dal punto di vista fisico e da quello emotivo. Il bambino viene sognato, la madre e il padre investiranno la nuova vita di desideri e speranze, “coltivando” il processo che li porterà ad essere genitori. Questa metamorfosi che caratterizza i caregivers prende il nome di genitorialità (Lebovici, 1983). La madre e il padre sperimenteranno questa genitorialità già prima del parto, quando precocemente “sentono” il corpo del proprio bambino, costruendo, intorno all’immagine del figlio atteso il loro legame.  Durante questo periodo i genitori mettono in atto, a livello emotivo, sistemi che hanno riguardato in prima persona la propria esperienza di...

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  • Ippoterapia - Esperienza presso il Centro di Riabilitazione Geo Agriturismo Giulia Frangiamone (Equitazione Terapeutica - Intervento riabilitativo integrativo) 16/02/2017

    In questo capitolo riporterò la mia esperienza personale, presso il Centro “Geo Agriturmo” di Caltanissetta, iniziata a Marzo 2010. Ho avuto l’occasione, e ringrazio per questo tutti coloro fanno parte del Centro, di approfondire le conoscenze su questa nuova realtà riabilitativa e di vedere da vicino i risultati che si possono ottenere con questa terapia. Di seguito riporto le caratteristiche del maneggio, le attività svolte dalla Cooperativa, l’equipe che partecipa alle sedute di Ippoterapia e non, ed infine descriverò una tipica seduta riabilitativa. LA STRUTTURA Fig.1 Maneggio coperto    Fig.2 Maneggio all’aperto La struttura mira all'integrazione lavorativa di persone svantaggiate. Le attività vengono svolte sia in un maneggio coperto che nel maneggio all'aperto. Nel centro si trova anche una mini fattoria con asinelli, capre, galline ed altri volatili che vengono “utilizzati” nel programma “Fattoria didattica.   Fig.3 Animali presenti all’interno della struttura   I maneggi sono di...

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