CONCLUSIONI - Analisi delle Abilità Rappresentative in casi con Disabilità Intellettiva Lieve

Nel presente elaborato di tesi si è partiti dal considerare il deficit di rappresentazione mentale come focus della disabilità intellettiva lieve.

Attraverso un approfondimento teorico e un lavoro pratico di valutazione su cinque casi clinici si è analizzato in che modo i processi di rappresentazione mentale siano determinanti per il funzionamento intellettivo e adattivo del soggetto. In particolare è stato discusso il ruolo delle abilità rappresentative nello sviluppo dello schema corporeo, nella percezione dello spazio e del tempo, negli aspetti prassici e di problem solving, ma anche nella narrazione, nella teoria della mente e nella simbolizzazione; dunque, più in generale, nell’interazione con il mondo degli oggetti e delle persone.

La rappresentazione mentale può essere considerata come un processo trasversale, alla base dell’attività cognitiva globale del bambino. È la forma che assume la conoscenza nella mente del soggetto, ovvero la struttura in cui vengono elaborate le informazioni acquisite dall’esperienza. Le rappresentazioni mentali durante il corso dello sviluppo subiscono progressive rielaborazioni e diventano sempre più esplicite e manipolabili dal soggetto. È proprio la difficoltà di rielaborazione e manipolazione della conoscenza, cioè della rappresentazione mentale, che determina l’alterazione del funzionamento cognitivo e adattivo del soggetto con disabilità intellettiva lieve. Tale considerazione risulta particolarmente significativa in quanto rappresenta il nucleo su cui basare il trattamento riabilitativo nei casi che presentano tale quadro clinico.

La maggior parte delle difficoltà riscontrate nella disabilità intellettiva lieve infatti sono determinate dai deficit presenti nella flessibilità cognitiva, nella generalizzazione, nella scelta strategica, nell’apprendimento implicito e nell’integrazione cognitiva: tutti processi legati alla rappresentazione mentale. È fondamentale che il TNPEE tenga in considerazione questo aspetto nell’elaborazione del progetto riabilitativo di un bambino con DIL. Infatti, un intervento di sostegno alle abilità rappresentative, auspicabilmente, porterà all’evoluzione dei processi sopra descritti e, di conseguenza, allo sviluppo del funzionamento adattivo dell’individuo.

Lavorare con cinque bambini con DIL appartenenti alla stessa fascia d’età, ha permesso di svolgere generalizzazioni riguardo il funzionamento cognitivo nella DIL attraverso l’analisi degli aspetti di similarità e concordanza tra i bambini; ma ha anche reso possibile mettere in risalto le differenze e le peculiarità di ogni bambino. Al di là della patologia che accomuna tutti e cinque i bambini, ogni caso si è dimostrato particolare e diverso dagli altri. Per questo motivo nel lavoro vengono presentati progetti di intervento individualizzato elaborati tenendo in considerazione le potenzialità e le difficoltà di ciascun bambino.

Infine, questa tesi ha dimostrato che è possibile lavorare sulle abilità rappresentative nel contesto della terapia neuropsicomotoria e ha confermato l’importanza del ruolo del TNPEE nel sostegno e nello sviluppo di questi aspetti attraverso il mantenimento di un approccio fondato sul gioco e sulla relazione.