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Noemi Moltani

Monica Manni

Loredana Urraro

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Tesi di Laurea

Annetta Sedda Medium Sonoro Hits:3459

Irene De Maria Modello della Family Centered Care (FCC) Hits:3526

Maria Piscitello Sindrome di Down - Intervento Psicomotorio Hits:4089

Fabio RESCIGNO Sindrome di Prader-Willi Hits:5462

giovanna bonavolonta Approccio psicomotorio integrato: medulloblastoma Hits:6903

Luciano Montefusco Immagine di sè e Schema Corporeo Hits:9740

Maria PADOVANO La Psicomotricità come unione Hits:14062

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Altri Argomenti

  • "Gabriel e il gruppo" Fabiana Rega (Il Bambino e il Gruppo) 14/10/2009

    "Meravigliosa esperienza della terapia di gruppo" Nel gruppo “Barra 1” sono giunti molti bambini, che con il loro modo unico e irripetibile d’essere, dipingevano ogni giorno con colori diversi lo scenario costruito da noi per loro. I bambini hanno vissuto, secondo me, una graduale evoluzione: da una posizione di puro egocentrismo ad una prima forma d’aggregazione. Nel nuovo contesto i piccoli dovevano affrontare l’angoscia di separarsi dalla figura parentale, per condividere con gli altri spazi e tempi comuni. Accolto dalle operatrici, il bambino si trovava a dover modificare tutto il suo comportamento per riuscire ad alleviare le sue tensioni interne provocate dalla separazione. Questo passaggio è stato facilitato dal gioco spontaneo, dove la presenza di spazi strutturati con oggetti aiutava i piccoli a trovare una giusta appagazione del proprio desiderio. Si formavano così gruppi occasionali, dove i bambini s’incontravano per giocare con i pentolini, camion, peluche. Solo dopo, la...

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  • DISCUSSIONE - PEM-CY: Uno strumento per valutare la partecipazione nei bambini e negli adolescenti Alfredo Cavaliere Converti (PEM-CY: Uno strumento per valutare la partecipazione nei bambini e negli adolescenti) 19/07/2018

    Dalla somministrazione del PEM-CY sul campione di soggetti disabili coinvolti in questa indagine emerge che: Il SES appare come il maggior determinante la qualità della partecipazione in soggetti disabili. Più in dettaglio, ad un SES più elevato corrisponde una maggiore consapevolezza da parte della famiglia circa la necessità che il bambino venga coinvolto maggiormente nelle attività che hanno luogo in casa e/o a scuola. Inoltre un SES elevato induce all'interno della famiglia la percezione che ci sia una minore supportività verso il proprio figlio all'interno del contesto sociale e scolastico. Altri due indicatori importanti della partecipazione si sono rivelati il livello di autonomie complessivo e il livello di autonomie raggiunto nelle attività quotidiane dal bambino. Una maggiore autonomia delle attività quotidiane determina un maggiore coinvolgimento all' interno dell' ambiente sociale. I dati raccolti da questa indagine, sebbene riferiti ad un campione ridotto di soggetti...

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  • Metodo Terzi - L’organizzazione Spazio-Temporale di Ida Terzi Alfredo Cavaliere Converti (Metodi utili in Neuropsicomotricità) 24/03/2011

    "Nel nostro continuo andare e venire per il mondo esterno, noi non facciamo altro che ragionare, e bene, con i piedi" - Ida Terzi Il Metodo esercita l'integrazione delle informazioni relative al proprio corpo ed allo spazio esterno, vicino e lontano, facilitando la coerenza percettiva ed il passaggio da un utilizzo inconscio ad un utilizzo consapevole del corpo in movimento. Favorisce le rappresentazioni mentali sia attraverso processi di analisi che di sintesi. Interviene sulle immagini mentali motorie, sia in prima che in terza persona, e sulla capacità di apprendimento. Per le sue caratteristiche può essere qualificato come metododologia cognitivo-motoria. Il Metodo Terzi Il metodo spazio-temporale ideato da Ida Terzi è un sistema di esercizi senso-motori che sviluppa la capacità di integrare le informazioni spazio-temporali che giungono al nostro cervello dai diversi canali percettivi. E' applicato sia in ambito riabilitativo che educativo. Il metodo ha le seguenti peculiarità:...

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  • Lo stimolo sonoro come semplice segnale Annetta Sedda (Medium Sonoro) 13/11/2009

    Sostenere il concetto di visione globale dell’individuo, non deve essere confuso con proposte terapeutiche generiche. Ma al contario richiede che il terapista, nel momento dell’interazione con il soggetto, rivolga la sua attenzione ai fattori neurologici, cognitivi, emotivi, che concorrono allo sviluppo del soggetto e al suo adattamento all’ambiente. Per esempio, se osserviamo il salto a piedi pari di un bambino, quest’azione può sintetizzare in modo immediato tutte le componenti che caratterizzano il soggetto : il suo livello evolutivo, la sua abilità in questo settore, le sue capacità cognitive di progettazione e controllo cosciente dell'azione progettazione, l'impatto emotivo con questa azione, e quindi il suo stile psicomotorio. Proprio la Neuropsicomotricità, una disciplina, che prende in  considerazione il bambino nella sua globalità ed il suo obiettivo principale è quello di permettere l’integrazione armonica degli aspetti motori, senso-percettivi, relazionali, cognitivi ed...

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  • Possibili approcci in Psicomotricità. Alfredo Cavaliere Converti (Che cos'è e cosa si propone) 12/06/2013

    L’impostazione teorica-clinica su cui si fonda la disciplina della Psicomotricità è costituita da una integrazione di più approcci, anche se (tranne in alcuni casi), maggiore rilevanza viene data a quello Psicodinamico. Infatti, giusto spazio trovano gli approcci: Comportamentista Cognitivista Sistemico Alcuni di questi o anche tutti, spesso sono adottati contemporaneamente in armonia tra loro. In terapia psicomotoria non ci si avvale di un solo approccio, ma durante lo svolgimento di essa l’uno o l’altro viene adottato secondo la necessità del momento.

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  • Perché il cavallo? La fisiologia animale quale supporto alle tecniche di Riabilitazione Equestre Giulia Frangiamone (Equitazione Terapeutica - Intervento riabilitativo integrativo) 16/02/2017

        La necessità di instaurare un’ottimale interazione cavallo-uomo, intesa come binomio cavallo-paziente nelle pratiche di riabilitazione equestre, ha privilegiato la necessità di conoscere meglio, oltre le caratteristiche fisiche e morfometriche, anche, e soprattutto, le peculiarità percettive, cognitive e neurosensoriali di questa Specie. Oggetto dello studio è il Cavallo e il fenomeno da studiare è l’interazione Cavallo-Uomo, in cui il cavallo è, da un lato, strumento di misura e valutazione della volontà del suo cavaliere/compagno, e, dall’altro, co-protagonista dell’azione terapeutica. Il Cavallo possiede, infatti, predisposizioni maggiori o minori nei confronti di una specifica disciplina equestre, basate sulle caratteristiche morfometriche, sulla personalità e temperamento, sulla tipologia di management, sui protocolli di addestramento e allenamento. La personalità è stata definita da Erhardt e Schouten come la propensione dell’animale a comportarsi in un determinato modo in specifiche situazioni. Tuttavia, aspetti funzionali...

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  • CONCLUSIONI - Strategie d’intervento in bambini affetti da Disturbi dello Spettro Autistico - descrizione delle capacità comunicative e relazionali Attraverso l’utilizzo della Scala Vineland Antonella Palazzo (Intervento nei Disturbi dello Spettro Autistico) 23/10/2011

    Al termine di questo anno che mi ha visto impegnata in un percorso riabilitativo  psicomotorio con bambini affetti da Disturbi dello Spettro Autistico, sebbene il campione dei casi sia limitato, vorrei trarre delle conclusioni anche in virtù dei dati  pervenuti dalla Scala Vineland. Si è notato che, grazie al trattamento attraverso le linee guida TEACCH e dell’intersoggettività, i bambini osservati hanno presentato un miglioramento nell’area dell’Espressione, che è risultato più evidente nei bambini autistici verbali rispetto ai non verbali. Questo può ricollegarsi alla gravità del disturbo: nei bambini non verbali con autismo le abilità comunicative sono più deficitarie, rispetto ai bambini verbali, che presentano maggiori problematiche nella prosodia, nel tono e nei turni della conversazione. Si è verificato un miglioramento delle competenze nell’area dell’Espressione nei bambini autistici non verbali, in seguito alla proposta da parte del terapista di strumenti necessari per...

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  • Dalla dipendenza alla autonomia Alfredo Cavaliere Converti (Autonomia Personale e Sociale) 12/06/2013

    Possiamo considerare che tutto lo sviluppo e la crescita verso la maturità può essere visto come un graduale passaggio dalla dipendenza verso l’autonomia, che nei soggetti normali ha un approssimativo consolidamento e compimento nell’età adulta. Nel soggetto disabile questo percorso è molto più complesso e accidentato e va premesso che pur rimanendo l’autonomia l’obiettivo finale ci si trova spesso di fronte a situazioni in cui tale termine ultimo non può, di fatto, essere compiutamente e definitivamente raggiunto. Nella crescita verso l’autonomia il disabile incontra due tipi di ostacoli: Da una parte le difficoltà legate al suo deficit. Dall’altra gli atteggiamenti di paura e le ambivalenze dell’ambiente che interferiscono con il suo grado di autonomia potenziale, pur raggiungibile in qualche misura nella situazione di svantaggio. Spesso anche i genitori, come la gente in genere, che il soggetto disabile incontra, talvolta gli stessi operatori, sviluppano nei suoi confronti un...

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  • Partecipazione affettiva tra sé e gli altri Emanuela Varriale (Empatia: origine, significato e disordini) 03/01/2014

    Nei primati, la capacità di comprendere gli stati emotivi degli altri è fondamentale per mantenere le interazioni sociali. Uno strumento potente per conoscere le emozioni espresse dagli altri è il “contagio emotivo”. Le forme più complesse di emozioni (come le emozioni sociali) richiedono la consapevolezza dei propri sentimenti in relazione con, o in risposta all'interazione sociale. Le espressioni emotive e la percezione sono parte integrante di qualsiasi interazione sociale. Le espressioni corporee costituiscono un’ indicazione percepibile esterna delle intenzioni e delle emozioni delle persone . Ad un certo livello, le espressioni emotive sono disciplinate da processi specifici e possono essere provocate da stimoli semplici (es. il disgusto in presenza di un gusto amaro). Tuttavia, gli esseri umani così come altri animali utilizzano anche  le espressioni corporee per  comunicare vari tipi di informazioni ai membri della loro stessa specie. Il saper comprendere i  segnali emotivi...

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  • Il Sincronismo Acustico Motorio Spontaneo Annetta Sedda (Medium Sonoro) 13/11/2009

    Il Sincronismo Acustico Motorio spontaneo sorge precocemente nello sviluppo del bambino. Una delle sue prime manifestazioni consiste nel dondolamento della testa o del tronco durante l’ascolto di un brano musicale ritmato. Oltre a ciò, esso si verifica nella capacità a scuotere oggetti sonori o a percuoterli per scansione regolare (ad es. agitare un sonaglio), azioni  in cui gesto, suono ed esplorazione dell’oggetto sono inscindibili.(9) Verso i 2 anni il bambino è molto sensibile agli effetti induttori della musica, ed è frequente osservare i piccoli danzare spontaneamente solo con i ritmi che corrispondono a quelli dei suoi movimenti naturali; se il ritmo sonoro si scosta troppo dal suo, il sincronismo motorio sarà sfasato. Nelle fasi successive dello sviluppo, grazie al  miglioramento del suo controllo motorio, il bambino potrà associare i suoi movimenti a ritmi sempre più complessi. Vari sono gli scopi, quali sollecitare: l’inibizione e l’attivazione  del movimento; il controllo...

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  • Early Start Denver Model - NELLA PRATICA: DOBBIAMO GIOCARE ASSIEME! - Setting; Metodologia; Attività Sara Colombo (Early Start Denver Model - Intervento precoce nei Disturbi dello Spettro Autistico) 09/02/2018

    NELLA PRATICA: DOBBIAMO GIOCARE ASSIEME! Per chiarire la metodologia che il TNPEE può utilizzare all’interno del suo intervento neuro psicomotorio ispirandosi ai principi e al modello dell’ESDM, riporto la descrizione di alcune attività esemplificative della metodologia di lavoro utilizzata. Le proposte di trattamento descritte hanno tutte una struttura generale comune, e sono pensate per rispondere agli interessi di bambini con disturbo dello spettro autistico. Allo stesso tempo però, le attività considerano sempre l’individualità del singolo bambino, e sono calibrate sulla base del loro profilo di sviluppo e sui loro bisogni specifici. Setting Il progetto si svolge presso uno studio privato di psicomotricità a Mandello del Lario (LC). Le sedute neuro psicomotorie ispirate alla metodologia ESDM si svolgono nel setting seguente: Setting fisico: stanza di psicomotricità (fig 6.1) ampia e luminosa con spazi, tempi e regole ben definite. La stanza di volta in volta mantiene una...

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  • Osservazione del I° caso affetto da Emiplegia Alfredo Cavaliere Converti (Paralisi Cerebrale Infantile) 07/10/2009

    Osservazione d'ingresso del I. caso Dall'anamnesi personale si rileva una probabile sofferenza perinatale. (Q.I. 73) La bambina deambula autonomamente con piede dx in equino dinamico, effettua tutti i passaggi posturali mostrando una preferenza dell'emilato Sx: afferra gli oggetti con la mano Sx ed utilizza la Dx esclusivamente come appoggio (a Sx la prensione e di tipo pinza superiore a Dx e di tipo palmare). L'utilizzo funzionale della mano paretica è limitato prevalentemente alla prensione e manipolazione d'oggetti di grosse dimensioni o come funzione di sostegno in compiti complessi (svitare, avvitare, stringere)Durante la deambulazione o nel corso di movimenti complessi, nel tronco il braccio dx è mantenuto semiflesso, mentre abdotto ed extrarotato, in A.A.S.S. forza lievemente aumentata distalmente a Dx. ROT vivace a Dx > Sx, in A.A.I.I. tono lievemente a Dx ROT vivaci Dx > Sx Sul piano psicomotorio la bambina appare poco disponibile allo scambio relazionale. Si presenta con...

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  • Il comportamento adattivo maria ferrara (La valutazione dei bambini con disabilità intellettiva) 25/04/2014

    Nel quadro generale di grande attenzione alla sola misura del QI alcuni autori avevano iniziato ad interessarsi del comportamento adattivo e a ritenerlo un aspetto essenziale nella diagnosi di ritardo mentale. Tuttavia fu solo negli anni ‘60 che l’ American Association on Mental Deficiency (AAMD) -poi AAMR- introdusse anche il comportamento adattivo, indicandolo come dimensione da valutare, oltre l’intelligenza, nella diagnosi di Ritardo Mentale. Il comportamento adattivo è l’insieme delle abilità concettuali, sociali e pratiche che le persone hanno imparato per funzionare nella vita di tutti i giorni. Le limitazioni nel comportamento adattivo influenzano le prestazioni sia nella vita quotidiana che nella capacità di corrispondere ai cambiamenti della vita e alle richieste ambientali. Il Comportamento adattivo secondo i manuali diagnostici Vengono considerate le seguenti aree: Comunicazione Cura della propria persona Vita in famiglia Capacità sociali/interpersonali Uso delle risorse della...

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  • Evoluzione della motricità Alfredo Cavaliere Converti (Il Movimento) 17/09/2010

    La maturazione del sistema nervoso nel periodo postnatale e, in particolare, la mielinizzazione del fascio piramidale, abbinato all’organizzazione progressiva delle percezioni estero e propriocettive, libera il neonato da uno stato di dipendenza totale. C’è un momento decisivo nello sviluppo del bambino che è quello del primo atto volontario cosciente; è il momento in cui la prensione volontaria succede alla presa riflessa. Prendere non è più ricevere: è la prima manifestazione di un essere che si afferma come soggetto. È la scoperta di un potere sugli oggetti, sul mondo, sull’altro, sul proprio corpo. La scoperta di questo “poter agire” associato al “poter sentire” apporta una dimensione nuova al piacere primitivo del movimento. È il piacere dell’azione, di prendere l’oggetto, di dargli del movimento, di spostarlo, di lanciarlo, di modificarne la sua forma. Scopre il piacere di giocare con le sue mani, con i suoi piedi, poi con tutti i suoi segmenti; il piacere di modificare la forma...

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  • Definire la disabilità intellettiva: dal ritardo mentale ai disturbi dello sviluppo intellettivo maria ferrara (La valutazione dei bambini con disabilità intellettiva) 25/04/2014

    Definizione e Criteri Nei manuali diagnostici utilizzati fino ad oggi, il Ritardo Mentale (RM), costituisce una condizione di difficile inquadramento. In ragione delle multiformi modalità espressive, dei numerosi fattori etiologici, della mutevole percezione sociale del fenomeno, delle capacità individuali di reazione a stimoli ambientali e riabilitativi, non è possibile considerare il ritardo mentale come un’entità clinica a se stante, ma va ad inquadrarsi in una condizione clinica molto eterogenea che riconosce alla sua base un mal funzionamento del Sistema Nervoso Centrale, cui consegue un deficit cognitivo. In ogni caso si fa riferimento ad una condizione che raccoglie molte sindromi diverse, la cui natura poggia, con percentuali di volta in volta diverse, sui piani biologico, psicologico, e sociale. I manuali diagnostici internazionali definiscono le caratteristiche fondamentali del ritardo mentale. Secondo il DSM IV (ancora in uso): funzionamento intellettivo generale...

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  • Relazione svolta sui primi dieci minuti della giornata sull'interazione tra: Gabriel, il gruppo e le operatrici Fabiana Rega (Il Bambino e il Gruppo) 14/10/2009

    "Gabriel e il gruppo" "Meravigliosa esperienza della terapia di gruppo" Gabriel (28 mesi) La giornata è appena iniziata, bussano alla porta e vado ad accogliere Gabriel e suo zio, che mi fa entrare nel loro mondo magico..., infatti, per arrivare a scuola lo zio ha raccontato a suo nipote una favola dove c’erano delle dame e dei cavalieri. Subito lo zio Gianni mi presenta il cavalier Gabriel, che sceso dalla sua carrozzina, mi accompagna da perfetto gentiluomo nel castello fatato...Gabriel sembra molto preso dal ciò che narra lo zio e così entra nella stanza senza nessun problema, si guarda intorno, osserva Lorenza e Monia (operatrice) che giocano sui grandi materassi e come saluto di un Buon Giorno dice “NO”... Prendiamo i calzini e ci sediamo sul tappeto, Gabriel si guarda ancora in giro, alla sua destra ci sono le osservatrici del comune, alla sua sinistra ci sono i camion e di fronte a lui ci sono i bimbi che giocano. Chiedo se vuole togliersi le scarpe ma lui mi risponde di “NO”...

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  • Il lavoro e la somministrazione dei test - Favorire un’armonica integrazione delle Caratteristiche Sensoriali VALENTINA VESCI (Favorire un’armonica integrazione delle Caratteristiche Sensoriali) 23/03/2017

    Il lavoro si è svolto presso l’ U.O. di Medicina Fisica e Riabilitazione dell’Istituto Giannina Gaslini di Genova, diretta dal Dott. Paolo Moretti  e presso l’ U.O di Patologia Neonatale diretta dal Dott. Luca Antonio Ramenghi a partire dal mese di Maggio 2016 fino al mese di Ottobre 2016. Il lavoro ha incluso lo studio di 11 bambini nati a termine e 17 bambini prematuri. Entrambi, sono stati osservati e valutati, ai 9 mesi e ai 12 mesi. Per i bambini prematuri i mesi si riferiscono all’età corretta e non a quella cronologica. L’età del bambino  prematuro, va corretta fino ai 2 anni, per valutare la crescita e lo sviluppo psicomotorio. L’età corretta del bambino, va calcolata dalla data presunta del parto e non dalla data di nascita. Il concetto di età corretta permette di adeguare le aspettative e le scelte educative in riferimento al reale stadio di sviluppo del bambino.   I bambini prematuri e i bambini nati a termine ai nove mesi di  età I nove mesi segnano una tappa importante nello...

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  • La Competenza Imitativa e i Neuroni Specchio Giulia Gasperini (Fai come me: imitazione ed ampliamento delle competenze comunicative) 14/07/2018

    Definizione “l’atto o il fatto di imitare, di operare cioè o di produrre ispirandosi a un modello che si cerca di uguagliare” (Treccani, vocabolario) Il processo imitativo si riferisce alla capacità dell’individuo di ripetere un’azione messa in atto da un’altra persona che lui sta osservando; questa azione può appartenere già al suo patrimonio motorio in quanto ne ha fatto esperienza in passato (imitazione tout-court) oppure tramite la sua osservazione l’individuo apprende un pattern d’azione nuovo ed è in grado di riprodurlo dettagliatamente (apprendimento per imitazione). Sin dalle prime ore di vita i neonati iniziano ad imitare le persone con cui entrano in contatto, soprattutto il loro caregiver, attraverso atti motori molto semplici (come ad esempio protrudere la lingua o aprire le labbra) ma che dimostrano il fatto che l’abilità di apprendere osservando ciò che gli altri fanno sia innata. L’imitazione, infatti, è una delle prime modalità di apprendimento che viene messa in atto: il...

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  • PSICOMOTRICITÀ come tecnica terapeutica giovanna bonavolonta (Approccio psicomotorio integrato: medulloblastoma) 06/02/2013

    La PSICOMOTRICITÀ (Toni e Giovanardi, 2011) nasce dall’esigenza di trovare risposta ad alcuni disturbi dell’infanzia che non trovano una diagnosi esaustiva  in ambito medico e psicologico. Si sviluppa inizialmente in Francia, dove nel 1966 viene fondata la Società Francese di Educazione e Rieducazione Psicomotoria (SFERPM); il movimento, che pone al centro della propria ricerca l’unità biopsichica della persona, riceve un’ulteriore spinta innovativa nel 1968, grazie alla quale psicomotricità si  diffuse  in Spagna, Italia, Germania, Belgio, Svizzera e Canada. I successivi Congressi Internazionali (Grenoble, 1972; Lussemburgo, 1973; Nizza, 1974, Ginevra e Bruxells, 1976; Liegi, 1978; Madrid, 1980; Firenze, 1982), fanno emergere l’esigenza di un inquadramento  a livello istituzionale, che avviene, sempre in Francia, nel 1988. Nonostante il primo articolo del decreto che formalizza la figura dello psicomotricista affermi che lo psicomotricista è abilitato a svolgere attività rieducativa a...

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  • Il bambino Prematuro o Pretermine VALENTINA VESCI (Favorire un’armonica integrazione delle Caratteristiche Sensoriali) 21/03/2017

    Il termine prematurità, è un termine molto generico, e si riferisce a tutte le condizioni che indicano una nascita avvenuta prima del termine completo della 37ª settimana di gestazione. La nascita pretermine è un evento frequente e il tasso di sopravvivenza che sta aumentando negli ultimi anni, fa si che si crei sia nel momento della nascita che a lungo termine, una popolazione di neonati con caratteristiche biologiche proprie. La definizione di prematurità è stata stabilita negli anni ’60 dall’OMS attraverso due criteri: l’età gestazionale (EG), corrispondente alla settimana compiuta al momento del parto,   il peso alla nascita (PN). Entrambi i parametri sono importanti per la valutazione dello stato del nato prematuro, in quanto l’EG è indice della maturazione neurologica, mentre il PN indica il buon funzionamento degli organi del neonato. In base a questi criteri un bambino prematuro o neonato pretermine viene così classificato:   DEFINIZIONE ETA’   GESTAZIONALE (SETTIMANE E GIORNI)...

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