ABSTRACT e INTRODUZIONE - Il ruolo del TNPEE tra clinica e prevenzione: presentazione di un modello di intervento all’interno del progetto BEST-APS Mitades

Tesi di Laurea di: Sofia OLDANI Il ruolo del TNPEE tra clinica e prevenzione: presentazione di un modello di intervento all’interno del progetto BEST-APS Mitades. - Università degli Studi di Milano - Anno Accademico 2017-2018.

ABSTRACT

Introduzione

La scelta di questo argomento è nata dall’interesse, durante l’esperienza di tirocinio, per un particolare lavoro in area preventiva: si tratta di un progetto preventivo- educativo in fascia 0-10, che si occupa di bambini con lievi disabilità o difficoltà evolutive dovute a deprivazione socio-ambientale (BES).

Il progetto BEST-Bisogni Educativi Speciali Territoriali propone un percorso articolato. All’interno di questo progetto è prevista un’attività di gruppo di psicomotricità educativo - preventiva, con cadenza settimanale, associata ad un percorso di supporto alle famiglie, svolto da Terapisti della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva e da operatori sociali. Tale scelta si basa sul presupposto che situazioni di deprivazione e povertà sociale ed educativa favoriscano nel bambino lo sviluppo di comportamenti disfunzionali che, se non trattati precocemente, possono portare allo sviluppo di ritardi e patologie evolutive.

Nella prima parte teorica dell’elaborato verrà proposta la metodologia utilizzata che integra la nostra metodologia neuro psicomotoria con la Pratica Psicomotoria di B. Aucouturier.

Quindi verrà presentata la figura del Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva, evidenziandone il ruolo all’interno di un contesto socio-educativo/preventivo.

In seguito verrà presentato il progetto BEST, partendo dall’analisi dei bisogni che riportavano l’Unità Operativa di Neuropsichiatria per l’Infanzia e l’Adolescenza e le famiglie del territorio di Quarto Oggiaro (zona 8 di Milano) che hanno spinto l’associazione Mitades a realizzare questo tipo di progetto.

Si passerà poi alla presentazione del progetto nella parte che è di nostra specifica competenza descrivendo il lavoro psicomotorio rivolto ai bambini, svolto dal Tnpee; qui si evidenzierà la metodologia, il setting e gli obiettivi del lavoro di gruppo.

Verrà affrontato infine il ruolo del Tnpee in rete, con i genitori, gli insegnanti e i servizi che ruotano intorno al bambino, in quanto il lavoro di rete è parte integrante dell’intervento del BEST e aspetto fondamentale per la buona riuscita del progetto.

Obiettivi

Scopo di questa tesi è sottolineare la valenza clinica di un intervento educativo- preventivo svolto da un Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva, tramite la presentazione di un modello di intervento in piccolo gruppo, rivolto a bambini con Bisogni Educativi Speciali presso l’associazione Mitades di Milano.

Grazie alle sue conoscenze teoriche nell’ambito clinico, psicomotorio e neuropsicologico, il Tnpee ha le competenze per individuare i fattori di rischio in una situazione di disagio e possiede gli strumenti per intervenire. Inoltre, la sua formazione corporea gli permette di conoscere il proprio corpo e di saperlo utilizzare correttamente nella relazione con l’altro: elemento fondamentale per lavorare con i bambini in difficoltà che tendono a manifestare le proprie fragilità attraverso il corpo e l’agito.

Materiali e Metodi

Presentazione del progetto “BEST-Bisogni Educativi Speciali Territoriali”, progetto educativo-preventivo in fascia 0-10, che si occupa di bambini con lievi disabilità o difficoltà evolutive dovute a deprivazione socio-ambientale (BES), all’interno del quale il Tnpee svolge attività di psicomotricità educativo-preventiva in gruppo di pari, in rete con percorsi di supporto alle famiglie, svolto in equipe multidisciplinare.

Verrà inoltre presentato lo strumento “Questionario BEST”, che serve per oggettivare il percorso svolto, verificando le competenze del bambino nelle diverse aree dello sviluppo. Viene compilato dal Neuropsichiatra di riferimento in un tempo T0 prima che il bambino inizi tutte le varie parti che compongono il progetto BEST e a T1 a conclusione, dopo un confronto con la famiglia, le insegnanti, i Terapisti, operatori sociali ed equipe allargata.

L’elaborato vuole evidenziare il ruolo del Tnpee all’interno di questo particolare tipo di progetto. In dettaglio verrà esposta la metodologia e il setting utilizzati per la conduzione dei gruppi di psicomotricità.

Ho selezionato e dunque presentato un piccolo gruppo formato da 4 bambini di 4 anni con i quali è stata svolta l’attività psicomotoria educativo-preventiva.

Al termine del percorso svolto è stato somministrato il questionario BEST ai 4 bambini che hanno partecipato all’attività psicomotoria di gruppo condotto dal Tnpee; questo con lo scopo di avere elementi oggettivi di verifica del lavoro svolto, nell’idea di valutare eventuali indici di cambiamento a dimostrazione dell’efficacia dell’intervento.

Risultati

La tesi mette in rilievo il valore di un intervento di prevenzione secondaria in ambito neuro e psicomotorio, dimostrando l’efficacia e la validità di questo approccio, che risulta essere strettamente correlato alle specifiche competenze che il Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva deve attivare in questo ambito di applicazione.

I dati rilevati sono stati quelli di un netto miglioramento proprio nelle aree evolutive del bambino che risultavano maggiormente deficitarie, miglioramento avvenuto grazie allo specifico intervento del Tnpee nel sapersi collocare “tra clinica e prevenzione” e dalla sua capacità di saper lavorare in rete con altre figure professionali e servizi che ruotano attorno al bambino e al nucleo familiare.

Conclusioni

In conclusione, sostengo che la figura del Tnpee sia quella più adatta da inserire in un progetto che si situa “tra clinica e prevenzione” poiché, grazie alla sua formazione, è in grado di effettuare un’efficace gestione del “sistema gruppo”, affrontando le dinamiche relazionali che si sviluppano al suo interno, ma anche di riconoscere i bisogni del singolo e quindi di progettare un intervento che tenga conto delle specificità evolutive di quel determinato gruppo, inserendo al suo interno un programma che riguarda invece il singolo bambino.

Questo lavoro di tesi mi ha permesso di sperimentare in prima persona, anche tramite la co-conduzione del gruppo psicomotorio presentato, lo specifico lavoro che il Tnpee svolge proprio tra la clinica e la prevenzione all’interno di questo particolare tipo di intervento multifattoriale.

Come limite di questa tesi è emerso il ridotto numero del campione osservato e valutato (4 bambini).

Visto il riscontro positivo si ritiene che il progetto sia uno strumento utile per attuare azioni preventivo-educative efficaci rivolte ai bambini con difficoltà evolutive dovute a deprivazione socio-ambientale e alle loro famiglie, perciò è auspicabile che tale progetto venga utilizzato in diverse realtà rivolte all’infanzia e in diversi contesti, affinché possa assumere una reale efficacia preventiva.

Essendo un progetto ideato e portato avanti da una struttura privata, mi auguro che si diffonda anche presso le strutture pubbliche in modo da renderlo più accessibile e fruibile da un maggior numero di bambini e famiglie.

 

INTRODUZIONE

La scelta di questo argomento è nata dall’interesse, durante l’esperienza di tirocinio, per un particolare lavoro in area preventiva: si tratta di un progetto preventivo- educativo in fascia 0-10, che si occupa di bambini con lievi disabilità o difficoltà evolutive dovute a deprivazione socio-ambientale (BES).

Il progetto BEST-Bisogni Educativi Speciali Territoriali propone un percorso articolato. All’interno di questo progetto è prevista un’attività di gruppo di psicomotricità educativo- preventiva, con cadenza settimanale, associata ad un percorso di supporto alle famiglie, svolto da Terapisti della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva e da operatori sociali. Tale scelta si basa sul presupposto che situazioni di deprivazione e povertà sociale ed educativa favoriscano nel bambino lo sviluppo di comportamenti disfunzionali che, se non trattati precocemente, possono portare allo sviluppo di ritardi e patologie evolutive.

Nella prima parte teorica dell’elaborato verrà proposta la metodologia utilizzata che integra la nostra metodologia neuro psicomotoria con la Pratica Psicomotoria di B. Aucouturier.

Quindi verrà presentata la figura del Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva, evidenziandone il ruolo all’interno di un contesto socio-educativo/preventivo.

In seguito verrà presentato il progetto BEST, partendo dall’analisi dei bisogni che riportavano l’Unità Operativa di Neuropsichiatria per l’Infanzia e l’Adolescenza e le famiglie del territorio di Quarto Oggiaro (zona 8 di Milano) che hanno spinto l’associazione Mitades a realizzare questo tipo di progetto.

Verrà affrontato poi il ruolo del Tnpee in rete, con i genitori, gli insegnanti e i servizi che ruotano intorno al bambino, in quanto il lavoro di rete è parte integrante dell’intervento del BEST e aspetto fondamentale per la buona riuscita del progetto.

Si passerà poi alla presentazione del progetto nella parte che è di nostra specifica competenza descrivendo il lavoro psicomotorio rivolto ai bambini, svolto dal Tnpee; qui si evidenzierà la metodologia, il setting e gli obiettivi del lavoro di gruppo.

Per dimostrare la validità di tale approccio verrà analizzato il percorso di uno specifico gruppo, formato da quattro bambini con Bisogni Educativi Speciali.

Scopo di questa tesi è sottolineare la valenza clinica di un intervento educativo- preventivo svolto da un Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva, tramite la presentazione di un modello di intervento in piccolo gruppo, rivolto a bambini con Bisogni Educativi Speciali presso l’associazione Mitades di Milano.

Grazie alle sue conoscenze teoriche nell’ambito clinico, psicomotorio e neuropsicologico, il Tnpee ha le competenze per individuare i fattori di rischio in una situazione di disagio e possiede gli strumenti per intervenire. Inoltre, la sua formazione corporea gli permette di conoscere il proprio corpo e di saperlo utilizzare correttamente nella relazione con l’altro: elemento fondamentale per lavorare con i bambini in difficoltà che tendono a manifestare le proprie fragilità attraverso il corpo e l’agito.