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Silvia Mollo

Irene De Maria

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Francesca Ferrara Sindrome di Down e Capacità Rappresentative Hits:2748

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  • La Terapia Multisistemica in Acqua (TMA) Ilaria Lo Cicero (Metodi utili in Neuropsicomotricità) 27/01/2010

    Vorrei parlarvi di una nuova tecnica molto utile per bambini autistici e/o con disturbi della relazione e comunicazione. La Terapia Multisistemica in Acqua (TMA) è una terapia sviluppata in ambiente naturale con un modello teorico di riferimento e una metodologia strutturata attraverso fasi, che utilizza inoltre metodiche cognitive, comportamentali, relazionali e senso motorie. Tale terapia si rivolge ai soggetti con autismo, disturbo pervasivo dello sviluppo e disturbi della comunicazione. Si svolge in una piscina pubblica (setting naturale) ed ha scopi espliciti e scopi impliciti. Gli scopi espliciti, che tra l’altro danno forma all’attività, sono l’insegnare a nuotare e sapersi adeguare alle regole della piscina. Gli scopi impliciti di tale terapia sono di migliorare le capacità dei soggetti di muoversi nel mondo in modo da poter aumentare la qualità della loro vita. Il fine ultimo della terapia non è l’insegnamento del nuoto, né l’uso di quest’ultimo per svago o ricreazione,...

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  • CONCLUSIONI - Il TNPEE nell’attività Educativo - Preventiva Laura Pizzi (Il TNPEE nell’attività Educativo - Preventiva) 18/11/2014

    L’interesse per l’argomento di questa tesi (educazione - prevenzione), nato durante il mio periodo di tirocinio, ha avuto modo di confermarsi come espressivo nel corso dell’anno. Ho potuto verificare come l’attività di gruppo che ho seguito abbia avuto dei reali risultati sia sulla facilitazione di un equilibrato sviluppo psicomotorio dei bambini che nel riconoscere una situazione di disagio e favorirne la risoluzione. Caratteristiche fondamentali per un intervento efficace sono un corretto setting e la professionalità della terapista della neuropsicomotricità che si fa carico del progetto. L’inquadramento teorico cui ci siamo riferiti ci ricorda che lo sviluppo del bambino è possibile grazie alle interazioni tra l’ambiente e la sua individualità, dunque la sua crescita a oggi non è più considerata solamente legata alle sue pulsioni ed ai suoi stati interni. Fu Piaget (1947) il primo a dimostrare la differenza qualitativa tra le modalità di pensiero del bambino e dell’adulto per poi...

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  • Disturbo dell'Integrazione Sensoriale VALENTINA VESCI (Favorire un’armonica integrazione delle Caratteristiche Sensoriali) 21/03/2017

    Il disturbo dell’integrazione sensoriale o disfunzione dell’integrazione sensoriale (SID) è una condizione neurologica che deriva dall’incapacità del cervello di integrare le informazioni ricevute dai cinque sistemi sensoriali base del corpo. La parola disfunzione equivale a “malfunzionamento”; il cervello non ha maturato la capacità di processare in modo naturale ed efficiente; il termine “sensoriale”, invece, si riferisce, al fatto che a livello cerebrale non vengono elaborati in maniera adeguata gli input sensoriali (difatti, il cervello forma un’immagine combinata delle informazioni provenienti dagli organi di senso, affinché il corpo possa reagire in maniera adeguata). Quando gli input sensoriali non vengono integrati correttamente a livello corticale solitamente, si avranno anche problemi legati al comportamento. Senza una buona integrazione sensoriale, l’apprendimento diventa difficile, l’individuo spesso si sente poco sicuro di sé e non riesce ad affrontare le esigenze che...

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  • Definire la disabilità intellettiva: dal ritardo mentale ai disturbi dello sviluppo intellettivo maria ferrara (La valutazione dei bambini con disabilità intellettiva) 25/04/2014

    Definizione e Criteri Nei manuali diagnostici utilizzati fino ad oggi, il Ritardo Mentale (RM), costituisce una condizione di difficile inquadramento. In ragione delle multiformi modalità espressive, dei numerosi fattori etiologici, della mutevole percezione sociale del fenomeno, delle capacità individuali di reazione a stimoli ambientali e riabilitativi, non è possibile considerare il ritardo mentale come un’entità clinica a se stante, ma va ad inquadrarsi in una condizione clinica molto eterogenea che riconosce alla sua base un mal funzionamento del Sistema Nervoso Centrale, cui consegue un deficit cognitivo. In ogni caso si fa riferimento ad una condizione che raccoglie molte sindromi diverse, la cui natura poggia, con percentuali di volta in volta diverse, sui piani biologico, psicologico, e sociale. I manuali diagnostici internazionali definiscono le caratteristiche fondamentali del ritardo mentale. Secondo il DSM IV (ancora in uso): funzionamento intellettivo generale...

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  • INTRODUZIONE - La pianificazione: esecuzione del movimento e funzione esecutiva nell'emiparesi spastica Chiara Dametto (La pianificazione: esecuzione del movimento e funzione esecutiva nell'emiparesi spastica) 24/11/2020

    La nostra sopravvivenza nell’ambiente esterno, ma soprattutto il nostro adattamento ad esso, è dovuta fondamentalmente all’abilità di cambiare strategia d’azione e di pensiero passando in rassegna, mentalmente e in modo rapido, differenti piani d’azione e catene di pensieri per rispondere ai cambiamenti repentini che si verificano in un ambiente dinamico colmo di stimoli che entrano anche in competizione tra di loro. (Richter & Yeung, 2012) Voglio iniziare con questa citazione in quanto permette di sottolineare la complessità sottostante all'esecuzione delle attività della vita quotidiana. E' sufficiente un piccolo dettaglio differente e non in linea con i vari processi mentali per compromettere in modo più o meno significativo le nostre abilità adattive. La seguente tesi andrà ad indagare la tematica della pianificazione sia nel senso dell'esecuzione del movimento, sia come funzione esecutiva, in particolare nell'emiparesi spastica. Quindi, in una situazione in cui il sistema...

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  • La valutazione dello sviluppo del bambino nel primo anno di vita (0 - 12 mesi) Cristina Mereu (L’importanza del counseling ed il ruolo del TNPEE nel trattamento abilitativo del bambino con ritardo dello sviluppo neuropsicomotorio) 02/12/2020

    Introduzione T.B. Brazelton: La scala di valutazione del comportamento del neonato (NBAS) A. Milani Comparetti: La semeiotica neuroevolutiva e l’esame motoscopico H.F. Prechtl: I General Movements H. Als: La teoria sinattiva e la scala di valutazione neurocomportamentale del neonato prematuro (APIB) INDICE PRINCIPALE INDICE La valutazione dello sviluppo del bambino nel primo anno di vita Introduzione Quando un bambino con sospetto ritardo delle acquisizioni neuropsicomotorie giunge alla nostra osservazione appare fondamentale porsi una serie di quesiti in modo da delineare il suo profilo di sviluppo ed avviare, di conseguenza, sia il processo diagnostico sia l’individuazione dei provvedimenti terapeutici da attuare. In età evolutiva, ed in particolare nei primi anni di vita, questi aspetti assumono connotazioni particolari in quanto bisogna considerare diversi elementi tra cui la variabilità legata alla maturazione del sistema nervoso, i diversi ritmi di sviluppo delle diverse funzioni, la...

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  • Inquadramento teorico: Il comportamento adattivo; Il flusso migratorio negli ultimi anni; La paralisi cerebrale infantile Marta Fiori (Valutazione delle Funzioni Adattive nelle PCI: confronto fra bambini migranti e bambini italiani) 27/11/2017

    Il comportamento adattivo Il costrutto teorico del Comportamento Adattivo esprime l’interazione dell’individuo con il proprio ambiente. Esso riguarda le attività che un soggetto deve quotidianamente compiere per essere sufficientemente autonomo e per svolgere in modo adeguato i compiti conseguenti al proprio ruolo sociale, così da soddisfare le attese dell’ambiente per un individuo di pari età e contesto culturale. Il comportamento adattivo è età specifico, nel senso che si sviluppa durante l’età evolutiva e declina in età avanzata; è contesto specifico, poiché per ciascuna classe di età i livelli di comportamento adattivo adeguati non sono definibili in assoluto poiché dipendono dalle aspettative dell’ambiente. Il comportamento adattivo viene considerato un costrutto multidimensionale; empiricamente esso viene diviso in quattro aree principali di abilità in relazione tra loro: comunicazione (espressione e ricezione del linguaggio scritto e orale), abilità quotidiane (cura di sé,...

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  • IL “Walked Corsi Test” - valutazione della memoria di lavoro visuo-spaziale in ambito clinico - LO STUDIO: RISULTATI Ylenia Capuzzo (Memoria visuo-spaziale in bambini con PCI) 20/03/2011

    I 18 soggetti del campione al “Walked Corsi Test” hanno ottenuto dei valori di span compresi tra 3 e 8. A una parte del nostro campione è stato somministrato, nell'ambito di un lavoro parallelo, anche il test di Corsi: i valori degli span ottenuti a questo test sono risultati essere compresi tra 2,3 e 8; solo in due casi essi coincidono con i valori degli span del WCT. Legenda Diagnosi neuromotoria: D: soggetto diplegico E: soggetto emiplegico I,II,III,IV: corrispondono alle forme di Paralisi Cerebrale Infantile, secondo la classificazione di Ferrari-Cioni (2005). Livello cognitivo: N: QI nella norma-areaLN: QI ai limiti della norma-areaAL: QI in area limiteRL: ritardo cognitivo lieveRM: ritardo cognitivo medioQIV: QI verbaleQIP: QI di performance Dall'analisi statistica dei risultati emerge quanto segue. L'analisi bivariata mostra una significatività statistica per le correlazioni fra punteggio grezzo al WCT e le seguenti variabili: età mentale di performance (Pearson= 0,780,...

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  • Dall’Intelligenza Senso-Motoria all’Intelligenza Rappresentativa Claudio Rovati (Lo Sviluppo Psicomotorio: Osservazione del processo di apprendimento attraverso le Scale Ordinali di Užgiris-Hunt con bambini di 2 anni) 09/01/2021

    Dall’Intelligenza Senso-Motoria all’Intelligenza  Rappresentativa Le Teorie Piagettiane L’Intelligenza Senso-Motoria Il Passaggio all’Intelligenza Rappresentativa La valutazione nella Prima Infanzia – Le scale Ordinali dello Sviluppo Psicologico INDICE PRINCIPALE INDICE Dall’Intelligenza Senso-Motoria all’Intelligenza Rappresentativa Le Teorie Piagettiane Fino ai primi anni del ‘900 lo studio dello sviluppo mentale, cognitivo o motorio era descritto da ricerche molto semplicistiche, svolte da Autori prendendo come campione le proprie figlie. Piaget ha portato un contributo decisivo a questo processo di trasformazione della psicologia genetica in una scienza a carattere sperimentale: anzitutto la maggior parte delle ricerche da lui condotte sullo sviluppo dell’intelligenza hanno assunto forma di esperimenti. 1 Due difficoltà emergono dagli studi svolti con bambini: le espressioni verbali con le quali viene comunicato  il compito o vengono formulate le risposte costituiscono spesso una...

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  • La terapia comportamentale Alfredo Cavaliere Converti (Altro) 09/10/2009

    La terapia comportamentale include una serie di tecniche finalizzate a modificare i comportamenti non adattivi. L'assunto di fondo è che il comportamento, sia quello normale che quello patologico (o non adattivo) è in massima parte acquisito attraverso processi di apprendimento e di condizionamento. La terapia, pertanto, utilizza gli stessi processi, sia per favorire una condotta desiderabile che per eliminare una disadattiva.

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  • RINGRAZIAMENTI - Oltre la diagnosi: il circolo virtuoso del gioco Francesco Cangioli (Oltre la diagnosi: il circolo virtuoso del gioco) 11/10/2014

    Ubuntuè un termine che designa un'ideologia propria delle culture dell'Africa subsahariana, traducibile nella nostra lingua con l'espressione "io sono perché noi siamo". Definisce l'individuo in funzione delle sue molteplici relazioni con gli altri, richiamando i diritti e i doveri del singolo nei confronti della comunità, ma anche il carattere di determinazione collettiva dell'identità personale. La filosofia che vi è connessa testimonia l'universale e già antica consapevolezza della natura sociale del Sé, tanto approfonditamente indagata dagli studiosi dello scorso secolo e sottolineata con forza nel presente lavoro. E se è vero che la società determina l'individuo, è vero anche che nel 1885 Frédéric Le Play, precursore degli studi sociologici sulla famiglia, definiva quest'ultima come unità costitutiva e funzionale della società. La serie di nomi celebri da poter scomodare per suffragare l'importanza che la famiglia riveste nel cammino di ciascuno di noi sarebbe interminabile, ma...

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  • All’inizio era il verbo? No, all’inizio era l’azione! Alla ricerca di una spiegazione motoria delle difficoltà comunicative nell’autismo Valentina Del Bello (Spiegazione motoria delle difficoltà comunicative dell'Autismo) 20/10/2014

    Riassunto Introduzione: Numerosi studi propongono che le anomalie motorie precoci che caratterizzano l'autismo possano essere alla base delle peculiari difficoltà comunicative e sociali dei soggetti affetti da tale sindrome (Teitelbaum et al., 1998, Leary e Hill 1996, Bauman, 1992). L'idea di studiare i legami tra azione e linguaggio nell'autismo si colloca quindi all'interno di tale cornice teorica e il lavoro svolto nelle presente tesi fa particolare riferimento all'ipotesi secondo cui la presenza di comandi motori accoppiati tra aperture di mano e bocca interna durante il parlato possa essere un indicatore di un corretto sviluppo motorio e linguistico, che nei soggetti con DGS appaiono spesso deficitari. Scopo:L'obiettivo del presente studio è,  quindi, quello di indagare in soggetti con sviluppo tipico (TD) e in soggetti con Disturbo Generalizzato dello Sviluppo (DGS) gli effetti della prensione manuale di oggetti grandi e piccoli sui parametri dello spettro vocale di parole...

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  • BIBLIOGRAFIA - SITOGRAFIA - Oltre la diagnosi Francesco Cangioli (Oltre la diagnosi: il circolo virtuoso del gioco) 11/10/2014

    Ainsworth M.D.S., Blehar M.C., Waters E., Wall S., Patterns of Attachment: A Psychological Study of the Strange Situation, Lawrence Erlbaum Associates, Hillsdale, NJ, 1978. Aucouturier B., Il metodo Aucouturier. Fantasmi d'azione e pratica psicomotoria, FrancoAngeli, Milano, 2005. Bateson G., Verso un'ecologia della mente, Adelphi, Milano, 1976 Berti A.E., Bombi A.S., Corso di psicologia dello sviluppo, Il Mulino, Bologna, 2008. Berti E., Comunello F., Savini P., Il contratto terapeutico in terapia psicomotoria. Dall'osservazione al progetto, Edizioni Junior, Bergamo, 2001. Bowlby J., Una base sicura. Applicazioni cliniche della teoria dell'attaccamento, Raffaello Cortina Editore, Milano, 1989. Bruner J., Ninio A., The achievement and antecedents of labelling, In: Journal of Child Language, vol. 5, pp. 1-15, Febbraio 1978. Callari Galli M., Voglia di giocare. Una ricerca a più voci sul gioco in alcune situazioni pre-scolastiche, FrancoAngeli, Milano, 1982. De Mennato P.,...

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  • CONCLUSIONI - Oltre la diagnosi: il circolo virtuoso del gioco Francesco Cangioli (Oltre la diagnosi: il circolo virtuoso del gioco) 11/10/2014

    Precisazioni metodologiche Per sette mesi ho assistito e partecipato alla terapia neuropsicomotoria individuale di G., condividendone i progressi, le regressioni transitorie, lo spazio e il tempo della seduta. Ho cercato di cogliere, con occhio vigile e mente attenta, ogni cambiamento intervenuto, di carpire i dettagli del processo che andava definendosi e dispiegandosi. Se, tuttavia, non mi fossi appellato al rigore di quegli stessi strumenti che, allo scopo di approcciarmi alla bambina reale e di svincolarmi dall'idea pervasiva della patologia, avevo deciso di impiegare nel momento T1,non avrei potuto formalizzare a parole un resoconto puntuale ed esaustivo dei risultati ottenuti, che meritano invece un'attenta analisi. Per questo ho fatto ricorso ancora una volta alla scheda Berti-Comunello e alla scheda Gison, così da mantenere fermi i parametri di riferimento utilizzati già per l'osservazione iniziale. I risultati di questa verifica finale verranno esposti, col proposito di...

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  • BIBLIOGRAFIA - "Immagine di sè e schema corporeo" Luciano Montefusco (Immagine di sè e Schema Corporeo) 17/12/2009

    Ajuriaguerra J.de. (1973) Manuale di psichiatria del bambino. Masson, Paris. Bick E. (1968) “L’esperienza della pelle nelle prime relazioni oggettuali del bambino”. International Journal of Psychoanalysis, vol. 49, pags. 484-486. Bonnier P. (1905) L’Aschematie.Revue neurologique, 13, 605-609. Borgogno E.(1992) Dall’osservazione al progetto terapeutico. Omega, Torino. Bucher H. (1974) Turbe psicomotorie nel bambino. Armando, Roma. Casertano G. (1989) Parmenide il metodo la scienza l’esperienza. Loffredo Editore, Napoli. Daurat-Hmeljak C., Stambak M., Berges J. (1969) Il test dello schema corporeo. Organizzazioni speciali, Firenze, 1981. Freud S. (1922) L’Io e l’es. Tr. It. (1976) Boringhieri, Torino. Galimberti U. (2003) Enciclopedia di Psicologia. Garzanti, Milano. Gallinari T. (1993) Imparo con il corpo. Levante Editori, Bari. Guaraldi G.P. (1990) Immagine del corpo: un concetto di confine. Età Evolutiva, 35, 52-59. Head H. (1920) Studies in neurology. Oxford, London. James...

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  • Premessa - Il Disturbo da Deficit di Attenzione / Iperattività o ADHD Fortunata Alboretti (Iperattività o ADHD) 12/06/2013

    Nelle pagine che seguono vengono presentate, sebbene in maniera sintetica, i punti salienti dell'argomento trattato che è stato il Disturbo da Deficit d'Attenzione/Iperattività. Vengono riportati quindi la Patogenesi , si parla del trattamento farmacologico, delle caratteristiche diagnostiche, del decorso, della familiarità, delle manifestazioni e dei Disturbi associati a tale patologia. In conclusione vengono presentati due casi clinici, i quali nonostante la stessa diagnosi si presentano in maniera diversa rispetto ai trattamenti riabilitativi. Diverse sono state anche le emozioni provate, ma comunque entrambe le situazioni sono state gratificanti. Nei casi clinici vengono evidenziati: la diagnosi, il piano di trattamento neuropsicomotorio, l'anamnesi personale, la presa in carico, i colloqui con la famiglia, la verifica degli obiettivi e le dimissioni. Per la bibliografia si fa riferimento a diversi autori, che hanno esposto le loro considerazioni rispetto a tale argomento. L'...

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  • Lo sviluppo del bambino secondo la psicologia genetica Alfredo Cavaliere Converti (Sviluppo NeuroPsicomotorio) 24/06/2016

    Questo sviluppo può essere misurato con procedimenti diversi ed essere inserito nelle scale di sviluppo equivalenti a quelle che Binet e Simon hanno realizzato per l’intelligenza. Le scale più conosciute sono quelle di Charlotte Biìhler e di A. Gesell, sistematizzate per mesi o per anni di età. Esse ci forniscono un valore statistico che permette di misurare nel bambino, con relativa precisione, il grado di sviluppo raggiunto o, al contrario, il ritardo nello sviluppo stesso, il quale viene così sistematizzato secondo un ordine cronologico. Non è nostra intenzione affrontare, in questo capitolo, le diverse concezioni dello sviluppo psicologico del bambino ed i metodi psicometrici adottati nella psicologia clinica. Pur tenendo conto della loro importanza, ci limiteremo, tuttavia, ad una visione schematica globale dello sviluppo del bambino secondo le scuole più rappresentative della psicologia genetica, cioè quelle di J. Piaget, di H. Wallon e secondo quelle della psicoanalisi, a...

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  • PREMESSA - INTRODUZIONE - La nuova terapia farmacologica per l’Atrofia Muscolare Spinale 5q: il ruolo delle scale di valutazione e dell’intervento riabilitativo Alessia Serra (La nuova terapia farmacologica per l’Atrofia Muscolare Spinale 5q) 29/05/2020

    PREMESSA In un momento storico in cui la tecnologia e la ricerca scientifica prendono un posto di livello nella clinica, reputo fondamentale l’integrazione di tali mezzi con quello che è il lavoro del Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva. In particolare, dopo aver osservato l’emozione dei clinici e immaginato quella delle famiglie di pazienti affetti da SMA (Atrofia Muscolare Spinale), a seguito della registrazione del farmaco Nusinersen e l’utilizzo di questo per la cura unicamente di questa patologia, mi è sembrato doveroso dedicarci spazio e tempo in quello che è il mio percorso di studi e sperare che questo ambito sia presente anche nel mio percorso lavorativo. Al di là dell’ambito prettamente scientifico, ciò che mi ha fatto davvero appassionare a questa tematica è senza dubbio la rivoluzione che un farmaco può creare in una patologia definita degenerativa. Allungare l’aspettativa di vita e soprattutto, migliorarne la qualità, in pazienti destinati a non...

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  • Il trattamento neuropsicomotorio di G. Francesco Cangioli (Oltre la diagnosi: il circolo virtuoso del gioco) 11/10/2014

    Perseguire l'integrazione Chi è G., dunque, a cavallo tra Marzo e Aprile 2013? Di fronte a questo interrogativo, apparentemente elementare e già risolto dalle informazioni riportate nel capitolo precedente, ci sembra tuttavia opportuno reintegrare in un tutto coerente e sintetico ciò che altrimenti rischierebbe di rimanere frammentario e disincarnato. G. non è una sequenza di parole su carta ed è quindi doveroso far sì che queste ne rispettino almeno l'identità di persona le cui caratteristiche sono, nella realtà del trattamento e della vita, inscindibili. Conosciamo la sua diagnosi: è affetta da una patologia cronica, geneticamente determinata, le cui implicazioni sono, su un piano teorico, innumerevoli. Ma cosa significa per G. la Sindrome di Sturge Weber? Quali sono le sue ricadute concrete, e quali gli aspetti che non la interessano? G. è una bambina la cui esistenza è funestata, nonostante l'eccellente gestione della terapia farmacologica, da un'epilessia farmacoresistente che...

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  • Strategie per la Comunicazione Cristiana Pacilio (Comportamenti non sociali nei Disturbi dello Spettro Autistico) 11/12/2015

    Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA) In età evolutiva, più dello 0,5% della popolazione presenta disabilità complesse della comunicazione che, in assenza di adeguati interventi, interferiscono in modo significativo con lo sviluppo, in particolare nell’ambito cognitivo e relazionale. Diventa allora necessario potenziare le modalità di comunicazione esistenti, affiancandole con strumenti che permettono di superare il deficit comunicativo e di riattivare le relazioni con l’esterno, attraverso un intervento di Comunicazione Aumentativa.   Che Cos’è’? La Comunicazione Aumentativa Alternativa è “ogni comunicazione che sostituisce o aumenta il linguaggio verbale”. La terminologia Comunicazione Aumentativa Alternativa (“Augmentative and Alternative Communication”, CAA) si riferisce a tutte le conoscenze, le tecniche, le strategie e agli ausili, tecnologici e non, che possono facilitare e migliorare la comunicazione in persone che presentano una carenza o un’assenza temporanea o...

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Sara Colombo

Francesca Pannozzo

Maria Piscitello

Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali

American Psychiatric Association

Edizione italiana a cura di Massimo Biondi

DSM-5