STUDIO DELLA PRESA IN CARICO NEUROPSICOMOTORIA - Sistemi a confronto di Comunicazione Aumentativa Alternativa per lo Sviluppo dei Prerequisiti Logico-Matematici

Razionale della ricerca

Materiali e metodi

Strumenti

Risultati

Discussioni

Conclusioni

INDICE PRINCIPALE

INDICE

Razionale della ricerca

Lo scopo di questo studio è quello di comparare se il programma di comunicazione Alospeak, basato sulla reggenza sia più efficace rispetto ad altri metodi di comunicazione aumentativa alternativa basati sulla struttura a tabelle e con il metodo PECS, per lo sviluppo dei prerequisiti visuo-spaziali e logico-matematici in bambini con Disabilità Intellettiva e Ritardo Neuropsicomotorio.

La casistica è composta da 10 bambini di età compresa tra i 3 anni e mezzo e gli 8 con diagnosi di Disabilità Intellettiva o Ritardo Neuropsicomotorio, la casistica è stata suddivisa secondo il metodo di comunicazione Aumentativa Alternativa utilizzato: 3 soggetti hanno utilizzato Alospeak, 1 soggetto ha utilizzato il Mind Express, 1 soggetto ha utilizzato il PECS, 5 soggetti hanno utilizzato le tabelle comunicative.

In particolare si è voluto sperimentare quale sia il metodo di comunicazione Aumentativa Alternativa più adatto in base alla gravità della disabilità, permettendoci così di lavorare sull’area visuo-spaziale che, seguendo quanto detto in letteratura svolge un ruolo fondamentale in vista degli apprendimenti scolastici, è stato dimostrato infatti da recentemente con un crescente corpo di dati che difficoltà nelle abilità visuo- spaziali portano a difficoltà di apprendimento nel percorso scolastico.

INDICE

Materiali e metodi

Verranno qui di seguito descritti i materiali ed i metodi di cui ci si è serviti per realizzare il suddetto progetto di tesi. Inizialmente verrà illustrata la casistica e come è stata suddivisa per lo studio sperimentale; in seguito vengono presentati i materiali ed i metodi che sono stati utilizzati per effettuare la valutazione dei bambini compresi nel mio studio, a T0 e T1, e vengono inoltre fornite informazioni dettagliate su quest’ultimi. Sono stati somministrati test standardizzati, come l’APCM-2 (Sabbadini L., 2015) per le abilità prassiche e la coordinazione motoria, il BAFE (Valeri G. et al., 2015) per la valutazione delle funzioni esecutive e il TNP (Giuseppe C., Emanuela P., 2008) test neuropsicologico prescolare. Le prove scelte dei vari test sono state somministrate qualitativamente o quantitativamente in base all’età dei bambini e alle fasce d’età previste dai test. È stato utilizzato anche un altro strumento, la scala di valutazione ABAS-II (Patti L. Harrison, Thomas Oakland, 2014) per l’analisi del comportamento adattivo.

Per la valutazione di abilità specifiche in ambito visuo-spaziale e logico-matematico è stato utilizzato un assessment criteriale redatto da me personalmente.

Ad ogni soggetto sono state somministrate le scale Griffiths con la supervisione della Dott.ssa Tiziana Priolo, ottenendo così un il quoziente di sviluppo totale per ogni bambino.

INDICE

Presentazione del campione di studio

Il campione di questo studio è composto da 10 soggetti (3 femmine e 7 maschi) di età compresa tra i 3 anni e 7 mesi e gli 8 anni e 5 mesi (età media 5 anni e 9 mesi) con QST compreso tra 28 e 83.

Tutti i bambini hanno una diagnosi di Disabilità Intellettiva, Funzionamento Intellettivo Borderline o Ritardo Neuropsicomotorio.

I soggetti sono stati suddivisi a seconda dei metodi di Comunicazione Aumentativa Alternativa utilizzata, per poterli confrontare e verificare quale metodo sia più efficace dell’altro, a seconda della gravità della disabilità, per sviluppare i prerequisiti in area logico- matematica e visuo-spaziale che risultano essere alla base degli apprendimenti scolastici.

I soggetti sono stati osservati e valutati in due momenti differenti: all’inizio (T0- maggio) e alla fine (T1-ottobre) del percorso di trattamento, tra le valutazioni è intercorso un periodo di circa 6 mesi.

In questo paragrafo sono riportati, caso per caso, i risultati dello studio a T0. In particolare, per ogni caso, sono state inserite le descrizioni dei bambini, prima dell’effettuazione del trattamento e i grafici con i risultati dei test utilizzati per la valutazione a T0, nello specifico:

  • APCM-2
  • TNP
  • BAFE
  • Scala ABAS-II protocollo 0-5 anni e 5-21 per genitore/caregivers (nei grafici sono stati riportati i punteggi grezzi, per evidenziare le differenze tra i soggetti, poiché risultano tutti al di sotto del 1° percentile)
  • Assessment criteriale

Per ogni bambino sono emerse le seguenti caratteristiche:

Caso 1 F. C.

Sesso: M

QST: 77

Nato il 4/12/2012

T0: F. ha difficoltà a distaccarsi dalle figure di riferimento in particolare dalla mamma, entra in stanza piangendo, risulta difficile consolarlo sia attraverso il contatto corporeo che attraverso la proposta di giochi. Durante lo svolgimento delle attività si dimostra molto collaborante, accettando tutte le attività che vengono proposte ed è in grado di mantenere il focus attentivo su attività più o meno strutturate.

Si riscontrano difficoltà dal punto di vista motorio quali instabilità motoria, tremore posturale (cerebellare) e difficoltà nei compiti di inibizione e nell’autoregolazione motoria, sono presenti capacità di sequenziazione e il ritmo dove non sia coinvolto l’aspetto motorio. In area logico- matematica ha difficoltà nell’enumerazione a causa delle difficoltà di inibizione, risulta possibile il conteggio fino a 10 e sono presenti i principi impliciti del contare; dal punto di vista visuo-spaziale sono presenti difficoltà di integrazione bilaterale e intermodale, buona la discriminazione visiva, la costanza della forma e la capacità di rappresentazione mentale degli oggetti. Collabora nella costruzione di percorsi e nell’organizzazione dello spazio di gioco, inizia ad organizzare autonomamente piccole attività, costruisce modelli su imitazione con difficoltà nell’organizzazione delle prassie. Il soggetto per comunicare utilizza prevalentemente il linguaggio mimico gestuale, utilizzando come supporto il Mind Express, la comprensione è ai limiti inferiori della norma mentre la produzione è deficitaria, tale aspetto è sostenuto dall’uso del software comunicativo, l’intenzionalità comunicativa è presente sebbene il bambino non sia verbale, manifesta un forte desiderio di condividere e comunicare le sue richieste, entra facilmente in relazione con gli altri nonostante le importanti difficoltà linguistiche. Abbastanza adeguate le autonomie.

L’item triplette di cerchi del test BAFE è stato somministrato qualitativamente in quanto il soggetto non rientra nelle fasce d’età.

APCM-2 caso 1: T0

 

TNP caso 1: T0

 

Scala ABAS-II caso 1: T0

 

Assessment criteriale caso 1: T0

 

BAFE caso 1: T0

Punteggio grezzo

Triplette di cerchi

6

99

5

17

4

8

3

4

2

4

1

2

0

2

T0

 

Caso 2 L. B.

Sesso: M

QST: 64

Nato il 10/05/2013

T0: Non sono presenti problemi nel distaccarsi dalle figure di riferimento. Quando L. entra in stanza non cerca la mia attenzione ma si muove eccessivamente nello spazio per poi fermarsi davanti allo specchio, finalizzato soprattutto alla sperimentazione del cavo orale e del viso, solo dopo il mio intervento di strutturazione dello spazio, una volta seduto a tavolino diventa maggiormente collaborativo. Difficilmente è interessato ai giochi che gli vengono proposti, iniziata l’attività si distrae facilmente e si alza spesso dal tavolino per correre nella stanza. L’attenzione sostenuta e l’attenzione condivisa sono possibili su attività scelte esclusivamente da lui e manifesta comportamenti problema come buttarsi per terra, battere le mani sul tavolo, urlare, strappare gli oggetti di mano, qualora si vogliano introdurre delle variabili o cambiare le regole del gioco. In situazione strutturata ha maggior controllo dell’impulsività, ha difficoltà nella comprensione del contesto per questo emergono talvolta comportamenti problema, risolvibili non appena riesce a comprendere la situazione. Dal punto di vista motorio sono presenti sia le coordinazioni cinetiche semplici che quelle complesse, la difficoltà risiede nelle capacità di inibizione e autocontrollo motorio. Esegue abbinamenti per oggetti della stessa classe, incastri semplici e complessi, riproduzione di semplici modelli tridimensionali con cubetti su imitazione e scansione dei singoli passaggi, buona la discriminazione visiva; dal punto di vista logico-matematico risulta difficile il conteggio per le difficoltà di inibizione ma è presente la stringa di parole fino al cinque. La comprensione è presente per ordini semplici, contestuali e di routine, per quanto concerne la produzione sono presenti difficoltà significative, nonostante ciò, riesce a chiedere giochi graditi anche con supporto del canale gestuale. Autonomie non adeguate.

APCM-2-caso-2:-T0

 

TNP caso 2: T0

 

Scala ABAS-II caso 2: T0

Assessment criteriale caso 2: T0

Test BAFE: non somministrabile.

Caso 3 L. B.

Sesso: M

QST: 55   QI: 61

Nato il 6/09/2012

T0: L. non ha difficoltà a distaccarsi dalle figure di riferimento, ma non entra volentieri in stanza, spesso chiede dopo quanto tempo verrà portato dalla mamma o dal papà. La maggior parte delle volte si rifiuta di partecipare alle attività, dicendo che è stanco e non ha voglia di giocare e rifiuta la maggior parte delle attività che gli vengono proposte, quando si presentano queste situazioni spontaneamente chiede il tappeto per sdraiarsi. Quando collabora si coinvolge nelle attività mostrando interesse ma l’attenzione è molto deficitaria soprattutto durante le attività più strutturate e che prevedono l’utilizzo di materiale cartaceo, va spesso richiamato e riportato sul compito. L. non gradisce attività di tipo motorio, si riscontrano difficoltà nelle coordinazioni cinetiche complesse e nel mantenimento dell’equilibrio, ricerca ancora l’appoggio per scendere le scale alternando gli arti inferiori. Riconosce i principali concetti spaziali, non riesce a seguire un ritmo, è buona la discriminazione, la costanza della forma e la percezione figura-sfondo, dal punto di vista costruttivo e prassico esegue puzzle, incastri complessi e costruzioni con cubetti se vengono scanditi tutti i passaggi. L. conosce la sequenza dei numeri in avanti corretta fino al 10, i numeri maggiori di 10 sono in parte presenti ma con stringa non ordinata, sono presenti in parte i principi impliciti del contare. La produzione verbale spontanea è scarsamente intellegibile, si frustra se non viene capito, la comprensione di ordini semplici e complessi contestuali è sufficiente. Le autonomie non sono adeguate all’età, porge il volto per farsi soffiare il naso, non si mette le scarpe da solo e non riesce ad allacciarle.

L’item triplette di cerchi del test BAFE è stato somministrato qualitativamente in quanto il soggetto non rientra nelle fasce d’età.

APCM-2 caso 3: T0 - TNP caso 3: T0 - Scala ABAS-II caso 3: T0

Assessment-criteriale-caso-3:-T0

BAFE caso 3: T0

Punteggio grezzo

Triplette di cerchi

6

99

5

17

4

8

3

4

2

4

1

2

0

2

T0

 

 

Caso 4 B. M.

Sesso: F

QST: 40

Nata il 12/12/2009

T0: M. si è abituata subito alla mia presenza, risultando molto affettuosa. Spontaneamente M. non sceglie nessuna attività, ma partecipa per breve tempo alle attività proposte, presenta un deficit delle funzioni esecutive molto significativo, per cui si rende necessaria la strutturazione delle attività e l’utilizzo costante di strategie e rinforzi, sono presenti comportamenti di evitamento e comportamenti problema quando calano la motivazione e l’attenzione, M. reagisce buttandosi a terra e assumendo un atteggiamento oppositivo-provocatorio, è presente un’intolleranza alla frustrazione che emerge quando vengono proposti compiti di difficoltà più elevata.

Risultano parzialmente acquisiti i rapporti spaziali, non ancora quelli temporali, lo schema corporeo è incompleto, riconosce gli elementi del viso e le parti principali del corpo su di sé e sulla bambola, il disegno della figura umana è presente solo su imitazione e non è maturo, è presente la figura circolare, emergenti le capacità di copiatura, l’esplorazione dello spazio grafico è casuale e non segue l’orientamento sinistra-destra e alto-basso. Si riscontra notevole difficoltà nel tenere in memoria le informazioni, come ad esempio la richiesta di prendere due oggetti (cono blu, bastone rosso). Sono presenti l’iniziativa comunicativa e l’attenzione condivisa però le modalità di relazione non sono adeguate.

I punteggi degli item scelti dal TNP e dal BAFE risultano essere qualitativi in quanto il soggetto non rientra nelle fasce d’età previste dai test.

APCM-2-caso-4:-T0-TNP-caso-4:-T0-Scala-ABAS-II-caso-4:-T0

Assessment criteriale caso 4: T0

Test BAFE: non somministrabile.

 

Caso 5 M. Q.

Sesso: F

QST: 28

Nata il 20/05/2013

T0: M. ricerca costantemente stimolazioni di tipo tattile e propriocettiva (dondolarsi all’indietro, battere e grattare le superfici, girare su sé stessa), associate ad auto stimolazione orale con oggetti o parti del corpo. Non prova interesse nell’esplorare lo spazio né nell’intraprendere attività di gioco, presenta un gioco prevalentemente sensomotorio e causa-effetto, sono possibili semplici giochi di costruzione con vari materiali (cubetti, anelli), il setting deve essere altamente strutturato per poterla coinvolgere nelle attività, riuscendo a mantenere l’attenzione per brevi periodi nei giochi di maggior interesse. A livello grafico è presente il griffonage e l’imitazione di punti sul foglio senza ordine spaziale. M. non è verbale, sono presenti vocalizzi privi di intenzionalità comunicativa, non è presente il pointing, è possibile la triangolazione dello sguardo e momenti di attenzione ed emozione congiunta durate le attività da lei gradite, ma i correlati comportamentali dell’intersoggettività non sono acquisiti. È autonoma nel cammino, corre, sale e scende le scale con aiuto, non è presente il salto, è interessata al triciclo ma non riesce senza aiuto; a livello fino motorio è emergente la pinza superiore. Le autonomie non sono adeguate all’età.

In merito alla scala ABAS-II utilizzata per l’indagine del comportamento adattivo, è stato scelto di utilizzare il protocollo 0-5 anni invece di utilizzare quello 5-21 anni corrispondente all’età cronologica del soggetto, poiché le abilità richieste in quest’ ultimo risultavano troppo complesse per le competenze del soggetto.

Gli items scelti dai test TNP, BAFE, APCM-2, sono risultati non somministrabili.

Scala ABAS-II caso 5: T0 - Assessment criteriale caso 5: T0

 

Caso 6 A. P.

Sesso: M

QST: 68

Nato il 17/12/2013

T0: il distacco dalle figure di riferimento non presenta problematiche, A. è molto propositivo e si coinvolge nelle attività di gioco, è stato raggiunto il gioco simbolico ma questo risulta molto immaturo. L’attenzione è deficitaria, bisogna spesso richiamarlo durante lo svolgimento delle attività per riportare l’attenzione sul compito, è in grado di effettuare semplici incastri, costruzioni con cubetti su imitazione, sono stati acquisiti i principali rapporti- spaziali, l’orientamento degli oggetti e il confronto tra dimensioni, riconosce figure geometriche semplici e gli elementi del corpo su se stesso e da figure in 2D, il disegno della figura umana è presente ma immaturo in quanto gli elementi non sono collegati tra loro, l’impugnatura del mezzo grafico avviene con presa tripode. Dal punto di vista motorio sono presenti i passaggi posturali, la corsa e il salto, sale e scende le scale con appoggio, sa lanciare la palla ma non afferrarla, si riscontra una lieve ipotonia globale. È presente la comprensione di ordini semplici e complessi sia contestuali che acontestuali, talvolta si rende necessario supporto visivo per sostenere la comprensione che non è adeguata all’età, il canale verbale è poco utilizzato, A. è un bambino molto silenzioso, la produzione verbale avviene con frasi formate da due parole, a volte intellegibile, nelle attività ludiche invece utilizza produzioni verbali più complesse soprattutto nelle attività di maggior interesse. Le autonomie sono in via di acquisizione.

APCM-2 caso 6: T0 - TNP caso 6: T0 - Scala ABAS-II caso 6: T0

Assessment criteriale caso 6: T0

BAFE caso 6: T0

Punteggio grezzo

Triplette di cerchi

6

99

5

39

4

22

3

15

2

12

1

5

0

3

T0

 

Caso 7 P. C.

Sesso: M

QST: 66

Nato il 10/1/2014

T0: P. è un bambino propositivo ed affettuoso che si adatta senza problematiche al setting psicomotorio e alle proposte ludiche, spontaneamente la sua unica richiesta di gioco quando entra in stanza sono le macchinine, con cui ripete in modo stereotipato lo stesso schema di gioco volta per volta, risulta inoltre rigido all’introduzione di variabili. Si risconta difficoltà nel distaccarsi dalle figure di riferimento a volte manifestatasi anche attraverso il pianto, questi comportamenti tendono ad estinguersi una volta entrato in stanza con l’inizio delle attività. L’attenzione risulta adeguata all’età, mantenendola anche su attività prolungate e strutturate. Sa riconoscere e denominare le varie parti del corpo su sé stesso, sulla bambola e sull’immagine, inoltre sono parzialmente acquisiti i rapporti tra gli oggetti e quelli spazio-temporali. Dal punto di vista grafico spontaneamente esegue scarabocchi di tipo circolare e lineare, se viene richiesto il disegno della figura umana, esegue l’omino testone in cui le parti non sono ancora connesse tra di loro, mentre su imitazione lo esegue correttamente; l’impugnatura del mezzo grafico è di tipo radiale, se corretto riesce ad utilizzare l’impugnatura a tripode. P. sa eseguire attività di tipo prassico-costruttivo (incastri, torre e trenino), è emergente la capacità di copia con cubetti da modello. Dal punto di vista motorio sono presenti sia le coordinazioni cinetiche semplici che quelle complesse ma risultano poco fluide. P. utilizza scarsamente il canale verbale per comunicare ed il linguaggio risulta scarsamente intellegibile, tende a frustrarsi quando non viene capito. Le autonomie non sono adeguate all’età.

APCM-2 caso 7: T0 - TNP caso 7: T0 - Scala ABAS-II caso 7: T0

Assessment criteriale caso 7: T0

BAFE caso 7: T0

Punteggio grezzo

Triplette di cerchi

6

99

5

39

4

22

3

15

2

12

1

5

0

3

T0

 

Caso 8 B. V.

Sesso: M

QST: 83

Nato il 20/10/2014

T0: B. all’interno della stanza assume un atteggiamento oppositivo-passivo, tende a non partecipare attivamente alle attività proposte rimanendo in silenzio, non si sono riscontrate difficoltà nel distacco dalle figure di riferimento e segue le terapiste in modo gradito nelle stanze. Risulta scarsa l’iniziativa nel gioco, quando si coinvolge nelle attività tende a volerle gestire non accettando le variazioni proposte, manifestando frustrazione, in particolare, se non è lui a vincere l’attività ludica, in un primo momento si arrabbia, in un secondo momento si mette a piangere e chiede di essere portato dalla mamma.

Le autonomie non risultano adeguate all’età, non si sa svestire, lavare mani e denti, mangiare da solo. Dal punto di visa motorio sono stati acquisiti tutti i passaggi posturali, le coordinazioni cinetiche semplici sono adeguate all’età cronologica ma sono poco fluide, risultano ancora immature le coordinazioni cinetiche complesse e l’equilibrio statico e dinamico, sono scarse le coordinazioni oculo manuali globali.

L’impugnatura del mezzo grafico avviene con presa palmare e la produzione grafica non è adeguata all’età, il disegno della figura umana è presente su imitazione; sa eseguire con i cubetti la torre, il ponte e sono presenti abilità di copia con cubetti da modello cartaceo, sa eseguire incastri semplici e complessi. L’attenzione è sempre da sollecitare su compiti non di suo gradimento e la comprensione dell’ordine semplice non è sempre adeguata.

L’investimento del canale verbale è molto scarso, non si rivolge spontaneamente per richiedere oggetti o bisogni personali, quando è coinvolto nelle attività di gioco il canale verbale è più utilizzato ma il linguaggio risulta intellegibile, B. tende a frustrarsi particolarmente quando non viene capito, il contatto oculare è da elicitare e non sempre si gira al suo nome.

I punteggi degli item scelti dal TNP sono qualitativi in quanto il soggetto non rientra nelle fasce d’età previste dal test.

APCM-2 caso 8: T0 - TNP caso 8: T0 - Scala ABAS-II caso 8: T0

Assessment criteriale caso 8: T0

 

Test BAFE: non somministrabile.

 

Caso 9 I. V.

Sesso: F

QST: 60

Nata il 19/5/2014

T0: Il distacco dalle figure di riferimento non avviene sempre in modo adeguato, si denota una marcata difficoltà nel gestire gli stati emotivi, una volta entrata in stanza emergono atteggiamenti oppositivi come nascondersi sotto il tavolo, correre per la stanza e nascondersi, questi atteggiamenti vengono messi in atto anche quando si svolgono attività a tavolino e I. incontra delle difficoltà nel svolgere un determinato compito, scivolando sotto il tavolino oppure alzandosi e andando a nascondersi.

I tempi di attenzione non sono adeguati all’età, bisogna richiamarla molto spesso per portare a termine un’attività, nei giochi di movimento I. mantiene più a lungo l’attenzione ma a causa dei problemi di autocontrollo motorio tende a perdere velocemente la consegna e muoversi in modo afinalistico nello spazio. In ambito motorio le attività sia grosso-motorie che fino-motorie non sono adeguate all’età, è presente un impaccio motorio globale, sono presenti maggiori competenze a livello delle coordinazioni oculo-manuali. Sa eseguire semplici incastri e costruzioni con cubetti, lo schema corporeo è parzialmente acquisito, riconosce le parti principali del corpo su sé stessa, sulla bambola e sul foglio, a livello grafico non è presenta la figura umana, su imitazione è possibile il disegno dell’omino testone ma anche delle linee orizzontali e verticali, non è possibile la produzione delle figure geometriche, la produzione grafica spontanea è caratterizzata dallo scarabocchio circolare, l’impugnatura del mezzo grafico avviene in modo palmare inverso. Non sono presenti i concetti spazio-temporali, i rapporti tra gli oggetti e il concetto di quantità, conosce il nome di alcuni colori (rosa, viola, giallo, rosso, verde), non è possibile il conteggio.

Il canale comunicativo preferenziale di I. è quello gestuale, il linguaggio verbale a livello espressivo risulta significativamente deficitario e non intellegibile, la comprensione contestuale e di ordini semplici non sempre sembra presente. Le autonomie non sono adeguate all’età ma sono in via di acquisizione.

APCM-2 caso 9: T0 - TNP caso 9: T0 - Scala ABAS-II caso 9: T0

Assessment criteriale caso 9: T0

 

Test BAFE: non somministrabile.

 

Caso 10 J. U.

Sesso: M

QST: 62

Nato il 3/06/2013

T0: Quando entra nella stanza J. tende a muoversi eccessivamente nello spazio imitando gli animali e riproducendo i loro versi, non sceglie ne organizza in autonomia l’attività ludica, se strutturata riesce a mantenere l’attenzione per brevi periodi, tende ad alzarsi spesso dal tavolino per muoversi ma poi torna a sedersi in modo spontaneo. Dal punto di vista motorio la camminata e la corsa vengono effettuate a base leggermente allargata, sono presenti le coordinazioni cinetiche semplici, si denotano difficoltà nelle regolazioni toniche e nell’equilibrio statico e dinamico, la motricità fine risulta deficitaria, tuttavia è presente la presa a pinza. La produzione grafica è molto immatura, sono possibili linee orizzontali, verticali e scarabocchi circolari, presente l’omino testone, l’impugnatura del mezzo grafico è di tipo palmare. È possibile la costruzione della torre e del trenino con cubetti, non di costruzioni più complesse, si rileva povertà di strategia nel puzzle, in generale le abilità prassico-costruttive sono immature. Sono presenti i correlati comportamentali dell’intersoggettività, il turno viene rispettato solo se guidato, J. utilizza semplici competenze gestuali a scopo comunicativo, il canale verbale viene scarsamente utilizzato, la comprensione dell’ordine semplice non è sempre possibile e si verifica un’ecolalia immediata della domanda. Si riscontrano comportamenti problema quali assumere l’atteggiamento degli animali afferrando gli oggetti con la bocca e camminando a quattro zampe e comportamenti oppositivi-provocatori a termine della seduta quando è il momento di riordinare e uscire dalla stanza, per la volontà di portare i giochi a casa con sé. Le autonomie non risultano adeguate all’età.

APCM-2 caso 10: T0 - TNP caso 10: T0 - Scala ABAS-II caso 10: T0

Assessment criteriale caso 10: T0

BAFE caso 10: T0

Punteggio grezzo

Triplette di cerchi

6

99

5

17

4

8

3

4

2

4

1

2

0

2

T0

INDICE

Tabella riassuntiva della casistica

 

Sesso

Età

QST/QI

Diagnosi

Dati anamnestici rilevanti

Frequenza

Caso 1

M

5 aa 5 ms

QST 77

Atassia cerebellare, disartria, borderline cognitivo.

Nato a termine da gravidanza decorsa fisiologicamente. Parto eutocico, PN 2980g.

> 80%

Caso 2

M

4 aa

QST 64

Ritardo globale dello sviluppo

Parto cesareo pretermine per presentazione podalica, PN 2590g.

> 90%

Caso 3

M

5 aa 8 ms

QI 61

Livello intellettivo borderline associato a disprassia verbale e motoria

Parto cesareo a 41+2 per mancate contrazioni uterine, dubbia sofferenza perinatale. PN

3500g.

< 50%

Caso 4

F

8 aa 5 ms

QST 40

D.I di grado medio

Iperplasia dei plessi corioidei, no sofferenza perinatale, PN 3760g.

< 50%

Caso 5

F

5 aa

QST 28

D.I. di grado grave

Gravidanza con diabete gravidico, parto eutocico naturale, PN 2960g.

> 80%

Caso 6

M

4 aa 5ms

QST 68

Ritardo globale dello sviluppo

Parto cesareo per disturbi emotivi della madre, ittero fisiologico, aspirazione liquido amniotico, PN 2365g.

> 70%

Caso 7

M

4 aa 4 ms

QST 66

Ritardo globale dello sviluppo

Gravidanza fisiologica, PN 3380g. nel periodo perinatale, ipoglicemia, ipocalcemia e ittero.

> 80%

Caso 8

M

3aa 7 ms

QST 83

Ritardo globale dello sviluppo

Parto cesareo distocico per oligoidramnios, scarsi movimenti fetali, riduzione del battito fetale, PN 3600g.

> 80%

Caso 9

F

4 aa

QST 60

Ritardo globale dello sviluppo

Ipertensione arteriose e taglio cesareo alla 35 sett, PN 188og, ittero emolitico.

> 80%

Caso

10

M

4 aa 11 ms

QST 62

Ritardo globale dello sviluppo

Ipertensione materna, taglio cesareo alla 37 sett, PN

3600g.

> 60%

INDICE

Griffiths Mental Development Scales (GMDS-ER)

Sono scale utili per ottenere un profilo di sviluppo del bambino allo scopo di definire reali obiettivi generali e particolari del percorso educativo e riabilitativo. Si ottiene un quoziente di sviluppo. Sono costituite da due set di scale, ciascuno per una fascia d'età differente: 0-2 anni e 2-8 anni. Il livello di difficoltà è crescente in tutte le aree. Ogni scala può essere utilizzata autonomamente per ottenere il quoziente di sviluppo in quell'area. Il quoziente globale si ottiene, invece, somministrando tutte le aree:

  • SCALA A, LOCOMOTORIA: valuta le abilità grosso motorie del bambino;
  • SCALA B, PERSONALE E SOCIALE: valuta le abilità del bambino nelle attività quotidiane, livello di autonomia e grado di interazione con gli altri;
  • SCALA C, LINGUAGGIO: valuta il linguaggio recettivo ed espressivo del bambino;
  • SCALA D, COORDINAZIONE OCCHIO-MANO: valuta abilità motorie fini del bambino, la sua destrezza manuale e capacità di controllo visivo;
  • SCALA E, PERFORMANCE: valuta le abilità visuo-spaziali incluso rapidità di esecuzione e precisione;
  • SCALA F, RAGIONAMENTO PRATICO: valuta le abilità nel risolvere problemi pratici, logico-sequenziali, concetti matematici e di tipo morale. Somministrabile dai due agli otto anni.

INDICE

TNP

Il test neuropsicologico prescolare (TNP) ha come oggetto di studio la struttura interna dei sistemi neuropsicologici e la loro dinamica evolutiva. Nel TNP l’analisi qualitativa delle funzioni è connessa alla prospettiva riabilitativa, per tale ragione è costituito da prove caratterizzate da sensibilità e selettività, in grado di rilevare difficoltà cognitive sfumate oltre indicare la specificità del deficit individuato. Le caratteristiche di sensibilità e selettività delle prove consentono un’analisi mirata delle diverse funzioni, offrendo allo stesso tempo una chiave qualitativa per la decifrazione dei meccanismi che sottendono i deficit neuropsicologici.

Il TNP viene somministrato dai 4 anni fino ai 6 anni e mezzo suddiviso in 5 fasce d’età, è costituito da dieci prove che analizzano quattro distinte funzioni neuropsicologiche: linguistiche, prassiche, protomatematiche e visuopercettive. La struttura del TNP è pertanto la seguente:

Funzioni linguistiche

  • prova di comprensione lessicale;
  • prova di produzione lessicale;
  • prova di comprensione morfosintattica;
  • prova di produzione morfosintattica;
  • prova di ripetizione di non parole;

Funzioni prassiche

  • prova di copia da modello (casa);
  • prova di copia da modello (orologio);

Funzioni protomatematiche

  • prova di conta in ordine sparso;
  • prova di calcolo implicito;

Funzioni visuopercettive

  • prova di discriminazione visuopercettiva.

Nel suddetto progetto di tesi ho somministrato esclusivamente le prove delle funzioni prassiche, protomatematiche e visuopercettive perché più inerenti all’area neuropsicomotoria.

Per quanto riguarda le prove relative alle funzioni prassiche, sono prove di prassia costruttiva in cui viene richiesto di copiare due figure, rispettivamente una casa e un orologio, per portare a termine questo tipo di prova viene richiesta l’attivazione e l’integrazione di più sistemi neurofunzionali: percezione visiva, capacità di costruire e manipolare una rappresentazione visiva, capacità di convertire una rappresentazione visuo-spaziale in un programma prassico e, infine, di tradurre il programma in una sequenza motoria coordinata. In relazione alle prove delle funzioni protomatematiche, conta in ordine sparso e calcolo implicito, è stato dimostrato che in ogni bambino già nei primi mesi di vita, sono operativi due sistemi non linguistici di rappresentazione del numero che appaiono nettamente distinti: nel primo (analog-magnitude

representation) il numero è rappresentato come una grandezza fisica proporzionale al numero degli elementi rappresentati, il secondo è un sistema spazio-temporale (object- file representation) per la rappresentazione di piccole quantità di oggetti (entro il quattro) in esperimenti di addizione o sottrazione. Questi due sistemi confluiranno in un terzo sistema (explicit integer-list representation), che rappresenta la sequenza dei numeri interi e che, con l’uso del linguaggio, fornirà il supporto per le operazioni esplicite di conta (Carey, 2001). Nella prova di discriminazione visuo percettiva, compresa nelle funzioni visuopercettive, si chiede di riconoscere, tra i disegni a tratto continuo che gli vengono presentati quale sia quello corrispondente al target (disegni “lacunari” che tracciano, un profilo discontinuo di alcuni di alcuni oggetti comuni), questa prova riguarda quindi la sintesi gnosica che richiede due operazioni complementari, la l’integrazione dei singoli frammenti in una forma coerente implicita nel target e il confronto con le figure alternative e la selezione di quella equivalente al target.

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APCM-2

Il test APCM-2 si basa su presupposti teorici riferiti al concetto dell’Embodied Cognition (Thelen, 1995, 1998; Inverson e Thelen, 1999), termine tradotto in italiano come cognizione corporea, sottolineando che lo sviluppo cognitivo correla con lo sviluppo delle funzioni motorie ed il controllo delle stesse per il raggiungimento di precisi scopi ed obiettivi. Secondo tale costrutto la cognizione nasce e progredisce attraverso l’esperienza, la percezione del mondo circostante e mediante l’azione su esso; dipende in modo cruciale dal fatto di avere un corpo capace in termini di funzioni percettive e motorie e soprattutto dal tipo di esperienza che tale corpo ha avuto la possibilità di compiere nell’ambiente rispetto alle occasioni che l’ambiente propone. È implicito in questo senso il concetto di prassia, intendendola come “un’azione finalizzata ed intenzionale” (Sabbadini e Sabbadini, 1996-2008; Sabbadini, 2005), costituita da una sequenza di movimenti finalizzati al raggiungimento di uno scopo, eseguita in modo automatico (veloce, efficiente, con poco dispendio di energia), flessibile rispetto alle variazioni del compito.

Il modello teorico neurobiologico dell’APCM-2 è stato confermato dalle scoperte scientifiche sui neuroni specchio (Rizzolati, Fogassi e Gallese 2001; Gallese, Fogassi,

Fagida e Rizzolati, 2002; Rizzolati e Craighero, 2004; Fogassi e Luppino, 2005; Rizzolati e Sinigaglia, 2006), secondo cui l’organizzazione del movimento non dipende solo dai neuroni afferenti alle aree motorie, ma è frutto delle strette connessioni tra aree motorie e sensoriali, che costituiscono un mosaico di aree anatomicamente e funzionalmente distinte, ma fortemente interconnesse tra loro a formare circuiti destinati a lavorare in parallelo ed integrare informazioni sensoriali e motorie, relative a determinati effettori.

Il test APCM-2 è quindi un test standardizzato che permette di valutare il livello di sviluppo delle abilità prassiche e della coordinazione motoria, in bambini dai 2 agli otto anni di età, per facilitare la somministrazione del test sono stati creati 5 protocolli riferendoli alle diverse fasce d’età distinte e definite in mesi, quindi avremo per ogni fascia d’età prevista nel protocollo, tre settori di osservazione e valutazione:

  • Funzioni di base: vengono raccolte informazioni riguardo alla gravidanza, alla sensorialità, all’alimentazione, al sonno, alla postura, alla prensione e alla produzione di parole;
  • Schemi di movimento:
    • equilibrio e coordinazione
    • oculomozione
    • movimenti di mani e dita
    • sequenzialità
  • Funzioni cognitive adattive:
    • coordinazione dinamica
    • abilità grafo-motorie
    • abilità manuali
    • gesti simbolici
    • abilità prassico-costruttive
    • movimenti oro-facciali intenzionali

Nel suddetto progetto di tesi sono stati presi in considerazione solo alcuni degli items proposti all’interno dell’area delle funzioni cognitive adattive quali, le abilità manuali, i gesti simbolici e le abilità prassico-costruttive, perché ritenuti più affini alla valutazione dell’area visuo-spaziale e della coordinazione motoria.

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BAFE

La Batteria per l’Assessment delle Funzioni Esecutive in età prescolare (Valeri G. et al., 2015) è il primo test italiano standardizzato che consente la valutazione neuropsicologica delle Funzioni Esecutive nei bambini di età prescolare, attraverso prove di performance. Consente di stilare un profilo di sviluppo secondo una concezione accreditata delle Funzioni Esecutive articolata in sottodomini relativamente indipendenti. Le abilità richieste sono in rapporto allo stadio di sviluppo cognitivo prevalente nei bambini in età prescolare, maggiormente le rappresentazioni mentali di tipo percettivo e visuo-spaziale.

La batteria BAFE è costituita da 4 prove che analizzano distinti sottodomini del costrutto delle funzioni esecutive: Flessibilità (set-shifting), Inibizione, Flessibilità Attentiva, Memoria di lavoro visuo-spaziale.

Per il presente progetto di tesi è stata somministrata esclusivamente la prova triplette di cerchi della Flessibilità attentiva, abilità implicata nelle abilità logico-matematiche:

  • Triplette di cerchi-Pattern-making: questa prova viene somministrata dai 37 ai 59 mesi. Ai bambini viene mostrata una serie di cerchi colorati stampati su una striscia di cartone, che si ripetono sempre con la stessa sequenza e viene chiesto loro di denominare il colore di ciascun cerchio (blu, rosso). Quindi si chiede loro di riprodurre esattamente lo schema presente, con cerchi colorati (blu e rossi) su un supporto.

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ABAS-II

L’Adaptive Behavior Assessment System-Second Edition (ABAS-II) fornisce una valutazione globale e normativa del comportamento adattivo per soggetti da 0 a 89 anni. Questo strumento multidimensionale può essere usato nella valutazione del comportamento adattivo di un individuo per la diagnosi e la classificazione di disturbi e disabilità, per l’identificazione di punti di forza e criticità, per documentare e monitorare i progressi nel tempo. La gamma comprensiva di specifiche abilità adattive e i domini adattivi misurati dall’ABAS-II corrispondono ai criteri identificati dall’American Association on Mental Retardation-AAMR (1992, 2002) e dal Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorder -four edition (DSM-VI).

L’ABAS-II permette una valutazione da parte di più figure, valuta le competenze adattive in più contesti e contribuisce ad una completa definizione del funzionamento quotidiano di un individuo. Questo strumento si compone di cinque schede di valutazione che possono essere compilate da figure di riferimento in grado di osservare le competenze adattive del soggetto nella sua quotidianità. Tali figure possono essere genitori, parenti, insegnanti, supervisori, educatori, consulenti, operatori. Ogni scheda di valutazione è semplice da compilare e richiede un tempo di circa 20 minuti, mentre per la codifica ne richiede circa 5-10, le schede fornite dallo strumento sono le seguenti:

  • Scheda di valutazione per genitore/caregiver (0-5 anni)
  • Scheda di valutazione per genitore (5-21 anni)
  • Scheda di valutazione per ninsegnante/educatore (2-5 anni)
  • Scheda di valutazione per insegnante (5-21 anni)
  • Scheda di valutazione per adulto (16-89 anni)

In questo progetto di tesi ho avuto la possibilità di somministrare la scheda di valutazione per genitore/caregiver (0-5 anni) e la scheda di valutazione per genitore (5-21 anni) in base all’età dei casi presi in esame per questo progetto. Delle aree di indagine presenti all’interno di ogni scheda abbiamo scelto di esaminare solamente tre aree quali la comunicazione, la socializzazione e l’autocontrollo. All’interno dell’area della comunicazione è possibile analizzare le capacità di ascolto, comprensione e produzione necessarie alla comunicazione che includono: vocabolario, capacità di rispondere alle domande e abilità di conversazione; l’area della socializzazione permette di valutare le abilità necessarie per socializzare ed entrare in relazione quali avere amici, esprimere e riconoscere le emozioni, assistere gli altri e usare le buone maniere, in conclusione l’area dell’autocontrollo che comprende le abilità necessarie per l’autonomia e la responsabilità come ad esempio finire i compiti, rispettare un programma, i limiti di tempo e fare delle scelte.

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Assessment criteriale

L’assessment criteriale qui presentato è stato redatto da me personalmente, questa esigenza è nata dalla volontà di valutare alcune delle competenze specifiche proprie dell’area visuo-spaziale e logico-matematica. Gli item selezionati dai test sopra esposti sono per praticità e completezza stati inseriti nelle corrispondenti aree dell’assessment.

Assegnare un punteggio ad ogni item in base al criterio:

  • 0 = competenza assente
  • 1= accenna alla competenza con molti tentativi e facilitazioni (competenza molto compromessa)
  • 2 = risultato raggiunto con molti tentativi e facilitazioni (competenza deficitaria)
  • 3 = risultato raggiunto con pochi tentativi e facilitazioni (competenza emergente)
  • 4 = risultato raggiunto autonomamente (competenza adeguata)

 

 

Area comunicativo-relazionale

 

INTERSOGGETTIVITA’

0

1

2

3

4

NOTE

Emozione congiunta

 

 

 

 

 

 

Attenzione congiunta

 

 

 

 

 

 

Intenzione congiunta

 

 

 

 

 

 

Imitazione

 

 

 

 

 

 

Turnazione

 

 

 

 

 

 

COMUNICAZIONE

0

1

2

3

4

NOTE

Contraccambia informazioni

 

 

 

 

 

 

Pone domande (cos’è?, dov’è?)

 

 

 

 

 

 

Risponde a domande di conoscenza generale

 

 

 

 

 

 

Descrive le figure

 

 

 

 

 

 

Descrive oggetti

 

 

 

 

 

 

Rievoca degli avvenimenti

 

 

 

 

 

 

Comunica un messaggio

 

 

 

 

 

 

Risponde a domande su una storia

 

 

 

 

 

 

Risponde a domande su un argomento

 

 

 

 

 

 

Sa quando porre domande e lo fa in modo

adeguato

 

 

 

 

 

 

Parlare di un argomento

 

 

 

 

 

 

Raccontare una storia

 

 

 

 

 

 

Esprime le proprie difficoltà

 

 

 

 

 

 

Risponde a domande su una conversazione

 

 

 

 

 

 

Descrive

 

 

 

 

 

 

Risponde alle domande ‘’perché?’’

 

 

 

 

 

 

Completa le frasi in modo logico

 

 

 

 

 

 

Fornisce spiegazioni

 

 

 

 

 

 

Definisce persone/luoghi/cose

 

 

 

 

 

 

Inizia delle interazioni di gioco con un

coetaneo

 

 

 

 

 

 

 

Area delle funzioni cognitivo- esecutive

 

FUNZIONI DOMINIO-

GENERALI

0

1

2

3

4

NOTE

Memoria di lavoro

 

 

 

 

 

 

Attenzione selettiva

 

 

 

 

 

 

Shift del focus attentivo

 

 

 

 

 

 

Shift della consegna

 

 

 

 

 

 

GIOCO

0

1

2

3

4

NOTE

Capacità di strutturare il

gioco

 

 

 

 

 

 

 

 Area visuo-spaziale e motoria

 

SCHEMA CORPOREO

0

1

2

3

4

NOTE

Localizzazione strutture corporee

 

 

 

 

 

 

Denominazione strutture

corporee

 

 

 

 

 

 

Ricostruzione della figura umana

 

 

 

 

 

 

Disegno della figura umana

 

 

 

 

 

 

Imitazione di posizioni

 

 

 

 

 

 

GROSSO MOTRICITA’

0

1

2

3

4

NOTE

coordinazioni cinetiche semplici

 

 

 

 

 

 

coordinazioni cinetiche

complesse

 

 

 

 

 

 

coordinazione oculo motorie

 

 

 

 

 

 

RAPPORTI SPAZIALI

0

1

2

3

4

NOTE

Sopra/Sotto

 

 

 

 

 

 

Destra/Sinistra

 

 

 

 

 

 

Vicino/Lontano

 

 

 

 

 

 

Dentro/Fuori

 

 

 

 

 

 

Abilità visuo- costruttive-APCM-2

 

 

 

 

 

 NOTE

Gesti simbolici-APCM-2

 

 

 

 

 

 

Abilità manuali- APCM- 2

 

 

 

 

 

 

TNP discriminazione

visuopercettiva

 

 

 

 

 

 

ORGANIZZAZIONE GRAFICA

0

1

2

3

4

NOTE

Impugnatura del mezzo grafico

 

 

 

 

 

 

Disegno libero

 

 

 

 

 

 

Tracciare una linea nei binari semplici e complessi

(labirinti)

 

 

 

 

 

 

TNP copia casa e orologio

 

 

 

 

 

 

 

Area logico-matematica

 

RAPPORTI TRA GLI OGGETTI

0

1

2

3

4

NOTE

Grande/Piccolo

 

 

 

 

 

 

Pesante/Leggero

 

 

 

 

 

 

Alto/Basso

 

 

 

 

 

 

Uguale/Diverso

 

 

 

 

 

 

BAFE triplette di cerchi 

 

 

 

 

 

NOTE

PRINCIPI IMPLICITI DEL CONTARE

0

1

2

3

4

NOTE

Corrispondenza biunivoca

 

 

 

 

 

 

Ordine stabile

 

 

 

 

 

 

Cardinalità

 

 

 

 

 

 

Esplorazione visiva e organizzazione spaziale

TNP conta in ordine sparso

 

 

 

 

 

 

LIVELLI EVOLUTIVI DELLA COMPETENZA NUMERICA

0

1

2

3

4

NOTE

Stringa di parole

 

 

 

 

 

 

Parole-numero con sequenza unidirezionale

 

 

 

 

 

 

La sequenza è riproducibile da un numero

qualsiasi della stessa

 

 

 

 

 

 

Le parole-numero sono entità distinte

 

 

 

 

 

 

La sequenza è usata come catena bidirezionale

 

 

 

 

 

 

SUBITIZING

0

1

2

3

4

NOTE

2-3 elementi

 

 

 

 

 

 

4-6 elementi

 

 

 

 

 

 

PENSIERO

GEOMETRICO

0

1

2

3

4

NOTE

Pre riconoscimento

 

 

 

 

 

 

Visivo

 

 

 

 

 

 

Descritto

 

 

 

 

 

 

USO CONVENZIONALE DEL

SEGNO

0

1

2

3

4

NOTE

Idiosincratico

 

 

 

 

 

 

Pittografico

 

 

 

 

 

 

Iconico

 

 

 

 

 

 

Simbolico

 

 

 

 

 

 

PRECURSORI DELLE ABILITA’ DI CALCOLO

0

1

2

3

4

NOTE

Riconoscimento di numeri scritti in codice

arabico

 

 

 

 

 

 

Scrittura di numeri in codice arabico

 

 

 

 

 

 

Confronto tra quantità

 

 

 

 

 

 

Comparazione tra numeri arabici

 

 

 

 

 

 

Ordine di grandezza

 

 

 

 

 

 

TNP calcolo implicito

 

 

 

 

 

 

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Attività di gioco

Attraverso le valutazioni utilizzate, abbiamo potuto individuare le abilità emergenti di ciascun soggetti nell’ambito visuo-spaziale e logico-matematico, queste sono diventate i nostri obiettivi per il trattamento.

Il nostro intervento ha avuto come obiettivo quello di potenziare le abilità visuo- spaziali per ottenere un miglioramento in ambito dei prerequisiti dell’apprendimento, in particolare quelli logico-matematici, più affini all’ambito neuropsicomotorio.

Il trattamento neuropsicomotorio è stato il nostro strumento, poiché, attraverso la scelta di attività e giochi interessanti e motivanti per i soggetti, abbiamo potuto sollecitare e sostenere lo sviluppo dei meccanismi che sono alla base degli apprendimenti, non limitandoci ad un insegnamento macchinoso ma sfruttando il divertimento come base per acquisire delle abilità. Sono state alternate attività con coinvolgimento globale del corpo e basate sul movimento e attività più strutturate di manualità fine svolte a tavolino, ma anche attività di problem solving, memoria e stimolazione dell’attenzione. Le attività scelte per ogni singolo soggetto, sono state ispirate dai loro repertorio di interessi, in modo che fossero il più motivanti e coinvolgenti possibile. Attraverso ogni gioco, non ci si è limitati a perseguire un singolo obiettivo, ma sono state stimolate più capacità contemporaneamente, in particolare in abito visuo-spaziale e logico matematico: ad esempio la costruzione e l’esecuzione del percorso neuropsicomotorio permette di lavorare contemporaneamente sulle coordinazioni cinetiche, regolazioni toniche, rapporti spaziali, conteggio, attenzione sostenuta, allerta tonica, allerta fasica.

Verranno qui di seguito elencate alcune delle attività utilizzate durante le sedute di trattamento ai fini del perseguimento degli obiettivi preposti:

  • Utilizzo di materiali come la pasta modellabile o bastoncini colorati per la rappresentazione di figure geometriche su imitazione di modello.

Utilizzo di materiali come la pasta modellabile o bastoncini colorati per la rappresentazione di figure geometriche su imitazione di modello.

  • Gioco dell’oca della scatola: ad ogni casella bisogna imitare ciò che è rappresentato nell’immagine (mettersi sopra, sotto, dentro, davanti alla scatola).
  • Costruzione di percorsi psicomotori per lo sviluppo delle coordinazioni cinetiche, regolazioni toniche dei rapporti spaziali, allerta tonica, allerta fasica, attenzione sostenuta, conteggio. Il bambino deve progettare, costruire ed eseguire il percorso. Alcune volte è stato associato anche il disegno di alcune parti del percorso scelte dal bambino, per lavorare sulle abilità grafomotorie e visuo-spaziali.

Costruzione di percorsi psicomotori per lo sviluppo delle coordinazioni cinetiche, regolazioni toniche dei rapporti spaziali, allerta tonica, allerta fasica, attenzione sostenuta, conteggio. Il bambino deve progettare, costruire ed eseguire il percorso. Alcune volte è stato associato anche il disegno di alcune parti del percorso scelte dal bambino, per lavorare sulle abilità grafomotorie e visuo-spaziali.

  • Utilizzo di tavolette visuo-spaziali a quattro, sei e otto quadranti in cui posizionare uno o due palline colorate nel quadrante corrispondente.

Utilizzo di tavolette visuo-spaziali a quattro, sei e otto quadranti in cui posizionare uno o due palline colorate nel quadrante corrispondente.

  • Otto il maialotto: il bambino deve tirare il dado colorato e prendere il panino del colore corrispondente, girarlo, leggere il numero scritto dietro al panino, darlo da mangiare al maialotto e poi schiacciarlo tante volte quante erano scritte dietro al panino per fargli gonfiare la pancia e farla scoppiare.
  • Gioco dell’Elefun, un elefantino elettronico che fa volare le farfalle. Il bambino deve spostarsi nella stanza e prendere le farfalle con il retino da contare in un secondo momento e riportare il risultato sulla lavagna con numeri magnetici.

Gioco dell’Elefun, un elefantino elettronico che fa volare le farfalle. Il bambino deve spostarsi nella stanza e prendere le farfalle con il retino da contare in un secondo momento e riportare il risultato sulla lavagna con numeri magnetici.

  • Utilizzo di tavolette con chiodini colorati da mettere nella stessa sequenza di colori oppure utilizzate per costruire linee orizzontali, verticali o figure geometriche semplici.

Utilizzo di tavolette con chiodini colorati da mettere nella stessa sequenza di colori oppure utilizzate per costruire linee orizzontali, verticali o figure geometriche semplici.

  • Utilizzo della tavoletta con fori. Il bambino sceglie il personaggio da applicare e deve passare il filo sopra e sotto ad esso per posizionarlo nella corretta posizione.

Utilizzo della tavoletta con fori. Il bambino sceglie il personaggio da applicare e deve passare il filo sopra e sotto ad esso per posizionarlo nella corretta posizione.

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Strumenti

In ogni attività proposta, il bambino doveva utilizzare il proprio sistema di Comunicazione Aumentativa Alternativa per comunicare e richiedere. In questo paragrafo verranno descritti i sistemi utilizzati nello studio.

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Mind Express

È un programma multimediale che consente di sviluppare vocabolari, esercitazioni personalizzate ed esercizi per la comunicazione a scopo terapeutico ed educativo. Questi giochi o attività sono costruiti come tabelle di comunicazione, cioè dei file che contano uno o più pagine di Mind Express.

Con questo sistema di comunicazione è possibile insegnare semplici e basilari attività comunicative. È possibile esercitare abilità come ad esempio il riconoscimento dei colori, l’aritmetica, la lettura, oppure si può utilizzare Mind Express per costruire giochi didattici. Le possibilità sono praticamente infinite. Il Mind Express può offrire anche di più: può essere di grande aiuto nella difficile ricerca di un adeguato sistema di comunicazione. È possibile utilizzarlo per cercare e sperimentare un vocabolario adeguato, ovvero l’insieme ottimale di simboli. Ciascun individuo può dunque costruirsi, passo per passo, il proprio sistema di comunicazione. La flessibilità del software consente di variare il sistema seguendo la maturazione dell’individuo, è uno strumento con una vasta gamma di possibili applicazioni, garantendo diverse soluzioni alternative per la creazione di attività con finalità e contenuti diversi. Mind Express opera nel sistema operativo Windows in cui le interfacce sono semplici ed intuitive. È possibile utilizzarlo con i seguenti sistemi di input:

  • Trackball
  • Touch screen
  • Joystick o sensore multiplo
  • Scansione con uno o due sensori
  • Haedtracking (puntamento con il capo)
  • Eyetracking (puntamento oculare)

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Alospeak

ALOSpeak è un software touch-screen ideato per facilitare e migliorare la comunicazione in tutte quelle persone che presentano difficoltà ad utilizzare i più comuni canali comunicativi (linguaggio orale e scrittura). La grafica e la struttura algoritmica sono stati studiati per ovviare a deficit attentivi e mnemonici e permettere di esprimere con facilità bisogni, desideri e stati d’animo.

È un software basato sulla reggenza, cioè, il fenomeno per cui la presenza di una determinata parola in un sintagma (unità formate da sequenze linearmente ordinate in cui si dispongono le singole parole) impone ad altre parole di quel sintagma di prendere una forma determinata: un modo del verbo o una preposizione specifica.

È facilmente personalizzabile: il vocabolario fornito può essere sostituito da fotografie ed immagini personali. Le istruzioni di configurazione sono state strutturate per permettere a tecnici e caregiver un’immediata adattabilità alle caratteristiche cliniche della persona e ridurre al minimo i tempi per l’utilizzo ottimale del software.

Può risultare utile per persone con disturbi dello spettro autistico, deficit cognitivi, disturbi del linguaggio, afasia che quindi presentano difficoltà comunicative. Il linguaggio nelle disabilità può essere assente e possono verificarsi difficoltà semantiche e sintattiche sommate a difficoltà attentive e di discriminazione, alospeak permette di ovviare a queste difficoltà riproducendo il linguaggio parlato utilizzando le immagini, è completamente personalizzabile e di immediato utilizzo favorendo l’introiezione di regole sintattiche (comprensione e utilizzo degli elementi sintattici del linguaggio) e competenze semantiche (implemento del numero di parole conosciute

della persona, facilitando la comprensione di concetti, parole e significati che queste rappresentano, più specificamente permette:

  • La costruzione della frase in base al genere dell’utente
  • La coniugazione dei verbi in base alla persona e al genere
  • La guida alla costruzione sintattica della frase
  • La sintesi Vocale Integrata
  • La configurabilità dimensionamento immagini
  • La customizzazione del dizionario
  • La customizzazione del reticolo logico sintattico

Il funzionamento di alospeak parte dai bisogni specifici del soggetto per la costruzione della frase, questo processo viene chiamato Runtime:

  • Scelgo il soggetto;
  • Scelgo l’azione (alospeak aiuta a restringere il campo di ricerca ai vocaboli coerenti con l’azione che si vuole fare);
  • Scelgo il complemento (alospeak aiuta a restringere il campo di ricerca ai vocaboli coerenti con il complemento scelto);
  • Posso specificare
  • Posso essere ancora più specifico “Io vado a casa con i genitori in autobus”

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Tabelle comunicative

Una tabella è un insieme strutturato di rappresentazioni, ha lo scopo di permette una comunicazione condivisa e comprensibile con i partner comunicativi, permette alla persona non parlante di andare oltre il concreto e di esprimere direttamente bisogni, sentimenti, pensieri.

Esistono differenti tipi di tabelle:

  • Tabelle minime: sono formate solo da pochi simboli (due o tre), sono strettamente legate al contesto e la conoscenza dei simboli è data dall’uso costante.
  • Tabelle a scelta multipla: permettono di aumentare le possibilità di scelta, facilitano il passaggio dagli oggetti alle rappresentazioni. Nella maggior parte dei casi sono con foto o simboli e consentono la scelta anche tra elementi non materiali (es. canzoni). Sono un passaggio importante verso le tabelle a tema.
  • Tabelle a tema: si differenziano dalle tabelle di scelta multipla perché oltre ad “oggetti” includono azioni, sentimenti, commenti, sono riferite ad un’attività specifica e quindi hanno un vocabolario specifico relativo all’attività stessa. Devono essere “su misura” per ogni bambino e per ogni attività e permettono al bambino di partecipare attivamente.
  • Tabelle a cascata: sono formate da una tabella a scelta multipla che si sviluppa con un insieme di tabelle a tema concatenate in successione. Ad esempio, scelta del gioco, cosa fare con quel gioco, sviluppare il gioco scelto.
  • Tabella principale: è utilizzabile in tutti i contesti, è di uso generale, contiene informazioni essenziali sul bambino. È accattivante, immediata, chiara e concisa, ordinata ed organizzata (colori, diverse rappresentazioni). Il vocabolario deve essere adattabile e generalizzabile a diverse situazioni, modificabile e sostituibile. La forma può essere rigida, morbida o in tessuto.

Le tabelle comunicative contribuiscono ad aumentare la competenza comunicativa e l’interazione sociale del bambino, ed in modo significativo anche la sua comprensione linguistica. Le tabelle comunicative vengono costruite seguendo i seguenti criteri:

  • Devono essere costruite su misura per ogni singolo bambino.
  • Devono essere sempre a disposizione del bambino: “sono la sua bocca”.
  • Devono essere sempre aggiornate in relazione alle esperienze e alle evoluzioni comunicative del bambino.
  • Devono includere: vocabolario specifico (per quel bambino, per quella situazione), parole per “fare conversazione” (“Small talk”) e parole d’uso più frequente (core vocabulary).

Le tabelle devono essere costruite su misura per ogni bambino considerando il sistema rappresentazionale, il vocabolario e contenuti, le modalità d’accesso (indicazione diretta, scansione…), la forma, il supporto, le dimensioni (della tabella, dei simboli…), la struttura, la spaziatura (simboli ravvicinati, distanziati, con spazi

vuoti..) e la presenza e possibilità costante d’uso (posizionamento su carrozzina, trasporto…) in relazione alle specifiche necessità motorie, visive, cognitive, del contesto.

I simboli utilizzati nelle tabelle comunicative possono essere:

  • Simboli tangibili (oggetti, miniature, parti di oggetti).
  • Simboli gestuali (gesti codificati o linguaggi di gesti, LIS).
  • Simboli rappresentazionali (fotografie, simboli grafici, insiemi di simboli, sistemi di simboli, parole scritte, lettere).

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PECS (Picture Exchange Comunication System)

Il sistema PECS (Picture Exchange Comunication System): questo metodo è stato sviluppato a partire dal 1985 e si basa sui principi del metodo ABA e sul Verbal Behaviour di Skinner. È una strategia che si basa sulla comunicazione attraverso lo scambio, inizialmente, di una singola immagine PECS e successivamente di una striscia costituita da diverse immagini che compongono una frase. Le immagini PECS sono costituite sul fronte dal simbolo e sul retro da un prezzo di velcro; sono contenute all’interno di un quaderno anche esso composto da pagine con strisce di velcro su cui vengono posizionati i simboli per frasi in modo che il bambino possa staccare le immagini e scambiarle con il suo partner comunicativo.

Il mezzo usato per insegnare l’atto comunicativo è il rinforzo che inizialmente si presenta sempre disponibile, intendendo con rinforzo qualunque risposta che, facendo seguito a un comportamento, ne determina un aumento della frequenza nel tempo e pertanto mantiene il comportamento. Si chiede così al bambino di compiere un’azione già acquisita e si dà subito il rinforzo che può essere, prevalentemente, sociale o tangibile. Inoltre, i rinforzi vengono definiti dal soggetto, in quanto si tiene in considerazione ciò che piace e che motiva il bambino poi si cerca di espandere il tipo di rinforzo. Secondo il metodo le basi di questo tipo di comunicazione prevede di creare ambienti educativi dove la possibilità di apprendimento di abilità comunicative funzionali sono alte; creare molte opportunità comunicative all’interno di ambienti concreti contenenti materiali interessanti ed attività utili; scoprire cosa è probabile che un soggetto voglia nel corso delle varie attività ; fare in modo che l’oggetto desiderato scompaia abbastanza a lungo in modo che il bambino comincia a volerlo o ad averne bisogno; organizzare l’ambiente affinché gli oggetti desiderati non siamo fisicamente raggiungibili.

Un ulteriore obiettivo da tenere in considerazione è la generalizzazione, ossia il bambino una volta acquisite le varie competenze per questo tipo di comunicazione, deve essere in grado di comunicare con diversi partner comunicativi e in diversi ambienti.

Il sistema PECS prevede sei fasi di insegnamento:

  • Prima fase: Il bambino impara inizialmente a comunicare per ottenere risultati tangibili poiché questi sono i rinforzi più efficaci; in questa fase si insegna a fare richieste, con l’obiettivo dell’iniziativa da parte del soggetto; per cui è il bambino che deve incominciare la comunicazione. Si utilizza una sola immagine alla volta in quanto la discriminazione delle immagini non è un prerequisito. Le persone coinvolte in questo step sono tre: il bambino, il partner comunicativo che è la persona a cui viene indirizzata la richiesta e il prompter (aiuto). Nelle prime fasi il prompt è fondamentale per educare il bambino all’utilizzo dei PECS. Il prompt è l’aiuto fornito, che può essere di tipo fisico, verbale, gestuale o visivo e che deve essere gradatamente eliminato. Le mansioni del prompter sono quelle di: aspettare che il bambino prende l'iniziativa, fornire prompt fisici per prendere l’immagine, porgerla al partner comunicativo e rilasciarla senza interagire col bambino e dare rinforzi. Il ruolo delle partner comunicativo è di attrarre il bambino, consegnare entro mezzo secondo l’oggetto e dire il nome dell’oggetto mentre lo prende. Inoltre, affinché il bambino consegni l’immagine è importante che il partner comunicativo tenga la mano aperta, ma non deve essere mostrata prima che il bambino prenda iniziativa e deve essere ridotta via via. Una volta che il bambino ha preso l’iniziativa, gli si insegna la risposta motoria: prendere l’immagine, allungarsi verso l’interlocutore e rilasciare L’immagine. Per educarlo a ciò si utilizza la procedura del prompt a due con concatenamento retrogrado, ossia la sequenza di comportamenti viene insegnata rinforzando la condizione dell’ultimo passo, poi del penultimo e così via. Questo perché il comportamento temporalmente vicino al ricevere il rinforzo è quello più facilmente appreso. In questa prima fase, il bambino sceglie e prende un gioco, il partner comunicativo prende il simbolo dell’oggetto; successivamente il partner comunicativo riprende l’oggetto e quando il bambino tende a riprenderlo il partner comunicativo apre la mano secondo il gesto del dammi e il bambino viene aiutato a dare l’immagine; appena il bambino rilascia l’immagine il partner comunicativo consegna l’oggetto. Per stabilire il criterio di acquisizione di tale fase è necessario che vi sia stato lo scambio indipendente per almeno 3-5 rinforzi con due o più partner comunicativi in almeno due ambienti.
  • Seconda fase: viene definita “distanza e insistenza”. L’obiettivo principale di questa fase è la persistenza nonostante gli ostacoli; non viene ancora insegnata la discriminazione di immagini, ma è importante che il bambino abbia il suo quaderno PECS. Il bambino viene addestrato ad andare dal partner comunicativo, ad arrivare al quaderno, a giungere da entrambi e infine a spostarsi da un ambiente all’altro. Questa fase prevede che al bambino sia insegnato a chiamare il partner comunicativo quando questo è girato, a portarsi dietro il quaderno, anche in altri ambienti e fare richieste dell’attività di gruppo. Un fattore importante di questa fase è il contatto oculare; infatti, a mano a mano che il partner comunicativo si sposta sempre più lontano dal bambino, comincia anche a porsi di schiena rispetto al soggetto, fingendo di non prestargli attenzione. Il prompter fisico aiuta il bambino a toccare la spalla del partner comunicativo che si volta verso di noi. Il bambino consegna all’immagine ed apprende che deve avere l’attenzione, ossia il contatto oculare del partner comunicativo per poter comunicare in modo efficace. La fase può essere definita acquisita quando il bambino è in grado di attraversare la stanza per arrivare al partner comunicativo e dal quaderno e quando si utilizzano 5-10 rinforzi.
  • Terza fase: è nominata “discriminazione”. L’obiettivo è la scelta tra varie immagini da parte del bambino. Si incomincia con due immagini. È necessario considerare che la motivazione per scegliere il simbolo giusto è il fatto di ottenere l’oggetto desiderato e di evitare quello che non piace, perciò si comincia con un oggetto che non piace e uno preferito. La nuova abilità è scegliere, si attira il bambino, senza parlare, con due oggetti, il quaderno e il partner comunicativo rimangono vicine al bambino. Se la scelta è corretta si dà immediatamente il rinforzo sociale positivo, dicendo “bravo”; dopo uno scambio corretto il partner comunicativo sposta i simboli e se il bambino scambia l’immagine del distrattore il partner comunicativo consegna il distrattore, se comincia a giocarci allora è necessario cambiarlo. Quando alla consegna delle distrattore il bambino reagisce negativamente allora si sposta alla correzione di quattro passi: Il partner comunicativo deve indicare il simbolo giusto dire il nome dell’oggetto, il promoter aiuta il bambino a scambiare l’immagine giusta, il partner comunicativo loda il bambino senza dare l’oggetto e il partner comunicativo deve indicare il simbolo giusto dire il nome dell’oggetto, il promoter aiuta il bambino a cambiare l’immagine giusta, il partner comunicativo loda il bambino senza dare l’oggetto e successivamente si ripete la sequenza. Il criterio di acquisizione è dato dallo scambio corretto nell’80% dei casi usando vari simboli di rinforzi e vari simboli per i distrattori. Una volta raggiunto ciò, si effettua la discriminazione tra vari simboli di oggetti preferiti. Questa sequenza fa parte sempre della terza fase. In questa sotto fase non viene dato l’oggetto di rinforzo e si propongono entrambi gli oggetti e si vede se, dopo aver consegnato il simbolo, il bambino prende realmente l’oggetto corrispondente. Si mostrano al bambino contemporaneamente entrambi gli oggetti, il quaderno e il partner comunicativo rimangono vicini al bambino, si aspetta che il soggetto scambi il simbolo, si offrono gli oggetti e si lascia che il bambino prenda l’oggetto corrispondente al simbolo. Si loda il bambino quando comincia a dirigere la mano verso l’oggetto giusto, se invece, cerca di prendere l’oggetto che non corrisponde al simbolo dato si blocca e si corregge con i quattro passi come precedentemente elencato. L’acquisizione si ha quando il bambino riesce a discriminare tra cinque simboli. Inoltre, è importante che il bambino cerchi all’interno del quaderno diversi simboli che verranno posizionati sia per categoria che per frequenza di richiesta di attività.
  • Quarta fase: prevede l’introduzione dei verbi a iniziò frase e si insegna a scambiare una striscia. La sequenza della struttura frase è caratterizzata da: Togliere il simbolo “voglio” e posizionarlo sulla striscia (anche se questo inizialmente viene già presentato sulla), togliere il simbolo del rinforzo e porlo sulla striscia per frasi ed infine togliere e scambiare la striscia. Quando il bambino porge la striscia al partner comunicativo, quest’ultimo deve leggere velocemente la striscia indicando i simboli e consegnare immediatamente l’oggetto. Successivamente si insegnerà al soggetto ad indicare i simboli mentre il partner comunicativo legge la striscia ed introdurre anche delle pause a dilatazione costante, per incoraggiare il linguaggio. Solo in seguito vengono introdotti anche gli attributi che serviranno a descrivere meglio il rinforzo voluto dal bambino.
  • Quinta fase: è caratterizzata dalla domanda “cosa vuoi?”. Si pone la domanda al bambino e allo stesso tempo si indica il simbolo “voglio”, a poco a poco si aumenta l’intervallo di tempo tra la domanda e l’indicazione del simbolo. In questa fase che continua ad insegnare abilità funzionali che sono utili al bambino e si continua per progredire verso le abilità di commento, previste e poi nella sesta fase. In questa fase, inoltre i soggetti dovranno imparare due nuove abilità: rispondere a una domanda e successivamente commentare. È importante continuare a rinforzare ogni risposta corretta sia verbalmente che in modo tangibile; si utilizza la strategia del prompt a dilatazione ed è necessario creare opportunità per rispondere alla domanda “cosa vuoi” per fare richiesta spontanee.
  • Sesta e ultima fase: include commenti. Insegna al bambino a rispondere a una domanda di commento tipo “cosa vedi?”, “che cos’è?”, “cosa senti?”. L’obiettivo della sesta fase è che il bambino sappia dimostrare l’abilità di fare commenti, sia spontanei che in risposta a domande, ma è opportuno cominciare da rispondere a semplici domande per giungere solo alla fine al commento spontaneo. Anche in quest’ultima fase è necessario rinforzare ciascun atto comunicativo, sia con rinforzo sociali che tangibili ed è opportuno utilizzare la strategia del prompt a dilatazione. Affinché il bambino faccia richieste o commenti nel corso di attività funzionali bisogna creare un minimo di 30 opportunità al giorno ed è indispensabile usare le strategie di training sulla discriminazione per insegnare al bambino a discriminare tra immagini di verbi di inizio frase diversi.

L’utilizzo di questo mezzo comunicativo fa sì che vi sia comunque la comparsa del linguaggio verbale, laddove possibile, grazie all’incrementi del vocabolario visivo, in

quanto il simbolo agisce da “tramite simbolico” verso la parola. Inoltre, una volta che il bambino avrà acquisito il completo utilizzo dei PECS non avrà necessità di facilitatori dato che i simboli visivi sono altamente condivisibili, poiché universali;

ma in questo processo è necessario coinvolgere altri bambini come partner comunicativi ed incrementare la spontaneità e l’intenzionalità. È da tenere anche in considerazione che l’utilizzo di questo strumento comunicativo permette la diminuzione dei comportamenti problema.

INDICE

Risultati

In questo paragrafo sono riportati, caso per caso, i risultati dello studio.

In particolare, per ogni caso, sono state inserite le descrizioni dei bambini a T1, dopo l’effettuazione del trattamento e a distanza di circa 6 mesi dalla prima valutazione (T0) e i grafici di confronto dei risultati dei test utilizzati per la valutazione a T0 e a T1, nello specifico:

  • APCM-2
  • TNP
  • BAFE
  • Scala ABAS-II protocollo 0-5 anni e 5-21 anni per genitore/caregivers (nei grafici sono stati riportati i punteggi grezzi, per evidenziare le differenze tra i soggetti e rendere visibile il confronto T0-T1, poiché risultano tutti al di sotto del 1° percentile)
  • Assessment Criteriale

Caso 1 F. C.

Dal grafico di confronto della scala ABAS-II emerge un miglioramento in tutte e tre le aree che sono state analizzate, nello specifico si sono riscontrati netti miglioramenti nella gestione delle emozioni e nella relazione sia con gli adulti che con i pari. Durante l’ultimo periodo di trattamento F. dimostra di affrontare in modo più sereno e tranquillo il distacco dalle figure di riferimento, ha imparato ad esprimere le sue difficoltà ed i suoi bisogni tramite il sistema di comunicazione aumentativa alternativa Mind Express, si è riscontrato anche un miglioramento nell’espressione verbale che rende più semplice comprendere i suoi bisogni. A causa di un guasto il Mind Express è stato portato in assistenza per circa un mese e come supporto durate le sedute di trattamento è stato fornito Alospeak, F. si è adattato senza nessuna difficoltà al cambiamento di sistema di comunicazione, dimostrando di saperlo utilizzare in modo funzionale, ricercando in modo spontaneo il tablet per comunicare senza bisogno di supporto per la costruzione della frase ma solo per l’ampliamento di essa, quando gli vengono poste delle domande prima cerca di rispondere tramite linguaggio verbale, se non viene capito allora cerca il tablet per rendere chiara la sua risposta.

Per quanto concerne le abilità manuali e le abilità prassico costruttive, come emerge dal grafico di confronto T0-T1 esse sono notevolmente migliorate, in particolare è migliorata l’accuratezza con cui vengono svolte le prassie, strettamente legate alle difficoltà motorie dovute a problematiche cerebellari. Anche i prerequisiti logico- matematici sono migliorati come si evince dai risultati ottenuti dal test TNP, in particolare negli item “conta in ordine sparso” e “calcolo implicito”. Nello specifico sono migliorate le capacità di controllo inibitorio che hanno reso stabile il conteggio, sono stati acquisiti i principi impliciti del contare, in particolare la cardinalità, con lieve aiuto inizia a riprodurre la sequenza di numeri da un numero qualsiasi della stessa e a scrivere i numeri in codice arabico. Dal grafico del TNP emerge la difficoltà che il bambino ha nella grafomotricità, come si può verificare dalle prove di copia da modello che nonostante siano migliorate rimangono al di sotto del valore normativo stimato in base all’età. Per quanto concerne la valutazione effettuata tramite l’assessment criteriale, si riscontra un miglioramento in tutte le aree, alcune abilità emergenti a T0 sono state acquisite a T1 come i rapporti spaziali, i rapporti tra gli oggetti, l’impugnatura del mezzo grafico e la localizzazione di strutture corporee.

L’item “triplette di cerchi” estratto dal test BAFE è stato somministrato qualitativamente in quanto il soggetto non rientra nelle fasce d’età previste dal test, ottenendo il massimo del punteggio a T0 e T1 come visibile dalla tabella qui di seguito riportata.

APCM-2 caso 1: T1 - Grafico di confronto APCM-2 T0-T1 caso 1

TNP caso 1: confronto T0-T1 - Scala ABAS-II caso 1: confronto T0-T1

Assessment criteriale caso 1: confronto T0-T1

BAFE caso 1: T0

BAFE caso 1: T1

Punteggio

 

grezzo

Triplette di

 

cerchi

Punteggio

 

grezzo

Triplette di

 

cerchi

6

99

6

99

5

17

5

17

4

8

4

8

3

4

3

4

2

4

2

4

1

2

1

2

0

2

0

2

T0

T1

 

Caso 2 L. B.

Per un periodo di circa tre mesi a causa di problematiche familiari i comportamenti problema di L. si sono amplificati, rifiutandosi di svolgere le attività proposte correndo nella stanza e buttandosi a terra. È stato fornito come sistema di comunicazione aumentativa alternativa Alospeak, che inizialmente non viene utilizzato in modo funzionale, è stato necessario utilizzare un prompt fisico per la scelta delle attività tramite il tablet. Dopo un periodo di circa un mese L. utilizza il tablet per richiedere i suoi giochi preferiti e all’interno delle attività per richiedere gli oggetti. Spontaneamente non è presente l’intenzionalità comunicativa, emerge in situazione più strutturata. Prima dell’introduzione del software di comunicazione Alospeak, L. utilizzava il metodo PECS.

Soprattutto durante le ultime sedute di trattamento L. si è dimostrato molto più collaborante, rimanendo seduto a tavolino per tempi prolungati, nelle attività grosso- motorie invece risulta difficile il mantenimento dell’attenzione e lo svolgimento delle attività.

Dal grafico di confronto T0-T1 del test TNP emergono le difficoltà grafomotorie del soggetto, non risulta possibile l’effettuazione di un disegno su copia da modello, il soggetto esegue uno scarabocchio circolare; è stata acquisita la costanza nella forma come visibile dall’item “discriminazione visuopercettiva”, dal punto di vista dei principi impliciti del contare è presente la corrispondenza biunivoca, l’ordine stabile, non ancora acquisita la cardinalità come visibile dai risultati dell’item “conta in ordine sparso”. Non è stata possibile la somministrazione (qualitativa, poiché il soggetto non rientra nelle fasce d’età previste dal test) dell’item del test BAFE “triplette di cerchi” per le problematiche di comprensione. Per quanto riguarda le abilità manuali, i gesti simbolici e le abilità prassico-costruttive estratte dal test APCM-2 sono rimaste invariate a T0 e T1. Dalla valutazione effettuata tramite assessment criteriale si riscontra un lieve miglioramento in tutte le aree, alcune abilità non presenti a T0 sono state acquisite a T1 quali il concetto di grande e piccolo, uguale e diverso, altre abilità sono lievemente migliorate come ad esempio le capacità di imitazione di posizioni, la prensione del mezzo grafico ed è presente un accenno del disegno della figura umana. In merito alla valutazione tramite scale ABAS-II per il comportamento adattivo, i punteggi nelle aree della socializzazione e dell’autocontrollo risultano invariati a T0 e T1 mentre si riscontra un lieve miglioramento nella subscala della comunicazione.

APCM-2 caso 2: T1 - Grafico di confronto APCM-2 T0-T1 caso 2

TNP caso 2: confronto T0-T1 - Scala ABAS-II caso 2: confronto T0-T1 - Assessment criteriale caso 2: confronto T0-T1

 

Test BAFE: non somministrabile.

 

Caso 3 L. B.

Prima dell’introduzione del software di comunicazione Alospeak, L. utilizzava il metodo PECS. L’uso del nuovo programma, Alospeak, l’intenzionalità comunicativa e l’espansione della frase risultano migliorate, quando entra in stanza L. non riferisce più di essere stanco e di non voler svolgere nessuna attività, ma ricerca attivamente il tablet per proporre giochi a lui graditi. L. attraverso il tablet dimostra la capacità di raccontare avvenimenti della sua vita quotidiana, per lui difficoltoso utilizzando il linguaggio espressivo, nonostante questo risulti maggiormente intellegibile. Dalla valutazione tramite assessment criteriale a T1 si riscontra l’acquisizione di abilità emergenti a T0 come ad esempio la cardinalità, altre risultano invece migliorate nel periodo che intercorre tra T0 e T1 come ad esempio la conoscenza dei concetti spazio- temporali e la scrittura di numeri in codice arabico, risulta notevolmente migliorata l’area comunicativo-relazionale, in particolare, la turnazione, la capacità di descrizione e di esprimere le proprie difficoltà.

Come è visibile anche dal grafico di confronto T0-T1 della scala ABAS-II utilizzata per l’indagine del comportamento adattivo si riscontra un miglioramento in tutte e tre le aree prese in esame, in particolare nell’area dell’autocontrollo in quanto risulta aumentata la tolleranza alla frustrazione e l’impegno nelle attività non gradite.

Abilità manuali, gesti simbolici e abilità prassico costruttive rimangono al di sotto del 50° percentile nonostante siano migliorate come visibile dal grafico qui sotto. Per quanto concerne il test TNP, come emerge dal grafico, è stato raddoppiato il punteggio nell’item “conta in ordine sparso” in quanto è stata acquisita la cardinalità, inoltre, si riscontra maggior accuratezza nel disegno come visibile dal punteggio dell’item “copia orologio”.

L’item triplette di cerchi estratto dal test BAFE è stato somministrato qualitativamente in quanto il soggetto non rientra nelle fasce d’età previste dal test.

APCM-2 caso 3: T1 - Grafico di confronto APCM-2 T0-T1 caso 3 - TNP caso 3: confronto T0-T1

Scala ABAS-II caso 3: confronto T0-T1 - Assessment criteriale caso 3: confronto T0-T1

BAFE caso 3: T0

BAFE caso 3: T1

Punteggio

 

grezzo

Triplette di

 

cerchi

Punteggio

 

grezzo

Triplette di

 

cerchi

6

99

6

99

5

17

5

17

4

8

4

8

3

4

3

4

2

4

2

4

1

2

1

2

0

2

0

2

T0

T1

 

Caso 4 M. B.

I comportamenti problema e l’atteggiamento oppositivo-provocatorio risultano notevolmente diminuiti, sono messi in atto solo verso la fine della seduta di trattamento. M. si dimostra propositiva, ha iniziato a proporre semplici attività legate ai suoi interessi e partecipa di buon grado alle attività proposte.

È stato fornito il software di comunicazione aumentativa alternativa Alospeak, da subito è stato utilizzato in modo funzionale per richiedere il gioco desiderato, inizialmente con prompt fisico, M. lo ricerca all’interno dello svolgimento delle attività per effettuare delle richieste (cubetto blu, cubetto rosso), solo verso la fine della seduta di trattamento quando l’attenzione cala M. utilizza il tablet in modo ripetitivo senza intenzionalità comunicativa. Dalla valutazione tramite assessment criteriale si evince un lieve miglioramento nelle aree comunicativo-relazionale, visuo-spaziale e motoria e logico-matematica, nello specifico si è verificato un miglioramento per quanto concerne i rapporti spazio-temporali, i rapporti tra gli oggetti e nella grafomotricità. Nei subtest estratti dall’APCM-2 c’è stato un miglioramento nelle abilità manuali e nei gesti simbolici mentre gli item delle abilità prassico-costruttive non è stato possibile somministrarli né a T0 né a T1. Dal grafico di confronto T0-T1 del test TNP emerge il miglioramento in area logico-matematica come visibile dai punteggi degli item “conta in ordine sparso” e “calcolo implicito”, nello specifico sono stati acquisiti i principi impliciti del contare e il colpo d’occhio a 4 e 6 elementi, dal grafico emerge anche un miglioramento del disegno su copia da modello, soprattutto nella copia dell’orologio. In merito al comportamento adattivo valutato tramite la scala ABAS-II, emerge un lieve miglioramento nella subscala della comunicazione mentre per le subscale socializzazione e autocontrollo il punteggio è rimasto invariato a T0 e T1, ciò nonostante durante le sedute di trattamento si è verificato un lieve miglioramento dal punto di vista dell’autocontrollo. Non è stata possibile la somministrazione dell’item “triplette di cerchi” estratto dal test BAFE.

Gli item scelti dai test APCM-2, BAFE, TNP, sono stati somministrati qualitativamente poiché il soggetto non rientra nelle fasce d’età previste dai test.

APCM-2 caso 4: T1

Grafico di confronto APCM-2 T0-T1 caso 4 - TNP caso 4: confronto T0-T1 - Scala ABAS-II caso 4: confronto T0-T1

Assessment criteriale caso 4: confronto T0-T1

 

Test BAFE: non somministrabile.

 

Caso 5 M. Q

Dalla somministrazione dell’assessment criteriale si evince un lieve miglioramento nell’area comunicativo-relazionale, delle funzioni cognitivo-esecutive, visuo-spaziale e motoria, nello specifico i correlati comportamentali dell’intersoggettività attenzione congiunta ed imitazione e l’attenzione selettiva. Nel grafico di confronto T0-T1 della scala ABAS-II per il comportamento adattivo si riscontra un lieve miglioramento in tutte e tre le subscale somministrate. M. utilizzava come sistema di comunicazione aumentativa alternativa il PECS, era in fase di acquisizione la prima fase con prompt fisico, ma i simboli plastificati venivano utilizzati come mezzo per la stimolazione tattile ed orale, si è quindi deciso di fornire il software di comunicazione aumentativa alternativa Alospeak, con cui non si sono più verificate tali problematiche. L’interfaccia del tablet è stata semplificata utilizzando immagini più grandi e ponendo

un solo soggetto, un verbo e una scelta tra due oggetti; inizialmente è stato necessario utilizzare un prompt fisico, tuttora a causa delle difficoltà nell’attenzione focalizzata e nella coordinazione occhio-mano, associate all’ipotonia globale del soggetto, che non permette l’attivazione del touch, risulta necessario aiutare M. nella selezione dell’immagine. Attualmente l’uso dell’Alospeak è limitato alla scelta tra un gioco gradito e uno non gradito.

In merito alla scala ABAS-II utilizzata per l’indagine del comportamento adattivo, è stato scelto di utilizzare il protocollo 0-5 anni invece di utilizzare quello 5-21 anni corrispondente all’età cronologica del soggetto, poiché le abilità richieste in quest’ ultimo risultavano troppo complesse per le competenze di M., totalizzando un punteggio grezzo di 0 a T0 e T1; non sarebbe stato possibile quindi evidenziare un miglioramento anche se lieve.

Gli items scelti dai test TNP, BAFE, APCM-2, sono risultati non somministrabili.

Scala ABAS-II caso 5: confronto T0-T1

Assessment criteriale caso 5: confronto T0-T1

 

Caso 6 A. P.

Dalla valutazione tramite assessment criteriale emerge un miglioramento in tutte le aree analizzate, in particolare l’area comunicativo relazionale e logico-matematica, nello specifico è stata acquisita la turnazione stabile con tre soggetti, la capacità di descrivere oggetti e immagini, linguaggio espressivo maggiormente intellegibile, la capacità di rievocare avvenimenti della vita quotidiana; si riscontra inoltre maggior comprensione delle richieste. Come supporto alla comunicazione sono stati utilizzate le tabelle di comunicazione soprattutto nelle attività a componente logico-matematica e visuo-spaziale, rappresentanti rapporti spaziali e tra gli oggetti. Abilità manuali, gesti simbolici e abilità prassico costruttive risultano al di sopra del 50° percentile. Dal grafico di confronto T0-T1 del test TNP emerge uno sviluppo delle capacità grafomotorie, come visibile dal punteggio dell’item “copia orologio” mentre l’item “copia casa” non risulta ancora somministrabile poiché non è ancora presente il disegno del quadrato con modello, è stata acquisita la cardinalità e la stringa di parole con ordine stabile fino al 15 come evidenziato dal punteggio dell’item “conta in ordine sparso”, il soggetto inizia a riconoscere i numeri scritti in codice arabico. La valutazione del comportamento adattivo effettuata tramite la scala ABAS-II evidenzia un leggero miglioramento dal punto di vista della socializzazione e dell’autocontrollo. La flessibilità attentiva si è notevolmente sviluppata, soprattutto nell’ultimo periodo di trattamento, infatti come emerge dalla tabella del test BAFE dell’item “triplette di cerchi” questo non è stato somministrabile a T0 ma a T1 A. ha ottenuto il massimo punteggio.

APCM-2 caso 6: T1 - Grafico di confronto APCM-2 T0-T1 caso 6

TNP caso 6: confronto T0-T1 - Scala ABAS-II caso 6: confronto T0-T1 - Assessment criteriale caso 6: confronto T0-T1

BAFE caso 6: T0

BAFE caso 6: T1

Punteggio

 

grezzo

Triplette di

 

cerchi

Punteggio

 

grezzo

Triplette di

 

cerchi

6

99

6

99

5

17

5

17

4

8

4

8

3

4

3

4

2

4

2

4

1

2

1

2

0

2

0

2

T0

T1

 

Caso 7 P. C.

Si riscontrano ancora difficoltà nel distacco dalle figure di riferimento, P. molte volte piange prima di entrare nella stanza, tende a calmarsi solo quando viene proposto il gioco delle macchinine, di cui sono state ampliate le sequenze, chiede molte volte durante la seduta di trattamento quando verrà portato dalla mamma e dal papà. Le capacità comunicative si sono notevolmente sviluppate sia a livello espressivo che recettivo, con notevole ampliamento della frase e del vocabolario, il linguaggio espressivo risulta ancora poco intellegibile. Come supporto di comunicazione aumentativa alternativa sono state utilizzate le tabelle comunicative, soprattutto per quanto riguarda concetti logico-matematici e visuo-spaziali, come emerge dalla valutazione tramite assessment criteriale infatti risulta un miglioramento nelle aree appena citate, sono emerse alcune abilità non presenti a T0 come il concetto di destra e sinistra, la stringa di parole fino all’8, il subtizing. C’è stato un miglioramento anche dal punto di vista della grafomotricità, si è sviluppato il disegno spontaneo della figura umana, delle figure geometriche semplici e una miglior impugnatura del mezzo grafico. Tra i subtest scelti dall’APCM-2 nonostante ci sia stato un miglioramento da T0 a T1 i gesti simbolici risultano al di sotto del 50°, le abilità prassico- costruttive hanno raggiunto il 50° percentile mentre le abilità manuali risultano al di sopra del 50°

percentile. Dal grafico di confronto T0-T1 del test TNP vi è stato un miglioramento soprattutto nell’item “conta in ordine sparso”, nello specifico è stata acquisita la cardinalità. L’item “triplette di cerchi” del test BAFE non somministrabile a T0 ha ottenuto un punteggio grezzo di 4 triplette, grazie allo sviluppo della flessibilità attentiva. Comunicazione, socializzazione e autocontrollo indagate con la scala ABAS-II per il comportamento adattivo sono lievemente migliorate, in particolare il richiedere aiuto solo quando è necessario, mantenere l’attenzione su un compito per almeno 15 minuti, la comprensione delle emozioni altrui.

 

TNP caso 7: confronto T0-T1 - Scala ABAS-II caso 7: confronto T0-T1 - Assessment criteriale caso 7: confronto T0-T1

BAFE caso 7: T0

BAFE caso 7: T1

Punteggio

 

grezzo

Triplette di

 

cerchi

Punteggio

 

grezzo

Triplette di

 

cerchi

6

99

6

99

5

17

5

17

4

8

4

8

3

4

3

4

2

4

2

4

1

2

1

2

0

2

0

2

T0

T1

 

Caso 8 B. V.

Il comportamento di B. è stato altalenante in questo periodo di sei mesi di trattamento, a volte entra in stanza con un atteggiamento oppositivo-passivo non volendo partecipare alle attività proposte e non richiedendone lui spontaneamente, altre invece entra in stanza e inizia a pianificare spontaneamente dei giochi coinvolgendomi. Risulta ancora scarsa la tolleranza alla frustrazione, quando incontra delle difficoltà tende ad assumere un atteggiamento passivo, tale comportamento si verifica soprattutto quando vengono effettuate delle richieste. Dalla valutazione effettuata tramite assessment criteriale emerge un miglioramento in tutte le aree analizzate, in particolare dal punto di vista comunicativo relazionale, nello specifico si è verificato un maggior investimento del canale verbale, il linguaggio espressivo è maggiormente intellegibile e la comprensione verbale è migliorata, sono state fornite tabelle comunicative come supporto durante le sedute di trattamento. Anche in area visuo- spaziale e logico matematica sono state acquisite abilità che risultavano emergenti a T0 come ad esempio l’imitazione di posizioni, il concetto di vicino/lontano, pesante/leggero, il subtizing di 2-3 elementi e alcuni dei principi impliciti del contare tra cui la stringa di parole fino al 10 e l’ordine stabile. Dal grafico di confronto T0-T1 del test TNP emerge un lieve miglioramento dal punto di vista grafomotorio nell’item “copia orologio”, B. ha acquisito il disegno del cerchio sia su copia da modello che spontaneo, per quanto concerne l’item “conta in ordine sparso” si rileva un miglioramento ma non rispecchia le abilità del soggetto in quanto è presente la stringa di parole e l’ordine stabile fino al 10 ma su richiesta è difficile elicitare tale abilità che invece emerge spontaneamente nel gioco; si rileva un lieve miglioramento anche negli item “discriminazione visuopercettiva” e “calcolo implicito”. Abilità manuali e gesti simbolici, subtest del test APCM-2, si avvicinano e superano il 50° percentile mentre le abilità prassico-costruttive permangono al di sotto del 50° percentile. Nell’item del test BAFE “triplette di cerchi”, riguardante la flessibilità attentiva ha acquisito un punteggio grezzo di una tripletta a T1 mentre a T0 un punteggio di 0. Per quanto riguarda la valutazione del comportamento adattivo effettuata tramite la scala ABAS- II, le capacità di autocontrollo rimangono invariate mentre si riscontra un miglioramento nella comunicazione e nella socializzazione, in particolare nel riconoscimento delle emozioni altrui e nella relazione con i coetanei.

APCM-2 caso 8: T1

Grafico di confronto APCM-2 T0-T1 caso 8 - TNP caso 8: confronto T0-T1 - Scala ABAS-II caso 8: confronto T0-T1

Assessment criteriale caso 8: confronto T0-T1

BAFE caso 8: T0

BAFE caso 8: T1

Punteggio

 

grezzo

Triplette di

 

cerchi

Punteggio

 

grezzo

Triplette di

 

cerchi

6

99

6

99

5

17

5

17

4

8

4

8

3

4

3

4

2

4

2

4

1

2

1

2

0

2

0

2

T0

T1

 

Caso 9 I. V.

I comportamenti problema sono notevolmente diminuiti, soprattutto durante le ultime sedute di trattamento, I. rimane seduta a tavolino durante l’intero svolgimento delle attività, raramente va a nascondersi sotto il tavolo. Spontaneamente ancora non sceglie nessuna attività ma è molto disponibile e accetta tutte le proposte di gioco. Come emerge dalla valutazione effettuata tramite assessment criteriale, sono lievemente migliorate tutte le aree analizzate, nello specifico si è verificato un aumento dei tempi attentivi, sono stati acquisiti i concetti di sopra/sotto, vicino/lontano, dentro/fuori e grande/piccolo. Per quanto concerne il comportamento adattivo indagato con la scala ABAS-II le capacità di autocontrollo e socializzazione non sono migliorate a differenza della comunicazione in cui è visibile un lieve miglioramento, è aumentato l’investimento del canale verbale ma il linguaggio espressivo è scarsamente intellegibile, l’interazione la partecipazione sono notevolmente migliorate dopo l’introduzione delle tabelle comunicative come supporto si espressivo che recettivo, queste però non risultano sufficienti, sarebbe più opportuno utilizzare un sistema di comunicazione più strutturato e completo. Abilità manuali, gesti simbolici e abilità prassico-costruttive sono notevolmente migliorate, ciò nonostante permangono al di sotto del 50° percentile. Dal grafico di confronto T0-T1 del test TNP emerge un incremento delle abilità in area logico-matematica con l’acquisizione della stringa di parole e l’ordine stabile fino al 5, a T0 non erano presenti abilità di conteggio, il miglioramento è visibile anche nell’item “discriminazione visuopercettiva”, “copia orologio” e “calcolo implicito”.

APCM-2 caso 9: T1 - Grafico di confronto APCM-2 T0-T1 caso 9 - TNP caso 9: confronto T0-T1

Scala ABAS-II caso 9: confronto T0-T1 - Assessment criteriale caso 9: confronto T0-T1

 

Test BAFE: non somministrabile.

 

Caso 10 J. U.

J. Non risulta molto flessibile ai cambiamenti dimostrando di non riuscire a controllare le proprie emozioni. I comportamenti problema sono notevolmente diminuiti, J. rimane seduto a tavolino durante lo svolgimento delle attività, si denota un aumento dei tempi attenti Dalla valutazione effettuata tramite assessment criteriale si riscontra un miglioramento in tutte le aree, in particolare nell’area comunicativo- relazionale, nello specifico i correlati comportamentali dell’intersoggettività turnazione e intenzione congiunta, maggior investimento del canale verbale, anche se il linguaggio risulta ancora scarsamente intellegibile, la comprensione di ordini semplici non sempre è possibile e si verifica un’ecolalia immediata della domanda; sono state utilizzate tabelle comunicative come supporto recettivo ed espressivo, ma non risultano sufficienti, si ritiene opportuno utilizzare un sistema di comunicazione più completo e strutturato. Anche nelle altre aree dell’assessment si sono riscontrati miglioramenti ad esempio nell’area delle funzioni cognitivo-esecutive, è migliorata la capacità di strutturare il gioco, la memoria di lavoro e l’attenzione selettiva, in area visuo-spaziale e motoria le coordinazioni cinetiche complesse e i rapporti spaziali, in area logico matematica i rapporti tra gli oggetti ed il subtizing di 2/3 elementi. Dal grafico di confronto T0-T1 del test TNP si riscontra un miglioramento negli item “copia orologio” a T0 era presente solo il cerchio dell’orologio a T1 è stato arrichito di particolari, “conta in ordine sparso” e “discriminazione visuopercettiva”. Tra i subtest dell’APCM-2 i gesti simbolici risultano al 50° percentile mentre abilità manuali e abilità prassico-costruttive, nonostante siano migliorate rimangono al di sotto del 50° percentile. Per quanto concerne la somministrazione della scala ABAS- II, il soggetto raggiungendo l’età di 5 anni è passato dal protocollo 0-5 al 5-21 come visibile anche dal grafico, lievemente migliorata la comunicazione, socializzazione e autocontrollo rimangono invariate. L’item triplette di cerchi estratto dal test BAFE è stato somministrato qualitativamente in quanto il soggetto non rientra nelle fasce d’età previste dal test, a T0 aveva ottenuto un punteggio grezzo di 0 a T1 ha eseguito correttamente due triplette.

Scala ABAS-II caso 9: confronto T0-T1 - Assessment criteriale caso 9: confronto T0-T1 - 2

APCM-2 caso 10: T1 - Grafico di confronto APCM-2 T0-T1 caso 10

Assessment criteriale caso 10: confronto T0-T1

 

BAFE caso 10: T0

BAFE caso 10: T1

Punteggio

 

grezzo

Triplette di

 

cerchi

Punteggio

 

grezzo

Triplette di

 

cerchi

6

99

6

99

5

17

5

17

4

8

4

8

3

4

3

4

2

4

2

4

1

2

1

2

0

2

0

2

T0

T1

INDICE

Discussioni

Qui di seguito viene descritto in sintesi il lavoro svolto:

  • Tre soggetti hanno utilizzato Alospeak e l’utilizzo di tale software è risultato funzionale. Due dei tre soggetti in precedenza hanno utilizzato il PECS e si è evinta una maggiore abilità nell’utilizzo di Alospeak.
  • Un soggetto ha utilizzato il Mind Express e l’utilizzo di questo metodo di comunicazione è risultato funzionale, poiché gli permette l’accesso alla lettura e alla scrittura. A causa di un guasto avvenuto a quest’ultimo, si è proposto il passaggio al nuovo software di comunicazione ALOSpeak, in cui il soggetto si è dimostrato abile e flessibile nel suo utilizzo.
  • Un soggetto ha utilizzato il metodo PECS, il quale non è risultato adatto ad esso a causa di problematiche sensoriali, più nello specifico di una continua autostimolazione orale. Si è così, deciso di passare all’utilizzo di Alospeak per sopperire a tale problematiche; quest’ ultimo non risulta comunque ottimale poiché il soggetto non supporta cognitivamente la reggenza.
  • Cinque soggetti hanno utilizzato le tabelle comunicative, le quali solo in tre soggetti sono risultate funzionali; due soggetti necessitano di un sistema di comunicazione più completo e strutturato.

Lavoro svolto

I risultati complessivi ai test si possono riassumere nel seguente grafico:

Grafico riassuntivo

Come visibile dal grafico riassuntivo tutti i soggetti indipendentemente dal sistema di Comunicazione Aumentativa Alternativa utilizzato sono migliorati dal punto di vista comunicativo e logico-matematico, ad eccezione di un soggetto (Caso 5) in cui le abilità logico-matematiche non si sono sviluppate.

Grafico di confronto ALOSpeak-Altri sistemi di CAA

Dal confronto tra i due gruppi di soggetti emerge che:

  • I soggetti che hanno riscontrato una percentuale di miglioramento più alta sono quelli con quoziente di sviluppo già in partenza più alto.
  • Nei soggetti con minore quoziente di sviluppo il miglioramento percentuale si è rivelato più basso. A prescindere da sistema di CAA utilizzato.
  • I soggetti inseriti nello studio Alospeak hanno comunque tutti riscontrato un miglioramento ai test ed alla valutazione criteriale. Anche in questo caso il soggetto maggiormente migliorato corrisponde a uno di quelli con il quoziente di sviluppo più alto in partenza.
  • Nel complesso i miglioramenti percentuali risultano quasi equivalenti nei due gruppi. In particolare, il miglioramento percentuale ai test risulta essere maggiore per i soggetti che hanno utilizzato sistemi di CAA “non alos”. Alospeak risulta invece più efficace per quanto riguarda il miglioramento alle ABAS-II.
  • Dal punteggio al test utilizzato inerente alle Funzioni Esecutive (BAFE), si evince che quest’ultime risultino migliorare maggiormente nei pazienti che non hanno utilizzato supporti informatici (ad eccezione del caso 9).
  • Il miglioramento percentuale relativo al test APCM-2 risulta maggiore nei soggetti che hanno utilizzato le Tabelle comunicative cartacee.

In questo studio non ci sono elementi sufficienti per evincere una maggiore assoluta validità di un sistema di comunicazione rispetto ad un altro, poiché la casistica non è sufficientemente omogenea e numerosa.

Possiamo comunque svolgere delle osservazioni in merito alla casistica in questione ed all’utilizzo dei supporti di Comunicazione Aumentativa Alternativa, partendo dal presupposto che è fondamentale, per ogni bambino, effettuare un’osservazione e una valutazione globale, per scegliere appositamente il sistema di CAA più idoneo, in base alle sue caratteristiche e abilità.

La sperimentazione pratica del nuovo software di Comunicazione Aumentativa Alternativa Alospeak è iniziata del mese di maggio 2018 ed è terminata a novembre 2018: durante questo periodo si sono riscontrati problemi e mancanze relative a quest’ultimo, sono state quindi apportate delle modifiche, tramite release, già scaricabili dal nuovo aggiornamento della app, per renderlo il più funzionale possibile. È stata importante la collaborazione del TNPEE al fine di apportare tali modifiche.

Le problematiche riscontrate risultavano essere le seguenti:

  • Lentezza del programma con il tablet Samsung A;
  • Mancanza di collegamenti per alcune categorie;
  • Impossibilità di abilitare o disabilitare ma solo di cancellare gli elementi.

A seguito di queste segnalazioni è stata eseguita una release tra fine giugno e inizio luglio 2018, per colmare tali mancanze, ma risultavano ancora mancare:

  • La possibilità di abilitare e disabilitare più elementi alla volta;
  • La possibilità di eliminare più elementi alla volta.

È stato cosi eseguito un aggiornamento che ha apportato tali modifiche a fine luglio 2018.

Ad oggi risultano ancora presenti delle problematiche che necessitano di essere risolte tramite un’ulteriore release, prevista a gennaio 2019, quest’ultime risultano essere:

  • Interfaccia simbolica di difficile comprensione per i bambini nella pagina di apertura (esiste la possibilità di cambiare i simboli preimpostati per le categorie e nelle singole caselle, con fotografie o simboli, caricandoli sulla galleria);
  • Mancanza della cancellazione automatica della frase una volta ripetuta dalla sintesi vocale;
  • Mancanza dei pulsanti “basta” e “ancora” (tale mancanza è stata ovviata creando una nuova categoria dalla quale sviluppare l’opportunità di una relazione con il verbo, in modo tale che all’occorrenza, sia possibile per il soggetto, avere una schermata “basta” e “ancora”, a seguito della scelta dell’attività).

Inoltre, nella nuova release, saranno anche possibili le coniugazioni dei verbi al passato e al futuro,

Dall’utilizzo del software di comunicazione Alospeak, all’interno delle sedute di trattamento, si è riscontrato, che non è sempre indicato il suo utilizzo con tutti i bambini, soprattutto per quanto concerne i soggetti con Disabilità intellettiva grave, i quali non supportano cognitivamente il concetto di reggenza.

Alospeak è molto versatile e funzionale all’interno delle sedute di trattamento, soprattutto dopo la release, poiché risulta velocemente modificabile e personalizzabile a differenza di altri sistemi di comunicazione, come ad esempio il Mind Express. Lavorare con quest’ultimo, invece, non si è rivelato del tutto semplice, in quanto richiede tempi prolungati per inserire le immagini e programmare le tabelle di comunicazione; inoltre, si è rivelato poco flessibile all’interno della seduta, poiché non permette di inserire in tempi brevi ciò che è necessario in quel preciso momento, ma richiede di essere programmato precedentemente o a posteriori. Il Mind Express risulta, però, molto ottimale nei soggetti che hanno accesso alla lettura e alla scrittura, funzionalità non permessa da Alospeak, inoltre risulta avere possibilità maggiori di espansione dell’enunciato e ad oggi, la coniugazione dei verbi.

Per quanto concerne l’utilizzo del sistema di comunicazione PECS, di provata efficacia, nell’unico soggetto in cui è stato utilizzato, non è risultato funzionale, poiché i simboli plastificati venivano utilizzati al fine di stimolare la zona orale; così si è deciso di passare all’utilizzo di Alospeak per sopperire a tali problematiche sensoriali.

Una discreta abilità nell’utilizzare Alospeak, si è riscontrata in tutti quei soggetti che in passato avevano utilizzato il sistema di comunicazione PECS, basato sullo scambio o un altro sistema di Comunicazione Aumentativa Alternativa.

Le tabelle comunicative cartacee, si sono riscontrate funzionali, per integrare il linguaggio nei soggetti con maggiori capacità di comprensione e produzione verbale e per favorire l’acquisizione di concetti astratti, mentre nei soggetti con maggiori difficoltà si necessità di un sistema più completo e strutturato.

Dalla casistica emerge quindi, che l’utilizzo funzionale di Alospeak necessita di:

  • utilizzo, in precedenza, di sistemi di comunicazione basati sul concetto di categorizzazione gerarchica e del metodo PECS;
  • assenza di problematiche sensoriali che possano interferire con l’utilizzo funzionale del software;
  • capacità di supportare cognitivamente la reggenza;
  • generalizzazione del suo utilizzo in tutti i contesti di vita del bambino.

TABELLA DEI PUNTI DI FORZA E DEBOLEZZA DEI SISTEMI DI CAA UTILIZZATI

 

Punti di Forza

Punti di debolezza

ALOSpeak

  • versatile
  • velocemente modificabile
  • facilmente personalizzabile
  • chiedere velocemente aiuto e una pausa
  • sintesi vocale
  • possibilità di cambiare l’interfaccia simbolica e inserire foto e simboli PECS nelle altre schermate
  • interfaccia simbolica nella prima schermata di difficile comprensione per i bambini
  • vincolato dalla reggenza
  • mancanza della cancellazione automatica della frase una volta ripetuta dalla sintesi vocale
  • mancanza dei pulsanti “basta” e “ancora”

Mind Express

  • accesso alla lettura
  • accesso alla scrittura
  • possibilità maggiori di espansione della frase
  • sintesi vocale
  • coniugazione dei verbi
  • tempi prolungati per costruire le tabelle
  • non modificabile nell’immediato

PECS e Tabelle comunicative artacee

  • facilità d’uso
  • veloci nello scambio
  • economici
  • divisione in livelli di difficoltà (PECS)
  • non modificabili nell’immediato
  • tempistiche più lunghe nella costruzione

INDICE

Conclusioni

In conclusione possiamo affermare che definire la disabilità intellettiva è un compito complesso, nella misura in cui si tenti di descrivere una pluralità di persone con caratteristiche, fragilità e risorse differenti. In generale le principali caratteristiche risultano essere un deficit delle funzioni intellettive e del comportamento adattivo. Il deficit cognitivo va ad incidere sulla comunicazione e il suo sviluppo, portando ad una limitazione delle capacità comunicative.

Ed è proprio da queste affermazioni che risulta fondamentale e necessario, effettuare una valutazione precoce, accurata e globale del bambino, per poter scegliere il metodo di Comunicazione Aumentativa Alternativa più efficace ed adatto alle sue caratteristiche, in quanto lo sviluppo del linguaggio facilita il passaggio da un apprendimento concreto ad uno formale, costruendo le regole essenziali per svolgere operazioni mentali e organizzare la realtà.

Lo scopo di questo studio, era quello di confrontare il nuovo software di Comunicazione Aumentativa Alternativa, Alospeak, ad altri sistemi di CAA già esistenti per verificare se questo permettesse un maggior sviluppo dei prerequisiti dell’apprendimento, in particolare quelli logico-matematici. Nel nostro studio è risultato essere più funzionale in soggetti con Livello Cognitivo Borderline o con Disabilità Intellettiva lieve, ipotizziamo che questo sia perché supportano la strutturazione dell’enunciato con maggior facilità. Nel complesso i miglioramenti percentuali risultano quasi equivalenti nei due gruppi di soggetti, quelli che hanno utilizzato Alospeak e quelli che hanno utilizzato altri sistemi di CAA. In particolare, il miglioramento percentuale ai test risulta essere maggiore per i soggetti che hanno utilizzato sistemi di CAA “non alos”. Alospeak risulta invece più efficace per quanto riguarda il miglioramento alle ABAS-II riguardanti il comportamento adattivo.

Dal lavoro svolto in questi mesi emerge, però, che non è solo necessario scegliere il sistema di comunicazione adatto alle caratteristiche naturali del bambino ed alle modalità comunicative già esistenti, ma bisogna verificare che il sistema di comunicazione scelto sia utilizzabile in tutti gli ambienti di vita del bambino. Non basta che il sistema di comunicazione fornito sia utilizzato in stanza di neuropsicomotricità o di logopedia, è fondamentale che le insegnanti ed i familiari siano informati su come utilizzare al meglio il sistema di comunicazione scelto per essere dei buoni partner comunicativi e garantire opportunità di comunicazione al bambino in ogni suo ambiente. Emerge quindi che non esiste un sistema di Comunicazione Aumentativa Alternativa migliore di un altro: ogni metodo, se scelto accuratamente sulla base delle caratteristiche individuali del bambino e del suo ambiente di vita, può essere il migliore.

Per poter svolgere questo studio sperimentale, è stata importante la collaborazione diretta con l’azienda produttrice del nuovo software di comunicazione Alospeak, in quanto ha facilitato l’adattamento in tempi brevi, di questo ausilio alle necessità riabilitative di ogni bambino. Facendo riferimento al punto tre del profilo professionale del TNPEE: “il terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva svolge attività di studio, di didattica, di ricerca specifica e di consulenza professionale, nei servizi sanitari e nei luoghi in cui si richiede la sua competenza”, possiamo affermare che le aziende che si avvalgono della consulenza di quest’ultimo hanno possibilità di potenziare il loro prodotto in tempi e modalità adeguate.

Dal lavoro svolto in questi mesi ho capito essere fondamentale: condividere sempre gli obiettivi e le strategie in tutti gli ambienti di vita del bambino per creare un lavoro di rete che permetta il potenziamento e la generalizzazione delle abilità.

Tratto da www.neuropsicomotricista.it  + Titolo dell'articolo + Nome dell'autore (Scritto da...) + eventuale bibliografia utilizzata