PREMESSA - INTRODUZIONE - La nuova terapia farmacologica per l’Atrofia Muscolare Spinale 5q: il ruolo delle scale di valutazione e dell’intervento riabilitativo

PREMESSA - INTRODUZIONE - La nuova terapia farmacologica per l’Atrofia Muscolare Spinale 5q: il ruolo delle scale di valutazione e dell’intervento riabilitativo

PREMESSA

In un momento storico in cui la tecnologia e la ricerca scientifica prendono un posto di livello nella clinica, reputo fondamentale l’integrazione di tali mezzi con quello che è il lavoro del Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva. In particolare, dopo aver osservato l’emozione dei clinici e immaginato quella delle famiglie di pazienti affetti da SMA (Atrofia Muscolare Spinale), a seguito della registrazione del farmaco Nusinersen e l’utilizzo di questo per la cura unicamente di questa patologia, mi è sembrato doveroso dedicarci spazio e tempo in quello che è il mio percorso di studi e sperare che questo ambito sia presente anche nel mio percorso lavorativo.

Al di là dell’ambito prettamente scientifico, ciò che mi ha fatto davvero appassionare a questa tematica è senza dubbio la rivoluzione che un farmaco può creare in una patologia definita degenerativa. Allungare l’aspettativa di vita e soprattutto, migliorarne la qualità, in pazienti destinati a non raggiungere alcune tappe motorie o a vederle con il tempo regredire è possibile grazie alle nuove terapie farmacologiche, alle tecnologie ed al lavoro che l’operatore e la famiglia a contatto con un paziente affetto da SMA compiono ogni giorno.

A seguito della mia osservazione posso affermare che siamo in un momento davvero speciale per tutte le famiglie inserite in questo percorso che comprende l’utilizzo di Nusinersen. Un periodo di rivoluzione in cui la diagnosi genetica non corrisponde più alla sintomatologia attesa; un periodo in cui non vi è più un’unica strada dettata dalla patologia ma la presenza di tante strade che vanno a ribaltare il modo in cui da sempre la SMA è stata concepita.

INTRODUZIONE

L’obiettivo principale del lavoro svolto è andare a osservare le modificazioni dal punto di vista delle funzioni motorie globali nei bambini che attualmente sono inseriti nel progetto che permette loro di assumere Nusinersen presso l’Ospedale Regina Margherita di Torino. Inoltre, a tale obiettivo se ne associa un secondo, non meno importante, di andare a valutare se il supporto fisioterapico, della figura del TNPEE (Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva) o terapia fisica in generale, possano aumentare la probabilità di ottenere risultati soddisfacenti per quanto riguarda le funzioni motorie.

Questi obiettivi hanno come ipotesi di partenza l’osservazione di alcuni studi volti a valutare l’efficacia del farmaco dal punto di vista clinico e la possibile correlazione dei cambiamenti motori con una corretta terapia fisica e una periodica valutazione funzionale di tali cambiamenti.

In particolare, per quanto concerne la terapia fisica e la valutazione funzionale, la loro importanza è interamente esplicitata nelle Linee Guida per la Riabilitazione delle Malattie Neuromuscolari Infantili di Origine Genetica(1) (che verranno approfondite in seguito), realizzate a seguito di una Consensus Conference nell’anno 2002 con un grado di raccomandazione pari a 4 (forte consenso degli esperti). L’importanza della riabilitazione è stata successivamente ribadita fino alle più attuali Standard of Care(2) accanto alle raccomandazioni di carattere clinico.

Riferendosi, invece, agli studi volti a misurare l’efficacia del farmaco, Nusinersen, pur essendo attualmente utilizzato per una sola patologia rara, è stato valutato mediante un estensivo programma clinico composto da 8 studi che si differenziano principalmente per l’età di insorgenza dei sintomi e dalla fase dello studio cui appartengono. In particolare, tra questi studi, risultano maggiormente rilevanti al fine di questa tesi, due studi di fase 3 (studio di grande dimensione a conferma di sicurezza ed efficacia), randomizzati, in doppio cieco.

Pur valutando il farmaco sue due tipologie di popolazioni differenti (il primo studio su pazienti con insorgenza della patologia in età neonatale, il secondo studio su pazienti con patologia ad insorgenza più tardiva), gli endpoint primari si basano in entrambi i casi anche, se non esclusivamente su cambiamenti a livello motorio. Nel primo studio, con patologia ad insorgenza precoce, si valuta il “motor milestone response” del gruppo che assume il farmaco rispetto al gruppo controllo. Nel secondo studio l’unico endpoint primario si basa proprio sulla valutazione funzionale andando ad osservare la variazione rispetto al basale nel punteggio della Hammersmith Functional Motor Scale- Expanded (HFMSE) a 15 mesi.

In entrambi gli studi si è dimostrato come grazie al farmaco fosse possibile ottenere dei miglioramenti statisticamente e clinicamente significativi riguardanti le motor milestone.(3)

Gli studi quindi, danno indicazione di quanto sia importante il miglioramento della sintomatologia motoria, maggiormente deficitaria.

Da qui, risulta indispensabile il monitoraggio delle funzioni motorie tramite l’applicazione di scale di valutazione standardizzate ed il supporto dal punto di vista riabilitativo durante il progredire della patologia, lavoro svolto in équipe multidisciplinare che vede al suo interno, come figura professionale, anche il TNPEE.