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CHIARA MONDINI

Lucia Camisassa

Elisabetta Troilo

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Tesi di Laurea

Francesca Ferrara Sindrome di Down e Capacità Rappresentative Hits:1024

Annetta Sedda Medium Sonoro Hits:3929

Maria Piscitello Sindrome di Down - Intervento Psicomotorio Hits:5124

Irene De Maria Modello della Family Centered Care (FCC) Hits:5300

Fabio RESCIGNO Sindrome di Prader-Willi Hits:6423

giovanna bonavolonta Approccio psicomotorio integrato: medulloblastoma Hits:7909

Luciano Montefusco Immagine di sè e Schema Corporeo Hits:11622

Maria PADOVANO La Psicomotricità come unione Hits:17971

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Altri Argomenti

  • CONCLUSIONI - Il dialogo tonico e il dialogo sonoro Maria Vittoria Berno (L’importanza della voce nella terapia neuro e psicomotoria) 28/12/2013

    Al termine di questo percorso sembra opportuno ripercorrere brevemente il cammino svolto. La prima parte del lavoro è stata dedicata ad approfondire lo sviluppo della voce. E’ emerso in questo modo come la voce sia connessa allo sviluppo emozionale, relazionale e dialogico fin dalla fase gestazionale. La diade madre-bambino si struttura sul contatto corporeo, sul dialogo tonico e contemporaneamente sulla voce, sulla comunicazione non verbale, sul dialogo sonoro. Con la crescita e lo sviluppo le esperienze permettono al bambino di acquisire nuove e più complesse modalità di comunicazione, prima fra tutte il linguaggio verbale, ma le componenti di dialogo tonico e sonoro permangono come modalità sempre presenti nel rapporto con l’altro. Per sottolineare come la voce sia presente e connessa con gli altri aspetti della persona, è stato analizzato il suo intersecarsi con le altre categorie psicomotoriedi spazio, tempo, tono muscolare, postura e oggetti. La seconda parte del lavoro ha...

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  • La Paralisi Cerebrale Infantile - DEFINIZIONE Ylenia Capuzzo (Memoria visuo-spaziale in bambini con PCI) 16/12/2010

    L' espressione Paralisi Cerebrale Infantile (PCI) definisce una turba persistente ma non immutabile della postura e del movimento, dovuta ad una alterazione organica e non progressiva della funzione cerebrale dovuta a cause pre-, per-i o postnatali prima che si completi la crescita e lo sviluppo del SNC del bambino (Bax, 1964). La complessità nella descrizione di questa patologia merita dei chiarimenti, a partire innanzitutto dalla definizione. Il termine turba indica una situazione, uno stato finale e quindi non si riferisce ad una malattia (condizione capace di evolvere in senso migliorativo o peggiorativo). L'aggettivo persistente rinforza il concetto di turba come situazione stabile e definitiva, cioè non evolutiva e viene solo in parte attenuato dalla locuzione non immutabile che indice, come nei danni, motori e non, prodotti dalla PCI siano tuttavia possibili cambiamenti migliorativi o peggiorativi, spontanei o indotti. Per postura intendiamo una definita relazione reciproca...

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  • CONCLUSIONI - Terapie alternative e complementari nelle Paralisi Cerebrali Infantili Ilaria Pesavento (Terapie alternative e complementari nelle PCI) 11/01/2014

    Ciò che è messo in luce da recenti sondaggi sull'opinione pubblica del nostro Paese, avvalorati anche dalle analisi sopra presentate sul campo, è che la maggior parte degli intervistati conosce la medicina alternativa e complementare, e che nonostante l'assenza di leggi specifiche sulla materia e le controverse ipotesi di validità buona parte delle famiglie con bambino con PCI le sceglie per integrarle alla riabilitazione del proprio figlio. Nel nostro studio solo 7 famiglie su 35 dichiarano di non aver mai sentito parlare di medicina alternativa e fra coloro che la conoscono più della metà vi ha fatto ricorso almeno per una volta, traendone sicuri benefici e ritenendosi soddisfatti. Per quanto riguarda l'utilizzo delle TAC nel campo specifico delle PCI in questa analisi il 37% delle famiglie ha scelto di integrarle alla terapia ufficiale del proprio figlio. Le percezioni globali sono buone, nella totalità dei casi i genitori riscontrano dei miglioramenti raggiunti dai figli, siano...

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  • Conclusioni "Abilitazione NeuroPsicomotoria" Nello Nenna (Abilitazione neuropsicomotoria) 28/06/2010

    Nell'applicazione delle tecniche neuromotorie, dobbiamo ricordarci dell'aspetto relazionale della motricità, cioè quanto di cognitivo e di affettivo c'è nell'azione, soprattutto nelle prime fasi di sviluppo. Quindi non ci possiamo limitare solo all'applicazione di una metodica di tipo neuromotorie, ma è necessario come complemento un'educazione psicomotoria, che considera non soltanto il disturbo motorio in sé, ma tutto il funzionamento del bambino nella sua globalità e nel suo continuo divenire nella dinamica interattiva con l'ambiente circostante. E' sbagliato dividere questi due interventi abilitativi, ed è pertanto più corretto parlare di intervento abilitativo di tipo neuropsicomotorio. Questo si propone di sviluppare, integrare in modo armonico le attitudini motorie, sensoriali, percettive e prassiche, che non sono del tutto compromesse, e di favorire attraverso le metodiche e l'esercizio globale della motricità, non solo l'attività muscolare ed articolare, ma anche la...

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  • Pratica Psicomotoria parametri di osservazione Daniela Di Lanno (La Pratica Psicomotoria educativa e preventiva) 07/11/2010

    La Psicomotricità è una disciplina relativamente giovane e poco conosciuta; nata dall’incontro di diverse discipline, ha molteplici orientamenti. Proprio per questo motivo è difficile trovare dei parametri d’osservazione comuni alle diverse metodologie. La Psicomotricità ha preso su di sé il compito di unificare il dualismo cartesiano “ Mente” “Corpo” ponendosi l’obiettivo di considerare la persona globalmente. La metodologia che utilizziamo (Pratica Psicomotoria) si avvale dell’osservazione diretta e partecipante.Prima di analizzare cosa osservare è fondamentale definire come osservare: questo tipo d’osservazione non indica soltanto la partecipazione a livello dell’agire, ma si fonda sull’attitudine emotiva interiore e sull’ascolto di tutto ciò che proviene dall’altro. Questo ascolto empatico ci consente di accogliere e contenere l’oggetto osservato nella sua interezza, evitando così il rischio di osservare solo degli aspetti frammentari. Pertanto, è fondamentale osservare con tutta la...

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  • Il Sincronismo Acustico Motorio Intenzionale Annetta Sedda (Medium Sonoro) 13/11/2009

    Il Sincronismo Acustico-Motorio Intenzionale è l’esecuzione cosciente e controllata di movimenti associati a un ritmo esterno eseguiti dal soggetto. Affinché vi sia sincronizzazione tra il suono e il movimento, e viceversa, occorre che funzioni un sistema di anticipazione che permetta al soggetto di prevedere il momento in cui produrrà il movimento. (12) La sincronizzazione è un fenomeno differente dalla reazione, che è propria al fenomeno stimolo-risposta (S-R), in cui la risposta avviene  dopo lo stimolo. Una delle condizioni fondamentali del soggetto, per potersi sincronizzare con un ritmo, è quella di poter realizzare autonomamente movimenti regolari. 12. A. M. Wille C. Ambrosiani, Manuale di Terapia Pisicomotoria dell’Età Evolutiva, Cuzzolin Editore, 2005, pag. 121 Indice   INTRODUZIONE     Capitolo 1 Luoghi sonori prima della nascita: utero culla delle prime note del rigo della vita   Il Corpo e il suo Linguaggio   I.1 Il Corpo e il suo Linguaggio - La presa di coscienza di sé   I.2 Il...

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  • La riabilitazione in età evolutiva e l’uso dei videogiochi Manuel Liveri (Utilizzo dei Videogiochi per la Rieducazione delle Abilità di Lettura) 30/08/2017

    Una definizione di riabilitazione All’interno del mondo sanitario la riabilitazione viene definita come una disciplina che tende a intervenire direttamente sul paziente, attraverso diversi tipi di approcci e tramite professionisti differenti, ma sempre con il fine di garantire una vita il più normale possibile al paziente di cui si prende cura. (Ministero della sanità, 1998). Lo scopo di ogni intervento riabilitativo è infatti quello di “guadagnare salute”, in un’ottica che vede la persona con disabilità e limitazione della partecipazione, non più come un “malato”, ma come una “persona avente diritti” (Conferenza per l’anno europeo della persona con disabilità, Madrid, 2002). Compito dell’intervento riabilitativo è proprio prendere in carico la “persona”, per poi realizzare tutti gli interventi sanitari necessari a farle raggiungere, nell’ottica del reale empowerment, le condizioni di massimo livello possibile di funzionamento e partecipazione, in relazione alla propria volontà e al...

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  • Riflesso di raddrizzamento degli arti inferiori Alfredo Cavaliere Converti (Il Movimento) 17/09/2010

    Riflesso di raddrizzamento degli arti inferiori. (Reazione statica di Andrè-Thomas). Mantenendo il bambino per il torace in posizione eretta, si ricerca il riflesso effettuando una pressione verso il basso in modo che le piante dei piedi premano sul piano d’appoggio. La risposta  è una progressiva e lenta estensione dei segmenti degli arti inferiori. Il riflesso è presente nei primi tre mesi di vita ma la sua completa risoluzione si può prolungare anche fino al 5° mese. Il significato di questo riflesso è dato dall’evocazione, su stimolo plantare, di uno schema estensorio degli arti inferiori, che costituisce il presupposto indispensabile per la stazione eretta.

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  • Scala di BRUNET-LÉZINE Alfredo Cavaliere Converti (Reattivi Mentali ) 10/10/2009

    Scala di BRUNET-LÉZINEScala di Brunet-Lézin . È un reattivo finalizzato a valutare lo sviluppo psicomotorio. Esso viene abitualmente utilizzato nei primi due anni di vita (anche se previsto per età superiori). È costituito da una serie di prove che devono essere valutate attraverso l'osservazione e da varie domande da rivolgere ai genitori. In rapporto alle abilità raggiunte (valutate o riferite dai genitori) viene definita un'età di Sviluppo Psicomotorio, che rapportata all'età cronologica fornisce il Quoziente di Sviluppo Psicomotorio. La Scala di Brunet-Lézin è distribuita da: OS - Organizzazioni Speciali - Firenze

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  • Sindrome di Down - Un Caso Clinico Maria Piscitello (Sindrome di Down - Intervento Psicomotorio) 28/07/2014

    Il contesto operativo e la presa in carico Il luogo dell’intervento psicomotorio è quello di uno studio professionale privato ove, oltre alla psicomotricista referente del caso presentato, opera anche una logopedista con competenze specifiche in ambito neuropsicologico e psicomotorio. L’orientamento degli interventi, là dove si tratti di soggetti con disturbi specifici del linguaggio, è quello di un lavoro psicomotorio relazionale, orientato a promuovere il processo di simbolizzazione,  utilizzando la dimensione del gioco libero e dell’azione, con l’obiettivo di favorire l’apertura alla comunicazione, assicurando al bambino un’area di piacere accanto alla quale è possibile inserire, in un contesto separato e quando è possibile parallelo, la fatica propria del contesto della riabilitazione cognitiva dell’azione e del  linguaggio, a cura della logopedista. Lo studio, sito nella città di Padova, collabora con un Centro cittadino, convenzionato con il Sistema Sanitario Nazionale e...

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  • La valutazione e il trattamento riabilitativo neuropsicomotorio e respiratoria nell' Atrofia Muscolare Spinale (SMA) Sabrina Rapello (Intervento riabilitativo integrato nella Atrofia Muscolare Spinale (SMA)) 06/11/2016

    La valutazione riabilitativa neuropsicomotoria e respiratoria nella SMA I Alcune linee guida rispetto alla valutazione generale dei bambini con SMA I parlano di ulteriori ambiti di intervento (Tabella 1), come l'area gastrointestinale e dell'alimentazione, del linguaggio e quella cognitiva (17,19,26), aspetti da tenere in forte considerazione all'interno di un approccio che deve essere multidisciplinare ma che, non riguardando l'ambito di competenza del terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva (TNPE), non verranno analizzati in questo elaborato. Il primo passo per la definizione del percorso di presa in carico riabilitativa è la valutazione, che per il TNPE, con i bambini con SMA I, consiste in quella neuropsicomotoria e respiratoria. Documento motricità respirazione cognitivo linguaggio nutrizione palliazione LG SIMFER √ √ √ √ √ . Consensus √ √ . . √ √ TREAT-NMD √ √ . . √ √ LG SMA Roma √ √ . . √ √ LG Britanniche . √ . . √ √ LG Piemonte √ √ . √ √ √ LG AARC . √ . . ....

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  • Dall’ Imitazione all’ Apprendimento Giulia Gasperini (Fai come me: imitazione ed ampliamento delle competenze comunicative) 14/07/2018

    Imitazione, Comunicazione, Emozioni: una trama invisibile Nei capitoli precedenti, ho affrontato distintamente diverse competenze, ognuna molto diversa dall’altra, ma tutte fondamentali per uno sviluppo adeguato. Dunque, giunta a questo punto, mi sembra doveroso chiarire un aspetto cruciale e che, dal mio punto di vista, non può essere tralasciato. Emerge, leggendo le varie definizioni, peculiarità e funzioni delle abilità descritte, che la competenza imitativa, comunicativa ed emotiva siano strettamente connesse l’una con l’altra e che, nonostante siano così differenti tra loro, lo sviluppo di una influenzi quello dell’altra e che, di conseguenza, lavorando su una delle tre, si andrà probabilmente ad influire anche sulle altre.   La Competenza Imitativa Scendendo nel dettaglio, possiamo iniziare ragionando sulla competenza imitativae su come questa è connessa alle altre due. Abbiamo precedentemente affermato che l’imitazione ha un doppio ruolo: Apprendimento: attraverso l’imitazione il...

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  • Atassie – Plasticità cerebrale – Riabilitazione – Funzioni cognitive. Mai dire: “Non c’è nulla da fare!” – Sentieri di riabilitazione cognitiva Regazzola Tommaso (Atassie - Plasticità Cerebrale) 06/01/2012

      I saperi clinici, la Neurologia e la Medecina Riabilitativa, continuano a utilizzare metodi superati, costosi e poco efficaci. É una tragedia che rinchiude molti ammalati nel loro handicap. P. BACH-Y-RITA     Benché completamente ignaro di cose mediche, ho dovuto interessarmi alle lesioni cerebrali a causa della malattia d'un fratello. Nel 1997, a 59 anni, ha avuto i primi disturbi nel camminare; il suo medico di base ha decretato che beveva di nascosto e l'ha spedito, più volte, a fare delle cure di disintossicazione, in una grande clinica, dove, senza chiedergli nulla, l'hanno curato per un male di cui non soffriva. Poi, nel 2005, una caduta in motorino con un ematoma cerebrale (risolto grazie a una chirurgia decompressiva), ha imposto degli esami neurologici approfonditi. Le immagini cerebrali, realizzate all'Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano, hanno messo in evidenza un'atrofia del cervelletto, del tronco e del ponte encefalico; l'analisi genetica ha concluso diagnosticando una...

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  • II Caso - Iperattività o ADHD - Diagnosi e piano di trattamento neuropsicomotorio Fortunata Alboretti (Iperattività o ADHD) 12/06/2013

    Nel novembre del 2000, arrivano nella struttura riabilitativa due fratelli V. e G., rispettivamente di sei e sette anni, entrambi con la diagnosi di “Sindrome Ipercinetica” ed in più per V. associato anche il disturbo del linguaggio. Entrambi erano inseriti in trattamento psicomotorio trisettimanale con due terapiste diverse, poiché la terapia era individuale. Il piano di trattamento neuropsicomotorio riguardava: La stabilizzazione dell'attenzione; L'aumento dei tempi d'attesa; L'accrescimento del livello d'autostima; L'evoluzione delle autonomie; L'ampliamento della tolleranza alle frustrazioni; L'ampliamento delle capacità adattivo-relazionali; Il maggiore controllo e modulazione delle emozioni. Le aree d'intervento comprendevano: L'area comportamentale; L'area delle abilità sociali; L'area del linguaggio; L'area grossomotoria; L'area finomotoria; L'area delle autonomie personali. Le metodologie riguardavano: Il gioco motorio; Il gioco simbolico; Il gioco narrativo; Il gioco di...

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  • La Psicomotricità - Cenni storici Maria PADOVANO (La Psicomotricità come unione) 28/04/2014

    La psicomotricità è una disciplina a connotazione pedagogico-riabilitativo-terapeutica concepita come dialogo che, considerando la persona nella sua unità psicosomatica, agisce sulla totalità dell’individuo tramite il corpo e il movimento all’interno di una relazione, con metodi attivi di mediazione corporea allo scopo di contribuire al suo sviluppo integrale.” La psicomotricità comprende tutte le funzioni motorie che sono direttamente o indirettamente legate alla psicologia del pensiero e alle funzioni cerebrali e si riferisce ad una precisa corrente di pensiero la quale mette in risalto il legame tra corpo e mente, in contrasto con la dualità spesso evidenziata. Essa rappresenta un sistema di controllo e di feedback utili per il raggiungimento di una relativa stabilità interna, alienando la comunicazione tra attività motoria e processi cerebrali. La psicomotricità è il rapporto che si crea tra l’apparato neurologico e quello locomotorio e si esprime quando l’uno ha bisogno...

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  • Disturbi del neurosviluppo Alfredo Cavaliere Converti (Disturbi del neurosviluppo) 23/07/2018

    I disturbi del neurosviluppo sono un gruppo di condizioni con esordio nel periodo dello sviluppo. I disturbi si manifestano tipicamente nelle prime fasi dello sviluppo, spesso prima che il bambino inizi la scuola elementare, e sono caratterizzati da deficit dello sviluppo che causa una compromissione del funzionamento personale, sociale> scolastico o lavorativo. Il range dei deficit dello sviluppo varia da limitazioni molto specifiche dell’apprendimento o del controllo delle funzioni esecutive fino alla compro missione globale delle abilita sociali o dell’intelligenza. I disturbi del neurosviluppo si presentano frequentemente in concomitanza; per esempio, individui con disturbo dello Spettro dell’autismo spesso presentano disabilita intellettiva (disturbo dello sviluppo intellettivo), e molti bambini con disturbo da deficit di attenzione/iperattività (DDAI) hanno anche un disturbo specifico dell’apprendimento. In alcuni disturbi il quadro clinico comprende sintomi di eccesso, ma...

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  • Riflesso di raddrizzamento globale Alfredo Cavaliere Converti (Il Movimento) 17/09/2010

    Riflesso di raddrizzamento globale. Questo riflesso ha lo stesso significato del precedente, solo che in quest’ultimo si evidenzia meglio l’estensione di tutto il soma, capo compreso. Tale riflesso viene ricercato con manovra simile alla precedente ma, in questo caso, il bambino viene tenuto per le braccia; in tal modo si lascia libero il tronco da un sostegno passivo. È presente circa nel 70% dei bambini nei primi tre mesi di vita e va scomparendo dal terzo al quinto mese.

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  • DISCUSSIONE - Alla ricerca di una spiegazione motoria delle difficoltà comunicative nell’autismo Valentina Del Bello (Spiegazione motoria delle difficoltà comunicative dell'Autismo) 20/10/2014

    Nel presente studio si sono analizzati gli effetti della prensione di oggetti grandi e piccoli sui parametri dello spettro vocale di parole (/palla/) pronunciate appena dopo la prensione. Il razionale dello studio è che lo stabilirsi di nessi motori tra apertura delle dita e apertura della bocca interna, legate all'articolazione del parlato, sia un buon indicatore di un corretto sviluppo motorio e linguistico che nei soggetti con Disturbi Generalizzati dello Sviluppo (DGS) appaiano spesso deficitari. I nessi motori mano-bocca si possono misurare analizzando la modulazione della formante (F) 1 legata all'apertura della bocca interna al variare dell'apertura delle dita. Sono stati confrontati, dunque, i parametri cinematici del movimento di raggiungimento e prensione e i valori della F1 in bambini con DGS e con sviluppo tipico (TD). In un caso, ai bambini era richiesto di afferrare palle grandi e piccole e successivamente di denominarle pronunciando la parola /palla/. Nella condizione...

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  • La Psicomotricità Alfredo Cavaliere Converti (Che cos'è la Psicomotricità) 25/01/2013

    La Psicomotricità comprende tutte le funzioni motorie che sono direttamente o indirettamente legate alla psicologia del pensiero e alle funzioni cerebrali. La Psicomotricità è una disciplina che si riferisce ad una precisa corrente di pensiero la quale mette in risalto il legame tra corpo e mente, in contrasto con la dualità spesso evidenziata. Rappresenta un sistema di controllo e di feedback utili per il raggiungimento di una relativa stabilità interna, allineando la comunicazione tra attività motorie e processi cerebrali. La psicomotricità è il rapporto che si crea tra l’apparato neurologico e quello locomotorio e si esprime quando l’uno ha bisogno dell’altro per attivare un movimento interno o esterno al corpo. Il rapporto corrisponde al risultato espresso da due concetti fondamentali: La mente, per progettare e sviluppare il pensiero del movimento corporeo richiede le informazioni provenienti dal corpo (impronta tonica, dati percettivi, ecc.) Il corpo, per progettare ed attivare...

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  • Riflesso dei punti cardinali Alfredo Cavaliere Converti (Il Movimento) 17/09/2010

    Riflesso dei punti cardinali. Denominato tale da Andrè-Thomas e Saint-Anne Dargassies, si ottiene stimolando la regione peribuccale in vicinanza di un angolo della commessura labiale. La risposta è data dalla rotazione del capo verso lo stimolo e ricerca della sorgente dello stimolo con la bocca aperta. Scompare entro il 6° mese.

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