Schema Corporeo

  • INTRODUZIONE - I Disordini Neurosensoriali nelle Encefalopatie Epilettiche: intervento riabilitativo nelle epilessie miocloniche severe (Sindrome di Dravet)

    I Disordini Neurosensoriali nelle Encefalopatie Epilettiche: intervento riabilitativo nelle epilessie miocloniche severe (Sindrome di Dravet) - Francesca ORSINI

    La Sindrome di Dravet non può essere considerata, come in molti casi di Ritardo Mentale, un completo disordine Neurologico e Neurofisiologico, poiché è evidente

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  • La costruzione dell’io Corporeo e delle capacità di apprendimento

     

    “ Non si accede al mondo se non percorrendo quello spazio che il corpo dispiega attorno a sé nella forma della prossimità o della distanza dalle cose”.

    (Umberto Galimberti – Il corpo pag. 73)

    “Lo sviluppo delle abilità della mano va di pari passo con lo sviluppo dell’intelligenza: la mano è così l’organo di prolungamento dell’intelligenza”.

    (Maria Montessori – il quaderno Montessori)

    Nella specie umana la maturazione degli apparati sensoriali si

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  • La relazione Tonico - Emotiva precoce

    “Il lattante è qualcosa che non esiste: se mi mostri un bambino, certamente mi mostrerai anche qualcuno che si prende cura di lui, o almeno una carrozzina cui qualcuno tende occhi e orecchi…” (Donald Woods Winnicott 1896-1971).

    L’ipotesi di lavoro che vado ad affrontare è forse così sintetizzabile: il corpo, l’azione, l’interazione, quindi l’esperienza non verbale e le interazioni primarie sono terreno di radicamento per le funzioni della mente.

    L’Io è visto come proiezione

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  • LATERALITA’ E LATERALIZZAZIONE - Evoluzione dello schema corporeo

    LATERALITA’ E  LATERALIZZAZIONE - Evoluzione dello schema corporeo

    Nell’evoluzione dello schema corporeo è integrata la lateralità che è anche connessa con l’organizzazione spazio-temporale.

    Con il termine

    Sindrome di Down - Metodologie riabilitative, Modello di Training e Strumenti di valutazione

    Metodologie riabilitative: TNPEE, specificità ed integrazioni

    In questo capitolo si esporranno le basi e la metodologia riabilitativa neuropsicomotoria mirata alle caratteristiche della Sindrome presa in esame. Di seguito le integrazioni con altre metodologie d’intervento che hanno reso possibile l’ideazione del training che, a partire dalla conoscenza-consapevolezza del corpo, dagli indici non verbali sostenuti dall’azione e dai precursori dell’imitazione finalizzati allo schema

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  • BIBLIOGRAFIA - "Immagine di sè e schema corporeo"

    • Ajuriaguerra J.de. (1973) Manuale di psichiatria del bambino. Masson, Paris.
    • Bick E. (1968) “L’esperienza della pelle nelle prime relazioni oggettuali del bambino”. International Journal of Psychoanalysis, vol. 49, pags. 484-486.
    • Bonnier P. (1905) L’Aschematie.Revue neurologique, 13, 605-609.
    • Borgogno E.(1992) Dall’osservazione al progetto
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  • CONCLUSIONE - "Immagine di sè e schema corporeo"

    Da tutto quanto detto finora si deduce che l’acquisizione dello schema corporeo, nello sviluppo di un bambino, è una pietra angolare senza la quale saranno ostacolati tutti gli altri apprendimenti, è il fondamento indispensabile di qualsiasi altro passo avanti: la conoscenza della realtà, a quanto pare, inizia a partire dalla conoscenza del proprio corpo. Questo avviene lungo un percorso dinamico fatto di azioni pratiche, di movimento, di esplorazione ed imitazione, per poi giungere alla

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  • Le caratteristiche della Sindrome di Dravet

    Nonostante la scarsità di materiale scientifico riguardante l’aspetto clinico della Sindrome di Dravet, è comunque possibile individuare in letteratura i punti di debolezza e i punti di forza che stabilmente si trovano in questo tipo di pazienti e che è fondamentale conoscere prima di intraprendere un percorso Riabilitativo. Come il Medico infatti deve sapere cosa aspettarsi dal paziente affetto da Sindrome di Dravet, in modo da informare adeguatamente la famiglia ed eventualmente prevenire

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  • Orientamento al contesto - la Clnica di Oncoematlogia Pediatrica

    La struttura

    La Clinica di Oncoematologia Pediatrica dell’Azienda Ospedaliera di Padova è un centro avanzato per la diagnosi e la cura delle malattie emato-oncologiche dell’infanzia. Si tratta di una struttura facente parte del Dipartimento Strutturale Aziendale Salute della Donna e del Bambino; non solo prende in cura i pazienti affetti da patologie emato-oncologiche per il periodo della diagnosi e della somministrazione dei protocolli di cura, ma li segue in tutto il loro

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  • Schema corporeo, immagine corporea e malattia

    Lo schema corporeo e l’immagine corporea sono concetti che nascono dall’unione di aspetti fisiologici e psicologici importanti e sono alla base dell’approccio psicomotorio.

    Sono direttamente coinvolti nella terapia di  tutte le patologie ove il corpo resti gravemente offeso, ed hanno giovato delle recenti teorie sulla plasticità cerebrale come possibilità di migliorare/ottimizzare le risorse disponibili  attraverso azioni in grado di tener conto di queste informazioni nella

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  • PREMESSA - Immagine di sè e schema corporeo

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    Tesi di Laurea di: Luciano MONTEFUSCO

    Alcuni mesi fa durante una

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  • NEUROANATOMIA - Evoluzione dello schema corporeo

    Dal punto di vista neurologico lo schema corporeo viene situato nella corteccia del lobo parietale destro, in una zona piuttosto estesa che comprende le aree 5, 7, 39 e 40 di Brodmann. Nelle aree delle circonvoluzioni prerolandica e postrolandica esiste una ben precisa somatotopia, cioè a determinate zone del corpo corrispondono determinati gruppi di neuroni cerebrali. Tale constatazione ha permesso a Penfield di disegnare il famoso “Homunculus motorio e sensitivo”(W.Penfield 1950), con i

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  • PSICOLOGIA - Evoluzione dello schema corporeo

    Dal lato psicologico lo schema corporeo si va strutturando nella mente del bambino come il più arcaico fondamento del Sè e si acquisisce lentamente, per tramite della mediazione materna.

    Tutte le principali teorie, ad orientamento psicoanalitico e non, riconoscono come fatto inconfutabile che il Sè, all’origine, è fatto esclusivamente di esperienze corporee. Lo stesso Freud, nella sua opera “L’Io e l’Es” afferma che l’Io, in definitiva, è derivato da sensazioni corporee e

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  • LE FASI DELLA STRUTTURAZIONE - Evoluzione dello schema corporeo

    L’organizzazione dello schema corporeo inizia a partire dal corpo della madre e dal proprio corpo che uniti nel periodo della gravidanza, alla nascita si presentano separati e saranno percepiti così dal bambino non subito ma dopo un periodo di iniziale indifferenziazione.

    Ma nulla vieta di immaginare tale esordio già nell’embrione, ai confini con i primissimi stadi della vita intrauterina”(F.Condemi, 1996).  Gli stimoli ambientali sono colti inizialmente per mezzo

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  • ALCUNI ASPETTI DELL’ EVOLUZIONE - Evoluzione dello schema corporeo

    Un bambino di pochi mesi di vita riceve numerose sensazioni dovute alle varie afferenze tattili, propriocettive, enterocettive legate alla funzione alimentare, e poi visive, uditive, olfattive, ma non vi è ancora una coscienza di unità corporea. Gli psicanalisti riguardo a questo periodo parlano di “corpo spezzettato”. Del resto sappiamo che il bambino di questa età investe maggiormente in alcune parti del corpo rispetto ad altre, in particolare nella zona orale e

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  • STUDI SULLO SVILUPPO DELLO SCHEMA CORPOREO - Evoluzione dello schema corporeo

    La questione sullo schema corporeo non è stata esaustivamente chiarita. Il suo studio, in passato, è stato condotto su bambini a partire da tre-quattro anni, usando il disegno della figura umana  e su bambini di età inferiore ai tre anni soprattutto attraverso osservazioni da cui sono state tratte delle ipotesi. Niente tecniche sperimentali dirette né scale di sviluppo.

    Più recentemente invece Lis, Venuti, Basile, e Finesso

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  • COME CLASSIFICARE - I disturbi dello schema corporeo

    I disturbi dello schema corporeo possono essere ordinati fondamentalmente secondo il tipo e la causa.

    In merito alle cause, esse sono contemplate nei tre ambiti: neurologico, neuropsicologico e  psicopatologico. R.C. Russo ne  individua diverse ponendole all’interno di tre gruppi o tipi principali (R.C. Russo, 2000):

    1. Disturbi dello schema corporeo propriamente detto;
    2. Disturbi della coscienza
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  • CHE COSA COMPORTANO TALI DISTURBI - I disturbi dello schema corporeo

    Possono determinarsi difficoltà percettive, motorie e relazionali: un soggetto che percepisce in maniera distorta il proprio corpo sarà anche incapace di percepire correttamente gli oggetti; e se non è capace di usare i rapporti spazio-temporali correttamente su di sé, sarà anche incapace di stabilire corrette relazioni spaziali e temporali tra sé e il mondo. Ne risente il piano dell’apprendimento. Infatti, la lettura e la scrittura esigono oltre ad una buona coordinazione occhio-mano e

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  • VALUTAZIONE DELLO SCHEMA CORPOREO - I disturbi dello schema corporeo

    Generalmente per valutare lo schema corporeo viene richiesto al bambino di denominare le varie parti del corpo su di sé, sull’altro e su una bambola o anche di disegnare la figura umana. Queste prove ci informano sulla conoscenza del corpo che ha il bambino; però bisogna tener presente che questa conoscenza è dovuta all’insegnamento ricevuto e quindi può esserci anche un apprendimento meccanico che non corrisponde effettivamente ad uno schema corporeo già strutturato. Per una valutazione

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  • DIVERSI APPROCCI TERAPEUTICI - Schema corporeo: trattamento

    Le stimolazioni di cui abbisogna il soggetto con insufficiente schema corporeo possono essere ritrovate all’interno di varie tipologie terapeutiche.

    Una di queste, per molti aspetti, è senz’altro l’IPPOTERAPIA.

    Il cavallo già di per sè rappresenta una presenza viva che è in grado di sollecitare sentimenti ed emozioni intense quali gioia, serenità, paura, rabbia; e poi, il solo fatto di stare sulla colonna vertebrale del cavallo significa per il corpo del

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