CONCLUSIONI - Correlazione tra Motricità e Linguaggio nello sviluppo del bambino

In questo lavoro si è cercato di sottolineare come la scoperta dei neuroni specchio (NS) ha aperto nuove strade alla comprensione delle basi neurofisiologiche dell’azione, del linguaggio e delle abilità neuropsicologiche. Tale sistema ha infatti fornito un modello neurale alla base del quale si ottiene l’integrazione delle informazioni sensoriali e motorie e l’elaborazione di processi dapprima considerati esclusivamente di ordine superiore e attribuiti al sistema cognitivo, quali la percezione e il riconoscimento di atti altrui, l’imitazione e la comunicazione; tali processi attraverso il sistema dei neuroni specchio (SNS) riconoscono nel sistema motorio il proprio substrato neurale primario.

Una delle proprietà dei NS più rilevante in ambito riabilitativo è l’immaginazione motoria, che è un processo cognitivo secondo il quale avviene un’attivazione off-line delle medesime aree cerebrali coinvolte nell’effettiva esecuzione dell’azione. Il disturbo di coordinazione motoria offre un modello patologico in cui si assiste alla coesistenza di disturbi motori e neuropsicologici basati su un’alterata rappresentazione interna. La possibilità della riabilitazione tramite training di immaginazione motoria apre nuove frontiere nel campo della riabilitazione di questi disturbi.

Queste nuove metodologie di recupero, incentrate sull’osservazione, apprendimento per imitazione ed immaginazione motoria hanno mostrato notevoli incrementi, in generale, delle performance delle abilità andate perdute, delle abilità residue, ed un aumento dell’autonomia nelle attività di vita quotidiana, in particolar modo se associate alle terapie classiche.

Molti punti rimangono ancora da chiarire, ma una cosa gli autori confermano: il reclutamento delle rappresentazioni motorie, come avviene nell’ immaginazione motoria, anche in assenza di una reale esecuzione di un’azione, è in grado di migliorare la qualità delle prestazioni motorie, che si tratti di soggetti in età evolutiva o di soggetti adulti.

Le esperienze in corso nella rieducazione motoria del bambino attraverso una prassi di intervento impostata sul modello dei Neuroni Specchio, stimolano il disegno di nuovi trial terapeutici controllati.

In particolar modo, il presente elaborato, tenendo conto delle teorie descritte, vuole ipotizzare trattamento riabilitativo in un caso clinico con diagnosi di DCM avente anche difficoltà linguistiche. Il fulcro del trattamento sarebbe l’acquisizione di immagini mentali, poiché l’immaginazione delle conseguenze dell’azione in assenza dell’esecuzione del movimento stesso.

Con le prove mentali il bambino visualizza il flusso temporale dello spazio visivo che accompagna il movimento normale e, tramite l’adozione della prospettiva egocentrica, sente come deve essere calibrato il flusso della sensazione cinestesica del movimento prodotto dagli arti.

Con la pratica, il bambino impara a collegare la visione e la cinestesi al fine di effettuare accurate predizioni sulle conseguenze dei movimenti auto-prodotti, in tal modo si riducono gli errori nella progettazione del movimento, migliorando l’abilità a pianificare e coordinare i movimenti degli arti rispetto agli oggetti e agli ostacoli presenti nell’ambiente.

Questo ipotetico trattamento ha come fine ultimo, di utilizzare le teorie basate sui neuroni specchio per l’apprendimento di movimenti, che poi verranno “utilizzati” per creare immagini mentali, le quali a loro volta condurranno il bambino nel miglioramento delle competenze linguistiche in cui è carente.