MATERIALI e METODI - Abilità Rappresentative in casi con Disabilità Intellettiva Lieve: scheda di osservazione e strategie di intervento neuropsicomotorio

INDICE PRINCIPALE

INDICE

Presentazione della metodologia di lavoro

Il presente lavoro di tesi ha come scopo l’analisi delle abilità rappresentative nel quadro patologico della disabilità intellettiva lieve. Lo scopo è quello di comprendere in che modo il deficit di rappresentazione mentale influisca nei diversi ambiti dell’attività cognitiva e di definire il ruolo del TNPEE nel promuovere lo sviluppo delle abilità rappresentative nei soggetti con tale patologia.

Al fine di perseguire questo obiettivo sono stati scelti cinque casi clinici con disabilità intellettiva lieve appartenenti alla fascia di età dei 5-7 anni. Ogni bambino è stato valutato attraverso la somministrazione di una Scheda di osservazione delle abilità rappresentative, elaborata appositamente per il progetto di tesi. Alla valutazione è stato seguito un periodo di trattamento neuropsicomotorio individualizzato centrato su attività volte al sostegno delle abilità di rappresentazione, differenziato per ogni bambino in base alle problematiche emerse in ciascuno.

Il progetto di tesi si è svolto all’interno del Servizio di Neuroriabilitazione dell’Unità Operativa Complessa Infanzia Adolescenza Famiglia e Consultori (U.O.C. IAFeC) presso l’Ospedale dei Colli di Padova (Aulss 6 Euganea) nel periodo compreso tra Giugno 2019 e Ottobre 2019. In questo periodo tutti e cinque i bambini erano già in carico presso il servizio e seguivano un trattamento neuropsicomotorio a frequenza settimanale o bisettimanale.

Il progetto di tesi si è svolto essenzialmente in due fasi. Un primo periodo, da Giugno 2019 ad Agosto 2019, è stato dedicato all’osservazione e valutazione dei bambini. Sono state osservate le competenze globali nelle diverse aree di sviluppo, utilizzando come strumento di riferimento la Scheda di Osservazione/valutazione Neuropsicomotoria (SON). Successivamente è stata effettuata una valutazione più mirata attraverso la somministrazione della Scheda di osservazione delle abilità rappresentative. Attraverso la compilazione della scheda è stato possibile analizzare le abilità rappresentative di ciascuno dei casi nei diversi ambiti dell’attività cognitiva e rilevare per ognuno le potenzialità e gli aspetti di maggiore problematicità su cui impostare l’intervento terapeutico.

In base ai dati ricavati dalla valutazione, per ciascun bambino è stato elaborato un progetto d’intervento neuropsicomotorio individualizzato mirato allo sviluppo delle abilità rappresentative. Sono stati individuati gli obiettivi principali di intervento e sono state proposte strategie e attività specifiche per il trattamento di ogni caso clinico.

In un secondo periodo, nei mesi di Settembre e Ottobre 2019, si è svolto il trattamento riabilitativo, basato sul progetto d’intervento elaborato per ogni bambino. Durante il trattamento sono state svolte attività volte al sostegno delle abilità rappresentative, concentrandosi, per ciascun bambino, sulle aree risultate maggiormente problematiche.

Si suggerisce un proseguimento del trattamento che, per esigenze tempistiche, si è dovuto concludere. Lo sviluppo delle abilità rappresentative in questo tipo di patologia risulta un processo particolarmente lungo, ove possibile, perciò, per la brevità del trattamento, non è stato ritenuto opportuno effettuare una rivalutazione dei casi alla conclusione del progetto di tesi, lasciando spazio fino alla fine alle sedute di trattamento con i bambini.

INDICE

Scheda di Osservazione/valutazione Neuropsicomotoria (SON)

La Scheda di Osservazione/valutazione Neuropsicomotoria (SON)2 è stata utilizzata nel presente lavoro di tesi per eseguire un’osservazione organizzata delle competenze e delle caratteristiche globali dei casi clinici scelti. Le osservazioni sono riportate al Cap. 6, in cui vengono presentati i casi clinici, nei paragrafi di “Osservazione neuropsicomotoria”.

La Scheda SON si configura come uno strumento di orientamento all’osservazione neuropsicomotoria che permette di rilevare le potenzialità e gli aspetti più deficitari del bambino, indagando in maniera specifica le principali aree di sviluppo. È una guida per l’individuazione degli obiettivi terapeutici e delle strategie facilitanti il loro conseguimento. Viene utilizzata come strumento per l’organizzazione dell’intervento terapeutico e la verifica della sua efficacia, nonché per una registrazione delle osservazioni in forma strutturata e condivisibile.

La Scheda SON è suddivisa in cinque aree, riferite a principali processi di sviluppo in età evolutiva. Per ogni area vengono individuati una serie di elementi osservabili nel setting neuropsicomotorio, descritti sotto forma di items cui viene assegnato un punteggio.

Le aree prese in considerazione sono:

  • Area affettivo-relazionale: si indagano gli stili di attaccamento e separazione, lo sviluppo comunicativo-sociale e le capacità di imitazione.
  • Area comunicativo-linguistica: si indagano  la produzione e comprensione linguistico-comunicativa.
  • Area motorio-prassica: si indagano  l’organizzazione posturale e motoria, l’organizzazione della motricità fine, lo schema corporeo, la lateralizzazione e le attività grafo-rappresentative.
  • Area neuropsicologica: si indagano gli aspetti di percezione, attenzione, memoria e l’organizzazione spazio-temporale.
  • Area cognitiva e modalità di gioco: si indagano le attività riferite agli stadi del periodo sensomotorio e le attività ludiche.

Il punteggio, per ogni item, può assumere un valore tra 0 e 4, o essere non valutabile (Tab. 2).

SON - Scheda di Osservazione/valutazione Neuropsicomotoria

Tabella 2: Scheda di Osservazione/valutazione Neuropsicomotoria, tabella esplicativa la modalità di attribuzione del punteggio.

Per questo progetto di tesi la Scheda SON è stata utilizzata come traccia alla descrizione dei bambini, infatti non sono stati attribuiti i punteggi specifici per ogni items.

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Scheda di osservazione delle abilità rappresentative

Presentazione della scheda

La presente scheda di osservazione (Allegato 1) è nata dall’esigenza di avere uno strumento specifico attraverso cui indagare le abilità rappresentative del bambino con deficit intellettivo lieve. In particolare, la scheda è pensata per essere somministrata all’interno del setting neuropsicomotorio e si struttura in diverse prove da svolgere sia a tavolino che nello spazio sensomotorio.

La rappresentazione mentale può essere considerata come un processo trasversale, alla base di gran parte dell’attività cognitiva. Le abilità rappresentative e meta-rappresentative assumono un ruolo significativo nel determinare il funzionamento intellettivo e adattivo del soggetto, in quanto permettono lo sviluppo delle competenze di generalizzazione, flessibilità cognitiva, scelta strategica, apprendimento implicito e integrazione cognitiva. La presente scheda permette di osservare e valutare le abilità rappresentative nei principali domini cognitivi in cui sono implicate e, di conseguenza, di indagare implicitamente le competenze sopra descritte.

Le prove che costituiscono la scheda sono state pensate appositamente per la fascia d’età dei 5-7 anni. La scelta della disabilità intellettiva lieve come focus del lavoro ha permesso di osservare le problematiche relative al deficit cognitivo in compiti simili a quelli ideati per soggetti della stessa età con funzionamento cognitivo “nella norma”.

La scheda di osservazione è stata costruita prendendo spunto da diverse fonti testistiche presenti in letteratura e appartenenti agli ambiti della psicologia, della neuropsicologia e della neuropsicomotricità. In particolare: Valutazione Psicomotoria (Massenz e Simonetta, 2002), Esame psicomotorio (Wille e Ambrosini, 2010), APCM-23 (Sabbadini, 2015), GAP-T4 (Rampoldi e Ferretti, 2011), WPPSI-III5 (Wechsler, 2008), WISC-IV6 (Wechsler, 2012), False Belief Task (Wimmer e Perner, 1983).

Le prove della scheda si dividono in 6 macro-aree: Schema Corporeo, Spazio, Azione, Categorizzazione e Dominio Verbale, Teoria della Mente e Gioco Simbolico. Le aree corrispondono ai domini cognitivi indicativi dei processi di rappresentazione, individuati e descritti dal punto di vista teorico nel Cap. 3. Inizialmente era stata inserita anche l’area del Tempo costituita da due prove: la prima era un riadattamento della prova di Stambak sulla percezione temporale volta a valutare il concetto di “velocità” e “regolarità” attraverso la riproduzione di sequenze ritmiche con dei legnetti sonori; la seconda consisteva nel riconoscimento, mediato dall’immagine, dei concetti di “prima” e “dopo” attraverso il sequenziamento di tre immagini. Mentre la prima prova è stata eliminata per l’elevato grado di difficoltà riscontrato al momento della somministrazione; la seconda è stata inserita nell’area della Categorizzazione e Dominio Verbale in qualità di prova di riconoscimento delle relazioni logico- temporali alla base della narrazione.

La maggior parte degli item è stata valutata attraverso parametri il più possibile descrittivi del risultato delle prove. Per ogni item è stato lasciato uno spazio per annotare eventuali peculiarità rilevate durante la somministrazione delle prove. Oltre alla scheda di osservazione è stata elaborata una scheda esplicativa delle modalità di attribuzione del punteggio. Per quantificare i risultati e poter effettuare un confronto tra i casi clinici, a ogni item è stato attribuito un punteggio da 0 a 3 attraverso le modalità esplicitate nella scheda del punteggio.

Successivamente sono state calcolate le medie di punteggio per ogni area in modo da ottenere una sintesi dei dati e individuare i domini più problematici.

 

Analisi della scheda: items e punteggio

 

SCHEMA CORPOREO

Le prime prove sullo schema corporeo consistono nel riconoscimento e verbalizzazione delle principali parti del corpo e indagano il grado di concettualizzazione del segmento corporeo e l’integrazione tra gesto, linguaggio e percezione tattile.

Riconosce e tocca le parti del corpo che gli vengono indicate verbalmente

  • Naso
  • Bocca
  • Occhio
  • Orecchio
  • Capelli
  • Collo
  • Braccio
  • Mano
  • Pancia
  • Schiena
  • Sedere
  • Ginocchio
  • Gamba
  • Piede
  • Nessuna

Note:

Nomina le parti del corpo che gli vengono toccate

  • Naso
  • Bocca
  • Occhio
  • Orecchio
  • Capelli
  • Collo
  • Braccio
  • Mano
  • Pancia
  • Schiena
  • Sedere
  • Ginocchio
  • Gamba
  • Piede
  • Nessuna

Note:

Punteggio:

0

0 parti

1

1-6 parti

2

7-12 parti

3

13-14 parti

Nella scheda si segnano quali parti vengono riconosciute/verbalizzate, mentre il punteggio viene attribuito in base quante parti sono state riconosciute/verbalizzate.

Una terza prova consiste nell’imitazione delle posture della terapista. Vengono presentate due posture simmetriche (a. e b.) e due asimmetriche (c. e d.), in ciascuna coppia è presente una posizione che coinvolge tutti e quattro gli arti (a. e d.) e una che implica solo gli AASS (b. e c.). L’imitazione non è differita, per cui avviene in presenza del modello.

imitazione delle posture della terapista

Punteggio:

0

0 arti orientati correttamente

1

1-5 arti orientati correttamente

2

6-10 arti orientati correttamente

3

11-12 arti orientati correttamente

Il punteggio viene attribuito in base al numero di arti orientati correttamente nello spazio. A quest’età ci si aspetta una riproduzione a specchio, di conseguenza i bambini non sono stati penalizzati per questa imprecisione.

 

SPAZIO

Il dominio dello Spazio comprende tre sotto-domini: concetti topologici e proiettivi, memoria ed elaborazione visuo-spaziale e abilità visuo-costruttive.

 

Concetti topologici e proiettivi

In quest’area viene indagata la conoscenza dei rapporti spaziali proiettivi e topologici elementari e la possibilità di un loro riconoscimento sia rispetto al proprio corpo, sia nella relazione tra oggetti.

Si dispone in una posizione specifica rispetto  al terapista (indicare le consegne eseguite correttamente)

  • Vicino
  • Davanti
  • Lontano
  • Dietro
  • Di fianco
  • Nessuna delle precedenti

Note:

Dispone un oggetto in una posizione specifica rispetto a un altro oggetto (indicare le consegne eseguite correttamente)

  • Davanti
  • Lontano
  • Dietro
  • Sotto
  • Di fianco
  • Sopra
  • Dentro
  • Fuori
  • Vicino
  • Nessuna delle precedenti

Note:

Punteggio:

 

Disporsi rispetto al terapista

Disporre un oggetto

0

5 consegne corrette

8-9 consegne corrette

1

3-4 consegne corrette

5-7 consegne corrette

2

1-2 consegne corrette

1-4 consegne corrette

3

0 consegne corrette

0 consegne corrette

Nella scheda vengono indicate quali relazioni vengono riconosciute dal bambino, in questo modo, confrontando le due prove, si potrà osservare la presenza o meno di una concordanza di difficoltà nei due ambiti. Il punteggio viene attribuito in base a quante relazioni vengono riconosciute.

Memoria ed elaborazione visuo-spaziale

Nella prima prova si chiede al bambino di ricordare la collocazione di tre oggetti posizionati dalla terapista nello spazio della stanza e, successivamente, di riposizionarli allo stesso modo. Si utilizzano prima tre oggetti uguali, in un secondo momento si ripete la prova con tre oggetti diversi e si valuta la corrispondenza tra posizione e tipo di oggetto.

Ricorda la disposizione di alcuni oggetti posizionati sul pavimento dal terapista e li riposiziona allo stesso modo:

a. Tre oggetti uguali

b. Tre oggetti diversi

a.

  • Un elemento
  • Due elementi
  • Tre elementi
  • Nessun elemento

b.

  • Un elemento
  • Due elementi
  • Tre elementi
  • Nessun elemento

Note:

Punteggio:

0

0 oggetti posizionati correttamente

1

1-2 oggetti posizionati correttamente

2

3-4 oggetti posizionati correttamente

3

5-6 oggetti posizionati correttamente

Il punteggio viene attribuito in base al numero di oggetti riposizionati correttamente. Nel punto b. si giudica corretta la collocazione dell’oggetto solo se vi è una corrispondenza anche con il tipo di oggetto.

Nella seconda prova si valuta la capacità di utilizzare il pensiero spaziale per effettuare una rotazione dell’immagine mentale. Si infilano in un tubo tre palline di colore diverso e si chiede al bambino di ricordare la sequenza e ipotizzare quale pallina uscirà dall’altra parte del tubo. La prova viene ripetuta una seconda volta, ma prima di porre il quesito al bambino, il tubo viene fatto ruotare di 180 gradi.

capacità di utilizzare il pensiero spaziale

Punteggio:

0

Non prevede nessuna delle due situazioni

1

Prevede quale pallina uscirà per prima dall’altra parte del tubo

2

Prevede quale pallina uscirà per prima dall’altra parte del tubo dopo che questo è stato ruotato di 180°

3

Non prevede nessuna delle due situazioni

 

Abilità visuo-costruttive

Le prove di quest’area indagano le competenze cognitivo-spaziali attraverso compiti di riproduzione di modelli grafici con oggetti concreti. La prima prova valuta le capacità di analisi e sintesi visiva e di anticipazione mentale dell’insieme messe in atto nella ricomposizione di una figura tagliata in quattro pezzi. Le prove successive consistono nell’analisi di modelli grafici bidimensionali e riproduzione degli stessi nello spazio visuo-gestuale (costruzione bidimensionale e costruzione tridimensionale piccola, a tavolino) e in quello oculo-motorio (costruzione tridimensionale grande, sul pavimento della stanza di terapia).

Ricostruisce una figura tagliata in quattro pezzi:

APCM - Ricostruisce una figura tagliata in quattro pezzi

  • Ricostruisce correttamente la figura
  • Si autocorregge facendo vari tentativi
  • Assembla i pezzi mantenendo il corretto orientamento di bocca e occhi, ma non del bordo
  • Non esegue la prova

Note:

Costruisce una struttura bidimensionale di 5 pezzi copiando il modello grafico

  • Esegue correttamente la prova
  • Costruisce secondo il modello ma non rispetta l’orientamento nello spazio di una figura o compie vari tentativi per rimediare all’errore
  • Esegue la prova ma il risultato differisce molto dal modello / necessita di essere facilitato
  • Non esegue la prova

Note:

Costruisce una struttura tridimensionale a 4-5 elementi di piccole dimensioni copiando il modello grafico

  • Esegue correttamente la prova
  • Costruisce secondo il modello ma non rispetta l’ordine dei colori e/o l’orientamento spaziale
  • Esegue la prova ma il risultato differisce molto dal modello / necessita di essere facilitato dal terapista
  • Non esegue la prova

Note:

Copiando il modello grafico, costruisce una struttura tridimensionale a 5 elementi con oggetti grandi (cubi di gommapiuma)
  • Esegue correttamente la prova
  • Costruisce secondo il modello ma non rispetta l’ordine dei colori e/o l’orientamento spaziale
  • Esegue la prova ma il risultato differisce molto dal modello / necessita di essere facilitato dal terapista
  • Non esegue la prova
Note:

Punteggio:

Per ogni prova il punteggio viene assegnato seguendo l’ordine dei parametri di valutazione indicati a fianco di ciascun item: si parte dal punteggio 3 del primo parametro dall’alto, fino all’ultimo parametro che corrisponde a punteggio nullo.

 

AZIONE

Il dominio dell’Azione comprende tre sotto-domini: pianificazione prassica in compiti semplici, problem solving prassico in compiti complessi e rappresentazione del gesto.

 

Pianificazione prassica in compiti semplici

Per la valutazione delle competenze prassiche vengono proposti al bambino compiti di manualità che prevedono un adattamento e un’eventuale modificazione dello schema motorio sull’oggetto. Oltre all’adattabilità e flessibilità cognitiva nell’approccio agli oggetti, vengono indagati anche gli aspetti legati all’ideazione motorio-prassica e alla scelta strategica (ad esempio, nel creare una pallina di plastilina o infilare lo spago in una perla).

Poiché tutte le prove vengono valutate secondo gli stessi parametri, la tabella qui sotto è stata semplificata e i parametri di valutazione sono stati riportati una sola volta.

Aprire tre tipi di scatole (coperchio che si svita, solleva, spinge)

  • Adatta il suo schema d’azione  alle caratteristiche degli oggetti e trova una tecnica funzionale
  • Non adotta una tecnica funzionale al compito e il suo schema d’azione è scarsamente modificabile
  • Necessita di una facilitazione da parte dell’adulto
  • Non esegue il compito

Strappare un foglio di carta

Tagliare seguendo una linea disegnata sul foglio

Fare una pallina con la plastilina

Fare girare una trottola

Tenere tre carte in mano a ventaglio

Infilare/sfilare una perla da un cordino (perla: 2cm, spago: 0,5 cm)

Note:

Punteggio:

Per ogni prova il punteggio viene assegnato seguendo l’ordine dei parametri di valutazione indicati a fianco agli item: si parte dal punteggio 3 del primo parametro dall’alto, fino all’ultimo parametro che corrisponde a punteggio nullo.

 

Problem solving prassico in compiti complessi

materiale per la prova della matrioska - 1

materiale per la prova della matrioska - 2

Figura 4: materiale per la prova della matrioska.

Si propone la prova della matrioska (Fig. 4) per indagare le capacità di elaborazione di una strategia funzionale in un compito a più passaggi e la possibilità di un’eventuale modificazione in itinere della stessa.

Risolve il compito delle matrioske
  • Pianifica le azioni da compiere ed esegue il compito senza difficoltà
  • Prosegue per prove ed errori ma porta a termine il compito in autonomia
  • Necessita che gli venga mostrata la tecnica da utilizzare, poi prosegue applicandola in autonomia e portando a termine il compito
  • Non comprende il compito

Note:

Note:

Punteggio:

Il punteggio della prova viene assegnato seguendo l’ordine dei parametri di valutazione indicati a fianco alla descrizione della voce: si parte dal punteggio 3 del primo parametro dall’alto, fino all’ultimo parametro che corrisponde a punteggio nullo.

 

Rappresentazione dell’azione

Con le prove di pantomima si passa al piano più rappresentativo dell’azione e si valuta la capacità del bambino di simbolizzare il gesto. In una prima prova viene proposta al bambino la riproduzione di gesti senza oggetto. Nella seconda prova si richiede di mimare delle azioni utilizzando un oggetto alternativo ambiguo (non abituale per l’azione proposta) cui attribuire un significato simbolico (ad esempio, pettinarsi con un righello attribuendo al righello il significato simbolico di pettine). Infine con la terza prova viene valutato l’aspetto della comprensione e si chiede al bambino di indovinare le azioni senza oggetto mimate dalla terapista.

Su richiesta mima un gesto utilizzando oggetti alternativi (es.  pettinarsi usando  un righello, mangiare usando una matita, bere usando una pallina)

  • Esegue il gesto con precisione (gesto sempre comprensibile)
  • Esegue il gesto approssimativamente (gesto non sempre comprensibile, ambiguo)
  • Esegue il gesto in maniera inadeguata (gesto poco comprensibile, necessità di facilitazione eccessiva)
  • Non esegue il gesto

Note:

Su richiesta mima un gesto senza utilizzare oggetti (es. lavarsi i denti, lanciare la palla, scrivere)

  • Esegue il gesto con precisione (gesto sempre comprensibile)
  • Esegue il gesto approssimativamente (gesto non sempre comprensibile, ambiguo)
  • Esegue il gesto in maniera inadeguata (gesto poco comprensibile, necessità di facilitazione eccessiva)
  • Non esegue il gesto

Note:

Indovina il significato di un’azione senza oggetto mimata dal terapista (lavarsi le mani, versare l’acqua, tagliare con forchetta e coltello e mangiare, telefonare)

  • Sempre (indovina 4 azioni)
  • Spesso (indovina 2-3 azioni)
  • Raramente (indovina 1 azione)
  • Mai

Note:

Punteggio:

Per ogni prova il punteggio viene assegnato seguendo l’ordine dei parametri di valutazione indicati a fianco agli item: si parte dal punteggio 3 del primo parametro dall’alto, fino all’ultimo parametro che corrisponde a punteggio nullo.

 

CATEGORIZZAZIONE E DOMINIO VERBALE

Questo dominio indaga quattro aspetti: categorizzazione, ragionamento verbale, abilità descrittivo-narrative e relazioni logico-temporali.

 

Categorizzazione

Si valuta la capacità del soggetto  di raggruppare una serie di elementi secondo i concetti di colore, forma e dimensione.

Classifica una serie di figure cartonate

  • 3 forme: cerchio, quadrato, triangolo
  • 4 colori: rosso, giallo, verde, blu
  • 2 dimensioni: grande, piccolo
  • Per forma
  • Per colore
  • Per dimensione
  • Nessuna delle precedenti

Note:

Note:

Punteggio:

0

Non classifica

1

Classifica secondo 1 item

2

Classifica secondo 2 item

3

Classifica secondo 3 item

Nella scheda si specifica per quali item il soggetto è in grado di classificare gli elementi. Il punteggio invece viene assegnato in base a quanti item vengono utilizzati per categorizzare gli elementi.

 

Ragionamento verbale

Nella prima prova di ragionamento verbale vengono proposti al bambino una serie di semplici indovinelli. Viene indagata la capacità di formulare e gestire concetti verbali astratti e di ragionare attraverso processi di sintesi su un piano rappresentativo-verbale.

Risponde a semplici indovinelli:

  1. a. È un animale che fa “miao”
  2. b. È una parola che dici quando vai via c. Cade dal cielo e bagna le cose
  3. d. Li indossi per tenere le mani calde
  4. e. È una cosa che bevi e che viene prodotta dalla mucca
  • Sempre (tutti e 5 gli indovinelli)
  • Spesso (3-4 indovinelli)
  • Raramente (1-2 indovinelli)
  • Mai

Risposte:

a. b. c. d. e.

Note:

Punteggio:

Nella scheda vengono annotate le risposte del bambino, che potranno essere significative dal punto di vista qualitativo. Il punteggio viene assegnato seguendo l’ordine dei parametri di valutazione indicati in alto a destra, a fianco alla descrizione della voce: si parte dal punteggio 3 del primo parametro dall’alto, fino all’ultimo parametro che corrisponde a punteggio nullo.

Nella seconda prova vengono proposte al bambino alcune immagini raffiguranti situazioni di vita quotidiana (Fig. 5). Il soggetto viene accompagnato in un’analisi guidata dell’immagine. La prova indaga la capacità del bambino di rappresentarsi ed esprimere verbalmente i possibili effetti delle situazioni analizzate. Una volta risposto al quesito, per ogni immagine è stata mostrata al soggetto una seconda figura, corrispondente all’effetto previsto per la situazione analizzata. In questo modo si è cercato di sostenere (in caso di risposta corretta) o favorire (in caso di risposta errata) la comprensione della situazione rappresentata in figura e della relazione causa-effetto analizzata.

immagini proposte nella prova di ragionamento verbale

Figura 5: immagini proposte nella prova di ragionamento verbale; sopra: le immagini da analizzare, sotto: gli effetti corrispondenti.

Dimostra di comprendere e rappresentarsi i possibili effetti di una certa situazione attraverso l’analisi guidata di un’immagine

  • Un bambino che tocca un fornello acceso
  • Una nuvola con pioggia
  • Una bambina che calcia un pallone contro una finestra
  • Nessuna delle precedenti

Note:

Note:

Punteggio:

0

Non comprende gli effetti di nessuna situazione -immagine

1

Comprende l’effetto di 1 situazione-immagine

2

Comprende l’effetto di 2 situazioni-immagine

3

Comprende gli effetti di 3 situazioni-immagini

Nella scheda si specificano quali situazioni il bambino riesce ad analizzare correttamente. Il punteggio invece viene attribuito in base a quante situazioni vengono analizzate correttamente.

 

Abilità descrittivo-narrative

Vengono indagate le capacità di produzione descrittiva e narrativa. Si osservano  il grado  di organizzazione e coerenza del discorso e il livello di intellegibilità.

Descrive un’immagine

  • Descrive in maniera coerente e completa formulando frasi in autonomia
  • Descrive in maniera approssimativa/aiutato dalle domande del terapista
  • Completa le frasi del terapista/non coglie sempre il significato dell’immagine
  • Non descrive

Note:

Racconta esperienze personali (es. cosa ha fatto il giorno precedente, che gioco abbiamo fatto in seduta)

  • Spesso
  • Qualche volta
  • Mai

Ciò che dice:

  • È coerente
  • Non è sempre coerente

Ciò che dice:

  • È intellegibile
  • Non è sempre intellegibile

Note:

Punteggio:

Nella prova di descrizione il punteggio viene assegnato seguendo l’ordine dei parametri di valutazione indicati a fianco alla voce: si parte dal punteggio 3 del primo parametro dall’alto, fino all’ultimo parametro corrispondente a punteggio 0.

Per l’item sul racconto invece l’attribuzione di punteggio è la seguente:

0

Non racconta mai

1

Racconta qualche volta, in maniera non sempre coerente e/o intellegibile

2

Racconta spesso, in maniera non sempre coerente e/o intellegibile

oppure

Racconta qualche volta, in maniera sempre coerente e intellegibile

3

Racconta spesso, in maniera coerente/intellegibile

 

Relazioni logico-temporali

Viene indagata la capacità di comprendere le relazioni logico-temporali alla base della narrazione attraverso il sequenziamento di serie di tre semplici immagini (Fig. 6).

immagini utilizzate nella prova di sequenziamento - 1

immagini utilizzate nella prova di sequenziamento - 2

immagini utilizzate nella prova di sequenziamento - 3

Figura 6: immagini utilizzate nella prova di sequenziamento.

Riconosce le relazioni logico-temporali alla base della narrazione:

Sequenzia correttamente tre immagini, differenziando ciò che viene prima e ciò che viene dopo

  • Sempre (3 sequenze)
  • Spesso (2 sequenze)
  • Raramente (1 sequenza)
  • Mai

Note:

Punteggio:

Il punteggio viene assegnato seguendo l’ordine dei parametri di valutazione indicati a fianco alla descrizione della voce: si parte dal punteggio 3 del primo parametro dall’alto, fino all’ultimo parametro corrispondente a punteggio 0.

 

TEORIA DELLA MENTE

Attraverso la somministrazione del “compito di Max” e del “compito del ragazzo e il poliziotto” viene indagata la consapevolezza del soggetto riguardo gli stati mentali (emozioni, stati d’animo, desideri) della persona e la possibile discrepanza tra i punti di vista propri e altrui.

Attraverso il supporto di due pupazzetti e due scatoline viene raccontata la storia di Max, che in breve consiste nei seguenti passaggi: ci sono due scatole in una stanza; Max mette la sua cioccolata dentro una delle due scatole ed esce dalla stanza; il papà di Max, in sua assenza, sposta la cioccolata nell’altra scatola; Max torna e cerca la sua cioccolata. Al bambino vengono poste tre domande. La prima indaga la comprensione del concetto di falsa credenza: “Max dove cercherà la sua cioccolata?”. Le seconde due domande sono di prova, per valutare la comprensione della storia: “Dove si trova davvero la cioccolata?”, “Dov’era la cioccolata all’inizio?”.

Comprende il concetto di falsa credenza: Il compito di Max

  • Riconosce qual è il primo posto in cui Max cerca la cioccolata
  • Riconosce dove si trova davvero la cioccolata
  • Ricorda dov’era all’inizio la cioccolata
  • Non comprende nessuna delle tre richieste

Note:

Punteggio:

0

Non comprende nessuna delle tre richieste

1

Risponde correttamente a una delle due domande di prova, ma non comprende il concetto di falsa credenza

2

Risponde correttamente a entrambe le domande di prova, ma non comprende il concetto di falsa credenza

3

Comprende il concetto di falsa credenza e risponde correttamente a tutte e tre le richieste

La seconda prova del dominio consiste nel “compito del ragazzo e il poliziotto” e indaga le capacità di decentramento del bambino rispetto alla propria prospettiva percettiva. Anche in questo caso si utilizzano due pupazzetti, uno rappresenta il ragazzo, l’altro il poliziotto. All’interno di quattro quadranti separati da due pareti intersecate a croce (Fig. 7), il bambino muove il pupazzo-ragazzo in modo da non farsi vedere dal pupazzo-poliziotto, che viene spostato dalla terapista da un’estremità all’altra delle pareti. Il bambino dovrà effettuare un decentramento e rappresentarsi la prospettiva del ragazzo (e/o del poliziotto) per capire quando viene o non viene visto dal poliziotto.

compito del ragazzo e il poliziotto

compito del ragazzo e il poliziotto - 2

Figura 7: il “compito del ragazzo e il poliziotto”.

Svolge il compito de “il ragazzo e il poliziotto”

  • Sposta correttamente il pupazzo
  • Svolge il compito su facilitazione verbale
  • Svolge il compito su dimostrazione
  • Non sposta il pupazzo/lo sposta a caso

Note:

Punteggio:

Il punteggio viene assegnato seguendo l’ordine dei parametri di valutazione indicati a fianco alla descrizione della voce: si parte dal punteggio 3 del primo parametro dall’alto, fino all’ultimo parametro corrispondente a punteggio 0.

 

GIOCO SIMBOLICO

Per questo dominio, non valutabile attraverso prove standardizzate, vengono proposti una serie di item come guida all’osservazione del gioco spontaneo del bambino. In particolare indaga la qualità del gioco imitativo e simbolico.

Punteggio:

Viene assegnato un punteggio da 0 a 3 in base alla frequenza di presentazione di ogni item: mai (0), di rado (1), spesso (2) e sempre (3).

 

SEMPRE

3

SPESSO

2

DI RADO

1

MAI

0

Fa giochi di imitazione di attività quotidiane su di sé

       

Fa giochi di imitazione di attività con un oggetto

       

Gioca a “far finta di …”

       

Inventa e racconta storie con omini/bambole/animali

       

Dà voce ai personaggi

       

Esprime con le parole gli statid’animo

       

Esprime con le parole i desideri

       

Descrive le proprie azioni e le altrui

       

Inventa semplici storie

       

Utilizza il linguaggio per immettere nella storia elementi non presenti

       

Intraprende giochi di fantasia dove assume un ruolo preciso

       

 


  • 2 Gison G., Minghelli E. e DI Matteo V. (2007) “Una testimonianza del percorso per l’individuazione di procedure valutative neuropsicomotorie”, Psicomotricità, vol. 11, n.3.
  • 3 Abilità Prassiche e della Coordinazione Motoria.
  • 4 Griglia di Analisi delle Prassie Transitive.
  • 5 Wechsler Preschool and Primary Scale of Intelligence.
  • 6 Wechsler Intelligence Scale for Children.