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Maria PADOVANO

Sofia Posca

Roberta Caruso

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Tesi di Laurea

Annetta Sedda Medium Sonoro Hits:3677

Irene De Maria Modello della Family Centered Care (FCC) Hits:4079

Maria Piscitello Sindrome di Down - Intervento Psicomotorio Hits:4463

Fabio RESCIGNO Sindrome di Prader-Willi Hits:5835

giovanna bonavolonta Approccio psicomotorio integrato: medulloblastoma Hits:7393

Luciano Montefusco Immagine di sè e Schema Corporeo Hits:10353

Maria PADOVANO La Psicomotricità come unione Hits:15252

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  • L'emergenza dell’Orientamento Spaziale Alfredo Cavaliere Converti (Movimento e Spazio) 21/01/2010

    Il neonato appare dotato di meccanismi innati di controllo spaziale del movimento. Egli si gira alla ricerca del capezzolo della madre cercandolo alla sua destra, dopo essere stato solitamente allattato dalla mammella sinistra della madre, anche quando viene invertita la sua posizione di allattamento offrendogli la mammella destra: questo esempio dimostra quanto precoce sia l'organizzazione spaziale del movimento e del comportamento e di quanto precocemente tale organizzazione venga vincolata sia da elementi presenti nel contesto percettivo, sia da elementi anticipati spazialmente e cercati in un determinato luogo anche quando mancano (e quindi non possono attrarre il movimento direzionandolo). Il cervello confronta continuamente la geometria del mondo esterno, direttamente percepita  dalle superfici recettoriali, con le geometrie interne dei suoi numerosi sistemi percettivi e motori, distribuiti nei due emisferi cerebrali. Ogni variazione esterna si traduce in variazioni spaziali e...

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  • La Comunicazione non Verbale - INTRODUZIONE Alfredo Cavaliere Converti (La Comunicazione non Verbale) 26/09/2009

    Nella vita di tutti i giorni, nei rapporti con gli altri, viviamo momenti in cui siamo consapevoli di come stiamo, come agiamo, ed altri in cui invece le motivazioni o i sentimenti che ci spingono ad agire rimangono nel nostro inconscio.  Il corpo registra emozioni di tutti i tipi e risponde attraverso messaggi non verbali che vengono chiaramente recepiti dagli altri, anche se non sono emessi in modo consapevole. Nella società attuale impieghiamo tempo ed energia ad apprendere , oltre alla nostra lingua madre, anche altri linguaggi.Quello del corpo è divenuto col tempo un linguaggio straniero. E pure, ancor prima del mezzo vocale, costituisce il nostro linguaggio primordiale : è attraverso il corpo che riceviamo i primi messaggi dall’esterno ed è sempre attraverso il corpo che comunichiamo con le figure primarie di accudimento. Sin da quando il bambino è immerso nel liquido amniotico riceve sensazioni che lo rendono un tutt’uno con la madre : vive in un ambiente invariante, che lo...

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  • Deficit delle funzioni esecutive e disabilità intellettiva Ariela Alexovits (Valutazione e trattamento del bambino con disabilità intellettiva) 18/02/2015

    Le Funzioni Esecutive: definizione Le funzioni esecutive (FE) sono difficili da definire in quanto le competenze che compongono questa funzione non sempre si possono sovrapporre tra loro. In termini generali si riferiscono al controllo volontario della mente che può essere richiesto per affrontare in modo efficace ogni tipo di situazione soprattutto durante abilità come la pianificazione, la memoria di lavoro, la fluenza verbale, la rappresentazione mentale di un obiettivo, il mantenimento dello sforzo, l'uso di strategie e l'inibizione di risposte inappropriate . Le FE ci permettono di gestire in modo organizzato tutte le altre funzioni cognitive. Esse servono tutte le volte che bisogna svolgere un compito nuovo quindi quando non conviene agire d'impulso o quando il problema non si può risolvere con una risposta automatica e routinaria. In altre parole, una risposta che è automatica non è una manifestazione delle FE. [16] [20] [24] Le FE fanno parte di un unico sistema a componenti...

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  • Descrizione del lavoro e Casistica - Dalla valutazione del profilo motorio all’intervento neuropsicomotorio CHIARA MONDINI (Dalla valutazione del Profilo Motorio all’Intervento Neuropsicomotorio) 18/12/2016

      Materiale e metodo di valutazione La casistica in osservazione per tale studio, svolto nel Centro di Riabilitazione e Prevenzione dell’età evolutiva “Il Cucciolo”, comprende 15 soggetti di età compresa tra 3 e 6 anni (età media di 4 anni e 2 mesi), che presentano diversi quadri clinici e diverse patologie così suddivisi: 5 bambini con Disturbo dello Spettro dell'Autismo (ASD) 5 bambini con Disabilità Intellettiva (DI) 5 bambini con Disturbo del Linguaggio (DL) Nella Tabella 9 riportata qui sotto sono indicati i principali dati dei bambini in studio e dei trattamenti da loro effettuati.   Nome Sesso Data di nascita E.C. (Aprile 2016) Diagnosi Trattamenti 1 E.M. M 20/9/2011 4 anni, 6 mesi ASD NPM* LOGO** ACQ*** 2 D.L. M 4/4/2011 5 anni ASD NPM LOGO   3 S.D. M 23/8/2012 3 anni, 7 mesi ASD NPM LOGO   4 G.D. M 29/9/2011 4 anni, 6 mesi ASD NPM LOGO   5 S.O. M 26/1/2012 4 anni, 2 mesi ASD NPM LOGO   6 S.S. F 17/7/2011 4 anni, 8 mesi DI NPM   7 B.L. F 9/8/2012 3 anni, 8 mesi DI NPM LOGO   8 S.G. F...

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  • Approcci terapeutici e sviluppo del bambino straniero Livio Caianiello (Progetto migranti per la formazione di TNPEE senza frontiere) 01/09/2014

    Verso un dispositivo di metissage e cosmopolita L'Etnopsicoanalisi è una disciplina nuova, in corso di formazione e attualmente assai polimorfa. Tale tipo di approccio terapeutico risulta essere una pratica psicoterapica ad orientamento psicanalitico che integra nella comprensione e nella risoluzione dei suoi conflitti i dati culturali propri del paziente, e ciò in modo complementarista, in altre parole in maniera imprescindibile, ma non simultanea. L'Etnopsicoanalisi è innanzitutto una pratica del legame della molteplicità e della diversità che chiarisce in modo differente le questioni legate all'identità poste alla nostra società e quindi anche alla scuola e al sistema di cura. Nel tentativo di uscire dal dibattito riguardo all'etnopsicanalisi che si è iniziato a parlare di clinica transculturale, allargandone le prospettive ed inserendola nel dialogo con altre discipline e con l'intera società. Risulta quindi necessario de-centrarsi, ovvero mettersi al posto di chi parla e...

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  • L'acquisizione della lettura Alfredo Cavaliere Converti (Disturbi Specifici dell' Apprendimento) 16/10/2009

    L’acquisizione della lettura è caratterizzata da un doppio processo di astrazione: deve integrare esperienze non verbali, far riferimento ad un sistema uditivo simbolico e successivamente ad un sistema visivo simbolico che rappresenta esperienze uditive e visive contemporaneamente. L’apprendimento della lettura comprende in primo luogo l’apprendimento del meccanismo stesso e successivamente un’evoluzione riguardante gli aspetti più complessi dell’utilizzazione cognitiva dell’informazione a cui si ha accesso (comprensione del testo). Nella prima fase dell’acquisizione della lettura l’attività del bambino è focalizzata sul problema della decodificazione della parola scritta e quindi sulla discriminazione percettiva dell’informazione visiva (discriminazione dei grafemi), tali informazioni saranno registrate nella memoria iconica. Successivamente sarà attribuito ad ogni grafema uno specifico fonema tramite l’attivazione della memoria verbale; questa associazione visuo-fonemica consente di...

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  • Bibliografia - Paralisi Cerebrale Infantile Alfredo Cavaliere Converti (Paralisi Cerebrale Infantile) 07/10/2009

    Bottos M. Paralisi Cerebrale Infantile: diagnosi precoce e trattamento tempestivo . Milano: Libreria Scientifica Ed., 1987. Ferrari A. - Cioni G.: PARALISI CEREBRALI INFANTILI, Storia naturale e orientamenti riabilitativi , Edizioni del Cerro, 1993. Puccini P. - Perfetti C.: L'intervento Riabilitativo nel bambino affetto da Paralisi Cerebrale Infantile , ed. SBM, 1987. Ferrari A. Trattamento delle lesioni motorie dell'infanzia: questioni aperte . In: Bottos M, Brazelton TB, Ferrari A, Dalla Barba B, Zacchello F. Neurolesioni infantili: diagnosi e trattamento precoci. Padova: Liviana Ed., 1989. Ferrari A. Presupposti per il trattamento rieducativo nelle sindromi spastiche della paralisi cerebrale infantile . Eur Med Phys 1990; Ferrari A. - Cioni G.: Paralisi cerebrale infantile, Storia naturale e orientamenti riabilitativi , Edizioni del Cerro, 1993 Ferrari A.: Proposte riabilitative nella paralisi cerebrale infantile , Edizione Del Cerro 1997 Bottos M. Paralisi Cerebrale Infantile:...

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  • Fattori eziopatogenetici delle Paralisi Cerebrale Infantile Alfredo Cavaliere Converti (Paralisi Cerebrale Infantile) 07/10/2009

    Fino a pochi anni fa l'espletamento del parto veniva identificato come causa principale della maggior parte della PCI. Oggi l'azione di tali fattori è stata notevolmente ridimensionata dalle nuove conoscenze, che, sulla base delle complesse interazioni tra le varie componenti dello sviluppo del SNC, inducono a valorizzare maggiormente gli eventi, chiari o presunti, potenzialmente patogeni, che accadono nel corso della gestazione. Pochi neonati con segni d'asfissia vanno incontro a danno cerebrale, mentre molti bambini con una varietà di quadri di PCI sembrano aver superato il travaglio di parto senza incidenti. Questo starebbe ad indicare la maggiore importanza che deve essere attribuita ai fattori prenatali e postatali rispetto a quelli perinatali. Cause Prenatali I fattori prenatali sono rappresentati da tutte quelle noxae , che interferiscono sullo sviluppo dell'embrione e del feto dal momento del concepimento fino al 6° mese della gestazione e che spesso danno luogo a difetti...

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  • CONCLUSIONI - Valutazione delle Funzioni Adattive in bambini con PCI: confronto fra bambini migranti e bambini italiani Marta Fiori (Valutazione delle Funzioni Adattive nelle PCI: confronto fra bambini migranti e bambini italiani) 27/11/2017

    Come potevamo ipotizzare fin dall’inizio del nostro studio, abbiamo avuto conferme che il minore migrante del nostro campione ha un Comportamento Adattivo meno funzionale rispetto ad un suo coetaneo italiano. L’integrazione è un processo lungo, complesso e talvolta ricco di sofferenze e compromessi. I bambini che giungono nel nostro paese successivamente ad uno dei genitori, generalmente il padre, ed i bambini che nascono in Italia da famiglie che vi si sono stabilite da poco tempo, devono immergersi in un contesto sociale nuovo e diverso da quello di origine, facendo affidamento sulle proprie risorse interne e sul supporto della famiglia. La migrazione è un processo sociale complesso che spesso sottopone i singoli soggetti e l’intera famiglia a fattori stressanti che possono influenzare la loro condizione psichica. La separazione dai sistemi di supporto, abilità linguistiche inadeguate, e disuguaglianze sociali ed economiche, possono mettere il bambino in una posizione di fragilità e...

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  • BIBLIOGRAFIA - Il dispendio energetico nei bambini con Patologia Neuromotoria Alessandro Ciulli (Il dispendio energetico nei bambini con Patologia Neuromotoria) 11/12/2017

    American Thoracic Society ATS Statement “Guidelines for the Six-Minute Walk Test” Am J Respir Crit Care Med 2002, vol. 166, pp. 111-117 Andersson C, Asztalos L, Mattsson E “Six-minute walk test in adults with cerebral palsy. A study of reliability” Clin Rehabil 2006 Jun; 20 (6): 488-95 Baker R, “Motion Analysis” cap 19 in Dan B, Maytson M, Paneth N, Rosenbloom L “Cerebral Palsy” Boccardi S, Dissoni A “Cinesiologia” Società Editrice Universo, Roma 2003 Boyd R, Fatone S, Rodda J, Olesch C, Starr R, Cullis E, Gallagher D, Carlin JB, Nattrass GR, Graham K. “High- or low- technology measurements of energy expenditure in clinical gait analysis?” Dev Med Child Neurol 1999 Oct; 41(10): 676-682 Dodd KJ, Taylor NF, Damiano DL “A systematic review of the effectiveness of strength- training programs of people with cerebral palsy” Arch Phys Med Rehabil 2002; 83: 1157-1164 Paul L Enright MD “The Six Minute Walk Test” Respiratory Care August 2003, Vol. 48 n. 8 Fabbro F “Manuale di...

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  • BIBLIOGRAFIA - “Equitazione Terapeutica” - Intervento riabilitativo integrativo e non alternativo Giulia Frangiamone (Equitazione Terapeutica - Intervento riabilitativo integrativo) 16/02/2017

    ALTIERI, R., ANGELINI, N., GIANNOTTI, A. (1994). La riabilitazione equestre: una prospettiva d’integrazione neuro – psichiatrica. Psichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, 61 BIAGINI B, Allori P, Murano AC, Pasquinelli A Significato della Riabilitazione Equestre in soggetti con patologia psichiatrica grave In: Di Norscia G (Ed): Koinos Quaderni "Lavorare nelle strutture intermedie". Borla Ed, Roma CAPPONI, D. (1979 – 80). Riabilitazione equestre. Aspetti neurologici dell’età evolutiva. ANIRE – tesi di Laurea, Milano. CARBONI, F. (1996). Esperienza di riabilitazione equestre con bambini autistici. In Papini,M., Pasquinelli, A. (a cura di) Principi pratici di riabilitazione equestre. UTET, Milano. CONTI, B., ROSCIO, A., REVERDITO, P. (1990). La riabilitazione equestre in un moderno progetto riabilitativo. DE LUBERSAC, R., LALLERY, H. (1977). Rieducare con l’equitazione. IGIS edizioni, Milano. ENGEL, B.T. (1992). Therapeutic riding: its benefits, professions and divisions. In Engel,...

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  • I Caso - Iperattività o ADHD - Presa in carico e colloqui con la famiglia Fortunata Alboretti (Iperattività o ADHD) 12/06/2013

    Dopo la presentazione iniziale della sala di psicomotricità, quindi degli oggetti che poteva trovare, G. presentava incordinazione motoria poiché saltava sui materassi in continuazione, si muoveva da un posto all'altro facendo capriole. Il suo era un agire molto velocizzato, caratterizzato da difficoltà d'attenzione e mancanza di contatto visivo con la terapista. G. mostrava buone abilità rispetto alla motricità globale, investendo esclusivamente l'area di gioco sensomotorio; anche il suo linguaggio, esclusivamente dialettale, era velocizzato al punto che per fare presto non completava la frase. Disfonico,disponendo di un vocabolario limitato, presentava comunque un buon livello di comprensione. Frequentava la prima elementare, non avendo il sostegno . Aveva un fratellino più piccolo di lui, e viveva in una famiglia allargata (con i nonni paterni) che incidevano, come riferiva la madre sull'educazione dei bambini. G. si presentava da subito abbastanza collaborativo in terapia,...

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  • I primi due mesi - Il pianto, primo dialogo; Il seno e la fame - Neurobiologia dell’onnipotenza infantile Monica Manni (Dal senso di onnipotenza al principio di realtà: un normale processo di acquisizione) 07/10/2018

    L’illusione di essere onnipotente I primi due mesi: abbozzo d’ordine dal caos e onnipotenza Come ha definito Sander1, il compito primario di un datore di cure nei primi due mesi di vita è di regolare e stabilizzare i cicli sonno-veglia, fame-sazietà, giorno-notte (regolazione fisiologica o, come dice Greenspan, omeostasi). Generalmente i genitori, ai compiti primari di nutrire, addormentare, regolare i ritmi affiancano comportamenti quali cullare, calmare, parlare, cantare, fare rumori e smorfie. Tali comportamenti, definiti “sociali” da Stern, sono certamente a servizio di una regolazione fisiologica del bambino, ma implicano - spesso senza che i genitori se ne accorgano - lo stabilirsi di una relazione interpersonale. Si parla di relazione perché i comportamenti messi in atto da uno sono nello stesso tempo risposta e spunto per i comportamenti dell’altro. E’ vero, infatti, che anche piangere, strillare, sorridere, guardare, hanno nel bambino una natura prevalentemente sociale. Già...

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  • Il trattamento della disabilità intellettiva - APPENDICI Ariela Alexovits (Valutazione e trattamento del bambino con disabilità intellettiva) 18/02/2015

    APPENDICE 1     ELENCO TEST SOMMINISTRATI Aree funzionali Settori d'indagine Test PREREQUISITI ABILITÁ PRASSICHE E FUNZIONI ESECUTIVE                                                         ORIENTAMENTO DEL CORPO SPAZIO-TEMPORALE Esame psicomotorio Massenz-Simonetta  Dominanza mano/piede/occhio Lateralità Aggiustamento al tempo di Soubiran (valuta anche l’inibizione. Mantenimento del ritmo=ATTENZIONE; variazione del ritmo=FLESSIBILITà) Organizzazione topologica dello spazio Aggiustamento con rappresentazione mentale di postura statica Orientamento egocentrico Controllo tonico(valuta anche l’impulsività) Orientamento spaziale egocentrico   ABILITÁ PRASSICHE   Abc Movement (4-6 anni; 7-8 anni): abilità manuali abilità con la palla equilibrio statico e dinamico punteggio globale di compromissione Protocollo APCM (4.6-6 anni; 6.1-8 anni): movimenti oculari movimenti in sequenza di mani e dita sequenzialità esplicita abilità manuali gesti simbolici abilità costruttive FUNZIONI ESECUTIVE   ATTENZIONE Selettiva: visiva: Test di cancellazione Benso uditiva:...

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  • Eziologia - La sindrome di Down Alfredo Cavaliere Converti (Sindrome di Down) 13/01/2010

    Eziologia - La sindrome di Down Nel 1959 Jerome Lejeune scoprì che la sindrome di Down è causata dalla presenza di un cromosoma 21 in più (o parte di esso), da qui la definizione di trisomia 21 come sinonimo della sindrome stessa. Circa nel 95% dei casi, la causa di questa anomalia genetica è la mancata disgiunzione dei cromosomi che si verifica durante una delle divisioni meiotiche che portano alla formazione dei gameti della madre; ne consegue che lo zigote avrà un assetto di 47 cromosomi, con un cromosoma 21 soprannumerario in tutte le cellule dell'individuo affetto, anziché il normale numero diploide di 46 cromosomi tipici della specie umana.

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  • CONCLUSIONI - Il dialogo tonico e il dialogo sonoro Maria Vittoria Berno (L’importanza della voce nella terapia neuro e psicomotoria) 28/12/2013

    Al termine di questo percorso sembra opportuno ripercorrere brevemente il cammino svolto. La prima parte del lavoro è stata dedicata ad approfondire lo sviluppo della voce. E’ emerso in questo modo come la voce sia connessa allo sviluppo emozionale, relazionale e dialogico fin dalla fase gestazionale. La diade madre-bambino si struttura sul contatto corporeo, sul dialogo tonico e contemporaneamente sulla voce, sulla comunicazione non verbale, sul dialogo sonoro. Con la crescita e lo sviluppo le esperienze permettono al bambino di acquisire nuove e più complesse modalità di comunicazione, prima fra tutte il linguaggio verbale, ma le componenti di dialogo tonico e sonoro permangono come modalità sempre presenti nel rapporto con l’altro. Per sottolineare come la voce sia presente e connessa con gli altri aspetti della persona, è stato analizzato il suo intersecarsi con le altre categorie psicomotoriedi spazio, tempo, tono muscolare, postura e oggetti. La seconda parte del lavoro ha...

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  • La responsabilità in ambito sanitario Alfredo Cavaliere Converti (Assistenza riabilitativa aspetti legali, rischio ed errore) 30/05/2016

    La responsabilità civile Nell'ambito del diritto privato, il tema della responsabilità civile si colloca nel più ampio capitolo delle obbligazioni (doveri). “Art. 1173 - Fonti delle obbligazioni - Le obbligazioni derivano: da contratto, da fatto illecito, o da ogni altro atto o fatto idoneo a produrle in conformità dell'ordinamento giuridico” (Codice civile). Il Codice fa quindi risalire le obbligazioni fondamentalmente a due fonti: il contratto e il fatto illecito. La nozione di responsabilità civile viene in genere utilizzata quando siamo nel campo della seconda di queste due fonti: “Il complesso dei fatti illeciti in presenza dei quali sorge l'obbligazione risarcitoria a carico di chi ha provocato ad un terzo un danno ingiusto è tradizionalmente individuato con il termine responsabilità civile" (Jannarelli 2007, p. 919). La responsabilità civile si identifica quindi con la cosiddetta responsabilità extracontrattuale o aquilana o da fatto illecito e si distingue nettamente dalla...

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  • LO SVILUPPO PSICOMOTORIO - Aspetti Descrittivi Teresa Vitagliano (Ritardo Psicomotorio: Diagnosi e Progetto Terapeutico) 19/06/2013

    Per un corretto approccio alla diagnosi precoce risulta evidente la necessità di conoscere il bambino e il suo sviluppo. Con il termine di sviluppo psicomotorio viene indicato quel processo grazie al quale il bambino acquisisce progressivamente una serie di abilità che gli consentono di inserirsi e partecipare all'ambiente in cui vive. Il termine di sviluppo psicomotorio caratterizza anche un periodo: è il periodo dei primi tre anni di vita, durante i quali la quantità di abilità emergenti è superiore a qualsiasi altro periodo di vita, infatti i primi tre anni di vita rappresentano un periodo particolarmente ricco di acquisizioni, durante il quale possono crearsi problemi di diagnosi e di diagnosi differenziale. In merito a quest'ultimo aspetto va, infatti, considerato che quadri nosograficamente definiti quali le Paralisi Cerebrali Infantili, il Ritardo Mentale o i Disturbi Generalizzati Dello Sviluppo, possono manifestarsi nei primi tre anni di vita con un generico Ritardo dello...

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  • Aspetti genetici - La sindrome di Prader Willi (PWS) Fabio RESCIGNO (Sindrome di Prader-Willi) 17/10/2009

    Sin dal 1976 è stato ipotizzato che anomalie cromosomiche che interessavano il cromosoma 15 potessero essere all’origine della sindrome di Prader-Willi. Nel 1981 Ledbetter et al. (N. Engl.J.Med. 304:325-329) hanno descritto alcuni pazienti portatori di una delezione interstiziale a carico del braccio lungo del cromosoma 15 (15q11-13). Successivamente è stato dimostrato utilizzando il cariotipo ad alta risoluzione che il fenotipo della PWS era dovuto nel 70% dei casi ad una delezione, nel 4% a duplicazioni o traslocazioni, mentre il restante 25% circa presentava un cariotipo normale. Le tecniche di biologia molecolare hanno confermato che il cromosoma 15 deleto nei pazienti con PWS era sempre quello di origine paterna e che quindi la sindrome è dovuta alla mancanza di contributo paterno per la regione 15q11-q13. Da notare invece che la mancanza del contributo materno per la stessa regione cromosomica dà luogo invece alla sindrome di Angelman che si presenta con un fenotipo...

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  • IL “Walked Corsi Test” - valutazione della memoria di lavoro visuo-spaziale in ambito clinico - LO STUDIO: RISULTATI Ylenia Capuzzo (Memoria visuo-spaziale in bambini con PCI) 20/03/2011

    I 18 soggetti del campione al “Walked Corsi Test” hanno ottenuto dei valori di span compresi tra 3 e 8. A una parte del nostro campione è stato somministrato, nell'ambito di un lavoro parallelo, anche il test di Corsi: i valori degli span ottenuti a questo test sono risultati essere compresi tra 2,3 e 8; solo in due casi essi coincidono con i valori degli span del WCT. Legenda Diagnosi neuromotoria: D: soggetto diplegico E: soggetto emiplegico I,II,III,IV: corrispondono alle forme di Paralisi Cerebrale Infantile, secondo la classificazione di Ferrari-Cioni (2005). Livello cognitivo: N: QI nella norma-areaLN: QI ai limiti della norma-areaAL: QI in area limiteRL: ritardo cognitivo lieveRM: ritardo cognitivo medioQIV: QI verbaleQIP: QI di performance Dall'analisi statistica dei risultati emerge quanto segue. L'analisi bivariata mostra una significatività statistica per le correlazioni fra punteggio grezzo al WCT e le seguenti variabili: età mentale di performance (Pearson= 0,780,...

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