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Informazioni Generali

Le anomalie dello sviluppo neuropsicomotorio, riguardano le problematiche legate  al movimento e all'integrazione tra le diverse competenze motorie e lo sviluppo di abilità relazionali e simboliche.

Possono risultare compromesse ad esempio la coordinazione motoria generale e oculo-manuale, il controllo dell'equilibrio, le abilità prassiche, la conoscenza  dello schema corporeo. Tali anomalie possono incidere sullo sviluppo delle abilità grafo-motorie. In altre situazioni, un eccesso di movimento (iperattività) o al contrario, uno scarso investimento sull'azione motoria (inibizione), possono avere ricadute sugli aspetti di ordine cognitivo (attenzione, memoria) e relazionale (a casa, scuola, coi coetanei) e di conseguenza sullo stato di benessere generale del bambino.

Informazioni Pratiche

Quando il genitore sospetta un'anomalia neuropsicomotoria nel proprio figlio, può parlarne con il pediatra di libera scelta o con il proprio medico di medicina generale, che a seconda delle caratteristiche degli elementi evidenziati, potrà decidere di inviare il bambino al "Servizio età evolutiva" dell'ASL di riferimento per una visita specialistica (Neuropsichiatra Infantile) o per degli esami specifici (Neuropsicomotricista, Psicologo). Se dalle valutazioni verrà confermata la presenza di un disturbo neuropsicomotorio, il Servizio età evolutiva proporrà alla famiglia gli interventi ri-abilitativi necessari.

A chi rivolgersi

  • Al Pediatra
  • All’ASL di riferimento per una visita specialistica (Neuropsichiatra Infantile) o per degli esami specifici (Neuropsicomotricista, Psicologo)
Qui sotto la mappa dei Terapisti della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva (Neuropsicomotricisti) presenti sul nostro territorio nazionale.

Commenti  

0 #1 rossella bilotto 2012-03-28 10:47
ciao mi chiamo sandra volevo delle informazioni riguardanti mio figlio adottivo di 11 anni di colore. ho adottato mio figlio con un adozione straniera circa 4 anni fa precisamente all'età di 7 anni. arrivato in italia ha iniziato a frequentare la seconda elementare , nonostant non sia mai andato a scuola nel suo paese, e nonostante non parlasse la lingua italiana. dal 2008 sono incominciati i primi problemi a scuola. lui si rifiuta totalmente di stare in classe e di studiare. fa i compiti solo a casa e sempre con la stessa persona. nel momento in cui proviamo a cambiare maesrta a casa lui non fa più nulla, ne abbaimo avuto conferma anche ieri. l'abbiamo accompagnato da un ' altra insegnante e non ha voluto fare nulla. lo psicologo dice che il bambino ha un forte rifiuto per la scuola accompagnato da un distrubo del comportamento essendo stato un bambino che ha vissuto per strada.il consiglio che lo psicologo ci ha dato è quello di cambiare scuola, perchè in quella scuola il bambino ha saltsto tutto il processo iniziale di integrazione(pr eferibilmente una scuola di paese dove ci sono pochi alunni) e lavorare sul comportamento. chi mi sa dare consigli più precisi?
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-1 #2 Alfredo Cavaliere Converti 2012-03-28 14:38
Gentile Sandra,

purtroppo i disturbi che suo figlio ha evidenziato nei confronti della scuola, osservando il suo passato, devono essere considerati “fisiologici”.

Mi spiego meglio: il passaggio da una ambiente sociale, culturale, familiare ad un altro (in età cosi delicata, dove sono importanti i punti di riferimenti affettivi ed emotivi ) crea sempre destabilizzazio ne psicofisica, quindi stress e ansie sono inevitabili.

Già il passaggio dalla scuola dell’infanzia alle scuole primarie potrebbe essere difficile per un bambino della nostra cultura, … su questo la lascio riflettere!

È difficile se non impossibile dare consigli dettagliati attraverso una conversazione scritta come questa, con pochi elementi a disposizione e non conoscendo lei, suo figlio e le altre persone che fanno parte del vostro quotidiano.

Io penso che suo figlio, soprattutto in questo momento abbia bisogno di figure stabili (lo dimostrano anche i suoi rifiuti nello studio nel momento in cui gli viene cambiata la maestra). Lui ha già cambiato troppe cose nei suoi pochissimi anni di vita, pertanto se è sua intenzione seguire il consiglio dello psicologo, le dico che è necessario non “modificare” nient’altro nel quotidiano di suo figlio!!!

Ad ogni modo la mia opinione è che sia meglio risolvere adesso i problemi legati all’ambiente scolastico attuale, perché temo che in una nuova classe o scuola, possano riemergere comunque le stesse difficoltà, magari con aspetti diversi.

Suo figlio potrebbe manifestare un disturbo dell’attaccamen to? Il disturbo del comportamento potrebbe essere secondario?
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0 #3 sandra 2012-03-31 17:06
gentilissimo alfredo cavalieri coverti la ringrazio per avermi risposto. nella sua attuale scuola prorpio ieri le suore mi hanno consigliato di portarmelo via da lì. come devo fare? mio figlio attualmente va in una scuola primaria privata. le aggiungo che per una settimana di chiusura della scuola è andato in un ambiente di paese , dove non conosceva nessuno. ha fatto moltissime amicizie con i bambini, tanto che non sembra lui, calmo , sereno
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0 #4 Alfredo Cavaliere Converti 2012-04-02 10:57
Gentile Sandra,

solitamente professionisti come psicologi e maestre/insegna nti, prima di offrire “importanti consigli” ai genitori, valutano in maniera minuziosa tutti gli aspetti che riguardano le difficoltà dei figli, non sottovalutando le possibili controindicazio ni che possono scaturire da eventuali cambiamenti.

Nel nostro caso specifico, lo psicologo e la suora le hanno dato lo stesso consiglio, pertanto sarebbe opportuno ascoltarli !!!

Ribadisco però (secondo il mio modesto parere) che dovrebbe fare in modo che suo figlio possa avere un quotidiano quanto più possibile stabile: familiari, amici, abitudini, hobby, oggetti, ecc.
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