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INTRODUZIONE - Disturbi Visivi associati alle Paralisi Cerebrali Infantili ed Intervento Riabilitativo di tipo Neuropsicomotorio

Tesi di Laurea di: Francesca BLASI - Disturbi Visivi associati alle Paralisi Cerebrali Infantili ed Intervento Riabilitativo di tipo Neuropsicomotorio - Sapienza Università di Roma - Anno Accademico 2017-2018.

La vista può essere considerata come il senso più sviluppato e perfezionato dell'essere umano e allo stesso tempo il più importante; essa infatti condiziona quasi tutte le relazioni dell'organismo con il mondo esterno. Fin dalle primissime fasi della vita il bambino utilizza le informazioni visive in un contesto multi - ed inter - modale, categorizzandole e creando rappresentazioni mentali. Questo gli permette di stabile rapporti con il mondo esterno, e di assegnare un significato ai suoi comportamenti: ne deduce che il bambino inizierà ad organizzare la sua “attività”, motoria e cognitiva, sulla base delle sue conoscenze sensoriali, interandole man mano con il bagaglio di esperienze passate acquisite.

Nel bambino con patologia,il meccanismo di percezione delle informazioni e della loro elaborazione,è lo stesso: cambiano le modalità in cui questo avviene.

La paralisi cerebrale infantile ( PCI ) può essere considerata come una disabilità non tanto motoria, quanto multipla, in quanto alla stessa disabilità motoria si associano disabilità cognitive, sensoriali, percettive.

I sintomi ed i segni clinici non “neuromotori” convenzionali rivestono un ruolo importante nella maggior parte dei casi per la prognosi della patologia, ed in questo caso ci si riferisce a tutte quelle componenti sensoriali, percettive, percettive - motorie, prassiche, gnosiche e cognitive.

Dal punto di vista della riabilitazioni mi è sembrato opportuno sottolineare l'importanza che il disturbo visivo ricopre sulla disabilità motoria e, in generale, sulla possibilità di uno sviluppo dell'individuo il più possibile armonico ed intergato.

La stessa paralisi cerebrale può infatti essere considerata una disabilità in età evolutiva, in cui la costruzione e l'evoluzione delle funzioni adattive avviene in base al modo in cui le varie abilità, tra cui principalmente quella motoria e sensoriale, si rapportano tra loro e si trasformano.

Nel mio studio ho preso in considerazione due casi di tetraparesi spastica di particolare entità che presentano un disturbo visivo di origine centrale e strabismo, nelle diverse forme.

Ai fini puramente riabilitativi, sono state avanzate proposte di esercizio mirate alla abi - riabilitazione della funzionalità dell'esplorazione visiva, e sono stati successivamente analizzati i risultati del trattamento, considerando i miglioramenti in campo adattivo del singolo bambino, nella maturazione di una maggiore coscienza di sè e della sua capacità di organizzazione motoria.

Tratto da www.neuropsicomotricista.it  + Titolo dell'articolo + Nome dell'autore (Scritto da...) + eventuale bibliografia utilizzata

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