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Martina Vischi

Simone Meli

Laura Pizzi

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Tesi di Laurea

Annetta Sedda Medium Sonoro Hits:3711

Irene De Maria Modello della Family Centered Care (FCC) Hits:4205

Maria Piscitello Sindrome di Down - Intervento Psicomotorio Hits:4562

Fabio RESCIGNO Sindrome di Prader-Willi Hits:5916

giovanna bonavolonta Approccio psicomotorio integrato: medulloblastoma Hits:7458

Luciano Montefusco Immagine di sè e Schema Corporeo Hits:10544

Maria PADOVANO La Psicomotricità come unione Hits:15584

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Altri Argomenti

  • L'Attenzione Condivisa Alfredo Cavaliere Converti (Aspetti Comportamentali) 12/06/2013

    Comportamento  riscontrabile a partire dai nove mesi, caratterizzato dalla ricerca da parte del bambino di attirare l'attenzione dell'altro (in genere la madre) su un oggetto o una situazione, per condividere un comune fuoco di interesse. L’attenzione condivisa viene considerata un precursore della Teoria della Mente L'attenzione condivisa è la capacità del bambino di coordinare l'attenzione con un adulto, per un periodo di tempo relativamente esteso (che sia misurabile, almeno di qualche secondo), su un oggetto di interesse reciproco (si veda anche il contributo "Che intenzione hai?"). Per osservare lo sviluppo di tale capacità nei bambini di 6-12 mesi, le ricerche hanno ideato alcune procedure, facilmente riproducibili. Il modo più semplice per verificare la capacità del bambino di coordinare l'attenzione con l'adulto su un gioco è quella di osservare adulto e bambino che giocano spontaneamente (sono sufficienti 4-5 giocattoli, ad esempio: un sonaglio, una pallina, un libro, una...

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  • ALLEGATI - Strategie Visive e CAA in diversi casi clinici: Autismo e Disabilità Intellettiva Francesca Rebora (La Comunicazione Aumentativa Alternativa e le Strategie Visive) 10/02/2014

    Immagini CAA Figura 6.1: Blissymbolics   Figura 6.2: PECS   Figura 6.3: Agenda visiva   Figura 6.4: PCS   Figura 6.5: VOCA   Figura 6.6: VOCA   Figura 6.7: VOCA 6.2.     Indice INTRODUZIONE   La Comunicazione Aumentativa Alternativa e le Strategie Visive  La Comunicazione Aumentativa Alternativa La Comunicazione La CAA La storia della CAA Strumenti di CAA Dispositivi di CAA PECS La valutazione della CAA Strategie visive comportamenti problematici Strumenti visivi per la comunicazione Le schede o agende visive Le mini-schede I ponti visivi Tabelle comunicative tradizionali e strumenti visivi a confronto Gesti del linguaggio e del corpo  Disabilità Intellettiva e Autismo a confronto Disabilità intellettiva o ritardo mentale Criteri diagnostici Prevalenza, Eziologia e Caratteristiche Principali Gradi di Ritardo Mentale Autismo Criteri Diagnostici e Diagnosi Differenziale Sintomi primari nell'Autismo DSM-IV vs DSM-V La Disabilità Intellettiva nei Disturbi dello Spettro Autistico Casi clinici Caso clinico A Profilo...

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  • Bibliografia - Sindrome di Down Alfredo Cavaliere Converti (Sindrome di Down) 13/01/2010

    Bibliografia - Sindrome di Down http://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_di_Down

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  • Disturbi dello sviluppo Emanuela Varriale (Empatia: origine, significato e disordini) 03/01/2014

    Tra i disturbi dello sviluppo in età evolutiva verranno menzionate alcune patologie che risultano presentare un deficit legato all’empatia, cosiddette “primarie”. Nel particolare: i disturbi dello spettro autistico (facendo riferimento anche e soprattutto all’alto funzionamento) ed i disturbi della condotta. Unitamente a questi si porrà l’accento anche su alcuni disturbi in cui la carenza o la mancanza di empatia è “secondaria” alla patologia, come nei disturbi d’ansia, nei disturbi dell’umore e nell’alessitimia. Disturbi dello spettro autistico L'autismo e la sindrome di Asperger (AS) condividono tre aspetti fondamentali: difficoltà nello sviluppo sociale; difficoltà nello sviluppo della comunicazione; forti e inusuali interessi e comportamento ripetitivo. Siccome la comunicazione è sempre sociale può ritornare utile catalogare l'autismo e alla AS in due ampie aree: difficoltà sociali e di comunicazione e azioni ripetitive con interessi ristretti. La diagnosi della AS presuppone che un...

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  • La seduta di pratica psicomotoria (metodo di Bernard Aucouturier) Alfredo Cavaliere Converti (Che cos'è e cosa si propone) 12/06/2013

    L'entrata Il bambino troverà all'interno della stanza uno scenario che ritorna sempre uguale nelle sue caratteristiche di fondo. C'è un luogo nella sala dove ogni volta adulto e bambino si riuniscono e dove avvengono alcuni rituali, come il togliere le scarpe o sfilarsi abiti troppo pesanti. Questo primo spazio delimita il confine tra il dentro e il fuori della stanza. Con lo scopo di evocare sensazioni, l'adulto fa domande che possono ricordare la seduta precedente, attiva ricordi che mobilitano il pensiero e ascolta qualche indicazione da parte del bambino. Il tutto avviene in un area di piacere e di tranquillità. L'azione e l'espressività motoria Il bambino parte e si dirige verso quelle situazioni prescelte e inizia l'attività.L'adulto è colui che struttura inizialmente la situazione, ma è anche colui che favorisce l'azione del bambino: osserva l'azione del bambino lo incoraggia e ne amplifica il gioco attraverso strategie indirette che riguardano l'uso di tutti i canali...

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  • Il Tempo Alfredo Cavaliere Converti (La Comunicazione non Verbale) 26/09/2009

    La parola tempo deriva dalla radice latina tempusnel significato di tagliare, ossia divisione del tempo, ed è definito  come lo spazio indeterminato nel quale si verifica il fluire degli eventi , dei fenomeni, delle esistenze in una successione illimitata di istanti, o anche come la durata globale del fluire delle cose.[6] Ambo le definizioni hanno in se la concezione di tempo in relazione all’esistenza. Esistenza di un corpo  che dà loro significato. «Il tempo non è un fiume che scorre, una sostanza fluente, ma la vita del corpo»[7]. L’esistenza del corpo, infatti, inizia con la nascita e termina con la morte, di conseguenza la temporalità gli compete per necessità interiore. Generalmente quando si parla di tempo si intende quello quantitativo, ci si riferisce ai secondi, minuti, ore, di un giorno, una settimana, un mese, un anno. Tempo calcolato dai calendari, dagli orologi, la conquista dell’uomo che porta ad un’unità di misura universale, che gli dà il senso del dominio degli eventi. Ma...

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  • Uno spazio e un tempo per una nuova alleanza con il Bambino Autistico Antonella Palazzo (Intervento nei Disturbi dello Spettro Autistico) 23/10/2011

    "ero nato speciale e cresciuto in un ambiente difficile"(lapo marini, 2007) Modalità di trattamento per i Bambini Autistici Nello sviluppo normale l’età dei due anni è un periodo critico per la funzione regolatrice sociale esercitata dai genitori. Il bambino comincia a muoversi; le sue abilità di toccare gli oggetti, di comprenderli e trovarli interessanti aumentano vertiginosamente; non aumenta in modo altrettanto veloce, invece, la capacità di comprendere pericoli o necessità al di là dell’immediato momento. Le sue emozioni sono ormai organizzate in precisi desideri e volontà. Per la maggioranza dei genitori questo è un periodo di fatica, dal momento che proprio ora i limiti personali ed educativi impediscono di svolgere la funzione di socializzazione in modo adeguato, aprendo la strada a futuri disturbi o difficoltà del bambino nella relazione con gli altri. Stiamo parlando però di difficoltà normali, con bambini “normali”, quindi i genitori, per esercitare tale funzione, possono sempre...

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  • Lo sviluppo sociale del bambino Elisabetta Troilo (Terapia Interattiva in Età Evolutiva - Funzioni Esecutive) 19/02/2017

    “I bambini normali vengono al mondo con la motivazione e la capacità per cominciare a stabilire un’immediata relazione sociale con chi li cura.” [Volkmar et al., 1997] Qualunque aspetto della vita infantile, affettivo o cognitivo, può essere considerato in prospettiva sociale: dalle esperienze con gli adulti che si prendono cura del bambino, alle interazioni con fratelli, coetanei, persone che ricoprono un ruolo educativo, per giungere alle relazioni affettive e al modo di percepire le regole e i valori morali. Si può dire che la definizione di “sviluppo sociale” abbia preso il posto di socializzazione: il  bambino non è quindi  più considerato una tabula rasa da plasmare,  guidare e controllare in funzione delle esigenze sociali e per mezzo di pratiche educative. Il termine “sviluppo sociale” vuole sottolineare come fin da subito il neonato sia un essere “sociale” che diviene  sempre più consapevole e competente grazie a processi bidirezionali di interazione. L’adulto riveste il ruolo...

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  • In Dialogo con bambini "Speciali" Maria Vittoria Berno (L’importanza della voce nella terapia neuro e psicomotoria) 28/12/2013

    Questo vale per la maggior parte dei bambini, ma non per tutti. Ci sono infatti alcuni bambini ‘speciali’ ed è intorno alla loro esperienza che sorgono alcune domande importanti: questi meccanismi sono presenti anche nei bambini con disabilità? Cosa accade all’interno della diade? Le modalità comunicative e relazionali di un bambino con disabilità sono spesso distorte. Il processo di sintonizzazione reciproca tra madre e bambino può venir meno, con grandi difficoltà nel costruire una situazione empatica. Un disabile non è privo di ‘musicalità comunicativa’ [44], non è privo di regole della comunicazione: le sue regole, la sua musica, il suo ritmo, sono però diversi, sono spesso difficili da comprendere dall’esterno, ed è questo che rende il piccolo ‘disarmonico’ rispetto al resto del mondo. La madre fatica a capire quali siano i bisogni e i desideri del bambino, fatica a dare una risposta perché non sempre comprende la domanda. E’ come se il ritmo della madre non si accordasse sempre con...

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  • Meccanismi biologici della plasticità giovanna bonavolonta (Approccio psicomotorio integrato: medulloblastoma) 06/02/2013

    Cosa si intende per plasticità? Un materiale è plastico quando è soggetto ad un cambiamento proprio come accade al cervello quando apprende, poiché il SNC può imparare qualcosa di nuovo, modificando la sua organizzazione funzionale, la sua rete di connessioni o la sua struttura, e generare nuovi comportamenti. Già dal XIX secolo, alcuni studiosi, come Cajal (1904), Golgi (1904) e Sherrington (1897)  avevano iniziato a parlare di plasticità cerebrale. Sherrington introdusse il termine di sinapsi per descrivere la zona di contatto tra due neuroni. Egli era convinto che il processo di apprendimento generasse  nuove sinapsi, ipotesi ripresa dallo psicologo Hebb, che descrisse nel 1949 quello che poi fu definito "apprendimento hebbiano": se l’assone di una cellula eccita più volte un’altra cellula, si assisterà a delle modificazioni morfologiche o metaboliche in uno o entrambi i neuroni, e se più cellule vengono attivate contemporaneamente in maniera ripetuta, queste diventeranno associate, ossia...

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  • Terzo stadio: dal nono al diciottesimo mese Maria PADOVANO (La Psicomotricità come unione) 28/04/2014

    Il periodo dai nove ai diciotto mesi è dominato dall’acquisizione della deambulazione autonoma. Con questa viene definitivamente superata la “schiavitù della stasi”. Il bambino diventa padrone del suo corpo e della sua motricità e si lancia alla conquista dello spazio intorno a lui e anche più lontano. Finalmente il mondo circostante, perennemente tentatore e solo in parte conosciuto come spazio visivo, statico, ed esplorato fin dove arriva la mano, è ormai alla sua portata. È uno spazio più vero, che ha la sua dimensione misurata dai propri passi, e del quale egli prende effettivamente possesso. La possibilità di spostarsi liberamente consente scoperte sempre nuove, secondo i propri desideri e senza più nessun impedimento neuromotorio. È fonte di piacere, motivo e strumento per soddisfare il bisogno di esplorare cose mai viste prima e punti diversi dello spazio. Così attraverso il movimento, il bambino arricchisce il suo patrimonio di esperienze e con ciò accresce il suo repertorio...

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  • APPENDICE - Il Metodo SaM (Sense and Mind) nel trattamento del DANV: presentazione di un caso clinico Sofia Posca (Metodo SaM® (Sense and Mind) nel trattamento del DANV) 18/02/2017

    Figura complessa di Rey ( 19/07/2012) A Copia   B Memoria:   Figura complessa di Rey (08/07/2013) A Copia   B Memoria     1° Piantina ( 18/07/2012 )   2° Piantina (15/07/2013)   Quaderni ( ottobre 2012 )   Quaderni ( settembre 2013)   Disegno ( settembre 2013)   Indice     PREMESSA   Lo spazio come mediumLo spazio e il bambino; Il tempo come organizzatore dello spazio; Il pensiero spaziale; L’apprendimento Il Disturbo dell'Apprendimento Non Verbale (DANV o NLD): Cos’è; La sua storia; Criteri diagnostici; Come si manifesta Metodo Sense and Mind (SaM®): Cos’è; Modello teorico; Approccio clinico: Descrizione degli esercizi Il DANV e il Metodo S.a.M: presentazione di un caso clinico: Introduzione; Anamnesi; Valutazione; Trattamento; Valutazione in itinere; Proseguimento del trattamento; Osservazioni finali   CONCLUSIONI   BIBLIOGRAFIA - Sitografia   APPENDICE   Tesi di Laurea di: Sofia POSCA...

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  • Scala Griffiths Alfredo Cavaliere Converti (Reattivi Mentali ) 10/10/2009

    Scala Griffiths,È un reattivo mentale di livello finalizzato a valutare lo sviluppo psicomotorio (primi due anni), integrato, tuttavia, da prove che permettono di utilizzarlo fino all'età di 8 anni. Le Scale Griffiths sono distribuite da: The Test Agency Limited North Dean, High Wycombe Bucks HP14 4NWPBowen JR, et al: Predictive value of the Griffiths assessment in extremely low birthweight infants.

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  • Le nuove tecnologie in riabilitazione Filippo Cattaneo (Il Gioco come Strumento Terapeutico nella Paralisi Cerebrale Infantile) 17/02/2017

    Negli ultimi anni, con l’avvento di nuove tecnologie, anche in riabilitazione si stanno sperimentando nuovi strumenti. La realtà virtualeviene utilizzata sempre di più nei centri di ricerca. Con questo termine si intende la descrizione della realtà, simulata da computer, con la quale l’individuo può interagire sensorialmente a vari livelli. Le condizioni essenziali affinché possa essere definita tale sono il tempo reale, l’interattivitàe l’immersione 14.I primi due aspetti sono legati alle caratteristiche specifiche del software utilizzato, quali la possibilità di scelta all’interno dell’esperienza e i tempi di reazione del software. L’immersione dipende invece dall’insieme delle caratteristiche della tecnologia utilizzata e dalle emozioni che gli ambienti riprodotti fanno emergere nel soggetto. L’insieme delle tecnologie utilizzano simulazioni interattive in cui l’individuo risulta coinvolto con una sensazione similea quella del mondo reale. Parallelamente l'ambientazione rispecchia...

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  • Il ruolo del TNPEE in riferimento alla sindrome di Mowat Wilson Laura Pansera (Favorire la comunicazione nella sindrome di Mowat Wilson) 16/06/2018

    Prima di soffermarci sul ruolo svolto dal Terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva (TNPEE), in riferimento allo specifico caso trattato, è necessario definire chiaramente questa figura facendo riferimento al suo profilo professionale. Il TNPEE è identificato come l’operatore sanitario che, in collaborazione con l’equipe multidisciplinare composta da neuropsichiatra infantile e altre discipline di riferimento in ambito pediatrico, attua interventi di prevenzione, terapia e riabilitazione delle malattie neuropsichiatriche infantili nelle aree della psicomotricità, della neuropsicologia e della psicologia dello sviluppo. Per questo motivo, il TNPEE risulta essere una figura di massima competenza del periodo evolutivo ( fascia compresa tra 0 e 18 anni) e nel campo delle disabilità dello sviluppo intese come situazioni in cui, a causa di un disturbo o di una patologia, il soggetto presenta difficoltà nell’attuazione e nell’utilizzo delle abilità necessarie a garantirne la...

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  • “Danzando lo spazio”: studio per verificare il contributo della pratica coreologica per lo sviluppo di fattori di protezione ai disturbi di organizzazione spaziale Martina Sala (Pratica Coreologica per lo sviluppo di fattori di protezione ai disturbi di organizzazione spaziale) 12/12/2017

    Introduzione I disturbi di organizzazione spaziale includono diversi fenotipi comportamentali che si possono manifestare in forma isolata o associata ad altri disordini dello sviluppo neuroevolutivo. Difficoltà che interessano le abilità spaziali condizionano in maniera significativa tutto lo sviluppo armonico di un bambino (Barnes, 2014): il riconoscimento e l’organizzazione dei rapporti spaziali sono infatti prerequisiti dell’apprendimento della scrittura e della lettura (Lumaca, Del Vento, 2007) e della matematica (Barnes, 2014), ma anche più in generale delle capacità di decentramento nei confronti e verso l’altro, e pertanto elementi fondamentali anche per lo sviluppo di abilità di interazione sociale (Pierro, 1995). In questo progetto viene proposto un lavoro mirato allo sviluppo di competenze spaziali come l’orientamento, il riconoscimento di forme, grandezze e direzioni, la conoscenza e l’interiorizzazione dei concetti topologici, considerati fattori predittivi importanti...

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  • Il procedimento normale-standard - Prova prassica: La matrioska Alfredo Cavaliere Converti (Prova prassica: La matrioska) 25/01/2010

    Il primo approccio La ricostruzione La modalità operativa dei bambini di 3 anni (Simbolico/Intuitivo) La modalità operativa dei 4 anni (Inizio Intuitivo) La modalità operativa dei 5 anni (centralità intuitivo) Il primo approccio: Tiene la base con una sola mano; il pollice è posizionato sulla pancia della matrioska mentre le altre quattro dita sulla parte posteriore leggermente distanziate le une dalle altre. Il palmo dell’altra mano viene appoggiato sul capo: il pollice copre il volto mentre le altre dita la nuca. Si inclina generalmente a destra la bambola di circa 45° e la mano appoggiata sul capo ruota in senso orario; in questo modo il bambino tenta di svitare la matrioska provocando un cigolio Nella maggior parte dei casi, questo è un tentativo di aprire l’oggetto; si verifica nella grande maggioranza che avvicinino al proprio tronco (altezza dello sterno) l’oggetto e tentino di ruotarlo maggiormente. Una volta rimesso l’oggetto sul tavolo il bambino solleva il capo tirando il...

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  • Il Progetto: Come si svolge Alfredo Cavaliere Converti (Autonomia Personale e Sociale) 12/06/2013

    L’entrata Il ragazzo troverà all’interno della stanza uno scenario che ritorna sempre uguale nelle sue caratteristiche di fondo.C’è un luogo nella sala dove ogni volta gli adulti e ragazzi si riuniscono e dove avvengono alcuni rituali come infilarsi camici, lavarsi le mani, prendere oggetti da utilizzare, ecc. Questo primo spazio delimita il confine tra il dentro e il fuori della sala. Con lo scopo di evocare sensazioni, l’adulto fa domande che possono ricordare l’attività precedente, ascoltare qualche indicazione da parte dei partecipanti, attivando così ricordi che mobilitano il pensiero. Il tutto avviene in un’area di piacere e di tranquillità. L’azione e la produzione Il ragazzo si dirige verso quelle situazioni prescelte e inizia l’attività. L’adulto è colui che struttura inizialmente la situazione, ma è anche colui che favorisce l’azione del ragazzo: Osserva l’azione dei partecipanti Li incoraggia e ne amplifica l’iniziativa attraverso strategie indirette che riguardano l’uso di...

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  • Aspetti percettivo-prassici e comunicazione: BIBLIOGRAFIA Serena Siri (Favorire la relazione e ridurre i comportamenti problema in bambini con Disturbi dello Spettro Autistico) 25/04/2016

    Aggio F., (2012). Inquadramento psicopatologico dei comportamenti dirompenti associati ai Disturbi dello Spettro Autistico e diagnosi differenziale con i comportamenti problema. American Psychiatric Association (2000). Diagnostic and statistical manual of mental disorders – forth edition *Text Revision. APA, Washington. American Psychiatric Association (2011). Autism Spectrum Disorder, DSM-V Development. American Psychiatric Association (2013). Diagnostic and statistical manual of  mental disorders *fifth edition. APA, Washington. Ballerini L. (2013). I criteri diagnostici per l’autismo – 1943-2013: 70 anni di confusione. Baron-Cohen S., (1997). L’autismo e la lettura della mente.Astrolabio. Baron-Cohen S., Volkmar F.R., (1987). Handbook of autism and Pervasive Developmental Disorders. John Wiley, Hoboken (NY). Berti A.E., Bombi A.S., (2013). Corso di psicologia dello sviluppo.Il mulino. Bogdashina O., (2011). Le percezioni sensoriali nell’autismo e nella sindrome di Asperger....

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  • CONCLUSIONI - Strategie d’intervento in bambini affetti da Disturbi dello Spettro Autistico - descrizione delle capacità comunicative e relazionali Attraverso l’utilizzo della Scala Vineland Antonella Palazzo (Intervento nei Disturbi dello Spettro Autistico) 23/10/2011

    Al termine di questo anno che mi ha visto impegnata in un percorso riabilitativo  psicomotorio con bambini affetti da Disturbi dello Spettro Autistico, sebbene il campione dei casi sia limitato, vorrei trarre delle conclusioni anche in virtù dei dati  pervenuti dalla Scala Vineland. Si è notato che, grazie al trattamento attraverso le linee guida TEACCH e dell’intersoggettività, i bambini osservati hanno presentato un miglioramento nell’area dell’Espressione, che è risultato più evidente nei bambini autistici verbali rispetto ai non verbali. Questo può ricollegarsi alla gravità del disturbo: nei bambini non verbali con autismo le abilità comunicative sono più deficitarie, rispetto ai bambini verbali, che presentano maggiori problematiche nella prosodia, nel tono e nei turni della conversazione. Si è verificato un miglioramento delle competenze nell’area dell’Espressione nei bambini autistici non verbali, in seguito alla proposta da parte del terapista di strumenti necessari per...

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