PROPOSTE PRATICHE - Strategie visive per potenziare le abilità prassiche nei bambini con Disturbo dello Spettro Autistico in età prescolare

INDICE PRINCIPALE

‘Sembra che per avere successo nella scienza o nell'arte un pizzico di autismo sia fondamentale’.

Hans Asperger

Cenni introduttivi

Questo capitolo ha lo scopo di presentare le proposte operative che sono state realizzate al termine del percorso di revisione della letteratura, sulla base delle informazioni ottenute e dell’obiettivo primario di questa tesi, ovvero il potenziamento delle abilità prassiche nei bambini con disturbo dello spettro autistico in età prescolare mediante l’uso di strategie visive.

Per la realizzazione di tali proposte ci si è basati su due strumenti ampiamente utilizzati con i bambini autistici i quali sono le tessere PECS e il metodo della Task Analysis. Il primo viene, ad oggi utilizzato, con lo scopo di favorire lo sviluppo della comunicazione nei bambini autistici non verbali, mentre il secondo è un sistema che mira alla scomposizione di un compito complesso (come ad esempio un compito prassico) nelle fasi che lo costituiscono al fine di guidare e facilitare il bambino nello svolgimento del compito stesso.

Le prassie che si è deciso di realizzare sono state estrapolate dal Protocollo di Valutazione Neuropsicomotoria (Siravegna et al.), focalizzandosi in particolar modo sulle prove prassiche proposte per la fascia d’età d’interesse (3-6 anni). Più nel dettaglio, tra tutte le prove presenti nei Protocolli di Valutazione, suddivisi per fascia d’età, sono state scelte quelle reputate maggiormente utili, funzionali per il bambino e volte al raggiungimento di una maggiore autonomia nella vita quotidiana e di una migliore inclusione nelle attività di gioco con i coetanei. Le prassie selezionate sono anche quelle che ritroviamo nel corso di valutazioni più specifiche eseguite nei bambini con autismo come quella neuropsicomotoria o la valutazione PEP3 e sulle quali, in seguito, durante la presa in carico, si pone maggiormente l’attenzione per permette al bambino di raggiungere performance migliori nelle valutazioni successive (soprattutto se il bambino mostra in tali compiti una capacità emergente).

A queste prassie, è stata aggiunta, un’attività di gioco simbolico, molto utilizzata nel corso del trattamento con i soggetti autistici, nei quali il gioco simbolico spesso appare carente.

Infine, non sono state, invece, inserite prassie dell’abbigliamento o altri compiti che

mirino al raggiungimento o miglioramento delle autonomie della vita quotidiana, quali ad esempio “lavarsi le mani” piuttosto ché “lavarsi i denti”, in quanto in letteratura ci sono già numerose proposte circa tali compiti, che vengono, al giorno d’oggi, ampiamente utilizzate con questi bambini.

Strategie visive per potenziare le abilità prassiche nei bambini con Disturbo dello spettro autistico