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La parola bullismo deriva dall'inglese "bullying" e si riferisce ad un gruppo di persone implicato in azioni di molestie.

Per parlare di bullismo però non ci si può riferire ad un semplice litigio, ma è necessario che tra i litiganti ci sia un'asimmetria di forza. La vittima, infarti, non è in grado di difendersi, si trova in condizioni di impotenza di fronte al suo oppressore.

Esistono varie forme di comportamento aggressivo:

  • quello verbale (attraverso minacce, prese in giro),
  • con la forza (picchiando, spingendo)
  • e quello per il quale non vengono usate né parole né contatto fisico (esclusione intenzionale, smorfie di beffeggiamento).

Possiamo distinguere tra bullismo diretto e indiretto.

  • Il primo si riferisce a scontri aperti,
  • mentre il secondo è meno percettibile, ma ugualmente dannoso, perché consiste nell'isolamento volontario dal gruppo.

Inoltre il bullismo, come dimostrano alcune ricerche, viene spesso ad essere correlato con gli stili educativi dell'autoritarismo (per cui sarebbe in un certo senso reattivo alla forza imposta dall'autorità) e del permissivismo (per cui il bambino/ragazzo avrebbe appreso da tale stile educativo che "può fare tutto ciò che vuole")