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Laura Pansera

Cristiana Pacilio

Loredana Urraro

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Tesi di Laurea

Francesca Ferrara Sindrome di Down e Capacità Rappresentative Hits:2031

Annetta Sedda Medium Sonoro Hits:4253

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  • BIBLIOGRAFIA - L’intervento Neuropsicomotorio Socio-Preventivo Vania Savinelli (L’intervento Neuropsicomotorio Socio-Preventivo) 13/05/2016

    Manuale di Valutazione delle capacità genitoriali. APS-I: Assessment of Parental Skills Interviewdi Giovanni Battisti Camerini, Laura Volpini e Giovanni Lopez (2011); Percorsi evolutivi, Forme atipiche e tipichedi Paola Venuti (2007); Psicomotricità, Educazione e prevenzione. La progettazione in ambito socioeducativodi Luisa Formenti (2006); Cure materne e salute mentale del bambinodi John Bowlby (2012); Riabilitazione psicosociale nell’infanzia e nell’adolescenzadi Giovanni Battista Camerini (2010); SINPIA, Linee Guida in Tema di Abuso sui Minori.Erickson (2007); Emozioni in fiaba, Aiutare i bambini ad accogliere e gestire la propria sfera emotivadi Veronica Arlati (2015); Giochi psicomotori e sensopercettivi per la maturazione globale del bambinodi Anna Maria Bontemp (1997); Il disegno della famiglia, Test per bambinidi Louis Corman (2000); Il disegno della figura umana, Test di K.Machover, (1949); Quale prevenzione psicomotoria, "Psicomotricità", Giugnodi Gruppo...

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  • Genitorialità, famiglia e disabilità Rachele Sforzi (L’importanza del gioco nella relazione madre-bambino) 21/09/2013

    La nascita di un bambino e, di conseguenza, la trasformazione della coppia coniugale a quella genitoriale, comporta quasi sempre un periodo di crisi, poiché questo evento richiede di mettere in gioco le capacità di adattamento dei singoli individui e della precedente relazione. Il modo in cui la coppia affronta tale cambiamento e riesce a riorganizzarsi, includendo nel proprio mondo affettivo anche il figlio appena nato, avrà una forte incidenza sia sulle modalità con cui i due coniugi si assesteranno nel nuovo ruolo genitoriale, sia sull’interazione padre/madre-bambino, fondamentale per la determinazione della struttura psichica del piccolo. Il bambino, da parte sua, avrà, sin dai primi giorni di vita, un ruolo molto attivo e, a seconda delle sue caratteristiche personali, contribuirà ad orientare e a selezionare i modelli interpretativi genitoriali che definiranno la qualità della relazione. Pur nella consapevolezza di non dover raggiungere la perfezione, un “genitore quasi...

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  • BIBLIOGRAFIA - Il ruolo del TNPEE tra clinica e prevenzione Sofia Oldani (Il ruolo del TNPEE tra clinica e prevenzione: presentazione del progetto BEST) 03/02/2019

    Ambrosini, C., Cartacci, F. & Gison, G., 2013. L'osservazione neuropsicomotoria. Psicomotricità,17(1), pp. 14-19. ANUPI TNPEE, 2017. Il Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva.[Online] Available at: https://www.anupitnpee.it/la-professione-del-tnpee.html[17/09/2018]. Aucouturier, B., 1995. Intoduzione. In: La pratica psicomotoria. Rieducazione e terapia.Roma: Armando Editore, p. 21. Aucouturier, B., 2005. Il metodo Aucouturier: fantasmi d'azione e Pratica Psicomotoria.Milano: FrancoAngeli. Barry, M. & Jenkins, R., 2007. Implementing Mental Health Promotion.Oxford: Elsevier Health Sciences. Berti, E., 2007. Osservazione come percorso di esplorazione. Psicomotricità,11(1), pp. 5-10. Berti, E. & Comunello, F., 2011. Corpo e mente in psicomotricità: pensare l'azione in educazione e terapia.Trento: Erickson. Berti, E., Comunello, F. & Savini, P., 2001. Il contratto terapeutico in terapia psicomotoria. Dall'osservazione al progetto.Bergamo: edizioni junior. Borgogno, E. T.,...

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  • IL TNPEE TRA SVILUPPO E ABILITAZIONE DI COMPETENZE: il modello della prevenzione neuro e psicomotoria Tommaso Casartelli (Un percorso di Acquaticità a sostegno dello sviluppo delle Funzioni Esecutive) 16/10/2019

    Nella prospettiva di utilizzare l’acquaticità per sviluppare competenze che agiscono da fattori di protezione nei confronti dei disturbi del neurosviluppo ed in particolare della regolazione, secondo la prospettiva propria del modello preventivo della neuro e psicomotricità, in questo capitolo vengono analizzate le abilità proprie della fascia di età prescolare cui questo lavoro si indirizza, con particolare attenzione alle competenze emergenti nell’ambito del sistema esecutivo del bambino a sviluppo tipico, che possono essere potenziate, come risorse protettive nei confronti degli eventuali disturbi.   Lo sviluppo tipico in età prescolare Con il termine età prescolare si intende la fascia di età compresa fra i 3 e i 6 anni, momento evolutivo in cui un bambino ottiene numerose conquiste motorie, cognitive, sociali, oltre che un notevole ampliamento delle proprie abilità di gioco. Il bambino di questa età, secondo la tassonomia piagetiana, rientra nello stadio pre- operatorio, stadio...

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  • Breve descrizione delle Paralisi Cerebrale Infantile Alfredo Cavaliere Converti (Paralisi Cerebrale Infantile) 07/10/2009

    Quadri clinici caratterizzati da un disturbo della postura e del movimento, dovuto ad una lesione non progressiva dell'encefalo immaturo. In considerazione della molteplicità delle strutture encefaliche che partecipano alla realizzazione del movimento, le PCI assumono caratteristiche cliniche molto differenti, sia per il tipo di compromissione forma spastica, atassica, discinetica o mista che per la distribuzione tetraplegia, diplegia, emiplegia. Indice Breve descrizione delle Paralisi Cerebrale Infantile Paralisi Cerebrale Infantile - Introduzione Definizione delle Paralisi Cerebrali Infantili Fattori eziopatogenetici delle Paralisi Cerebrale Infantile Aspetti Clinici delle Paralisi Cerebrale Infantile Quadri clinici delle Paralisi Cerebrale Infantile L'intervento NeuroPsicomotorio nelle Paralisi Cerebrale Infantile Dati necessari per una valutazione terapeutica Possibili Aspetti comportamentali nelle Paralisi Cerebrale Infantile Inquadramento diagnostico e anamnesi dei casi clinici...

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  • All’inizio era il verbo? No, all’inizio era l’azione! Alla ricerca di una spiegazione motoria delle difficoltà comunicative nell’autismo Valentina Del Bello (Spiegazione motoria delle difficoltà comunicative dell'Autismo) 20/10/2014

    Riassunto Introduzione: Numerosi studi propongono che le anomalie motorie precoci che caratterizzano l'autismo possano essere alla base delle peculiari difficoltà comunicative e sociali dei soggetti affetti da tale sindrome (Teitelbaum et al., 1998, Leary e Hill 1996, Bauman, 1992). L'idea di studiare i legami tra azione e linguaggio nell'autismo si colloca quindi all'interno di tale cornice teorica e il lavoro svolto nelle presente tesi fa particolare riferimento all'ipotesi secondo cui la presenza di comandi motori accoppiati tra aperture di mano e bocca interna durante il parlato possa essere un indicatore di un corretto sviluppo motorio e linguistico, che nei soggetti con DGS appaiono spesso deficitari. Scopo:L'obiettivo del presente studio è,  quindi, quello di indagare in soggetti con sviluppo tipico (TD) e in soggetti con Disturbo Generalizzato dello Sviluppo (DGS) gli effetti della prensione manuale di oggetti grandi e piccoli sui parametri dello spettro vocale di parole...

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  • Disturbo dello Spettro Autistico: Strategie di Intervento Riabilitativo Noemi Cascone (Il modello SCERTS: incrementare la comunicazione e le competenze socio-emotive nel Disturbo dello Spettro Autistico) 02/12/2019

    Come precedentemente definito, il Disturbo dello Spettro Autistico viene considerato una sindrome comportamentale. La diagnosi, dunque, viene effettuata in riferimento a delle manifestazioni oggettivamente “osservabili”, le quali descrivono la compromissione funzionale in tre aree principali, che comprendono l’interazione sociale, la comunicazione e gli interessi. Pertanto, lo scopo dell’intervento terapeutico è quello di attivare delle strategie che mirino a migliorare l’interazione sociale, sollecitare la comunicazione e favorire un ampliamento degli interessi ed una maggiore flessibilità degli schemi d’azione. Le strategie di intervento maggiormente adottate, che tuttavia risultano essere variabili in relazione all’età e al grado di compromissione funzionale, sono: gli approcci comportamentali tradizionali gli approcci neo-comportamentali gli approcci evolutivi o interattivi Gli approcci comportamentali Per “visione comportamentale” dell’autismo, intendiamo una suddivisione dei...

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  • APPENDICE - L’identità sonora Maria Vittoria Berno (L’importanza della voce nella terapia neuro e psicomotoria) 28/12/2013

    In questo capitolo vengono riportate alcune informazioni fino a questo momento sul concetto di Identità Sonora (ISO). Conoscere l’ISO di un individuo potrebbe permettere, per esempio, ai terapisti di interagire e di rapportarsi con lui, sintonizzandosi sulle sue caratteristiche sonore. Attualmente esistono delle ricerche teoriche in merito, ma è ridotto il campo di applicabilità delle stesse nella pratica terapeutica. La scoperta dell’Identità Sonora: “Chiamo ISO (identità sonora) il cumulo di energie e il suo processo dinamico formato da suoni, movimenti e silenzi, che caratterizzano ogni essere umano e lo distingue da un altro”[67]. Il termine ISO, riassume il concetto di identità sonora che è una rappresentazione dell’identità bio-psico-sociale. Sembra, infatti, che ognuno di noi presenti delle caratteristiche sonore: queste sono specifiche di ogni individuo e allo stesso tempo sembrano essere simili a quelle del gruppo familiare in cui la persona vive e a quelle della società....

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  • INTRODUZIONE - Aspetti percettivo-prassici e comunicazione: trattamento neuropsicomotorio integrato con utilizzo del sistema PECS per favorire la relazione e ridurre i comportamenti problema in bambini con Disturbi dello Spettro Autistico Serena Siri (Favorire la relazione e ridurre i comportamenti problema in bambini con Disturbi dello Spettro Autistico) 25/04/2016

    Questa tesi si pone l’obiettivo, attraverso l’intervento neuropsicomotorio in bambini con Disturbi dello Spettro Autistico, di mostrare come insegnare l’utilizzo di un sistema di comunicazione aumentativa alternativa a questi bambini possa andare ad incidere positivamente sia sullo sviluppo della comunicazione sia sui comportamenti problema: nel mio studio sono compresi 8 bambini con DSA presi in carico presso il centro “Boggiano Pico” tutti utilizzanti il sistema di comunicazione PECS. Inoltre, si è cercato di dimostrare che portando avanti in parallelo al PECS un lavoro sistematico sulle prassie, lavorando molto sul potenziamento della flessibilità e impostando il trattamento del bambino sulla base del suo profilo sensoriale, si possono fornire a lui i mezzi per adattarsi alle varie situazioni della vita quotidiana, andando a ridurre i comportamenti problema generati da frustrazione, rigidità e mancata comprensione delle situazioni. Nei casi clinici di Disturbi dello Spettro...

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  • INTRODUZIONE - Confronto interculturale della comunicazione nella diade Mamma-Bambino attraverso il Neuropsychomotor Video Analysis Valentina Vergani (Confronto interculturale della comunicazione nella diade Mamma - Bambino) 06/12/2019

    La nascita di un bambino comporta sempre molti cambiamenti nella vita della madre, che, per un periodo importante, ma transitorio, entra in una fase definita da Stern “costellazione materna”[1]. Fin da prima della gravidanza e per un certo periodo dopo il parto, essa diventa la linea organizzativa dominante nella vita psichica della madre, determinando una serie di nuove sensibilità, fantasie, paure e desideri. Durante la gravidanza tutte le madri cominciano a sviluppare delle rappresentazioni sempre più dettagliate riguardo a come sarà il proprio figlio, ridefinendo progressivamente la propria identità e riorganizzando le proprie abitudini rispetto alle esigenze del bambino. Nelle prime fasi dello sviluppo del bambino, fondamentale risulta il ruolo della madre nel processo di crescita; quest’ultima è infatti il primo “ambiente” di cui il bambino fa esperienza e sarà proprio la relazione che si instaurerà tra la madre e il suo bambino ad influenzarne lo sviluppo psichico. Per le...

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  • BIBLIOGRAFIA - Le Mucopolisaccaridosi: La Rete Assistenziale Riabilitativa Dèsirée Fragnelli (Le Mucopolisaccaridosi: La Rete Assistenziale Riabilitativa) 29/03/2017

    Aldenhoven M, Boelens JJ, de Koning TJ.The clinical outcome of Hurler syndrome after stem cell transplantation. Biol Blood Marrow Transplant 2008 Aldenhoven M, de Koning TJ, Verheijen FW, et al. Dried blood spot analysis: An easy and reliable tool to monitor the biochemical eect of Hematopoietic stem cell transplantation in Hurler syndrome patients. Biol Blood Marrow Transplantation 2010 Beesley CE, Meaney CA, Greenland G, et al. Mutational analysis of 85 mucopolysaccharidosis type I families: frequency of known mutations, identication of 17 novel mutations and in vitro expression of missense mutations. Hum Genet. 2001 Bijarnia S, Shaw P, Vimpani A. Combined enzyme replacement and haematopoietic stem cell Transplantation in Hurler syndrome. J Paediatr Child Health 2009 Bjoraker KJ, Delaney K, Peters C, Krivit W, Shapiro EG. Long-term outcomes of adaptive functions for children with mucopolysaccharidosis I (Hurler Syndrome) treated with hematopoietic stem cell transplantation. J Dev...

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  • LO SVILUPPO SOCIO-RELAZIONALE DEL BAMBINO Antonella Mazza (Il ruolo genitoriale nello sviluppo emotivo, comportamentale e relazionale del bambino) 03/11/2019

    Sebbene le molteplici attività svolte dal bambino, comprese quelle ludiche, di esplorazione e scoperta del mondo esterno, siano importanti per lo sviluppo globale, in particolare quello cognitivo e neuropsicologico, un contributo fondamentale viene offerto dalle interazioni con gli altri. Difatti i bambini vengono al mondo con un’innata capacità e motivazione a stabilire una relazione sociale con chi si prende cura di lui. Qualsiasi aspetto della vita di un bambino può essere osservato in un prospettiva sociale: dalle esperienze con gli adulti che si prendono cura di lui, alle interazione con i coetanei, fino a giungere alle relazioni affettive e al modo di percepire le regole e i valori morali della società. Per dare un significato alle esperienze vissute, il bambino elabora i cosiddetti Modelli Operativi Interni, ovvero rappresentazioni mentali costruite dal bambino che contengono le diverse informazioni (spaziali, temporali, causali) delle esperienze vissute e che hanno la...

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  • Alcuni riferimenti sull'Autismo silvia carillo (La comunicazione verbale e non verbale) 25/06/2013

    L'Autismo è una malattia che colpisce bambini d'ogni razza, nazione Religione e stato sociale. Sulla frequenza di questa malattia ci sono dati discordanti. Alcuni autori riferiscono una frequenza di 418 bambini su 10000 nati con frequenza superiore nei maschi, con un rapporto di 2 a 4. Solitamente le femmine presentano sintomi più gravo quando ne sono affette, con un deficit intellettivo maggiore. Le caratteristiche del disturbo ricavato dal D.S.M.IV° si basa sulla cosi' detta TRIADE SINTOMATOLOGICA che è caratterizzata da: marcata compromissione dell' interazione sociale; alterazioni della comunicazione verbale e non verbale; repertorio d'attività ed interessi ristretti e stereotipati; Questa triade certamente rappresenta la base su cui poggiare un'eventuale diagnosi dell'AUTISMO, ma va presa con cautela, perché dipende dall'entità delle manifestazioni e quanto l'una prevalga sull'altra. QUAL E' IL PROBLEMA DI QUESTI BAMBINI? Uno dei più' frequenti, che viene riportato dagli autori,...

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  • Le basi neurologiche del movimento Alfredo Cavaliere Converti (Il Movimento) 17/09/2010

    Gli eventi nervosi che permettono il movimento volontario richiedono l’integrazione di diverse strutture al  fine di consentire la visualizzazione dell’obiettivo da raggiungere, la programmazione dell’atto motorio e il controllo delle coordinate spaziali e temporali mediante i sistemi di feed-back. I piani dell’attività volontaria sono elaborati dal cervello e i comandi esecutivi sono inviati ai muscoli principalmente mediante il sistema corticospinale ed il sistema corticobulbare. La postura è aggiustata continuamente, non solo prima, ma anche durante il movimento, da sistemi di regolazione della postura. Il movimento è reso fluido e coordinato dalle porzioni mediale ed intermedia del cervelletto (spinocerebello), con le relative connessioni. I gangli della base e le porzioni laterali del cervelletto (neocerebello) fanno parte di un circuito a feed-back per la corteccia motoria e premotoria, il quale è in rapporto con la pianificazione e con l’organizzazione del movimento volontario. I comandi...

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  • Il Bambino e il Gruppo: Excursus storico Fabiana Rega (Il Bambino e il Gruppo) 13/10/2009

    “L’esperienza vissuta dilata la vita portandola a una nuova dimensione” Nulla accade per caso… Lo sviluppo delle idee non avviene in modi sempre limpidi e semplici; la loro affermazione anzi è sempre il frutto di un lungo e travagliato periodo di gestazione, di cui è bene rendersi conto per capire meglio la loro qualità, la loro essenza e le loro caratteristiche. In genere un’idea fa la sua prima comparsa quando è predominante un altro ordine ideologico, nel quale s’inseriscono delle fratture. Per realizzare questo suo scopo essa deve mostrare tutta la sua forza rivoluzionaria per contrastare ed evidenziare le differenze rispetto al contesto culturale in cui nasce e che vuole combattere. Questa continua trasformazione avviene perché lo spirito umano è quanto di più complesso esista; la sua piena e totale soddisfazione rimane un desiderio mai completamente appagato nel concreto storico. Tutto ciò accade, anche, nel delinearsi del concetto di gruppo e delle sue potenzialità, che va...

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  • Quarta seduta “La cucina” Rachele Sforzi (L’importanza del gioco nella relazione madre-bambino) 21/09/2013

    La proposta Per questa quarta seduta avevo intenzione di introdurre il gioco simbolico, utilizzando come oggetti o le macchinine, o i coccini, o i bambolotti, o qualsiasi altra cosa adatta al gioco del “far finta di”. Sapevo bene che questa modalità di gioco era ancora molto immatura nel bambino e che, quindi, per riuscire a giocare, sarebbe stato necessario un intervento molto più strutturante da parte dell’adulto. Ho pensato, però, che proprio questo aspetto potesse rappresentare un elemento di rinforzo alla relazione madre-bambino: essendo un gioco più complesso, forse la madre si sarebbe sentita più motivata ad interagire con N. e anche il tipo di attività avrebbe incontrato di più i suoi gusti, creando così un’atmosfera piacevole e rendendo più spontaneo il divertimento condiviso.   Il setting Considerata l’esperienza della seduta precedente, ho pensato che un modo per riuscire a coinvolgere di più la madre di N. poteva essere quello di non farle trovare un setting già...

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  • Early Start Denver Model - NELLA PRATICA: DOBBIAMO GIOCARE ASSIEME! - Setting; Metodologia; Attività Sara Colombo (Early Start Denver Model - Intervento precoce nei Disturbi dello Spettro Autistico) 09/02/2018

    NELLA PRATICA: DOBBIAMO GIOCARE ASSIEME! Per chiarire la metodologia che il TNPEE può utilizzare all’interno del suo intervento neuro psicomotorio ispirandosi ai principi e al modello dell’ESDM, riporto la descrizione di alcune attività esemplificative della metodologia di lavoro utilizzata. Le proposte di trattamento descritte hanno tutte una struttura generale comune, e sono pensate per rispondere agli interessi di bambini con disturbo dello spettro autistico. Allo stesso tempo però, le attività considerano sempre l’individualità del singolo bambino, e sono calibrate sulla base del loro profilo di sviluppo e sui loro bisogni specifici. Setting Il progetto si svolge presso uno studio privato di psicomotricità a Mandello del Lario (LC). Le sedute neuro psicomotorie ispirate alla metodologia ESDM si svolgono nel setting seguente: Setting fisico: stanza di psicomotricità (fig 6.1) ampia e luminosa con spazi, tempi e regole ben definite. La stanza di volta in volta mantiene una...

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  • I motoneuroni Alfredo Cavaliere Converti (Altro) 13/07/2010

    Nei vertebrati il neurone motorio o motoneurone è ogni neurone localizzato all'interno del sistema nervoso centrale (SNC) che trasporta il segnale all'esterno del SNC per controllare direttamente o indirettamente i muscoli e il movimento dei muscoli. I motoneuroni sono classificati in: Motoneuroni somatici: innervano direttamente i muscoli scheletrici. Motoneuroni branchiali: innervano direttamente i muscoli branchiali (che "motorizzano" le branchie nei pesci ed il viso ed il collo nei vertebrati terrestri.) Fibre efferenti post gangliari: innervano indirettamente il cuore od i visceri, i muscoli delle arterie. Essi innervano i neuroni situati nei gangli del sistema nervoso autonomo simpatico e parasimpatico. Sezione del sistema nervoso Posizione Neurotransmittere Somatico n/a Acetylcholine Parasimpatico Preganglionico Acetylcholine Parasimpatico Ganglionico Acetylcholine Simpatico Preganglionico Acetylcholine Simpatico Ganglionico Norepinephrine Neurotrasmittitori e motoneuroni In altre parole: I motoneuroni dei muscoli scheletrici e dei muscoli branchiali sono monosinaptici . La via effettrice invece...

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  • Inquadramento diagnostico e anamnesi dei casi clinici con Paralisi Cerebrale Infantile Alfredo Cavaliere Converti (Paralisi Cerebrale Infantile) 07/10/2009

      • I. Caso • II. Caso Diagnosi ed età cronologica: Disturbo armonico PCI ad espressione emiparetico Dx. Esiti di sofferenza perinatale – 7 anni Ritardo psicomotorio in emiparesi Dx, ritardo mentale medio-grave 9 anni Prestazioni richieste Fisiokinesiterapia Psicomotricità Psicoterapia (genitoriale) Fisiokinesiterapia Psicomotricità Logopedia Familiarità Madre 37 anni, 5° elementare, casalinga 45 anni, 5° elementare, operaia Padre 43 anni, 3° media, muratore 51 anni, 5° elementare,commerciante Convulsioni febbrili Si No Ritardo psicomotorio No Si Malattie cardiovascolari No Si Epilessia No No Malattie genetiche No ? Malformazioni No No Diabete Si No Fratelli No Il fratello maggiore ha un RM di grado medio. Si sospetta sindrome……..? Sorelle La sorella seconda genita ha presentato una CF. 3 Interruzioni di gravidanza dopo il 2° parto realizzatesi spontaneamente tra il 2° ed il 3° mese. Gravidanza Normacondotta Si No Minacce d'abborto No Importante evento emorragico al 3° mese Assunzioni di...

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  • La Pratica Neuropsicomotoria Socio-Preventiva Vania Savinelli (L’intervento Neuropsicomotorio Socio-Preventivo) 13/05/2016

    Il quadro normativo Legge 285\97: "Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l’infanzia e l’adolescenza". Art. 3. (Finalità dei progetti) Sono ammessi al finanziamento del Fondo di cui all'articolo 1 i progetti che perseguono le seguenti finalità: a) realizzazione di servizi di preparazione e di sostegno alla relazione genitore-figli, di contrasto della povertà e della violenza, nonché di misure alternative al ricovero dei minori in istituti educativo-assistenziali, tenuto conto altresì della condizione dei minori stranieri; b) innovazione e sperimentazione di servizi socio-educativi per la prima infanzia; c) realizzazione di servizi ricreativi ed educativi per il tempo libero, anche nei periodi di sospensione delle attività didattiche; d) realizzazione di azioni positive per la promozione dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, per l'esercizio dei diritti civili fondamentali, per il miglioramento della fruizione dell'ambiente urbano e naturale da parte dei...

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