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Corsi ECM / Convegni 

 

 

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Borse di studio per la formazione di operatori sanitari

Francesca Rebora

Andrea Sattanino

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Tesi di Laurea

Annetta Sedda Medium Sonoro Hits:3438

Irene De Maria Modello della Family Centered Care (FCC) Hits:3442

Maria Piscitello Sindrome di Down - Intervento Psicomotorio Hits:4000

Fabio RESCIGNO Sindrome di Prader-Willi Hits:5376

giovanna bonavolonta Approccio psicomotorio integrato: medulloblastoma Hits:6805

Luciano Montefusco Immagine di sè e Schema Corporeo Hits:9587

Maria PADOVANO La Psicomotricità come unione Hits:13856

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Altri Argomenti

  • La psicomotricità: una pratica d’azione attraverso l’azione Fabiana Rega (Il Bambino e il Gruppo) 14/10/2009

    “Preparare l' azione ” Anche la Pratica Psicomotricità, che è una pratica educativa e d’aiuto attraverso la relazione, si modella sul gioco spontaneo e sull’espressività dei bambini che vivono e sperimentano in prima persona azioni e relazioni. Partendo da un’affermazione prodotta da Bateson, secondo, cui, “il gioco non è il nome di un atto o di un’azione, è il nome di una cornice per l’azione”, la Psicomotricità acquisisce questo concetto per diventare una pratica dell’azione attraverso l’azione. La cornice costruisce un contesto che dice: “Le azioni che in questo momento stiamo compiendo non denotano ciò che normalmente esse vogliono significare, ma stanno per qualcosa d’altro.” Secondo la Pratica Psicomotricità, il bambino attraverso il gioco crea un territorio franco, all’interno del quale le azioni hanno un valore diverso rispetto al valore che avrebbero se fossero compiute nella vita quotidiana. In altre parole il bambino, giocando una simulazione, sa che i suoi comportamenti...

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  • Prossemica silvia carillo (La comunicazione verbale e non verbale) 25/06/2013

    La prossemica è lo studio della distanza interpersonale che gli individui mantengono quando interagiscono. Si tratta, a ben vedere, di un aspetto spaziale della comunicazione. Tale aspetto ha poco o niente a che fare con la capacità di farsi udire della voce umana. Essa risponde alle dinamiche interpersonali coinvolte e soggìacenti alla comunicazione. La quantità di spazio che le persone mettono tra di loro non è un fatto neutro, ma comunica qualcosa. Le distanze interpersonali variano con la qualità della relazione. L'analisi della distanza tra due persone ci permette di capire alcuni aspetti del loro interagire. Molti studiosi hanno individuato, per i vari tipi di relazione, la distanza più frequente. Ad esempio, la distanza tra i volti di due persone impegnate in una normale conversazione è di circa 120- 150 centimetri. Si è visto anche che variazioni di qualche decina di centimetri in meno provocano disagio e assumono particolare significato. Si è osservato, anche, che se dei...

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  • Bambini affetti da Disturbi dello Spettro Autistico - Strumenti e giochi Antonella Palazzo (Intervento nei Disturbi dello Spettro Autistico) 23/10/2011

      Per ognuno di questi bambini sono state seguite le strategie proposte dal TEACCH e dall’intersoggettività, ma essere sono state scelte e modificate in base alle esigenze di ciascuno di loro, come prevede il progetto riabilitativo individualizzato. Tutti i giochi che verranno presentati sono frutto di esperienze dirette e sono stati scelti, alcuni perché sono più adatti a insegnare lo sguardo reciproco, altri l’attenzione congiunta, altri ancora lo scambio di turni.     Aumentare l’uso dello sguardo: guardare, essere guardati, guardare insieme una cosa. Gli accorgimenti da tenere in considerazione per ottenere questi cambiamenti sono: svolgere l’attività con oggetti interessanti per il bambini; chiedergli di guardare voi o l’oggetto o l’azione che si svolge; dirgli: “Bravo! Che begli occhi! Come mi hai guardato bene!” anche se lo sguardo è stato breve e fugace; enfatizzare le azioni con la voce e i gesti, inviando messaggi chiari e precisi. Può anche essere utile che il terapista si...

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  • Disabilità Intellettiva e Autismo a confronto Francesca Rebora (La Comunicazione Aumentativa Alternativa e le Strategie Visive) 10/02/2014

    All'interno del mio elaborato ho deciso di affrontare due patologie: l'Autismo e la Disabilità Intellettiva in quanto, la CAA e le strategie visive sono metodologie che sono risultate efficaci nel trattamento di soggetti con tali disabilità complesse, dove l'aspetto deficitario della comunicazione è uno dei nuclei centrali. Disabilità intellettiva o ritardo mentale L' American Assosation on Mental Retardation dava nel 1992 una definizione di ritardo mentale (RM) che si basava sull'indicazione dello stato di riduzione notevole del funzionamento attuale di un individuo caratterizzato da un funzionamento intellettuale inferiore alla madia ed associato ai limiti in almeno due settori del funzionamento adattivo: comunicazione, cura della persona competenze domestiche, abilità sociali, utilizzazione delle risorse comunitarie, autonomia, sanità e sicurezza, attitudini scolastiche, funzionali, tempo libero e lavoro. Tale riduzione di funzionamento doveva manifestarsi prima dei 18 anni....

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  • Spazio e Funzioni Adattive Alfredo Cavaliere Converti (Movimento e Spazio) 21/01/2010

    Il neonato vive in un ambiente strutturato,costituito da definite relazioni tra oggetti e, affinché possa muoversi e raggiungere parti del proprio corpo e oggetti esterni, sono necessarie continue modifiche posturali, effettuate in base alle informazioni provenienti dalla posizione delle diverse parti del corpo tra loro e rispetto agli oggetti. L’estremità corporea che va verso l’oggetto segue delle coordinate spaziali che vincolano la traiettoria del movimento; la scelta degli schemi motori da utilizzare per raggiungere l’oggetto è il risultato della cosiddetta flessibilità del comportamento, funzione della flessibilità spaziale di diverse funzioni adattive, ed è dovuta all’interazione tra i due emisferi cerebrali. Per comprendere il processo è necessario distinguere tra: comportamento e funzioni adattive; struttura formale di una funzione adattiva e il suo uso adattivo; organizzazione spaziale di ciascuna funzione adattiva. Il comportamento è definito dalla sequenza delle azioni...

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  • Principali Modelli di Intervento nei Disturbi dello Spettro Autistico Serena Siri (Favorire la relazione e ridurre i comportamenti problema in bambini con Disturbi dello Spettro Autistico) 25/04/2016

    Non è possibile individuare un intervento esclusivo e specifico per tutti i bambini affetti da DSA a causa della variabilità e della complessità dei sintomi. Il percorso terapeutico deve evolversi e modificarsi in funzione dell’evoluzione e dei cambiamenti, in itinere, del disturbo. Dovrebbe anche prevedere l’attivazione di una serie di interventi finalizzati ad arricchire l’interazione sociale, ad incrementare la comunicazione e a facilitare l’ampliamento degli interessi, rendendo più flessibili gli schemi di azione. Tutto questo con il coinvolgimento della famiglia e con il continuo adattamento dell’intero contesto ambientale. Perché un percorso terapeutico possa essere considerato favorevole deve prevedere un intervento: precoce: per avere la possibilità di intervenire in un momento in cui le strutture encefaliche non hanno assunto una specializzazione funzionale definitiva e quindi le funzioni mentali sono in fase di attiva maturazione e differenziazione; intensivo: per avere...

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  • Il gruppo: Tipi e dinamiche Fabiana Rega (Il Bambino e il Gruppo) 13/10/2009

    I capitolo "Andare verso la gente" Oggi quando parliamo di gruppo a cosa ci riferiamo?Sono state proposte varie definizioni. Quella che per alcuni studiosi è la più semplice ed esauriente, dice che un gruppo si ha quando “due o più individui, che possiedono un’identificazione sociale comune, sono riconosciuti come gruppo da almeno una terza controparte”. L’interazione al suo interno è del tipo a faccia a faccia inoltre i membri si percepiscono come partecipanti ad un’unità che dura nel tempo e nello spazio. Infine i membri di gruppo sono coinvolti da almeno un obiettivo comune. Se esaminiamo attentamente la nostra società ci accorgeremo che è composta da un insieme di gruppo e che questi gruppi sono funzionali alla sua esistenza. Grazie agli studi condotti da Anzien e Martin abbiamo una prima classificazione dei gruppi umani, suddivisi in: folla, la banda (e la gang); il gruppo primario o piccolo gruppo, il gruppo secondario o gruppo medio-grande. Classificazione dei gruppi umani da: D. Anzieu,...

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  • Il lavoro e i materiali usati - Favorire un’armonica integrazione delle Caratteristiche Sensoriali VALENTINA VESCI (Favorire un’armonica integrazione delle Caratteristiche Sensoriali) 21/03/2017

    Sensory Profile 2.0 Il profilo sensoriale è un questionario che deve essere  compilato dai genitori o da chi si prende cura del bambino. Esso è stato designato da Winnie Dunn, PhD, OTR, FAOTA con lo scopo di valutare le risposte comportamentali di un bambino che di solito si verificano in seguito a diversi stimoli sensoriali. Inoltre, viene utilizzato per individuare, per ciascun bambino, il tipo di interazione che esiste tra la sua soglia neurologica di attivazione del cervello, da parte dei singoli input sensoriali, e la sua risposta di adattamento comportamentale che può essere passiva o attiva. È passiva quando è in accordo con la soglia di attivazione, mentre, è attiva quando è in opposizione alla soglia di attivazione. Esistono due versioni del profilo sensoriale per i bambini: una versione neonato/bambino (dalla nascita ai 3 anni) e una versione standard (a partire dai 3 fino ai 10 anni) . Le due versioni vengono, ulteriormente, suddivise in: Infant Sensory Profile 2: questionario...

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  • Indagine nell’attività di Customer Satisfaction in un centro di riabilitazione Anna De Rosa (Valutazione della qualità delle prestazioni erogate: il giudizio degli utenti) 19/05/2018

    CASO STUDIO Il Centro di Riabilitazione “PRIF”, svolge sin dal 1989 attività di riabilitazione ambulatoriale, domiciliare e semiresidenziale (ex art 26 L. 833/78) e quella di recupero e rieducazione funzionale (ex art. 44 L. 833/78). Le attività di qualità aziendale sono controllate dalla normativa UNI EN ISO9001:2008e svolte in regime di accreditamento provvisorio presso il S.S.N. e la Regione Campania. Grande importanza viene data alla politica ed agli obiettivi che l’azienda si prefigge con i correlati piani attuativi. La Mission della società e dell’azienda è la possibilità di poter erogare, prestazioni ambulatoriali, domiciliari e semiresidenziali, nonché quelle di recupero e rieducazione di alta qualità, in cui si possa raggiungere la massima soddisfazione da parte del “Cliente Istituzionale” ASL, con il quale si è convenzionati, ed al tempo stesso dei destinatari finali (Pazienti). In questo periodo, in cui il miglioramento continuo è regola di sopravvivenza, per essere...

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  • Scala di Stanford-Binet Alfredo Cavaliere Converti (Reattivi Mentali ) 10/10/2009

    Scala di Stanford-BinetLa Scala di Stanford-Binet è un reattivo mentale di livello, finalizzato a valutare l'efficienza intellettiva. Anche se teoricamente applicabile dai 2 anni e mezzo fino all'età adulta, la scala Stanford-Binet viene usata più frequentemente nella fascia di età compresa fra i 3 ed i 6 anni. La scala è distribuita da: OS - Organizzazioni Speciali - Firenze

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  • I Caso - Iperattività o ADHD - Diagnosi e piano di trattamento neuropsicomotorio Fortunata Alboretti (Iperattività o ADHD) 12/06/2013

    Nel gennaio del 2001, G . entra in trattamento psicomotorio trisettimanale all'età di 6 anni e 6 mesi con la diagnosi di “ Disturbo da Deficit di attenzione/iperattività” ed epilessia. L'obiettivo a lungo termine comprende: Il miglioramento delle capacità adattive, relazionali; Il controllo dell'emotività; L'accrescimento dell'autostima; La stabilizzazione dell'attenzione; Il miglioramento del controllo prassico; L'ampliamento delle autonomie personali. Nel piano di trattamento neuropsicomotorio sono comprese le aree d'intervento, le metodologie e le tecniche. Le aree d'intervento nelle quali si decide di lavorare sono: L'area delle abilità sociali; L'area delle abilità comportamentali; L'area delle abilità finomotorie; L'area delle autonomie personali. Le metodologie comprendono: Il gioco motorio; Il gioco simbolico; Il gioco narrativo; Il gioco di rappresentazione; Il gioco grafico-pittorico; Il gioco di costruzione. Le tecniche utilizzate comprendono: Il rinforzamento; Il...

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  • Dal Dialogo Tonico al Dialogo Sonoro Maria Vittoria Berno (L’importanza della voce nella terapia neuro e psicomotoria) 28/12/2013

    I bambini con cui ci troviamo a lavorare hanno molto spesso delle difficoltà di dialogo: bambini autistici, bambini con paralisi, bambini affetti da disturbi del linguaggio o della comunicazione, bambini che presentano disturbi sensoriali. Questi piccoli perdono, o molto spesso non acquisiscono nemmeno, le regole fondamentali e le modalità primarie di approccio con l’altro, di scambio, di confronto, appunto, di dialogo. Nella nostra professione la dimensione del dialogo tonico si manifesta come una dimensione dalle grandi potenzialità nella cura di un bambino: una modalità semplice e nello stesso tempo complessa, che la madre offre naturalmente al bambino ma che, a volte, necessita di aiuti da parte del terapista: anche grazie a tale aiuto diviene poi una pratica della quotidianità e la modalità primaria del ‘fornire cura e affetto’. E’ sufficiente il Dialogo Tonico? Il dialogo tonico è una pratica che richiede necessariamente l’uso del corpo, sia da parte del terapista o dell’adulto...

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  • Prima Osservazione - Jessica silvia carillo (La comunicazione verbale e non verbale) 25/06/2013

    Il mio primo impatto con questa situazione è stato a dir poco toccante, sia dal punto di vista umano che terapeutico. La mia reazione istintiva è stata quella dì non essere in grado "almeno"di interagire con quella bambina così "particolare". Jessica mi viene affidata dopo il pranzo nella mensa del centro che frequenta in regime di semiinternato. La presi per mano e tremavo ma, con tono di voce al contrario molto deciso, dissi: "Jessica, vuoi venire con me a fare un bel gioco?". Entrammo nell'ascensore per andare nella stanza che le era stata assegnata e, in quella circostanza, sia lo sguardo della bambina che il mio erano bassi e, stranamente, Jessica non gridava. Mi presentai, la invitai a togliersi le scarpe e, fin qui, sembrava che tutto procedesse per il verso giusto. Mi avvicinai, le presi la mano, ci avvicinammo alla panchetta dove Jessica non volle sedersi ma, a modo suo, si tolse le scarpe. L'avevo vista saltare e le proposi dei salti sui materassini ma lei mostrava un...

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  • Partecipazione affettiva tra sé e gli altri Emanuela Varriale (Empatia: origine, significato e disordini) 03/01/2014

    Nei primati, la capacità di comprendere gli stati emotivi degli altri è fondamentale per mantenere le interazioni sociali. Uno strumento potente per conoscere le emozioni espresse dagli altri è il “contagio emotivo”. Le forme più complesse di emozioni (come le emozioni sociali) richiedono la consapevolezza dei propri sentimenti in relazione con, o in risposta all'interazione sociale. Le espressioni emotive e la percezione sono parte integrante di qualsiasi interazione sociale. Le espressioni corporee costituiscono un’ indicazione percepibile esterna delle intenzioni e delle emozioni delle persone . Ad un certo livello, le espressioni emotive sono disciplinate da processi specifici e possono essere provocate da stimoli semplici (es. il disgusto in presenza di un gusto amaro). Tuttavia, gli esseri umani così come altri animali utilizzano anche  le espressioni corporee per  comunicare vari tipi di informazioni ai membri della loro stessa specie. Il saper comprendere i  segnali emotivi...

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  • Come allestire una stanza di psicomotricità? Alfredo Cavaliere Converti (Che cos'è e cosa si propone) 12/06/2013

    La seduta è strutturata spazialmente in due luoghi: un luogo riservato all’espressività motoria, l’altro all’espressività plastica, grafica e del linguaggio. Lo psicomotricista prepara sempre questi due luoghi perchè per i bambini è rassicurante trovare la stessa disposizione nel tempo e inoltre questo facilita l’anticipazione a livello dell’immaginazione e del piacere. Un primo tempo sarà dedicato all’espressività motoria e alla rassicurazione profonda attraverso la via del corpo, un secondo tempo alla storia raccontata al gruppo di bambini per favorire un processo di rassicurazione tramite il linguaggio; un terzo tempo sarà dedicato all’espressività plastica e grafica. La sala ideale di psicomotricità prevede alcuni arredi particolari quali spalliere, specchi da parete, cavalletti o assi da cui saltare e su cui sperimentare l’equilibrio. Altro materiale molto importante sono i moduli, cuscini in gomma piuma ricoperti di uno speciale materiale ignifugo di diverso colore. Le...

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  • Il Gattonare Alfredo Cavaliere Converti (0-12 mesi) 12/10/2009

    Il Gattonare - Ogni movimento che il neonato padroneggia, da il via ad una nuova fase dello sviluppo. A sette mesi il bambino ha già imparato a girarsi, sedersi e tendersi per prendere gli oggetti che gli interessano, ore sta per accrescere il suo repertorio di gesti , ha raggiunto un punto di svolta e per ottenere ciò che vuole dovrà apportare un cambiamento, questo gli provocherà frustrazione, ma sarà proprio la frustrazione a spingerlo finalmente a gattonare.Si ritrova a quattro zampe è una nuova postura per lui è come se il suo corpo sapesse ciò che deve fare per farlo muovere. La sfera emotiva e quella fisica sviluppano di pari passo. A nove mesiil piccolo è abbastanza forte per alzarsi a carponi, è la postura perfetta per gattonare ed esplorare il mondo, ma ancora gli serve molta pratica perché questo nuovo movimento risulti fluido; le prime volte potrebbe ottenere come risultato, lo strisciamento del corpo verso dietro. Sono state riconosciuto dal gattonamento 25 posture...

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  • CONCLUSIONI - Terapie alternative e complementari nelle Paralisi Cerebrali Infantili Ilaria Pesavento (Terapie alternative e complementari nelle PCI) 11/01/2014

    Ciò che è messo in luce da recenti sondaggi sull'opinione pubblica del nostro Paese, avvalorati anche dalle analisi sopra presentate sul campo, è che la maggior parte degli intervistati conosce la medicina alternativa e complementare, e che nonostante l'assenza di leggi specifiche sulla materia e le controverse ipotesi di validità buona parte delle famiglie con bambino con PCI le sceglie per integrarle alla riabilitazione del proprio figlio. Nel nostro studio solo 7 famiglie su 35 dichiarano di non aver mai sentito parlare di medicina alternativa e fra coloro che la conoscono più della metà vi ha fatto ricorso almeno per una volta, traendone sicuri benefici e ritenendosi soddisfatti. Per quanto riguarda l'utilizzo delle TAC nel campo specifico delle PCI in questa analisi il 37% delle famiglie ha scelto di integrarle alla terapia ufficiale del proprio figlio. Le percezioni globali sono buone, nella totalità dei casi i genitori riscontrano dei miglioramenti raggiunti dai figli, siano...

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  • Disfasia Alfredo Cavaliere Converti (Disturbo Specifico del Linguaggio) 16/10/2009

    Disturbo specifico del linguaggio. Il concetto di disfasiaè nato per le analogie di alcuni particolari disturbi del linguaggio con quelli che nell'adulto vengono indicati con il termine di afasia, sia per le disfasie che per le afasie è chiamata in causa una disfunzione "centrale". Le esperienze effettuate in Neurologia dell'adulto hanno portato ad identificare una serie di strutture encefaliche, dalla cui lesione derivano i quadri afasici. Tali strutture sono state individuate, classicamente, nell'area perisilviana, all'interno della quale si inseriscono l'area di Broca (piede della terza circonvoluzione frontale) e quella di Wernicke (area postero-superiore del lobo temporale). In età evolutiva, è sempre stato preferito il termine di disfasia a quello di afasia, in quanto, per la plasticità dell'encefalo immaturo, la compromissione funzionale, oltre che più modesta, è suscettibile di notevoli variazioni. Va, tuttavia sottolineato che il termine di disfasia, in quanto mutuato dalla...

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  • L’intervento centrato sulla famiglia - Riassumendo… Rachele Sforzi (L’importanza del gioco nella relazione madre-bambino) 21/09/2013

    Volendo riassumere sinteticamente i concetti espressi in questo capitolo, possiamo dire che la presenza di un figlio con una condizione di disabilità richiede alla famiglia di mettere in atto processi di adattamento non facili. È necessario che i genitori siano capaci di ristrutturare le loro modalità di interpretazione degli eventi e di ridefinire le loro aspettative sul percorso di vita; per riuscire in questo difficile compito, essi possono sfruttare le proprie risorse individuali, quelle della famiglia allargata e della società e, talvolta, possono non essere richiesti interventi particolarmente invasivi da parte della comunità, qualora il livello di resilienza, abilità e competenza sia sufficientemente elevato. La maggior parte dei genitori, tuttavia, denuncia sentimenti di sofferenza e sensazioni di fatica rispetto al proprio percorso di vita e agli sforzi da compiere per comprendere la situazione e per individuare le strategie migliori ai fini di un funzionamento familiare...

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  • Conclusioni - L’importanza del gioco nella relazione madre-bambino Rachele Sforzi (L’importanza del gioco nella relazione madre-bambino) 21/09/2013

    Al termine del periodo di tirocinio, mi trovo a riflettere su quanto il mio lavoro con N. e la madre, che si è svolto, comunque, in un tempo considerevole di circa cinque mesi, appaia, in realtà, appena iniziato. La fase osservativa-valutativa ha richiesto uno sforzo notevole, che ci ha permesso, però, di riuscire ad inquadrare la problematica in termini piuttosto precisi e realistici e di riuscire a far emergere gli elementi più disfunzionali, ma anche più nascosti e dissimulati, che compromettevano maggiormente la relazione madre-bambino. Sarebbe stato utile coinvolgere entrambi i genitori di N. in questo lavoro rivolto alla facilitazione della relazione con il piccolo, tramite la condivisione dei momenti di gioco. Purtroppo, però, essendo il padre impegnato nel lavoro per l’intera giornata, non è stato di fatto possibile renderlo partecipe del nostro intervento che, quindi, per motivi logistici, si è dovuto incentrare completamente sulla figura materna. Non è stato facile ottenere...

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