Jean Piaget

  • APPRENDIMENTO in Età Evolutiva

    APPRENDIMENTO

    L’apprendimento designa il processo mediante il quale un certo comportamento viene acquisito o modificato; Apprendere significa modificare la struttura delle competenze possedute e i legami tra di esse, così da integrare progressivamente informazioni nuove, riorganizzando la mappa dei concetti già elaborati. Le fasi che determinano l’apprendere sono almeno tre: il

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  • BIBLIOGRAFIA - Dalla metacognizione all’intelligenza emotiva

    1. evolutiva, età nell’Enciclopedia Treccani. Available at: http://www.treccani.it//enciclopedia/eta-evolutiva
    2. pubmeddev. Home - PubMed - NCBI. Available at:
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  • Cognizione, Metacognizione, Teoria della mente, Strategie di coping

    Parte prima: Inquadramento bibliografico

    In questa prima parte dello studio, riporterò alcuni concetti teorici, a cui sono giunto selezionando prima, e analizzando poi, una serie di libri ed articoli; la revisione della letteratura scientifica è stata effettuata utilizzando il motore di ricerca Pubmed. (2)

    Questa analisi mi consente di

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  • BIBLIOGRAFIA - Valutazione dello Sviluppo Motorio in bambini con Disturbo dello Spettro Autistico con ICF-CY

    • Allen G., Courchesne E., Differential effects of developmental cerebellar abnormality on cognitive and motor functions in the cerebellum: an fMRI study of autism, in American Journal of Psychiatry, 160 : 262-273.
    • American Psychiatric Association, DSM-5. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali – Quinta Edizione, a cura di M. Biondi, Raffaello
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  • LO SVILUPPO MOTORIO: TIPICITÀ E PATOLOGIA

    LO SVILUPPO PSICOMOTORIO: DAL MOVIMENTO AL GESTO

    L’importanza dello sviluppo motorio risiede nel suo valore adattivo e nel suo indissolubile legame con l’evoluzione dell’intelligenza e dell’affettività: lo svilupparsi di abilità motorie sempre più raffinate e complesse può essere infatti descritto come un processo di dinamica interazione tra eredità e apprendimento, tra

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  • LO SVILUPPO SOCIO-RELAZIONALE DEL BAMBINO

    Sebbene le molteplici attività svolte dal bambino, comprese quelle ludiche, di esplorazione e scoperta del mondo esterno, siano importanti per lo sviluppo globale, in particolare quello cognitivo e neuropsicologico, un contributo fondamentale viene offerto dalle interazioni con gli altri. Difatti i bambini vengono al mondo con un’innata capacità e motivazione a stabilire una relazione sociale

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  • IL TNPEE TRA SVILUPPO E ABILITAZIONE DI COMPETENZE: il modello della prevenzione neuro e psicomotoria

    Nella prospettiva di utilizzare l’acquaticità per sviluppare competenze che agiscono da fattori di protezione nei confronti dei disturbi del neurosviluppo ed in particolare della regolazione, secondo la prospettiva propria del modello preventivo della neuro e psicomotricità, in questo capitolo vengono analizzate le abilità proprie della fascia di età prescolare cui questo lavoro si indirizza,

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  • Disturbo Generalizzato di tipo Autistico secondo il DSM-IV-TR: Cenni storici e definizione

    Definizione: L’Autismo è una sindrome comportamentale causata da un disordine dello sviluppo biologicamente determinato, con esordio nei primi tre anni di vita.

    Le aree prevalentemente interessate sono quelle relative all’interazione sociale reciproca, all’abilità di comunicare idee e sentimenti e alla capacità di stabilire relazioni con gli altri (Baird et al., 2003;

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  • Attività e GIOCO SIMBOLICO in neuropsicomotricità

    Sviluppo del gioco simbolico

    Il gioco simbolico ha ricevuto molta attenzione dagli studiosi dello sviluppo negli ultimi anni in quanto riflette significativi aspetti delle prime funzioni post-sensomotorie(McCune- Nicolich, 1981).

    Compare nel bambino intorno ai due anni, tra la fine dello stadio sensomotorio e l’inizio di quello preoperatorio, ed è accompagnato ad

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  • Il simbolo e il gioco nell'ambito dello sviluppo infantile

    Tesi di Laurea di: Maria PANZERI Attività e Gioco Simbolico in bambini con Disturbo Generalizzato dello Sviluppo. Presentazione di tre casi clinici. - Università degli Studi di Pavia - Anno Accademico 2007-2008....

  • Il ruolo del TNPEE tra clinica e prevenzione: modelli teorici di riferimento

    Il progetto BEST si colloca all’interno di un quadro teorico che fa riferimento principalmente a due tipi di metodologie rivelatesi particolarmente adatte al raggiungimento degli obiettivi preposti.

    La metodologia di B. Aucouturier

    E’ solo da poco più di due secoli che, in Europa, si è cominciato a guardare al mondo infantile e al corpo con più attenzione, riconoscendo loro

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  • BIBLIOGRAFIA - Giocare con le Intenzioni in Terapia Neuropsicomotoria

    Parte teorica:

    • 1) Anoli L. (2006), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino, Bologna.
    • 2) Berthoz A. (1998), Il senso del movimento, trad. it. ed. McGraw-Hill, Milano.
    • 3) Berti E., Comunello F. (2011), Corpo e mente in psicomotricità. Pensare l’azione ineducazione e
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  • L’Intenzione: basi teorico-strutturali - Consapevolezza, Comprensione e Condivisione delle Intenzioni

    CAPITOLO PRIMO

     

    L’Intenzione: basi teorico-strutturali. In che modo dovremmo pensare le intenzioni?

     

    Intenzionalità e intenzione

    Secondo Berti e Comunello (2011) alla base dell’intenzione vi è l’idea più generale di “intenzionalità”, considerata come “la proprietà di

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  • Schema Corporeo e Paralisi Cerebrali Infantili: materiali e metodi, campione, valutazione, trattamento, risultati

    Ricerca

    Nell'ambito dei progetti riabilitativi per le PCI vi è sempre un elevata attenzione al trattamento fisioterapico volto a supportare le carenze motorie e ad ottenere la miglior forma di prestazione motoria possibile, cammino o prensione che sia; spesso quando viene inserita la psicomotricità i genitori pensano che questa debba andare “in aiuto” alla fisioterapia dando al

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  • Valutazione e Trattamento dello Schema Corporeo

    La Valutazione dello Schema Corporeo in Neuro e Psicomotricità

    Come già affermato in precedenza non esiste una vera e propria batteria di test per la valutazione dello schema corporeo, risulta essere quindi necessario avvalersi di più test di valutazione, di singole scale di test più completi o di un'osservazione approfondita del paziente.

    Per quanto riguarda l'osservazione

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  • Schema Corporeo

    Evoluzione storica del concetto

    Innanzitutto va specificato che in passato si distinguevano: l'immagine corporea definita come rappresentazione mentale del proprio corpo, arricchita delle percezioni del vissuto, e lo schema corporeo concepito come rappresentazione mentale del corpo ovvero come entità spaziale, costituita sulle basi cognitive delle sensazioni somestesiche.

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  • Autoregolazione e Neuropsicomotricità dell’Età Evolutiva

    Il precoce sviluppo delle funzioni esecutive

    Numerosi autori si sono occupati di studiare, sostenere e promulgare l’evidenza che le funzioni esecutive si sviluppano precocemente (Alduncin N. et al., 2014; Memisevic H. e Sinanovic O., 2014; Blair C., Zelazo P. D. e Greenberg M. T., 2005). Ad esempio, Anderson P. J. e Reidy N. (2012) sottolineano il fondamentale concetto secondo cui

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  • Verso l’accettazione della realtà: l’equilibrio di potere; neurobiologia della mortificazione vivificante; reciprocità, co-costruzione di storie, il gioco

    VERSO L’ACCETTAZIONE DELLA REALTÀ

     

    L’equilibrio di potere

    La necessità di disilludere il bambino dalla primaria attribuzione di onnipotenza porta, come abbiamo visto, a dare risposte meno immediate, a dire dei “No!”, a non esaudire alcuni suoi desideri.

    La mortificazione che l’adulto impartisce è necessaria allo stabilirsi di un equilibrio di potere tra

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  • I primi due mesi - Il pianto, primo dialogo; Il seno e la fame - Neurobiologia dell’onnipotenza infantile

    L’illusione di essere onnipotente

    I primi due mesi: abbozzo d’ordine dal caos e onnipotenza

    Come ha definito Sander1, il compito primario di un datore di cure nei primi due mesi di vita è di regolare e stabilizzare i cicli sonno-veglia, fame-sazietà, giorno-notte (regolazione fisiologica o, come dice Greenspan, omeostasi). Generalmente i genitori, ai compiti primari di

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  • La dimensione emotivo-affettiva

    Che cos’è un’emozione?

     

    “Tutti sanno cos’è un’emozione,

    finché non gli viene chiesto di darne una definizione”

    (Fehr & Russell, 1984)

     

    Le emozioni costituiscono un’importante componente nel percepire se stessi, le persone, l’ambiente e gli oggetti nella quotidianità (Camaioni, 2007 p.203) e sono patrimonio di

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  • La Competenza Imitativa e i Neuroni Specchio

    Definizione

    “l’atto o il fatto di imitare, di operare cioè o di produrre ispirandosi a un modello che si cerca di uguagliare” (Treccani, vocabolario)

    Il processo imitativo si riferisce alla capacità dell’individuo di ripetere un’azione messa in atto da un’altra persona che lui sta osservando; questa azione può appartenere già al suo patrimonio motorio in

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  • Basi emotive dell’apprendimento e risvolti in Terapia Neuropsicomotoria

    “ Un ambiente facilitante deve avere qualità umane, non perfezione meccanica”.

    (Winnicott - Dal luogo delle origini 1990; pag. 149)

    “Sperimentare i limiti del proprio vissuto corporeo aiuta a capire le nostre possibilità, con chi ci è consentito usarle e quando è necessario tirarsi indietro”…

    (Libera traduz. da: “La formazione in neuro e psicomotricità dell’età

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  • BIBLIOGRAFIA e SITOGRAFIA - Caratteristiche della relazione madre-bambino in bambini con disturbi del Neurosviluppo in corso di trattamento riabilitativo

    • Ainsworth M.D.S., Bell S.M., Stayton D. (1971) Individual differences in Strange Situation behavior of one year old, in H.R. Schaffer (a cura di), The origins of humans social relations. Academic Press, New York.
    • Ainsworth M.D.S, Blehar M., Waters E. e Wall S. (1978) Patterns of attachment: assessed in the strange situation and at home. Erlbaum,
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  • Descrizione dello sviluppo e dell’acquisizione delle competenze prescolari raggiunte nei bambini di età compresa tra 5 e 6 anni con particolare riferimento agli indicatori di rischio per una difficoltà di apprendimento scolastico

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  • Bibliografia - Gli indicatori di rischio delle competenze relative all’apprendimento

    • American Psychiatric Association. (2013). DSM-5. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Milano: Masson.
    • Baddeley, A. (1986). La memoria di lavoro. Cortina Editore.
    • Benso F., F. B. (2006). Test di cancellazione.
    • Blair, C., & Razza, R. (2007). Relating
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  • Funzione spaziale

    Funzione spaziale

    In questo capitolo si parlerà di funzione spaziale, ovvero quella competenza che permette alla persona di organizzare il proprio corpo nello spazio, orientarlo e comprendere relazioni e rapporti spaziali. Rientra

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  • Disturbi da Dipendenza Tecnologica - L'intervento Neuropsicomotorio: Proposte Riabilitative

    Disturbi da Dipendenza Tecnologica

    "Campanellino, perché non riesco a volare?" "Peter Pan, per volare hai bisogno di ritrovare i tuoi pensieri felici." J. Barrie

    Si può parlare di

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  • RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI - Era Digitale e Neuropsicomotricità

    Riferimenti bibliografici

    • Ainsworth, M., Blehar, M., Waters, E., & Wall, S. (1978). Patterns of Attachment. Hillsdale, NJ: Erlbaum.
    • Angrist J. & Lavy V. (2002). New evidence on classroom computers and pupil learning. The Economic Journal
    • Aucouturier B., Darrault I., Empinet J.L, (1984), La pratica
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  • Sindrome di Down - Metodologie riabilitative, Modello di Training e Strumenti di valutazione

    Metodologie riabilitative: TNPEE, specificità ed integrazioni

    In questo capitolo si esporranno le basi e la metodologia riabilitativa neuropsicomotoria mirata alle caratteristiche della Sindrome presa in esame. Di seguito le integrazioni con altre metodologie d’intervento che hanno reso possibile l’ideazione del training che, a partire dalla conoscenza-consapevolezza del corpo,

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  • Sindrome di Down: contributi scientifici

    In questo capitolo si illustreranno le caratteristiche della Sindrome di Down che costituiscono l’oggetto di questo lavoro. Di seguito saranno esposti gli studi scientifici, da Piaget ai neuroni mirror, a supporto delle modalità di funzionamento ed evoluzione integrata dagli indici espressivi non verbali mediati dall’azione. Questo impianto teorico costituirà la base su cui si è impostata la

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  • Sindrome di Down e Capacità Rappresentative: un intervento di Terapia Neuropsicomotoria a partire dai pre-requisiti dello Schema Corporeo con l’integrazione di formati visivi differenziati

    Sindrome di Down e Capacità Rappresentative: un intervento di Terapia Neuropsicomotoria a partire dai pre-requisiti dello Schema Corporeo con l’integrazione di formati visivi differenziati - Francesca FERRARA...

  • Imitazione e Neuroni Specchio

    Imitazione (dalla parola latina imitatio –onis, che discende a sua volta dal verbo imitāri - imitare). Con questo termine s'intende un'attività di produzione o un comportamento non originale, basati su un modello preesistente che si ritiene valido e che si cerca di eguagliare intenzionalmente o casualmente.

    La parola può avere sia valenza positiva, se il modello è preso solo come

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  • INTRODUZIONE - Il Gioco come Strumento Terapeutico nella Paralisi Cerebrale Infantile: considerazioni ed elementi connotativi

    Cattaneo Filippo - Il Gioco come Strumento Terapeutico nella Paralisi Cerebrale Infantile: considerazioni ed elementi connotativi

    L’elaborato si

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  • Il gioco

    Il ruolo del gioco nello sviluppo infantile

    Negli anni, diversi autori hanno parlato del gioco, descrivendone il ruolo all’interno dello sviluppo infantile. Vygotskij3 afferma che il bambino, nel gioco, mette in pratica i suoi desideri progredendo, stimolandone l’azione. Mettendo in atto comportamenti al di sopra del proprio livello, si viene a creare una zona di sviluppo

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  • BIBLIOGRAFIA - ALLEGATI - Il Gioco come Strumento Terapeutico nella Paralisi Cerebrale Infantile

    • Ambrosini  C.,  Il  gioco  in  terapia  neuropsicomotoria  in  Manuale  di  terapia psicomotoria dell’età evolutiva, Napoli, Cuzzolin editore, 2008, 209-219
    • Broggi F. e Scollo O., Il setting riabilitativo e il corpo del terapista come strumento d’interazione con il bambino in Fondamenti di riabilitazione in età evolutiva (a cura di Valente D.), Roma, Ed. Carocci, 2009,
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  • Stadi di sviluppo secondo J. PIAGET

    Piaget distingue quattro grandi periodi nello sviluppo delle strutture cognitive, che sono d’altra parte intimamente legate allo sviluppo dell’affettività e della socializzazione del bambino, tanto che a parecchie riprese egli parla di rapporti reciproci di questi aspetti dello sviluppo psichico.

    I - Il primo periodo

    Il primo periodo, che si estende fìn verso i 24 mesi, è

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  • Lo sviluppo del bambino secondo la psicologia genetica

    Questo sviluppo può essere misurato con procedimenti diversi ed essere inserito nelle scale di sviluppo equivalenti a quelle che Binet e Simon hanno realizzato per l’intelligenza. Le scale più conosciute sono quelle di Charlotte Biìhler e di A. Gesell, sistematizzate per mesi o per anni di età. Esse ci forniscono un valore statistico che permette di misurare nel bambino, con relativa

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  • PREFAZIONE - L’intervento Neuropsicomotorio Socio-Preventivo

    giovanna-savinelli

    Lo scopo di tale tesi di laurea è stato quello di ampliare sperimentalmente il campo di applicazione della pratica neuropsicomotoria preventivo-educativa con la finalità di utilizzarla: da una parte

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  • Le basi teoriche della psicologia dello sviluppo

    Sviluppo tipico e atipico: aspetti storici e nuove prospettive di ricerca

    La psicologia dello sviluppo è una disciplina che indaga i cambiamenti che si verificano nel comportamento e nelle capacità di un individuo con il progredire dell’età; si focalizza, in particolare, sui processi biologici e sociali.

    Lo sviluppo riguarda tutto il ciclo di vita, ma i cambiamenti più

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  • Lo Sviluppo Cognitivo

    Negli ultimi anni si è assistito ad un importante e innovativo cambiamento teorico che consiste nel riconoscimento di un profondo legame tra lo sviluppo cognitivo e sviluppo affettivo ed emotivo. È stato, infatti, dimostrato che lo sviluppo della mente e delle strutture cerebrali è vincolato alle dinamiche emotive e relazionali che si istaurano nel rapporto interattivo che l’individuo

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  • Disprassia e Autismo

     

    Molti studi hanno trovato una correlazione tra i Disturbi dello Spettro Autistico e una funzione motoria ridotta, intendendo con questi termini un’andatura goffa o comunque insolita, disturbi nella coordinazione, nell’equilibrio, nel tono, nella postura e problemi per quanto riguarda le prassie.

    Sebbene il DMS-V-TR riconosca come segni cardine per i DSA la presenza

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  • Progetto Riabilitativo nella Sindrome di Moebius

    Casistica

    Il campione è costituito da 2 bambine, della stessa età circa ( 3 e 4 mesi), a cui è stata fatta la diagnosi di Sindrome di Moebius. Entrambe, attraverso percorsi differenti, sono arrivate presso il nostro centro, il Dipartimento  di Pediatria e Neuropsichiatria Infantile (UOC B) di Roma “La Sapienza”, dove è avvenuta la loro presa in  carico.

    I due casi si sono

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  • Approcci riabilitativi di tipo evolutivo

    Intervento di sviluppo relazionale

    RDI è un acronimo per Relationship Development Intervention, che, tradotto, significa Intervento per lo Sviluppo Relazionale.

    Questa terapia è stata sviluppata dal Dr. Steven Gutstein e mira a risolvere i problemi di tipo relazionale e sociale presenti nelle persone ASD (= con un disturbo dello spettro autistico).

    L’intervento si

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  • Disprassia e disabilità intellettiva

    Introduzione: prassia e disprassia

    Prima di poter parlare di disprassia è necessario introdurre il termine "prassia".

    Secondo la definizione di Piaget, ripresa successivamente da altri autori come Ajuriaguerra e Stamback, "le prassie non sono semplicemente movimenti, ma sistemi di movimenti coordinati in funzione di un'interazione e di un risultato." Gli autori francesi

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  • Lo sviluppo del bambino da 0 a 3 anni nella letteratura scientifica in relazione a diversi autori

    Lo sviluppo del bambino da 0 a 3 anni

    Prima della nascita della Psicologia dello sviluppo l’infanzia non era pensata come una fase autonoma dell’età evolutiva e i bambini venivano considerati degli adulti

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  • Ricerca - azione, gruppo preventivo 0 - 3 anni

    Conduzione del gruppo: metodologia e setting

    Entriamo ora nel merito della questione andando ad analizzare il funzionamento e lo svolgimento di un progetto di prevenzione psicomotoria nella fascia 0-3 anni.

    Il progetto si colloca all’interno di un pensiero sulla prevenzione così come è stato presentato nei capitoli precedenti; punto di partenza l’accoglienza del bambino e

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  • CONCLUSIONI - Il TNPEE nell’attività Educativo - Preventiva

    L’interesse per l’argomento di questa tesi (educazione - prevenzione), nato durante il mio periodo di tirocinio, ha avuto modo di confermarsi come espressivo nel corso dell’anno. Ho potuto verificare come l’attività di gruppo che ho seguito abbia avuto dei reali risultati sia sulla facilitazione di un equilibrato sviluppo psicomotorio dei bambini che nel

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  • BIBLIOGRAFIA - Il TNPEE nell’attività Educativo - Preventiva

    1. A.M.Wille. (2001, febbraio). La formazione corporea della Terapista della Psicomotricità (TPM). Psicomotricità , p. 58-59.
    2. Ainsworth, M. (1978). Patterns of attachment: a Psycological study of the strange situation. Hillsdale (NJ): Erlbaum.
    3. Ambrosini, C., Arcelloni, C., & Magnifico, E. (2002, Giugno). La promozione della salute e
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  • Basi biologiche e correlati neurofisiologici dell’atto motorio

    Il presente articolo, non è esaustivo di un argomento così complesso e ricco di implicazioni, verterà su alcune delle principali teorie relative al controllo dell’attività motoria e richiamerà concetti che vedono in stretta correlazione motricità, affettività, cognizione. Per rendere più chiara questa esposizione e, soprattutto, per dare maggiore completezza al tema, sarà utilizzato in luogo

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  • PREMESSE TEORICHE - Oltre la diagnosi

    Processo diagnostico e diagnosi nosografica

    Roberto Militerni (2009) sottolinea che quando ci si trova di fronte a un bambino in difficoltà è necessario porsi una serie di quesiti, dalla cui risposta ha inizio l'organizzazione di un complesso procedimento che ha per risultato la diagnosi e, in un momento immediatamente successivo, la pianificazione dei provvedimenti terapeutici da

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  • Il trattamento neuropsicomotorio di G.

    Perseguire l'integrazione

    Chi è G., dunque, a cavallo tra Marzo e Aprile 2013? Di fronte a questo interrogativo, apparentemente elementare e già risolto dalle informazioni riportate nel capitolo precedente, ci sembra tuttavia opportuno reintegrare in un tutto coerente e sintetico ciò che altrimenti rischierebbe di rimanere frammentario e disincarnato. G. non è una sequenza di parole

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  • Approcci terapeutici e sviluppo del bambino straniero

    Verso un dispositivo di metissage e cosmopolita

    L'Etnopsicoanalisi è una disciplina nuova, in corso di formazione e attualmente assai polimorfa. Tale tipo di approccio terapeutico risulta essere una pratica psicoterapica ad orientamento psicanalitico che integra nella comprensione e nella risoluzione dei suoi

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  • BIBLIOGRAFIA - La funzione dell’intervento Psicomotorio nel Progetto Educativo-Riabilitativo di soggetti con Sindrome di Down: analisi di un caso

    • Ajuraguerra J. De (1974), Manuale di psichiatria del bambino, Milano, Masson, 1979.
    • Axia V. (1994), La valutazione dello sviluppo, Firenze, La Nuova Italia Scientifica.
    • Ambrosini C. (2003), Le persone con ritardo mentale. Un percorso a ritroso:
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  • Il territorio ludico e il gioco nella Terapia Neuropsicomotoria: Corso Pratico-Teorico - 04/05/19 ottobre 2014 - Milano

    2014-10-04-milano

     

    Il territorio ludico e il gioco nella Terapia Neuropsicomotoria: Corso Pratico-Teorico

    Data Inizio: 04 10 2014

    Altre Date:

    • Giochi matematici in riabilitazione - 17 / 18 ottobre 2014 - Napoli

      2014-10-17-napoli

       

      “Giochi matematici in riabilitazione” Un approccio originale alle difficoltà in ambito logico-matematico… e non solo. 
      17 e 18 Ottobre 2014 presso Circolo

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    • INTRODUZIONE - La Psicomotricità come unione inscindibile dell’affettività, della motricità e della cognitività

      copertina-tesi-maria-padovano

      L’età infantile rappresenta, senza dubbio, un periodo fondamentale

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    • La Psicomotricità - Cenni storici

      La psicomotricità è una disciplina a connotazione pedagogico-riabilitativo-terapeutica concepita come dialogo che, considerando la persona nella sua unità psicosomatica, agisce sulla totalità dell’individuo tramite il corpo e il movimento all’interno di una relazione, con metodi attivi di mediazione corporea allo scopo di contribuire al

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    • Psicomotricità: educazione, rieducazione e terapia

      La psicomotricità è una disciplina poliedrica, ha varie accezioni, secondo le quali essa è ora Educazione, ora Rieducazione, ora Terapia psicomotoria. La sua evoluzione storica ha seguito due linee parallele, quella pedagogica, passante per l’ambito scolastico, e quella riabilitativa, che è stata tracciata nell’ambito neuropsichiatrico. 

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    • Lo schema corporeo

      Il primo oggetto che il bambino percepisce è il proprio corpo: benessere e dolore, attuazione di movimenti e di spostamenti, sensazioni visive e uditive ecc., e questo corpo è il mezzo dell’azione, della conoscenza e della relazione. 

      La costruzione dello schema corporeo, ossia l’organizzazione delle sensazioni

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    • Primo stadio: dalla vita intrauterina al terzo mese

      Nel corso della vita intra-uterina i bisogni metabolici del feto sono automaticamente soddisfatti. La sua attività motoria si esprime attraverso un vero comportamento posturale, che si manifesta molto precocemente attraverso il suo riequilibrarsi nel liquido amniotico grazie alla stimolazione labirintica. Nel corso dello stadio fetale, lo sviluppo è sorretto

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    • Secondo stadio: dal terzo al nono mese

      Il periodo che va dai tre ai nove mesi vede l’emergere e l’affermarsi di funzioni altrettanto importanti di quelle affiorate in precedenza e fondamentali dello sviluppo ontogenetico. L’attività riflessa prosegue la sua graduale attenuazione fino all’estinzione, la quale si compie intorno ai sei-sette mesi. Spesso alcune delle attività primitive sembrano

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    • Terzo stadio: dal nono al diciottesimo mese

      Il periodo dai nove ai diciotto mesi è dominato dall’acquisizione della deambulazione autonoma. Con questa viene definitivamente superata la “schiavitù della stasi”. Il bambino diventa padrone del suo corpo e della sua motricità e si lancia alla conquista dello spazio intorno a lui e anche più lontano. Finalmente il mondo circostante, perennemente tentatore e

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    • Quarto stadio: dal diciottesimo mese al terzo anno

      È il periodo in cui gli eventi fondamentali dello sviluppo del bambino, quelli che informeranno tutta la sua storia evolutiva, giungono al loro punto cruciale. 

      Piaget, grazie alle sue osservazioni sistematiche, afferma che l’imitazione propriamente detta, alla fine del diciottesimo mese di vita, marca l’inizio

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    • Obiettivi del trattamento - Il dialogo tonico e il dialogo sonoro

      L’osservazione e l’interazione con i bambini durante il tirocinio ha fatto emergere quali siano gli obiettivi principali nel trattamento neuro e psicomotorio di cui, indipendentemente dalla diagnosi e dalla patologia del paziente, si cerca di promuovere il raggiungimento.

      Quando ho avuto la possibilità di inserirmi direttamente nel trattamento di questi bambini, ho concentrato la mia

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    • BIBLIOGRAFIA - L’importanza della voce nella terapia neuro e psicomotoria

      BIBLIOGRAFIA 

       

      Amitrano A., La voce: Uno strumento dei professionisti che promuovono la salute, Springer Ed., Roma 2010, p. 39-44.

      Berti E. - Comunello F. – Savini P., Il contratto terapeutico in terapia psicomotoria, Edizioni Junior, s.l 2001, p 40-49, 124-128.

      Berti E. - Comunello F. –Nicolodi G., Il

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    • Schema corporeo, immagine corporea e malattia

      Lo schema corporeo e l’immagine corporea sono concetti che nascono dall’unione di aspetti fisiologici e psicologici importanti e sono alla base dell’approccio psicomotorio.

      Sono direttamente coinvolti nella terapia di  tutte le patologie ove il corpo resti gravemente offeso, ed hanno giovato delle recenti teorie sulla plasticità cerebrale come possibilità di migliorare/ottimizzare le

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    • L'approccio psicomotorio

      In un contesto così complesso in cui si intersecano sistema nervoso, sistema immunitario e sistema endocrino, l’uomo soddisfa i propri bisogni attraverso il movimento del corpo nello spazio.

      L’attività motoria (Cottini, 2003) costituisce un aspetto fondamentale dello sviluppo dell’essere umano che assume particolare rilevanza durante l’infanzia, in quanto mezzo attraverso cui il

      ...
    • PSICOMOTRICITÀ come tecnica terapeutica

      La PSICOMOTRICITÀ (Toni e Giovanardi, 2011) nasce dall’esigenza di trovare risposta ad alcuni disturbi dell’infanzia che non trovano una diagnosi esaustiva  in ambito medico e psicologico. Si sviluppa inizialmente in Francia, dove nel 1966 viene fondata la Società Francese di Educazione e Rieducazione Psicomotoria (SFERPM); il movimento, che pone al centro della propria

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    • Gli strumenti di valutazione

      La valutazione in psicomotricità è necessaria per quantificare l’incidenza delle attività svolte durante il percorso e poter condividere l’esperienza con gli altri professionisti con i quali lo psicomotricista collabora nella pratica, siano essi insegnanti, psicologi o neuropsichiatri; in riferimento al metodo Soubirain, Giacomazzi (2010) propone dei tests che, suddivisi in

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    • BIBLIOGRAFIA - Approccio psicomotorio integrato: possibili applicazioni in un caso di medulloblastoma

      AA.VV. (2002). Manuale di psiconcologia. Milano: Masson.
      Damasio, A.R. (2009). L’errore di Cartesio. Emozioni Ragione e Cervello Umano .
      Milano: Adelphi.
      Bergès, J., & Bounes, M.(1974). La relaxation thérapeutique chez l’enfant. Parigi :
      Masson.
      Boscaini, F. (2007). Le emozioni nella relazione psicomotoria. Parigi: Relazione
      presentata alla XXVI Università

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    • Corso: Il Ritardo Mentale – 15/16 marzo 2013 - Torino

      2013-03-15-torino

      Corso: Il Ritardo Mentale – 15/16 marzo 2013 - Torino

      ABSTRACT
      Il Ritardo Mentale (RM) come recita la definizione del DSM

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    • Studi Professionali per l'Età Evolutiva e la Famiglia - Veneto - Verona - Legnago

      etaevolutivaefamiglia

       


      Sede Lavorativa: Veneto - Verona - Legnago fraz. Porto 37045 - Piazza della Costituzione,

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    • La Psicomotricita' funzionale, l'aggettivo funzionale e il modus operandi di uno Psicomotricista che segue, appunto, un'ottica "funzionale"

      Per quanto riguarda la Psicomotricita' funzionale, ci potrebbe spiegare meglio l'aggettivo funzionale e qual e' il modus operandi di uno Psicomotricista che segue, appunto, un'ottica "funzionale"?

      Le Boulch, guidato dal principio della pluridisciplinarita' e dei dati scientifici acquisiti dalle Scienze umane e dalla Biologia e dalle

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    • Immagine del corpo e autonomia personale - 31 marzo 2012 - Reggio Calabria

      2012-03-31-reggio-calabriaTitolo del corso: Immagine del corpo e autonomia personale

      Data Inizio: 31 03 2012

      Altre Date: 01 Aprile 2012

      Sede

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    • Corso ECM - Vacanza Studio: Corso Intensivo in Musicoterapia Sistemica - 22 05 2011 - Napoli

      2011-005-22-napoliCorso ECM - Vacanza Studio: Corso Intensivo in Musicoterapia Sistemica

      Data Inizio: 22 05 2011

      Obiettivi: Il corso mira a fornire una conoscenza specifica della

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    • Lo spazio e il movimento - ASPETTI EVOLUTIVI - Il neonato e lo spazio, Il bambino e lo spazio

      Il neonato e lo spazio

      Il movimento rappresenta il primo e più importante strumento posseduto dall'uomo per adattare l'ambiente in cui vive e contemporaneamente per adattarsi, ovvero divenire adatto, ad esso. L'adattamento all'ambiente circostante può avvenire quindi solo in presenza di un valore cognitivo sottostante, cioè se tali adattamenti sono realizzati per uno scopo e in

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    • BIBLIOGRAFIA - Bambini Ipovedenti

      1. AAVV, La problematica dell’ipovisione, realtà e prospettive, Unione Italiana Ciechi, Firenze 1987
      2. Merlin V., “Preservare, potenziare, educare il residuo visivo”. Convegno di studio scuola e società: l’ipovisione in età evolutiva, Europrint, Milano 1990
      3. Banissoni M., Ponzo E., “Percezione strutturata e trasposizione di forme nelle prime
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    • Bibliografia - Prova prassica: La matrioska

      • Manuale di terapia psicomotoria dell’età evolutiva; A.M. Wille, C. Ambrosini. Cuzzolin Editore
      • Appunti delle lezioni tenute dalla Prof.ssa Wille presso l’Istituto di Psicomotricità
      • Appunti delle lezioni tenute dal Prof. Ambrosini presso l’Istituto di Psicomotricità
      • La nascita dell’intelligenza nel bambino; Piaget. La nuova Italia Editore
      • La
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    • Analisi dei prerequisiti psicomotori per lo svolgimento di una prova prassica per soggetti appartenenti al periodo pre-operatorio: la prova della matrioska - Introduzione

      copertina-tesi-laura-cattaneo

      Tesi di: Laura Cattaneo

      Come

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    • Lo Sviluppo dei Rapporti Spaziali

      Non è possibile parlare di spazio senza parlare di corpi e oggetti; tutte le relazioni spaziali sono riferite a corpi e oggetti, al loro volume, allo spazio che occupano e ai loro spostamenti. Dopo aver descritto le tappe dello sviluppo psicomotorio e il modo in cui il bambino scopre e conquista gli spazi in cui vive, facciamo un  breve riferimento ad

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    • BIBLIOGRAFIA - "Immagine di sè e schema corporeo"

      • Ajuriaguerra J.de. (1973) Manuale di psichiatria del bambino. Masson, Paris.
      • Bick E. (1968) “L’esperienza della pelle nelle prime relazioni oggettuali del bambino”. International Journal of Psychoanalysis, vol. 49, pags. 484-486.
      • Bonnier P. (1905) L’Aschematie.Revue neurologique, 13,
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    • PSICOLOGIA - Evoluzione dello schema corporeo

      Dal lato psicologico lo schema corporeo si va strutturando nella mente del bambino come il più arcaico fondamento del Sè e si acquisisce lentamente, per tramite della mediazione materna.

      Tutte le principali teorie, ad orientamento psicoanalitico e non, riconoscono come fatto inconfutabile che il Sè, all’origine, è fatto esclusivamente di esperienze corporee. Lo stesso Freud, nella sua

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    • ALCUNE DEFINIZIONI - Concetto di "schema" e di "immagine"

      Dalla sterminata letteratura sull’argomento, si evince la difficoltà ad utilizzare in maniera univoca diversi termini quali schema corporeo, immagine corporea, vissuto corporeo ecc. Il termine schema corporeo, nella sostanza è equivalente a immagine del corpo, immagine di sé, schema posturale, ed è affrontato con impostazioni teoriche diverse secondo la prospettiva di

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    • BIBLIOGRAFIA e RIFERIMENTI LINKS

      • AAVV, DSM-IV, Masson, Milano 1996.
      • Le Boulch J., Mouvement et dèveloppement de la persone, Vigot, Parigi 1998.
      • Le Boulch J., Le Corps à l’ecole au XXI° siècle, Puf, Parigi 1998.
      • Le Boulch J., Lo sviluppo psicomotorio dalla nascita a sei anni, Armando, Roma 1981.
      • De Ajuriaguerra J., Marcelli D.,
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    • Il gioco è la cultura dei bambini, apre la porta alla vita sociale: fantasia, socializzazione, collaborazione.

      Il gioco è la cultura dei bambini, apre la porta alla vita sociale: fantasia, socializzazione, collaborazione.

      L' uomo: "alla ricerca di sè attraverso il gruppo"

      Appagati i bisogni

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    • Il Bambino e il Gruppo: Excursus storico

      Excursus storico - Il Bambino e il Gruppo

      “L’esperienza vissuta dilata la vita portandola a una nuova dimensione”

      Nulla accade per

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    • Il metodo di Reuven Feuerstein

      Il metodo di Reuven FeuersteinIl Metodo Feuerstein è diffuso a livello internazionale ed applicato in tutte le situazioni in cui è necessario favorire un incremento delle prestazioni individuali ed accrescere la flessibilità di risposta rispetto al

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    • Lo Sviluppo Neuro e Psicomotorio

      Lo Sviluppo Neuro e Psicomotorio  Attraverso gli atteggiamenti corporei e  dei movimenti, l’individuo diventa essere sociale

      L’impostazione psico-cinetica dello sviluppo motorio di Jean Le Boulch differisce da quella di

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