RISULTATI - Valutazione dello Sviluppo Motorio in bambini con Disturbo dello Spettro Autistico con ICF-CY

NALISI DELLE CARATTERISTICHE SOCIODEMOGRAFICHE

Il campione è costituito da 36 bambini con diagnosi primaria di Disturbo dello Spettro Autistico (F.84), 27 maschi (75%) e 9 femmine (25%), di età compresa tra i 17 mesi e gli 8 anni e 7 mesi (età media = 39,7 mesi; DS = 17,95), 15 soggetti di origine italiana (41,7%) e 21 soggetti provenienti da famiglie in cui almeno uno dei genitori o tutori del minore abbia una pregressa storia migratoria (58,3%).

ANALISI DEL LIVELLO DI GRAVITÀ DEI SINTOMI

Dei 36 pazienti inclusi nel campione, 7 soggetti sono stati sottoposti al test ADOS (19,4%) e 29 soggetti alla più recente versione ADOS-2 (80,6%). Il punteggio totale medio ottenuto dai bambini sottoposti al test ADOS corrisponde a 20,57 (DS = 0,54), mentre quello ottenuto dai pazienti a cui è stato somministrato il test ADOS-2 è di 20,35 (DS = 4,81). In funzione dei risultati ottenuti alla somministrazione del test ADOS o ADOS-2 è stato quindi possibile suddividere i soggetti del campione in due gruppi rappresentativi del diverso livello di gravità dei sintomi, con 9 soggetti rientranti nella fascia di gravità da “Da lieve a moderato" (25%) e 27 soggetti inclusi nella fascia "Grave" (75%). Dalle indagini eseguite mediante l’applicazione del test statistico non-parametrico di Pearson Chi-Square, non è stata rilevata la presenza di differenze significative tra gruppi campione rispetto alle variabili sociodemografiche di sesso, fascia d’età e nazionalità in rapporto al grado di severità dei sintomi relativi allo spettro autistico (p > 0,05): si può pertanto affermare che i valori attribuiti alla variabile “gravità dei sintomi” risultano ben distribuiti all’interno dei diversi gruppi campione in funzione delle caratteristiche sociodemografiche prese in esame e si può quindi considerare l’insieme dei soggetti selezionati come unità campionaria omogenea per lo sviluppo dello studio. All’interno della Tavola 1 sono riportati i dati relativi alla distribuzione percentuale dei soggetti per sesso, nazionalità e fascia d’età all’interno delle classi di gravità “Da lieve a moderata” e “Grave”.

 

TAVOLA 1

Distribuzione percentuale dei soggetti per sesso, nazionalità e fascia d’età in funzione della gravità dei sintomi relativi allo spettro autistico, valutata mediante somministrazione del test ADOS o ADOS-2.

Distribuzione percentuale dei soggetti per sesso, nazionalità e fascia d’età in funzione della gravità dei sintomi relativi allo spettro autistico, valutata mediante somministrazione del test ADOS o ADOS-2.

ANALISI DEI CODICI ICF-CY ESTESA A TUTTO IL CAMPIONE

I risultati emersi dall’analisi statistica condotta sull’intero gruppo campione mostrano come il profilo funzionale medio dei soggetti presi in esame si caratterizzi per la presenza di difficoltà diffuse in tutti gli ambiti dello sviluppo indagati, sia per quanto riguarda il dominio Funzioni corporee (m = 1,68), sia nel contesto di Attività e partecipazione (m = 1,49). L’area in cui si riscontrano più marcati segni di compromissione generale è quella relativa a Funzioni della voce e dell’eloquio, in cui viene superato il limite soglia di “moderata” difficoltà (m = 2,14). L’ambito in cui invece si osservano minori cadute è Mobilità, con valore medio di poco inferiore al livello soglia “lieve” (m = 0,57). Tra le Funzioni corporee in particolare è possibile individuare nel codice b330 - Funzioni della fluidità e del ritmo dell’eloquio l’insieme di competenze maggiormente deficitarie (m = 2,69), mentre nell’ambito di Attività e partecipazione si rileva nel codice d220 - Intraprendere compiti articolati il grado più elevato di difficoltà (m = 2,31). In Tavola 2 è illustrato l’andamento generale dell’indice medio di compromissione calcolato sull’intero gruppo campione per ciascuno dei codici e degli ambiti dello sviluppo funzionale in cui questi sono inclusi.

ANALISI DEI CODICI ICF-CY PER “GRAVITÀ DEI SINTOMI ”

I risultati ottenuti attraverso l’analisi di confronto parametrico One-Way ANOVA hanno evidenziato l’esistenza di differenze significative notevoli tra i valori dei punteggi attribuiti ai pazienti per ciascun insieme di codici, ciascuno relativo a uno specifico ambito dello sviluppo motorio, in soggetti con diverso livello di gravità dei sintomi relativi allo spettro autistico: Funzioni corporee (p < 0,001), in cui sono comprese Funzioni mentali (p = 0,001), Funzioni delle voce e dell’eloquio (p = 0,001) e Funzioni neuro-muscoloscheletriche e correlate al movimento (p = 0,025), e il dominio Attività e partecipazione (p < 0,001), che include Apprendimento e applicazione delle conoscenze (p = 0,027), Compiti e richieste generali (p = 0,010), Comunicazione (p < 0,001) e Mobilità (p = 0,013). Il valore dell’indice medio di compromissione calcolato per ciascuno dei due gruppi in ogni ambito risulta sempre maggiore per i bambini affetti da forme patologiche severe rispetto a quello calcolato per i soggetti con sintomi lievi o moderati, come illustrato in Tavola 3A.

La Tabella I presentata all’interno dell’Allegato 2 illustra i risultati ottenuti dall’analisi statistica descrittiva relativamente al livello medio di compromissione per ogni ambito dello sviluppo funzionale motorio dei soggetti con Disturbo dello Spettro Autistico in funzione della variabile fissa “gravità dei sintomi”.

 

TAVOLA 2

Andamento generale dell’indice medio di compromissione dei soggetti del gruppo campione per ciascuno dei codici della Scheda di Valutazione Motoria ICF-CY. In rilievo gli indicatori relativi ai rispettivi ambiti dello sviluppo funzionale in cui i codici sono inclusi: Funzioni mentali, Funzioni della voce e dell’eloquio, Funzioni neuro-muscoloscheletriche e correlate al movimento, Apprendimento e applicazione delle conoscenze, Compiti e richieste generali, Comunicazione e Mobilità.

Andamento generale dell’indice medio di compromissione dei soggetti del gruppo campione per ciascuno dei codici della Scheda di Valutazione Motoria ICF-CY. In rilievo gli indicatori relativi ai rispettivi ambiti dello sviluppo funzionale in cui i codici sono inclusi: Funzioni mentali, Funzioni della voce e dell’eloquio, Funzioni neuro-muscoloscheletriche e correlate al movimento, Apprendimento e applicazione delle conoscenze, Compiti e richieste generali, Comunicazione e Mobilità.

 

Grazie all’applicazione del test statistico di Pearson Chi-Square sono stati infine confrontati i valori dei qualificatori attribuiti ai soggetti del campione per ogni codice in relazione alla variabile fissa “gravità dei sintomi”, valutata attraverso la somministrazione del test standardizzato ADOS o ADOS-2. È stato quindi possibile rilevare la presenza di notevoli differenze significative tra i gruppi alla valutazione dei codici b1144 – Orientamento rispetto allo spazio (p = 0,009), b1304 – Controllo degli impulsi (p = 0,001), b1471 – Qualità delle funzioni psicomotorie (p = 0,014), b163 – Funzioni cognitive di base (p = 0,026), b16703 - Recepire il linguaggio gestuale (p = 0,001), b16713 – Espressione del linguaggio gestuale (p < 0,001), b1801 – Immagine corporea (p = 0,021), b310 – Funzioni della voce (p = 0,027), b320 – Funzioni dell’articolazione della voce (p = 0,038), b330 – Funzioni della fluidità e del ritmo dell’eloquio (p = 0,007), b7601 – Controllo di movimenti volontari complessi (p = 0,005), b7653 – Stereotipe e perseverazione motoria (p = 0,018), d130 – Copiare (p < 0,001), d1551 – Acquisizione di abilità complesse (p = 0,047), d210 – Intraprendere un compito singolo (p = 0,022), d220 – Intraprendere compiti articolati (p = 0,034), d3150 – Comunicare con – ricevere – gesti del corpo (p = 0,001), d3350 – Produrre gesti con il corpo (p < 0.001). In Tavola 3B è rappresentato il grafico che illustra il differente andamento dell’indice medio di compromissione per i soggetti inclusi nelle fasce di gravità sintomatologica “Da lieve a moderata” e “Grave” per i codici presi in esame. I risultati dell’analisi statistica sono illustrati nella Tabella IV all’interno dell’Allegato 3.

b1 – Funzioni mentali

Quanto emerge dal calcolo dell’indice medio di compromissione per gruppi di soggetti con diverso livello di gravità dei sintomi relativamente all’ambito delle Funzioni mentali pone in evidenza come i pazienti affetti da forme patologiche severe presentino un livello medio di compromissione tendente perlopiù verso la soglia di “moderata” difficoltà (m = 1,66), laddove i bambini con sintomi lievi o moderati manifestano deficit nel complesso valutati come poco superiori a “lieve” (m = 1,13). I codici inclusi nel capitolo Funzioni mentali in cui si rilevano specifiche differenze significative tra i gruppi sono:

b1144 – Orientamento rispetto allo spazio

Dall’analisi dei dati relativi al codice b1144 è possibile osservare come il livello di deficit funzionale dei bambini affetti da forme patologiche più gravi, si attesti in prevalenza tra i qualificatori 1 (37%) e 2 (51,9%), mentre per i bambini con sintomi patologici lievi o moderati risulta predominante l’utilizzo dei qualificatori 0 (44,4%) e

 

TAVOLA 3

A.Andamentodell’indice medio di compromissione relativo agli ambiti di sviluppo indagati con la Scheda di Valutazione Motoria ICF-CY per entrambi i gruppi di soggetti con sintomatologia “Da lieve a moderata” e “Grave”.

A.Andamentodell’indice medio di compromissione relativo agli ambiti di sviluppo indagati con la Scheda di Valutazione Motoria ICF-CY per entrambi i gruppi di soggetti con sintomatologia “Da lieve a moderata” e “Grave”.

B.Andamentodell’indice medio di compromissione tra gruppi di soggetti con sintomatologia “Da lieve a moderata” e “Grave” per i codici b1144, b1304, b1471, b163, b16703, b16713, b1801, b310, b320, b330, b7601, b7653, d130, d1551, d210, d220, d3150, d3350, d410 e d415.

 

1 (44,4%): il grado medio di compromissione o ritardo di sviluppo nella comparsa della funzione di Orientamento rispetto allo spazio risulta pertanto minore o nullo per i soggetti affetti da forme patologiche più lievi (m = 0,67) rispetto ai soggetti che presentano una sintomatologia severa (m = 1,63), di cui il 7,4% sembra infatti presentare difficoltà valutate come “gravi”.

b1304 – Controllo degli impulsi

I risultati ottenuti per il codice b1304 indicano la presenza di maggiori difficoltà di Controllo degli impulsi per i bambini inclusi nella fascia di gravità patologica più elevata, il cui grado di compromissione risulta essere valutato nel 66,7% dei casicome “moderato” e nel 29,6% come “grave” (m = 2,26), in contrapposizione a quanto osservato per i bambini affetti da forme patologiche più lievi, che mostrano nel complesso un indice medio di compromissione compreso tra “lieve” (55,6%) e “moderato (33,3%) (m = 1,56).

b1741 – Qualità delle funzioni psicomotorie

Analoghe conclusioni possono essere tratte in merito all’osservazione della differente distribuzione percentuale dei qualificatori all’interno dei gruppi di soggetti che manifestano caratteristiche sintomatologiche minori, il cui livello di compromissione risulta “nullo” nel 22,2% dei pazienti o descritto in termini di gravità “lieve” nel 77,8% (m = 0,78), e dei soggetti affetti da forme patologiche più severe, il cui indice medio di compromissione sembra invece tendere perlopiù verso la soglia “moderata” (m = 1,48): nonostante infatti alla valutazione della Qualità delle funzioni psicomotorie prevalga anche per questo gruppo l’utilizzo del qualificatore 1 (55,6%), risulta al contempo altrettanto frequente l’attribuzione del punteggio 2 (40,7%) o più raramente 3 (3,7%), che tende a spostare l’indice medio di compromissione verso limiti soglia superiori.

b16703 – Recepire il linguaggio gestuale

Per quanto riguarda l’analisi del codice b16703 è possibile notare come i soggetti affetti da sintomi patologici più severi tendano a mostrare in genere maggiori difficoltà rispetto ai bambini inclusi nella fascia di gravità minore: se infatti questi ultimi sembrino in prevalenza non mostrare segni di compromissione funzionale (55,6%) o presentare deficit di grado comunque “lieve” (44,4%) (m = 0,44), l’indice medio di compromissione stimato per i pazienti con sintomi più severi sembra invece collocarsi tra i livelli soglia da “lieve” (37%) a “moderato” (44,4%), con il 14,8% dei soggetti valutati con qualificatore 3 (m = 1,22).

b16713 – Espressione del linguaggio gestuale

Analoghe osservazioni possono essere formulate per il codice b16713, alla cui valutazione i soggetti affetti da forme patologiche minori tendono a mostrare difficoltà valutate in prevalenza nel range da “lieve” (22,2%) a “moderato” (77,8%) (m = 1,70), che assumono invece valori compresi tra i limiti soglia da “moderato” (29,6%) a “grave” (63%) per i pazienti con sintomi severi (m = 2,56).

b1801 – Immagine corporea

Alla valutazione della capacità di rappresentazione e consapevolezza della propria Immagine corporea, i soggetti affetti da forme patologiche minori sembrano presentare difficoltà di grado perlopiù “lieve” (55,6%) e “moderato” (33,3%) (m = 1,56), a differenza dei pazienti inclusi nella fascia di maggiore rischio o severità sintomatologica, che mostrano invece un indice medio di compromissione compreso nel range tra “moderato” (63%) e “grave” (25,9%) (m = 2,15).

b3 – Funzioni della voce e del l’ eloquio

Differenze significative di entità in assoluto maggiore tra soggetti affetti da forme di Disturbo dello Spettro Autistico di diversa gravità si osservano nell’abito delle Funzioni della voce e dell’eloquio, alla cui valutazione i pazienti con sintomi di grado severo mostrano un livello di difficoltà generale superiore rispetto a tutti gli altri ambiti indagati, con indice medio di compromissione compreso tra “moderato” e “grave” (m = 2,33). Minori difficoltà si rilevano invece per i soggetti con sintomi minori, che presentano un indice medio di compromissione compreso tra “lieve” e “moderato” (m = 1,55). Segue l’analisi dettagliata dei codici relativi a questo ambito dello sviluppo funzionale:

b310 – Funzioni della voce

Per le Funzioni della voce in particolare si rileva l’attribuzione preponderante in entrambi i gruppi del qualificatore 1, con prevalenza del 66,7% nei pazienti con sintomi più lievi (m = 0,67) e del 55,6% nei pazienti gravemente patologici (m = 1,41): contribuisce pertanto ad incrementare la differenza nell’andamento medio del livello di compromissione tra i due gruppi il riscontro nei soggetti con sintomi severi di difficoltà valutate come “moderate” nel 37% dei casi e come “gravi” nel restante 3,7%, in contrasto a quanto emerso per il 33,3% dei pazienti con sintomi lievi, risultati invece privi di deficit funzionali.

b320 – Funzioni dell ’articolazione della voce

Appare più disomogenea la distribuzione percentuale dei qualificatori all’interno dei gruppi alla valutazione delle Funzioni dell’articolazione della voce: vengono infatti attribuiti con più elevata frequenza i qualificatori 3 (33,3%) e 4 (29,6%) ai pazienti con sintomi gravi (m = 2,74), e i qualificatori 2 (44,4%) e 0 (22,2%) ai soggetti con forme patologiche minori, il cui livello di compromissione medio si colloca all’interno della fascia di difficoltà da “lieve” a “moderata” (m = 1,78).

b330 – Funzioni della fluidità e del ritmo dell’eloquio

In ultimo, alla valutazione delle Funzioni della fluidità e del ritmo dell’eloquio i soggetti con sintomi minori (m = 22,2) presentano in prevalenza difficoltà valutate come “moderate” (55,6%), ma mostrano al contempo picchi di frequenza nelle fasce “grave” (33,3%) e “lieve” (11,1%). Ciò non vale invece per i soggetti affetti da forme patologiche gravi (m = 2,85), che tendono in prevalenza a presentare difficoltà valutate come “gravi” (85,2%).

b7 – Funzioni neuro-muscoloscheletriche e correlate al movimento

Meno ingente ma comunque significativa risulta essere la differenza osservata relativamente all’ambito delle Funzioni neuro-muscoloscheletriche e correlate al movimento tra gli indici medi di compromissione calcolati per i soggetti con sintomi relativi allo spettro autistico lievi o moderati (m = 1,04) e i pazienti con forme patologiche severe (m = 1,46), per i quali ancora si rilevano maggiori deficit funzionali. Tra le abilità specifiche in cui si riscontrano differenze significative di rilevante entità sono incluse:

b7601 – Controllo di movimenti volontari complessi

Il differente grado di compromissione osservato tra i gruppi alla valutazione del codice b7601 sembra indicare l’esistenza anche per la capacità di Controllo di movimenti volontari complessi di deficit funzionali di grado maggiore nei soggetti affetti da forme patologiche severe (m = 1,67), ai quali viene attribuito con più intensa frequenza il qualificatore 2 (74,4%), indicante un grado di compromissione “moderato”, laddove per il gruppo di bambini con sintomi minori (m = 1,22) sembra prevalere l’assegnazione del punteggio 1 (77,8%) rispetto a 2 (22,2%).

b7653 – Stereotipie e perseverazione motoria

Anche alla valutazione di un ambito tanto peculiare nel contesto del Disturbo dello Spettro Autistico quanto quello relativo a Stereotipie e perseverazione motoria si rilevano punteggi indicanti un livello medio di compromissione incuso nel range da “moderato” (51,9%) a “grave” (33,3%) per il gruppo di soggetti affetti da forme sintomatologiche più severe (m = 2,15), laddove per le forme lievi e moderate del disturbo il livello di deficit si attesterebbe poco al di sopra della soglia “lieve” (44,4%) (m = 1,11).

d1 – Apprendimento e applicazione delle conoscenze

L’indice medio di compromissione calcolato per l’ambito di Apprendimento e applicazione delle conoscenze per soggetti affetti da gravi sintomi relativi allo spettro autistico riporta valori compresi tra i livelli di “lieve” e “moderata” difficoltà (m = 1,32), laddove per i pazienti affetti da forme patologiche minori il suo valore risulta di poco inferiore al limite soglia “lieve” (m = 0,97). Le abilità in cui risulta più rilevante il rapporto tra gravità del deficit funzionale e grado di severità patologica sono:

d130 – Copiare

I risultati emersi alla valutazione del codice d130 mettono in evidenza come sia 0 (44,4%) il punteggio più spesso attribuito relativamente alla capacità di Copiare ai bambini con forme patologiche meno gravi, ad indicare la prevalente assenza di difficoltà per la funzione considerata (m = 0,78), a cui segue l’attribuzione dei qualificatori 1 (33,3%) e più raramente 2 (22,2%). Andamento inverso si rileva invece per il gruppo di soggetti affetti da sintomi patologici più gravi, che sembrano presentare in tale ambito difficoltà costanti e significative (m = 2,33): la frequenza percentuale nell’assegnazione dei punteggi tenderebbe infatti ad aumentare da 1 (11,1%) verso 2 (44,4%) e 3 (44,4%).

d1551 – Acquisizione di abilità complesse

Alla valutazione del codice d1551 si nota la costante presenza all’interno gruppo campione di diffuse difficoltà in merito alla capacità di Acquisizione di abilità complesse, per la quale i soggetti con disturbi patologici minori mostrano un indice medio di compromissione tendente da “lieve” (11,1%) a “moderato” (88,9%) (m = 1,89), che nei pazienti con sintomi severi si sposta invece nel range di valori compresi tra “moderato” (44,4%) e “grave” (40,7%) (m = 2,26), con minore incidenza di casi valutati come “lievemente” compromessi (14,8%).

d2 – Compiti e richieste generali

Relativamente all’ambito di Compiti e richieste generali il valore dell’indice medio di compromissione calcolato per i soggetti affetti da forme patologiche severe si attesta a livelli molto vicini alla soglia di “moderata” difficoltà (m = 1,96), mentre nei pazienti con sintomi più lievi raggiunge un livello di poco inferiore (m = 1,61). È significativo notare che proprio in questo ambito di sviluppo i soggetti inclusi nella fascia di gravità minore mostrano in assoluto deficit di maggiore entità, sebbene comunque minori rispetto a quanto rilevato per i pazienti con sintomi più gravi. Le abilità rientranti in questo capitolo e per le quali si osservano differenze significative tra i gruppi sono:

d210 – Intraprendere un compito singolo

In merito alla capacità di Intraprendere un compito singolo, si rileva nei pazienti affetti da forme patologiche maggiori un livello medio di compromissione compreso tra “lieve” (48,1%) e “moderato” (48,1%) (m = 1,56), che tende invece verso livelli di minore gravità nei soggetti con sintomi meno severi, tutti valutati come “lievemente” compromessi (100%) (m = 1,00).

d220 – Intraprendere compiti articolati

Analoghi risultati si rilevano alla valutazione della capacità di Intraprendere compiti articolati, in cui i soggetti con sintomi severi presentano un indice medio di compromissione compreso tra “moderato” (51,9%) e “grave” (44,4%) (m = 2,48), laddove i pazienti affetti da forme patologiche più lievi risultano tutti nel complesso “moderatamente” compromessi (100%) (m = 2,00).

d3 – Comunicazione

L’ambito relativo alla Comunicazione risulta essere il secondo tra le aree di sviluppo analizzate in cui per i soggetti affetti da forme patologiche severe si rilevano più ingenti livelli di compromissione generale, con indice medio superiore alla soglia di “moderata” difficoltà (m = 2,17). Molto elevata risulta essere la differenza rispetto al gruppo di pazienti inclusi nella fascia di minore gravità sintomatologica, per i quali l’indice medio di compromissione si stima inferiore al livello soglia di ”lieve” difficoltà (m = 0,87). Per entrambi i codici inclusi in questo capitolo si osservano differenze significative notevoli tra i due gruppi:

d3150 – Comunicare con – ricevere – gesti del corpo

Dall’analisi dei dati ottenuti alla valutazione della capacità di Comunicare con – ricevere – gesti del corpo si nota la presenza di più ingenti difficoltà nei bambini affetti da forme patologiche più gravi, valutate in prevalenza come “lievi” (37%) o “moderate” (44,4%), con frequenza elevata ma non prevalente di casi “gravi” (14,8%) (m = 1,70). Per i soggetti con forme minori del disturbo si riportano invece dati riferibili ad “assente” (55,6%) o “lieve” (44,4%) compromissione (m = 0,44). d3350 – Produrre gesti con il corpo

Analoghe conclusioni si possono trarre in merito al differente andamento medio dell’indice di compromissione tra gruppi relativamente alla capacità di Produrre gesti con il corpo, alla valutazione della quale si rilevano difficoltà in prevalenza “moderate” (37%) o “gravi” (63%) nei soggetti affetti da forme patologiche severe (m = 2,63), mentre per i soggetti con sintomi minori si riportano dati riferibili a “lieve” (77,8%) o “moderata” (22,2%) difficoltà (m = 1,22).

d4 – Mobilità

Difficoltà funzionali meno ingenti rispetto a quanto rilevato per le altre aree di sviluppo analizzate si ottengono alla valutazione del capitolo Mobilità, ambito in cui entrambi i gruppi di soggetti affetti da forme patologiche severe o più lievi ottengono punteggi nel complesso inferiori al limite soglia di “lieve” compromissione. Si nota in ogni caso la presenza di deficit funzionali di più elevata entità per i pazienti inclusi nel gruppo con sintomi gravi (m = 0,65) rispetto ai soggetti con disturbi lievi o moderati (m = 0,35).

ANALISI DEI CODICI ICF-CY PER “ FASCIA D ’ETÀ ”

Dai risultati ottenuti al test di confronto parametrico One-Way ANOVA applicato ai valori dei punteggi medi attribuiti ai pazienti per ciascun ambito specifico dello sviluppo motorio, si rileva la presenza di differenze significative relativamente al dominio Funzioni corporee (p = 0,045), e all’interno di questo in particolare alle Funzioni della voce e dell’eloquio (p < 0,001), al variare dell’età dei soggetti esaminati. Allo scopo di esaminarne le differenti caratteristiche, sono stati pertanto individuati due gruppi di 18 pazienti ciascuno e suddivisi in funzione della fascia d’età d’appartenenza < 36 mesi e ≥ 36 mesi. Il valore dell’indice medio di compromissione calcolato per le diverse aree dello sviluppo sui due gruppi campione risulta essere tendenzialmente più elevato per i bambini di età < 36 mesi rispetto a quello dei soggetti di età ≥ 36 mesi, come illustrato in Tavola 4A. All’interno della Tabella II dell’Allegato 2 sono riportati i risultati ottenuti dall’analisi statistica descrittiva relativamente al livello medio di disabilità dei soggetti in funzione della “fascia d’età”. Mediante l’applicazione del test non-parametrico di Pearson Chi-Square sono stati in seguito confrontati i valori dei qualificatori attribuiti ai soggetti del campione per ogni singolo codice in funzione della variabile fissa “fascia d’età”, da cui è stato possibile rilevare la presenza di differenze significative tra i gruppi alla valutazione dei codici b1144 – Orientamento rispetto allo spazio (p = 0,042), b1473 – Dominanza manuale (p = 0,003), b1474 – Dominanza laterale (p = 0,001), b16713 – Recepire il linguaggio gestuale (p = 0,024), b310 – Funzioni della voce (p = 0,029), b320 – Funzioni dell’articolazione della voce (p = 0,004). In Tavola

4B è rappresentato il grafico che illustra il differente andamento dell’indice medio di compromissione per i soggetti inclusi nelle fasce d’età < 36 mesi e ≥ 36 mesi per i codici riconosciuti come significativi. I risultati dell’analisi statistica sono illustrati nel dettaglio all’interno della Tabella V dell’Allegato 3.

 

TAVOLA 4

A.Andamentodell’indice medio di compromissione relativo agli ambiti di sviluppo indagati con la Scheda di Valutazione Motoria ICF-CY per entrambi i gruppi di soggetti di età < 36 mesi e ≥ 36 mesi.

A.Andamentodell’indice medio di compromissione relativo agli ambiti di sviluppo indagati con la Scheda di Valutazione Motoria ICF-CY per entrambi i gruppi di soggetti di età < 36 mesi e ≥ 36 mesi.

B.Andamentodell’indice medio di compromissione tra fasce d’età < 36 mesi e ≥ 36 mesi per i codici b1144, b1473, b1474, b16713, b310 e b320.

B.Andamentodell’indice medio di compromissione tra fasce d’età < 36 mesi e ≥ 36 mesi per i codici b1144, b1473, b1474, b16713, b310 e b320.

 

b1 – Funzioni mentali

Sebbene all’analisi statistica non si rilevino differenze particolarmente significative tra bambini d’età < 36 mesi e ≥ 36 mesi per l’ambito relativo alle Funzioni mentali (p > 0,05), contrariamente a quanto invece rilevato a livello più generale per le Funzioni corporee, attraverso il calcolo dell’indice medio di compromissione sembra comunque possibile rilevare nei bambini di età < 36 mesi la tendenza a manifestare più ingenti difficoltà (m = 1,61) rispetto ai soggetti di età maggiore (m = 1,45) nell’esplicare competenze relative a questa peculiare area di sviluppo. Tali risultati trovano conferma in quanto emerso dall’analisi di alcuni specifici codici inclusi in questo ambito:

b1144 – Orientamento rispetto allo spazio

Dall’analisi dei dati relativi alla valutazione del codice b1144 si rileva una maggiore frequenza nell’attribuzione del qualificatore 1 (50%) ai soggetti della fascia d’età < 36 mesi e l’impiego prevalente del qualificatore 2 con i pazienti di età ≥ 36 mesi (44,4%). Tali evidenze sembrano in parte contrastare con quanto osservato in merito alla distribuzione media dei qualificatori tra i due gruppi, il primo dei quali sembra infatti manifestare un livello di disabilità tendenzialmente più elevato rispetto al secondo relativamente alla capacità di Orientamento rispetto allo spazio: oltre infatti all’attribuzione del qualificatore 1, risulta altrettanto frequente per i soggetti di età < 36 mesi l’assegnazione dei punteggi 2 (38,9%) e 3 (11,1%), che tendono a spostare l’indice medio di compromissione verso la soglia “moderata” (m = 1,61), contrariamente a quanto rilevato per i bambini di età ≥ 36 mesi (m = 1,17), per i quali invece prevale l’utilizzo secondario dei qualificatori 0 (27,8%) e 1 (27,8%). b1473 – Dominanza manuale

Alla valutazione della funzione di Dominanza manuale, la prevalenza di soggetti inclusi nella fascia d’età < 36 mesi presenta difficoltà stimate come “lievi” (72,2%) (m = 0,83), che tendono invece a scomparire nella maggior parte dei pazienti di età ≥ 36 mesi (55,6%) (m = 0,72). A questi ultimi viene tuttavia attribuito con discreta frequenza anche il qualificatore 2 (27,8%), assegnato più spesso del punteggio 1 (16,7%) e indicante un livello di difficoltà funzionale di grado “moderato”.

b1474 – Dominanza laterale

Analogo andamento nella distribuzione dei qualificatori all’interno delle fasce d’età si rileva per la funzione di Dominanza laterale, per la quale il profilo di compromissione dei soggetti d’età < 36 mesi si caratterizza per la presenza di difficoltà di grado perlopiù “lieve” (77,8%) (m = 0,89), laddove per i pazienti di età ≥ 36 mesi il deficit funzionale tenderebbe ad annullarsi (55,6%) (m = 0,72). Si nota in ogni caso come anche alla valutazione del codice b1474 venga più spesso attribuito ai soggetti della fascia d’età superiore il qualificatore 2 (27,8%) rispetto ad 1 (16,7%).

b16713 – Espressione del linguaggio gestuale

Alla valutazione del codice b16713 si rileva per entrambe le fasce d’età un importante grado di compromissione della capacità di Espressione del linguaggio gestuale, con attribuzione del qualificatore 3 nel 50% dei soggetti di età < 36 mesi e nel 44,4% dei bambini inclusi nella fascia d’età ≥ 36 mesi. Si rileva altresì un andamento crescente nella distribuzione percentuale dei qualificatori all’interno del gruppo di pazienti di più piccola età, con frequenze che vanno aumentando da 1 (11,1%) a 2 (38,9%) fino a 3 (50%) (m = 2,39). Ciò non si verifica invece per la fascia d’età ≥ 36 mesi, la quale presenta una prevalenza percentuale secondaria del qualificatore 1 (38,9%), che concorre a spostare l’indice medio di compromissione verso la soglia tra “moderato” e “lieve” (m = 2,06).

b3 – Funzioni dell a voce e dell’ eloquio

L’ambito in cui si rilevano differenze significative di entità in assoluto maggiore tra l’indice medio di compromissione calcolato per i soggetti inclusi nelle fasce d’età < 36 mesi e ≥ 36 mesi è quello relativo alle Funzioni della voce e dell’eloquio, alla cui valutazione complessiva i bambini di minore età sembrano mostrare deficit funzionali di grado da “moderato” a “grave” (m = 2,52). Il gruppo di soggetti inclusi nella fascia d’età ≥ 36 mesi presenta invece un profilo di sviluppo caratterizzato da difficoltà funzionali di entità da “lieve” a “moderata” (m = 1,76). A conferma di quanto appena rilevato, differenze significative tra i gruppi si riscontrano per la maggioranza dei codici inclusi all’interno di questo capitolo:

b310 – Funzioni della voce

Si nota all’analisi del codice b310 una maggiore frequenza d’uso del qualificatore 1 per la definizione del livello di compromissione delle Funzioni della voce sia nei soggetti inclusi nella fascia d’età < 36 mesi (50%), sia nei pazienti di età ≥ 36 mesi (66,7%). Anche in questo caso si è però osservata una diversa distribuzione percentuale dei valori tra i due gruppi, il primo dei quali mostra nel complesso un indice medio di compromissione tendente alla soglia di difficoltà di grado “moderato” (m=1,56), mentre si rileva per i soggetti di età ≥ 36 mesi la tendenza ad assumere valori perlopiù collocati nel range di punteggi indicanti un grado di compromissione da “nullo” a “lieve” (m = 0,89).

b320 – Funzioni dell ’articolazione della voce

I risultati emersi dal confronto dei punteggi ottenuti alla valutazione delle Funzioni dell’articolazione della voce per le due fasce d’età considerate, indicano l’esistenza di un maggior grado di compromissione nei soggetti inclusi nella fascia d’età < 36 mesi, di cui il 44,4% sembrerebbe presentare un “grave” livello difficoltà e il 38,9% una compromissione totale (m = 3,22). Risultano invece più omogeneamente distribuiti i valori di ripartizione percentuale dei qualificatori all’interno del gruppo di età ≥ 36 mesi, i cui soggetti risultano caratterizzati perlopiù da un grado di compromissione “lieve” (33,3%) o “moderato” (33,3%), più raramente “nullo” (11,1%) o all’opposto “grave” (11,1%) e “totale” (11,1%) (m = 1,78).

ANALISI DEI CODICI ICF-CY PER “ NAZIONALITÀ ”

Dall’analisi dei risultati statistici ottenuti al test di confronto parametrico One-Way ANOVA si distinguono come particolarmente significative in funzione della variabile fissa “nazionalità” le differenze osservate tra soggetti italiani e migranti per gli ambiti relativi all’insieme totale delle Funzioni corporee (p = 0,037), all’interno del quale assumono peculiare rilievo le Funzioni mentali (p = 0,035). La Tavola 5A illustra l’andamento dell’indice medio di compromissione dei soggetti italiani e migranti per ciascun ambito dello sviluppo indagato. La Tabella III presentata all’interno dell’Allegato 2 illustra invece i risultati ottenuti dall’analisi statistica descrittiva relativamente al livello medio di disabilità dei soggetti affetti da Disturbo dello Spettro Autistico in funzione della variabile fissa “nazionalità”.

Tali risultati sembrerebbero trovare conferma in quanto rilevato all’applicazione del test statistico non-parametrico di Pearson Chi-Square, dai cui è emersa l’esistenza di differenze significative tra i valori dei qualificatori attribuiti ai pazienti per i codici b1144 – Orientamento rispetto allo spazio (p = 0,037), b1304 – Controllo degli impulsi (p = 0,006), b1801 – Immagine corporea (p = 0,039), ciascuno incluso all’interno del capitolo ICF-CY relativo all’ambito delle Funzioni mentali. In Tavola

5B è rappresentato il grafico che illustra il differente andamento dell’indice medio di compromissione tra soggetti italiani e migranti per i codici esaminati. I risultati dell’analisi statistica sono riassunti in Tabella VI all’interno dell’Allegato 3.

 

TAVOLA 5

A.Andamentodell’indice medio di compromissione dei soggetti italiani e migranti per ciascun ambito dello sviluppo indagato con la Scheda di Valutazione Motoria ICF-

A.Andamentodell’indice medio di compromissione dei soggetti italiani e migranti per ciascun ambito dello sviluppo indagato con la Scheda di Valutazione Motoria ICF-

B.Andamentodell’indice medio di compromissione di soggetti italiani e migranti a confronto per i codici b1144, b1304 e b1801.

B.Andamentodell’indice medio di compromissione di soggetti italiani e migranti a confronto per i codici b1144, b1304 e b1801.

 

b1 – Funzioni mentali

Unico ambito in cui si rilevano differenze significative tra i due gruppi campione in funzione dell’origine demografica dei soggetti esaminati è quello relativo alle Funzioni mentali, alla cui valutazione l’indice medio di compromissione risulta pari rispettivamente a 1,36 per i pazienti di origine italiana e a 1,65 per i pazienti con pregresso vissuto migratorio. A conferma di tale discrepanza, si rilevano ad una valutazione approfondita, condotta rispetto ad ogni singolo codice compreso all’interno di questo capitolo, differenze significative per le abilità di:

b1144 – Orientamento rispetto allo spazio

Alla valutazione del codice b1144 i soggetti di origine italiana presentano un indice medio di compromissione compreso nel range di qualificatori da 0 a 2 (m = 1,13), con distribuzione più o meno equa dei soggetti tra le classi di valori rappresentanti difficoltà di grado da “nullo” (33,3%) a “lieve” (26,7%) e “moderato” (33,3%). I punteggi ottenuti invece dai pazienti di origine straniera si attestano prevalentemente nella fascia di valori compresa tra 1 e 3 (m = 1,57), con distribuzione più fitta all’interno delle classi di compromissione “lieve” (47,6%) e “moderata” (47,6%) e nessun soggetto valutato come privo di difficoltà per quanto riguarda la capacità di Orientamento rispetto allo spazio.

b1304 – Controllo degli impulsi

Un andamento analogo sembra potersi osservare per i risultati ottenuti alla valutazione del codice b1304 relativamente alla capacità di Controllo degli impulsi, dalla quale si rileva un profilo di funzionamento in prevalenza caratterizzato da diffioltà di grado “lieve” (40%) o “moderato” (46,7%) per i soggetti italiani (m = 1,73) e da un livello di compromissione da “moderata” (66,7%) a “grave” (33,3%) per i pazienti stranieri (m = 2,33).

b1801 – Immagine corporea

Per il codice b1801 i qualificatori che meglio rappresentano il grado di difficoltà dei soggetti italiani per la funzione mentale di rappresentazione e consapevolezza della propria Immagine corporea risultano essere 1 (40%) e 2 (53,3%), riferibili ad un livello medio di compromissione da “lieve” a “moderato” (m = 1,67), di andamento opposto rispetto a quello delineato per i soggetto stranieri, caratterizzato invece dalla prevalente attribuzione dei qualificatori 2 (57,1%) e 3 (33,3%), indicanti rispettivamente un livello di difficoltà da “moderato” a “grave” (m = 2,24).