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La SINPIA denuncia lo stato di sempre maggiore criticità delle risposte per gli utenti con disturbi neuropsichici dell’infanzia e dell’adolescenza e per le loro famiglie.

Infanzia e adolescenza sono momenti cruciali per la costruzione di una buona salute del corpo e della mente, che caratterizzerà poi tutta la vita dell’individuo, oggi sempre più lunga. Molte sono le patologie neuropsichiche che, in 1 bambino/ragazzo su 5, possono compromettere questo processo: disabilità intellettive, paralisi cerebrali, disturbi della coordinazione motoria, disturbi specifici del linguaggio e dell’apprendimento, disturbi dello spettro autistico, epilessia, sindromi genetiche rare, malattie neuromuscolari e neurodegenerative, encefalopatie acquisite, tumori cerebrali, disabilità complesse, disturbo da deficit di attenzione con iperattività, disturbi della condotta, psicosi, disturbi bipolari, depressione e molti altri.

Le patologie psichiatriche, neurologiche e l’abuso di sostanze rappresentano infatti il 13% del global burden of disease dell’intera popolazione, una percentuale maggiore persino rispetto alle malattie cardiovascolari, e più del 50% dei disturbi neuropsichici dell’adulto ha un esordio in età evolutiva o è comunque dovuto a eventi morbosi insorti anche molti anni prima della manifestazione del disturbo conclamato.

Interventi tempestivi e appropriati possono cambiare la storia naturale della malattia, prevenire le sequele, evitare la cronicizzazione e diminuire in modo rilevante i costi emotivi, sociali ed economici.

Oggi invece:

  • solo 1 utente su 2 riesce ad accedere ai servizi territoriali di neuropsichiatria per l’infanzia e l’adolescenza (NPIA) per il percorso diagnostico
  • solo 1 utente su 3 riesce a ricevere un intervento terapeutico-riabilitativo
  • solo 1 utente su 3 che ha necessità di ricovero ordinario riesce ad accedere ad un reparto di NPIA
  • solo 1 utente su 10 riesce ad effettuare il passaggio ad un servizio per l’età adulta
  • solo una parte degli interventi erogati riescono ad essere in linea con le evidenze scientifiche


a fronte di:

  • un aumento medio degli utenti seguiti dai servizi di NPIA del 7% l’anno
  • un aumento complessivo degli utenti seguiti negli ultimi 5 anni del 45%
  • un aumento degli accessi di adolescenti con acuzie psichiatrica in Pronto Soccorso del 21% nell’ultimo anno
  • un aumento dei ricoveri di adolescenti con diagnosi psichiatrica del 28% nell’ultimo anno
  • un’elevata disomogeneità nell’organizzazione dei servizi di NPIA nelle diverse regioni italiane
  • l’assenza di un sistema informativo e di monitoraggio
  • un costante calo del personale



Per questo

CHIEDIAMO
  1. Al Ministero della Salute e alle Regioni, di garantire, attraverso adeguati investimenti di risorse e la condivisione di modelli organizzativi, la presenza omogenea in tutto il territorio nazionale di un sistema integrato di servizi di Neuropsichiatria Infantile, sia in termini di professionalità che di strutture, territoriali ed ospedaliere, in grado di operare in coerente sinergia con pediatri, pedagogisti clinici, psicologi consultoriali e altre figure professionali riconosciute, così da garantire i necessari interventi non farmacologici e/o farmacologici ed un approccio il più possibile multidisciplinare ai disturbi neuropsichici dell’infanzia e dell’adolescenza, riferendo annualmente l’esito dell’azione alla Commissione Parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza, alla Commissione Igiene e Sanità del Senato e alla Commissione Salute della Conferenza delle Regioni;
  2. Al Ministero della Salute, alla Commissione Salute della Conferenza delle Regioni, all’Istituto Superiore di Sanità, ai Servizi di Neuropsichiatria di strutturare un adeguato sistema di monitoraggio della salute neuropsichica dei bambini e degli adolescenti, dello stato dei servizi ad essa dedicati e dei percorsi diagnostici e assistenziali dei disturbi neuropsichici nell’età evolutiva, riferendo annualmente l’esito dell’azione alla Commissione Parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza, alla Commissione Igiene e Sanità del Senato e alla Commissione Salute della Conferenza della Regioni.
 

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