Perché il termine “NEUROPSICOMOTRICISTA” viene associato al "Terapista della NEURO e PSICOMOTRICITÀ dell’Età Evolutiva" ?

Sindrome di Edwards (Trisomia 18): sintomi, diagnosi prenatale, presa in carico e prognosi

Sindrome di Edwards (Trisomia 18) – neonato in incubatrice; titolo leggibile; neuropsicomotricista.it

Sindrome di Edwards (Trisomia 18)

Definizione. La sindrome di Edwards, o trisomia 18, è un’anomalia cromosomica dovuta alla presenza di tre copie del cromosoma 18 in tutte o in parte delle cellule. È la seconda aneuploidia autosomica più comune tra i nati vivi dopo la trisomia 21 e comporta coinvolgimento multisistemico, ritardo di crescita e disabilità intellettiva severa.

Epidemiologia e burden

  • Prevalenza alla nascita: ~1 su 6.000–8.500 nati vivi. Considerando le perdite fetali e le interruzioni dopo diagnosi prenatale, la prevalenza complessiva in gravidanza è più alta (~1 su 2.500–2.600).
  • Perdita fetale: elevata già nel secondo trimestre; la quota di nati vivi rappresenta una minoranza dei concepimenti affetti.
  • Età materna: il rischio aumenta con l’età, per incremento degli eventi di non-disgiunzione meiotica.

Genetica e meccanismi

Nella maggior parte dei casi la trisomia 18 deriva da non-disgiunzione meiotica con trisomia completa (tutte le cellule con 47 cromosomi). Sono descritte anche:

  • Mosaicismo: coesistenza di linee cellulari trisomiche e normali; fenotipo molto variabile, da quadro classico a forme lievi.
  • Trisomia parziale: duplicazione/traslocazione di segmenti del braccio lungo 18q; il fenotipo dipende dalla regione duplicata.

Rischio di ricorrenza: nelle forme per non-disgiunzione è in genere basso (~0,5–1%). Se uno dei genitori è portatore di una traslocazione bilanciata che coinvolge il 18, il rischio aumenta (può arrivare a percentuali a due cifre in funzione del riarrangiamento). È indicata la consulenza genetica.

Fenotipo clinico caratteristico

Il quadro è eterogeneo e può interessare qualunque organo/sistema. Segni tipici includono:

  • Cranio-facciale: occipite prominente, microcefalia/dolicocefalia, micrognazia/microstomia, orecchie a basso impianto.
  • Arti: pugno serrato con dita sovrapposte (indice sul medio, quinto sul quarto), pollici/ipoplasia ungueale; piedi “rocker-bottom” (calcagno prominente).
  • Cardiovascolare: cardiopatie congenite nel >80–90% (difetti settali, dotto arterioso pervio, outflow anomalies).
  • Rene/urogenitale: anomalie renali (es. rene a ferro di cavallo), reflusso vescico-ureterale.
  • Gastrointestinale: onfalocele, malrotazioni, ernie diaframmatiche meno comuni, difficoltà di alimentazione e grave reflusso gastroesofageo.
  • Neurologico: ipotonia/ipertonia assiale, crisi epilettiche, apnee centrali/ostruttive, malformazioni del SNC (corpo calloso, cerebellari, ventricolomegalia).
  • Respiratorio: instabilità respiratoria, apnee (centrali/ostruttive/epilettiche), rischio di aspirazione.

Diagnosi prenatale

Screening

  • Ecografia (I–II trimestre): ritardo di crescita, cranio “strawberry-shaped”, cisti dei plessi corioidei (specie se bilaterali e grandi), mani serrate, piedi rocker-bottom, onfalocele, cardiopatie, singola arteria ombelicale, anomalie renali.
  • Test combinato I trimestre (11–13+6): PAPP-A e free β-hCG tipicamente ridotti; translucenza nucale spesso aumentata. In algoritmi combinati (età materna + biomarcatori + NT) la detection per T18 può essere elevata a basso tasso di falsi positivi.
  • Secondo trimestre: triple/quad screen con bassi AFP, uE3 e hCG (inibina A tendenzialmente bassa); l’ecografia morfologica (18–22 settimane) intercetta la maggior parte dei difetti maggiori.
  • cfDNA/NIPT: sensibilità e specificità alte per T18, ma PPV inferiore a T21 e dipendente dalla prevalenza e dall’età materna; il test resta di screening e richiede conferma invasiva in caso di positività.

Diagnosi

  • Invasiva: villocentesi o amniocentesi con cariotipo e/o microarray; FISH per risposte rapide. Nelle forme parziali, studio cromosomico dei genitori.
  • Postnatale: cariotipo o microarray su sangue periferico per confermare il sospetto clinico.

Gestione perinatale e presa in carico

Il management è multidisciplinare e individualizzato, con condivisione degli obiettivi assistenziali con la famiglia.

  • Stabilizzazione neonatale: supporto respiratorio secondo quadro (ossigeno/CPAP/ventilazione), gestione delle apnee (valutare componente centrale/ostruttiva/epilettica), prevenzione dell’aspirazione.
  • Cardiologia: ecocardiografia precoce; nei centri che adottano politiche di trattamento attivo, interventi cardiochirurgici o percutanei selezionati possono prolungare la sopravvivenza in sottogruppi selezionati.
  • Nutrizione: elevata incidenza di feeding difficulties e reflusso; logopedia/deglutologia, addensanti, posizionamento; quando necessario sondino naso-gastrico o gastrostomia.
  • Neurologia: monitoraggio/terapia delle crisi; valutazione del sonno se apnee ricorrenti.
  • Infezioni/respiratorio: profilassi standard, aspirazione delle secrezioni, fisioterapia respiratoria se indicata.
  • Consulenza genetica e sostegno: informazione su varianti (completa/mosaico/parziale) e rischio riproduttivo, supporto psicologico, reti territoriali.

Prognosi e outcome

La prognosi complessiva è severa, con alta mortalità precoce; nelle coorti storiche la sopravvivenza a 1 anno è stata riportata intorno al 5–10%. Studi recenti, soprattutto in contesti con politica interventistica e presa in carico intensiva, mostrano miglioramenti di sopravvivenza e survival-to-discharge in sottogruppi selezionati. La sopravvivenza dipende da molteplici fattori (cardiopatia e relativa gestione, insufficienza respiratoria/apnee, strategie nutrizionali, infezioni) e rimane ampiamente eterogenea.

Differenziale

  • Altre aneuploidie (trisomia 13, trisomia 21), triploidia, sindromi da microdelezione/duplicazione con difetti multipli.
  • Forme sindromiche con onfalocele/cardiopatia (p.es. Pentalogia di Cantrell; Beckwith–Wiedemann nei differenziali dell’onfalocele con macroscromia—non tipica in T18).

Riabilitazione ed équipe territoriale (inclusa la neuropsicomotricità)

Nei sopravviventi, il progetto riabilitativo è finalizzato al comfort, alla partecipazione e alla prevenzione delle complicanze: gestione posturale, posizionamento e handling, stimolazione multisensoriale rispettosa della fragilità, training deglutitorio in collaborazione con logopedista, programmi motori a bassa intensità per prevenire rigidità/contratture, istruzione familiare all’assistenza quotidiana, coordinamento con pediatra di libera scelta e servizi domiciliari. Gli obiettivi vanno periodicamente riesaminati con la famiglia, integrando aspetti etici e qualità di vita.

Tabella. Indicatori prenatali ricorrenti nella trisomia 18

AmbitoIndicatori/Pattern
Biomarcatori I trimestre PAPP-A ↓, free β-hCG ↓; spesso translucenza nucale ↑
Biomarcatori II trimestre Triple/Quad screen: AFP ↓, uE3 ↓, hCG ↓ (inibina A tendenzialmente ↓)
Ecografia FGR, cranio “strawberry”, cisti plesso corioideo, singola arteria ombelicale, mani serrate, piedi rocker-bottom, onfalocele, cardiopatie, anomalie renali
cfDNA/NIPT Alta sensibilità/specificità; PPV inferiore a T21 e dipendente da prevalenza; non diagnostico → conferma invasiva

Fonti e bibliografia

Tratto da www.neuropsicomotricista.it  + Titolo dell'articolo + Nome dell'autore (Scritto da...) + eventuale bibliografia utilizzata

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