Tesi di Laurea

  • La Paralisi Cerebrale Infantile - EPIDEMIOLOGIA

    Gli studi epidemiologici sulla PCI presentano notevoli difficoltà, per la non uniformità dei criteri diagnostici e classificativi utilizzati e per la mancanza di dati su popolazioni definite.

    I lavori epidemiologici più attendibili e recenti (Krägeloh- Mann I. et al, 1993; Hagberg G. e Hagberg B. 1996) riportano una prevalenza di PCI, nei Paesi con servizi sanitari avanzati, di circa il 2-3 per mille nati vivi; dato che sembra rimanere sostanzialmente stabile nel corso dell’ ultimo

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  • La Paralisi Cerebrale Infantile - DIAGNOSI DI LESIONE - Il neonato pretermine - Il neonato a termine

    Il danno del sistema nervoso centrale che si verifica nel corso delle ultime fasi della gravidanza e nel periodo perinatale costituisce la causa più frequente di deficit neurologico in età' evolutiva. Nel corso degli ultimi anni, sono stati compiuti molti passi in avanti, soprattutto grazie ai progressi scientifici di natura biotecnologica, con importanti ricadute nella clinica sia in termini di prevenzione e trattamento, sia di diagnosi precoce e accuratezza nella previsione prognostica.

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  • LE FORME SPASTICHE - La tetraplegia, La diplegia (Segni clinici caratteristici, Forme cliniche), L'emiplegia (Segni clinici caratteristici, Forme cliniche)

    La tetraplegia

    Nelle forme tetraparetiche il disturbo del tono e del movimento è di solito molto grave, interessa in egual modo sia gli arti inferiori che quelli superiori e si rende manifesto fin dalla nascita.Lo sviluppo posturo-motorio presenta un notevole ritardo e la prognosi è sfavorevole. Sono frequenti i disturbi visivi ( agnosia visiva, paralisi di sguardo, strabismo e riduzione dell'acuità visiva) e forme generalizzate secondarie di epilessia ( sindrome di West, sindrome

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  • Materiali e metodi - IL CAMPIONE - Il movimento attivo nella memoria di lavoro visuo-spaziale in bambini con paralisi cerebrale infantile

    IL CAMPIONE

    I soggetti del nostro campione, sono stati reclutati tra i pazienti dell' IRCCS Stella Maris di Calambrone (Pisa) nell'arco di 12 mesi circa.

    Criteri d'inclusione:

    • soggetti con Paralisi Cerebrale Infantile,
    • aventi aventi un'età compresa tra i 5 e i 18 anni,
    • aventi un Quoziente Intellettivo superiore a 50 e
    • in grado di deambulare autonomamente senza ausili.

    E' stata scelta la patologia della Paralisi

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  • DISCUSSIONI - Il movimento attivo nella memoria di lavoro visuo-spaziale in bambini con paralisi cerebrale infantile

    L'età gestazionale costituisce un fattore di rilevante importanza per lo sviluppo neuro-psicomotorio futuro: infatti la risposta del sistema nervoso a un evento nocivo, risulta sensibilmente diversa a età gestazionali differenti e determina il verificarsi di quadri distinti sia dal punto di vista neuropatologico che clinico. Come risulta dall'analisi statistica effettuata sul nostro campione, l'età gestazionale, correla in modo statisticamente significativo con il “Walked Corsi Test”: in

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  • CONCLUSIONI - Il movimento attivo nella memoria di lavoro visuo-spaziale in bambini con paralisi cerebrale infantile

    Le funzioni visuo-spaziali nei bambini con Paralisi Cerebrale Infantile risultano fino ad ora indagate solo in condizioni statiche: la memoria di lavoro visuo-spaziale, in particolare, non è ancora stata presa in considerazione in un contesto di navigazione.

    Gli studi fino ad ora condotti non hanno considerato l'influenza che il movimento nell'ambiente può esercitare su tali funzioni e le strategie che ne possono derivare dallo spostamento attivo del soggetto.

    Secondo la

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  • CONCLUSIONI - La variazione dello stato comportamentale del bambino in risposta agli stimoli sonori in TIN

    Sin dai primi rilevamenti, è possibile notare che l’inquinamento acustico, frutto di tanti fattori combinati, sia ovunque nettamente superiore a quanto consigliato da tutti gli studi riferibili alla care in TIN. Le percentuali estrapolate nella parte di studio riguardante le variazioni dello stato comportamentale del neonato, ci inducono a riflettere sulla significatività del problema.

    I dati emersi permettono di identificare delle forti correlazioni tra alcuni eventi e i relativi

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  • INTRODUZIONE - L’importanza della condivisione con la famiglia di strategie neuropsicomotorie per favorire un’armonica integrazione delle caratteristiche sensoriali in nati prematuri e nati a termine a 9 e 12 mesi

    Tesi di Laurea di Valentina VESCI - L’importanza della condivisione con la famiglia di strategie neuropsicomotorie per favorire un’armonica integrazione delle caratteristiche sensoriali in nati prematuri e nati a termine a 9 e 12 mesi

     

    ABSTRACT

    Con la stesura di questa tesi si è voluta dimostrare la

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  • BIBLIOGRAFIA - Favorire un’armonica integrazione delle Caratteristiche Sensoriali

    • AHN R. R., MILLER L. J., MILBERGER S., McINTOSH D. N. (2004). Prevalence of parents’ perceptions of sensory processing disorders among kindergarten children, American Journal of Occupational Therapy, 58(3), 287-293.
    • Als H, Lester BM, Tronick E and Brazelton TB. Manual for the assessment of preterm infants' behaviour (APIB). In: Fitzgerald H, Lester BM, Yogman MW eds. Theory and Research in Behavioural Pediatrics, vol. 1. New York: Plenum Press, 1982: 65-132.
    • Als,
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  • La voce udita nella vita fetale, in principio era il suono

    In passato si pensava che il feto non fosse in grado di utilizzare i propri organi di senso e che questi potessero funzionare solo dopo la nascita. Il feto era visto come un essere psichicamente indifferenziato, incapace di vivere esperienze sensoriali proprie [2].

    Questo tipo di concezione statica è stata poi sostituita da una più dinamica: grazie al progresso tecnologico e agli studi svolti sulla vita fetale, è stato possibile certificare la fase intrauterina come un mondo ricco

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  • AGGRESSIVITÀ - Introduzione Teorica

    Definizioni a confronto

    Il concetto di aggressività è stato da sempre oggetto di studio nei più svariati campi della ricerca. A livello semantico il termine include un ampio insieme di idee e una vasta gamma di fenomeni che a loro volta riflettono gli orientamenti,  talvolta contrastanti dei vari ricercatori. Definirla come mero comportamento caratterizzato da azioni verbali, non verbali o fisiche che causano un danno a un’altra persona, all’ambiente o a sé

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  • BIBLIOGRAFIA - La variazione dello stato comportamentale del bambino in risposta agli stimoli sonori in TIN

    • Abou Turk C., Williams A.L., Lasky R.E. (2009). A randomized clinical trial evaluating silicone earplugs for very low bird weight newborns in intensive care, Journal Perinatology, 29 (5), 358-363.
    • Als H., Duffy F.H., McAnulty G.B., Rivkin M.J., Vajapeyam S., Mulkern R.V., Warfield S.K., Huppi P.S., Butler S.C. Conneman N., Fischer C., Eichenwald E.C. (2004). Ealty Experience Alters Brain Function and Structure, PEDIATRICS, 113 (4), 846-857.
    • American Academy of
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  • IL VISSUTO CORPOREO - Concetto di "schema" e di "immagine"

    La comparsa della malattia o l'esperienza di essa fa emergere, in tutte le persone, sentimenti e pensieri non sempre consapevoli che modificano il rapporto individuale sia con il mondo esterno che con se stessi.

    La persona umana quando è ammalata lo è  nella sua totalità, pertanto reagisce anche affettivamente a qualunque modificazione del suo stato fisiologico di base: la malattia colpisce sia il piano fisico che quello psicologico. Talvolta le persone si ammalano proprio a causa

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  • INTRODUZIONE - Il movimento attivo nella memoria di lavoro visuo-spaziale in bambini con paralisi cerebrale infantile

    copertina-tesi-ylenia-capuzzo

    Tesi di Laurea di: Ylenia Capuzzo

    Questa tesi si propone di indagare le funzioni visuo-spaziali in bambini con Paralisi

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  • La Paralisi Cerebrale Infantile - DEFINIZIONE

    L' espressione Paralisi Cerebrale Infantile (PCI) definisce una turba persistente ma non immutabile della postura e del movimento, dovuta ad una alterazione organica e non progressiva della funzione cerebrale dovuta a cause pre-, per-i o postnatali prima che si completi la crescita e lo sviluppo del SNC del bambino (Bax, 1964).

    La complessità nella descrizione di questa patologia merita dei chiarimenti, a partire innanzitutto dalla definizione.

    Il termine turba indica una

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  • La Paralisi Cerebrale Infantile - CLASSIFICAZIONI - Hagberg e al. (1975), Rosembaum e al.(2007), Ferrari-Cioni (2010)

    La continua evoluzione del concetto di PCI e l'estrema eterogeneità dei quadri clinici ha dato origine a numerosi modelli di classificazione.

    I primi tentativi di classificazione furono mossi da alcuni anatomopatologi che cercarono di correlare le diverse forme di PCI unicamente alla etiologia delle lesioni cerebrali: il limite di questo tipo di correlazione, sottolineato anche da S. Freud, era che la complessità dei processi di trasformazione delle lesioni cerebrali rende

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  • Introduzione allo studio - Il movimento attivo nella memoria di lavoro visuo-spaziale in bambini con paralisi cerebrale infantile

    Lo sviluppo neuromotorio in una patologia complessa come la Paralisi Cerebrale Infantile risulta essere molto eterogeneo e ad esso contribuiscono sia i disturbi motori che quelli non motori, definiti anche “disturbi associati”, i quali comprendono i disturbi sensoriali, percettivi, cognitivi, comunicativi, etc... Tali disturbi, non possono essere considerati secondari e non possiamo limitarci ad associarli in quanto essi interagiscono in maniera dinamica con gli altri e concorrono in modo

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  • IL “Walked Corsi Test” - valutazione della memoria di lavoro visuo-spaziale in ambito clinico - ANALISI DEI DATI

    Il “Walked Corsi Test” ci permette di misurare il valore dello span di un soggetto, ovvero la capacità della memoria di lavoro visuo-spaziale.

    Lo span è costituito dal numero delle mattonelle del livello in cui il soggetto ha riportato almeno tre sequenze corrette (su cinque) con l'aggiunta di una parte decimale in cui vengono valutate le sequenze corrette appartenenti al livello successivo, che il soggetto non è riuscito a superare. L'attribuzione di questa componente decimale è

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  • IL “Walked Corsi Test” - valutazione della memoria di lavoro visuo-spaziale in ambito clinico - LO STUDIO: RISULTATI

    I 18 soggetti del campione al “Walked Corsi Test” hanno ottenuto dei valori di span compresi tra 3 e 8.

    A una parte del nostro campione è stato somministrato, nell'ambito di un lavoro parallelo, anche il test di Corsi: i valori degli span ottenuti a questo test sono risultati essere compresi tra 2,3 e 8; solo in due casi essi coincidono con i valori degli span del WCT.

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  • CONSIDERAZIONI - Il movimento attivo nella memoria di lavoro visuo-spaziale in bambini con paralisi cerebrale infantile

    Il “Walked Corsi Test”è stato ideato a partire dal test di Corsi, di cui di fatto è una trasposizione in un contesto di navigazione, e pertanto ne eredita le caratteristiche di test psicometrico in grado di fornire una misura prestazionale di specifiche abilità, in questo caso, della memoria di lavoro visuo-spaziale di un soggetto. Tuttavia, oltre a misurare la performance del soggetto da un punto di vista quantitativo, può essere di grande importanza anche una valutazione di tipo

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  • INTRODUZIONE - Terapie alternative e complementari nelle Paralisi Cerebrali Infantili

    copertina-tesi-Ilaria-pesavento

    Negli ultimi anni si è assistito in diverse parti del mondo ed anche nel nostro paese ad un crescente ricorso alla Medicina Alternativa e Complementare (CAM), sia negli adulti che in età evolutiva, soprattutto nell'ambito di disabilità

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  • Le Paralisi Cerebrali Infantili

    Cenni storici

    Un chirurgo ortopedico inglese, William John Little, in un suo lavoro del 1862 presentato all'Ostetrical Society of London ha fornito la prima descrizione di Paralisi Cerebrale Infantile:“rigidità spastica tipo tetano e una distorsione delle gambe del neonato” [1]. Successivamente Sigmund Freud nel suo “Die infantile cerebrallahmung” nel 1897 descrive i possibili quadri clinici della PCI in: emiplegia e diplegia, definendo quest'ultima come “paralisi cerebrale ad

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  • Revisioni su alcune delle principali Terapie Alternative e Complementari nella riabilitazione delle PCI

    Nel capitolo seguente verranno presentate alcune delle principali terapie alternative e complementari utilizzate nella riabilitazione delle PCI, analizzando per ciascuna le basi teoriche e le prove di efficacia; il tutto è attinto dalla letteratura scientifica e dal Congresso intersocietario SINPIA-SIMFER tenuto a Bologna nel giugno 2010.

     


     

    Metodo ADELI suit e tuta spaziale

    Il dibattito e l'interesse sul metodo ADELI e sull'utilizzo della “tuta

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  • BIBLIOGRAFIA - Terapie alternative e complementari nelle Paralisi Cerebrali Infantili

    La bibliografia della tesi è riportata sotto ogni paragrafo e capitolo, in modo che sia più facile e immediato il riferimento all'articolo di spunto.

    Le fonti degli articoli, degli studi e degli approfondimenti provengono da un archivio dati di riferimento corrispondente alle seguenti pubblicazioni:

    • Giornale di Neuropsichiatra Età Evol utiva2011; Vol 31 n.1: “Le terapie alternative e complementari nella ribilitazione delle disabilità
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  • La Comunicazione Aumentativa Alternativa

    La Comunicazione

    Il termine comunicazione deriva dal latino communico che significa mettere in comune, fare partecipe, condividere; nella sua prima definizione, perciò, è l'insieme dei fenomeni che comportano il trasferimento di informazioni. Per definizione la comunicazione è un processo in cui si realizza uno scambio interattivo osservabile tra

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  • Caso clinico - Coinvolgimento della famiglia nel Progetto Riabilitativo del bambino con danno neurologico

    Introduzione

    Durante la mia esperienza di tirocinio presso il polo territoriale dell’U.O.N.P.I.A. dell’A.O. San Gerardo di Monza ho avuto l’occasione di seguire il percorso terapeutico di una bambina con diagnosi di paralisi cerebrale infantile.

    Nel progressivo delinearsi degli interventi si è cercato di adottare un approccio coerente con i principi della

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  • BIBLIOGRAFIA - Modello della Family Centered Care (FCC)

    • Ainbinder J.G., Blanchard L.W., Singer G.H., Sullivan M.E., Powers L.K., Marquis J.G., Santelli B., Consortium to Evaluate Parent to Parent, A qualitative study of parent to parent support for parents of children with special needs.Journal of Pediatric Psychology1998;23:
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  • Disprassia e disabilità intellettiva

    Introduzione: prassia e disprassia

    Prima di poter parlare di disprassia è necessario introdurre il termine "prassia".

    Secondo la definizione di Piaget, ripresa successivamente da altri autori come Ajuriaguerra e Stamback, "le prassie non sono semplicemente movimenti, ma sistemi di movimenti coordinati in funzione di un'interazione e di un risultato." Gli autori francesi enfatizzano l'associazione con disordini dello schema corporeo e disordini costruttivi e spaziali.

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  • INTRODUZIONE - Il Gioco come Strumento Terapeutico nella Paralisi Cerebrale Infantile: considerazioni ed elementi connotativi

    Cattaneo Filippo - Il Gioco come Strumento Terapeutico nella Paralisi Cerebrale Infantile: considerazioni ed elementi connotativi

    L’elaborato si propone di evidenziare la valenza del gioco nello sviluppo del bambino e nel trattamento

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  • CONCLUSIONI - Il Gioco come Strumento Terapeutico nella PCI

    Gli obiettivi dell’elaborato sono stati il sottolineare gli elementi connotativi del gioco all’interno del setting terapeutico e del contesto ambientale, evidenziandone il valore nello sviluppo del bambino, tipico e non, e nel trattamento neuropsicomotorio.

    I risultati emersi dalla somministrazione del questionario confermano l’ipotesi iniziale riguardante l’importanza del gioco in età evolutiva: sia i genitori sia i bambini reputano l’attività ludica fondamentale nel corso dello

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  • BIBLIOGRAFIA - ALLEGATI - Il Gioco come Strumento Terapeutico nella Paralisi Cerebrale Infantile

    • Ambrosini  C.,  Il  gioco  in  terapia  neuropsicomotoria  in  Manuale  di  terapia psicomotoria dell’età evolutiva, Napoli, Cuzzolin editore, 2008, 209-219
    • Broggi F. e Scollo O., Il setting riabilitativo e il corpo del terapista come strumento d’interazione con il bambino in Fondamenti di riabilitazione in età evolutiva (a cura di Valente D.), Roma, Ed. Carocci, 2009, 49-60
    • Ferrari A., Il contesto in riabilitazione: giochi, giocattoli e dintorni. Idee,
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  • INTRODUZIONE - Le Mucopolisaccaridosi: La Rete Assistenziale Riabilitativa

    Tesi di Laurea di Dèsirée FRAGNELLI - Le Mucopolisaccaridosi: La Rete Assistenziale Riabilitativa

    La paralisi cerebrale infantile (PCI) è definita come un gruppo di disturbi permanenti dello sviluppo del movimento e della postura, che causano una limitazione delle attività, attribuibili ad un danno permanente (non

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  • INTRODUZIONE - Valutazione delle Funzioni Adattive in bambini con PCI: confronto fra bambini migranti e bambini italiani

    Valutazione delle Funzioni Adattive in bambini con PCI: confronto fra bambini migranti e bambini italiani - Marta FIORI

    “La disabilità non è una coraggiosa lotta o il coraggio di affrontare le avversità. La disabilità è un'arte. È un modo ingegnoso di vivere.”

    Neil Marcus

    “Gli Stati

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  • INTRODUZIONE - Il dispendio energetico nei bambini con Patologia Neuromotoria

     Alessandro CIULLI - Il dispendio energetico nei bambini con Patologia Neuromotoria

    Il cammino è una funzione locomotoria di fondamentale importanza nella vita di ogni individuo. Esso rappresenta una delle principali fonti di autonomia a cui possiamo accedere sia in età infantile, per esplorare il mondo circostante

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  • La Paralisi Cerebrale Infantile - DISTURBI E FATTORI ASSOCIATI - Ritardo mentale, Epilessia, Disturbi della funzione visiva, Disturbi psichiatrici

    Ritardo mentale

    L’incidenza di ritardo mentale nelle PCI è elevata rispetto a quella osservata nella popolazione normale. Dati epidemiologici indicano una frequenza di disturbi cognitivi che va dal 30 al 60 % (Hagberg e coll. 1975; Evans e coll. 1985; Pharoah e coll. 1998). La frequenza di ritardo mentale varia a seconda della forma della PCI. Il funzionamento cognitivo, valutato con i tradizionali strumenti psicometrici, è maggiormente preservato nelle forme discinetiche,

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  • La Medicina Alternativa e Complementare

    Definizione

    Per medicina alternativa e complementare (CAM) si intende “un gruppo eterogeneo” di terapie mediche e di promozione della salute, di pratiche e di prodotti che attualmente non fanno parte della medicina convenzionale” [1]. ln particolare si definisce Medicina Complementare l'uso di terapie non provate scientificamente in associazione con terapie convenzionali, mentre per Medicina Alterativa si intende l'esclusivo utilizzo di metodi non convenzionali. Inoltre negli ultimi

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  • Sondaggio conoscitivo all'interno delle famiglie sulle Terapie Alternative e Complementari

    Obiettivi

    L'obiettivo prefissato dal lavoro pratico di sondaggio è quello di effettuare un'indagine conoscitiva sulle informazioni che i genitori di bambini di PCI hanno sulle terapie alternative e complementari. Grazie all'elaborato e ai risultati di questo questionario avremo dunque la possibilità di:

    • approfondire e offrire una ricerca documentata riguardo le principiali Terapie Alternative e Complementari nel campo delle
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  • RISULTATI - Sondaggio conoscitivo all'interno delle famiglie sulle Terapie Alternative e Complementari

    Dall'elaborazione dei dati risulta che l'80% delle persone che hanno risposto al questionario conoscono in linea generale la medicina alternativa e complementare. (28 su 35)

    Conoscenza generale di Terapie Alternative e Complementari

    Di queste il 54% ne ha fatto uso in prima

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  • CONCLUSIONI - Terapie alternative e complementari nelle Paralisi Cerebrali Infantili

    Ciò che è messo in luce da recenti sondaggi sull'opinione pubblica del nostro Paese, avvalorati anche dalle analisi sopra presentate sul campo, è che la maggior parte degli intervistati conosce la medicina alternativa e complementare, e che nonostante l'assenza di leggi specifiche sulla materia e le controverse ipotesi di validità buona parte delle famiglie con bambino con PCI le sceglie per integrarle alla riabilitazione del proprio figlio. Nel nostro studio solo 7 famiglie su 35

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  • Discussioni - Progetto Migranti per la formazione di TNPEE senza forntiere

    Discussioni e riflessioni sui dati dei questionari Neuropsicomotori

    Si è deciso di effettuare delle riflessioni e discussioni per ciascuna serie di dati rlevata, per poi andare a fare un confronto tra le diverse casistiche, così da potere mettere in luce delle possibili similitudini o differenze ove sia possibile. Come già detto il questionario elaborato si compone di 7 domande, 5 delle quali prevedono una risposta libera da parte del terapista,

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  • Il modello della Family Centered Care

    I principi cardine

    Teatro della progressiva definizione della Family Centered Care sono inizialmente stati gli Stati Uniti e il Canada i quali, a partire dagli anni ’60, ne hanno gradualmente delineato i principi, tali da poter essere applicati sia in ambito ospedaliero che nel mondo della riabilitazione. In particolare, la monografia “Family Centered Care for Children Needing Specialized Health and Developmental Services” (prima edizione 1987), pubblicata negli Stati Uniti da

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  • Materiali e metodi - Coinvolgimento della famiglia nel Progetto Riabilitativo del bambino con danno neurologico

    In Terapia Intensiva Neonatale: valutazione comportamentale di Brazelton e di Als

    La scala di valutazione comportamentale di Brazelton e di Als si ispira dalla Neonatal Behaviour Assessment Scale (NBAS), la quale si basa sull’assunzione, assai innovativa all’epoca dei primi studi di Brazelton (anni ’50-’60) e della prima pubblicazione della scala stessa (1973), che il neonato è un essere sociale, in grado di affrontare gli stimoli

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  • Strategie per la Comunicazione

    Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA)

    In età evolutiva, più dello 0,5% della popolazione presenta disabilità complesse della comunicazione che, in assenza di adeguati interventi, interferiscono in modo significativo con lo sviluppo, in particolare nell’ambito cognitivo e relazionale. Diventa allora necessario potenziare le modalità di comunicazione esistenti, affiancandole con strumenti che permettono di superare il deficit comunicativo e di riattivare le relazioni con

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  • Il Corpo e il suo Linguaggio - Il bambino, il suo corpo

     Il bambino, il suo corpoLa prima fondamentale scoperta che il bambino fa è  quella del corpo. Ciò avviene attraverso una scrupolosa investigazione delle parti del proprio corpo:  un mese, porta le mani alla bocca, due mesi, comincia a guardarle con interesse, a tre mesi, le congiunge sulla linea mediana, le guarda e le porta alla

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  • CENNI STORICI - Concetto di "schema" e di "immagine"

    Il concetto di schema corporeo è molto utilizzato in campo riabilitativo ed educativo. E’ un concetto importante nello sviluppo di un individuo e nell’organizzarsi del suo agire, ma è anche un concetto ambiguo. Nel corso del tempo ha via via coagulato vari significati fino al punto che oggi con difficoltà riesce ad essere racchiuso  in un’unica definizione.

    Nasce nell’800 all’interno della neurologia, per spiegare alcuni disturbi singolari e di difficile comprensione. Alla fine

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  • ALCUNE DEFINIZIONI - Concetto di "schema" e di "immagine"

    Dalla sterminata letteratura sull’argomento, si evince la difficoltà ad utilizzare in maniera univoca diversi termini quali schema corporeo, immagine corporea, vissuto corporeo ecc. Il termine schema corporeo, nella sostanza è equivalente a immagine del corpo, immagine di sé, schema posturale, ed è affrontato con impostazioni teoriche diverse secondo la prospettiva di studio.

    P.Bonnier (1905), è il primo ad utilizzare l'espressione “schema corporeo”, per indicare la

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  • IN SINTESI - Concetto di "schema" e di "immagine"

    La nozione di schema corporeo, nelle sue prime definizioni di inizio XX secolo, risulta essere inadeguata, almeno nel suo significato tradizionale” (Guaraldi, 1990).

    Inoltre, certamente ingiustificato è l'uso dei terminischema corporeo edimmagine del corpo come sinonimi, perché, anche solo riferendoci agli studi meno recenti e ammettendo pure l'esistenza di uno schema del proprio corpo inscritto nel funzionamento cerebrale,

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  • ALTRI TERMINI DA DEFINIRE - Concetto di "schema" e di "immagine"

    Che cosa vogliamo indicare con le parole sensazione e percezione ? Per alcuni non sono separabili, per altri c’è una differenza importante. Il termine SENSAZIONE indica gli elementi della conoscenza sensibile provocati da stimoli esterni agenti sugli organi sensoriali. Il nostro corpo  continuamente riceve stimoli che provengono dal mondo esterno; ma c’è anche una sensibilità propriocettiva ed una enterocettiva che provengono dal corpo stesso

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  • NEUROANATOMIA - Evoluzione dello schema corporeo

    Dal punto di vista neurologico lo schema corporeo viene situato nella corteccia del lobo parietale destro, in una zona piuttosto estesa che comprende le aree 5, 7, 39 e 40 di Brodmann. Nelle aree delle circonvoluzioni prerolandica e postrolandica esiste una ben precisa somatotopia, cioè a determinate zone del corpo corrispondono determinati gruppi di neuroni cerebrali. Tale constatazione ha permesso a Penfield di disegnare il famoso “Homunculus motorio e sensitivo”(W.Penfield 1950), con i

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  • PSICOLOGIA - Evoluzione dello schema corporeo

    Dal lato psicologico lo schema corporeo si va strutturando nella mente del bambino come il più arcaico fondamento del Sè e si acquisisce lentamente, per tramite della mediazione materna.

    Tutte le principali teorie, ad orientamento psicoanalitico e non, riconoscono come fatto inconfutabile che il Sè, all’origine, è fatto esclusivamente di esperienze corporee. Lo stesso Freud, nella sua opera “L’Io e l’Es” afferma che l’Io, in definitiva, è derivato da sensazioni corporee e

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