Casistica

  • Disturbi di Regolazione in bambini con Autismo - Esperienze personali - Le scale di valutazione - Il trattamento - I pazienti

    Esperienze personali

    Introduzione

    L’obiettivo di questo lavoro è quello di evidenziare la presenza di disturbi della regolazione e la loro evoluzione in bambini affetti da DPS. A questo scopo è stata somministrata una checklist dei sintomi che valuta il funzionamento in alcune aree, che possono essere deficitarie in questa patologia, di cinque piccoli pazienti che svolgono il trattamento presso l’Istituto “Stella Maris”. I dati di questa checklist sono stati integrati

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  • CASI CLINICI - Caratteristiche della relazione madre-bambino in bambini con disturbi del Neurosviluppo in corso di trattamento riabilitativo

    CASISTICA E METODOLOGIA

    Sono stati seguiti due casi, entrambi di sesso maschile, un bambino di 11 mesi e l’altro di 12 mesi. Al primo bambino è stata diagnosticata una Lissencefalia di tipo 1 con anomalie del gene LIS1, il secondo caso clinico è ancora in fase di accertamento diagnostico per la sindrome di Silver Russell.

    Entrambi i bambini sono stati valutati e seguiti presso il centro di Tutela salute mentale e riabilitazione in età evolutiva di Santi Cosma e

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  • Presentazione del caso clinico - Favorire la comunicazione nella Sindrome di Mowat Wilson

    • Nome: Giulio
    • Data di nascita: 24/11/2004
    • Diagnosi: Sindrome di Mowat Wilson
    • Test cognitivo Leither-R: QI 58

     

    Anamnesi

    Giulio nasce a termine da gravidanza normodecorsa da genitori sani e non consanguinei (PN 2790gr, L49 cm, CC 32 cm) con fratello maggiore sano. Alla nascita si riscontra criptorchidismo bilaterale, difficoltà di suzione e tremori. Lo sviluppo psicomotorio viene descritto come in ritardo:

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  • Intervento riabilitativo - Le cerebro lesioni acquisite

    Prima del 1980, data nella quale il Consiglio Mondiale della Sanità ha dato una precisa definizione di “disabilità”, “menomazione” ed “handicap”, con il termine “disabilità”, si intendeva un puro problema riguardante gli organi e le funzioni correlate ad essi.(48) Il concetto di persona era ridotto a processi bio-funzionali tralasciando gli aspetti soggettivi, relazionali e motivazionali: l’importanza incentrata sul funzionamento fisico, in cui le condizioni di salute si estrinsecano,

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  • Progettazione ed attuazione dello studio - Ipotesi di individuazione di linee guida per l’utilizzo di Strumenti di Osservazione e Valutazione del Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva

    Scopo dello studio

    Questo studio può essere considerato come il primo passo per confrontare le metodologie utilizzate con le conoscenze che derivano dalla metodologia della ricerca e dalla pratica basata sulle prove di efficacia (Evidence Based Medicine), definita nei riferimenti internazionali e nazionali come la costante integrazione della migliore ricerca disponibile, con l'esperienza clinica individuale e con i valori, i bisogni e la condizione della persona

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  • Casi clinici - Strategie Visive e CAA in diversi casi clinici: Autismo e Disabilità Intellettiva

    Di seguito riporto tre casi clinici aventi diverse età, con patologie di Disabilità Intellettiva e Disturbi dello Spettro Autistico. Tutti e tre i casi presentano deficit nella comunicazione e pertanto è opportuno utilizzare con loro le Strategie Visive e la CAA. Grazie a questi tre casi è stato possibile osservare come i vari metodi possano essere utilizzati in maniera differente e comprendere, nella pratica, come tali dispositivi siano in grado di essere

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  • Caso clinico R - Strategie Visive e CAA in diversi casi clinici: Autismo e Disabilità Intellettiva

    Caso clinico R.

    R. è una bambina di 6 anni, di nazionalità albanese nata in Italia, giunta in osservazione presso la struttura all'età di 4 anni e 5 mesi in merito a Disturbo Pervasivo di Sviluppo. Dopo un periodo di osservazione del comportamento adattivo e delle abilità comunicativo-relazioni della piccola si conclude per una

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  • Caso clinico F - Strategie Visive e CAA in diversi casi clinici: Autismo e Disabilità Intellettiva

    Caso clinico F.

    F. è un bambino di 11 annidi nazionalità equadoregna figlio di genitori sposati e poi separati, con diagnosi di Autismo in carico alla struttura dall'età di 5 anni.

    Dalla storia personale e dal raccordo anamnestico si evidenzia un periodo perinatale caratterizzato da una gravidanza

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  • Caso clinico A - Strategie Visive e CAA in diversi casi clinici: Autismo e Disabilità Intellettiva

    Di seguito riporto tre casi clinici aventi diverse età, con patologie di Disabilità Intellettiva e Disturbi dello Spettro Autistico. Tutti e tre i casi presentano deficit nella comunicazione e pertanto è opportuno utilizzare con loro le Strategie Visive e la CAA. Grazie a questi tre casi è stato possibile osservare come i vari metodi possano essere utilizzati in maniera differente e comprendere, nella pratica, come tali dispositivi siano in grado di essere

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  • CASI CLINICI - Imitazione e Autismo

    Il presente lavoro si pone come obiettivo quello di andare ad analizzare come in bambini con spettro autistico, l’imitazione attiva e passiva, possa andare a modificare il loro modo di interagire con gli altri.

    Sono stati presi in esame quattro bambini, in trattamento presso il Centro di Riabilitazione ex art.26 Legge 833/1978- ASL 1 Abruzzo- L’Aquila, ai quali è stata posta la diagnosi di disturbo autistico in seguito alla somministrazione del protocollo utilizzato presso l’U.O.S.D

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  • CONFRONTO TRA I CASI - Imitazione e Autismo

    Il lavoro fatto sui quattro casi è stato lo stesso, però, ovviamente, i quattro bambini hanno risposto in modo differente. In questo capitolo, andrò ad evidenziare quelle che sono le differenze tra questi bambini.

    1. CASO A.: a livello dell’imitazione, risulta un bambino poco imitativo. Questo è emerso sicuramente dal Berges e Lezine, ma anche nella seduta terapeutica che sono andata ad osservare, il bambino è risultato poco imitativo. Andando ad osservare, invece,
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  • Prospettive di trattamento - Imitazione e Autismo

    Progettare interventi è un lavoro interessante e difficile, in quanto è necessario prendere in considerazione molti fattori e c’è anche il rischio di fallimento. Innanzitutto qualsiasi intervento dovrebbe basarsi su un’attenta valutazione dei limiti mostrati dalla persona, ma soprattutto delle sue potenzialità perché è solo attraverso un riconoscimento di queste che la persona si sentirà parte attiva del suo percorso.

    Il sentirsi responsabile infonde un senso di autostima e fiducia

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  • BIBLIOGRAFIA - Il ruolo dell'imitazione attiva e passiva in bambini con disturbo dello Spettro Autistico: prospettive di intervento

    • A.Fabrizi, A.Castellano, A.Graziani, V.Lo Vecchio- Imitazione ed apprendimenti ecoici dei bambini con disturbo pervasivo dello sviluppo
    • Agnetta B., Rochat P. (2004). Imitative games by 9-, 14-, and 18-month-old infants. Infancy 6, 1–36.
    • American Psychiatric Association (1994). Diagnostic ad Statistical Manual of Mental Disorders. Washington, DC.
    • Berument, S.K., Rutter, Lord, C., Pickles, A. e Bailey, A. (1999). Autism screening questionnaire: Diagnostic
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  • CONCLUSIONI - Il ruolo dell'imitazione attiva e passiva in bambini con disturbo dello Spettro Autistico: prospettive di intervento

    Madame Michel ha l'eleganza del riccio: fuori è protetta da aculei, una vera e propria fortezza, ma ho il sospetto che dentro sia semplice e raffinata come i ricci, animaletti fintamente indolenti, risolutamente solitari e terribilmente eleganti.

    Da:Muriel Barbery, ‘L'eleganza del riccio’

    L’autismo è un fenomeno complesso e ancora non del tutto compreso. Seppur godendo di uno spazio privilegiato nelle ricerche scientifiche, psicologiche e neuropsicologiche, in realtà, tutte

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  • Caso Clinico - Le Mucopolisaccaridosi

    A.M. È un paziente affetto da Mucopolisaccaridosi I, nello specifico sindrome di Hurler.

    Nato il 07/05/2007 alla 38esima settimana di gestazione da parto cesareo con un peso di 3,150 kg, aveva già ricevuto diagnosi di piede torto bilaterale al quinto mese di gravidanza, risoltasi alla nascita con l'ausilio di plantari. I genitori hanno riferito che le tappe dello sviluppo psicomotorio sono state raggiunte senza difficoltà. All'età di 8 mesi, il bambino è stato seguito dal reparto di

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  • RIFLESSIONE SULL’ESPERIENZA - L’intervento del TNPEE in Oncoematologia Pediatrica

    Complessità e criticità emerse

    Nel corso dei mesi durante i quali è stato svolto il progetto che ha portato al presente elaborato di tesi, sono stati rilevati alcuni elementi che, sebbene non abbiano impedito il procedere della presa in carico neuropsicomotoria, sicuramente l’hanno resa più complessa. Di seguito li riportiamo distinguendoli tra complessità derivanti dal contesto di tesi criticità correlate al progetto. Le prime, riteniamo, derivano dalla patologia e dalle terapie

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  • L’ESPERIENZA - L’intervento del TNPEE in Oncoematologia Pediatrica

    I casi trattati

    Nel corso dei 6 mesi durante i quali è stato svolto questo progetto è stato possibile interagire con un totale di 8 bambini. Di questi otto bambini, quattro hanno potuto compiere un percorso psicomotorio completo, composto da almeno tre sedute iniziali di valutazione, un ciclo di almeno cinque sedute di trattamento neuropsicomotorio e una valutazione finale, per gli altri quattro è stato possibile svolgere almeno una seduta di

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  • Il Gioco come Strumento Terapeutico nella PCI - Progettazione ed attuazione dello studio

    Scopo dello studio

    Abbiamo evidenziato la valenza e l’utilità del gioco come strumento terapeutico all’interno della riabilitazione della paralisi cerebrale infantile, identificando gli elementi connotativi dell'attività ludica all’intero del setting terapeutico e nel contesto ambientale. Il gioco risulta lo strumento più adatto per supportare il piacere e la propositività del bambino, rendendolo disponibile all’interazione con il terapista. Promuovere la motivazione significa

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  • Descrizione del lavoro e Casistica - Dalla valutazione del profilo motorio all’intervento neuropsicomotorio

     

    Materiale e metodo di valutazione

    colore rosaLa casistica in osservazione per tale studio, svolto nel Centro di Riabilitazione e Prevenzione dell’età evolutiva “Il Cucciolo”, comprende 15 soggetti di età compresa tra 3 e 6 anni (età media di 4 anni e 2 mesi), che presentano diversi quadri clinici e diverse patologie così

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  • Revisione delle cartelle riabilitative dei bambini affetti da Atrofia Muscolare Spinale (SMA)

    I seguiti presso l'ASO Città della Salute e della Scienza di Torino: metodologia della revisione

    Per poter definire un percorso di presa in carico attuabile, in seguito alla revisione della letteratura, si è ritenuto importante osservare come venga impostato l'intervento riabilitativo dei bambini con SMA I nel presidio O.I.R.M. (Ospedale Infantile Regina Margherita) appartenente all'A.S.O. Città della Salute e della Scienza di Torino.

    Per questo è stata presa visione, tra

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