La POSIZIONE ERETTA (stare in piedi), il CRUISING (Navigazione costiera), i PRIMI PASSI e il CAMMINARE: un mondo nuovo per il bambino

Camminare - la deambulazione

 

 

La posizione eretta (stare in piedi) 

Dal momento in cui il bambino impara a gattonare, inizierà a sperimentare anche la posizione eretta cercando di tirarsi su, se ha già acquisito le competenze necessarie ci riuscirà in poco tempo. Un bel risultato considerando quanta forza, coordinazione ed equilibrio ci vogliono per portare il suo corpo in posizione verticale e rimanere in piedi. È la base che gli permetterà di camminare, ma prima è necessario essere in possesso di precisi requisiti per questo emozionante traguardo.

Punti salienti: 

  • I bambini iniziano a sperimentare il tirandosi su per stare in piedi, generalmente subito dopo aver acquisito e padroneggiato il gattonamento (di qualsiasi forma). 
  • Tra i 6 e i 10 mesi, i bambini usano appoggi fissi per tentare di alzarsi e stare in piedi. 
  • Tra gli 11 e i 13 mesi i bambini sono in grado di rimanere in piedi.
  • La posizione eretta si sviluppa attraverso la “Reazione positiva di sostegno”, che consente ai bambini di spingere contro la gravità (sul grembo della mamma o su un seggiolino, ecc.) movimento che rafforzare i muscoli delle gambe. Questo “riflesso” scompare entro i 6 mesi. 
  • Alcune ricerche dimostrano che stare seduti e in piedi aiuta i bambini a sviluppare la percezione visiva.
  • È raccomandata la scelta accurata di eventuali accessori per aiutare il bambino a stare in piedi, poiché alcuni di questi potrebbero limitare il rafforzamento naturale dei muscoli e il movimento dell'anca. Ove possibile, è vivamente consigliato invece offrire al bambino le naturali possibilità e il tempo adeguato per muoversi liberamente per poter compiere spontaneamente esperienze di movimenti.

A che età i bambini riescono a stare in piedi?

Generalmente, tra gli 8 e i 10 mesi, i bambini sperimentano l'uso di mobili o altri supporti stabili per tirarsi in piedi. Tra gli 11 e i 13 mesi i bambini sono in grado di stare in piedi da soli e mantenere la posizione dritta. 

Come si sviluppa la posizione eretta?

Il promotore della stazione eretta e la “Reazione di sostegno” che è definita come una risposta totale dei muscoli articolari e del tronco che provoca un’azione antigravitaria tale da rendere possibile appunto la stazione eretta (reazione positiva di supporto). Altro elemento fondamentale è l’attivazione flessoria che permette agli arti di muoversi in una nuova posizione per il rilasciamento o movimento (reazione negativa di supporto).

Per esempio: entro i 6 mesi il bambino sarà in grado di usare le sue gambe per sopportare un po’ del suo peso, così inizierà a balzare su e giù mentre lo si tiene sulle ginocchia.

A circa 8 mesi, il ​​bambino appoggiato ad un supporto stabile e accostando contro di esso tutto il suo corpo, potrebbe essere in grado di rimanere in piedi,

Tra i 9 e i 10 mesi, il bambino si sentirà più sicuro in piedi mentre si aggrappa ai mobili e inizierà a sperimentare come usarlo per tirarsi su. Trascorrerà molte ore ad esercitarsi ad abbassarsi per sedersi, il che inizialmente comporta il piegamento delle ginocchia e una caduta sul pavimento con il pannolino. 

Il periodo tra gli 11 e i 13 mesi il bambino potrà tenersi ad un supporto con un solo braccio invece di due, cambiando il braccio di appoggio, trasferirà il peso da un lato del corpo all'altro e dopo tanti tentativi riuscirà a stare in piedi senza supporto. Saprà quindi tirarsi su per stare in piedi senza una base di appoggio e saprà meglio controllare anche il ritorno sul pavimento mentre si abbassa per riassumere la posizione seduta.

Posizione eretta, processo di informazione sensoriale e apparato visivo

Alzarsi in piedi e poi sedersi autonomamente e viceversa richiede un controllo motorio eccezionale, che comprende forza, coordinazione ed equilibrio. Lo sviluppo delle abilità grosso-motorie fino adesso raggiunte hanno preparato il bambino per questa nuova acquisizione, rafforzando i suoi muscoli, migliorando la capacità di bilanciare efficacemente il suo corpo e di usare le relative parti per ottenere un movimento mirato e fluido.

Assumere la posizione verticale è un passo significativo nello sviluppo dei sensi interni (vestibolari e propriocettivi) del bambino, responsabili dell'equilibrio e della coordinazione. Durante le fasi dello strisciamento, rotolamento, della posizione seduta, e del gattonamento, il suo corpo è stato vicino al suolo. Ora che è capace di stare in piedi, la parte superiore del corpo è più lontana da terra e ciò induce ad adottare strategie diverse per bilanciare e muovere il corpo mentre è in posiziona eretta.

Quando i bambini gattonano, tendono a guardare il pavimento davanti a loro. Questo aiuta a sviluppare il movimento verso l'interno di entrambi gli occhi per concentrarsi sugli oggetti vicini. Mentre, la posiziona seduta e quella eretta avviano i bambini a un nuovo campo visivo, così la percezione visiva si estende, poiché ha accesso a oggetti e spazi distanti. Le nuove informazioni visive sull'ambiente, insieme alla nuova posizione del corpo creano nuove dinamiche, esperienze ed acquisizioni. Quando i bambini si alzano in piedi, lo stesso ambiente in cui hanno gattonato deve essere percepito in maniera totalmente diversa e quindi devono adattare e riorganizzare tutti i ricettori alle nuove informazioni che ne derivano, ampliando di conseguenza le relative esperienze e cognizioni.

 

L’Andatura a tappe da crociera, detta anche “Navigazione Costiera” (Cruising) prepara il bambino per i primi passi indipendenti 

Riuscire ad alzarsi e stare in piedi è una tappa importante per il bambino, gli offrirà la possibilità  di osservare l'ambiente circostante da altre prospettive. Le esplorazioni che adesso effettuerà offriranno altre cognizioni considerando la nuova visuale che la posizione eretta permette.

Inizierà a muovere i piedi da un lato all'altro mentre si aggrappa ai mobili o ad altri "supporti" fissi e stabili. Questa tappa è denominata “Andatura a tappe da crociera” o “Navigazione costiera” o “Cruising” e lo prepara a muoversi in posizione eretta per il resto della sua vita.

Punti salienti:

  • Poco dopo che i bambini imparano a tirarsi su per stare in piedi, iniziano a guardarsi intorno e quindi a ruotare il busto o a portarlo avanti ed indietro rispetto alla base di appoggio (i piedi).
  • L’andatura a crociera inizia con piccoli passi laterali mentre si regge energicamente ad un supporto. Man mano che riesce a gestire dinamicamente l’equilibrio e la coordinazione dei diversi segmenti corporei in questione, tende lentamente a spostare un piede alla volta compiendo così piccoli passi. Inizierà in seguito a fare meno affidamento al supporto mentre ruoterà il tronco per guardarsi intorno. 
  • Il Cruising sviluppa gli abduttori dell'anca e rafforza i muscoli delle gambe necessari per i movimenti motori grossolani e prepara i piedi per i movimenti più precisi e definiti, fondamentali per la deambulazione. 
  • Il Cruising sostiene anche la pianificazione motoria, poiché durante gli spostamenti, deve costantemente progettare, organizzare, e controllare ogni azione.

È necessario quindi motivare il bambino a compiere diverse esperienze creando spazi sicuri per i suoi spostamenti, posizionando i giocattoli preferiti nelle diverse aree della stanza per invogliare il movimento. Ove possibile, per un maggiore input sensoriale è consigliato tenere nudi i piedi dei bambini. 

Quando i bambini iniziano la navigazione costiera?

I bambini generalmente iniziano il Cruising dopo poche settimane dall’acquisizione della stazione eretta che avviene tra i 10 e i 12 mesi.

Come si sviluppa l’andatura a tappe da crociera?

In posizione eretta, la navigazione costiera inizia con dei tentativi di brevi spostamenti dei piedi. Man mano che il bambino si abitua a sostenere il proprio peso, gradualmente farà sempre meno affidamento al supporto delle mani e alternerà i passi con più sicurezza, facendo movimenti più ampi e usando le mani solo per stabilizzarsi. Successivamente sperimenterà l’appoggio con una sola mano alternandola con l’altra, così avrà la possibilità di ruotare il tronco per girarsi e per guardarsi intorno. In seguito riuscirà a lasciarsi andare anche senza il supporto per una frazione di secondo per passare un oggetto da una mano all’altra.

Cruising e sviluppo delle aree grosso-motorie

Il Cruising è una tappa importante per il rafforzamento dei fianchi del bambino. Camminando lateralmente il bambino svilupperà gli abduttori dell'anca, i muscoli addominali obliqui i quali permetteranno a una gamba di rimanere stabile mentre l'altra si sposta nello spazio. I muscoli abduttori dell'anca (gluteo medio, il gluteo minimus e il tensore fasciae latae) sono fondamentali per camminare, quindi il cruising è un prerequisito importante che permette il loro sviluppo e rinforzamento.

Questi movimenti rafforzano anche tutti i muscoli anteriori, laterali e posteriori delle gambe, il che conferisce al bambino la potenza e la stabilità posturale necessarie per muoversi mentre si tiene in posizione verticale.

Cruising e sviluppo delle abilità fino-motorie dei piedi

Proprio come il gattonare che aiuta a sviluppare le mani, i relativi muscoli e le articolazioni; il cruising fa lo stesso per i piedi. Mentre il bambino effettua l’andatura da crociera, camminando lateralmente sposta il peso da una parte all'altra del piede, modellandolo e preparandolo per i movimenti motori fini coinvolti nelle tappe future come il camminare, il correre, il saltare e l’arrampicarsi.

Cruising e organizzazione, pianificazione del movimento

Il Cruising promuove la pianificazione del movimento, poiché il bambino è indotto a progettare ogni necessaria singola azione. Dovrà organizzare le prassie che gli permetteranno di partire, girarsi intorno, equilibrare i movimenti, afferrare oggetti, ecc. Mentre compie tutto ciò dovrà anche tenere in asse e in equilibrio tutto il corpo per conservare la posizione eretta e coordinare i movimenti del bacino, gambe e piedi per compiere i passi e quindi lo spostamento laterale di tutto il corpo. Per esempio: deve capire come girare l'angolo quando raggiunge il bordo del tavolino o aggirare un giocattolo sul pavimento, ecc.

Come incoraggiare l’andatura a tappe da crociera?

  • Creare un ambiente sicuro per gli spostamenti. I bambini eserciteranno gli spostamenti quando si sentono al sicuro, quindi dovranno avere diversi supporti stabili come mobili, tavoli, divani, sedie ecc. È consigliato mettere i paraurti sugli angoli e altri bordi duri per assicurare le inevitabili cadute.
  • Motivare il bambino posizionando i giocattoli preferiti su diversi supporti per incoraggiarlo a spostarsi per afferrarli. Posizionare i supporti come tavoli, sedie, divani abbastanza vicini tra loro in modo da permettere un repentino passaggio dall'uno all'altro. Posizionare giocattoli preferiti non molto lontani, ma fuori dal campo di azione del bambino in modo che deve necessariamente effettuare spostamenti per poterli raggiungere e afferrarli.
  • Tenere i piedi nudi. Per questa attività le scarpe possono sia limitare i movimenti precisi del piede essenziali durante gli spostamenti, sia attenuare le informazioni sensoriali che il bambino riceve attraverso i suoi piedi.
  • Lasciare il bambino libero di spostarsi il più possibile. Come in ogni fase del suo sviluppo, il cruising è una nuova abilità difficile e che richiede molta pratica per essere padroneggiata. 

Prima padroneggerà il cruising, prima sarà pronto per la fase successiva: il Camminare. 

 

Camminare (Deambulazione): quando, perché e come iniziano i bambini

I primi passi del bambino sono un momento emozionante, sia per i suoi familiari sia per le persone che gli stanno intorno.  Mentre barcolla e si ribalta per la stanza, il bambino assapora un modo nuovo e più efficiente per spostarsi nell’ambiente circostante.

Punti salienti: 

  • I bambini in genere iniziano a camminare intorno al primo anno di età, pressappoco nel mese del loro compleanno, sebbene la fascia di età in cui si compiono i primi passi sia molto ampia. 
  • I bambini passano dal gattonare al camminare poiché constatano che camminare li aiuta a muoversi in modo più efficiente e veloce.
  • Il controllo della testa, il rotolare, la posizione seduta, il gattonare, la posizione eretta, il girare su se stessi sono le basi che preparano i bambini a camminare: 
    • rafforzano ossa e muscoli,
    • strutturano il sistema sensoriale,
    • sviluppano la vista e gli altri sensi,
    • avviano alla pianificazione dei movimenti. 
  • I primi passi dei bambini sono rigidi e solo tra il 1° e il 3° anno la deambulazione diventa più aggraziata e fluida poiché le gambe si raddrizzano e padroneggiano maggiormente l'equilibrio e lo spostamento dinamico del peso. Questo li prepara per le future capacità dell’area grosso-motoria come il correre e il saltare.
  • La tappa dei primi passi è strettamente connessa sia con la capacità di coordinare e controllare la masticazione e sia a quella che permette di produrre suoni vocali più complessi.  
  • Incoraggiare a camminare:
    • non affrettando e concedendo il giusto tempo per l’acquisizione e la pratica,
    • tenendo possibilmente nudi i piedi dei bambini,
    • facendo esplorare superfici diverse. 

I bambini di solito compiono i primi passi senza supporto più o meno nel periodo del primo compleanno, anche se la fascia di età in cui si acquisisce tale abilità è molto ampia. 

Se il bambino ha costantemente progredito nello sviluppo delle altre aree e padroneggiato altri traguardi dell’area grosso motoria, in genere non c'è motivo di preoccuparsi se impiega più tempo a lasciarsi andare nella deambulazione autonoma. 

Quando e perché camminano i bambini?

Camminare è un'impresa difficile e se vogliamo anche pericolosa rispetto alla posizione acquisita e stabilizzata precedentemente quindi: perché i bambini che hanno imparato a muoversi gattonando sulle loro mani e sulle ginocchia dovrebbero abbandonare quella posizione sicura e assumersi il compito impegnativo di viaggiare su due piedi? 

I bambini scoprono man mano che deambulando riescono a coprire distanze maggiori e più rapidamente e che camminando possono arrivare in qualsiasi posto in maniera più efficacia.

Come si sviluppa la deambulazione?

La deambulazione può essere vista come la ricompensa alla fine di un anno impegnativo, pieno di acquisizione di nuove abilità. Durante il primo anno il corpo del bambino ha subito cambiamenti incredibili (il controllo della testa, il rotolamento, la posizione seduta, il gattonamento, la posizione eretta e l’andamento a crociera) che l'hanno preparato appunto a camminare. Tutto ciò gli ha permesso di:

  • rafforzare le sue ossa e muscoli;
  • costruire il suo sistema sensoriale in modo che possa raggiungere e mantenere l'equilibrio;
  • comprendere la posizione dei diversi segmenti corporei e come usarli insieme per un movimento coordinato;
  • sviluppare la funzione visiva in modo che possa raccogliere meglio le informazioni dell’ambiente sia da vicino sia da lontano;
  • incrementare l'abilità cognitiva per una migliore pianificazione motoria, che gli consente di progettare ed eseguire movimenti che lo aiutano a navigare in sicurezza nel suo ambiente, come calpestare o aggirare i giocattoli o oggetti che incontra durante il suo percorso.

La deambulazione e la Motricità grossolana e fine

Dopo che i bambini acquisiscono l’abilità che permette loro di camminare autonomamente, il periodo che segue dal 1° al 3° anno di vita comprende fasi di perfezionamento della competenza. I movimenti relativi all’area grosso-motoria saranno più fluidi man mano che i bambini esercitano la deambulazione non solo nel proprio ambiente familiare. Infatti, all'inizio la deambulazione del bambino sarà rigida e goffa. Le sue gambe sono ancora leggermente curvate e farà passi pesanti e rigidi. Le braccia saranno tese e impacciate. Quando avrà circa 3 anni, le sue gambe si raddrizzeranno, il resto del corpo sarà meglio organizzato, i suoi passi diventeranno più aggraziati e imparerà a posizionare prima il tallone sul pavimento e poi a spingere con le dita dei piedi.

Essere in grado di bilanciare i segmenti corporei, spostare il peso, ruotare, calpestare o oltrepassare gli oggetti mostrano come l’attività del camminare sviluppa le capacità motorie dei piedi del bambino. L’esercitazione e la riorganizzazioni continua dei movimenti preparano i bambini per i traguardi futuri come: correre, saltare e arrampicarsi.

La deambulazione, l’alimentazione e il linguaggio

Man mano che i movimenti del bambino diventano più ricchi e articolati con l’aggiunta di nuove tappe grosso motorie, anche i muscoli e le pareti della cavità orali (responsabili dell'alimentazione e del linguaggio) lavorano in maniera più coordinata e precisa tra loro. Mentre il bambino cammina, tutte le parti del suo corpo saranno soggette a vibrazioni e oscillazioni, poiché attuerà continui movimenti oscillatori e di fluttuazioni provenienti dai passi alternati: su, giù, sinistra, destra e diagonale. Queste sollecitazioni, si ripercuoteranno anche nella cavità orale che sarà sottoposta a continui riassestamenti. I muscoli di questo apparato per inerzia saranno chiamati ad azionarsi per attuare nuovi movimenti utili per riorganizzare la bocca: il palato, il pavimento orale, le guance, le labbra, così come anche l'ugola e gli archi palatini.

I segmenti della cavità orale sono proprio quelli che permettono la masticazione e il linguaggio verbale. Le sollecitazione a cui continuamente saranno sottoposti, oltre a sviluppare nuovi movimenti, permetteranno una migliore e sempre più fluida coordinazione e interazione tra loro. Ecco perché la deambulazione avvierà una masticazione più forte e precisa, momento in cui si può introdurre nell’alimentazione una varietà di consistenze alimentari, come: verdure più dure, frutta a cubetti, formaggio e carni morbide.

Inoltre, i movimenti più coordinati della mascella, della lingua, delle labbra e di tutto l’apparato fonatorio, consentiranno anche di produrre suoni vocali più complessi e articolati. Infatti, in questo periodo il bambino aumenterà l’utilizzo del linguaggio verbale, attuando una produzione linguistica più ricca, meglio controllata e sempre più chiara.

Come incoraggiare il bambino alla deambulazione?

  • Non essere frettolosi. Non tutti i bambini iniziano a compiere i primi passi a 12 mesi precisi ma, in una ampia fascia di tempo. A meno che non ci siano sospetti o difficoltà già riscontrate nelle altre tappe di sviluppo è necessario rispettare i suoi tempi e nello stesso momento incoraggialo a camminare quanto più possibile.
  • Offrire tempi e spazi adeguati per far esercitare il bambino.Limitare ove possibile l’utilizzo continuo dei passeggini o altri prodotti simili. Alcuni ricercatori hanno dimostrato che i girelli possono addirittura ritardare lo sviluppo del cammino o fare acquisire schemi motori errati e non naturali.
  • Tenere il più possibile il bambino a piedi nudiIl sistema sensoriale del bambino, responsabile dell'equilibrio e della coordinazione, riceve informazioni sostanziali e più chiare attraverso i piedi nudi. Inoltre, il camminare gioca un ruolo importante nella formazione strutturale dei suoi piedi, quindi le scarpe (se non sono quelle adeguate per questo periodo) potrebbero interferire con lo sviluppo ottimale del piede.
  • Offrire diverse superfici e spazi sicuri.Imparare a camminare su pavimenti duri, erba, sabbia, fango, ecc. può aumentare l'equilibrio e la coordinazione.

 

Camminare all'indietro (Retro Running o Walking Backwards) è un'abilità sorprendentemente importante

Camminare all'indietro può sembrare una abilità irrilevante ed è spesse volte sottovalutata. Invece, per il bambino che padroneggia questa modalità di spostamento è in realtà piuttosto esaltante ed è una occasione che gli offre molti vantaggi per lo sviluppo.

Ecco alcuni Benefici del camminare all'indietro

Migliora la sicurezza e la generalizzazione della deambulazione e di tutte le abilità correlate. Quando il bambino cade in avanti, istintivamente usa le mani per ammortizzare la caduta. Viceversa, la camminata all’indietro gli consentirà di sviluppare la capacità di usare le gambe per prevenire appunto una caduta all’indietro. Imparerà gradualmente a controbilanciare e a impedire la caduta facendo alcuni passi posteriormente per ritrovare l'equilibrio e la stabilità. Proteggere la testa e la colonna vertebrale da queste cadute è il motivo principale dell’abilità che sarà presto acquisita dal bambino.

Rafforza i muscoli delle gambe. Il camminare all'indietro coinvolge muscoli delle gambe diversi rispetto a quelli che principalmente si attivano mentre si camminare in avanti. Camminare all'indietro coinvolge maggiormente i muscoli del polpaccio, dei glutei e dei quadricipiti, che sono muscoli essenziali per tutte le attività che il bambino in questo periodo preferisce compiere. Il rafforzamento dei muscoli delle gambe prepara il bambino alle successive tappe grosso-motorie come: l’arrampicarsi, il calciare e persino ballare.

Migliora l'equilibrio e il coordinamento. L'equilibrio e la coordinazione sono elementi indispensabili non solo per quelle grosso-motorie ma anche per tutte le aree di sviluppo. Camminare all’indietro non si limita ad essere un ottimo esercizio per l’allenamento dei muscoli e per il controllo della postura del bambino, ma è anche un elemento che organizza e stimola la plasticità neuronale e lo sviluppo del cervelletto. Mentre cammina all'indietro il bambino deve necessariamente rivedere e aggiornare tutti i processi neuronali fino ad ora utilizzati per: bilanciare il peso, riequilibrare l’intero corpo, utilizzare in maniera coordinata i diversi segmenti corporei, integrare gli input sensoriali, ecc.. La riorganizzazione e la rivisitazione di queste funzioni stimolano e facilitano la crescita, lo sviluppo e l’interazione delle cellule del cervello: i neuroni.

Rafforza la consapevolezza e l’orientamento spaziale

Camminare all'indietro aiuta il bambino anche a rafforzare la consapevolezza del suo corpo che si sposta  e si orienta nello spazio. Gli permette di stabilire nuove e diverse relazioni tra l’ambiente in cui agisce e gli oggetti che lo circondano. Le relative azioni stimolano le abilità cognitive adibite a mappare la sua posizione rispetto allo spazio circostante e dei segmenti corporei che lo occupano.

Stimola e sviluppa la propriocezione

La propriocezione (nota anche come cinestesia) è la capacità di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio e lo stato di contrazione dei propri muscoli, senza il supporto della vista. Permette inoltre di prevedere quanta forza ha bisogno ogni singolo muscolo per attivare o inibire le diverse parti del corpo e fare in modo che tutto l’apparato locomotorio stia in equilibrio durante ogni azione che si compie.

Questo senso interno aiuta e guida il bambino durante i suoi movimenti evitandogli cadute. La propriocezione viene stimolata in maniera specifica proprio nel momento in cui attua il cammino all’indietro senza il supporto della vista.

Le tappe del cammino all'indietro

Tra i 16 ei 18 mesi il bambino sarà pronto per padroneggiare gli spostamenti laterali senza supporto e accennare qualche passo all’indietro. Durante questa nuova esperienza potrebbe essere molto goffo e impreciso. Ma man mano che i suoi muscoli si sviluppano e il suo equilibrio migliora, diventerà sempre più sicuro di sé e più fluido nell’andatura. Intorno ai 28 e i 30 mesi i suoi passi diventeranno costanti e stabili, permettendogli di muoversi all’indietro anche per diversi metri.

 


Il bambino, nasce con l’impostazione per il movimento umano è già incluso nei suoi geni e negli anni che verranno, tale impostazione guiderà lo sviluppo di una serie di movimenti lungo tutto il corpo  dalla testa ai piedi. I componenti essenziali per il movimento sono già presenti, ma starà a lui seguirne le impostazioni.

Ma a tre settimane ha poco controllo sui propri arti, i suoi gesti appaiono irregolari, ma in realtà rappresentano modelli rudimentali di azioni più complesse, ogni movimento compiuto dal bambino apre nuove strade nel suo cervello e mette in moto processi necessari per il suo sviluppo.

La motivazione del bambino è strettamente connessa alle novità. Questo nuovo modo di spostarsi, più efficiente che mai, entusiasmerà il bambino e lo spingerà in una nuova fase di esplorazione del mondo ancora più impegnativa.


Ulteriori informazioni


Tradotto da babysparks.com e implementato

Il bambino presenta disturbi nell'area della NEURO e PSICOMOTRICITÀ - Che cosa devo fare?

Tratto da www.neuropsicomotricista.it  + Titolo dell'articolo + Nome dell'autore (Scritto da...) + eventuale bibliografia utilizzata

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