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Salve sono un TNPEE  disoccupato, volevo mettere in evidenza la difficoltà dei TNPEE nel trovare lavoro; domande: perchè dobbiamo sempre essere rimpiazzati da altre figure? c'è qualcuno che si preoccupa di questo?  dove sono Stato e associazioni varie? e inoltre perchè vi è tutta questa difficoltà dell'equipollenza del nostro titolo in Europa? visto che siamo in una comunità europea?

Commenti  

0 #1 guido 2010-09-24 14:32
car o alessio la colpa è di chi ci rappresenta.... se ne fotte di risolvere qst problemi....
il logopedista trattsa i bambini
il fisioterapista ratta i bambini
i psicomotricisti trattano i bambini
gli psicologi trattanno i bambini....
e noi?
noi perditamo pazienti e possibilità lavorative solo perchè loro posso coprire noi ...ma noi non loro...
servfirebbe un'equipollenza ...ma anupi e aitnee se ne fregano di tutto
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0 #2 Alessio Palombo 2010-09-24 21:10
penso anch'io che la colpa sta nelle leggi che mancano per tutelarci; per quanto riguarda l'Anupi mi sembra un'associazione abbastanza seria, non me la sento di dargli colpe, mentre dell'Aitne conosco solo i presidenti che sono stati miei professori, e questo mi basta!
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-2 #3 matteo zenale 2010-09-25 11:39
NN stiamo a cercare i colpevoli io mi sono diplomato ad un corso triennale molto conosciuto a Milano per via di un nome importante nell'ambito medico e preventivo.
Purtroppo voi tnpee nn dovete troppo lamentarvi in quanto avete aggiunto un modo diverso di chiamare il terapista della psicomotricità, creando con i vostri atenei confusione. Ora il corso per il quale ho conseguito il diploma è diventato un master per voi laureati, chiedetevi il perché....Quind i prima di dare le colpe a qualcuno, chiedetevi che cosa fate voi per cercare di fare chiarezza in quest'ambito professionale.
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0 #4 Nicoletta Bensi 2010-09-25 12:35
E per fortuna che hanno istituito un corso di laurea..di modo che ci sia almeno un tentativo di dare una formazione unica e sicura ai terapisti e cercare di limitare la confusione creata da mille corsi corsetti e diplomi grazie ai quali tante persone diventano, o si definiscono, psicomotricisti sì, ma senza un titolo che possa garantire sicurezza alle famiglie che vi si rivolgono e con una preparazione che per lo più non è adeguatamente valutata e controllata come in un ambito universitario e/o che ha delle serie lacune per quanto riguarda il lavoro in un ambito prettamente sanitario..
Poi chiaramente ognuno ha la sua coscienza professionale e non si può fare di tutta l'erba un fascio..però sinceramente credo si dovrebbe partire dall'università per cercare innazitutto di eliminare le disparità e creare figure professionali un po' più forti e competitive nell'ambito terapeutico infantile.

Citazione matteo zenale:
NN stiamo a cercare i colpevoli io mi sono diplomato ad un corso triennale molto conosciuto a Milano per via di un nome importante nell'ambito medico e preventivo.
Purtroppo voi tnpee nn dovete troppo lamentarvi in quanto avete aggiunto un modo diverso di chiamare il terapista della psicomotricità, creando con i vostri atenei confusione. Ora il corso per il quale ho conseguito il diploma è diventato un master per voi laureati, chiedetevi il perché....Quindi prima di dare le colpe a qualcuno, chiedetevi che cosa fate voi per cercare di fare chiarezza in quest'ambito professionale.
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0 #5 Alessio Palombo 2010-09-25 12:41
scusa....ma al ministero dell'istruzione non è che c'eravamo noi!
noi questo corso ce lo siamo ritrovati, quindi non è che abbiamo cambiato mai qualcosa! i perchè li vorrei chiedere a chi istituisce questi corsi, non a me stesso o ad altri, quindi non capisco cosa vuoi dire.....spiega ti meglio!
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0 #6 Nicoletta Bensi 2010-09-25 12:48
Citazione Alessio Palombo:
scusa....ma al ministero dell'istruzione non è che c'eravamo noi!
noi questo corso ce lo siamo ritrovati, quindi non è che abbiamo cambiato mai qualcosa! i perchè li vorrei chiedere a chi istituisce questi corsi, non a me stesso o ad altri, quindi non capisco cosa vuoi dire.....spiegati meglio!


dici a me o a Matteo Zenale?
Comunque guarda io credo di essere nella tua stessa situazione e mi faccio più o meno le stesse domande..E' il solito problema che creano corsi con un buon intento, ma senza pensare al dopo. Hai visto che ne hanno aperto uno nuovo a Genova con ben 25 posti? 25 futuri disoccupati, alè!
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0 #7 Alessio Palombo 2010-09-25 12:57
no dicevo a Matteo.....
spero che qualcuno illumini quei poveri ragazzi......pe nsa che Latina e Roma ancora non li chiudono! e chissà in quali altre parti d'Italia!
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+1 #8 guido 2010-09-25 13:39
ragazzi....io resto della mia opinione...
e penso che anupi e aitnee sono la stessa cosa...2 associazioni divise ma unite in un'unica idea....CIOè DI LASCIARCI A NOI STESSI!!!
ragazzi vi chiedete come mai nessuno di neuropsicomotri cistà.it interviene e ci spiega a livello legislativo perche succede che tutti fanno il nostro lavoro e noi non facciamo quello x cui abbiamo studiato
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0 #9 laura marino 2010-09-25 16:04
ciao!Alessio, grazie per avere scritto.
E' tutta colpa di chi ha fatto nascere questa figura professionale senza obbligare le istituzioni a modificare le piante organiche delle varie strutture che si occupano di età evolutiva. Alcune di queste sono sensibili e aggiornate sul tema prevenzione e terapia in età evolutiva, altre, neanche sanno chi siano i TNPEE e i pazienti da loro seguiti sono lasciati a loro stessi, senza cure adeguate.
io non mi sono mai iscritta ad alcuna associazione perchè non mi sento affatto rappresentata, forse sbaglierò, ma le uniche volte che ho chiesto informazioni o non mi hanno risposto o mi hanno scritto che la battaglia dobbiamo farla noi sui territori! Mi sembra un pò assurdo!Special mente se pensi che si tratta di farlo individualmente . L'unione fa la forza e loro dove sono? Come possono pensare che ci iscriviamo all'associazion e se non hanno proposte CONCRETE? Se le vogliono gliele diamo noi le idee! Ma ci spingano , quantomeno, a farlo!!
Sarebbe anche logico aggiornare le vecchie piante organiche nei vari ospedali e istituti!
Pensa che le terapiste che mi hanno seguito per il tirocinio universitario risultano ancora come "fisioterapiste " perchè ritenevano faticoso e impegnativo fare il CONCORSO INTERNO che gli era stato proprosto! Belle persone!
ciao
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+2 #10 Elenina03 2010-09-27 01:06
io credo che il fatto di aver istituito il corso di laurea sia stato un bene, per creare un terapista capace di prendersi carico del paziente in età evolutiva dal punto di vista globale, in teoria senza lacune da nessun punto di vista, per quando possibile in 3 anni (purtroppo). Capisco l'esistenza della figura dello psicomotricista che lavora nelle scuola e nelle strutture educative, e qui dei corsi di preparazione per esempio per insegnanti..ma non capisco come questi possano occuparsi anche di ambito "terapeutico".
Detto questo manca un riconoscimento della nostra professionalità in ambito lavorativo, ci sostituiscono insegnanti, psicologi, laureati in scienze motorie, fisioterapisti...
manca un riconoscimento formale e una maggiore diffusione e informazione sulla psicomotricità e in particolare sul motivo di essere della neuropsicomotri cità.
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-1 #11 matteo zenale 2010-09-27 10:14
Caro Alessio Palombo io da te nno chiedo e nn voglio nulla, sono lunico che nn da la colpa a nessuno di ciò che alla categoria sta succedendo, ho solo messo in chiaro un mio punto di vista, ma rileggiti bene ciò che ho scritto; e chiudiamo l'argomento quì, amche perché se ci scorniamo tra di noi, allora fanno bene le Università e le grandi associazioni a lasciarci in balia del mondo del lavoro.
Ragazzi i nostri predecessori hanno da un'idea creato una professione, poi logicamente chi più chi meno ha mollato il colpo, perché comunque oltre a essere specializzati nella psicomotricità potevano vantarsi di un'altro titolo universitario in amibito medico.
L'unica cosa che posso dire e di cogliere il malessere generale della categoria e di canalizzarlo in energie più efficaci nell'ottenere un'informazione della mansione, livellare tutto e da qui copstruire strategicamente una linea guida generica per poter poi fare richieste che ne so ai sindacati o chi per essi...
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+1 #12 matteo zenale 2010-09-27 10:17
mamma cosa ho appena letto, gente prima di cercare chiarezza nelle istituzione fate chiarezza nella vostra mente, lasciamo stare altrimenti mi contradico...
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+1 #13 matteo zenale 2010-09-27 10:19
Citazione matteo zenale:
mamma cosa ho appena letto, gente prima di cercare chiarezza nelle istituzione fate chiarezza nella vostra mente, lasciamo stare altrimenti mi contradico...

mi riferisco all'ultimo messaggio prima dei miei
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+1 #14 Alessio Palombo 2010-09-27 11:50
Caro Matteo, innanzitutto io vorrei sapere tu che cosa sei, che figura professionale occupi? puoi dircelo dall'alto del tuo piedistallo? visto anche che ci accusi di colpe che non stanno ne in cielo ne in terra, secondo me tu hai le idee più confuse di noi riguardo questo argomento.

ELENINA lo psicomotricista può eccome occuparsi di ambito terapeutico, vedi Aucouturier se ancora non lo conosci, d'altronde la nostra figura nasce dalle basi dello psicomotricista
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+1 #15 Elenina03 2010-09-27 17:46
Grazie Alessio, Aucouturier lo conosco!
mi è chiaro che la nostra figura nasce da quella dello psicomotricista , certo che il neuropsicomotri cista ora ha competenze maggiori per quanto riguarda l'ambito terapeutico,dic evo solo questo! soprattutto secondo me con questa figura vi è ancora meno la divisione tra aspetti "fisio" e "psico" che in un bambino sono a maggior ragione un tutt'uno.
comunque tutto questo ha meno a che vedere con l'argomento originario della discussione :-D ciao
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0 #16 matteo zenale 2010-10-02 11:22
Carissimo Alessio palombo leggi bene ciò che ho scritto nel primo mio commento, guarda se fai scorrere il cursore trovi tutto appena sotto a questa mia risposta, poi sei tu sul piedistallo caro e tu accusi chi sa chi di avere fatto delle leggi non appropriate, bada bene a ciò che scrivi prima di contraddirti.
I mille corsi e corsetti e master, che continuo a dire servono agli sciagurati laureati per formarsi anche in ambito della preservazione delle abilità adulte, sono stati creati dalle stesse università private.
e poi ci rifacciamo al discorso che facevo a chi esce dall'università si crede un dio, un medico dei medici, cari ragazzi volate basso, e con questo spero che si finisca di scornarci tra di noi, le forze dobbiamo metterle insieme e aggredire il mondo del lavoro, continuare a chiedere più sicurezza agli esponenti di categoria, e questo lo si può fare solo al prossimo convegno nazionale cari ragazzi non su un blog.
Questo può essere solo un mezzo per informarsi su quando ci sarà il convegno.

E poi a Milano nn cè solo Aucouturier , Marie Wille, Russo, Morosini,
Certo Aucouturier ti specializza sul bambino, e posso dargli ragione sul fatto che la crescita psicomotoria ha il suo culmine verso gli 8 anni, alcuni affermano che finisce ta 12 anni, nn smentisco di certo ma vi dico che dopo quest'età l'individuo muore, io ho più di 12 anni e il mio STILE psicomotorio è diverso da quello di 12 anni.
Alessio sotto trovi il mio primo messaggio, nn è che se io conosco una parte o studio con certi professori accuso la gente che nn conosco che è quello che hai fatto tu...

[NN stiamo a cercare i colpevoli io mi sono diplomato ad un corso triennale molto conosciuto a Milano per via di un nome importante nell'ambito medico e preventivo.
Purtroppo voi tnpee nn dovete troppo lamentarvi in quanto avete aggiunto un modo diverso di chiamare il terapista della psicomotricità, creando con i vostri atenei confusione. Ora il corso per il quale ho conseguito il diploma è diventato un master per voi laureati, chiedetevi il perché....Quind i prima di dare le colpe a qualcuno, chiedetevi che cosa fate voi per cercare di fare chiarezza in quest'ambito professionale.
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0 #17 Alessio Palombo 2010-10-02 18:00
senti....io non accuso proprio nessuno se non le istituzioni che hanno creato questo cavolo di CDL in cui noi siamo capitati......e i professori che ho conosciuto io li reputo degli incompetenti per la maggior parte non gente di cui vantarmi......i o ti ho solo chiesto quale è la tua professione, visto che ti sei messo a fare il professore, ma vedo non rispondi......c os'è ti vergogni?
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+5 #18 Alfredo Cavaliere Converti 2010-10-05 22:25
Carissimi colleghi, innanzitutto vi ringrazio per la partecipazione a questa discussione. Vi devo chiedere però la cortesia di non usare termini “aggressivi” o poco corretti nei confronti di altri o di chi legge; sarebbe opportuno documentare con prove concrete quello che si vuole comunicare, prima di fare importanti considerazioni citando persone o gruppi, altrimenti lo scritto è destinato a restare solo una vostra opinione personale o ancora peggio soggetto alla cancellazione. In più, bisogna cercare quanto più possibile di non uscire fuori tema. Sicuro di una vostra comprensione sono certo che saprete, qualora lo vogliate, dimostrare in maniera più professionale le vostre idee, critiche, altro.

Ho seguito alcuni commenti di questo dibattito con molto piacere!

Riguardo alle incongruenze che un poco riscontriamo nei nostri luoghi di lavoro, purtroppo sappiamo che non tutti i gestori di istituti o “professionisti ” sono coscienziosi verso il proprio operato e quindi a volte ci troviamo di fronte a persone che effettuano psicomotricità pur non avendo titoli in merito.

Per quanto riguarda invece le difficoltà nel trovare lavoro, posso affermare che almeno l’80% delle persone che hanno condiviso con me gli studi, attualmente lavorano. Mi riferisco però ad un arco di tempo di più di dieci anni ed ai seguenti territori provinciali: Cosenza, Reggio Calabria, Salerno, Napoli. Penso che in questo momento un poco tutti i settori siano in crisi, dalle piccole imprese al sistema sanitario; il discorso quindi è molto ampio…!

Per quanto riguarda lo psicomotricista vi informo che non è abilitato a svolgere attività di tipo sanitarie, può però effettuare attività di tipo socio-educativo privatamente. Il nostro Sistema Sanitario riconosce come figura abilitata ad effettuare terapie riabilitative neuropsicomotor ie esclusivamente il Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva.

Concordo in pieno sul fatto che la psicomotricità dovrebbe essere valorizzata di più e maggiormente diffusa. A tali fini, ritengo necessario che ognuno di noi trasmetta prima di tutto il messaggio che la psicomotricità non è gioco fine a se stesso e che non può essere effettuata da chiunque, sia in l’ambito sanitario sia in ambito socio-educativo ; e poi che questa “nuova professione” sia realmente uno strumento che permetta al bambino da noi seguito di avere migliori aspettative di vita rispetto alle sue problematiche. Sarebbe molto importante incentivare il ruolo della famiglia all’interno dei nostri progetti. Ritengo che la famiglia sia una risorsa che spesse volte viene sottovalutata, deve invece essere sia il canale privilegiato per il raggiungimento più rapido degli obbiettivi prefissati per il bambino. In pratica si parla bene di un lavoro quando si mostra produttivo. Se un genitore o medico proscrittore o altri parlano bene di un terapista, indirettamente stanno elogiando anche la professione; quindi, spetta a noi valorizzare il nostro lavoro, cercando quanto più possibile di essere professionali sul campo. Pertanto è indispensabile oltre ad avere una formazione alle spalle sia teorica sia pratica, avere anche e soprattutto la giusta motivazione che spinge ognuno di noi ad aiutare l’altro.

Consapevole del fatto che ancora in alcune parti del nostro territorio i termini “Psicomotricità ” e “Neuropsicomotr icità” restano sconosciuti, credo sia giusto che ognuno di noi si debba mobilitare per diffondere tale conoscenza; per ricevere aiuto in questo è utile creare le giuste connessioni con chi svolge la stessa attività nel resto del territorio. Per tale obiettivo penso quindi che sia necessario muoversi in gruppo, ed ecco che dovrebbero entrare in gioco anche le Associazioni di categoria. Non sto qui a difendere nessuno, criticare il lavoro svolto da questi gruppi o essere di parte, ma è anche vero che le associazioni sono formate da persone e per tanto ognuno di noi dovrebbe essere parte attiva in queste realtà: aiutando chi ha già da qualche tempo iniziato battaglie per risolvere le problematiche esposte in questo dibattito; creando i presupposti per modificare situazioni ritenute poco valide all’interno delle associazioni; proporre nuovi percorsi che possano soddisfare le esigenze comuni dei componenti del gruppo. Se non siamo iscritti ad una associazione tutto questo può essere possibile?

Ad ogni modo, penso si possano avere diverse reazioni nei confronti delle difficoltà sopradescritte: stare impassibili agli eventi che poco ci piacciono ed aspettare che le cose cambino a nostro favore; combattere da soli battaglie molto più grandi di noi; entrare a far parte di un gruppo che condivide i nostri stessi obiettivi e proseguire il percorso insieme per il loro raggiungimento. A voi la scelta!

Saluti a tutti
Amministratore, Alfredo Cavaliere Converti
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