Banner - Top - Orizzontale

ABSTRACT - INTRODUZIONE - Training Neuropsicomotorio delle Funzioni Esecutive in bambini con Deficit dell’Autoregolazione

ABSTRACT - INTRODUZIONE - Training Neuropsicomotorio delle Funzioni Esecutive in bambini con Deficit dell’Autoregolazione

Abstract

Background: le capacità di autoregolazione sono un aspetto fondamentale del funzionamento dell’individuo, in quanto permettono di regolare gli stati emotivi, organizzare l’esperienza e le risposte comportamentali. Questi processi maturano e si strutturano nell’arco di tutto lo sviluppo, in particolare durante l’età prescolare. Le funzioni esecutive, rappresentate dall’attenzione, memoria di lavoro, controllo inibitorio, pianificazione e flessibilità cognitiva, giocano un ruolo determinante nell’autoregolazione, concorrendo a modulare il comportamento in modo efficace, a sostegno di un funzionale adattamento ambientale.

Obiettivo: il seguente progetto di tesi si prefigge di migliorare le condotte di autoregolazione e la capacità di controllare il comportamento in modo adattivo, attraverso un training neuropsicomotorio mirato sulle funzioni esecutive.

Materiali e metodi:

  • Valutazione delle funzioni esecutive mediante i seguenti test: FE-PS 2-6, Torre di Londra;
  • Somministrazione di questionari rivolti ai genitori riguardanti la percezione del comportamento dei bambini nel contesto famigliare: SNAP IV, Conners’ Parent Rating Scales.

Tipologia di intervento: sedute di terapia neuropsicomotoria individuali e di gruppo caratterizzate da training neuropsicomotorio sulle funzioni esecutive.

Il campione è composto da quattro bambini di età tra compresa tra i 5 ed i 6 anni, con disturbi del neurosviluppo e deficit di autoregolazione, in trattamento presso il servizio di Neuropsichiatria Infantile di Voghera.

Risultati attesi: verifica dei cambiamenti comportamentali e delle condotte di adattamento all’interno delle sedute e valutazione dei miglioramenti nella percezione da parte dei genitori  del  comportamento  in  ambiente  domestico,  indagando  eventuali  limiti  ed evoluzioni del progetto.

Introduzione

Durante l’epoca evolutiva il bambino, in particolare in età prescolare, comincia ad acquisire condotte mature di autoregolazione, tra cui l’autocontrollo, ovvero la capacità di attendere, gestire le emozioni e le condotte di adattamento all’ambiente circostante. Non  è  raro  riscontrare  all’interno  di  scuole  materne  e  primarie  bambini  il  cui comportamento appaia poco regolato e funzionale: il gioco è confusionario e poco sostenuto, faticano a rispettare le regole che vengono imposte dal contesto, le relazioni tra pari sono precarie e le interazioni poco serene. Il mio interesse nell’osservare e cercare di comprendere il significato di comportamenti specifici, e il desiderio di orientare queste condotte verso un agire più funzionale, mi ha guidata nella scelta del seguente argomento per la stesura della mia tesi sperimentale.

Questo progetto vede nei primi capitoli un excursus storico e clinico sulle Funzioni Esecutive (FE), le quali sono considerate dalla letteratura cruciali nel controllo dell'esternalizzazione dei comportamenti in età evolutiva, e non solo: vengono descritti i processi neuronali e fisiologici alla base di queste funzioni, i modelli clinici esplicativi e le relative tappe di sviluppo. Le funzioni esecutive sono, infatti, “malleabili”: grazie alla lunga maturazione che le caratterizza è possibile intervenire potenziando le varie componenti e consentirne, quindi, un corretto sviluppo. In questa prima parte del progetto viene descritta l’autoregolazione in quanto funzione fondamentale della crescita del bambino e le sue diverse tappe di maturazione in età evolutiva. Vengono, inoltre, riportati i disturbi del neurosviluppo strettamente correlati alla maturazione delle funzioni esecutive e, di conseguenza, i deficit e le problematiche di strutturazione ad esse collegate, quali il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD), il Disturbo Specifico di Linguaggio, il Disturbo di Coordinazione Motoria e il Disturbo dello Spettro dell’Autismo.

Nella seconda parte il progetto presenta la descrizione dell’intervento neuropsicomotorio, effettuato sia attraverso sedute di gruppo che individuali, in cui il potenziamento delle funzioni esecutive era parte degli obiettivi stilati per le terapie di gruppo. Le proposte di gioco sono state caratterizzate sia da attività con interessamento motorio che giochi a tavolino, in modo più strutturato, così da coinvolgere i bambini favorendo un maggior controllo dell’attenzione e del comportamento in diversi contesti.

Viene successivamente riportata l’analisi del campione dei quattro pazienti presi in esame, valutati ad inizio trattamento e dopo un periodo di tempo pari a sei mesi, mediante test specifici (Torre di Londra), insieme a questionari rivolti direttamente ai genitori (SNAP IV, Conners’ Parent Rating Scale) che indaghino il comportamento dei bambini nella quotidianità.

Nella parte finale del progetto vengono esposte le considerazioni finali attraverso l’analisi dei risultati ottenuti dai test e dai questionari e le conclusioni.

Tratto da www.neuropsicomotricista.it  + Titolo dell'articolo + Nome dell'autore (Scritto da...) + eventuale bibliografia utilizzata

Shop Neuropsicomotricista