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Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
sito web della "Sapienza": www.uniroma1.it
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BREVE SINTESI DELLA STORIA DELLA FACOLTA’ MEDICA DI ROMA
L’ Università degli Studi di Roma fu fondata nel 1303 dal Pontefice Bonifacio VIII (1294-1303) con la celebre Bolla “In supremae praeminentia dignitatis” con la quale si istituiva il primo Studio Generale Romano che includeva naturalmente l’Insegnamento della Medicina.

Lo Studio, alloggiato in una casa detta La Scola, era sito vicino piazza S. Eustachio, ove restò fino al 1376. Nel 1377 il Senato istituì uno Studium Generale in Trastevere, con la lettura di Medicina affidata all’illustre medico Francesco Casini da Siena. Nel 1389 lo Studio Trasteverino non diede più sentore di sé.

Nei primi anni del 1400 Innocenzo VII, durante il suo Pontificato (1404-1406), tentò una riapertura dello Studium, ma con la sua morte non si parlò più di Università Romana. In seguito, il Pontefice Eugenio IV (1431-1447) si adoperò per far risorgere e restaurare l‘antico Studium Generale di Bonifacio. Il medico Paolo della Valle, romano, fu uno dei maggiori riformatori dello Studium Urbis.

Con Leone X (1513-1521) si ebbe una vera rinascita ed un nuovo impulso dell’Università di Roma. Il pontefice emanò una Costituzione (1514) con la quale si programmava che l’Urbe Omnibus fere nationibus divenisse il centro culturale e ottenesse il primato tra le Università italiane. L’insegnamento di Medicina si articolava allora su tre materie: 1) Medicina teorica 2) Medicina pratica 3) Lettura dei semplici, discipline insegnate da 16 lettori, ognuno dei quali si soffermava su particolari aspetti di ciascuna disciplina, compresa la parte anatomica e quella pratica. Durante il pontificato di Clemente VII (1523-1534), in seguito al sacco di Roma del 1527, a causa delle drammatiche situazioni politiche e sociali, lo Studium Urbis cessò il suo funzionamento.

Paolo III (1534-1549) riordinò l’Università, introducendo l’Insegnamento Anatomico come disciplina a sé stante.

Giulio III (1550-1555) conferì al solo collegio Medico la facoltà di conferire lauree in Medicina.

Pio IV (1559-1565) si espresse contro l’esercizio abusivo della medicina ed incrementò lo studio anatomico autorizzato sui cadaveri di Ebrei ed infedeli giustiziati. Gregorio XIII (1572-1585) concesse ai laureati il diritto, previo esame, di tenere libere lezioni retribuite. Per un controllo sulla idoneità dei medici esercenti la professione sottopone ad esame tutti i laureati in Medicina.

Sotto i Pontificati di Clemente VIII (1592-1605) e di Urbano VIII (1623-1644) vennero emessi due Brevi per richiamare l’inadempienza dei doveri degli insegnanti. Clemente X (1670-1676) istituì l’obbligo di un tirocinio pratico ospedaliero per i laureati per ottenere la matricola o abilitazione all’esercizio professionale. In questo periodo le materie di insegnamento erano: 1) Medicina teorica, 2) Medicina pratica, 3) Chirurgia, 4) Anatomia, 5) Lettura ed ostensione dei semplici. Furono inoltre previste multe per i professori che non tenessero lezioni in maniera convenevole, anche rispetto all’orario.

Benedetto XIV (1740-1758), il più famoso riformatore degli studi di Roma, con le Bolle “Inter cospicuos ordines” (1744) e “Quanta Reipubblicae redveniant” (1748), mise ordine agli studi universitari eliminando le letture risultanti doppioni inutili. La Facoltà di Medicina doveva avere sei Cattedre così denominate: 1) Istituzioni di Medicina teorica, 2) Istituzioni di Medicina pratica, 3) Istituzioni di Botanica, 4) Istituzioni chirurgiche e anatomiche, 5) Trattato di Medicina Teorica, 6) Trattato di Medicina pratica. Dopo poco tempo fu istituita una cattedra di Istituzioni ed esperimenti chimici.

Pio VI (1775-1799) istituì l’insegnamento di Ostetricia. Venne poi istituita la cattedra di Istituzioni di chirurgia anche forense. Nel 1788 le Cattedre della Facoltà di Medicina e Chirurgia passarono a nove. Venne istituita una matricola o registro di iscrizione per gli studenti ed una pagella personale di frequenza delle lezioni.

Nel 1810 vennero effettuate modifiche all’ordinamento degli studi universitari portate dalle leggi napoleoniche per la Facoltà medica. La Facoltà era composta da: Preside, Collegio dei Medici per la concessione delle lauree e per il controllo dell’esercizio professionale, dall’Ufficiale di Sanità e dai Professori di Medicina, Chirurgia e Botanica.

Pio VII (1800-1823), terminata l’occupazione napoleonica e rientrato nei suoi domini, nel 1814 si dedicò a dare un nuovo incremento agli studi medici. Nel 1815 venne ufficialmente istituito l’insegnamento clinico medico su base pratica, presso gli ospedali di S. Spirito e di S. Giacomo.

Nella bolla di Leone XII (1823-1829) del 1824 venne esposta la riforma medica universitaria per cui le Lezioni erano principalmente in latino e le Università di Roma e Bologna erano le sole autorizzate a conferire lauree in medicina (quattro anni) e chirurgia (tre anni). Le altre Università dello stato Pontificio potevano conferire solo il Baccellierato (due anni di corso sia in Medicina che Chirurgia) e la Licenza. Ai medici era fatto obbligo di invitare il malato a confessarsi.

Nel 1848 l’Università chiuse a seguito dei moti rivoluzionari che portarono alla Repubblica Romana.

Nel 1870 con l’unificazione del Regno d’Italia l’Università venne nominata Regia. Le Facoltà di Medicina e Chirurgia si riunirono in una Facoltà unica di cinque anni. Nel 1876 a norma della Legge Casati il Corso di Laurea in Medicina e Chirurga divenne di sei anni (tre bienni)

L’Idea Policlinico-Ospedale d’Insegnamento: fino al 1887 le Cliniche della Facoltà di Medicina di Roma erano associate a più Ospedali quali quelli di S. Spirito, S. Giacomo, S. Rocco, S. Gallicano e della consolazione. Guido Baccelli (1832-1916), Medico, Clinico e Scienziato, sostenne la necessità della costruzione di un’unica sede per la Scuola medica romana «all’altezza delle più celebri scuole estere».

La prima pietra del Policlinico fu posta il 19 gennaio 1888 alla presenza di Re Umberto I e della Regina Margherita. La costruzione fu pressoché completata nel 1902. Il funzionamento del Policlinico universitario (1150 letti, 350 per le Cliniche, 800 per l’Ospedale) iniziò nell’agosto del 1904.

E’ con il R.D. del 23 Ottobre del 1923, n. 2102 (Legge Gentile) che la Facoltà di Medicina e Chirurgia di Roma venne riformata in “chiave moderna” in termini di Libertà di ricerca ed Insegnamento, piena autonomia amministrativa e completo finanziamento statale. L’abilitazione all’esercizio professionale era subordinata all’Esame di Stato. L’art. 18 obbligava i docenti alla fedeltà al Re, alla Costituzione ed alle Leggi di Stato. Due guerre mondiali ed i numerosi mutamenti socio-economici dei dopoguerra lasciarono l’Ordine degli Studi della Facoltà di Medicina e Chirurgia di Roma privo di cambiamenti sostanziali.

Nel 1980 si discusse l’opportunità che l’Università degli Studi di Roma tornasse alla sua primitiva denominazione: La Sapienza. Tra il 1980-1981 la Facoltà di Medicina e Chirurgia visse una impegnativa fase di trasformazione, per il passaggio di professori di ruolo dall’Università La Sapienza alla Seconda Università di Roma, poi denominata di Tor Vergata, dalla località del suo insediamento. Nel 1982 iniziarono i Corsi di Laurea in Medicina e Chirurga presso la Seconda Università di Roma Tor Vergata.

Nell’ottobre del 1999 nasceva la II Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Roma La Sapienza, attivata all'interno dell'Ospedale Sant'Andrea.

La I Facoltà di Medicina e Chirurgia attualmente si articola su un Polo di Roma-Policlinico Umberto I (comprendente 4 Corsi di Laurea Specialistica in Medicina e Chirurgia, 1 Corso di Laurea Specialistica in Odontoiatria ed 1 in Biotecnologie Mediche) ed un Polo di Latina- Pontino, comprendente 1 Corso di Laurea Specialistica in Medicina e Chirurgia. La I Facoltà di Medicina e Chirurgia offre inoltre 4 Classi di Laurea delle Professioni Sanitarie (Infermieristiche, della Riabilitazione, Tecniche, della Prevenzione) per un totale di circa 80 Corsi attivati sia triennali che specialistici, numerose Scuole di Specializzazione dell’area sanitaria; numerosi Dottorati di Ricerca e Master di I, II e III Livello. La II Facoltà di Medicina e Chirurgia attualmente comprende: 1 Corso di Laurea Specialistica in Medicina e Chirurgia; 1 Corso di Laurea in Biotecnologie; 11 Corsi di Laurea breve per le Professioni Sanitarie; 5 Corsi di Laurea Specialistica per le Professioni Sanitarie; numerose Scuole di Specializzazione; alcuni Dottorati di Ricerca e Master.

Bibliografia:

  1. Luigi Stroppiana (1985). Storia della Facoltà di Medicina e Chirurgia. Istituzioni ed Ordinamenti. Edizioni dell’Ateneo-Roma;
  2. Luigi Stroppiana (1980). Il Policlinico Umberto I. Università degli Studi di Roma. Arti Grafiche E. Possidente & F.lli, Roma.
  3. Adalberto Pazzini. Storia della Facoltà Medica di Roma Vol. 1 e 2. Università degli Studi di Roma, Roma.