Comunicazione non Verbale

  • Pre-requisiti di Apprendimento: Intervento Riabilitativo Neuropsicomotorio su un gruppo di bambini in età prescolare con diagnosi di diversa eziologia

    Questo progetto nasce dall’idea di voler potenziare e perfezionare i prerequisiti di apprendimento nei bambini con sviluppo atipico per il loro ingresso alla Scuola primaria. In questo studio sono stati inseriti 10 bambini con un’età compresa tra i 4 e i 6 e con diagnosi di diversa eziologia. La scelta dei casi da inserire è stata effettuata tramite l’utilizzo delle seguenti valutazioni: test

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  • Casi clinici, Valutazione testistica, Descrizione delle sedute, Analisi dei risultati - Dalla metacognizione all’intelligenza emotiva

    Casi clinici

    In questo capitolo, mi occuperò di presentare singolarmente i 4 bambini facenti parte al progetto; da ora in poi, li chiameremo Anna, Francesca, Giorgia e Paolo. Procederò attraverso una descrizione delle mie osservazioni, che vuole essere il più possibile chiara ed efficace e che permetta di crearsi un’immagine il più possibile veritiera del bambino. Per

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  • CASI CLINICI - Il modello SCERTS: incrementare la comunicazione e le competenze socio-emotive nel Disturbo dello Spettro Autistico

    Obiettivi

    Attraverso l’applicazione della Valutazione proposta dal modello SCERTS a due casi clinici con diagnosi di Autismo, questo lavoro si pone l’obiettivo di stabilire un profilo dei punti di forza e delle aree di bisogno per il bambino e per i suoi partner comunicativi, allo scopo di attuare strategie di intervento per favorire lo sviluppo delle competenze socio-pragmatico

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  • I disturbi dello Spettro Autistico

    Definizione

    Con il termine Autismo si fa riferimento ad una sindrome comportamentale, manifestazione di un disordine dello sviluppo cerebrale e risultante di processi biologicamente e geneticamente determinati.

    Si tratta di un disturbo neuroevolutivo, caratterizzato generalmente dalla comparsa dei primi sintomi in un arco di tempo precedente al compimento del terzo anno

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  • I DISTURBI DEL NEUROSVILUPPO

    I Disturbi del Neurosviluppo (DSM – 5)11 sono un gruppo di condizioni con esordio nel periodo dello sviluppo. I disturbi si manifestano tipicamente nelle prime fasi dello sviluppo, spesso prima che il bambino inizi la scuola elementare, e sono caratterizzati da deficit dello sviluppo che causa una compromissione del funzionamento personale, sociale e scolastico. Il range dei deficit dello

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  • Il disturbo dello spettro autistico

    Definizioni e caratteristiche

    L’autismo viene attualmente considerato come un disordine neuropsichiatrico complesso che presenta una espressività clinica variabile sia da soggetto a soggetto, sia nello stesso soggetto nel corso del tempo. Tale patologia può essere definita anche come sindrome comportamentale biologicamente determinata con esordio nei primi 3 anni di vita del

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  • Attività e GIOCO SIMBOLICO in neuropsicomotricità

    Sviluppo del gioco simbolico

    Il gioco simbolico ha ricevuto molta attenzione dagli studiosi dello sviluppo negli ultimi anni in quanto riflette significativi aspetti delle prime funzioni post-sensomotorie(McCune- Nicolich, 1981).

    Compare nel bambino intorno ai due anni, tra la fine dello stadio sensomotorio e l’inizio di quello preoperatorio, ed è accompagnato ad

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  • Il ruolo del Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva in prevenzione

    Tra i diversi contesti in cui opera la psicomotricità (terapia, educazione, formazione) ritroviamo quello della prevenzione, infatti, per le sue caratteristiche intrinseche la psicomotricità risulta essere una disciplina interessante nell’ambito preventivo.

    Psicomotricità e prevenzione

    Secondo la Costituzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la salute viene

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  • Il ruolo del TNPEE tra clinica e prevenzione: modelli teorici di riferimento

    Il progetto BEST si colloca all’interno di un quadro teorico che fa riferimento principalmente a due tipi di metodologie rivelatesi particolarmente adatte al raggiungimento degli obiettivi preposti.

    La metodologia di B. Aucouturier

    E’ solo da poco più di due secoli che, in Europa, si è cominciato a guardare al mondo infantile e al corpo con più attenzione, riconoscendo loro

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  • Autoregolazione e Neuropsicomotricità dell’Età Evolutiva

    Il precoce sviluppo delle funzioni esecutive

    Numerosi autori si sono occupati di studiare, sostenere e promulgare l’evidenza che le funzioni esecutive si sviluppano precocemente (Alduncin N. et al., 2014; Memisevic H. e Sinanovic O., 2014; Blair C., Zelazo P. D. e Greenberg M. T., 2005). Ad esempio, Anderson P. J. e Reidy N. (2012) sottolineano il fondamentale concetto secondo cui

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  • Disturbo dello spettro dell’autismo

    Disturbo dello spettro dell’autismo 299.00 (F84.0)

    Criteri diagnostici

    • Deficit persistenti] delia comunicazione sociale e deli interazione sociale in molteplici contesti, come manifestato dai seguenti fattori, presenti attualmente o nel passato (gli esempi sono esplicativi,
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  • Disabilità intellettive

    Disabilità intellettiva (disturbo dello sviluppo intellettivo]

    Criteri diagnostici

    La disabilità intellettiva (disturbo dello sviluppo intellettivo) è un disturbo con esordio nel periodo dello sviluppo che comprende deficit del funzionamento sia intellettivo che adattivo negli ambiti concettuali, sociali e pratici.

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  • Disturbi del neurosviluppo

    I disturbi del neurosviluppo sono un gruppo di condizioni con esordio nel periodo dello sviluppo. I disturbi si manifestano tipicamente nelle prime fasi dello sviluppo, spesso prima che il bambino inizi la scuola elementare, e sono caratterizzati da deficit dello sviluppo che causa una compromissione del funzionamento personale, sociale> scolastico o lavorativo. Il range dei deficit dello

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  • Dall’ Imitazione all’ Apprendimento

    Imitazione, Comunicazione, Emozioni: una trama invisibile

    Nei capitoli precedenti, ho affrontato distintamente diverse competenze, ognuna molto diversa dall’altra, ma tutte fondamentali per uno sviluppo adeguato.

    Dunque, giunta a questo punto, mi sembra doveroso chiarire un aspetto cruciale e che, dal mio punto di vista, non può essere tralasciato.

    Emerge, leggendo

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  • La Comunicazione

    Definizione

    La comunicazione può essere definita come l’attività che permette di trasmettere informazioni mediante simboli, scambio di idee, sentimenti, intenzioni, atteggiamenti. Comprende qualsiasi comportamento verbale o non verbale (intenzionale o non intenzionale) che influenza l’atteggiamento, le idee e le attitudini di un altro individuo. La comunicazione è fondamentale per

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  • Discussione - Conclusione - Considerazioni personali - "VALUTAZIONE FUNZIONALE SECONDO ICF-CY" in una casistica di bambini con cerebrolesione acquisita severa

    Discussione

    La griglia creata, favorisce il passaggio di informazioni tra gli operatori del centro, permette di monitorare il lavoro d’equipe ed i progressi di questi bimbi particolarmente compromessi, valorizzando il lavoro dell’intero team. La costituzione dello strumento ha rilevato ancora una volta quanto sia complesso trovare sistemi di valutazione/misurazione in bambini così

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  • LE CEREBROLESIONI ACQUISITE

    Cosa sono

    Con il termine “cerebrolesione acquisita” si intende una patologia cerebrale acuta avvenuta in epoca postnatale. Nei casi più gravi provoca uno stato di coma rilevato dalla scala di valutazione Glasgow Coma Scale (GCS) < 8 per una lasso di tempo superiore a 24 ore. Proprio la compromissione dello stato di coscienza costituisce un indice di gravità e di severità

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  • Presentazione del caso clinico - Favorire la comunicazione nella Sindrome di Mowat Wilson

    • Nome: Giulio
    • Data di nascita: 24/11/2004
    • Diagnosi: Sindrome di Mowat Wilson
    • Test cognitivo Leither-R: QI 58

     

    Anamnesi

    Giulio nasce a termine da gravidanza normodecorsa da genitori sani e non consanguinei (PN 2790gr, L49 cm, CC 32 cm) con fratello maggiore sano. Alla nascita si riscontra criptorchidismo

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  • Mosse del terapista nella pratica neuro psicomotoria e nell’Early Start Denver Model

    Dopo aver presentato in modo analitico l’Early Start Denver Model, ritengo ora importante metterlo a confronto con l’approccio neuropsicomotorio e il ruolo del TNPEE. 

    Saranno evidenziate le caratteristiche, le affinità e le differenze, mettendo in luce come la metodologia ESDM sia

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  • Early Start Denver Model - STUDIO OSSERVAZIONALE: materiali e metodi dello studio, descrizione casi clinici

    STUDIO OSSERVAZIONALE

    Nei capitoli teorici introduttivi è stato illustrato come sia di fondamentale importanza all’interno del trattamento dei disturbi dello spettro autistico un intervento precoce e individualizzato; ma allo stesso tempo come non sia stato ancora individuato un metodo riabilitativo risolutivo e adatto per

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  • Early Start Denver Model

    L’Early Start Denver Model

    In questo capitolo verrà presentato l’Early Start Denver Model, approccio evolutivo per l’autismo, in quanto, dato che l’intervento del TNPEE deve essere sempre costruito, personalizzato e modificato in base

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  • Early Start Denver Model - NELLA PRATICA: DOBBIAMO GIOCARE ASSIEME! - Setting; Metodologia; Attività

    NELLA PRATICA: DOBBIAMO GIOCARE ASSIEME!

    Per chiarire la metodologia che il TNPEE può utilizzare all’interno del suo intervento neuro psicomotorio ispirandosi ai principi e al modello dell’ESDM, riporto la descrizione di alcune attività esemplificative della metodologia di lavoro

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  • Il Disturbo dello Spettro Autistico

    Presentazione della patologia

    I Disturbi dello Spettro Autistico (DSA) rappresentano una disabilità neuroevolutiva complessa caratterizzata da deficit della comunicazione e

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  • Early Start Denver Model: RISULTATI, DISCUSSIONE, CONCLUSIONI

    RISULTATI

    A luglio 2017 (identificato come momento t2), dopo 4 mesi dalla prima osservazione, sono stati valutati i progressi dei bambini che hanno continuato il loro percorso riabilitativo con il metodo integrato. I risultati del loro percorso riabilitativo verranno mostrati attraverso un’osservazione descrittiva qualitativa nel momento di T2 e i

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  • Orientamento al contesto - la Clnica di Oncoematlogia Pediatrica

    La struttura

    La Clinica di Oncoematologia Pediatrica dell’Azienda Ospedaliera di Padova è un centro avanzato per la diagnosi e la cura delle malattie emato-oncologiche dell’infanzia. Si tratta di una struttura facente parte del Dipartimento Strutturale Aziendale Salute della Donna e del Bambino; non solo prende in cura i pazienti affetti da patologie emato-oncologiche per il periodo

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  • Il Disturbo dell'Apprendimento Non Verbale (DANV o NLD)

    Cos’è

    Il disturbo dell’apprendimento non verbale, DANV, si caratterizza per cadute specifiche in compiti di natura visuospaziale, associate a prestazioni sufficienti in compiti verbali. La sua incidenza, secondo recenti studi, è di circa uno su mille ( i ). Nel DSM IV, V e nell’ICD 10 questo disturbo non è contemplato, vengono citate alcune caratteristiche ma non sono considerate

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  • Metodo Sense and Mind (SaM®)

    Cos’è

    Il metodo S.a.M. è un metodo riabilitativo che vuole accompagnare l’individuo ad appropriarsi, o riappropriarsi, consapevolmente della propria organizzazione spaziale usando il corpo come primo motore della conoscenza.

    Si rivolge a bambini e adulti con disarmonia nell’integrazione percettivo-motoria, difficoltà di costruzione e di utilizzo delle immagini mentali,

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  • INTRODUZIONE - “Equitazione Terapeutica” - Intervento riabilitativo integrativo e non alternativo

    tesi-di-laurea/giulia-maria-frangiamone/copertina-tesi-giulia-maria-frangiamone

    INTRODUZIONE

    Fin da piccola ho amato la natura

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  • “Equitazione Terapeutica” - Dal mito alla Terapia

    Essere meraviglioso difficilmente domabile, almeno nella propria essenza, è facilmente comprensibile come abbia conquistato un posto così rilevante nel corso dei secoli: che sia bianco come la luce a rispecchiare la divinità che incarna, oppure nero come gli inferi di cui pure si fa talvolta messaggero, che sia quindi legato all’acqua, al fuoco oppure all’aria nella quale vola

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  • Ippoterapia e riabilitazione equestre: La relazione Paziente - Cavallo - Terapista

    La terapia psicomotoria si basa su tecniche di comunicazione non verbale che favoriscono l’espressione del corpo, in quanto le sue posizioni, i suoi movimenti, le sue tensioni e la sua mimica possono costruire un linguaggio innato, immediatamente compreso dall’altro che può aiutare il soggetto ad esprimersi. Si cerca quindi di migliorare l’interazione tra il corpo e le attività mentali ed

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  • Perché il cavallo? La fisiologia animale quale supporto alle tecniche di Riabilitazione Equestre

     

    La fisiologia animale quale supporto alle tecniche di

     

    La necessità di instaurare un’ottimale interazione cavallo-uomo, intesa come binomio cavallo-paziente

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  • Ippoterapia: Benefici, Indicazioni e controindicazioni

    Nel parlare di benefici, indicazioni e controindicazioni si deve tener conto di due vasti campi d’interesse neuropsicomotorio : effetti a livello fisico ed effetti a livello psicologico e relazionale.

    Benefici fisici

    L’assetto del cavaliere

    Se vogliamo analizzare quali sono i benefici che un paziente può ottenere dalla Riabilitazione Equestre. è importante, per

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  • BIBLIOGRAFIA - “Equitazione Terapeutica” - Intervento riabilitativo integrativo e non alternativo

    • ALTIERI, R., ANGELINI, N., GIANNOTTI, A. (1994). La riabilitazione equestre: una prospettiva d’integrazione neuro – psichiatrica. Psichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, 61
    • BIAGINI B, Allori P, Murano AC, Pasquinelli A Significato della Riabilitazione Equestre in soggetti con patologia psichiatrica grave In: Di Norscia G (Ed): Koinos Quaderni "Lavorare nelle strutture
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  • Profili di Sviluppo Motorio nello Sviluppo Atipico

    Disturbi dello Spettro dell’Autismo

    Definizione

    “L’autismo è una sindrome comportamentale causata da un disordine dello sviluppo, biologicamente determinato, con esordio nei primi tre anni di vita. Le aree prevalentemente interessate sono quelle relative alla comunicazione sociale, all’interazione sociale reciproca e al gioco funzionale e simbolico”. (ISS-SNLG,

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  • LA COMUNICAZIONE

    La comunicazione è un processo che nasce da un desiderio, un bisogno o da una condizione di necessità, ed è definita, nel senso più ampio, come "qualsiasi atto mediante il quale una persona dà o riceve da un'altra persona informazioni sui bisogni di quella persona, i desideri, le percezioni, le conoscenze, o gli stati affettivi" ²⁰. Questo processo prevede lo scambio di messaggi tra due o più

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  • I Disturbi dello Spettro Autistico

    Definizione dei Disturbi dello Spettro Autistico

    L’autismo è una sindrome comportamentale causata da un disordine dello sviluppo, biologicamente determinato, con esordio nei primi 3 anni di vita.

    Le aree prevalentemente interessate da uno sviluppo alterato sono quelle relative alla comunicazione sociale, all’interazione sociale reciproca, al gioco funzionale

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  • Disturbi Generalizzati dello Sviluppo (DGS)

    Disturbi Generalizzati dello Sviluppo

    I Disturbi Generalizzati dello Sviluppo sono una categoria diagnostica che comprende un gruppo di disordini caratterizzati da una distorsione dello sviluppo di base che riguarda la comunicazione, verbale e non verbale, la capacità sociale e l’attività immaginativa. Sono compromesse oltre tutto, le funzioni psicologiche di base come l’attenzione,

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  • Sintomi sociali e sintomi non sociali

    Caratteristiche

    L'autismo si trova a volte associato ad altri disturbi che alterano in qualche modo la normale funzionalità del Sistema Nervoso Centrale: epilessia, sclerosi tuberosa, sindrome di Rett, sindrome di Down, sindrome di Landau-Klefner, fenilchetonuria, sindrome dell'X fragile, rosolia congenita. Disordini geneticamente riconducibili ad una alterazione dei normali

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  • Approcci riabilitativi di tipo evolutivo

    Intervento di sviluppo relazionale

    RDI è un acronimo per Relationship Development Intervention, che, tradotto, significa Intervento per lo Sviluppo Relazionale.

    Questa terapia è stata sviluppata dal Dr. Steven Gutstein e mira a risolvere i problemi di tipo relazionale e sociale presenti nelle persone ASD (= con un disturbo dello spettro autistico).

    L’intervento si

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  • Disprassia e disabilità intellettiva

    Introduzione: prassia e disprassia

    Prima di poter parlare di disprassia è necessario introdurre il termine "prassia".

    Secondo la definizione di Piaget, ripresa successivamente da altri autori come Ajuriaguerra e Stamback, "le prassie non sono semplicemente movimenti, ma sistemi di movimenti coordinati in funzione di un'interazione e di un risultato." Gli autori francesi

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  • Disabilità intellettiva - ASPETTI GENERALI

    Introduzione

    Per poter parlare di disabilità intellettiva bisogna intanto definire l'intelligenza. Sono stati fatti molti tentativi nel corso del tempo per darne una definizione esaustiva: fino alla fine degli anni '90 si parlava ad esempio di fattore generale "g" e l'intelligenza veniva considerata come un'abilità generale, a sé stante, che l'individuo possiede o non possiede,

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  • Il TNPEE nell’attività Educativo - Preventiva: presentazione di un progetto 0 - 3 anni tra Clinica e Prevenzione

    copertina-tesi-laura-pizzi

    RIASSUNTO

    Obiettivo:scopo di questa tesi è quello di sottolineare la valenza clinica di un intervento di

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  • La prevenzione in psicomotricità

    Secondo la Costituzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la salute viene definita come“stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia", pertanto nell’ambito della sanità viene considerato come prevenzione ciascun atto volto

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  • Ricerca - azione, gruppo preventivo 0 - 3 anni

    Conduzione del gruppo: metodologia e setting

    Entriamo ora nel merito della questione andando ad analizzare il funzionamento e lo svolgimento di un progetto di prevenzione psicomotoria nella fascia 0-3 anni.

    Il progetto si colloca all’interno di un pensiero sulla prevenzione così come è stato presentato nei capitoli precedenti; punto di partenza l’accoglienza del bambino e

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  • CONCLUSIONI - Il TNPEE nell’attività Educativo - Preventiva

    L’interesse per l’argomento di questa tesi (educazione - prevenzione), nato durante il mio periodo di tirocinio, ha avuto modo di confermarsi come espressivo nel corso dell’anno. Ho potuto verificare come l’attività di gruppo che ho seguito abbia avuto dei reali risultati sia sulla facilitazione di un equilibrato sviluppo psicomotorio dei bambini che nel

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  • CONCLUSIONI - Oltre la diagnosi: il circolo virtuoso del gioco

    Precisazioni metodologiche

    Per sette mesi ho assistito e partecipato alla terapia neuropsicomotoria individuale di G., condividendone i progressi, le regressioni transitorie, lo spazio e il tempo della seduta. Ho cercato di cogliere, con occhio vigile e mente attenta, ogni cambiamento intervenuto, di carpire i dettagli del processo che andava definendosi e dispiegandosi. Se,

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  • Approcci terapeutici e sviluppo del bambino straniero

    Verso un dispositivo di metissage e cosmopolita

    L'Etnopsicoanalisi è una disciplina nuova, in corso di formazione e attualmente assai polimorfa. Tale tipo di approccio terapeutico risulta essere una pratica psicoterapica ad orientamento psicanalitico che integra nella comprensione e nella risoluzione dei suoi

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  • La Programmazione Neuro Linguistica (PNL) in sanità, un nuovo approccio per una comunicazione efficace - 11 ottobre 2014 - Reggio Emilia

    2014-10-11-reggio-emilia

     

    La Programmazione Neuro Linguistica (PNL) in sanità, un nuovo approccio per una comunicazione efficace

    Data Inizio: 11 10 2014

    Tipologia

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  • La Psicomotricità - Cenni storici

    La psicomotricità è una disciplina a connotazione pedagogico-riabilitativo-terapeutica concepita come dialogo che, considerando la persona nella sua unità psicosomatica, agisce sulla totalità dell’individuo tramite il corpo e il movimento all’interno di una relazione, con metodi attivi di mediazione corporea allo scopo di contribuire al

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  • Il tono

    “Il tono è la trama su cui tessono i gesti, le attitudini, le pose, la mimica; esso prepara alle rappresentazioni mentali ed il suo ruolo è preponderante nella presa di coscienza di sé e nella conoscenza del mondo e dell’altro” (Wallon). 

    Il tono rappresenta la struttura più arcaica ed essenziale della

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  • CONCLUSIONI - La Psicomotricità come unione inscindibile dell’affettività, della motricità e della cognitività

    La psicomotricità ha nei suoi codici fondamentali lo sviluppo della capacità empatica sia nella formazione del conduttore sia tra gli obiettivi per lo “star bene”, empatia per capire e farsi capire, per aiutare gli adulti a crescere e ad aiutare i bambini a fiorire. 

    In questo lavoro si è visto come la

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  • BIBLIOGRAFIA - La Psicomotricità come unione inscindibile dell’affettività, della motricità e della cognitività

    • ASSOCIAZIONE PERCORSI PER CRESCERE. Alla scoperta della scrittura. D. Morando. 
    • AMBROSINI, C. PELLEGATTA, S. (2012) Il gioco nello sviluppo e nella terapia psicomotoria. Centro Studi Erikson. 
    • AMBROSINI, C. DE PANFILIS, C. WILLE, A. M. La
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  • Ciclo di formazione personale in psicomotricità - marzo - giugno 2014 - Bologna

    2014-03-14-bologna

     

    CICLO DI FORMAZIONE PERSONALE IN PSICOMOTRICITA'

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  • Strumenti visivi per la comunicazione

    Gli ausili visivi hanno la funzione di fornire l'informazione in una forma logica, strutturata e sequenziale. L'informazione data in forma visiva concreta aiuta le persone con bisogni comunicativi speciali a gestire meglio molti eventi che, durante la giornata, sono fonte di confusione e frustrazione. Pertanto, si è visto che presentare l'informazione in

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  • Caso clinico R - Strategie Visive e CAA in diversi casi clinici: Autismo e Disabilità Intellettiva

    Caso clinico R.

    R. è una bambina di 6 anni, di nazionalità albanese nata in Italia, giunta in osservazione presso la struttura all'età di 4 anni e 5 mesi in merito a Disturbo Pervasivo di Sviluppo. Dopo un periodo di osservazione del

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  • Caso clinico A - Strategie Visive e CAA in diversi casi clinici: Autismo e Disabilità Intellettiva

    Di seguito riporto tre casi clinici aventi diverse età, con patologie di Disabilità Intellettiva e Disturbi dello Spettro Autistico. Tutti e tre i casi presentano deficit nella comunicazione e pertanto è opportuno utilizzare con loro le Strategie Visive e la CAA. Grazie a questi tre casi è stato possibile osservare come i vari metodi possano essere utilizzati

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  • CONCLUSIONI - Il dialogo tonico e il dialogo sonoro

    Al termine di questo percorso sembra opportuno ripercorrere brevemente il cammino svolto.

    La prima parte del lavoro è stata dedicata ad approfondire lo sviluppo della voce.

    E’ emerso in questo modo come la voce sia connessa allo sviluppo emozionale, relazionale e dialogico fin dalla fase gestazionale. La diade madre-bambino si struttura sul contatto corporeo, sul

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  • Il corpo e “ il senso del movimento” corso pratico annuale di formazione personale per la costruzione del ruolo terapeutico psicomotorio - inizio 26 gennaio 2014 - Milano

    2014-01-26-milano

     

    Il corpo e “ il senso del movimento” corso pratico annuale di formazione personale per la costruzione del ruolo terapeutico

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  • INTRODUZIONE - La comunicazione verbale e non verbale

    copertina-tesi-silvia-carillo

    In un'intervista di qualche tempo fa, Jerzy Grotowski, rispondendo all'intervistatrice che gli chiedeva come avesse scelto di far teatro ebbe a

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  • La comunicazione non verbale e la terapia psicomotoria

    Nella trattazione di questo argomento vorrei partire da un assunto: la preponderante importanza della comunicazione non verbale all'interno della pratica psicomotoria. Ma, parlando di comunicazione non verbale, desidererei collocare questo concetto all'interno di un altro assunto, specificamente psicomotorio, che è quello della comunicazione non verbale come linguaggio del corpo. Nel

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  • Movimento (Gesto, Tono, Mimica)

    Sotto questo termine raggrupperò una serie di canali di comunicazione non verbale: gestualità, tono muscolare, mimica. Non mi soffermerò su questi singoli elementi, la cui conoscenza deve appartenere al bagaglio essenziale di ogni psicomotricista, né tratterò gli aspetti e i significati generali.

    Il movimento spesso serve ad attirare l'attenzione dell'altro, ma può servire anche

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  • Postura

    E' forse il più arcaico canale di comunicazione extraverbale, infatti, in essa è grande la componente innata. La postura rappresenta il modo di porsi verso l'altro, o meglio il modo di disporsi. La psicologia sperimentale si è occupata molto del ruolo della postura rispetto alla presentazione dello status e come indicatore dell'atteggiamento più o meno positivo nei confronti dell'altro. Molti

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  • Il punto di vista della psicomotricità

    In questa rapida carrellata sulla comunicazione non verbale ho tenuto conto soprattutto delle conclusioni a cui la psicologia sperimentale e sociale sono giunte attraverso una serie di studi. Ho anche cercato, a tratti, di mettere in luce il punto di vista della psicomotricità.

    Vorrei ora tracciare maggiormente una differenziazione tra tali concezioni, fermo restando che le

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  • La terapia psicomotoria, il corpo, la relazione

    Si può dire, dunque, che la terapia psicomotoria utilizza essenzialmente la funzione tonica. E' evidente come siano riscontrabili i vari elementi della comunicazione non verbale nelle categorie analogiche individuate dalla psicomotricità.

    Lo psicomotricista utilizza il suo corpo per entrare in contatto con il corpo dell'altro e quindi con l'altro, vi è un continuo flusso di messaggi

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  • La comunicazione verbale in terapia psicomotoria

    Se la comunicazione non verbale assume in terapia primaria importanza, che dire di quei momenti in cui la parola affiora nell'interazione tra bambino e psicomotricista? E' evidente che l'aspetto verbale della comunicazione in terapia assume vari significati. E' opportuno che lo psicomotricista sappia riconoscerli per non permettere ad un'area non controllata dell'interazione di produrre

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  • Corpo e comunicazione

    A conclusione di questo rapido excursus sulla comunicazione non verbale e verbale possiamo dire che il corpo emana un flusso ininterrotto di segni e di messaggi che in ogni momento esprimono l'essere. Il nostro corpo viene investito da tali segni e messaggi provenienti dal corpo dell'altro.

    Dobbiamo ora stabilire come tutto ciò diventa comunicazione. A tale questione ho già fatto

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  • Il silenzio del corpo

    Abbiamo visto come il corpo è punto di partenza in ogni istante di un'infinità di segni e segnali, che diventano comunicazione nel rapporto con l'altro; è l'essere che si manifesta ed esprime la sua intenzionalità verso l'altro attraverso il corpo.

    A volte ci si trova ad avvertire, davanti all'altro, una strana sensazione: il corpo dell'altro non emette segnali e segni oppure essi

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  • Il linguaggio della psicomotricità e quello di altre discipline

    La pratica psicomotoria è basata su una teoria sottostante, la strutturazione di tale teoria si è lentamente sviluppata nel tempo, attraverso osservazioni e analisi, la cui organizzazione e sistematizzazione ha richiesto l'uso di un linguaggio specifico che permettesse anche la veicolazione della conoscenza. Tuttavia, anche se un pensiero psicomotorio è rinvenibile fin da tempi lontani, la

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  • Comunicazione Aumentativa e Alternativa (AAC) - Augmentative and Alternative Communication

    comunicazione_aumentativa_alternativaLe prospettive di recupero consentite dall’AAC nell’ambito delle disabilità verbali e cognitive

    L’AAC è un nuovo orientamento clinico, riabilitativo,

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  • Evento patrocinato dal Comune di Cortona - Il Corpo e La Forma: Ascoltarsi per Dirsi - 30/31 luglio e 2/3 agosto 2012 - Cortona (AR)

    2012_luglio_30_Ghillani_Cortona

     

    "IL CORPO E LA FORMA - ASCOLTARSI PER DIRSI"

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  • IL CORPO E “ IL SENSO DEL MOVIMENTO” - corso pratico annuale di formazione personale per la costruzione del ruolo terapeutico psicomotorio - gennaio / dicembre 2013 - Milano

    IL CORPO E “ IL SENSO DEL  MOVIMENTO”

    CORSO PRATICO ANNUALE DI FORMAZIONE PERSONALE  PER LA COSTRUZIONE DEL RUOLO TERAPEUTICO PSICOMOTORIO

    2013-01-27-milano

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  • Corso intensivo teorico-pratico sulla Neuropsicomotricita: “Dalla sfera corporea a quella cognitiva-affettiva-relazionale” - 23 giugno 2012 - Roma

    2012-06-23-roma[Titolo del corso] Corso intensivo teorico-pratico sulla Neuropsicomotricita: “Dalla sfera corporea a quella cognitiva-affettiva-relazionale”

    [Data Inizio]23 giugno

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  • Società di formazione di Vigevano, cerca docente per corso di PSICOMOTRICITA' di 14 ore

    Società di formazione di Vigevano, cerca docente per corso di PSICOMOTRICITA' di 14 ore.
    Il corso si terrà a Zelo Surrigone (MI) il mercoledì dalle 17,30 alle 19,30. Partenza 29 febbraio e termine 11 aprile.
    nel dettagli il/la docente si occuperà di:

    • La psicomotricità: definizione - breve storia
    • Dalla motricità alla psicomotricità
    • Il
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  • Promuovere la comunicazione nei Bambini Autistici NON Verbali

    "Ero cieco mentalmente, non conoscevo la
    grammatica delle relazioni, non capivo
    le reali intenzioni degli altri,
    anche se usavo il linguaggio,
    è in questo nodo che sta il segreto
    della condizione autistica.
    Da molti punti di vista ero un idiota,
    ero socialmente un idiota".
    (Lapo Marini, 2007)
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  • Bambini affetti da Disturbi dello Spettro Autistico - Storia clinica dei casi in esame e trattamento riabilitativo

    Obiettivi di lavoro

    Questo strumento è stato somministrato alle madri di quattro bambini, in carico nel reparto di NPI dell’Ist. C. Golgi di Abbiategrasso a Milano . La somministrazione è stata effettuata in due diverse occasioni:

    • La prima volta è stato richiesto ai genitori di ricordare le caratteristiche indagate tramite la Scala al
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  • La comunicazione tonica e l’osservazione del comportamento spontaneo del bambino - 08 10 2011 - Roma

    La comunicazione tonica e l’osservazione del comportamento spontaneo del bambino

    Data Inizio: 08 10 2011

    2011-10-08-romaObiettivi: Il corso si propone di fornire strumenti

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  • IL CORPO E “ IL SENSO DEL MOVIMENTO” - corso pratico annuale di formazione personale per la costruzione del ruolo terapeutico psicomotorio - Milano

    IL CORPO E “ IL SENSO DEL  MOVIMENTO”

    CORSO PRATICO ANNUALE DI FORMAZIONE PERSONALE  PER LA COSTRUZIONE DEL RUOLO TERAPEUTICO PSICOMOTORIO

    2012-01-22-milano

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  • Psicomotricità e Comunicazione. Efficacia della terapia psicomotoria nel trattamento della triade sintomatologica dei Disturbi Pervasivi dello Sviluppo

    Psicomotricità e Comunicazione. Efficacia della terapia psicomotoria nel trattamento della triade sintomatologica dei Disturbi Pervasivi dello Sviluppo

    Carmela Giordano, Psicomotricista, TNPEE

    Premessa

    Un argomento come la comunicazione, studiato ed approfondito da diverse discipline, racchiude in sé il desiderio e la volontà dell’essere umano di

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  • LA MEMORIA DI LAVORO - I modelli teorici, Il modello di Cornoldi e Vecchi (2003) - La memoria di lavoro visuo-spaziale (MLVS), La MLVS nel bambino - Aree cerebrali coinvolte nella memoria di lavoro

    La memoria di lavoro ha la capacità di mantenere presenti ed attive informazioni provenienti dall'esterno o dalla MLT per il tempo necessario a compiere determinate operazioni complesse in tappe successive ( come articolare un discorso, impostare e risolvere mentalmente compiti aritmetici, organizzare un programma operativo, etc...). Essa,può quindi essere definita come un sistema cognitivo

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  • Funzioni non verbali - Vie anatomo-funzionali di elaborazione visiva:le vie del “What” e del “Where”

    Illustrazione 1: le vie visiveL'immagine che si forma sulla retina, attraverso le vie ottiche, giunge alla corteccia visiva primaria (V1 o area 17 di Brodman); le fibre, provenienti dal nucleo

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  • Funzioni non verbali - ASPETTI EVOLUTIVI - Prima infanzia, Seconda infanzia, Terza Infanzia

    Le funzioni visuo-percettive e visuo-spaziali alla nascita sono fortemente immature e il loro sviluppo avviene in modo progressivo.

    Possiamo suddividere lo sviluppo delle funzioni non verbali in diversi stadi :

    • Prima infanzia (0-2 anni)
    • Seconda infanzia (2-6 anni)
    • Terza Infanzia (6-10 anni)

    Prima Infanzia

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  • FUNZIONI NON VERBALI - Le funzioni visuo-percettive, Le funzioni visuo-spaziali

    Le funzioni verbali e quelle non verbali sono componenti complementari e fondamentali per il funzionamento e lo sviluppo cognitivo, il quale è strettamente interconnesso a quello percettivo: la percezione, infatti, costituisce la modalità primaria e immediata di conoscenza.

    Le funzioni visuo-percettive

    La percezione è un processo attivo e dinamico mediante il quale gli input

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  • Alla ricerca dell'Identità Sonora. La musicoterapia - 09 04 2011 - Macerata (MC) - Regione Marche

    2011-04-09-macerataTitolo del corso: Alla ricerca dell'Identità Sonora. La musicoterapia

    Data Inizio: 09 04 2011

    Obiettivi: Il seminario teorico/pratico “ALLA RICERCA

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  • Work Shop Autismo - La costruzione del progetto di vita per la persona affetta da sindrome autistica - Agrigento - 26/07 Febbraio

    Work Shop Autismo - La costruzione del progetto di vita per la persona affetta da sindrome autistica - Agrigento - 26/27 Febbraio

    Programma:

    Sabato 26: 14:30—16:30

    Dal modello operativo cognitivo comportamentale al progetto di vita; Comportamento NV e Verbale:

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  • Linee guida per l'autismo

    Premessa

    Le conoscenze in merito al disturbo autistico si sono modificate in modo drammatico nelle ultime due decadi: il dibattito scientifico e culturale in tema di autismo si è sviluppato molto sia in termini di nuove acquisizioni, che di collaborazione e confronto tra Università, Servizi, Istituzioni e Famiglie, che su questa grave patologia tendono a finalizzare le loro

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  • CONVEGNO: DALL'AZIONE ALLA PAROLA

    new  master

    CONVEGNO: DALL'AZIONE ALLA PAROLA

    RELATORI : Dott. Claudio Ambrosini - Dott.ssa Maria Cristina Arcelloni - Dott.ssa Magnifico Elisabetta - Dott.ssa Paola Savini - Dott. Andrea Savini - TNPEE - Dott.ssa Gloria Airaghi (Logopedista ) - Dott.ssa Paola

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  • Aspetti dell’esperienza emozionale ed affettiva negli ipovedenti

    Sull’esperienza emozionale ed affettiva degli ipovedenti un’attenzione particolare è stata dedicata al problema dell’espressine facciale delle emozioni e più in generale della competenza dell’ipovedente nell’utilizzare e decodificare la comunicazione non verbale. Sono state pure indagate le relazioni affettive primarie all’interno della famiglia e del gruppo di appartenenza

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  • INTRODUZIONE - Il “Medium Sonoro” come strumento per sollecitare il movimento e sostenere l’interazione nella pratica neuropsicomotoria

    Medium SonoroIn questo lavoro viene sottolineata l’importanza del “medium sonoro” come facilitatore del movimento nella pratica Neuropsicomotoria, partendo dalla constatazione che l’elemento sonoro entra a far parte della vita umana sin dall’ambiente

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  • Il Corpo e il suo Linguaggio - Il bambino, il suo corpo

     Il bambino, il suo corpoLa prima fondamentale scoperta che il bambino fa è  quella del corpo. Ciò avviene attraverso una scrupolosa investigazione delle parti del proprio corpo:  un mese, porta le mani alla bocca, due mesi, comincia a

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  • BIBLIOGRAFIA - La Comunicazione non Verbale

    1. Aucouturier B., Lapierre A., Il corpo e l’inconscio in educazione e terapia,Roma : Armando 1993
    2. Aucouturier B., Lapierre A., La simbologia del movimento, Cremona: Padus
    3. Berti E., Comunello F., Savini N., Il contratto terapeutico in terapia psicomotoria, dall’osservazione al progetto,
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  • Riflessioni - La Comunicazione non Verbale

    Nella pratica psicomotoria viene costantemente messa in gioco la persona e le sue emozioni, i sentimenti, i pensieri, espressi in particolar modo attraverso il corpo. La comunicazione non verbale è propria del bambino, in modo inconscio, quanto del terapista, che deve essere consapevole dei messaggi che invia a questo livello oltre che saper ricevere quelli del bambino.

    La scelta di

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  • La pratica terapeutica della comunicazione non verbale

    La comunicazione non verbale risulta lo strumento,  per lo più inconscio, attraverso cui il bambino, soprattutto quello piccolo, riesce a comunicare desideri, bisogni, frustrazioni e tutto quello che è per lui emozione. Questa espressione del bambino è ascoltata,  percepita dal terapista che a sua volta ne fa il mezzo con cui comunicare e rimandare alcuni significati al bambino

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  • La Produzione Fonica

    La produzione fonica è intesa come tutto l’insieme di espressioni e sonorità prodotte dal mezzo vocale.

    Per  quanto possa sembrare un controsenso anche la voce e la parola possono essere introdotte nella comunicazione non verbale.

    Così come per il movimento, la voce è patrimonio del bambino alla nascita: il pianto non è forse il mezzo con cui egli

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  • In terapia neuropsicomotoria si deve tener conto dell’uso degli oggetti

    Il termine deriva dal latino obiectum  cioè cosa gettata contro, posta innanzi.[11]

    «L’oggetto è ciò che è posto innanzi ai sensi ed alla mente: in esso si realizza la mediazione tra corpo e ambiente, ciò che rende tangibile all’uomo la sua presenza nel mondo e rende questo accessibile e trasformabile».[12]

    Una terapia

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  • La Postura

    La postura corrisponde agli atteggiamenti individuali, assunti dal soggetto, definiti dai rapporti che si stabiliscono tra i vari segmenti corporei, inseriti nello spazio. È dipendente dalla personalità, dalla possibilità del corpo di agire, dallo stato d’animo, dal sesso, dall’età. Qualsiasi patologia che modifica il tono modifica come conseguenza anche la postura.

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  • La comunicazione non verbale in terapia neuropsicomotoria

    La comunicazione non verbale in terapia neuropsicomotoria

    Il corpo è l’elemento su cui si innesta la comunicazione non verbale in terapia neuropsicomotoria.

    La comunicazione non verbale viene

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  • Comunicazione non verbale nei bambini - INTRODUZIONE

    Nella vita di tutti i giorni, nei rapporti con gli altri, viviamo momenti in cui siamo consapevoli di come stiamo, come agiamo, ed altri in cui invece le motivazioni o i sentimenti che ci spingono ad agire rimangono nel nostro inconscio. Il corpo registra emozioni di tutti i tipi e risponde attraverso messaggi non verbali che vengono chiaramente recepiti dagli altri, anche se non sono emessi

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