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2014-06-27-catanzaro

 

CONOSCERSI per CONOSCERE, analisi dei fattori che concorrono al benessere psico-fisico dell’individuo

Data Inizio: 27 06 2014

Altre Date: 27(14:40/19:00), 28 e 29 Giugno (8:30/19:00)

Tipologia Formativa: Convegni e congressi

Sede dell' Evento: Lamezia Terme Hotel Class, Località Rotoli

Obiettivi:

  • Acquisizione competenze tecnico-professionali
  • Sviluppo Sessuale Ed Affettivo Dall’ Infanzia All’ Età Adulta
  • Acquisizione competenze di processo
  • Aspetti Patologici Dell’ Identità: La Dissociazione
  • Acquisizione competenze di sistema
  • Empatia E Comportamento Prosociale

Programma:  Conoscersi per conoscere: analisi dei fattori che concorrono al benessere dell’individuo L'esortazione conosci te stesso è un motto greco (Γνῶθισεαυτόν), iscritto sul tempio dell'Oracolo di Delfi. Pensatori come Socrate e Krishnamurti hanno sottolineato perentoriamente l'importanza di una conoscenza diretta e viva del mondo, il che non è possibile senza rendersi conto di come funziona la propria mente, di come essa conosce e riconosce le cose. Capire questo funzionamento significa prendere coscienzadei pregiudizi e condizionamenti per poter conoscere noi stessi e l’altro tenendo conto dei filtri culturali.Il processo conoscitivo, sostiene infatti Agostino, non può che nascere all'inizio dalla sensazione, nella quale il corpo è passivo, ma poi interviene l'anima che giudica le cose sulla base di criteri che vanno oltre gli oggetti corporei.A partire da Pitagora, che spingeva gli uomini a realizzare sé stessi, per arrivare a Immanuel Kant, molti filosofi hanno espresso l'importanza di conoscere se stessi nella propria autocoscienza prima di iniziare a scoprire le verità assolute.Più in generale il concetto d’identità personale è uno dei cardini della filosofia occidentale, è riscontrabile sin dalle prime classiche trattazioni logiche di Aristotele, nella teoria cartesiana del cogito, fino a giungere alle problematiche contemporanee sull’identità personale; esso è fondamentale sia per la filosofia dell’essere che per l’ermeneutica.A partire dai primi anni del '900, grazie all'influsso della neonata psicologia sociale e della sociologia, comincia ad emergere l'ipotesi che l'identità sia anche il risultato di una attribuzione (da parte di altri al singolo, e da parte di sé a se stessi) esterna di qualità che in seguito vengono reintroiettate ed investite di senso soggettivamente, e non solo una qualità oggettiva della persona. In altre parole, l'identità, in quanto qualifica di riconoscibilità applicata all'individuo dal gruppo sociale di appartenenza, non è una entità, né una funzione identificabile della mente (come l'autocoscienza), ma è piuttosto un giudizio. Questa definizione metterebbe, quindi, anche l'accento sul carattere di convenzionalità, di incertezza e sulla modificabilità nel tempo dell'identità individuale. Il processo di costruzione dell'identità individuale attraverso il gioco di rispecchiamento del soggetto con l'ambiente sociale di appartenenza viene ben teorizzato proprio nei primi anni del '900 da Herbert Mead (1934) il quale ipotizza l'esistenza di un meccanismo di introiezione di tipo sociogenetico; in sintesi, l'ipotesi era che l'identità di una persona, stabilita socialmente attraverso forme microinterazionali, venisse poi introiettata individualmente andando a costituire il nucleo del senso identitario.Tra il 1943 e il 1954 lo psicologo statunitense Abraham Maslow concepì il concetto di "Hierarchy of Needs" (gerarchia dei bisogni o necessità) e la divulgò nel libro Motivation and Personality del 1954.Questa scala di bisogni è suddivisa in cinque differenti livelli, dai più elementari (necessari alla sopravvivenza dell'individuo) ai più complessi (di carattere sociale). L'individuo si realizza passando per i vari stadi, i quali devono essere soddisfatti in modo progressivo. La psicologia di Maslow è detta anche “della creatività” e si inserì come la “terza forza” nella psicologia americana divisa tra comportamentismo e psicoanalisi.Eglisi orientò fin da subito sullo studio delle persone “sane e felici” e attaccò la psicologia imperante che, invece, partiva da considerazioni fatte su individui patologici e sofferenti.Le critiche alla sua teoria, vengono dall’eccessiva semplificazione dei reali bisogni dell'uomo e della loro importanza nella formazione dell’identità sia in fase di sviluppo ma anche come capillari vitali per il benessere dell’individuo. Più che una teoria che miri alla narrazione della psiche, Maslow costruisce una perfetta teoria sulla costruzione dell’identità professionale. La scala sarebbe perciò più corretta in termini prettamente funzionali alla semplice sopravvivenza dell'individuo, nella jungla lavorativa del libero mercato, che in termini di affermazione sociale della propria individualità. Si tratterebbe perciò di bisogni di tipo psicofisiologico, più che psicologico in senso stretto. Occorre ri-potenziare i profondi valori universali che tutti ci accomunano come la dignità, il rispetto, la cooperazione e l’altruismo al fine di promuovere una evoluzione, anche, delle regole stesse che dovrebbero non solo governare una società, ma favorirla nel suo sviluppo più alto: un superamento delle difficoltà attraverso l’integrazione delle risorse, le più diverse, a fronte di una contrapposizione, ormai consunta e desueta e in cui non è possibile fare salvi i principi di cui sopra perché si origina sempre un perdente e un vincente e la storia si ripete con buona pace dei fragili e dei deboli di ogni tempo, che soffrono a causa dell’indifferenza e dell’assuefazione di molti... (Il “far niente” non è solo non fare nulla, ma è anche “disfare”. Le società muoiono di “far niente”.E. Pasculli). Verranno affrontati i punti di forza delle differenze uomo donna nella gestione delle problematiche sociali (i contributi dell’uomo e della donna nella strategie di problem-solving e nella gestione e risoluzione dei conflitti sono imprescindibili e complementari), i processi di integrazione versus le strategie di contrapposizione nella comunicazione. Occorre implementare percorsi formativi che favoriscano il comportamento pro-sociale a tutti i livelli. Attualmente, grazie al contributo della psicologia culturale sappiamo che un neonato mentre sta mangiando, si sta certamente nutrendo, ma il latte rappresenta soltanto una parte del suo nutrirsi; sta mangiando la mamma e si sta cibando di emozioni e sensazioni. Non è soltanto il latte a nutrire le sue cellule, anche tutte queste forti emozioni lo nutrono, in particolare arricchiscono il suo cervello deputato ad assorbire e contenere le esperienze vissute.Studiosi di stampo culturalista come Mead (1934), Vigotskij (1978) e Bateson (1972; 1979) sostengono, quindi, che ciò che viene conosciuto come mente non è una "proprietà" che risiede all'interno di un singolo individuo ma il frutto di una relazione che necessita la presenza di una dimensione altra con cui interagire. L'identità personale sarebbe legata alle dimensioni di senso che la realtà rimanda e rende disponibili al soggetto. Attraverso l'impersonificazione e la rielaborazione di ruoli, caratterizzati da norme e prescrizioni, l'individuo incomincia ad "indossare gli abiti" che gli permetteranno di strutturare un repertorio di comportamenti e di rappresentazioni di sé, attraverso cui procedere nella costruzione e nella definizione della propria identità. Il sé e l'identità sono quindi frutto di una interazione che mette in relazione l'individuo con sé stesso e con l'insieme di rappresentazioni della realtà che ha costruito. Chiaramente la diversità delle realtà umane rimanda ad una pluralità dei bisogni che al loro interno si generano, sia di carattere ambientale che culturale. Gli schemi di tipizzazione, i processi di categorizzazione e i vincoli dettati dal genere sessuale di appartenenza esercitano sull'individuo una importante funzione regolativa; la strutturazione della realtà passa quindi attraverso un insieme di processi interattivi legati a numerosi tipi di variabili ed il sesso di appartenenza costituisce un potente vaglio rispetto ai possibili ruoli e modalità di percezione della realtà disponibili all'individuo. Con il termine ruolo si indica un costrutto attraverso il quale vengono codificati attributi, prescrizioni e regole originati dall'interazione sociale, capaci di vincolare i modi di essere e di agire delle persone in relazione ad un certo contesto o ad una certa situazione. L'acquisizione di un sistema di regole e di significati condivisi, che permette all'individuo la costruzione di una identità sociale, è regolata dalle differenti interpretazioni dei ruoli sociali. Identità e ruoli sociali sono quindi legati da un processo circolare autoregolativo: l'interpretazione di nuovi ruoli fornisce all'individuo un "guardaroba di abiti" con il quale costruire sé stesso e nel contempo affrontare la realtà. Lo sviluppo dell'identità personale si realizza, inoltre, all'interno di complessi processi circolari e autoregolativi. Ad esempio, l'appartenenza a un certo ruolo sessuale comporta sin dalla nascita la messa in atto, da parte del contesto di riferimento, di processi tesi a diversificare i due generi sessuali. La pressione sociale esercitata sul bambino e la sua elaborazione soggettiva rappresentano i meccanismi principali attraverso cui si attua questo processo di differenziazione. I genitori, i parenti ed il gruppo sociale di riferimento forniscono un sistema di auto-rispecchiamenti attraverso cui il bambino inizierà ad apprendere ruoli, modalità espressive e di comportamento coerenti con il proprio sesso di appartenenza. Un’ulteriore contributo sulla conoscenza di sé stessi, viene dalla scoperta delle basi biologiche della psiche, fatta dalle neuroscienze. Grazie alle numerose tecniche e strategie, le neuroscienze hanno consentito di inquadrare e conoscere molti aspetti dei rapporti tra sistema nervoso e processi mentali, sia dal punto di vista fisiologico che patologico; in particolare, hanno datoun fondamentale contributo alla conoscenza delle basi biologiche della memoria e dell'apprendimento, ai correlati neurobiologici dell'emozione, ai sistemi implicati nella motivazione e nell'umore, in sintesi hanno fatto luce su come la cultura si interfaccia con la genetica del cervello, producendo una nuova organizzazione funzionale e di significato: l’identità. Il corso tratterà i fattori che contribuiscono a mantenere un’identità organizzata, fonte di benessere per l’individuo ma anche gli aspetti patologici che nella dissociazione, trovano la disgregazione dell’ identità stessa. 

Prenotazione / Iscrizione: 09 06 2014

Quota in € (da scontare): 135


* SCONTO: La quota sopraindicata (o l' eventuale quota agevolata per chi effettua  l’iscrizione entro una certa data) è da scontare! Informativa per gli Utenti e Autori del sito. N.B. Questo evento è stato pubblicato prima del 01/03/2015.


Crediti ECM: SI

Destinatari: Tutte le professioni con obbligo ECM (aperto anche a coloro che sono interessati all’argomento)

Relatori:

  • Dott. Michele Cappuccio - Psicologo-Psicosessuologo
  • Dott. Mauro Lo Castro - Psicologo-Membro Comitato Scientifico “Associazione Amici Alzheimer” ROMA
  • Dott.ssa Maria Torlini - Psicologa-Psicoterapeuta

N° ore: 27

N° di partecipanti: 70 - POSTI LIMITATI

Segreteria organizzativa:

  • Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • 333.8194364
Allegati:
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