INTROUZIONE - Come si è modificato il trattamento neuropsicomotorio durante l’EMERGENZA CORONAVIRUS (COVID-19)

Tesi di Laurea di: Francesca SCOTTON - DISTRUZIONE CREATIVA - Come si è modificato il trattamento neuropsicomotorio durante l’emergenza Covid-19 - Università degli Studi di Padova - Anno Accademico 2019-2020

Nei primi mesi del 2020, la popolazione italiana e mondiale si è trovata a dover affrontare un’importante emergenza sanitaria a causa della pandemia da Coronavirus che ha imposto dei cambiamenti sostanziali al modo di vivere di ciascuno. Per tre mesi, gli italiani sono stati sottoposti ad uno stato di clausura che ha comportato una sospensione di tutti i servizi che vengono normalmente erogati ai cittadini. Questi si sono ritrovati a dover creare una nuova quotidianità, conciliando i bisogni di tutti i componenti della famiglia, senza poter uscire dalle mura domestiche. Per poter mantenere un contatto con il mondo esterno e una continuità con la vita precedente, gli strumenti informatici hanno acquisito un ruolo prioritario nella quotidianità di ciascuno. Nel mondo del lavoro è stato introdotto lo “smart working”, nel mondo scolastico è comparsa la “DAD” (didattica a distanza), e nel mondo della riabilitazione per l’età evolutiva?

Il Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva, specialista nell’intervento in ambito evolutivo per eccellenza, si è trovato a sua volta a dover fronteggiare nuove esigenze. Si è trovato così a scontrarsi con la teleriabilitazione, un ambito ancora poco conosciuto e poco esplorato all’interno della sua professione. Nel primo periodo, la novità della teleriabilitazione è stata vista dal Terapista come un forte limite, un impedimento alla normale relazione terapeutica che passa attraverso l’interazione, la presenza e la comunicazione non verbale. L’innovazione nasce però da nuove necessità e nuovi bisogni, da periodi di crisi e di distruzione (“Distruzione creativa” [Shumpeter J., 1942]).

Grazie alla propria professionalità, alla formazione sfaccettata e alle esperienze precedenti, il Terapista della Neuropsicomotricità ha potuto cimentarsi in un’opera creativa di rivisitazione e riadattamento delle proprie strategie di intervento.

L’obiettivo di questa tesi è quello di descrivere come il Terapista ha saputo riaggiornarsi per riuscire a fornire un servizio adeguato ai propri piccoli pazienti, sfruttando le proprie conoscenze tecniche e le proprie competenze pratiche. Verranno descritti inoltre nello specifico quali siano stati i punti di forza e le criticità.

Nella prima parte, in particolare, verranno descritti quali cambiamenti il Terapista ha dovuto apportare alle modalità e alle strategie di intervento già conosciute e sperimentate, per riadattarle ai nuovi bisogni dei piccoli pazienti e delle loro famiglie. Verranno poi presi in esame tre casi clinici, differenti per età, quadro clinico e tipologia di intervento, che sono stati oggetto di osservazione diretta durante il mio tirocinio presso la Cooperativa Sociale Jonathan di Bassano del Grappa (VI). Questo permetterà di indagare tre diversi percorsi di trattamento, definiti sulla base dei bisogni di ciascuno, facendo riferimento a metodi e modelli diversificati tra loro. Il Terapista dell’età evolutiva si occupa infatti di una fascia d’età che può apparire limitata per estensione, ma che in realtà racchiude un’ampia varietà di bisogni differenti e quindi gli strumenti da utilizzare devono essere tarati su una varietà di necessità diverse.

A conclusione, verranno riassunte le novità che sono state apportate all’intervento neuropsicomotorio a seguito della situazione emergenziale e verrà data particolare importanza a ciò che è risultato essere particolarmente efficace per l’intervento diretto al bambino e indiretto con i genitori. Verrà infine proposta una riflessione su ciò che da ora potrebbe entrare a far parte della cultura neuropsicomotoria per il trattamento in età evolutiva.

Il periodo di criticità che il Terapista si è trovato ad affrontare, quindi, si è rivelato, per alcuni aspetti, un periodo di ricchezza, in cui egli ha potuto mettere in atto un processo creativo, inteso come creazione di nuove competenze e di nuovi strumenti, partendo dalle risorse già possedute. Come espresso dal matematico Henri Poincaré infatti: “Creatività è unire elementi esistenti con connessioni nuove, che siano utili” [Poincaré H., 1908].