Strategie di intervento

  • Neuropsicomotricità - Il setting in terapia e a casa: continuità e discontinuità

    Il termine settingderiva dall’inglese “to set”,preparare una scena, mettendo in atto degli accorgimenti specifici. In riabilitazione il terapista “ambienta una scena” per ogni paziente e per ogni patologia. Con questo termine si intende primariamente l’insieme di regole e modalità attraverso cui lo specialista si prende cura ed entra in relazione con il paziente. L’attenzione al setting è fondamentale all’interno del progetto terapeutico, costituisce parte centrale del

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  • Il Gioco come Strumento Terapeutico nella PCI - Progettazione ed attuazione dello studio

    Scopo dello studio

    Abbiamo evidenziato la valenza e l’utilità del gioco come strumento terapeutico all’interno della riabilitazione della paralisi cerebrale infantile, identificando gli elementi connotativi dell'attività ludica all’intero del setting terapeutico e nel contesto ambientale. Il gioco risulta lo strumento più adatto per supportare il piacere e la propositività del bambino, rendendolo disponibile all’interazione con il terapista. Promuovere la motivazione significa

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  • Il gioco

    Il ruolo del gioco nello sviluppo infantile

    Negli anni, diversi autori hanno parlato del gioco, descrivendone il ruolo all’interno dello sviluppo infantile. Vygotskij3 afferma che il bambino, nel gioco, mette in pratica i suoi desideri progredendo, stimolandone l’azione. Mettendo in atto comportamenti al di sopra del proprio livello, si viene a creare una zona di sviluppo prossimale. In quest’ottica, il gioco può essere considerato un’attività che porta allo sviluppo.

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  • Aspetti percettivo-prassici e comunicazione: MATERIALI E METODI

    Nello studio sono stati inclusi 8 bambini con diagnosi di Disturbo dello Spettro Autistico di età compresa tra i 3 e i 5 anni, presi in carico nel centro “Boggiano Pico” di Genova, nel periodo da settembre 2015 a marzo 2016. Tutti utilizzano il sistema PECS per comunicare essendo totalmente o parzialmente non vocali.

    Lo studio è iniziato a settembre 2015 e personalmente ho creato un questionario che ho sottoposto ai genitori e agli insegnanti dell’asilo per poter

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  • Corporea-Mente in relazione

    La nascita di un’idea

    Ho sempre pensato sin dall’inizio del percorso di tirocinio universitario che, indipendentemente dal quadro clinico a carico del bambino considerato, tutto quello che accade nella sala di neuropsicomotricità non può e non dove prescindere dal contesto esterno, quello familiare e quello sociale in particolare.

    Mi spiego: il bambino in sala deve avere la possibilità, il diritto e quasi il dovere di entrare in una nuova dimensione dove il “tu ed io”

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  • Trattamento neuropsicomotorio: Introduzione - Dalla valutazione del profilo motorio all’intervento neuropsicomotorio

    Le capacità coordinative sono influenzate da condizioni neurologiche, ambientali e psicologiche, da qui la necessità di offrire al bambino tutti gli stimoli necessari affinché si verifichi un buon funzionamento del sistema nervoso e in particolare dell’apparato senso-motorio e un’adeguata integrazione delle informazioni dei diversi sistemi percettivi. Ciò si traduce attraverso un’educazione motoria del bambino che tiene conto di un ottimale sviluppo delle capacità coordinative (Meinel,

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  • Ippoterapia - Il punto di vista delle terapiste

     

    Grazie all’esperienza, quasi annuale, svolta presso il Centro “Geo Agriturmo” è stato possibile osservare i possibili benefici della Riabilitazione Equestre da un punto di vista più professionale. Ciò è stato possibile grazie alla collaborazione e l’aiuto di Giusy e Dalila, due Psicomotriciste, e Giusy, una Psicologa, tutte e tre specializzate in Riabilitazione equestre tramite i corsi dell’A.N.I.R.E. (Associazione Nazionale Italiana Riabilitazione Equestre) specifici per ciascuna

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  • Prospettive di trattamento - Imitazione e Autismo

    Progettare interventi è un lavoro interessante e difficile, in quanto è necessario prendere in considerazione molti fattori e c’è anche il rischio di fallimento. Innanzitutto qualsiasi intervento dovrebbe basarsi su un’attenta valutazione dei limiti mostrati dalla persona, ma soprattutto delle sue potenzialità perché è solo attraverso un riconoscimento di queste che la persona si sentirà parte attiva del suo percorso.

    Il sentirsi responsabile infonde un senso di autostima e fiducia

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  • PREMESSA - Strategie d’intervento in bambini affetti da Disturbi dello Spettro Autistico - descrizione delle capacità comunicative e relazionali Attraverso l’utilizzo della Scala Vineland

    Con questo lavoro ci proponiamo di sottolineare, tenendo conto delle indagini della neuropsicomotricità e della psicopedagogia, la valenza delle strategie di intervento T.E.A.C.C.H. e di quelle basate sull’intersoggettività  per la presa in carico terapeutica dei bambini con autismo nei centri di riabilitazione.

    In questo lavoro si descriveranno le abilità comunicative e relazionali di quattro bambini, osservati nel centro riabilitativo ASP Golgi Redaelli di

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  • INTRODUZIONE - Aspetti percettivo-prassici e comunicazione: trattamento neuropsicomotorio integrato con utilizzo del sistema PECS per favorire la relazione e ridurre i comportamenti problema in bambini con Disturbi dello Spettro Autistico

    Questa tesi si pone l’obiettivo, attraverso l’intervento neuropsicomotorio in bambini con Disturbi dello Spettro Autistico, di mostrare come insegnare l’utilizzo di un sistema di comunicazione aumentativa alternativa a questi bambini possa andare ad incidere positivamente sia sullo sviluppo della

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  • Strategie d’intervento in bambini affetti da Disturbi dello Spettro Autistico - descrizione delle capacità comunicative e relazionali Attraverso l’utilizzo della Scala Vineland

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    Strategie d’intervento in bambini affetti da Disturbi dello Spettro Autistico - descrizione delle capacità comunicative e relazionali Attraverso l’utilizzo della Scala

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  • SOMMARIO - Dalla reazione alla relazione. La costruzione di senso con il bambino aggressivo

    Questo progetto di tesi nasce dalla volontà di analizzare in modo approfondito le manifestazioni  aggressive  del bambino,  con lo scopo di individuare  le più efficac i strategie da attuare all’interno del setting neuropsicomotorio  per modificare tale tipo di azioni, che spesso mettono tanto alla prova il terapista.

    Il

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  • BIBLIOGRAFIA - Strategie d’intervento in bambini affetti da Disturbi dello Spettro Autistico - descrizione delle capacità comunicative e relazionali Attraverso l’utilizzo della Scala Vineland

     

     

    • Camaioni Luigina e Paola Di Blasio, Psicologia dello sviluppo, il Mulino, 2007 (128-142)
    • Cohen Donald J. – Volkmar Fred R. Autismo e disturbi generalizzati dello sviluppo, Vol. II – Strategie e tecniche d’intervento, Edizione italiana a cura di Enrico Micheli, Vannini editrice, 2004 (10-20, 79-84, 208-215)
    • Frith Uta, L’autismo – spiegazione di un enigma, Editori Laterza, 2010 (98-122)
    • Kail Robert V. –
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  • Aspetti percettivo-prassici e comunicazione: BIBLIOGRAFIA

    • Aggio F., (2012). Inquadramento psicopatologico dei comportamenti dirompenti associati ai Disturbi dello Spettro Autistico e diagnosi differenziale con i comportamenti problema.
    • American Psychiatric Association (2000). Diagnostic and statistical manual of mental disorders – forth edition *Text Revision. APA, Washington.
    • American Psychiatric Association (2011). Autism Spectrum Disorder, DSM-V Development.
    • American Psychiatric
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  • BIBLIOGRAFIA - Il ruolo dell'imitazione attiva e passiva in bambini con disturbo dello Spettro Autistico: prospettive di intervento

    • A.Fabrizi, A.Castellano, A.Graziani, V.Lo Vecchio- Imitazione ed apprendimenti ecoici dei bambini con disturbo pervasivo dello sviluppo
    • Agnetta B., Rochat P. (2004). Imitative games by 9-, 14-, and 18-month-old infants. Infancy 6, 1–36.
    • American Psychiatric Association (1994). Diagnostic ad Statistical Manual of Mental Disorders. Washington, DC.
    • Berument, S.K., Rutter, Lord, C., Pickles, A. e Bailey, A. (1999). Autism screening questionnaire: Diagnostic
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  • CONCLUSIONI - Strategie d’intervento in bambini affetti da Disturbi dello Spettro Autistico - descrizione delle capacità comunicative e relazionali Attraverso l’utilizzo della Scala Vineland

    Al termine di questo anno che mi ha visto impegnata in un percorso riabilitativo  psicomotorio con bambini affetti da Disturbi dello Spettro Autistico, sebbene il campione dei casi sia limitato, vorrei trarre delle conclusioni anche in virtù dei dati  pervenuti dalla Scala Vineland.

    Si è notato che, grazie al trattamento attraverso le linee guida TEACCH e dell’intersoggettività, i bambini osservati hanno presentato un miglioramento nell’area dell’Espressione, che è risultato più

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  • CONCLUSIONI - Il ruolo dell'imitazione attiva e passiva in bambini con disturbo dello Spettro Autistico: prospettive di intervento

    Madame Michel ha l'eleganza del riccio: fuori è protetta da aculei, una vera e propria fortezza, ma ho il sospetto che dentro sia semplice e raffinata come i ricci, animaletti fintamente indolenti, risolutamente solitari e terribilmente eleganti.

    Da:Muriel Barbery, ‘L'eleganza del riccio’

    L’autismo è un fenomeno complesso e ancora non del tutto compreso. Seppur godendo di uno spazio privilegiato nelle ricerche scientifiche, psicologiche e neuropsicologiche, in realtà, tutte

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  • La condivisione con la famiglia di strategie neuropsicomotorie

    I genitori, giocano un ruolo essenziale come partecipanti attivi nell’ambito dell’ intervento precoce e per l’individualizzazione degli obiettivi del trattamento  e dei bisogni specifici dei loro bambini (Humphry, 1989; Majnemer, 1998; Simeonsson et al,; 1995).

    La famiglia deve essere vista come l’elemento basilare e costante all’interno della vita di un bambino. I genitori sono definiti i caregivers primari in quanto sono i primi a vivere in stretto contatto con il proprio bambino

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  • L’ESPERIENZA - L’intervento del TNPEE in Oncoematologia Pediatrica

    I casi trattati

    Nel corso dei 6 mesi durante i quali è stato svolto questo progetto è stato possibile interagire con un totale di 8 bambini. Di questi otto bambini, quattro hanno potuto compiere un percorso psicomotorio completo, composto da almeno tre sedute iniziali di valutazione, un ciclo di almeno cinque sedute di trattamento neuropsicomotorio e una valutazione finale, per gli altri quattro è stato possibile svolgere almeno una seduta di

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  • Orientamento al contesto - la Clnica di Oncoematlogia Pediatrica

    La struttura

    La Clinica di Oncoematologia Pediatrica dell’Azienda Ospedaliera di Padova è un centro avanzato per la diagnosi e la cura delle malattie emato-oncologiche dell’infanzia. Si tratta di una struttura facente parte del Dipartimento Strutturale Aziendale Salute della Donna e del Bambino; non solo prende in cura i pazienti affetti da patologie emato-oncologiche per il periodo della diagnosi e della somministrazione dei protocolli di cura, ma li segue in tutto il loro

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