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Progetto di pratica psicomotoria rivolto alla scuola dell'infanzia

Fino all’età di 7-8 anni, il corpo è il nucleo dell’organizzazione psichica e sociale dell’individuo, la cui crescita armonica avviene attraverso il corpo in relazione a sé e al mondo.
Per il bambino il gioco rappresenta la modalità privilegiata di espressione di sé. Egli può dunque mettere in scena (in gioco) le difficoltà, le paure, le insicurezze, la rabbia, l’aggressività, ma anche condividere momenti di piacere, di collaborazione e di condivisione con i compagni, che altrimenti troverebbero difficilmente un canale di espressione spontaneo.

La pratica psicomotoria di tipo relazionale, secondo la metodologia di Bernard Aucouturier, rappresenta uno strumento educativo globale che favorisce lo sviluppo affettivo, relazionale e cognitivo del bambino attraverso l’espressività corporea.
Si tratta dunque di uno strumento di prevenzione primaria del disagio, poiché può incidere sui fattori di rischio del disagio, e di prevenzione secondaria laddove intervenga sulle difficoltà dello sviluppo cognitivo, affettivo e relazionale del bambino. La psicomotricità rappresenta insomma un utile strumento di promozione alla salute, intesa quale processo costruttivo che attivi i bisogni e le risorse degli individui.

Finalita’ della pratica psicomotoria
Comunicare, creare e pensare sono le tre finalità educative che rispondono ad questo progetto educativo in cui si inserisce la Pratica psicomotoria educativa e preventiva.

Comunicare - Un bambino che comunica è un bambino attento ai suoi compagni e agli adulti, è un bambino che ascolta; la comunicazione è una necessità assoluta, è una ricerca continua che soddisfa solo in una relazione stabile e duratura con l’altro. Un bambino che comunica non ha gravi problemi affettivi perché sta bene, desidera scambiare con i suoi pari. Importante è aver visto, riconosciuto e rispettato sin dalla nascita le componenti non verbali della comunicazione, fondamentali per una comunicazione verbale ben costruita.

Creare - Creare è un processo catartico e uno dei fattori che favorisce la decentrazione. Il giocare, che è un atto creativo, dà forma ai contenuti inconsci, ai fantasmi d’azione. Il corpo è il primo materiale utilizzato dai bambini per creare.
Non tutti i bambini sono creativi, alcuni debbono essere aiutati in uno spazio di sicurezza affettivo che permetta la crescita psicologica del bambino.

Pensare - Il piacere di pensare richiede che il bambino sia lasciato libero di esprimere i fantasmi d’azione attraverso il piacere di agire: solo così potrà liberarsi dagli oggetti cattivi interni ed esterni che lo invadono. L’obiettivo della psicomotricità è quello di aiutare il bambino a compiere il cammino dal corpo all’emozione, aiutandolo ad elaborare il proprio mondo emozionale.

http://www.alberodivalentina.it/adv/index.php?option=com_k2&view=item&id=86:dal-piacere-di-agire-al-piacere-di-pensare-lagire&Itemid=5 - 25 novembre 2011