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Ylenia Capuzzo

Fabio RESCIGNO

Livio Caianiello

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Tesi di Laurea

Annetta Sedda Medium Sonoro Hits:3787

Irene De Maria Modello della Family Centered Care (FCC) Hits:4497

Maria Piscitello Sindrome di Down - Intervento Psicomotorio Hits:4736

Fabio RESCIGNO Sindrome di Prader-Willi Hits:6092

giovanna bonavolonta Approccio psicomotorio integrato: medulloblastoma Hits:7589

Luciano Montefusco Immagine di sè e Schema Corporeo Hits:10892

Maria PADOVANO La Psicomotricità come unione Hits:16369

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Altri Argomenti

  • BIBLIOGRAFIA - Valutazione dei Disturbi di Regolazione in bambini con Disturbo Pervasivo dello Sviluppo Nadia Botrugno (Valutazione dei Disturbi di Regolazione in bambini con Disturbo Pervasivo dello Sviluppo) 23/06/2018

    AMMANITI MASSIMO, (2001) Manuale di psicopatologia dell’infanzia, Raffello Cortina editore, Milano AMERICAN PEDIATRIC ASSOCIATION (1994), Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders ,DSM IV (trad. It. DSM IV Guida alla diagnosi dei Disturbi dell’infanzia e dell’adolescenza) XAIS C., MICHELI E. (2001), Gioco e interazione sociale nell’autismo, Erickson, Trento ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA’ (1992), ICD-10. Decima revisione della classificazione internazionale delle sindromi e disturbi psichici e comportamentali, Masson, Milano GEORGIA DE GANGI, Ph.D., (2000) Pediatric Disorders of Regulation in Affect Behavior Accademic Press, London ZERO-TO-THREE (1994) National Center for Clinical Infant Programs, Classificazione diagnostica 0-3, Masson, Milano F. MURATORI, R. TANCREDI, B. PARRINI, C. FLORIANI, (2003) interventi precoci nei DPS: una review. Giornale di neuropsichiatria infantile dell’età evolutiva S. GREENSPAN, S. WIEDER, (1999) functional developmental approach to...

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  • Inibizione Psicomotoria Alfredo Cavaliere Converti (Aspetti Comportamentali) 09/10/2009

    L'inibizione è una modalità del bambino di porsi nei confronti della realtà, del mondo esterno, caratterizzata dal ritiro, dalla chiusura, dal "guardare da lontano", piuttosto che dall'agire e trasformare la realtà per conoscerla, lasciarne una propria traccia e anche lasciarsi trasformare da essa. Il bambino inibito può avere desideri a lui nascosti, che non riesce a far emergere e realizzare per paure, timori, false immagini di sè che possono derivare da particolare storie relazionale con le figure a lui significative, sopratutto nei primi anni di vita: Iperprotezione Inadeguate aspettative da parte dei genitori La terapia Psicomotoria si presenta come una risposta possibile o necessaria, a secondo dei casi, o perchè l'area inibita è espressamente quella della motricità e dell'azione, o perchè, per il livello di sviluppo e le caratteristiche espressive del bambino, la psicomotricità possiede i mezzi più idonei al trattamento. De AjuriaguerraPrevede due forme di inibizione...

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  • Riflesso di incurvamento del tronco (riflesso di Galant) Alfredo Cavaliere Converti (Il Movimento) 17/09/2010

    Riflesso di incurvamento del tronco  (riflesso di Galant).È un riflesso di difesa verso uno stimolo ritenuto nocivo; è presente alla nascita o dopo qualche giorno e tende a risolversi verso il 3°-4° mese, o meglio, a questa epoca inizia a dare risposte complesse con preciso significato intenzionale di opposizione e difesa nei confronti dello stimolo. Il riflesso si provoca in posizione prona sostenuta dalla mano dell’esaminatore che stimola la regione para-vertebrale di un lato con una pressione digitale che va dalla regione dorsale sottoscapolare alla regione lombare. La risposta è data da un incurvamento del tronco con concavità verso il lato stimolato, mentre gli arti dello stesso lato si estendono e quelli controlaterali si flettono. La risposta può essere provocata anche stimolando la cute in regione sotto-scapolare. Il riflesso assume il significato di allontanamento della colonna da uno stimolo nocicettivo....

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  • Descrizione dello sviluppo e dell’acquisizione delle competenze prescolari raggiunte nei bambini di età compresa tra 5 e 6 anni con particolare riferimento agli indicatori di rischio per una difficoltà di apprendimento scolastico Davide Piovesan (Gli indicatori di rischio delle competenze relative all'apprendimento) 14/05/2018

    Competenze linguistiche Competenze motorio-prassiche Competenze visuo-percettive Competenze numeriche Funzioni esecutive   Competenze linguistiche Nel bambino normale l’acquisizione del linguaggio si sviluppa secondo tappe regolari, sulle quali tanto la letteratura quanto l’esperienza pratica concordano abbondantemente. Si deve tuttavia tener presente che: il ritmo della progressione varia considerevolmente da un bambino all’altro; qualunque acquisizione in uno dei settori del sistema linguistico (fonologia, morfologia, sintassi, semantica e pragmatica) è strettamente correlata ad acquisizioni negli altri settori; lo sviluppo verbale del bambino va collocato nel contesto generale del suo sviluppo senso-motorio, cognitivo, relazionale, emotivo-affettivo. E’ possibile suddividere lo sviluppo del linguaggio dalla nascita all’età prescolare, in tre periodi cronologici, i cui tempi tuttavia, per le notevoli variabilità individuali nel ritmo di progressione, devono essere considerate in modo...

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  • Introduzione allo studio - Il movimento attivo nella memoria di lavoro visuo-spaziale in bambini con paralisi cerebrale infantile Ylenia Capuzzo (Memoria visuo-spaziale in bambini con PCI) 20/03/2011

    Lo sviluppo neuromotorio in una patologia complessa come la Paralisi Cerebrale Infantile risulta essere molto eterogeneo e ad esso contribuiscono sia i disturbi motori che quelli non motori, definiti anche “disturbi associati”, i quali comprendono i disturbi sensoriali, percettivi, cognitivi, comunicativi, etc... Tali disturbi, non possono essere considerati secondari e non possiamo limitarci ad associarli in quanto essi interagiscono in maniera dinamica con gli altri e concorrono in modo significativo alla determinazione del quadro neuromotorio. In particolare, è stata riconosciuta l'estrema importanza delle funzioni percettive nello sviluppo del bambino: queste funzioni sono responsabili delle afferenze che giungono al sistema nervoso, il quale, dopo averle elaborate, dovrà rispondere motoriamente: se la percezione è alterata, ne consegue che anche l'elaborazione e il conseguente atto motorio non potranno che esserlo. Appare evidente il legame esclusivo della percezione con la...

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  • INTRODUZIONE - Ritardo Psicomotorio: Diagnosi e Progetto Terapeutico Teresa Vitagliano (Ritardo Psicomotorio: Diagnosi e Progetto Terapeutico) 19/06/2013

    Per l'elaborazione di questa tesi sono partita dalla riflessione sul riscontro con una percentuale alta di diagnosi non sempre definite, tra cui quella più ricorrente di "Ritardo dello Sviluppo Psicomotorio". Prendendo in riferimento un caso clinico di un bambino a cui ho avuto modo di avvicinarmi durante il mio percorso di pratica in ambito clinico, cercherò di illustrare le problematiche generali che possono contraddistinguere un percorso diagnostico, in questo caso nella diagnosi di "Ritardo Psicomotorio". Illustrerò, partendo dalle linee generali di sviluppo normale, le caratteristiche del processo diagnostico fino ad arrivare al progetto terapeutico. Nelle conclusioni si evidenzierà, attraverso il caso clinico, come spesso la diagnosi iniziale può non combaciare con il profilo finale. Indice   INTRODUZIONE     Capitolo 1 LO SVILUPPO PSICOMOTORIO   1.1 Aspetti Descrittivi     Capitolo 2 IL RITARDO PSICOMOTORIO   2.1 Aspetti Clinico-Descrittivi   2.2 Il Processo Diagnostico   2.3 Il Progetto...

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  • CONCLUSIONI - L’intervento del Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’età Evolutiva in Oncoematologia Pediatrica Andrea Sattanino (L’intervento del TNPEE in Oncoematologia Pediatrica) 24/02/2017

    Visti i risultati ottenuti, riteniamo che la presenza di un terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva possa essere utile all’interno della Clinica di Oncoematologia Pediatrica di Padova. La figura del TNPEE permetterebbe infatti di andare a rispondere a quelle esigenze per le quali è specificamente formata. L’interazione corporea, il dialogo tonico, il gioco sensomotorio sono elementi fondamentali nella crescita di ogni bambino e l’assenza di tali elementi, provocata dall’insorgere di una patologia oncoematologica e dal successivo iter terapeutico, può comportare anche gravi deficit, che richiedono l’intervento di una figura specifica. Inoltre il terapista della neuro e psicomotricità potrebbe lavorare sugli aspetti motori che, come si è visto, possono risultare alterati in seguito alla patologia e alla terapia prevista. Sebbene tali aspetti possano essere trattati anche da altre figure, la neuropsicomotricità è in grado forse di fornire maggior motivazione, in quanto...

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  • Presentazione della Vineland: Adaptive Behavior Scales - Forma Completa Antonella Palazzo (Intervento nei Disturbi dello Spettro Autistico) 23/10/2011

    La Vineland è stata sviluppata da Edgar A. Doll (1935, 1965) per la valutazione degli individui con ritardo mentale; il focus della valutazione di questi soggetti era centrato sulla loro capacità di mantenere sé stessi. In seguito questa scala è stata utilizzata nella diagnosi e nella ricerca di altre disabilità, che comunque avevano come caratteristica il problema del comportamento adattivo. La Vineland è una scala che valuta l’autonomia personale e la responsabilità sociale delle persone dalla nascita fino all’età adulta. È utilizzabile con soggetti normodotati o con disabilità. La Vineland non richiede la diretta somministrazione delle prove al soggetto in esame, ma la compilazione insieme ad una persona che lo conosca in modo approfondito. Esistono tre versioni della Vineland: Intervista – Forma breve, Intervista – Forma completa e la Versione per la scuola. Le tre versioni differiscono nel numero di item e di materiali e nel metodo di somministrazione La Forma completa consta di 540...

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  • La Teoria della mente Alfredo Cavaliere Converti (Altro) 09/10/2009

    La Teoria della mente - Modello teorico in rapporto al quale, normalmente, il bambino acquisisce la capacità di accedere e di riflettere sulle emozioni, sui desideri, sulle credenze proprie ed altrui, e di prevedere, conseguentemente, i comportamenti degli altri in rapporto a quello che loro pensano. Tale abilità cognitiva si acquisisce normalmente intorno ai 3-4 anni e gli adulti ne fanno uso nella vita di tutti i giorni senza averne consapevolezza. Se la teoria della mente non viene formata possono svilupparsi deficit e patologie molto serie: molti studiosi ad esempio ritengono che l'autismo possa collegarsi ad un deficit di teoria della mente. Ulteriori informazioni: La Teoria della Mente - Tesi di Laurea

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  • L'emergenza dell’Orientamento Spaziale Alfredo Cavaliere Converti (Movimento e Spazio) 21/01/2010

    Il neonato appare dotato di meccanismi innati di controllo spaziale del movimento. Egli si gira alla ricerca del capezzolo della madre cercandolo alla sua destra, dopo essere stato solitamente allattato dalla mammella sinistra della madre, anche quando viene invertita la sua posizione di allattamento offrendogli la mammella destra: questo esempio dimostra quanto precoce sia l'organizzazione spaziale del movimento e del comportamento e di quanto precocemente tale organizzazione venga vincolata sia da elementi presenti nel contesto percettivo, sia da elementi anticipati spazialmente e cercati in un determinato luogo anche quando mancano (e quindi non possono attrarre il movimento direzionandolo). Il cervello confronta continuamente la geometria del mondo esterno, direttamente percepita  dalle superfici recettoriali, con le geometrie interne dei suoi numerosi sistemi percettivi e motori, distribuiti nei due emisferi cerebrali. Ogni variazione esterna si traduce in variazioni spaziali e...

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  • Lo Spazio - La Comunicazione non Verbale Alfredo Cavaliere Converti (La Comunicazione non Verbale) 26/09/2009

    Lo spazio è definito come quell’entità illimitata ed indefinita in cui sono contenuti i corpi, che movendosi tessono le interazioni tra i corpi stessi[3]. In genere misuriamo lo spazio sulla possibilità delle nostre azioni, così ,stabiliamo che una cosa sia vicina o sia lontana in base a se richiede uno spazio minore o maggiore per essere raggiunta. E’ il risultato di un punto di vista mutevole in base al rapporto che il corpo stabilisce con l’ambiente. Galimberti, in una sua opera, scrive che lo spazio corporeo viene ad essere non uno spazio posizionale,  in cui le cose si dispongono in base ad un sistema di coordinate presupposte da un ente geometrico assoluto; ma  uno spazio situazionale che, dunque, si misura partendo dalle situazioni in cui si trova il corpo di fronte a progetti che si propone ed alle possibilità di cui dispone. « Il corpo, infatti, è l’unico sfondo da cui può nascere uno spazio esterno , è il “rispetto a cui “ un oggetto può apparire, è la frontiera che non...

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  • Eziologia - La sindrome di Down Alfredo Cavaliere Converti (Sindrome di Down) 13/01/2010

    Eziologia - La sindrome di Down Nel 1959 Jerome Lejeune scoprì che la sindrome di Down è causata dalla presenza di un cromosoma 21 in più (o parte di esso), da qui la definizione di trisomia 21 come sinonimo della sindrome stessa. Circa nel 95% dei casi, la causa di questa anomalia genetica è la mancata disgiunzione dei cromosomi che si verifica durante una delle divisioni meiotiche che portano alla formazione dei gameti della madre; ne consegue che lo zigote avrà un assetto di 47 cromosomi, con un cromosoma 21 soprannumerario in tutte le cellule dell'individuo affetto, anziché il normale numero diploide di 46 cromosomi tipici della specie umana.

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  • Fenotipo Comportamentale - La sindrome di Prader Willi (PWS) Fabio RESCIGNO (Sindrome di Prader-Willi) 17/10/2009

    La sindrome di Prader-Willi comprende varie caratteristiche psicologiche e comportamentali. Nelle prime fasi dell'infanzia si verifica un ritardo dello sviluppo psicomotorio e verbale. I disturbi della motricità grossolana, della coordinazione e dell'equilibrio si protraggono per tutta l'infanzia. I problemi maggiori di linguaggio consistono soprattutto in errori di vario tipo nell'articolazione che rendono il discorso poco comprensibile, in difficoltà di espressione verbale (spesso più compromessa della comprensione) e in modificazioni del tono della voce. I problemi di produzione verbale sono, almeno in parte, imputabili alla precoce ipotonia e ai dimorfismi facciali legati alla sindrome. Le capacità cognitive risultano ai limiti della norma o moderatamente compromesse, sebbene, nel 3% dei casi, sia stato riscontrato un QI nella media o superiore alla norma. Gravi difficoltà di apprendimento sono abbastanza insolite. Un recente studio mostra che numerosi soggetti con questa...

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  • Diagnosi pre-natale - Sindrome di Down Alfredo Cavaliere Converti (Sindrome di Down) 13/01/2010

    Diagnosi pre-natale - Sindrome di Down È possibile una diagnosi pre-natale tramite amniocentesi: si può vedere al cariotipo l’evidente anomalia del cromosoma. All’ecografia fetale ci possono essere alcuni segni di probabilità: il femore, in rapporto alla lunghezza delle altre ossa, è molto corto anomalia della cerniera occipitale: è più infossata ed è più stretto lo spazio tra occipite e prima vertebra cervicale (di difficile individuazione)

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  • CONCLUSIONI - La Psicomotricità come unione inscindibile dell’affettività, della motricità e della cognitività Maria PADOVANO (La Psicomotricità come unione) 28/04/2014

    La psicomotricità ha nei suoi codici fondamentali lo sviluppo della capacità empatica sia nella formazione del conduttore sia tra gli obiettivi per lo “star bene”, empatia per capire e farsi capire, per aiutare gli adulti a crescere e ad aiutare i bambini a fiorire.  In questo lavoro si è visto come la Psicomotricità è l’espressione dell’unione inscindibile dell’affettività, della motricità e cognitività, le quali si sviluppano fin da principio in modo solidale.  La rottura di tale armonica solidarietà (in conseguenza di insulti organici e/o psicologici) richiede un intervento, che ripristini i legami e le intime connessioni tra le componenti costitutive.  Tale intervento usa come intermediario il corpo, ovvero la corporeità intesa come espressione dell’unità psicosomatica, la quale rappresenta la persona nella sua totalità. Con la mediazione di uno strumento totale (qual è appunto il corpo) esso realizza un’azione globale, utilizzando tutte le possibilità di movimento, mobilitando le...

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  • BIBLIOGRAFIA e RIFERIMENTI LINKS Fabio RESCIGNO (Sindrome di Prader-Willi) 17/10/2009

    Holm V.A. La diagnosi di Sindrome di Prader Willi Ed. University Park Press, 1981 Militerni R. Neuropsichiatria infantile Ed. Idelson-Gnocchi, 1999 Molinari E. Clinica psicologica in sindromi rare. Aspetti genetici e riabilitativi Ed. Bollati Boringhieri, 1996 O'Brien G. , Yule W Caratteristiche comportamentali delle malattie genetiche Ed Mc Graw-Hill, 2000 RIFERIMENTI LINKS www.dedalus.it/prader-willi/ www.geneclinics.org/profiles/pws/ www.malattie-rare.org/aspws/ www.pwsausa.org www.prader-willi.org www.uildm.org Indice   PREMESSA - La sindrome di Prader Willi (PWS)   INTRODUZIONE     Capitolo 1 Aspetti genetici Capitolo 2 QUADRO CLINICO Capitolo 3  Criteri Diagnostici Capitolo 4 Fenotipo Comportamentale Capitolo 5 Approccio Terapeutico nelle Sindrome di Prader Willi       CONCLUSIONI   BIBLIOGRAFIA e RIFERIMENTI LINKS       Tesi di Laurea di: Fabio RESCIGNO

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  • BIBLIOGRAFIA - L’importanza della voce nella terapia neuro e psicomotoria Maria Vittoria Berno (L’importanza della voce nella terapia neuro e psicomotoria) 28/12/2013

    BIBLIOGRAFIA    Amitrano A., La voce: Uno strumento dei professionisti che promuovono la salute, Springer Ed., Roma 2010, p. 39-44. Berti E. - Comunello F. – Savini P., Il contratto terapeutico in terapia psicomotoria, Edizioni Junior, s.l 2001, p 40-49, 124-128. Berti E. - Comunello F. –Nicolodi G., Il labirinto e la tracce, Giuffrè ed., Milano 1988, p. 44-106. Buffoli G., Anche nella terapia psicanalitica le voci possono fare la differenza, tratto da:Sacerdoti G. - Racalbuto A., Differenza, indifferenza, differimento, DUNOD ed, Milano 1997, p. 14-22. Buffoli G., Aspetti della musicoterapia in relazione ai problemi della cura delle psicosi infantili, tratto da:Educazione musicale o musicoterapia?,edizioni Fonografiche e Musicali, Assisi 1982, p. 55-76. Buffoli G. - Airaghi S., Musicoterapia e le sue possibilità in foniatria e logopedia, estratto da Acta Phoniatrica Latina- Anno I, n. 3, 1979, Edizioni medico scientifiche Torino. De Saint-Exupéry A., Il piccolo principe,...

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  • Intervento terapeutico indicato per emiplegia Alfredo Cavaliere Converti (Paralisi Cerebrale Infantile) 07/10/2009

    Disordine funzionale Povertà e imprecisione d'informazioni (da un emisoma) Patternss motori poveri e stereotipati (di un emisoma) Esclusione di un emisoma dal comportamento neuromotorie, esplorativo e conoscitivo. Intervento terapeutico Proposta di attività significative implicati quesiti da risolvere con entrambi gli emisomi (comportamenti esplorativi, manipolativi, autonomia) Variazione del contesto per favorire nuove strategie d'apprendimento Controllare il posizionamento e l'uso del corpo nello spazio rispetto alla specularità e all'usa alternante dei due emilati, per compensare l'uso distorto dell'emilato interessato rispetto a quello sano Controllare l'apprendimento dello spazio manuale Contesto Gioco esplorativo, conoscitivo, imitativo e comunicativo, simbolico, Attività attività della vita quotidiana. Indice Breve descrizione delle Paralisi Cerebrale Infantile Paralisi Cerebrale Infantile - Introduzione Definizione delle Paralisi Cerebrali Infantili Fattori eziopatogenetici delle...

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  • Il gioco è la cultura dei bambini, apre la porta alla vita sociale: fantasia, socializzazione, collaborazione. Fabiana Rega (Il Bambino e il Gruppo) 14/10/2009

    L' uomo: "alla ricerca di sè attraverso il gruppo" Appagati i bisogni fisiologici e di sicurezza, l’uomo sente l’esigenza di altre persone, di amici, di colleghi, di individui da amare e che lo amino, sente il bisogno di un posto nel suo gruppo o nella sua famiglia. Il numero dei gruppi dei quali un individuo fa parte ci dà la misura del suo bisogno di relazionarsi. Anche se a volte desideriamo rimanere isolati, dopo un po’ siamo già alla ricerca degli altri, di un gruppo. Nell’ambito di esso possiamo esercitare funzioni che è impossibile svolgere da soli: dal commercio, alla difesa contro i nemici, alla divisione del lavoro, al gioco. Inoltre, facendo parte di un gruppo, la vita è generalmente più facile e più sicura. Da varie indagini, si attesta che l’uomo è spinto ad unirsi agli altri perché attraverso il gruppo va alla ricerca di sé; soddisfacendo i bisogni di affetto, stima e realizzazione personale. Il sentimento che unisce i membri di una comunità è la fiducia reciproca, cioè una...

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  • CONCLUSIONI - Comportamenti non sociali nei Disturbi dello Spettro Autistico Cristiana Pacilio (Comportamenti non sociali nei Disturbi dello Spettro Autistico) 11/12/2015

    Conclusioni Finali - In questa ultima parte desidero porre alcune considerazioni personali volte soprattutto ad analizzare due aspetti riguardanti la vita quotidiana del rapporto con il bambino autistico: importanza dell’intervento psicomotorio; il ruolo ed il sostegno alla famiglia.   Importanza dell’intervento psicomotorio L’evoluzione paradigmatica di un trattamento psicomotorio dovrebbe svilupparsi attraverso i seguenti punti: l’evoluzione del comportamento spontaneo del bambino sulla scena psicomotoria, gli scopi progressivi della terapia psicomotoria, le strategie comunicative del terapista, che a loro volta influenzano il comportamento successivo del bambino. Inizialmente ci si trova di fronte ad un comportamento caratterizzato da evitamento dell’ambiente fisico ed umano, da parte del bambino. Scopo dell’intervento psicomotorio in questa fase iniziale, è la liberazione del repertorio comportamentale spontaneo ed un contenimento delle cosiddette “condotte tossiche”. Si inizia con una...

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