Perché il termine “NEUROPSICOMOTRICISTA” viene associato al "Terapista della NEURO e PSICOMOTRICITÀ dell’Età Evolutiva" ?

Epidemiologia della Sindrome di Down (Trisomia 21)

Epidemiologia della Sindrome di Down (Trisomia 21) – immagine di copertina in studio di neuropsicomotricità

Epidemiologia della Sindrome di Down (Trisomia 21)

La sindrome di Down interessa tutte le etnie e i due sessi. Le stime epidemiologiche più condivise indicano un’incidenza alla nascita di circa 1 caso ogni 700 nati vivi, con variazioni legate a età materna, diffusione dei programmi di screening prenatale e scelte riproduttive. In Europa, la prevalenza alla nascita nel periodo 2011–2015 è stata stimata intorno a 10,1 per 10.000 nati vivi.

Incidenza, prevalenza e tendenze

  • Incidenza alla nascita (stima generale): ~1 su 700 nati vivi.
  • Europa 2011–2015: ~10,1 per 10.000 nati vivi; in assenza di interruzioni selettive sarebbe stata circa il doppio. Differenze marcate tra Paesi e aree geografiche.
  • Italia (stime correnti): valori riportati intorno a ~1 su 1.200 nati vivi; la stima può variare per regione e anno in base a età materna e copertura dello screening.

Età materna e rischio a termine

L’età materna è il principale fattore epidemiologico: il rischio cresce progressivamente con l’età. La tabella riporta il rischio a termine (nascita) per alcune età chiave, espresso sia come rapporto “1 su N” sia come casi per 1.000 nati.

Età materna (anni)Rischio a termine (1 su N)Casi per 1.000 nati
20* 1 su 1.470 0,7
25 1 su 1.362 0,7
30 1 su 994 1,0
35 1 su 403 2,5
40 1 su 98 10,2
41 1 su 76 13,2
42 1 su 61 16,4
43 1 su 50 20,0
44 1 su 43 23,3
45 1 su 38 26,3

*Valore riferito a 21 anni, usato come proxy della classe 20–24. I rischi sono stime “a termine” e possono differire per popolazione e periodo.

Grafico: rischio di trisomia 21 alla nascita per età materna (casi per 1.000 nati vivi)

Perché molti nati hanno madri <35 anni

Sebbene il rischio aumenti oltre i 35 anni, la maggior parte dei bambini con sindrome di Down nasce da madri sotto i 35 anni perché in quella fascia avviene la quota maggiore di nascite. Questo dato è demografico, non un fattore di rischio individuale.

Perdite fetali e “selezione naturale”

  • Una quota importante dei concepimenti con trisomia 21 non arriva al parto.
  • Dalla 12ª settimana al termine: si stimano perdite spontanee complessive ~30–40% per le gravidanze con trisomia 21.
  • Questa dinamica spiega perché la prevalenza alla nascita è inferiore alla prevalenza al concepimento.

Altri fattori epidemiologici

  • Distribuzione per tipo citogenetico: ~94–95% trisomia libera da non-disgiunzione; ~3–4% per traslocazione Robertsoniana; ~1–2% mosaicismo.
  • Rapporto maschi:femmine alla nascita: lieve eccesso maschile (~1,15:1) nei casi di trisomia libera.
  • Età paterna: possibile effetto molto più debole e non costante tra gli studi; clinicamente la variabile dominante resta l’età materna.
  • Impatto dello screening prenatale: ampia variabilità tra Paesi nell’uso dello screening e nelle scelte riproduttive, con effetti diretti sulla prevalenza alla nascita.

Fonti e bibliografia

Tratto da www.neuropsicomotricista.it  + Titolo dell'articolo + Nome dell'autore (Scritto da...) + eventuale bibliografia utilizzata

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