Comportamento

  • INTRODUZIONE - La Terapia Interattiva in Età Evolutiva: un esempio di lavoro sulle Funzioni Esecutive

    Elisabetta TROILO - La Terapia Interattiva in Età Evolutiva: un esempio di lavoro sulle Funzioni Esecutive

    Il presente lavoro ha come oggetto di studio un intervento riabilitativo psicomotorio di gruppo in età evolutiva, osservato in un arco di tempo che va da aprile ad ottobre del corrente

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  • INTRODUZIONE - ABSTRACT - PREMESSA E SCOPO - Lettura ad alta voce e Comunicazione Aumentativa Alternativa: riabilitazione e partecipazione

    ABSTRACT

    Introduzione

    La comunicazione nasce nell’uomo come bisogno primario e fondamentale per esprimere i propri pensieri, sentimenti, bisogni, desideri e, più semplicemente, per affermare se stessi e la propria identità (Mancini A., 1988). Lo sviluppo di

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  • CASI CLINICI - Caratteristiche della relazione madre-bambino in bambini con disturbi del Neurosviluppo in corso di trattamento riabilitativo

    CASISTICA E METODOLOGIA

    Sono stati seguiti due casi, entrambi di sesso maschile, un bambino di 11 mesi e l’altro di 12 mesi. Al primo bambino è stata diagnosticata una Lissencefalia di tipo 1 con anomalie del gene LIS1, il secondo caso clinico è ancora in fase di accertamento diagnostico per la sindrome di Silver Russell.

    Entrambi i bambini sono stati valutati e seguiti presso il centro di Tutela salute mentale e riabilitazione in età evolutiva di Santi Cosma e

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  • Presentazione del caso clinico - Favorire la comunicazione nella Sindrome di Mowat Wilson

    • Nome: Giulio
    • Data di nascita: 24/11/2004
    • Diagnosi: Sindrome di Mowat Wilson
    • Test cognitivo Leither-R: QI 58

     

    Anamnesi

    Giulio nasce a termine da gravidanza normodecorsa da genitori sani e non consanguinei (PN 2790gr, L49 cm, CC 32 cm) con fratello maggiore sano. Alla nascita si riscontra criptorchidismo bilaterale, difficoltà di suzione e tremori. Lo sviluppo psicomotorio viene descritto come in ritardo:

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  • DISCUSSIONE DEI RISULTATI E CONCLUSIONI - Le Funzioni Esecutive in Età Evolutiva

    Discussione dei Dati*

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    È possibile notare dal confronto dei grafici la presenza di miglioramenti in tutte le aree indagate, sebbene il bambino non riesca ancora a raggiungere condizioni di normalità nell’ambito di tutte le funzioni

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  • Lo sviluppo sociale del bambino

    “I bambini normali vengono al mondo con la motivazione e la capacità per cominciare a stabilire un’immediata relazione sociale con chi li cura.”

    [Volkmar et al., 1997]

    Qualunque aspetto della vita infantile, affettivo o cognitivo, può essere considerato in prospettiva sociale: dalle esperienze con gli adulti che si prendono cura del bambino, alle interazioni con fratelli, coetanei, persone che ricoprono un ruolo

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  • La Terapia Interattiva nei bambini

    La Terapia Neuropsicomotoria di Gruppo: cos’è ?

    La terapia psicomotoria di gruppo si basa su incontri settimanali con un gruppo costituito da 2 fino ad un massimo di 6 bambini, aventi caratteristiche e bisogni compatibili tra loro, per i quali sembra indicato un intervento basato sull’attività di gruppo piuttosto che individuale.

    È bene sottolineare che, nella maggior parte dei casi, l’intervento terapeutico di gruppo fa parte di un percorso di terapia globale e si accosta

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  • Le Funzioni Esecutive in Età Evolutiva

    Che Cosa Intendiamo per Funzioni Esecutive?

    Sono state fornite diverse definizioni rispetto questo complesso sistema cognitivo:

    • Una serie di abilità che permettono alle persone di creare obiettivi, conservarli in memoria, controllare le azioni, prevedere gli ostacoli al raggiungimento degli obiettivi.”[Stuss, 1992]
    • Capacità che consentono alla persona la messa in atto con successo di
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  • Valutazione e trattamento dei casi clinici - Le Funzioni Esecutive in Età Evolutiva

    I casi clinici presi in esame sono rappresentati da tre soggetti di sesso maschile che comprendono una fascia di età che va dai 6 agli 8 anni.

    Due bambini (Caso A e Caso B) hanno frequentato la classe prima elementare nell’anno scolastico 2015/2016 e pertanto da settembre si trovano in seconda, mentre il terzo soggetto (Caso C) è entrato in prima elementare a partire da settembre del corrente anno. Per quanto riguarda il piano terapeutico attivato, esso comprende per tutti i

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  • Il Disturbo dell'Apprendimento Non Verbale (DANV o NLD)

    Cos’è

    Il disturbo dell’apprendimento non verbale, DANV, si caratterizza per cadute specifiche in compiti di natura visuospaziale, associate a prestazioni sufficienti in compiti verbali. La sua incidenza, secondo recenti studi, è di circa uno su mille ( i ). Nel DSM IV, V e nell’ICD 10 questo disturbo non è contemplato, vengono citate alcune caratteristiche ma non sono considerate tipiche di un unico disturbo ( XXII; XXIII ). La problematica risulta essere complessa, difficile da

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  • Metodo Sense and Mind (SaM®)

    Cos’è

    Il metodo S.a.M. è un metodo riabilitativo che vuole accompagnare l’individuo ad appropriarsi, o riappropriarsi, consapevolmente della propria organizzazione spaziale usando il corpo come primo motore della conoscenza.

    Si rivolge a bambini e adulti con disarmonia nell’integrazione percettivo-motoria, difficoltà di costruzione e di utilizzo delle immagini mentali, difficoltà metacognitive e spaziali. E’ adatto per pazienti con quadri di disprassia, cerebrolesione

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  • Il DANV e il Metodo S.a.M: presentazione di un caso clinico

    Introduzione

    In questo capitolo vorrei approfondire le modalità di valutazione ed impostazione del trattamento del disturbo di apprendimento non verbale con il metodo S.a.M. Presenterò quindi un caso clinico osservato durante il mio tirocinio presso il centro riabilitativo Ronzoni-Villa di Seregno della Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus.

     

    Anamnesi

    Giovanni ha 10 anni, è un bambino introverso, è figlio unico e vive da solo con la mamma. Giunge al

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  • Dalla valutazione del profilo motorio all’intervento neuropsicomotorio dai 3 ai 6 anni in soggetti con sviluppo atipico

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    ABSTRACT

    Il movimento è l’espressione vitale per eccellenza, rappresenta per ogni bambino la possibilità di apprendere grazie alla sperimentazione motoria dell’ambiente circostante, attraverso lo spostamento, le possibilità di relazione, ed è il

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  • L' aggressività

    L' Aggressività è caratterizzata dall'attacco e non è altro che una manifestazione di difesa. Ciò, avviene, di norma, come prima e immediata reazione all'impedimento dell'appagamento di un bisogno. Altre volte invece viene repressa, ma l'energia che viene accumulata comunque deve trovare altre vie di uscita e cioè o verso se stessi o verso gli altri.

    Questo sfogo il terapista lo deve canalizzare rendendolo non distruttivo, in modo che il bambino possa associare una giusta causa alla

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