

- Collabora con medici e altri professionisti sanitari
- Supporto indiretto al nucleo familiare: collaborazione con famiglia e caregiver
- Collabora con la scuola e favorisce l'integrazione scolastica
- Alcuni interventi che possono costituire una parte del bagaglio culturale del terapista
- Procedure per avviare l'intervento neuropsicomotorio
- Chi è il Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva?
- LA NEUROPSICOMOTRICITÀ: il cuore dell'approccio del "Terapista della NEURO e PSICOMOTRICITÀ dell'Età Evolutiva"
- ESPERTO DELL'ETÀ EVOLUTIVA: Il "Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'ETÀ EVOLUTIVA" è l'unico professionista sanitario specializzato nello sviluppo delle fasi dell'età evolutiva, dalla nascita fino all'età adulta.
- Il TNPEE si occupa di diversi disturbi e atipie è specializzato nella diagnosi e nel trattamento di tutti i disturbi del neurosviluppo e di tutte le atipie evolutive
- Attività ludiche come strumento terapeutico basate sull'evidenza di efficacia e riconosciute dalla comunità scientifica
- Profilo Professionale
- Codice Deontologico
- Competenza principale
- Costituzione Etica
- Ambiti e Competenze Tecnico Professionali
- Ambiti Competenze Trasversali
- Per esercitare la professione
- Obiettivi formativi del corso di laurea in TNPEE
- Carriera professionale
- Dove lavora?
- Quali sono le condizioni di lavoro?
- Lavorare all'estero
- Commissione d'albo nazionale dei terapisti della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva (TNPEE)
- Le Associazioni Tecnico Scientifiche
- www.neuropsicomotricista.it
Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva
TNPEE, Neuropsicomotricista, Neurodevelopmental Disorders Therapist
IN SINTESI
Il Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva (TNPEE) è un professionista sanitario specializzato nell'intervento preventivo, abilitativo e riabilitativo durante l'età neonatale, precoce, pediatrica e adolescenziale. Il suo obiettivo è individuare e trattare disturbi e ritardi nello sviluppo neuro-psicomotorio, cognitivo, emotivo, comportamentale e relazionale utilizzando approcci evolutivi e interventi personalizzati. Grazie alla sua competenza specifica nell'età evolutiva, il TNPEE favorisce lo sviluppo armonioso delle abilità in tutte le fasi e cerca di mitigare gli effetti negativi delle difficoltà riscontrate.
Per raggiungere tali obiettivi, il TNPEE crea un ambiente ecologico che ripercorre le tappe dello sviluppo del soggetto, concentrandosi sulle funzioni emergenti e identificando le aree di sviluppo potenziali. Fornisce anche supporto nella ricerca di strategie facilitanti, sia nel contesto neuro-psicomotorio che nei contesti di vita come famiglia e scuola.
L'approccio ludico nel percorso terapeutico favorisce il coinvolgimento e la motivazione del soggetto, incentivando così il progresso e l'apprendimento in modo efficace. Fondato sull'apprendimento esperienziale e sulla neuroplasticità, questo approccio consente di acquisire nuove abilità e di apportare modifiche comportamentali positive. Il terapista utilizza attività ludiche per valutare le capacità del soggetto e adattare gli interventi terapeutici in modo personalizzato.
Collabora con medici e altri professionisti sanitari

Il Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva è un prezioso membro di un'équipe multidisciplinare altamente qualificata, composta da medici specialisti, quali neuropsichiatri infantili, pediatri, fisiatri, foniatri, psicologi e altri professionisti sanitari e riabilitativi, dedicati alla cura del neonato, del bambino e dell'adolescente. Questo team di professionisti collabora in modo sinergico per fornire una diagnosi accurata e sviluppare un piano di intervento personalizzato, tenendo conto delle competenze specifiche di ciascun membro. La comunicazione costante e la condivisione di informazioni sono fondamentali all'interno dell'équipe per garantire un'assistenza completa ed efficace ai bisogni di salute del giovane paziente. Grazie a un approccio integrato e olistico, il percorso di cura è gestito con attenzione a tutte le sfaccettature del benessere del paziente in età evolutiva.
Ecco alcuni esempi concreti di come il Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva collabora con altri professionisti sanitari:
Lavora in stretta sinergia con il neuropsichiatra infantile per identificare e valutare i disturbi neuromotori e psicomotori del bambino, garantendo un'analisi completa delle sue abilità e delle sfide che affronta nella sua crescita.- Collabora attivamente con il pediatra per monitorare attentamente la crescita e lo sviluppo del bambino, offrendo supporto nella gestione di eventuali difficoltà motorie o comportamentali.
- Integra il lavoro con il fisioterapista per migliorare la funzionalità motoria e il coordinamento del bambino, implementando strategie mirate per sviluppare le sue capacità motorie.
- Lavora a stretto contatto con il logopedista per potenziare le capacità linguistiche e di comunicazione del bambino, aiutandolo a esprimersi e a interagire in modo più efficace con gli altri.
- Collabora con lo psicologo per migliorare il benessere emotivo, sociale e relazionale del bambino, aiutandolo a gestire le emozioni e a sviluppare abilità sociali.
Questa collaborazione attiva tra i diversi professionisti permette di combinare le loro competenze specialistiche e adottare un approccio sinergico nella valutazione e nel trattamento dei pazienti in età evolutiva. Questa sinergia promuove un'assistenza di alta qualità e mirata, con l'obiettivo di massimizzare i risultati e il benessere durante il processo di crescita e sviluppo del giovane paziente. La comunicazione costante e la condivisione di informazioni sono fondamentali all'interno dell'équipe per garantire un'assistenza completa ed efficace ai bisogni di salute del giovane paziente. Grazie a un approccio integrato e olistico, il percorso di cura è gestito con attenzione a tutte le sfaccettature del benessere del paziente in età evolutiva.
Il Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva collabora con gli altri professionisti per definire obiettivi di trattamento chiari e per monitorare i progressi dell'assistito nel raggiungere tali obiettivi. Questo approccio sinergico permette di fornire un'assistenza personalizzata e mirata, rispondendo alle esigenze specifiche del soggetto in cura e della sua famiglia. La collaborazione attiva tra i diversi professionisti è essenziale per garantire una cura completa ed efficace, aiutando il neonato, bambino o adolescente a raggiungere il massimo delle sue potenzialità durante la sua crescita e sviluppo.
Supporto indiretto al nucleo familiare:
collaborazione con famiglia e caregiver

Il ruolo del Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva (TNPEE) riveste un'importanza cruciale nel fornire supporto alle famiglie dei neonati e dei giovani con disabilità, dall'infanzia all'adolescenza. Oltre a interagire attivamente con i genitori e i caregiver, il terapista assume un ruolo indiretto ma fondamentale nel contribuire alla creazione di un ambiente di cura e supporto ottimale per il piccolo.
Riconoscendo la centralità della famiglia nel processo terapeutico, il terapista lavora in sinergia con i genitori per garantire continuità nella cura e fornire adeguato supporto nello sviluppo e nella riabilitazione del soggetto. Durante il percorso, elabora e condivide programmi preventivi e riabilitativi con la famiglia, promuovendo il dialogo attraverso incontri periodici di confronto e scambio di informazioni. Questo coinvolgimento si estende all'ambiente domestico, dove vengono fornite indicazioni e attività specifiche per agevolare la gestione delle terapie nella vita quotidiana della famiglia.
L'alleanza terapeutica tra il terapista e la famiglia, fondata sulla fiducia reciproca, si prefigge di promuovere il benessere globale del neonato, dell'adolescente e della loro famiglia.
Comprendendo l'importanza del sostegno familiare per ottenere risultati positivi nel percorso di crescita e riabilitazione del bambino, il terapista si impegna attivamente a:
- Fornire informazioni e supporto ai genitori sui bisogni e le necessità del bambino;
- Aiutare i genitori a comprendere e gestire i comportamenti del bambino;
- Offrire strumenti e strategie per favorire l'inclusione del bambino nella vita sociale e familiare;
- Ridurre lo stress e l'ansia dei genitori;
- Favorire il dialogo e l'interazione tra i membri della famiglia.
Il ruolo centrale del terapista nella famiglia è cruciale per garantire un percorso di crescita e riabilitazione positivo e inclusivo per il bambino. Attraverso il coinvolgimento attivo della famiglia, il terapista contribuisce a creare un ambiente di cura e supporto ottimale, promuovendo il benessere complessivo del bambino e della sua famiglia.
Esempi Specifici di Contributo del Terapista al Supporto Familiare
- Informazioni e Supporto sui Bisogni del Bambino - Il terapista fornisce informazioni sui disturbi e le disabilità del bambino, sulle cause e le conseguenze, oltre a opzioni di trattamento e risultati possibili. Sostiene i genitori nell'interpretare e gestire i comportamenti del bambino, rispondendo alle sue esigenze e sviluppando strategie per favorirne lo sviluppo.
- Gestione dei Comportamenti del Bambino - Il terapista aiuta i genitori a comprendere i comportamenti del bambino, identificando le cause e sviluppando strategie di gestione. Fornisce supporto per affrontare lo stress e l'ansia legati ai comportamenti del bambino.
- Inclusione del Bambino nella Vita Sociale e Familiare - Il terapista assiste i genitori nello sviluppo di strategie per favorire l'inclusione del bambino nella vita sociale e familiare, fornendo informazioni sulle risorse comunitarie e strategie per rendere l'ambiente domestico più accessibile.
- Riduzione dello Stress e dell'Ansia dei Genitori - Il terapista aiuta i genitori a ridurre lo stress e l'ansia legati alla cura di un bambino con disabilità, offrendo informazioni sui servizi di supporto disponibili e strategie per gestire lo stress in modo sano.
- Promozione del Dialogo e dell'Interazione Familiare - Il terapista guida i genitori nella promozione del dialogo e dell'interazione tra i membri della famiglia, fornendo informazioni sulle dinamiche familiari e strategie per migliorare la comunicazione e la collaborazione.
Approfondimenti: Terapia neuropsicomotoria a domicilio: come funziona, quando è indicata e il ruolo dei genitori
Collabora con la scuola e favorisce l'integrazione scolastica

Il Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva (TNPEE), svolge una funzione chiave nel supporto dei bambini con disabilità all'interno dell'ambiente scolastico. Oltre a collaborare con gli insegnanti e le istituzioni scolastiche, il terapista si attiva nella creazione di un ambiente di apprendimento inclusivo e accessibile a tutti i bambini.
Il terapista partecipa attivamente alla costruzione di una conoscenza reciproca con gli insegnanti ed educatori, facilitando lo scambio di informazioni e la condivisione di esperienze. Questa collaborazione fornisce una visione completa del comportamento del bambino nelle relazioni con i coetanei e offre contemporaneamente strategie e suggerimenti pratici per raggiungere gli obiettivi educativi.
Durante questa sinergia, il terapista si occupa di varie attività, quali:
- Osservazioni in classe per comprendere il comportamento del bambino nell'ambito scolastico;
- Fornitura di informazioni ai docenti su disturbi, disabilità, cause, conseguenze, opzioni di trattamento e risultati possibili;
- Sviluppo di strategie e suggerimenti pratici per promuovere l'inclusione del bambino nell'ambiente scolastico, ad esempio attraverso adattamenti dei materiali didattici o organizzazione dello spazio;
- Partecipazione a incontri di pianificazione e valutazione con insegnanti ed educatori, contribuendo alla formulazione della Diagnosi Funzionale, del Profilo Dinamico-Funzionale (PDF) e del Programma Educativo Individualizzato (PEI), in conformità alla legge 104/92, e al Piano Didattico Personalizzato (PDP) previsto dalla Legge 170/2010.
Il terapista collabora con le istituzioni scolastiche per promuovere una cultura dell'inclusione, sensibilizzando insegnanti e operatori scolastici alle esigenze dei bambini con disabilità. In questo contesto, il terapista si occupa di varie attività, tra cui:
- Organizzazione di incontri e corsi di formazione per insegnanti e operatori scolastici;
- Contributo alla progettazione di ambienti scolastici accessibili e inclusivi;
- Collaborazione con le famiglie per favorire la partecipazione dei bambini con disabilità alla vita scolastica.
Laboratori e Progetti
Il terapista dedica tempo a laboratori e progetti volti a favorire lo sviluppo delle abilità, la prevenzione e l'inclusione del bambino. In questo contesto, il terapista si occupa di diverse attività, come:
- Conduzione di laboratori di neuro e psicomotricità, arte, musica o teatro;
- Organizzazione di progetti di inclusione sociale e comunitaria;
- Collaborazione con altre figure professionali, come psicologi, logopedisti o educatori, per garantire un intervento integrato e multiprofessionale.
Ecco alcuni esempi specifici di come il terapista può collaborare con gli insegnanti e le istituzioni scolastiche:
- Condurre Osservazioni in Classe - Il terapista può osservare il bambino in classe per comprendere il suo comportamento, le sue relazioni con i coetanei e le sue difficoltà. Queste informazioni possono essere utilizzate dai docenti per adattare le attività didattiche e creare un ambiente più accogliente e inclusivo per il bambino.
- Fornire Informazioni ai Docenti - Il terapista può fornire ai docenti informazioni sui disturbi e le disabilità del bambino, sulle cause e le conseguenze, sulle opzioni di trattamento e sui risultati possibili. Queste informazioni possono aiutare i docenti a comprendere le esigenze del bambino e a rispondere in modo appropriato.
- Sviluppare Strategie e Suggerimenti Pratici - Il terapista può sviluppare strategie e suggerimenti pratici per favorire l'inclusione del bambino nel contesto scolastico. Ad esempio, può suggerire ai docenti di adattare i materiali didattici, organizzare lo spazio in modo diverso o utilizzare strategie di comunicazione alternative.
- Organizzare Incontri e Corsi di Formazione - Il terapista può organizzare incontri e corsi di formazione per insegnanti e altri operatori scolastici. Questi incontri possono essere utili per sensibilizzare gli operatori scolastici alle esigenze dei bambini con disabilità e per fornire loro le competenze necessarie per lavorare con questi bambini.
- Contribuire alla Progettazione di Ambienti Scolastici Accessibili e Inclusivi - Il terapista può contribuire alla progettazione di ambienti scolastici accessibili e inclusivi. Ad esempio, può suggerire di modificare la disposizione dei mobili, installare attrezzature specifiche o utilizzare materiali didattici accessibili.
- Collaborare con le Famiglie - Il terapista collabora con le famiglie per promuovere la partecipazione dei bambini con disabilità alla vita scolastica. Ad esempio, può fornire informazioni e supporto alle famiglie per aiutarle a comprendere le esigenze del bambino e a collaborare con gli operatori scolastici.
Alcuni interventi che possono costituire una parte del bagaglio culturale del terapista
L'integrazione dei saperi è fondamentale per garantire una riabilitazione ottimale nel campo della terapia della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva. In questo contesto, sono adottati diversi interventi efficaci che si basano sull'evidenza scientifica e che implicano una collaborazione multidisciplinare, una personalizzazione del trattamento, un approccio sistemico e un costante aggiornamento. Questa approccio globale consente al terapista di offrire una riabilitazione completa e personalizzata in base alle specifiche necessità individuali dell'assistito.
Di seguito sono elencati alcuni interventi riconosciuti come efficaci per il trattamento delle diverse atipie e difficoltà evolutive o del neurosviluppo, che possono costituire una parte del bagaglio culturale del terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva:
- Approcci mediati dai genitori: L'utilizzo di strategie come il PACT coinvolge attivamente i genitori nel processo terapeutico, riconoscendo il loro ruolo fondamentale nell'apporto di supporto e stimolazione al bambino.
- Trattamenti per la comunicazione sociale e l'interazione: Esistono specifici interventi volti a favorire la comunicazione e l'interazione sociale del paziente, promuovendo abilità di comunicazione verbale e non verbale.
- Interventi comunicativi: Strumenti come la Comunicazione Aumentativa Alternativa, il sistema PECS (Picture Exchange Communication System) e i comunicatori possono essere utilizzati per agevolare la comunicazione del paziente, offrendo alternative o supporto alla comunicazione verbale.
- Programmi educativi: Tra i programmi educativi, il TEACCH (Treatment and Education of Autistic and related Communication handicapped Children) è un approccio che si focalizza sulla strutturazione ambientale e sull'insegnamento di abilità specifiche per favorire l'autonomia e l'apprendimento.
- Interventi comportamentali e psicologici strutturati: L'Analisi Comportamentale Applicata e altri approcci terapeutici strutturati (ABA, ESDM, ecc.) sono utilizzati per affrontare comportamenti problematici o sviluppare abilità specifiche, basandosi su principi scientifici e tecniche mirate.
Si sottolinea che questa lista di interventi non è esaustiva e che la scelta degli approcci terapeutici dipenderà dalla formazione, dalle competenze specifiche del terapista e dalle necessità individuali dei soggetti con diverse atipie e difficoltà evolutive o del neurosviluppo. È importante considerare che non tutti i professionisti sono formati per tutti gli interventi elencati. Al fine di garantire l'affidabilità e la competenza dei terapisti, si consiglia vivamente di consultare il profilo professionale collegato al link sottostante. La decisione di selezionare un professionista dovrebbe essere basata sulle esigenze individuali e sulla ricerca di professionisti qualificati che possano offrire un trattamento adeguato.
Procedure per avviare l'intervento neuropsicomotorio
Perché attivare un intervento di neuro e psicomotricità?
È fondamentale prestare attenzione a eventuali anomalie o atipie nello sviluppo neuropsicomotorio del soggetto che va dalla nascita all'adolescenza, poiché possono influire sulla sua crescita e benessere generale. Riconoscere i segnali precoci e agire tempestivamente può essere di grande importanza per avviare un eventuale intervento neuropsicomotorio per favorire lo sviluppo armonioso del proprio figlio.
Di seguito sono riportati alcuni punti chiave da considerare:
- Problemi motori e di integrazione, inclusi ritardo nello sviluppo motorio: Oltre alle difficoltà nel movimento e nell'integrazione delle competenze motorie che possono compromettere la coordinazione generale, il controllo dell'equilibrio, le abilità prassiche e la conoscenza dello schema corporeo, è importante osservare anche altri segnali. Questi possono includere difficoltà nell'apprendimento di abilità fondamentali come camminare, correre, saltare o afferrare oggetti. Prestare attenzione a tali problematiche può permettere di intervenire in modo mirato, favorendo lo sviluppo delle abilità motorie e riducendo il possibile impatto negativo sull'aspetto emotivo e relazionale del soggetto.
- Effetti cognitivi e relazionali: Le anomalie o atipie nello sviluppo neuropsicomotorio possono influire sull'aspetto cognitivo del soggetto. Oltre a manifestare difficoltà nell'attenzione e nella memoria, il soggetto potrebbe mostrare problemi nei ragionamenti, nel problem solving e nella focalizzazione su compiti specifici. Potrebbero presentarsi distrazioni frequenti e difficoltà nel mantenere l'attenzione per periodi prolungati. Tali difficoltà cognitive possono influire anche sulle relazioni con la famiglia, la scuola e i coetanei. Osservare e comprendere questi effetti cognitivi e relazionali può essere utile per avviare un intervento mirato e supportare il raggiungimento di un adeguato stato di benessere per il soggetto e la famiglia.
Difficoltà nella comunicazione e nel linguaggio: Le anomalie o atipie nello sviluppo neuropsicomotorio possono anche influenzare la comunicazione e il linguaggio del soggetto. È importante prestare attenzione a eventuali difficoltà nell'esprimersi verbalmente, comprendere le istruzioni o sviluppare abilità linguistiche adeguate per l'età del soggetto. Queste difficoltà possono avere un impatto sulla partecipazione sociale e accademica del soggetto. Osservare attentamente il processo di comunicazione può aiutare a identificare eventuali bisogni specifici e fornire il supporto e le risorse necessarie per favorire lo sviluppo delle abilità comunicative del soggetto. Un intervento tempestivo può contribuire a migliorare la partecipazione sociale e accademica.- Problemi di comportamento e regolazione emotiva: Alcuni soggetti con anomalie o atipie nello sviluppo neuropsicomotorio possono manifestare problemi di comportamento e difficoltà nella regolazione emotiva. Questi possono includere comportamenti impulsivi, difficoltà nel gestire le emozioni o problemi di adattamento a situazioni nuove o stressanti. Osservare attentamente i modelli comportamentali e le reazioni emotive del soggetto può offrire importanti segnali per individuare la necessità di un intervento neuropsicomotorio. L'intervento del TNPEE può aiutare a comprendere e gestire questi comportamenti, favorendo una maggiore stabilità emotiva e migliorando la qualità della vita del soggetto e della famiglia.
Come procedere:
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Parlarne con il medico: Se i genitori sospettano un'anomalia o un'atipia nello sviluppo neuropsicomotorio del soggetto, è consigliabile discuterne con il pediatra di famiglia o con il medico di medicina generale. Questi professionisti possono valutare la situazione e decidere se è opportuno inviare il soggetto al "Servizio dell'Età Evolutiva" dell'ASL di riferimento per una valutazione specialistica o per ulteriori esami specifici.
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Valutazione specialistica: Il Servizio dell'Età Evolutiva fornirà una valutazione accurata delle difficoltà neuropsicomotorie del soggetto. Se verrà confermata la presenza di un disturbo, saranno proposti gli interventi riabilitativi necessari per affrontare tali difficoltà e favorire lo sviluppo ottimale del soggetto.
La tempestiva attivazione di un intervento di neuro e psicomotricità può contribuire a migliorare la qualità di vita del soggetto e della famiglia, favorendo il loro benessere emotivo, sociale e motorio. È fondamentale riconoscere e affrontare precocemente le anomalie o le atipie dello sviluppo neuropsicomotorio per garantire un supporto adeguato e un percorso di crescita ottimale per il soggetto coinvolto.
È importante sottolineare che ogni individuo è unico e può manifestare segnali e bisogni specifici. Pertanto, oltre ai punti elencati, è essenziale osservare attentamente il proprio figlio, tener conto del suo contesto e consultare esperti qualificati, come pediatri, neuropsichiatri infantili, terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, logopedisti, psicologi, per una valutazione approfondita e un eventuale piano di intervento personalizzato.
Ricordiamo che agire precocemente e fornire un adeguato supporto e intervento può favorire il benessere e lo sviluppo globale del soggetto, consentendo di affrontare in modo efficace le sfide e di sviluppare al meglio le proprie potenzialità.
La segnalazione iniziale
La segnalazione iniziale è un passaggio fondamentale per l'individuazione e l'intervento tempestivo nei disturbi della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva. Può provenire da diverse fonti, tra cui:
- I genitori sono le persone che conoscono meglio il proprio bambino e che possono essere i primi a notare eventuali difficoltà o ritardi nello sviluppo. Ad esempio, i genitori possono notare che il bambino non cammina o parla all'età prevista, che ha difficoltà a relazionarsi con gli altri o che manifesta comportamenti inusuali.
- Il pediatra è il medico di riferimento del bambino e, durante le visite di controllo, può rilevare eventuali problematiche nello sviluppo. Ad esempio, il pediatra può notare che il bambino ha un tono muscolare ridotto, che ha difficoltà a coordinare i movimenti o che presenta ritardi nella crescita.
- Gli insegnanti possono essere una fonte importante di segnalazione, poiché possono osservare e rilevare eventuali difficoltà o sfide nel contesto scolastico. Ad esempio, gli insegnanti possono notare che il bambino ha difficoltà a seguire le lezioni, che si distrae facilmente o che ha difficoltà a relazionarsi con i compagni.
I segnali di allarme che possono portare alla segnalazione iniziale sono molteplici e possono riguardare diverse aree dello sviluppo. In generale, è importante prestare attenzione a qualsiasi cambiamento o difficoltà che si manifesta nel bambino, anche se si tratta di un comportamento che compare solo occasionalmente.
I Costi della Terapia Neuropsicomotoria: Guida per le Famiglie
I costi della terapia neuropsicomotoria possono variare in modo significativo da una zona all’altra e da un professionista all’altro. Questa sezione ha lo scopo di aiutare le famiglie a orientarsi tra le diverse forme di intervento (in studio, in gruppo, a domicilio, percorsi integrati) e a farsi un’idea delle fasce di costo più frequenti nel privato. Le cifre riportate sono orientative e si ispirano ai parametri di equo compenso proposti a livello nazionale per i Terapisti della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva (TNPEE); non sostituiscono un preventivo personalizzato, che va sempre discusso direttamente con il professionista o con il centro di riferimento.
Terapia Neuropsicomotoria Individuale
Descrizione: La terapia neuropsicomotoria individuale prevede una relazione “uno a uno” tra terapista e assistito, cioè il soggetto in età evolutiva che necessita di supporto. L’intervento è costruito su misura: il terapista definisce obiettivi e attività in base alle caratteristiche e ai bisogni specifici, che possono riguardare la motricità, l’attenzione, la regolazione emotiva, la relazione con l’altro, gli aspetti cognitivi e la partecipazione alle attività quotidiane. Durante le sedute possono essere proposte attività motorie, percorsi, giochi strutturati, attività simboliche, esercizi di coordinazione e strategie per sostenere l’autoregolazione.
Durata e Frequenza: Una seduta individuale in studio dura solitamente tra 45 e 60 minuti. La frequenza degli incontri viene concordata con la famiglia e con l’équipe di riferimento e, nella pratica clinica, si colloca spesso tra 1 e 3 sedute a settimana. Nelle fasi iniziali o nei momenti in cui è necessario un intervento più intensivo può essere proposta una frequenza maggiore; in altre fasi, per consolidare quanto acquisito, la frequenza può ridursi.
Costo: Nel contesto privato, una seduta individuale di terapia neuropsicomotoria si colloca di solito a partire da circa 60 € a incontro e può arrivare, soprattutto nelle grandi città o in situazioni cliniche più complesse, intorno agli 80–90 €. A influenzare il costo sono l’esperienza e la formazione del terapista, il tipo di struttura (studio individuale, centro riabilitativo, équipe multidisciplinare), la città o la regione di riferimento e l’eventuale utilizzo di strumenti o test specifici.
Terapia Neuropsicomotoria di Gruppo
Descrizione: La terapia neuropsicomotoria di gruppo coinvolge piccoli gruppi di soggetti in età evolutiva che lavorano insieme sotto la guida di uno o più terapisti. È particolarmente indicata quando, oltre alle competenze motorie e prassiche, si vuole potenziare le abilità sociali, la cooperazione, la capacità di rispettare turni e regole condivise e la gestione delle emozioni in un contesto relazionale più ampio. Le sedute possono includere giochi di squadra, percorsi motori condivisi, attività simboliche di gruppo e situazioni di gioco pensate per favorire l’incontro e l’interazione tra pari.
Durata e Frequenza: Una seduta di terapia di gruppo dura in genere tra 60 e 90 minuti. La frequenza più comune è di uno o due incontri alla settimana, ma può essere modulata in base agli obiettivi del percorso, alle esigenze del gruppo e alle possibilità organizzative. La composizione del gruppo (numero di partecipanti, età, profilo di funzionamento) viene definita dal terapista o dall’équipe per garantire un buon equilibrio tra bisogni individuali e dinamica collettiva.
Costo: Il costo per singolo partecipante è generalmente più basso rispetto alla seduta individuale, perché il tempo del terapista viene condiviso tra più soggetti. Nella pratica clinica privata, il costo per ogni assistito si colloca indicativamente in una fascia compresa tra circa 35 € e 50 € a seduta. In alcuni contesti, soprattutto quando il rapporto tra numero di terapisti e numero di partecipanti è molto contenuto (ad esempio gruppi di due o tre soggetti con un terapista dedicato), il costo può essere leggermente più elevato.
Interventi a Domicilio
Descrizione: Negli interventi a domicilio è il terapista a recarsi presso l’abitazione dell’assistito. Questa modalità può essere particolarmente utile quando gli spostamenti sono difficili per motivi motori, organizzativi o logistici, quando si vuole lavorare direttamente sull’ambiente di vita quotidiano oppure quando è importante osservare e sostenere le interazioni all’interno del contesto familiare. Le attività proposte sono simili a quelle svolte in studio, ma vengono adattate agli spazi, agli oggetti e alle routine della casa, in modo da risultare realmente significative e integrate nella quotidianità.
Durata e Frequenza: La durata di una seduta a domicilio è in genere simile a quella delle sedute in studio, quindi compresa tra 45 e 60 minuti, anche se in alcune situazioni il terapista può ritenere necessario prolungare leggermente il tempo per rendere efficace l’intervento. La frequenza viene definita insieme alla famiglia, tenendo conto del progetto terapeutico, delle esigenze specifiche e degli aspetti organizzativi, con una cadenza che di solito va da uno a tre incontri settimanali.
Costo: Gli interventi a domicilio hanno di norma un costo più elevato rispetto alle sedute in studio, perché devono comprendere anche il tempo di spostamento, le spese di viaggio e l’organizzazione del lavoro in un contesto non strutturato. Nel privato, una seduta a domicilio può partire da circa 80–90 € e superare i 100 €, a seconda della distanza che il terapista deve percorrere, del tempo complessivo impegnato e della complessità dell’intervento.
Approfondimenti: Terapia neuropsicomotoria a domicilio: come funziona, quando è indicata e il ruolo dei genitori
Terapia Integrata
Descrizione: Con “terapia integrata” si indica un percorso in cui l’assistito è seguito in modo coordinato da più professionisti (ad esempio TNPEE, logopedista, terapista occupazionale, psicologo, fisioterapista). L’obiettivo è lavorare contemporaneamente su diverse aree di bisogno, mantenendo una visione unitaria e costante condivisione tra gli operatori. Questo tipo di percorso richiede momenti di confronto tra gli specialisti, la definizione comune di obiettivi e una comunicazione regolare con la famiglia. Proprio per la sua complessità organizzativa, nella pratica privata la terapia integrata in compresenza è relativamente rara, ma può risultare particolarmente utile in alcuni quadri clinici complessi.
Durata e Frequenza: Le sedute integrate, nelle quali sono presenti più professionisti in contemporanea, possono durare da 60 a 90 minuti. La frequenza viene stabilita in base al quadro clinico, alle esigenze di intervento e alle possibilità organizzative ed economiche della famiglia, potendo prevedere incontri settimanali, bisettimanali o periodi intensivi, a seconda del progetto concordato.
Costo: I costi della terapia integrata dipendono dal numero di professionisti coinvolti, dalla durata delle sedute e dal tipo di lavoro svolto (valutativo, riabilitativo, consulenziale). In linea generale, per un percorso integrato con più figure attive nello stesso incontro, il costo complessivo per seduta può partire da circa 90–100 € e aumentare in base al numero di operatori presenti e al tempo effettivamente dedicato.
Altri Fattori da Considerare
Oltre alla tipologia di intervento, ci sono altri elementi che influenzano il costo della terapia neuropsicomotoria. La zona geografica è uno di questi: nelle grandi città e in alcune aree del Centro–Nord le tariffe tendono a essere più elevate rispetto ad altre zone d’Italia, sia per il diverso costo della vita sia per le spese necessarie a mantenere uno studio o un centro riabilitativo. Anche l’esperienza del terapista è un fattore importante: professionisti con molti anni di attività, con percorsi formativi avanzati o con competenze altamente specialistiche possono applicare tariffe più alte. Quando si valuta un percorso, è utile considerare non solo il costo della singola seduta, ma anche la qualità del progetto, la chiarezza degli obiettivi, la possibilità di confrontarsi regolarmente con il terapista e la coerenza dell’intervento nel tempo.
Strutture Pubbliche, Convenzionate e Private
In molte regioni italiane, gli interventi di neuropsicomotricità possono essere erogati dai servizi di Neuropsichiatria Infantile del Sistema Sanitario Nazionale o da Centri Riabilitativi Convenzionati. In questi casi il costo può essere totalmente o parzialmente coperto dal Servizio Sanitario, ma spesso sono presenti liste di attesa più o meno lunghe, legate alla disponibilità di personale e al numero di richieste sul territorio. I centri convenzionati rappresentano spesso una soluzione intermedia, perché consentono di accedere a trattamenti con costi ridotti o coperti, talvolta con tempi di attesa più contenuti rispetto alle strutture pubbliche.
Le strutture private (studi singoli, centri riabilitativi non convenzionati, poliambulatori) offrono in genere tempi di accesso più rapidi, una maggiore flessibilità negli orari e la possibilità di scegliere il professionista. In questo caso, però, il costo è interamente a carico della famiglia. Non è raro che alcune famiglie decidano di combinare diverse risorse: utilizzare il servizio pubblico o convenzionato come base e affiancare, quando necessario, percorsi privati per aumentare la frequenza degli interventi o lavorare su obiettivi specifici, cercando il più possibile una continuità tra i diversi setting.
Per chi desidera approfondire
Le informazioni sui costi riportate in questa sezione hanno lo scopo di offrire alle famiglie un quadro generale, senza la pretesa di coprire tutte le situazioni possibili. Per i colleghi Terapisti della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva e per chi desidera un approfondimento più tecnico sui parametri di equo compenso (assi di attività, codici e valori minimi di riferimento), è disponibile una sezione dedicata basata sul documento ufficiale elaborato dalla Commissione di Albo Nazionale TNPEE e dalla FNO TSRM e PSTRP. Razionale e parametri di equo compenso per il Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva (TNPEE)
Contatta il terapista vicino a te
Assicurati di selezionare un terapista altamente qualificato, che abbia completato una formazione specifica e sia regolarmente iscritto all'albo professionale per offrire trattamenti di neuro e psicomotricità nell'età evolutiva. Questo ti garantirà la competenza e l'esperienza necessarie per affrontare le complessità e le esigenze dei soggetti in questa fase dello sviluppo.

Abbiamo personalmente verificato che tutti i professionisti presenti nella lista, raggiungibile dal link sottostante, sono regolarmente iscritti all'albo professionale. Puoi consultare la lista dei terapisti qualificati nel campo della neuro e psicomotricità nell'età evolutiva, dove troverai informazioni dettagliate e i loro contatti. Siamo fiduciosi che troverai il professionista adatto alle tue esigenze.

Lista da noi verificata con info e contatti dei professionisti
APPROFONDIMENTI
Profilo Professionale
Il Profilo Professionale del terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva rappresenta una guida essenziale che descrive le competenze, le conoscenze e le abilità necessarie per svolgere questa professione in modo efficace. Esso fornisce una panoramica completa delle aree di intervento, delle metodologie utilizzate e degli obiettivi da perseguire nel lavoro con i soggetti in età evolutiva.
Scarica il D.M. 17 gennaio 1997, n.56
Scarica il Documento legalmente valido all'estero e anche negli USA Neuro and Psychomotricity Therapist of Developmental Age (NPTDA)
Codice Deontologico
Il Codice Deontologico costituisce un punto di riferimento etico fondamentale per i terapisti della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva. Esso stabilisce gli standard di condotta professionale, promuovendo valori come la tutela della dignità e dei diritti dei soggetti assistiti, la riservatezza, l'integrità e la responsabilità professionale.
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Core Competence

Il Core Competence comprende un insieme di abilità e conoscenze fondamentali che ogni terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva possiede. Queste competenze riguardano l'osservazione, l'analisi e l'intervento sulle abilità motorie, cognitive, emotive e relazionali dei soggetti, oltre alla capacità di collaborare in equipe multidisciplinari e promuovere un ambiente terapeutico sicuro e inclusivo.
Costituzione Etica

La Costituzione Etica rappresenta un documento che sottolinea l'importanza di una pratica professionale etica e responsabile. Esso invita i terapisti della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva a riflettere sulla propria posizione etica, a promuovere il benessere dei soggetti assistiti e a contribuire al progresso e allo sviluppo della disciplina stessa.
Chi è il Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva?
Il Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva (definito anche Neuropsicomotricista o TNPEE, acronimo ufficiale della professione) adotta il modello bio-psico-sociale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che considera l’essere umano nella sua globalità: biologica, psicologica e sociale.
In quest’ottica, il TNPEE non si limita alla valutazione dei sintomi fisici dell’assistito, ma prende in considerazione anche il contesto ambientale e le esperienze di vita, al fine di comprendere in modo più completo le cause delle difficoltà atipiche che possono emergere dalla nascita all’adolescenza.
Si dedica alla prevenzione, all'abilitazione e alla riabilitazione degli assistiti, con l'obiettivo di migliorare la loro qualità di vita e le loro capacità funzionali. Inoltre, può fornire formazione a famiglie e insegnanti per aiutarli a comprendere e gestire in modo efficace le difficoltà che possono sorgere durante lo sviluppo.
Il Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva è coinvolto in attività di ricerca scientifica per approfondire le conoscenze sulle cause e le possibili terapie delle difficoltà atipiche durante lo sviluppo. In sintesi, il TNPEE è un professionista altamente specializzato che si impegna nel miglioramento della salute e della qualità di vita dei neonati, dei bambini, degli adolescenti e dei giovani, utilizzando un approccio multidisciplinare e globale.
La NEUROPSICOMOTRICITÀ:
il cuore dell'approccio del "Terapista della NEURO e PSICOMOTRICITÀ dell'Età Evolutiva"

La NEUROPSICOMOTRICITÀ è una disciplina che si occupa dello studio e del trattamento dei disturbi del sistema nervoso, muscoloscheletrico e della coordinazione motoria. Basandosi su un approccio globale che considera l'individuo nel suo complesso, tiene conto della relazione tra il sistema nervoso centrale e quello periferico, la mente e il corpo. Questo approccio olistico consente alla neuropsicomotricità di intervenire in diversi contesti, come la riabilitazione neurologica, la riabilitazione dei disturbi dell'apprendimento, l'educazione motoria e l'integrazione sensoriale.
Attraverso una serie di strategie e tecniche mirate, la neuropsicomotricità non solo si focalizza sui disturbi, ma può anche potenziare una vasta gamma di abilità nell'individuo. Ad esempio, attraverso esercizi di riabilitazione psico-fisica, attività ludiche e terapie per le autonomie personali, sociali e comunicative, la neuropsicomotricità favorisce lo sviluppo delle abilità cognitive, come l'attenzione, la memoria, il pensiero logico e le abilità di problem solving. Allo stesso tempo, si concentra sulle abilità socio-emotive, promuovendo la consapevolezza emotiva, l'empatia e le competenze relazionali.
Inoltre, la neuropsicomotricità contribuisce allo sviluppo delle abilità comunicative, sia verbali che non verbali, favorendo la comprensione e l'espressione del linguaggio, la comunicazione sociale e la pragmatica. L'attenzione è posta anche sulle abilità motorie fine e globali, come la coordinazione oculo-manuale e la motricità fine, nonché sull'organizzazione motoria e le abilità visuo-spaziali. Infine, la neuropsicomotricità si occupa dell'integrazione sensoriale, aiutando gli individui a sviluppare una corretta percezione e risposta ai diversi stimoli sensoriali.
Attraverso un approccio personalizzato e mirato, la neuropsicomotricità mira a promuovere il benessere globale dell'individuo, lavorando su diverse aree di sviluppo e potenziando le abilità in modo integrato e coerente.
SPECIALISTA dell'ETÀ EVOLUTIVA
Il "Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'ETÀ EVOLUTIVA" è l'unico professionista sanitario specializzato nello sviluppo delle fasi dell'età evolutiva, dalla nascita fino all'età adulta.

Il Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva (TNPEE) è l'unica figura professionale dell'area della riabilitazione specificamente formata per intervenire su tutto l'arco dell'età evolutiva, dalla nascita fino ai 18 anni. Questo professionista può essere considerato a pieno titolo un Esperto dell'Età Evolutiva, poiché adotta un approccio globale e innovativo, considerando l'individuo in costante crescita, con strutture neurobiologiche che interagiscono con l'ambiente circostante, favorendo uno sviluppo armonico.
Durante le fasi di sviluppo che caratterizzano questo periodo – dall'età neonatale, alla prima infanzia, all'età prescolare, fino all' adolescenza – il TNPEE interviene in tutte le aree dello sviluppo: motorie, cognitive, emotive e sociali. La sua missione è garantire l'interconnessione tra queste diverse aree, facilitando la crescita di individui con diverse esigenze di sviluppo, siano esse tipiche o atipiche. Le aree di sviluppo considerate comprendono l'area affettivo-relazionale, l'area motorio-prassica, l'area prassico-simbolica, l'area comunicativo-linguistica e l'area cognitiva.
Grazie alle competenze che spaziano dalla neuropsicomotricità all'integrazione sensoriale, il TNPEE sostiene i giovani nel superare difficoltà e nel potenziare le loro abilità, promuovendo un benessere globale che favorisca l'autonomia e la realizzazione personale.
Il TNPEE si occupa di diversi disturbi e atipie
è specializzato nella diagnosi e nel trattamento di tutti i disturbi del neurosviluppo e di tutte le atipie evolutive
RITARDO GLOBALE DELLO SVILUPPO (b147, b152): ritardo nello sviluppo cognitivo, motorio e socio-emotivo che si verificano durante l'infanzia e che possono avere diverse cause. DISTURBI DELLA COORDINAZIONE MOTORIA (DCM e Disprassia Evolutiva) (b760, d450): difficoltà nell'esecuzione di movimenti coordinati, come camminare, correre, saltare, scrivere o usare gli utensili da cucina. DISTURBI DEL MOVIMENTO (stereotipati, da tic) (b760, d450): movimenti involontari ripetitivi, come i tic, o a movimenti stereotipati, come il battito delle mani o il movimento oscillatorio del corpo. DISTURBI SENSORIALI (b210, b230, b260, b280): difficoltà nell'elaborazione delle informazioni sensoriali, come la vista, l'udito, il tatto, l'equilibrio e la vestibolazione. DISTURBI DI PERSONALITÀ (b126): modelli di pensiero, sentimento e comportamento che deviano significativamente dalla norma, causando disagio o compromissione del funzionamento sociale e lavorativo. DISTURBO DELLO SPETTRO DELL'AUTISMO (ASD) (b144): difficoltà nella comunicazione e nelle relazioni sociali, interessi ristretti e comportamenti ripetitivi. DISABILITÀ INTELLETTIVA (b117): limitazione significativa delle capacità cognitive e delle abilità adattive che si manifesta durante lo sviluppo. DISTURBO DA DEFICIT DI ATTENZIONE E/O IPERATTIVITÀ (ADHD) (b140): difficoltà nell'attenzione, nell'organizzazione e nell'autoregolazione del comportamento. DISTURBO DELLA REGOLAZIONE (b130): difficoltà nell'autoregolazione delle emozioni, del comportamento e del livello di attivazione fisiologica. DISTURBO DELLA RELAZIONE (b126): difficoltà nell'instaurare e mantenere relazioni sociali significative ed appaganti.
DISTURBI DELLA COMUNICAZIONE (verbale, non verbale, fonetico-fonologico, della comunicazione sociale pragmatica, dell'eloquio) (b310, b330): difficoltà nella comunicazione verbale e non verbale, nell'articolazione dei suoni e nella comprensione dei significati linguistici e sociali. DISTURBI SPECIFICI DELL'APPRENDIMENTO (DAS) (dislessia, disortografia, discalculia, disgrafia) (b140, b144, b164): difficoltà specifiche nell'apprendimento di abilità come la lettura, la scrittura e il calcolo. DISTURBI NEUROLOGICI (b110): condizioni patologiche che interessano il sistema nervoso centrale o periferico, come l'epilessia, la sclerosi multipla, la malattia di Parkinson, l'ictus e la lesione midollare. SINDROMI GENETICHE (b147): condizioni patologiche causate da alterazioni genetiche, come la sindrome di Down, la sindrome di Turner e la sindrome di Williams. PARALISI CEREBRALI INFANTILI (PCI) (b730, d450): compromissione delle funzioni motorie e della postura che si manifesta durante l'infanzia. MALATTIE NEUROMUSCOLARI (b710, b760): condizioni patologiche che interessano il sistema nervoso e il sistema muscolare, come la distrofia muscolare, la sclerosi laterale amiotrofica e la miastenia grave. DISTURBI RESPIRATORI (b440): condizioni patologiche che interessano il sistema respiratorio, come l'asma, la broncopneumopatia cronica ostruttiva e l'apnea notturna. DISTURBO OPPOSITIVO PROVOCATORIO (DOP) (b126): condizione che si manifesta durante l'infanzia o l'adolescenza e che si caratterizza per comportamenti oppositivi e provocatori verso le figure di autorità.
Attività ludiche come strumento terapeutico
basate sull'evidenza di efficacia e riconosciute dalla comunità scientifica
Il Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva utilizza una vasta gamma di tecniche terapeutiche basate sull'evidenza di efficacia e riconosciute dalla comunità scientifica, tra cui l'utilizzo di attività ludiche come strumento terapeutico. La letteratura scientifica ha ampiamente dimostrato che il gioco è uno strumento efficace per favorire lo sviluppo neuro-psicomotorio, cognitivo, emotivo e relazionale dell'individuo, soprattutto durante l'età neonatale, l'infanzia e l'adolescenza. Ad esempio, le teorie dell'apprendimento attraverso il gioco di Piaget e della teoria dell'attaccamento di Bowlby hanno evidenziato come il gioco possa favorire lo sviluppo delle funzioni cognitive, relazionali ed emotive dell'individuo (Piaget, 1951; Bowlby, 1969).
Negli individui con disturbi dello spettro autistico (ASD), il gioco può essere utilizzato come strumento terapeutico per favorire lo sviluppo di abilità sociali e comunicative. Studi hanno evidenziato che il gioco strutturato può migliorare la capacità di gioco simbolico e la comprensione delle emozioni nei soggetti con ASD (Solomon et al., 2018). Inoltre, il gioco può ridurre i comportamenti stereotipati e migliorare l'attenzione congiunta nei soggetti con ASD (Kasari et al., 2012).
Il gioco può essere un'attività utile anche per i soggetti con disturbo da deficit di attenzione iperattività (ADHD). Studi hanno evidenziato che il gioco libero può migliorare l'attenzione e ridurre i comportamenti impulsivi nei soggetti con ADHD (Pelligrini et al., 2011).
Inoltre, il gioco può essere utilizzato come strumento terapeutico per affrontare alcuni aspetti comportamentali inadeguati, come la rabbia e l'aggressività. Studi hanno evidenziato che il gioco con regole strutturate può migliorare la regolazione emotiva e ridurre i comportamenti aggressivi nei bambini con problemi di comportamento (Hassan et al., 2019).
Il TNPEE utilizza diversi tipi di gioco scelti sulla base di teorie e in modo mirato e specifico per favorire lo sviluppo di abilità motorie, cognitive, sociali ed emotive nei soggetti con atipie evolutive. Grazie alla sua competenza e alla conoscenza delle tecniche e metodologie più efficaci, il TNPEE utilizza i diversi tipi di gioco come strumento terapeutico in modo efficace e mirato, favorendo lo sviluppo armonioso delle abilità dell'individuo e riducendo i possibili effetti negativi delle difficoltà riscontrate durante l'età evolutiva.
Il gioco è un fenomeno complesso che abbraccia un'ampia gamma di attività
caratterizzate da specifiche qualità comportamentali. È presente lungo tutto il corso della vita e ha basi sia biologiche che culturali, risultando così una parte integrante dello sviluppo umano. Nel contesto terapeutico, il terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva deve possedere una solida conoscenza del processo di sviluppo del soggetto, comprese le tappe evolutive e i meccanismi sottostanti al gioco.
La progettazione delle attività ludiche richiede una comprensione approfondita delle abilità, delle capacità e delle competenze che verranno sollecitate nel bambino durante il gioco. Il terapista deve avere la capacità di anticipare gli effetti specifici di una determinata proposta ludica, tenendo conto delle regole stabilite. L'obiettivo del trattamento non è limitato all'acquisizione di abilità specifiche, ma si concentra sulla promozione di capacità adattive che consentano al bambino di affrontare le sfide quotidiane in modo efficace.
Nell'ambito riabilitativo, la scelta degli strumenti utilizzati, come ausili, giochi e giocattoli, riveste un ruolo cruciale. Questi oggetti agiscono come mediatori tra il mondo immaginario e la realtà, tra l'esercizio terapeutico e l'applicazione pratica delle abilità. Pertanto, la selezione oculata di tali strumenti si traduce in una migliore trasferibilità delle competenze acquisite nel contesto terapeutico alla vita di tutti i giorni.
Il gioco rappresenta non solo uno strumento efficace per lo sviluppo e la riabilitazione, ma anche un metodo di valutazione completo per comprendere l'evoluzione globale di un individuo in età evolutiva. Attraverso il gioco, il terapista può osservare e valutare le competenze motorie, cognitive, emotive e sociali del bambino, fornendo così un quadro completo delle sue capacità e del suo progresso nel percorso di trattamento.
Questi sono solo alcuni esempi dei diversi tipi di giochi che possono essere inclusi nel repertorio del terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva:
GIOCO SENSORIALE: coinvolge l'esplorazione dei sensi e l'interazione con stimoli sensoriali, come giocare con sabbia, acqua, argilla, materiali tattili o attività di stimolazione sensoriale. GIOCO MANIPOLATIVO: coinvolge l'utilizzo di oggetti che richiedono una manipolazione fisica, come puzzle, costruzioni, blocchi, giochi da tavolo e giochi di abilità manuale. GIOCO DI MOVIMENTO LIBERO: coinvolge attività motorie libere e spontanee, come correre, saltare, arrampicarsi, rotolare, giocare con la palla o esplorare il proprio corpo nello spazio. GIOCO SIMBOLICO O DI FINZIONE: coinvolge l'uso di oggetti o situazioni immaginarie per creare giochi di ruolo. Ad esempio, i bambini possono fingere di essere personaggi, interpretare ruoli o svolgere attività come "fare finta di essere un dottore" o "giocare a scuola". GIOCO DI REGOLE SEMPLICI: coinvolge l'applicazione di regole semplici e intuitive, come giochi di nascondino, braccio di ferro, saltare alla corda o giochi di memoria. GIOCO DI COSTRUZIONE: coinvolge l'utilizzo di materiali per creare oggetti, strutture o modelli. Questo tipo di gioco può includere costruzioni con blocchi, lego, materiali da riciclo o materiali artistici come argilla e carta. GIOCO DI RUOLO SOCIALE: coinvolge l'interpretazione di ruoli specifici in situazioni sociali. Ad esempio, i bambini possono interpretare il ruolo di un genitore, un insegnante, un negoziante o un personaggio di fantasia.
GIOCO DI REGOLE COMPLESSE: coinvolge l'applicazione di regole più strutturate e complesse, come giochi da tavolo strategici, giochi di carte con regole specifiche o giochi di squadra con ruoli definiti. GIOCO DI ABILITÀ COGNITIVE: coinvolge giochi che stimolano le abilità cognitive, come giochi di memoria, giochi di attenzione, giochi di logica, rompicapi o giochi di parole. GIOCO DI ESPRESSIONE EMOTIVA: coinvolge giochi che permettono ai partecipanti di esprimere ed elaborare le proprie emozioni, come giochi di ruolo emotivo, giochi di scrittura creativa, giochi di arte terapia o giochi di drammatizzazione. GIOCO ENIGMISTICO: coinvolge l'elaborazione di indovinelli, rompicapi o giochi di logica per risolvere problemi o trovare soluzioni. GIOCO SPORTIVO: coinvolge la partecipazione a sport organizzati con regole specifiche, come calcio, basket, tennis, nuoto, ginnastica, atletica leggera e molti altri. GIOCO DI RUOLO PROFESSIONALE: coinvolge l'interpretazione di ruoli professionali, come medico, pompiere, poliziotto, insegnante, chef, per promuovere la comprensione del mondo del lavoro e delle diverse professioni. GIOCO CREATIVO: coinvolge attività artistiche, come disegno, pittura, scultura, musica, danza e teatro, che stimolano la creatività e l'espressione individuale. GIOCO DI STRATEGIA E
PROBLEM-SOLVING: coinvolge giochi che richiedono la pianificazione, l'organizzazione e la risoluzione di problemi, come giochi di strategia da tavolo, giochi di parole, enigmi, rompicapi e giochi di logica. GIOCO COLLABORATIVO: coinvolge giochi in cui i partecipanti lavorano insieme per raggiungere un obiettivo comune, promuovendo la cooperazione, la comunicazione e lo spirito di squadra. GIOCO COMPETITIVO: coinvolge giochi in cui i partecipanti competono tra loro per raggiungere una vittoria o un punteggio più alto, come giochi sportivi, giochi da tavolo competitivi o competizioni di videogiochi. GIOCO EDUCATIVO: coinvolge giochi progettati specificamente per insegnare concetti, competenze o conoscenze specifiche, come giochi didattici, giochi di apprendimento e giochi di quiz. GIOCO DI SIMULAZIONE: coinvolge giochi che permettono ai partecipanti di simulare situazioni o esperienze reali, come simulazioni di volo, simulazioni di guida, giochi di ruolo basati sulla vita reale o simulazioni di gestione. GIOCO DI MOVIMENTO GUIDATO: coinvolge attività strutturate e guidate, come giochi di coordinazione motoria, giochi di equilibrio, giochi di abilità fisica o giochi di danza, che promuovono lo sviluppo delle capacità motorie e la consapevolezza corporea.
GIOCO DI APPRENDIMENTO DIGITALE: coinvolge giochi e applicazioni digitali che combinano elementi di gioco con attività di apprendimento, come app per imparare lingue straniere, giochi matematici interattivi o programmi di apprendimento personalizzati. GIOCO DI RUOLO DI GRUPPO: coinvolge giochi in cui i partecipanti interpretano ruoli specifici all'interno di un contesto di gruppo, come giochi di società, giochi di ruolo di squadra o giochi di improvvisazione. GIOCO DI SIMULAZIONE SOCIALE: coinvolge giochi che permettono ai partecipanti di simulare situazioni sociali complesse, come giochi di negozio, giochi di casa, giochi di ristorante o giochi di gestione delle emozioni. GIOCO MULTISENSORIALE: coinvolge giochi che stimolano più di un senso contemporaneamente, come giochi sensoriali con musica, luci, texture e odori. GIOCO DI COSTRUZIONE SOCIALE: coinvolge giochi che promuovono la collaborazione, la comunicazione e la creatività nella costruzione di strutture o progetti condivisi, come giochi di costruzione di gruppo o progetti artistici collaborativi. GIOCO DI ESPLORAZIONE SCIENTIFICA: coinvolge giochi che incoraggiano l'esplorazione del mondo naturale, la scoperta scientifica e l'apprendimento sperimentale, come giochi di laboratorio, esperimenti scientifici interattivi o giochi di biologia, chimica o fisica.
GIOCO DI RUOLO STORICO: coinvolge giochi in cui i partecipanti si immergono in un contesto storico specifico, interpretando personaggi o situazioni storiche, come giochi di ruolo basati su periodi storici, ricostruzioni storiche o giochi di guerra storici. GIOCO DI RISOLUZIONE DEI CONFLITTI: coinvolge giochi che mirano a insegnare strategie per gestire e risolvere i conflitti in modo pacifico, come giochi di simulazione di negoziazione, giochi di ruolo sulla gestione dei conflitti o giochi di diplomazia.
Nella pratica del terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva, la scelta e l'utilizzo di specifici tipi di giochi sono guidati dalla comprensione delle tappe dello sviluppo ludico e delle esigenze individuali dei soggetti. La conoscenza approfondita dei principi teorici e delle evidenze scientifiche nel campo della terapia neuropsicomotoria e dello sviluppo infantile supporta il terapista nella selezione dei giochi appropriati per favorire l'apprendimento, la stimolazione sensoriale, la coordinazione motoria e lo sviluppo globale dei bambini. L'adattamento e l'evoluzione continua delle strategie di gioco consentono al terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva di offrire un intervento personalizzato e mirato che favorisce il progresso e il benessere dei loro pazienti.
Riferimenti:
- Bowlby, J. (1969). Attachment and loss: Vol. 1. Attachment. Basic Books.
- Hassan, S. A., Riaz, S., & Arshad, S. (2019). Effectiveness of play therapy on behavioral problems of children. Pakistan Journal of Medical Sciences, 35(2), 443-447.
- Kasari, C., Gulsrud, A., Freeman, S., Paparella, T., & Hellemann, G. (2012). Longitudinal follow-up of children with autism receiving targeted interventions on joint attention and play. Journal of the American Academy of Child & Adolescent Psychiatry, 51(5), 487-495.
- Pelligrini, A. D., Huberty, P. D., & Jones, I. (2011). The effects of recess timing on children's playground and classroom behaviors. American EducationalResearch Journal, 48(1), 206-237.
- Piaget, J. (1951). Play, dreams and imitation in childhood. Norton.
- Solomon, M., Goodlin-Jones, B. L., & Anders, T. F. (2018). A social adjustment enhancement intervention for high functioning autism, Asperger's syndrome, and pervasive developmental disorder NOS. Journal of Autism and Developmental Disorders, 38(2), 419-438.
INFORMAZIONI PIÙ DETTAGLIATE
Ambiti e Competenze Tecnico Professionali
Prevenzione
Il Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva svolge un ruolo cruciale nell'individuare i bisogni di salute e nell'implementare misure preventive sia per i singoli individui che per la collettività. Questo professionista si impegna a promuovere l'adozione di comportamenti salutari e a prevenire problemi di disabilità, sia in situazioni di buona salute che in presenza di condizioni specifiche. Attraverso le sue competenze professionali, contribuisce all'identificazione precoce di situazioni a rischio, soprattutto durante le prime fasi della vita, e si adopera per prevenire eventuali sviluppi atipici durante l'età prescolare e scolare.
Valutazione Neuropsicomotoria

Il Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva svolge un ruolo centrale nel processo valutativo, che rappresenta una delle fasi più significative della presa in carico. In primo luogo, il TNPEE raccoglie i dati anamnestici di interesse terapeutico e riabilitativo, coinvolgendo la famiglia, il soggetto e gli altri professionisti dell’équipe. Questa fase permette di comprendere il quadro iniziale, le aspettative, il livello di collaborazione, la motivazione e i bisogni espressi dal nucleo familiare e dal bambino.
Per analizzare in modo approfondito lo sviluppo del soggetto, il TNPEE utilizza specifici sistemi di esame e diversi strumenti di valutazione, sia quantitativi sia qualitativi. Attraverso questi strumenti è possibile osservare l’integrità strutturale e funzionale e rilevare eventuali menomazioni sensoriali, motorie, cognitive, comunicative o neuropsicologiche. Vengono inoltre considerate le attività quotidiane e le relative limitazioni, insieme ai fattori ambientali e personali che possono facilitare o ostacolare la partecipazione del bambino nei diversi contesti di vita.
L’analisi critica e integrata dei dati raccolti consente al TNPEE di costruire un profilo completo dello sviluppo e delle eventuali atipie, individuando i punti di forza e le aree di maggiore fragilità. Sulla base di queste informazioni vengono definite le priorità di intervento, le competenze emergenti, le opportunità di sviluppo e l’eventuale necessità di ausili o adattamenti utili a favorire la partecipazione e l’autonomia del soggetto.
Una volta conclusa la valutazione clinico-funzionale, il TNPEE condivide i risultati all’interno dell’équipe multidisciplinare e partecipa alla definizione della prognosi clinica e funzionale. In collaborazione con le altre figure coinvolte, il terapista comunica alla famiglia gli esiti della valutazione in modo chiaro e comprensibile, e garantisce che anche gli operatori scolastici ed educativi ricevano le informazioni necessarie per sostenere l’intervento nei contesti di vita quotidiana.
Il processo valutativo non si esaurisce nella fase iniziale, ma continua lungo tutto il percorso riabilitativo. Il TNPEE monitora costantemente gli outcome relativi all’integrità strutturale e funzionale, alle menomazioni sensoriali, motorie, cognitive e neuropsicologiche, alle attività e alle loro limitazioni, alla partecipazione sociale, nonché ai fattori ambientali e personali. Questo monitoraggio continuo permette di verificare l’efficacia delle strategie adottate e di adattare il progetto terapeutico in modo flessibile e responsivo.
Strumenti di osservazione e valutazione
Nell’ambito di queste attività, il TNPEE integra diversi strumenti di osservazione e valutazione per comprendere il profilo di funzionamento del neonato, del bambino o dell’adolescente. La valutazione, infatti, non è un evento isolato, ma un processo continuo che accompagna l’intervento abilitativo e riabilitativo, orientando la scelta degli obiettivi e la verifica degli esiti.
La selezione degli strumenti avviene in riferimento al modello bio-psico-sociale e alla classificazione ICF, con particolare attenzione agli aspetti strutturali, funzionali e alla partecipazione nei vari contesti di vita (famiglia, scuola, attività ludiche e sociali). L’utilizzo di test standardizzati, scale di sviluppo e griglie osservative non ha una funzione esclusivamente diagnostica, ma rappresenta un punto di partenza per la progettazione del progetto riabilitativo individualizzato e per il monitoraggio del cambiamento nel tempo.
Strumenti standardizzati
Gli strumenti standardizzati offrono al TNPEE dati attendibili e confrontabili con campioni normativi. L’impiego di queste prove consente di:
- collocare le prestazioni del soggetto all’interno di un range di sviluppo tipico o atipico;
- identificare punti di forza e fragilità su cui orientare la programmazione riabilitativa;
- documentare in modo sensibile l’evoluzione delle competenze nel tempo;
- contribuire alla diagnosi funzionale e alla redazione di documenti ufficiali (PEI, PDP, profilo di funzionamento, relazioni cliniche).
Osservazione clinica e strumenti non standardizzati
Accanto ai test formalizzati, il TNPEE utilizza strumenti non standardizzati, quali griglie interne, checklist comportamentali, schede qualitative e diari clinici. Questi strumenti consentono di descrivere il comportamento del soggetto in modo più aderente alla realtà quotidiana, permettendo di:
- osservare il gioco spontaneo, le strategie di esplorazione e la regolazione emotiva;
- valutare la partecipazione del bambino nei contesti familiare, scolastico e sociale;
- monitorare costantemente i progressi e la generalizzazione delle competenze;
- integrare i dati provenienti da genitori e insegnanti attraverso questionari o colloqui.
L’integrazione tra strumenti standardizzati e osservazione clinica permette di restituire un quadro più completo del funzionamento del bambino, rispettando la complessità tipica dei quadri neuroevolutivi.
Il ruolo del lavoro in équipe
Molti strumenti di valutazione richiedono la collaborazione di diverse figure professionali, come neuropsichiatri infantili, psicologi, logopedisti ed educatori. Alcune prove, in particolare quelle psicometriche e diagnostiche, sono riservate per legge ad altre professioni sanitarie e non rientrano nelle competenze dirette del TNPEE.
In questi casi, il contributo del terapista si esprime attraverso:
- l’osservazione neuropsicomotoria del soggetto nei vari contesti;
- la lettura funzionale e integrata dei risultati ottenuti dagli altri professionisti;
- la partecipazione alla definizione condivisa degli obiettivi e delle strategie di intervento;
- una restituzione alla famiglia chiara, realistica e coerente con il percorso riabilitativo.
Per approfondire: Per offrire un supporto operativo a studenti, professionisti e operatori, è disponibile una pagina dedicata che raccoglie in modo sistematico i principali strumenti di osservazione e valutazione utilizzati dal TNPEE, suddivisi per area di sviluppo e corredati da note sull’età, sulle modalità di somministrazione e sui limiti d’uso: Catalogo degli Strumenti di Osservazione e Valutazione del TNPEE
Abilitazione neuropsicomotoria
Nel contesto dell'età evolutiva, il Terapista della Neuro e Psicomotricità ha il compito di intervenire nell'ambito dell'abilitazione. Questo si riferisce agli interventi mirati a sviluppare nuove abilità o a potenziare quelle già presenti negli assistiti con disturbi o ritardi nello sviluppo. L'abilitazione si concentra sul favorire la comparsa e l'evoluzione di abilità che potrebbero essere compromesse a causa di lesioni o disabilità. L'intervento abilitativo non si limita a tecniche specifiche, ma mira a promuovere l'adattamento sociale, l'autonomia e il benessere dell'assistito. Questo avviene attraverso un approccio globale che coinvolge la corporeità, le relazioni emotive e comunicative, nonché l'adattamento dell'ambiente terapeutico per creare contesti stimolanti. L'obiettivo principale è consentire all'assistito di esplorare il mondo, interagire con gli altri e sviluppare le proprie abilità funzionali in un contesto significativo. L'abilitazione richiede un'attenzione costante alle specifiche esigenze dell'assistito e l'utilizzo di strumenti valutativi standardizzati e riconosciuti dalla comunità scientifica per monitorare il progresso e adattare l'intervento di conseguenza.
Riabilitazione neuropsicomotoria
La riabilitazione rappresenta l'insieme di interventi terapeutici e assistenziali che mirano al recupero parziale o totale delle abilità compromesse a causa di patologie congenite o acquisite (neurologiche, neurosensoriali, cognitive, psichiche) e alla valorizzazione delle potenzialità presenti (sensoriali, motorie, psichiche), al fine di favorire l'inserimento ottimale nella vita familiare e sociale. Nell'ambito della neuro e psicomotricità, è il terapista che svolge un ruolo cruciale nell'intervento riabilitativo. Collaborando all'interno di un team multidisciplinare, il terapista contribuisce alla definizione del progetto terapeutico-riabilitativo, basandosi sulla valutazione delle capacità e delle risorse emotive, cognitive, motorie e funzionali dell'assistito. Inoltre, il terapista è responsabile della raccolta, dell'analisi e dell'interpretazione dei dati significativi per comprendere le necessità dell'assistito e identificare le strategie e gli strumenti riabilitativi neuro-psicomotori più adatti. Durante il percorso riabilitativo, il terapista valuta l'efficacia dell'applicazione del piano di trattamento e apporta eventuali adattamenti e modifiche in base alle esigenze dell'assistito. È compito del terapista redigere il progetto riabilitativo, stabilendo chiaramente gli obiettivi da raggiungere, e verificare periodicamente l'andamento degli interventi, le risposte ottenute e le modifiche apportate, utilizzando strumenti informativi appositi. Inoltre, il terapista si impegna a garantire la sicurezza dell'assistito e l'applicazione di interventi conformi alla normativa vigente. Fornisce anche consulenza tecnica all'assistito, alla sua famiglia, ad altri professionisti e istituzioni, condividendo le sue specifiche competenze per contribuire al benessere e al progresso dell'assistito.
Educazione Neuropsicomotoria
L'Educazione Neuropsicomotoria del Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva si concentra sull'individuazione dei bisogni specifici, la pianificazione e l'implementazione di interventi mirati, nonché sulla promozione di stili di vita sani e dell'inclusione sociale, al fine di favorire il recupero delle abilità compromesse e il massimo sviluppo delle potenzialità dei soggetti assistiti.
Nel contesto di questo ambito, il Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva si impegna in diverse aree di intervento:
- Individuazione degli ambiti specifici in cui possono essere effettuati interventi di promozione della salute, tenendo conto delle problematiche prioritarie di salute. Questa fase richiede una valutazione approfondita per identificare le aree di intervento più rilevanti.
- Pianificazione e realizzazione di un progetto di educazione alla salute mirato ai diversi ambiti di competenza del TNPEE, che comprendono il neuromotorio, il psicomotorio, il comunicativo-linguistico e il neuropsicologico. Tale progetto si concentra sull'educazione dei soggetti in età evolutiva, sia all'interno delle scuole che nei Centri Diurni e nei Centri Socio-Educativi. Inoltre, viene fornito supporto e consulenza agli operatori scolastici per favorire l'inclusione e l'adattamento degli assistiti.
- Elaborazione e implementazione di interventi informativi ed educativi sulla salute, rivolti a individui singoli, gruppi e comunità nel loro insieme. Tali interventi hanno l'obiettivo di promuovere stili di vita corretti negli ambiti di interesse del TNPEE, come la postura corretta, il movimento consapevole, la comunicazione efficace, il linguaggio e l'apprendimento. Vengono utilizzati approcci didattici personalizzati e materiali informativi adeguati per garantire la comprensione e l'adesione dei destinatari.
- Collaborazione con altri professionisti e istituzioni coinvolte nel percorso di educazione alla salute, al fine di creare una rete integrata di supporto. Questo coinvolge la condivisione di conoscenze, la partecipazione a équipe multidisciplinari per la stesura di progetti terapeutico-riabilitativi e la fornitura di consulenza tecnica alla persona assistita, alla sua famiglia e ad altri professionisti.
- Monitoraggio e valutazione dell'efficacia degli interventi mediante la registrazione periodica delle attività svolte, l'analisi dei risultati e le eventuali modifiche necessarie nel percorso riabilitativo. Vengono utilizzati strumenti specifici per raccogliere e interpretare i dati significativi, al fine di adattare l'intervento alle esigenze individuali e garantire la sicurezza del soggetto, nel rispetto delle normative vigenti.
Il Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva, attraverso l'Educazione Neuropsicomotoria, si dedica all'individuazione dei bisogni, alla pianificazione e all'implementazione di interventi mirati e alla promozione di stili di vita sani e dell'inclusione sociale. Con il suo impegno, mira a supportare il recupero e lo sviluppo ottimale delle abilità motorie, psicomotorie, comunicative, linguistiche e neuropsicologiche dei soggetti assistiti, contribuendo al loro benessere complessivo e alla loro partecipazione attiva nella società.
Educazione terapeutica
L'Educazione Terapeutica è un'attività sanitaria che mira a sviluppare consapevolezza, responsabilità e abilità nelle persone o nei gruppi, in relazione al concetto di disabilità e al trattamento riabilitativo correlato, nonché all'adattamento e all'autogestione della stessa, favorendo l'inclusione delle persone assistite in ambiti educativi o terapeutici. Questa forma di intervento rappresenta un elemento fondamentale del programma riabilitativo.
Per quanto riguarda questa area di apprendimento, è essenziale saper identificare gli interventi educativi necessari per il soggetto e la sua famiglia. Inoltre, è importante contribuire alla stesura della Diagnosi Funzionale e partecipare insieme ad altre figure professionali alla definizione e alla valutazione del Progetto Educativo Individualizzato e del Profilo Dinamico Funzionale. Questi strumenti consentono di personalizzare gli interventi e di monitorare i progressi nel percorso di educazione terapeutica.
In sintesi, l'Educazione Terapeutica rappresenta un aspetto cruciale della riabilitazione, in cui si lavora per sviluppare la consapevolezza, la responsabilità e le abilità necessarie per gestire la disabilità e promuovere l'inclusione. Il coinvolgimento attivo del terapista e delle altre figure professionali nella pianificazione e nell'adattamento del percorso educativo individualizzato è fondamentale per garantire risultati positivi e un supporto completo alle persone assistite e alle loro famiglie.
La ricerca e la formazione alla ricerca
La ricerca e la formazione alla ricerca rappresentano un ambito fondamentale che guida l'agire professionale del laureato in Terapia della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva. Questo ambito si basa sull'applicazione consapevole e responsabile delle conoscenze derivanti dalla metodologia della ricerca e dalla Pratica Basata sulle Prove di Efficacia. La Pratica Basata sulle Prove si definisce come l'integrazione costante delle migliori evidenze di ricerca valide e rilevanti disponibili, insieme all'esperienza clinica individuale e ai valori, bisogni e condizioni della persona assistita, secondo i riferimenti internazionali e nazionali.
Nel percorso formativo, l'obiettivo sarà acquisire le seguenti competenze:
- Analizzare e comprendere il proprio bisogno di formazione, identificando le aree in cui si richiede un approfondimento delle conoscenze.
- Effettuare ricerche e individuare le migliori evidenze disponibili per soddisfare il proprio bisogno formativo, utilizzando metodi e strumenti appropriati per l'analisi critica delle fonti.
- Valutare l'importanza e la rilevanza delle informazioni raccolte rispetto a specifici problemi clinici assistenziali, considerando sia le preferenze e le aspettative della persona assistita, sia il contesto sociale e organizzativo in cui si opera.
L'apprendimento della ricerca e della formazione alla ricerca consentirà al terapista della neuro e psicomotricità di integrare in modo efficace le conoscenze scientifiche con la pratica clinica e le esigenze individuali dei pazienti. Questo approccio basato sull'evidenza favorirà una presa di decisione consapevole e un'assistenza di qualità, migliorando l'efficacia e l'efficienza del trattamento.
Ambiti Competenze Trasversali
Gestione e Management
La gestione e il management sono elementi fondamentali per il Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva, poiché consentono una corretta attuazione delle attività quotidiane. Questi includono strumenti gestionali come le risorse umane, strutturali e tecnologiche, le informazioni, nonché gli aspetti organizzativi ed economici. L'adozione di un approccio per problemi e processi è essenziale per garantire un'efficace gestione.
In questo contesto, si promuovono diverse azioni. Innanzitutto, si analizzano e si identificano i problemi, successivamente si selezionano e si intraprendono le azioni correttive necessarie. È importante anche verificare i risultati delle azioni intraprese, interagendo in modo multiprofessionale per garantire una visione completa e integrata della situazione. La gestione adeguata riguarda anche l'adeguamento alle normative vigenti, compresa la privacy, il rischio clinico e la sicurezza.
Si sviluppa la capacità di collaborazione multiprofessionale e si favorisce il lavoro di gruppo, riconoscendo l'importanza della sinergia e della complementarietà delle competenze professionali. L'adozione di linee guida, protocolli e procedure è incoraggiata per uniformare le modalità operative professionali, secondo i principi dell'Evidence Based Practice, nel rispetto delle evidenze scientifiche.
Tutti questi aspetti sono cruciali sia nell'ambito della pratica professionale indipendente, sia all'interno di istituzioni e servizi in cui il Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva svolge la propria attività. Una gestione e un management efficaci permettono di ottimizzare le risorse disponibili e garantire un alto standard di qualità nell'assistenza fornita ai pazienti.
Formazione e l'Autoformazione
La formazione e l'autoformazione sono fondamentali per il Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva, in quanto rappresentano il contesto in cui si acquisiscono, sviluppano e consolidano le basi culturali professionali. Inoltre, il terapista svolge anche il ruolo di formatore, contribuendo alla formazione di altre persone attraverso le proprie competenze.
Nello specifico, è importante che il terapista sia in grado di identificare il proprio bisogno formativo, stabilire gli obiettivi di apprendimento e formazione e valutarne il conseguimento. È altresì responsabile della propria formazione e sviluppo professionale, ma anche di favorire e supportare la formazione degli altri.
La riflessione e l'autovalutazione sono elementi cruciali nel processo di implementazione delle conoscenze, competenze e abilità acquisite. Il terapista deve essere in grado di valutare in modo critico il proprio lavoro, analizzando le proprie azioni e valutando l'efficacia delle strategie adottate.
La formazione e l'autoformazione rappresentano un percorso continuo e in evoluzione per il terapista, consentendo di rimanere aggiornati sulle ultime scoperte scientifiche e di adattarsi ai cambiamenti nel campo della neuro e psicomotricità. La costante ricerca di apprendimento e il miglioramento professionale sono fondamentali per fornire un servizio di alta qualità ai pazienti.
Comunicazione e Relazioni
Il campo della comunicazione e delle relazioni rappresenta un elemento fondamentale per il Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva. È attraverso questo substrato comunicativo e relazionale che il terapista mette in pratica la propria professione nel contesto complessivo.
Le competenze di comunicazione e relazione con il bambino sono di vitale importanza. Il terapista deve sviluppare sia abilità verbali che non verbali per instaurare un efficace e significativo dialogo con il bambino. Questo include la capacità di utilizzare adeguatamente il linguaggio verbale, ma anche di comprendere e rispondere ai segnali non verbali, come il linguaggio del corpo e le espressioni facciali.
Inoltre, è essenziale che il terapista sia in grado di comunicare e costruire una solida relazione con le famiglie e i caregiver. Questo implica l'abilità di ascoltare attivamente, mostrare empatia e comprensione nei confronti delle preoccupazioni e delle esigenze dei genitori e degli altri membri della famiglia. Una comunicazione chiara e aperta è fondamentale per favorire una collaborazione proficua e per fornire un supporto adeguato alle famiglie.
Infine, la comunicazione e la costruzione di una collaborazione interprofessionale sono elementi indispensabili. Il terapista deve essere in grado di comunicare in modo efficace con altri professionisti coinvolti nella cura del bambino, come medici, insegnanti e altri terapisti. Una collaborazione interprofessionale efficace consente di integrare le diverse competenze e conoscenze per garantire un approccio globale e personalizzato alla cura del bambino.
La comunicazione e le relazioni rappresentano dunque un pilastro fondamentale per il terapista della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva, consentendo di instaurare connessioni significative con il bambino, le famiglie e gli altri professionisti per offrire un servizio di alta qualità.
Responsabilità Professionale
La responsabilità professionale è un ambito che riflette l'impegno etico e deontologico del professionista della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva. Si basa sulla consapevolezza del proprio ruolo e comporta l'assunzione di responsabilità verso l'individuo e la comunità, la sensibilità culturale e il rispetto dei valori e delle scelte delle persone.
In questo contesto, le esperienze pratiche devono tradurre i principi del codice deontologico e della normativa vigente in comportamenti personali e professionali. L'obiettivo è acquisire competenze e capacità che consentano di gestire con autonomia e responsabilità atti, tecnologie e procedure. Questi comportamenti includono:
- Impegno costante per il benessere della persona, rispettando la sua dignità, la sensibilità culturale e l'autonomia individuale.
- Mantenere una condotta professionale in linea con il codice deontologico e la normativa vigente, che sia coerente con il profilo professionale.
- Sviluppare competenze specifiche nel lavoro con bambini e famiglie, considerando la natura dinamica e flessibile del processo di sviluppo e dei percorsi di crescita.
- Agire nell'interesse del soggetto riconoscendo le sue capacità, abilità e possibilità di partecipazione.
- Esercitare autonomamente la pratica clinico-professionale nel rispetto degli interessi individuali e collettivi.
- Valutare gli interventi e autovalutare la propria pratica professionale, utilizzando criteri di efficacia, appropriatezza e sicurezza in modo appropriato.
- Proteggere la professione e la sua immagine, seguendo i principi del codice deontologico e della normativa vigente.
Per esercitare la professione
Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva (TNPEE)
Per intraprendere la professione di Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva (TNPEE) e esercitarla legalmente, è necessario seguire un percorso formativo specifico. Per ottenere l'abilitazione, si deve conseguire la laurea di primo livello in Terapia della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva (L/SNT2), che richiede un corso di studi della durata di tre anni.
La prova finale del percorso di laurea costituisce un Esame di Stato abilitante per l'esercizio della professione di Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva.
Durante il percorso formativo, gli studenti devono superare gli esami previsti dal Piano di Studi accademico. Inoltre, è previsto un tirocinio obbligatorio presso strutture specificamente individuate dall'Ateneo. Questo tirocinio offre agli studenti l'opportunità di acquisire competenze pratiche e mettere in pratica le conoscenze teoriche apprese durante il corso.
L'accesso al Corso di Laurea è a numero programmato e la frequenza delle lezioni è obbligatoria per garantire una formazione completa e congruente con i requisiti professionali richiesti.
Una volta completato il percorso di laurea, è obbligatorio iscriversi all'albo dei Terapisti della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva dell'Ordine professionale dei tecnici sanitari di radiologia medica, delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (TSRM e PSTRP), come stabilito dal Decreto Ministeriale del 13 marzo 2018. L'iscrizione all'albo garantisce la qualità dei servizi offerti e il rispetto delle norme deontologiche specifiche della professione.
Per mantenere un costante aggiornamento professionale, i TNPEE partecipano ai programmi di Educazione Continua in Medicina (ECM), i quali includono corsi, congressi, workshop e altre attività formative. L'ECM consente ai professionisti di acquisire nuove competenze e conoscenze, di rimanere aggiornati sulle ultime scoperte scientifiche e di migliorare la qualità delle prestazioni offerte ai pazienti. In questo modo, i TNPEE sono in grado di fornire un servizio professionale di elevata qualità, basato su conoscenze aggiornate e competenze specializzate.

Obiettivi formativi del corso di laurea in TNPEE
1° anno
Nel primo anno di corso, lo studente si impegna ad acquisire una solida comprensione e capacità di interpretazione dello sviluppo tipico del bambino nei vari settori della neuro e psicomotricità. Durante questo percorso, si approfondiranno gli aspetti qualitativi e quantitativi dell'organizzazione motoria e sensoriale, esplorando le diverse sfaccettature della motricità. Inoltre, saranno studiate e analizzate le funzioni psicomotorie, comprendendo l'organizzazione spazio-temporale, lo sviluppo dello schema corporeo e le prassie motorie. Sarà inoltre affrontato il tema delle funzioni cognitive e neuropsicologiche, esplorando le abilità cognitive e i processi di sviluppo nel bambino. L'importanza del linguaggio sarà approfondita attraverso l'analisi del linguaggio corporeo, preverbale e verbale, comprese le dinamiche comunicative e relazionali. Parallelamente, verranno sviluppate competenze relazionali, affettive e sociali, fondamentali per una corretta interazione con il bambino e la sua famiglia. Infine, si presterà particolare attenzione alla conoscenza dei servizi e delle strutture riabilitative, acquisendo una visione approfondita delle diverse professionalità coinvolte, degli strumenti utilizzati e delle procedure adottate.
2° anno
Nel secondo anno di corso, lo studente si concentrerà sull'acquisizione delle competenze necessarie per utilizzare in modo efficace gli strumenti di osservazione e valutazione utilizzati nei Servizi Sanitari di Neuropsichiatria Infantile di Riabilitazione, ricevendo l'assistenza e la guida del tutor. Sarà introdotto all'utilizzo di strumenti specifici per l'osservazione e la valutazione di pazienti con diverse patologie, tra cui quelle neuromotorie, psicomotorie, neurosensoriali, cognitive e neuropsicologiche. Inoltre, sotto la supervisione del tutor, imparerà a redigere relazioni cliniche scritte dei casi osservati, seguendo le griglie di osservazione e valutazione fornite nei materiali di tirocinio del Corso di Laurea. Questo processo consentirà allo studente di sviluppare competenze nella formulazione di diagnosi funzionali basate su una valutazione accurata e dettagliata dei pazienti, contribuendo così alla loro presa in carico e al processo riabilitativo.
3° anno
Nel terzo anno di corso, lo studente dovrà essere in grado, sotto la supervisione del tutor, di costruire e adattare nel tempo l'ambiente terapeutico-riabilitativo alle esigenze del paziente, tenendo conto dell'emergere di nuove funzioni e abilità. Sarà supportato nell'individuare le aree di forza e di debolezza del bambino e nel formulare ipotesi progettuali basate sui casi osservati. Gli studenti dovranno sviluppare la capacità di condurre sessioni terapeutiche e verificare l'efficacia del progetto nel percorso di riabilitazione, sempre con la supervisione dell'assistente/tutor di tirocinio. È importante fornire loro le competenze per applicare i principi della riabilitazione e adattarli alle varie condizioni cliniche che si evolvono nel tempo, in relazione alle nuove funzioni che emergono. Inoltre, gli studenti dovranno imparare a selezionare e utilizzare le metodologie riabilitative più appropriate in base alle evidenze scientifiche, valutando la loro rispondenza agli obiettivi di recupero funzionale e allo sviluppo evolutivo della persona.
Formazione personale
La formazione personale riveste un ruolo fondamentale nel percorso dello studente, poiché mira a introdurlo alla comprensione profonda dei linguaggi dell'espressività corporea. Questo implica non solo l'acquisizione delle conoscenze teoriche, ma anche lo sviluppo delle abilità pratiche necessarie per adattare il proprio linguaggio verbale e non verbale alle capacità del paziente.
La sensibilità e l'empatia sono qualità essenziali che devono essere coltivate durante la formazione. Gli studenti saranno guidati nel comprendere le diverse modalità di comunicazione utilizzate dai pazienti, che possono includere gesti, movimenti, espressioni facciali e postura. Questo permetterà loro di interagire in modo efficace e significativo con i pazienti, favorendo una comunicazione aperta e senza barriere.
Inoltre, la formazione personale si concentra sull'importanza di fornire agli studenti un solido supporto nell'utilizzo del feedback proveniente dai docenti e dai tutor. Questo feedback rappresenta un'importante opportunità di confronto e crescita personale, in quanto consente agli studenti di valutare le proprie competenze, identificare aree di miglioramento e adottare un approccio riflessivo nel loro percorso formativo. Saranno incoraggiati a utilizzare il feedback in modo costruttivo, integrandolo nella propria pratica e utilizzandolo come strumento per il continuo sviluppo delle proprie abilità e competenze.
La formazione personale, quindi, si propone di formare professionisti altamente competenti, consapevoli dell'importanza della comunicazione non verbale e del feedback come strumenti di crescita e sviluppo personale.
Percorso formativo integrativo
Una volta conseguita la Laurea in Terapia della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva, è possibile intraprendere ulteriori studi nell'ambito universitario. Si può valutare l'opportunità di proseguire gli studi iscrivendosi al Corso di Laurea Magistrale in Scienze Riabilitative delle professioni sanitarie, che mira a sviluppare competenze trasversali nelle aree della ricerca, formazione e management. Successivamente, si potrebbe avere la possibilità di accedere a Corsi di Dottorato di Ricerca.
Dal punto di vista clinico, dopo il conseguimento della laurea triennale, è possibile accedere a Master di I e II livello che offrono l'opportunità di approfondire specifiche discipline (es. neonatologia, ortopedia, pneumologia, neuropsicologia e neuroscienze, ecc.). Partecipare a questi programmi di specializzazione offre l'opportunità di acquisire conoscenze approfondite in settori specifici della professione.
È importante considerare queste possibilità di percorso formativo aggiuntive per ampliare le proprie competenze e restare al passo con gli sviluppi nel campo della terapia della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva.
Carriera professionale
La carriera del Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva (TNPEE) si evolve attraverso l'acquisizione di master di specializzazione, che permettono di ampliare le competenze specifiche del professionista. Tuttavia, attualmente tali master non comportano un avanzamento di status in termini di retribuzione o definizione del ruolo.
Un possibile sviluppo verticale della carriera è rappresentato dalla figura del Coordinatore dei servizi sanitari, per la quale la normativa nel settore pubblico richiede il conseguimento del titolo di Master in Coordinamento e la partecipazione a un concorso.
Un'altra opportunità di crescita verticale è rappresentata dai ruoli dirigenziali, che richiedono il conseguimento della laurea magistrale.
Inoltre, con una buona esperienza professionale, è possibile intraprendere attività di insegnamento e tutoraggio rivolte agli studenti dei corsi di laurea.
Dove lavora?

Il Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva (TNPEE) ha una vasta gamma di opportunità lavorative e può operare in molteplici contesti.
Strutture sanitarie pubbliche
Rientrano in questo ambito i Servizi di Neuropsichiatria Infantile presenti in università e ospedali, i Servizi Materno-Infantili e i Servizi Riabilitativi territoriali. In queste strutture il TNPEE collabora con altri professionisti sanitari per la valutazione e il trattamento di soggetti in età evolutiva che necessitano di un intervento nell’ambito della neuropsicomotricità.
Strutture sanitarie private
Nel settore privato esistono numerose possibilità: cliniche, centri di riabilitazione, centri residenziali, centri diurni, consultori familiari e pediatrici. Le strutture possono essere private, accreditate o convenzionate e offrono percorsi di presa in carico e riabilitazione rivolti a soggetti con bisogni differenti, spesso in continuità con i servizi pubblici.
Strutture educative ed enti locali
Il TNPEE può operare anche in contesti educativi, come scuole dell’infanzia e primarie, centri educativi, servizi territoriali e consultori. In questi ambiti può partecipare a progetti di osservazione, prevenzione e promozione dello sviluppo, collaborando con gli insegnanti, i servizi sociali e altri professionisti per favorire il benessere dei soggetti e delle loro famiglie.
Studio privato
Un’ulteriore possibilità è l’attività in studio privato, come dipendente o libero professionista. Questo consente una maggiore autonomia organizzativa e la possibilità di strutturare percorsi personalizzati, modulando tempi, modalità e strumenti di intervento in base alle esigenze specifiche degli assistiti.
Interventi domiciliari
In coerenza con quanto previsto dal profilo professionale del TNPEE, che gli riconosce la possibilità di operare «nei luoghi in cui si richiede la sua competenza professionale», l’intervento neuropsicomotorio può essere svolto anche a domicilio, quando indicato nel progetto riabilitativo individuale o condiviso con l’équipe inviante.
Il contesto domestico permette di osservare l’assistito nel suo ambiente di vita, integrare gli obiettivi riabilitativi nelle routine quotidiane e coinvolgere attivamente genitori e caregiver, che possono vedere direttamente le attività proposte e le strategie utilizzate in terapia, per poi riproporle nella quotidianità.
La terapia domiciliare può rientrare sia in percorsi istituzionali (come forme di assistenza domiciliare integrata o progetti territoriali specifici), sia in attività libero-professionale, nel rispetto della normativa vigente e del codice deontologico, favorendo la continuità tra casa, servizi e, quando presente, contesto scolastico. Per un approfondimento specifico sull’intervento neuropsicomotorio a domicilio, è possibile consultare l’articolo dedicato:Terapia neuropsicomotoria a domicilio: come funziona, quando è indicata e il ruolo dei genitori.
Sia all'interno delle strutture sanitarie pubbliche che in quelle private, si adotta generalmente un modello organizzativo basato sul lavoro d’équipe multidisciplinare, che coinvolge diversi professionisti, tra cui medici, psicologi, educatori e operatori della riabilitazione.
Nei servizi ospedalieri e territoriali, il TNPEE affronta situazioni di complessità variabile. In ambito ospedaliero può essere coinvolto in attività di screening, nella pediatria ospedaliera, in ortopedia e pneumologia infantile, oltre che in reparti altamente specialistici come la terapia intensiva neonatale e la rianimazione, in collaborazione con l’équipe medica e infermieristica.
Nelle strutture territoriali l’approccio prevede una presa in carico continuativa e longitudinale, mantenendo un collegamento costante con l’ospedale e con gli altri servizi. Il TNPEE segue il percorso di cura nel tempo, accompagnando la crescita dell’assistito e adattando l’intervento in base all’evoluzione del quadro clinico e funzionale.
Nel settore privato si stanno sviluppando sempre più forme di aggregazione multidisciplinare, organizzate come associazioni professionali, cooperative o studi associati. Le strutture private accreditate intervengono spesso in una fase successiva a quella acuta, in collaborazione con gli enti pubblici attraverso convenzioni, garantendo continuità assistenziale.
In tutti questi contesti, il lavoro del TNPEE si fonda sulla collaborazione interprofessionale e sull’offerta di un intervento specialistico nell’ambito della neuropsicomotricità, con l’obiettivo di garantire un’assistenza il più possibile integrata, continuativa e di qualità per gli assistiti e le loro famiglie.
Quali sono le condizioni di lavoro?
Il Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva svolge la propria attività sia come dipendente che come libero professionista.
Nelle strutture sanitarie pubbliche, il lavoro può avvenire come dipendente a tempo pieno o part-time, con un contratto di 36 ore settimanali, oppure come libero professionista, collaborando con il medico specialista all'interno di un team.
Nelle strutture sanitarie private o negli studi privati, l'attività è principalmente svolta come libero professionista, anche se possono essere presenti contratti di dipendenza a tempo determinato o indeterminato.
Poiché si tratta di un lavoro di cura, è fondamentale che il TNPEE sia disponibile e abbia la capacità di instaurare diverse tipologie di relazioni:
- In primo luogo, con i soggetti assistiti: considerando che si tratta spesso di bambini o ragazzi, gli approcci e le modalità di intervento devono tener conto della loro sensibilità, paure e fantasie.
- È spesso necessario coinvolgere la famiglia e l'ambiente scolastico (insegnanti, educatori, ecc.), specialmente in caso di malattie croniche o gravi. È di grande importanza collaborare con gli insegnanti di sostegno per sviluppare il Piano Educativo Individualizzato (PEI) e lavorare con i servizi di supporto anche per le questioni gestionali dell'intervento.
- Un altro aspetto rilevante riguarda la necessità di gestire le relazioni tra il sistema pubblico e privato al fine di offrire servizi e interventi integrati ai soggetti.
- All'interno del team multidisciplinare, il TNPEE collabora con professionisti delle aree sanitarie e tecniche-sanitarie, svolgendo un ruolo funzionale all'interno del gruppo.
Tutto ciò richiede disponibilità a mettersi in gioco, flessibilità e una propensione al lavoro di squadra.
Inoltre, poiché si tratta di una professione nel settore sanitario e della cura, al TNPEE viene richiesta la disponibilità al contatto fisico con la persona assistita. La relazione si costruisce sia a livello emotivo che rispetto al corpo della persona.
Lavorare all'estero
All'estero, non esiste una figura professionale che corrisponda direttamente al Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva. Tuttavia, in alcuni paesi è presente una figura professionale simile chiamata "developmental therapist". Attualmente, coloro che desiderano lavorare all'estero possono presentare una domanda di riconoscimento del proprio titolo professionale in ambito riabilitativo, in particolare come fisioterapisti o terapisti occupazionali.
Le associazioni professionali hanno sollecitato il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR) e il Ministero della Salute affinché sia riconosciuta a livello europeo la professione del TNPEE.
DIFFIDATE DALLE IMITAZIONI!
Commissione d'albo nazionale dei terapisti della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva (TNPEE)
La Commissione d'albo nazionale dei terapisti della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva è lieta di presentare il MANIFESTO DEL TNPEE, patrocinato dalle Associazioni tecnico-scientifiche ANUPI TNPEE ed AITNE. Questo strumento istituzionale, presentato durante il I Congresso nazionale a Napoli, descrive la figura professionale dei TNPEE e i contesti di intervento nella prevenzione e riabilitazione. L'obiettivo principale è diffondere la conoscenza del TNPEE tra cittadini e professionisti.

Le Associazioni Tecnico Scientifiche
Lo scopo delle Associazioni Tecnico Scientifiche del terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva è promuovere l'avanzamento e lo sviluppo della disciplina, garantendo la qualità degli interventi terapeutici e promuovendo l'eccellenza professionale. Queste associazioni lavorano per favorire la ricerca scientifica, la formazione professionale e la condivisione delle migliori pratiche nel campo della neuro e psicomotricità nell'ambito dell'età evolutiva. Collaborano inoltre con istituzioni, organizzazioni e altre figure professionali nel settore della salute e del benessere dei bambini e degli adolescenti, favorendo un approccio integrato e multidisciplinare alla presa in carico dei pazienti.
Attraverso la conduzione di studi e ricerche, le Associazioni si impegnano a approfondire la comprensione dei processi neuroevolutivi, delle funzioni psicomotorie e dei disturbi correlati nell'età evolutiva. L'obiettivo principale della ricerca scientifica è contribuire alla conoscenza teorica e alla base empirica dell'approccio terapeutico, consentendo l'identificazione e la valutazione delle migliori pratiche nel campo della neuro e psicomotricità. I risultati di queste ricerche vengono diffusi tra i professionisti del settore per favorire la formazione continua e condivisi con la comunità scientifica più ampia, contribuendo così all'avanzamento della conoscenza e alla qualità delle pratiche nel campo della neuro e psicomotricità nell'età evolutiva.
www.neuropsicomotricista.it

Dal 2005, Neuropsicomotricista.it ha adottato il termine "neuropsicomotricista" come un soprannome o diminutivo per identificare il "terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva", noto anche come "TNPEE" e "Neurodevelopmental Disorders Therapist". Siamo consapevoli di essere il sito più visitato nel settore della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva, e spesso ci troviamo ad essere oggetto di imitazioni. Questo, ovviamente, ci riempie di orgoglio. Ci impegniamo a rispettare tutte le altre realtà presenti in questo ambito e mantenere una posizione democratica e aperta. Cerchiamo di evitare, per quanto possibile, di coinvolgerci in dinamiche politiche, metodologiche, ideologiche o progetti specifici.
Il nostro obiettivo principale è diffondere questa professione a livello nazionale e internazionale, offrendo un punto di riferimento per i professionisti esperti e per coloro che si avvicinano per la prima volta a questa disciplina. Attraverso il nostro portale, mettiamo a disposizione un ampio spazio dedicato alla promozione e divulgazione di informazioni sulla Terapia della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva. Offriamo una vasta gamma di servizi e spazi in cui condividiamo avvisi e concorsi, corsi ECM, metodologie, ultime notizie e molto altro ancora.
I professionisti hanno la possibilità di creare il proprio profilo personale e condividere informazioni riguardanti il curriculum, il luogo di lavoro, i progetti in corso e molto altro. Inoltre, offriamo premi per la migliore tesi di laurea per incentivare la ricerca e l'eccellenza in questo campo. Ti invitiamo a esplorare le pagine del nostro portale per scoprire ulteriori servizi e rimanere aggiornato sulle ultime novità nel settore della Terapia della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva. Abbiamo inoltre in programma l'attivazione di nuovi servizi a breve termine, che arricchiranno ulteriormente l'esperienza sul nostro sito.
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Lavora in stretta sinergia con il neuropsichiatra infantile per identificare e valutare i disturbi neuromotori e psicomotori del bambino, garantendo un'analisi completa delle sue abilità e delle sfide che affronta nella sua crescita.
Difficoltà nella comunicazione e nel linguaggio: Le anomalie o atipie nello sviluppo neuropsicomotorio possono anche influenzare la comunicazione e il linguaggio del soggetto. È importante prestare attenzione a eventuali difficoltà nell'esprimersi verbalmente, comprendere le istruzioni o sviluppare abilità linguistiche adeguate per l'età del soggetto. Queste difficoltà possono avere un impatto sulla partecipazione sociale e accademica del soggetto. Osservare attentamente il processo di comunicazione può aiutare a identificare eventuali bisogni specifici e fornire il supporto e le risorse necessarie per favorire lo sviluppo delle abilità comunicative del soggetto. Un intervento tempestivo può contribuire a migliorare la partecipazione sociale e accademica.
La tempestiva attivazione di un intervento di neuro e psicomotricità può contribuire a migliorare la qualità di vita del soggetto e della famiglia, favorendo il loro benessere emotivo, sociale e motorio. È fondamentale riconoscere e affrontare precocemente le anomalie o le atipie dello sviluppo neuropsicomotorio per garantire un supporto adeguato e un percorso di crescita ottimale per il soggetto coinvolto.





