INTRODUZIONE - Confronto interculturale della comunicazione nella diade Mamma-Bambino attraverso il Neuropsychomotor Video Analysis

Tesi di Laurea di: Valentina VERGANI - Confronto interculturale della comunicazione nella diade Mamma-Bambino attraverso il Neuropsychomotor Video Analysis - Università degli Studi di Milano-Bicocca - Anno Accademico 2011-2012.

La nascita di un bambino comporta sempre molti cambiamenti nella vita della madre, che, per un periodo importante, ma transitorio, entra in una fase definita da Stern “costellazione materna”[1]. Fin da prima della gravidanza e per un certo periodo dopo il parto, essa diventa la linea organizzativa dominante nella vita psichica della madre, determinando una serie di nuove sensibilità, fantasie, paure e desideri.

Durante la gravidanza tutte le madri cominciano a sviluppare delle rappresentazioni sempre più dettagliate riguardo a come sarà il proprio figlio, ridefinendo progressivamente la propria identità e riorganizzando le proprie abitudini rispetto alle esigenze del bambino.

Nelle prime fasi dello sviluppo del bambino, fondamentale risulta il ruolo della madre nel processo di crescita; quest’ultima è infatti il primo “ambiente” di cui il bambino fa esperienza e sarà proprio la relazione che si instaurerà tra la madre e il suo bambino ad influenzarne lo sviluppo psichico.

Per le madri straniere, la maternità costituisce un'esperienza di forte intensità emotiva, perché, alla situazione di crisi che ogni madre e padre sperimentano durante la gravidanza e le prime fasi di sviluppo di un bambino, si somma il fatto di vivere un momento molto importante e trasformativo per la propria identità e per il proprio ruolo, in assenza della famiglia allargata che normalmente costituisce un contenitore che sostiene la nuova situazione sia dal punto di vista concreto, che da quello simbolico e tradizionale. In diverse culture il concetto di famiglia allargata è fondamentale ed è in questo contesto che si impara a diventare madri, seguendo l’esempio e i consigli delle donne più anziane o che hanno già vissuto la maternità.

Le donne di diverse culture, specie quelle arabe, sudamericane, o africane, che affrontano la gravidanza, sono accompagnate e iniziate, in molti paesi, dal gruppo delle co-madri che comprende più generazioni di donne e che costituisce un contenitore e un sostegno nell’affrontare la maternità e le responsabilità che essa comporta; a queste donne è affidato il compito di accompagnare la madre, di prepararla alle diverse tappe dello sviluppo e di interpretare i sogni della madre stessa che parlano del bambino. Per molte culture le mamme non sono delle singole persone, ma sono una categoria, cioè sono altre donne della stessa età della mamma, o più vecchie, che si trovano in condizioni tali da poter essere mamme.

Winnicott afferma come in questo periodo la madre si trovi a vivere uno stato psicologico particolare, da lui definito “preoccupazione materna primaria”[2], caratterizzato dalla capacità di identificarsi con il proprio bambino, diventando particolarmente sensibile ai suoi bisogni.

Secondo Bowlby, il bambino, alla nascita, possiede una predisposizione genetica a sviluppare un attaccamento nei confronti della figura materna[3]: se la madre risulterà sufficientemente buona e quindi, dotata di “preoccupazione materna primaria”, si svilupperà una relazione sana e il bambino maturerà un attaccamento sicuro.

Questo studio si propone di osservare, valutare e confrontare lo sviluppo della comunicazione mamma bambino in diadi italiane e di altre culture migrate in Italia e di verificare se e come condizioni di precarietà economica e sociale influenzino le modalità di interazione dei bambini.


[1] Stern D.N, La costellazione materna. Il trattamento psicoterapeutico della coppia madre-bambino. Torino: Universale  

    Bollati Boringhieri, 2007

[2] Winnicott D.W, Psicoanalisi dello sviluppo . Roma: Armando Editore, 2004

[3] Bowlby J. Attaccamento e Perdita. L’attaccamento alla madre. Torino: Boringhieri, 1972

   Bowlby J. Attaccamento e Perdita. La separazione dalla madre. Torino: Boringhieri, 1973

   Bowlby J. Una base sicura: applicazioni cliniche della teoria dell’attaccamento. Torino: Raffaello Cortina Editore, 1989