Tesi di Laurea

  • Il gruppo - Educazione Neuropsicomotoria e il setting di Neuro e Psicomotricità

    Il gruppo - Educazione Neuropsicomotoria e il setting di Neuro e Psicomotricità

     

    La neuropsicomotricità: un intervento d’azione attraverso l’azione

    ...
  • BIBLIOGRAFIA - L’intervento Neuropsicomotorio Socio-Preventivo

    • Manuale di Valutazione delle capacità genitoriali. APS-I: Assessment of Parental Skills Interviewdi Giovanni Battisti Camerini, Laura Volpini e Giovanni Lopez (2011); Percorsi evolutivi, Forme atipiche e tipichedi Paola Venuti (2007);
    • Psicomotricità, Educazione e prevenzione. La progettazione in ambito socioeducativodi Luisa Formenti
    ...
  • BIBLIOGRAFIA - L’intervento del Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’età Evolutiva in Oncoematologia Pediatrica

    • Arcelloni M. C., Magnifico E., Un percorso di formazione corporea, Psicomotricità, 9(4), 29-32, 2000
    • Axia V., Elementi di psico-oncologia pediatrica, Carrocci editore S.p.A., Roma, 2004
    • Ballestrin G., Alunni pazienti, Erikson, Trento, 2007
    • Berti E., Comunello F., Savini P., Il contratto terapeutico in terapia psicomotoria.
    ...
  • BIBLIOGRAFIA - Riferimenti teorici - Strategie Visive e CAA in diversi casi clinici: Autismo e Disabilità Intellettiva

    Riferimenti teorici Autismo

    Criteri Diagnostici dei Disturbi Pervasivi dello Sviluppo del DSM-IV

    Il DSM-IV appunto descrive tali criteri diagnostici: A. un totale di 6 (o pi`u) voci da (1), (2) e (3), con almeno 2 da (1), e uno ciascuno da

    ...
  • Sindrome di Down - Un Caso Clinico

    Il contesto operativo e la presa in carico

    Il luogo dell’intervento psicomotorio è quello di uno studio professionale privato ove, oltre alla psicomotricista referente del caso presentato, opera anche una logopedista con competenze specifiche in ambito neuropsicologico e psicomotorio. L’orientamento degli

    ...
  • L' AUTISMO

    DEFINIZIONE DI AUTISMO

    L'autismo è una sindrome comportamentale causata da un disordine dello sviluppo biologicamente determinato, con esordio nei primi 3 anni di vita (Linee Guida Nazionali, 2011). La decima revisione della classificazione ICD (International Classification of Disease) proposta dall'Organizzazione Mondiale della Sanità si riferisce all'autismo nei termini di

    ...
  • INTRODUZIONE - Comportamenti non sociali nei Disturbi dello Spettro Autistico

    copertina-tesi-cristiana-pacilio

    Definizioni

    La parola autismo deriva dal greco autòs che significa “se stesso” proprio perché, come modello particolare di struttura

    ...
  • Disturbi Generalizzati dello Sviluppo (DGS)

    Disturbi Generalizzati dello Sviluppo

    I Disturbi Generalizzati dello Sviluppo sono una categoria diagnostica che comprende un gruppo di disordini caratterizzati da una distorsione dello sviluppo di base che riguarda la comunicazione, verbale e non verbale, la capacità sociale e l’attività immaginativa. Sono compromesse oltre tutto, le funzioni psicologiche di base come l’attenzione,

    ...
  • Disturbi dello sviluppo

    Tra i disturbi dello sviluppo in età evolutiva verranno menzionate alcune patologie che risultano presentare un deficit legato all’empatia, cosiddette “primarie”. Nel particolare: i disturbi dello spettro autistico (facendo riferimento anche e soprattutto all’alto funzionamento) ed i disturbi della condotta.

    Unitamente a questi si porrà l’accento anche su alcuni disturbi in cui la

    ...
  • Modalità di approccio ai disordini dell’empatia e strategie terapeutiche

    Aspetti generali della riabilitazione nel bambino

    “ La parola neuropsicomotricità si presenta affascinante nella sua intenzione di conciliare i due termini estremi della concezione dualistica della persona umana. Concezione che la cultura di questo secolo stempera via via sotto l'impulso di esperienze e fenomeni che hanno visto riproporsi sempre più energicamente l'interazione

    ...
  • Disabilità Intellettiva e Autismo a confronto

    Disabilità Intellettiva e Autismo a confronto

    All'interno del mio elaborato ho deciso di affrontare due patologie: l'Autismo e la Disabilità

    ...
  • Sintomi sociali e sintomi non sociali

    Caratteristiche

    L'autismo si trova a volte associato ad altri disturbi che alterano in qualche modo la normale funzionalità del Sistema Nervoso Centrale: epilessia, sclerosi tuberosa, sindrome di Rett, sindrome di Down, sindrome di Landau-Klefner, fenilchetonuria, sindrome dell'X fragile, rosolia congenita. Disordini geneticamente riconducibili ad una alterazione dei normali

    ...
  • Consapevolezza di sé e degli altri

    Gli individui che sono consapevoli di sé, come dimostra la capacità di diventare l'oggetto della propria attenzione, provano un senso di continuità psicologica nel tempo e nello spazio.

    È ipotizzato che ogni organismo capace di auto-riconoscimento ha una consapevolezza introspettiva dei propri stati mentali e la capacità di ascriverli nella capacità mentale degli altri.

    Un

    ...
  • Disturbi di personalità

    Il termine “personalità” deriva dal latino “persona”, cioè maschera. Etimologicamente, dunque, la personalità sarebbe un’amplificazione delle caratteristiche individuali del personaggio rappresentato dall’attore, in modo che il pubblico sapesse quali atteggiamenti e comportamenti aspettarsi da lui.

    Alcuni tratti del nostro modo di pensare, di fare esperienza e di comportarci tendono a

    ...
  • Valutazione e trattamento neuropsicomotorio del bambino con disabilità intellettiva: analisi del funzionamento esecutivo e delle prassie all’interno del profilo di sviluppo adattivo

    copertina-tesi-ariela-alexovits

    INTRODUZIONE

    Questa tesi concerne il trattamento neuro e psicomotorio della disabilità intellettiva con

    ...
  • Deficit delle funzioni esecutive e disabilità intellettiva

    Le Funzioni Esecutive: definizione

    Le funzioni esecutive (FE) sono difficili da definire in quanto le competenze che compongono questa funzione non sempre si possono sovrapporre tra loro. In termini generali si riferiscono al controllo volontario della mente che può essere richiesto per affrontare in modo efficace ogni tipo di situazione soprattutto durante abilità come la

    ...
  • Disprassia e disabilità intellettiva

    Introduzione: prassia e disprassia

    Prima di poter parlare di disprassia è necessario introdurre il termine "prassia".

    Secondo la definizione di Piaget, ripresa successivamente da altri autori come Ajuriaguerra e Stamback, "le prassie non sono semplicemente movimenti, ma sistemi di movimenti coordinati in funzione di un'interazione e di un risultato." Gli autori francesi

    ...
  • Trattamento neuro e psicomotorio del bambino con disabilità intellettiva

    "Si fa presto a dire che bisogna sviluppare le funzioni, tutti lo fanno, ma il problema diventa più difficile quando bisogna dire quale funzione sviluppare e come. Vi suggerisco di tenere sempre presente che la persona nella sua globalità è fatta di funzioni diverse che interferiscono fra loro, per questo la strategia funzionale favorisce le iniziative che conducono a mettere in atto un

    ...
  • Il trattamento della disabilità intellettiva - STUDIO DESCRITTIVO - MATERIALI E METODI

    STUDIO DESCRITTIVO

    Introduzione

    L'obiettivo dello studio è quello di analizzare la capacità adattiva del bambino con disabilità intellettiva, con particolare attenzione alle abilità prassiche e alle funzioni esecutive, fondamentali per favorire questo adattamento. Inoltre si vuole porre l'attenzione sullo sviluppo di queste abilità, che si influenzano le une con le altre e

    ...
  • Il trattamento della disabilità intellettiva - RISULTATI

    Dal confronto tra la valutazione dei bambini a giugno e la rivalutazione a ottobre stato verificato ( Tabella 2):

    un miglioramento nelle abilità prassiche da parte di tutti i bambini che in media sono passate da "assenti" a "emergenti", un miglioramento nelle funzioni esecutive da parte di tutti i bambini che in media sono passate da "emergenti" a "quasi del tutto presenti", un

    ...
  • Il trattamento della disabilità intellettiva - APPENDICI

    APPENDICE 1

     

     

    ELENCO TEST SOMMINISTRATI

    Aree funzionali

    Settori d'indagine

    Test

    ...
  • Valutazione e trattamento neuropsicomotorio del bambino con disabilità intellettiva - BIBLIOGRAFIA

    • [1] American Association on Mental Retardation "Ritardo mentale. Definizione, classificazione, sistemi di sostegno e quaderni di lavoro" 10^ edizione Vannini 2005
    • [2] American Psychiatric Association (APA) "Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders- Fourth Edition (DSM-IV) 1994 pagg. 53-61
    • [3] American Psychiatric Association (APA) "Diagnostic and
    ...
  • Il trattamento della disabilità intellettiva - CONCLUSIONI

    Sempre facendo riferimento alla Tabella 2 si possono trarre le seguenti conclusioni:

    tutti i bambini sono migliorati sia nelle abilità prassiche che nelle funzioni esecutive, confermando quindi il legame tra queste due funzioni.

    I due bambini che sono migliorati nelle funzioni adattive presentano entrambi funzioni esecutive "quasi del tutto presenti", mentre differiscono nelle

    ...
  • AGGRESSIVITÀ - Introduzione Teorica

    Definizioni a confronto

    Il concetto di aggressività è stato da sempre oggetto di studio nei più svariati campi della ricerca. A livello semantico il termine include un ampio insieme di idee e una vasta gamma di fenomeni che a loro volta riflettono gli orientamenti,  talvolta contrastanti dei vari ricercatori. Definirla come mero comportamento caratterizzato da

    ...
  • Trattamento neuropsicomotorio: Introduzione - Dalla valutazione del profilo motorio all’intervento neuropsicomotorio

    Le capacità coordinative sono influenzate da condizioni neurologiche, ambientali e psicologiche, da qui la necessità di offrire al bambino tutti gli stimoli necessari affinché si verifichi un buon funzionamento del sistema nervoso e in particolare dell’apparato senso-motorio e un’adeguata integrazione delle informazioni dei diversi sistemi percettivi. Ciò si traduce attraverso un’educazione

    ...
  • PREMESSA - Il Metodo SaM (Sense and Mind) nel trattamento del DANV: presentazione di un caso clinico

    Sofia POSCA - Il Metodo SaM (Sense and Mind) nel trattamento del DANV: presentazione di un caso clinico

    Introduzione -Nei bambini con disturbo

    ...
  • CONCLUSIONI - Il Metodo SaM (Sense and Mind) nel trattamento del DANV: presentazione di un caso clinico

    Ritengo che l’approccio riabilitativo con il metodo S.a.M. sia indicato per il trattamento del disturbo dell’apprendimento non verbale. Lavorando sulla ridefinizione dello spazio del corpo attraverso l’esperienza motoria si favorisce la diminuzione dell’impaccio e il miglioramento delle abilità di motricità fine e prassiche. L’utilizzo di diversi portali sensoriali e la precisa organizzazione

    ...
  • INTRODUZIONE - La Terapia Interattiva in Età Evolutiva: un esempio di lavoro sulle Funzioni Esecutive

    Elisabetta TROILO - La Terapia Interattiva in Età Evolutiva: un esempio di lavoro sulle Funzioni Esecutive

    Il presente lavoro ha come oggetto di studio un intervento riabilitativo psicomotorio

    ...
  • DISCUSSIONE DEI RISULTATI E CONCLUSIONI - Le Funzioni Esecutive in Età Evolutiva

    Discussione dei Dati*

    profilo-di-sviluppo-11

    È possibile notare dal confronto dei grafici la presenza di miglioramenti in tutte le aree indagate, sebbene il

    ...
  • BIBLIOGRAFIA - SITOGRAFIA - Le Funzioni Esecutive in Età Evolutiva

    Bibliografia

    • Andreazzi P., Santinelli L. – Movimento e Funzioni Esecutive: il progetto Pilota diMonte Carasso.
    • Ardu E., benso F., Di Somma A., Soria M., Veneroso MC. ( 2016) – Dalla Teoria alla Pratica: un Progetto di Didattica Integrata, in “Annali on-line della didattica e della Formazione Docente”, vol.8, n° 11, pp
    ...
  • ABSTRACT - Come cambia la riabilitazione: studio sull’utilizzo dei videogiochi per la rieducazione delle abilità di lettura

    Come cambia la riabilitazione: studio sull’utilizzo dei videogiochi per la rieducazione delle abilità di lettura - Manuel LIVERI

     

    Abstract

    Questo progetto è nato da un interesse

    ...
  • Introduzione - Gli indicatori di rischio delle competenze relative all’apprendimento: valutazione in un campione di bambini di età compresa tra i 5 e i 6 anni

    Introduzione - Gli indicatori di rischio delle competenze relative all’apprendimento: valutazione in un campione di bambini di età compresa tra i 5 e i 6 anni

    ...

  • La Teoria della Mente - Tesi di Laurea

    Le capacità Socio-Comunicative nel bambino con sviluppo tipico e con Autismo

    Lo studio dei processi cognitivi e comunicativi nei bambini autistici ha ottenuto notevoli successi, in buona parte dovuti ad una teoria. Secondo questa teoria l’autismo è caratterizzato, a livello psicologico, principalmente da una difficoltà ad attribuire stati mentali

    ...
  • Emozioni: correlazione neuroanatomica

    Le emozioni sono risposte complesse dell’organismo a stimoli adeguati, che si manifestano con specifici repertori di azioni e con modificazioni dello stato interno, che è possibile osservare e misurare. Sono considerate emozioni primarie la paura, la rabbia, la sorpresa, la tristezza, il disgusto e la felicità.

    La percezione dello stimolo emotivo genera una serie di risposte complesse

    ...
  • Flessibilità mentale e presa di prospettiva

    L'empatia può essere causata da una varietà di situazioni, per esempio nel vedere un'altra persona in difficoltà o in disagio, immaginando il comportamento di qualcun altro, nella lettura di un racconto in un libro di narrativa o nel vedere un report TV movimentato. Tuttavia, in queste condizioni, l'empatia richiede alla persona di adottare più o meno consapevolmente il punto soggettivo di

    ...
  • Nuovi orientamenti nello studio dell’empatia ed individuazione di specifici sottosistemi

    Sottosistemi dell’empatia

    L’empatia è la capacità di riconoscere, comprendere e condividere gli stati emotivi dell’altro ed è considerata alla base di una genuina e reciproca relazione umana. Non si tratta di un sistema unitario, ma piuttosto un gruppo libero di sistemi neuro cognitivi parzialmente dissociabili. In particolare, si possono fare tre grandi divisioni: empatia cognitiva

    ...
  • ALLA RICERCA DI UNA SPIEGAZIONE MOTORIA DELL’AUTISMO E DEI SUOI SINTOMI

    CENNI INTRODUTTIVI

    Oltre ai principali sintomi caratteristici dell'autismo descritti nella sezione dedicata, alcuni autori pongono l'attenzione sulle anomalie motorie precoci che potrebbero interferire con lo sviluppo di tappe motorie cruciali nello sviluppo del bambino con autismo e, addirittura spiegarne le peculiari anomalie nelle abilità sociali e comunicative. Infatti,

    ...
  • Approcci riabilitativi di tipo evolutivo

    Intervento di sviluppo relazionale

    RDI è un acronimo per Relationship Development Intervention, che, tradotto, significa Intervento per lo Sviluppo Relazionale.

    Questa terapia è stata sviluppata dal Dr. Steven Gutstein e mira a risolvere i problemi di tipo relazionale e sociale presenti nelle persone ASD (= con un disturbo dello spettro autistico).

    L’intervento si

    ...
  • BIBLIOGRAFIA e SITOGRAFIA - Comportamenti non sociali nei Disturbi dello Spettro Autistico

    Bibliografia

    • Asperger H., Bizzarri, isolati e intelligenti, a cura di Nardocci F., Erickson, Trento, 2003;
    • Aucouturier B.  “Il metodo Aucouturier. Fantasmi d’azione e Pratica Psicomotoria”; trad. it. di Giovanardi F., Milano, Franco Angeli, 2005;
    • Aucouturier B., Darrault I., Empinet J.L., “La pratique psychomotrice. Reéducation et thérapie”; Paris, Doin
    ...
  • Aspetti percettivo-prassici e comunicazione: BIBLIOGRAFIA

    • Aggio F., (2012). Inquadramento psicopatologico dei comportamenti dirompenti associati ai Disturbi dello Spettro Autistico e diagnosi differenziale con i comportamenti problema.
    • American Psychiatric Association (2000). Diagnostic and statistical manual of mental disorders – forth edition *Text Revision. APA, Washington.
    • American Psychiatric
    ...
  • Il Bambino e il Gruppo: Excursus storico

    Excursus storico - Il Bambino e il Gruppo

    “L’esperienza vissuta dilata la vita portandola a una nuova dimensione”

    Nulla accade per

    ...
  • Il gioco è la cultura dei bambini, apre la porta alla vita sociale: fantasia, socializzazione, collaborazione.

    Il gioco è la cultura dei bambini, apre la porta alla vita sociale: fantasia, socializzazione, collaborazione.

    L' uomo: "alla ricerca di sè attraverso il gruppo"

    Appagati i bisogni

    ...
  • La Storia della Pratica Psicomotoria: fonte di esperienza per giungere alla concezione di una Terapia d’aiuto in gruppo

    La Storia della Pratica Psicomotoria: fonte di esperienza per giungere alla concezione di una Terapia d’aiuto in gruppo

     

    La Storia della Pratica Psicomotoria: fonte di esperienza per giungere alla

    ...
  • Ipotesi Neurobiologiche dei Disturbi Socio-Comunicativi nel Disturbo Autistico

    Le capacità Socio-Comunicative nel bambino con sviluppo tipico e con Autismo

     

    L’influenza del patrimonio genetico sull’insorgere dell’autismo è dimostrata da molte prove, per lo più ottenute studiando individui con gradi di parentela diversi: gemelli monozigoti e dizigoti, fratelli non gemelli e genitori. Se il patrimonio

    ...
  • Uno spazio e un tempo per una nuova alleanza con il Bambino Autistico

    "ero nato speciale e cresciuto in un ambiente difficile"
    (lapo marini, 2007)

    Modalità di trattamento per i Bambini Autistici

    Nello sviluppo normale l’età dei due anni è un periodo critico per la funzione regolatrice sociale esercitata dai genitori. Il bambino comincia a muoversi; le sue abilità di

    ...
  • Promuovere la Comunicazione nei Bambini Autistici Verbali

    Modalità di trattamento per i Bambini Autistici

     

    In questo capitolo si parlerà sei bisogni educativi dei bambini con autismo con competenze più elevate che possiedono un sistema linguistico di base e hanno bisogno di un intervento pragmatico specifico, per migliorare l’efficacia della comunicazione in tutti i suoi aspetti.

    ...
  • Essere genitori di un bambino autistico: difficoltà di riconoscimento dei segnali di disfunzionamento e difficoltà di risposta ad una diagnosi di autismo

    "Pare abbia cominciato molto tardi a parlare.
    Secondo mia madre,
    perché avevo delle bambinaie tedesche.
    Forse: ma lei si occupava di me?
    Non è che mi lamenti, lei aveva tutto
    il diritto di rifiutarmi.
    O io rifiutavo li fin da allora?"
    (Lapo Marini, 2007)

     

    Spesso i genitori avvertono

    ...
  • Bambini affetti da Disturbi dello Spettro Autistico - Storia clinica dei casi in esame e trattamento riabilitativo

    Obiettivi di lavoro

    Questo strumento è stato somministrato alle madri di quattro bambini, in carico nel reparto di NPI dell’Ist. C. Golgi di Abbiategrasso a Milano . La somministrazione è stata effettuata in due diverse occasioni:

    • La prima volta è stato richiesto ai genitori di ricordare le caratteristiche indagate tramite la Scala al
    ...
  • LO SVILUPPO PSICOMOTORIO - Aspetti Descrittivi

    lo sviluppo neuro e psicomotorio del Bambino

    Per un corretto approccio alla diagnosi precoce risulta evidente la necessità di conoscere il bambino e il suo

    ...
  • Alcuni riferimenti sull'Autismo

    L'Autismo è una malattia che colpisce bambini d'ogni razza, nazione Religione e stato sociale.

    Sulla frequenza di questa malattia ci sono dati discordanti. Alcuni autori riferiscono una frequenza di 418 bambini su 10000 nati con frequenza superiore nei maschi, con un rapporto di 2 a 4. Solitamente le femmine presentano sintomi più gravo quando ne sono affette, con un deficit

    ...
  • Partecipazione affettiva tra sé e gli altri

    Nei primati, la capacità di comprendere gli stati emotivi degli altri è fondamentale per mantenere le interazioni sociali.

    Uno strumento potente per conoscere le emozioni espresse dagli altri è il “contagio emotivo”. Le forme più complesse di emozioni (come le emozioni sociali) richiedono la consapevolezza dei propri sentimenti in relazione con, o in risposta all'interazione

    ...
  • Caso clinico F - Strategie Visive e CAA in diversi casi clinici: Autismo e Disabilità Intellettiva

    Caso clinico F.

    F. è un bambino di 11 annidi nazionalità equadoregna figlio di genitori sposati e poi separati, con diagnosi di Autismo in carico alla struttura dall'età di 5 anni.

    Dalla storia personale e

    ...
  • Caso clinico A - Strategie Visive e CAA in diversi casi clinici: Autismo e Disabilità Intellettiva

    Di seguito riporto tre casi clinici aventi diverse età, con patologie di Disabilità Intellettiva e Disturbi dello Spettro Autistico. Tutti e tre i casi presentano deficit nella comunicazione e pertanto è opportuno utilizzare con loro le Strategie Visive e la CAA. Grazie a questi tre casi è stato possibile osservare come i vari metodi possano essere utilizzati

    ...
  • Definire la disabilità intellettiva: dal ritardo mentale ai disturbi dello sviluppo intellettivo

    Definizione e Criteri

    Nei manuali diagnostici utilizzati fino ad oggi, il Ritardo Mentale (RM), costituisce una condizione di difficile inquadramento. In ragione delle multiformi modalità espressive, dei numerosi fattori etiologici, della mutevole percezione sociale del fenomeno, delle capacità individuali di reazione a stimoli ambientali e

    ...
  • Casi Clinici - La valutazione del funzionamento adattivo nei bambini con disabilità intellettiva

    Nell’ultimo anno ho avuto la possibilità di seguire 3 bambini con disabilità intellettiva presso la struttura di Neuropsichiatria Infantile della ASL 4 di Rapallo. Nello specifico, si tratta di bambini in età pre-scolare con ritardo cognitivo e scarso funzionamento adattivo. Ho somministrato le scale Vineland alla terapista che ha in carico i bambini al fine

    ...
  • La Sindrome di Down

    Come abbiamo visto  la Sindrome  Down , definita anche trisomia 21, è la più frequente tra le anomalie cromosomiche autosomiche. Benché il quadro clinico sia conosciuto dalla metà del  XIX secolo (Seguin 1846), è dal 1959 che fu ricollegato da Turpin, Lejeune e Gauthier ad una anomalia cromosomica: cromosoma 21 supplementare (45XY). Nel 92% dei

    ...
  • DISCUSSIONE - Alla ricerca di una spiegazione motoria delle difficoltà comunicative nell’autismo

    Nel presente studio si sono analizzati gli effetti della prensione di oggetti grandi e piccoli sui parametri dello spettro vocale di parole (/palla/) pronunciate appena dopo la prensione. Il razionale dello studio è che lo stabilirsi di nessi motori tra apertura delle dita e apertura della bocca interna, legate all'articolazione del parlato, sia un buon

    ...
  • Lo sviluppo del bambino da 0 a 3 anni nella letteratura scientifica in relazione a diversi autori

    Lo sviluppo del bambino da 0 a 3 anni

    Prima della nascita della Psicologia dello sviluppo l’infanzia non era pensata come una fase autonoma dell’età evolutiva e i bambini venivano considerati degli adulti

    ...
  • Approccio “specifico” ai disturbi non Sociali

    Autismo a Basso Funzionamento

    Conoscere lo stato mentale del bambino è importante per determinare il suo livello futuro di funzionamento.

    Questa è una chiave di criterio importante nella diagnosi dell'autismo quando si prova a stabilire una discrepanza fra il livello delle funzioni sociali del bambino e le sue funzioni cognitive ed adattive totali. Come è vero per i

    ...
  • LA SINDROME DI MOEBIUS: prognosi, diagnosi e terapia

    Prognosi e Diagnosi

    La sindrome di Moebius non ha carattere evolutivo, anche se ne derivano deficit morfologici e funzionali primari e secondari ed inoltre disfunzioni sia maggiori che minori durante lo sviluppo (“Dalla Diagnosi All’Intervento: analisi di casi clinici”  di O. Picciolini, G. Lucco, G. Presezzi, C. Megliani, S. Castelletti, G. Mauceri, D. Clerici, F. Mosca,

    ...
  • INTRODUZIONE - Il ruolo dell'imitazione attiva e passiva in bambini con disturbo dello Spettro Autistico: prospettive di intervento

    Il ruolo dell'imitazione attiva e passiva in bambini con disturbo dello Spettro Autistico: prospettive di intervento - tesi di laurea di Marilena ALVAREZ

    “Abile è colui che sa essere felice, tutti gli altri

    ...
  • CONCLUSIONI - Il ruolo dell'imitazione attiva e passiva in bambini con disturbo dello Spettro Autistico: prospettive di intervento

    Madame Michel ha l'eleganza del riccio: fuori è protetta da aculei, una vera e propria fortezza, ma ho il sospetto che dentro sia semplice e raffinata come i ricci, animaletti fintamente indolenti, risolutamente solitari e terribilmente eleganti.

    Da:Muriel Barbery, ‘L'eleganza del riccio’

    L’autismo è un fenomeno complesso e ancora non del tutto compreso. Seppur godendo di uno

    ...
  • INTRODUZIONE - Valutazione dei Disturbi di Regolazione in bambini con Disturbo Pervasivo dello Sviluppo in corso di trattamento

    Valutazione dei Disturbi di Regolazione in bambini con Disturbo Pervasivo dello Sviluppo in corso di trattamento - Nadia BOTRUGNO

    L’autismo infantile rappresenta una delle sindromi più angoscianti e

    ...
  • BIBLIOGRAFIA e RIFERIMENTI LINKS

    • AAVV, DSM-IV, Masson, Milano 1996.
    • Le Boulch J., Mouvement et dèveloppement de la persone, Vigot, Parigi 1998.
    • Le Boulch J., Le Corps à l’ecole au XXI° siècle, Puf, Parigi 1998.
    • Le Boulch J., Lo sviluppo psicomotorio dalla nascita a sei anni, Armando, Roma 1981.
    • De Ajuriaguerra J., Marcelli D.,
    ...
  • Bibliografia - Il Disturbo da Deficit di Attenzione / Iperattività o ADHD

    • EDWARD A. KIRBY - LIAMK. GRIMLEY , Disturbi dell'attenzione e iperattività, E rickson Editore, Trento 2002.
    • CLAUDIO VIO - GIAN MARCO MARZOCCHI- FRANCESCA OFFREDI, Il bambino con deficit di attenzione/iperattività, ERICKSON Editore, Trento 2001.
    • CESARE CORNOLD - GIULIO LANGIONI - ANDREA CANEVARO, Difficoltà di apprendimento, ERICKSON Editore, Trento
    ...
  • Il Ritardo Psicomotorio - Aspetti Clinico-Descrittivi

    Il ritardo di sviluppo psicomotorio può essere definito in termini generici come la mancata acquisizione di adeguate competenze posturali, cognitive, affettive e/o linguistiche in rapporto all'età cronologica.

    Tale quadro di ritardo molto spesso rappresenta la manifestazione iniziale, il sintomo precoce, di sindromi complesse, quali Insufficienze Mentali, Kinesipatie encefaliche,

    ...
  • Il Ritardo Psicomotorio - BIBLIOGRAFIA

    1. Gison G , Bonifacio A. — L'approccio psicomotorio nelle disabilità evolutive minori. Convegno sulle disabilità evolutive dei minori e dei disturbi dell'apprendimento. Franco Angeli, 1994. 
    2. Liccardi MA.    Gison G. "L'approccio psicomotorio" in sistema nervoso e riabilitazione. Enciclopedia scientifica Rizzoli, n° 3, suppl. 1999. 
    3. Liccardi M.A., Gison G., Grasso Di
    ...
  • BIBLIOGRAFIA - Empatia: origine, significato e disordini

    1. American Psychiatric Association, “DSM-IV-TR, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali”, Tex Revision, Masson, Milano, 2001;
    2. Armony J. L., Servan-Schreiber D., Romanski L. M., Cohen J. D., & LeDoux J. E. “Stimulus generalization of fear responses: Effects of auditory cortex lesions in a computational model and in rats”. Cerebral Cortex, 7, anno 1997
    ...
  • BIBLIOGRAFIA - La valutazione del funzionamento adattivo nei bambini con disabilità intellettiva

    1. American Association on Mental Retardation (2005). Ritardo Mentale. Definizione, classificazione, sistemi di sostegno e quaderni di lavoro - 10^ edizione. Vannini
    2. Andreoli V, Cassano GB, Rossi R (2001) DSM-IV. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, Classificazioni DSM/ICD. Editore
    ...
  • Ritardo Mentale e Sindrome di Down

    Eziologia del ritardo mentale

    Secondo il DSM-IV in circa il 30-40% dei casi di ritardo mentale non è possibile identificare una causa eziologia definita, mentre nei restanti casi, dove il fattore eziologico è conosciuto, si tratta soprattutto di anomalie genetiche o cromosomiche: tra queste la Sindrome di Down sembra essere la più frequente. Si aggiungono poi la Sindrome di

    ...
  • Disabilità intellettiva - ASPETTI GENERALI

    Introduzione

    Per poter parlare di disabilità intellettiva bisogna intanto definire l'intelligenza. Sono stati fatti molti tentativi nel corso del tempo per darne una definizione esaustiva: fino alla fine degli anni '90 si parlava ad esempio di fattore generale "g" e l'intelligenza veniva considerata come un'abilità generale, a sé stante, che l'individuo possiede o non possiede,

    ...
  • Approcci riabilitativi di tipo comportamentale

    Il metodo ABA

    "I disturbi autistici" Per disturbi autistici si intende tutta la gamma dei disturbi autistici, lievi o importanti che siano, che corrispondono ai criteri del manuale diagnostico DSM-IV per i Disturbi Autistici (PDD) oppure PDD-NOS. I disturbi autistici sono dei disturbi che si collocano all'interno di uno spettro, cioè esiste una gamma variabile di

    ...
  • BIBLIOGRAFIA - Dalla valutazione del profilo motorio all’intervento neuropsicomotorio dai 3 ai 6 anni in soggetti con sviluppo atipico

    • American Psychiatric Association (2013), DSM-5. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Milano, Masson.
    • American Psychiatric Association (2004), DSM-IV-TR. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Milano, Masson.
    • Bayley N. (2009), Bayley-III Bayley Scales of Infant and Toddler Development - Third Edition, Giunti O.S.
    ...
  • La Comunicazione Aumentativa Alternativa

    La Comunicazione

    Il termine comunicazione deriva dal latino communico che significa mettere in comune, fare partecipe, condividere; nella sua prima definizione, perciò, è l'insieme dei fenomeni che comportano il trasferimento di informazioni. Per

    ...
  • La Psicomotricità - Cenni storici

    La psicomotricità è una disciplina a connotazione pedagogico-riabilitativo-terapeutica concepita come dialogo che, considerando la persona nella sua unità psicosomatica, agisce sulla totalità dell’individuo tramite il corpo e il movimento all’interno di una relazione, con metodi attivi di mediazione corporea allo scopo di contribuire al

    ...
  • La comunicazione non verbale e la terapia psicomotoria

    Nella trattazione di questo argomento vorrei partire da un assunto: la preponderante importanza della comunicazione non verbale all'interno della pratica psicomotoria. Ma, parlando di comunicazione non verbale, desidererei collocare questo concetto all'interno di un altro assunto, specificamente psicomotorio, che è quello della comunicazione non verbale come linguaggio del corpo. Nel

    ...
  • INTRODUZIONE - Il dialogo tonico e il dialogo sonoro

    copertina-tesi-maria-vittoria-berno

    Il non-verbale espresso dal linguaggio del corpo e il non verbale espresso dagli aspetti prosodici del

    ...
  • Strumenti visivi per la comunicazione

    Gli ausili visivi hanno la funzione di fornire l'informazione in una forma logica, strutturata e sequenziale. L'informazione data in forma visiva concreta aiuta le persone con bisogni comunicativi speciali a gestire meglio molti eventi che, durante la giornata, sono fonte di confusione e frustrazione. Pertanto, si è visto che presentare l'informazione in

    ...
  • Prima seduta di osservazione in stanza di terapia

    Abbiamo voluto integrare l’osservazione fatta durante il soggiorno estivo a Marina di Massa con un’osservazione in stanza di terapia, durante una prima seduta di gioco libero a cui ha partecipato anche la madre di N.

    All’inizio della seduta, la terapista ha fornito alla signora delle indicazioni sul tipo di attività e sulle caratteristiche del

    ...
  • Lo sviluppo della voce nel primo anno di vita: la voce prodotta

    Sono avida di voci, che siano leggere o pesanti, scure o chiare, le amo per la loro straordinaria capacità di farsi corpo [16].

    Quando un bambino nasce l’unico suono che la madre e i medici anelano di sentire è la sua voce. Il primo vagito, il primo pianto del bambino testimoniano che respira, che è vivo. La voce

    ...
  • Le Paralisi Cerebrali Infantili

    Cenni storici

    Un chirurgo ortopedico inglese, William John Little, in un suo lavoro del 1862 presentato all'Ostetrical Society of London ha fornito la prima descrizione di Paralisi Cerebrale Infantile:“rigidità spastica tipo tetano e una distorsione delle gambe del neonato” [1]. Successivamente Sigmund Freud nel suo “Die infantile cerebrallahmung” nel 1897 descrive i possibili

    ...
  • Revisioni su alcune delle principali Terapie Alternative e Complementari nella riabilitazione delle PCI

    Nel capitolo seguente verranno presentate alcune delle principali terapie alternative e complementari utilizzate nella riabilitazione delle PCI, analizzando per ciascuna le basi teoriche e le prove di efficacia; il tutto è attinto dalla letteratura scientifica e dal Congresso intersocietario SINPIA-SIMFER tenuto a Bologna nel giugno 2010.

     


     

    Metodo ADELI suit

    ...
  • Terzo stadio: dal nono al diciottesimo mese

    Il periodo dai nove ai diciotto mesi è dominato dall’acquisizione della deambulazione autonoma. Con questa viene definitivamente superata la “schiavitù della stasi”. Il bambino diventa padrone del suo corpo e della sua motricità e si lancia alla conquista dello spazio intorno a lui e anche più lontano. Finalmente il mondo circostante, perennemente tentatore e

    ...
  • Quarto stadio: dal diciottesimo mese al terzo anno

    È il periodo in cui gli eventi fondamentali dello sviluppo del bambino, quelli che informeranno tutta la sua storia evolutiva, giungono al loro punto cruciale. 

    Piaget, grazie alle sue osservazioni sistematiche, afferma che l’imitazione propriamente detta, alla fine del diciottesimo mese di vita, marca l’inizio

    ...
  • IL CASO DI G. - Oltre la diagnosi

    Anamnesi

    Il caso di G. viene sottoposto all'attenzione di Davide e Golia Onlus nel Settembre 2011, su indicazione dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona e della Neuropsichiatria Infantile di Firenze. I motivi dell'invio riguardano la presenza di un ritardo psicomotorio nel contesto della Sindrome di Sturge Weber (SSW), associata a sospetta Sindrome di Klippel

    ...
  • Il trattamento neuropsicomotorio di G.

    Perseguire l'integrazione

    Chi è G., dunque, a cavallo tra Marzo e Aprile 2013? Di fronte a questo interrogativo, apparentemente elementare e già risolto dalle informazioni riportate nel capitolo precedente, ci sembra tuttavia opportuno reintegrare in un tutto coerente e sintetico ciò che altrimenti rischierebbe di rimanere frammentario e disincarnato. G. non è una sequenza di parole

    ...
  • CONCLUSIONI - Oltre la diagnosi: il circolo virtuoso del gioco

    Precisazioni metodologiche

    Per sette mesi ho assistito e partecipato alla terapia neuropsicomotoria individuale di G., condividendone i progressi, le regressioni transitorie, lo spazio e il tempo della seduta. Ho cercato di cogliere, con occhio vigile e mente attenta, ogni cambiamento intervenuto, di carpire i dettagli del processo che andava definendosi e dispiegandosi. Se,

    ...
  • INTRODUZIONE - Alla ricerca di una spiegazione motoria delle difficoltà comunicative nell’ Autismo

    PREMESSE

    Un'ipotesi  piuttosto attuale sull'origine del linguaggio propone che la capacità umana di esprimersi verbalmente si sia evoluta dal gesto manuale (Armstrong, 1999; Corballis, 2002; Donald, 1991; Givon 1995). Una questione critica per le teorie che sostengono che l'evoluzione del linguaggio sia avvenuta dal gesto manuale riguarda il come abbia avuto luogo il

    ...
  • Strategie per la Comunicazione

    Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA)

    In età evolutiva, più dello 0,5% della popolazione presenta disabilità complesse della comunicazione che, in assenza di adeguati interventi, interferiscono in modo significativo con lo sviluppo, in particolare nell’ambito cognitivo e relazionale. Diventa allora necessario potenziare le modalità di comunicazione esistenti, affiancandole

    ...
  • INTRODUZIONE - ABSTRACT - PREMESSA E SCOPO - Lettura ad alta voce e Comunicazione Aumentativa Alternativa: riabilitazione e partecipazione

    ABSTRACT

    Introduzione

    La comunicazione nasce nell’uomo come bisogno primario e fondamentale per esprimere i propri pensieri, sentimenti, bisogni, desideri e,

    ...
  • BIBLIOGRAFIA - Lettura ad alta voce e Comunicazione Aumentativa Alternativa: riabilitazione e partecipazione

    • Alberti M., dispense incontro “Dislessia e lettura: un amore impossibile? Strategie di intervento e promozione”, Barzanò; Marzo 2016
    • Aucouturier B., Darrault, I., e Empinet ,J.L., “La pratica psicomotoria. Rieducazione e terapia”, Armando Editore, pp. 73-74; 1989
    • Berti E. e Comunello F., “Corpo e mente in psicomotricità. Pensare l’azione in educazione e terapia”,
    ...
  • Anamnesi e informazioni cliniche - Il caso di N.

    N. è nato il 9 gennaio 2008 da una prima gravidanza normodecorsa con parto spontaneo eutocico espletato alla 38° settimana. Il peso alla nascita era 3600 g, lunghezza 50 cm, circonferenza cranica 34 cm e indice di Apgar 9-10.

    È stato eseguito un tampone vaginale che è risultato positivo per infezione da Streptococco, per cui madre e bambino hanno effettuato una terapia antibiotica. È

    ...
  • Osservazione e valutazione - Il caso di N.

    Il bambino presenta un quadro funzionale di ritardo globale dello sviluppo associato ad un importante disturbo del linguaggio espressivo e recettivo.

    La funzione attentiva risulta piuttosto fragile ed incostante: è sempre necessario il contenimento dell’adulto per aiutare il bambino a concentrarsi su un compito e a portarlo a termine senza

    ...
  • Fenotipo Comportamentale - La sindrome di Prader Willi (PWS)

    La sindrome di Prader-Willi comprende varie caratteristiche psicologiche e comportamentali. Nelle prime fasi dell'infanzia si verifica un ritardo dello sviluppo psicomotorio e verbale. I disturbi della motricità grossolana, della coordinazione e dell'equilibrio si protraggono per tutta l'infanzia. I problemi maggiori di linguaggio consistono soprattutto in errori di vario tipo

    ...
  • INTRODUZIONE - Ritardo Psicomotorio: Diagnosi e Progetto Terapeutico

    copertina-tesi-teresa-vitagliano

    Per l'elaborazione di questa tesi sono partita dalla riflessione sul riscontro con una percentuale alta di diagnosi non sempre

    ...
  • Il Ritardo Psicomotorio - Analisi di un "Caso Clinico" - Anamnesi e Osservazione

    M. ha attualmente 4 anni e mezzo, ha cominciato il percorso terapeutico (psicomotricità) all'età di 3, con una diagnosi d'entrata di "Ritardo dello Sviluppo Psicomotorio" e Difficoltà Relazionali. La terapia logopedica è stata avviata più tardi, all'età di quasi 4 anni.

    Dalle informazioni raccolte, emerge:

    • allattamento artificiale (non si è attaccato al
    ...
  • Il Ritardo Psicomotorio - CONCLUSIONI

    Il caso clinico preso in considerazione presentava inizialmente un quadro di Ritardo dello Sviluppo Psicomotorio e Difficoltà Relazionali.

    I versanti particolarmente compromessi erano quelli delle competenze cognitive, del linguaggio verbale sia in input sia in output e della sfera affettivo-relazionale.

    Il bambino ha cominciato la terapia psicomotoria mirata a migliorare

    ...
  • CONCLUSIONI - I Disordini Neurosensoriali nelle Encefalopatie Epilettiche: intervento riabilitativo nelle epilessie miocloniche severe (Sindrome di Dravet)

    Dal pensiero al gesto, e poi la parola, considerazioni riguardanti la costellazione dell’outcome

    Sin dalla scoperta della patologia e di ciò che essa comportava al livello clinico, si è manifestata una tendenza a descrivere l’outcome di questi pazienti come catastrofico. Il quadro clinico, infatti, prevedeva quasi invariabilmente un Ritardo Mentale di tipo Grave, necessariamente

    ...
  • Abstract - Premessa e scopo - Favorire la comunicazione nella Sindrome di Mowat Wilson: intervento riabilitativo e ruolo del TNPEE. Presentazione di un case report

    Favorire la comunicazione nella Sindrome di Mowat Wilson: intervento riabilitativo e ruolo del TNPEE. Presentazione di un case report - Laura PANSERA

    ...
  • La voce udita nella vita fetale, in principio era il suono

    In passato si pensava che il feto non fosse in grado di utilizzare i propri organi di senso e che questi potessero funzionare solo dopo la nascita. Il feto era visto come un essere psichicamente indifferenziato, incapace di vivere esperienze sensoriali proprie [2].

    Questo tipo di concezione statica è stata poi sostituita da una più dinamica: grazie al progresso tecnologico e agli

    ...

Pagina 1 di 5