Edinburgh Handedness Inventory

Edinburgh Handedness Inventory

Lo scopo di questo strumento è di proporre un semplice e breve metodo per determinare la lateralità, basandosi su una scala quantitativa. La modalità attraverso la quale questo test è stato costruito si basa sulla valutazione di una serie di azioni della vita quotidiana, nelle quali, il ruolo della destra e della sinistra si suppone che siano fortemente distinte. Preso come norma il comportamento della maggior parte della popolazione è stato sviluppato questo indice (R-L)/(R+L), in cui R corrisponde al numero di atti compiuti “in the normal way” e L compiuti “the wrong way round”. R e L rappresentano rispettivamente la destra (R= right) e la sinistra (L=left).

Nell’Edinburgh Handedness Inventory si è deciso che, in assenza di una sicura conoscenza dei meccanismi che sottendono la Lateralità, l’unica modalità per calcolarla fosse quella di adottare un set di “inventory items” e un punteggio, i quali venissero applicati ad un campione rappresentativo di individui. La popolazione sulla quale si fonda questo strumento è composta da 1128 individui (394 maschi e 734 femmine) non laureati. L’età media dei maschi è di 21,3 anni (con DS di 3,1) mentre quella delle femmine è di 20,7 (con DS 3,6); nonostante sia un range d’età ristretto sappiamo che dai 20 anni la lateralità viene considerata pienamente sviluppata e stabile. La frequenza di distribuzione che ne deriva rappresenta una significativa base di partenza per un assessment quantitativo per altri individui.

 

Il test

Questo inventario presenta al suo interno 20 item, riferibili ad attività della vita quotidiana: scrivere, usare le forbici, il cucchiaio, lo spazzolino da denti, ecc. Durante la somministrazione viene chiesto al soggetto di svolgere queste attività e si valuta la preferenza manuale; in particolare viene anche valuta la dominanza dell’arto inferiore (nella prova che richiede di valutare il gesto di calciare la palla), e la dominanza oculare (viene chiesto al bambino di guardare dentro un cartoncino con un foro).

Nella valutazione, quando la preferenza per un lato è così forte da non poter usare la mano (gamba o occhio) opposta, si assegnano due + nella casella corrispondente al lato preferito; si assegna un solo +, nella casella corrispondente all’emilato preferito, mentre nel caso in cui non vi sia preferenza di nessuno dei due arti, si assegna + su entrambe le caselle. Alla conclusione della somministrazione degli item vengono sommati tutti i + della colonna che si riferisce al lato destro e tutti i + corrispondenti al lato sinistro. Dalla somma vengono individuati due valori numerici, i quali sono inseriti nella formula: (R-L)/(R+L)

La somma dei + corrispondenti alle attività svolte con la destra, sono sostituiti alla R, mentre la L viene sostituita dalla somma dei + che si riferiscono alle prove compiute con la sinistra. Dal calcolo si ottiene un punteggio compreso tra -1 e 1. In questo range si identificano tre fasce:

  • valore compreso tra -1 e -0,5
  • valore compreso tra -0,5 e 0,5
  • valore compreso tra 0,5 e 1

La prima fascia va ad identificare soggetti mancini, la seconda fascia soggetti ambidestri e la terza fascia soggetti destrimani.

“Certamente non è uno strumento ideale, ma è uno strumento facile e fornisce una misura quantitativa della lateralità”. (Edinburgh Handedness Inventory)

Quello che è rilevante e adatto per il lavoro svolto è la capacità di identificare una misura quantitativa della lateralità che sia facilmente individuabile e utilizzabile come valore aggiunto nella ricerca. Per questo si è deciso di utilizzare l’Edinburgh Handedness Inventory. (R.C. Oldfield, 1971)

 

Dominanza Laterale

Prima di affrontare questo tema è importante evidenziare che ad oggi “Non c’è una misura standardizzata per determinare il grado di lateralità”. (Encyclopedia of Children’s Health)

Alcuni studiosi ritengono che vi siano solo due tipi di lateralità: la destra e la non-destra; ritengono che la vera lateralità-sinistra sia rara e che la maggior parte dei mancini in realtà non abbiamo una vera predominanza del lato sinistro. Altri ritengono che l’ambidestrismo sia il terzo tipo di lateralità.

La dominanza laterale, condizione caratteristica dell’uomo e di pochi mammiferi superiori, corrisponde alla dominanza di un emisfero corticale sull’altro. Questa prevalenza emisferica permette alcuni vantaggi:

  • migliore specializzazione emisferica
  • migliori scambi neuronali tra gli emisferi
  • migliore efficienza del sistema crociato
  • migliore abilità e primato dell’arto controlaterale rispetto all’opposto
  • migliore direzionalità dell’agire umano nello spazio
  • migliore esecuzione degli schemi motori e percettivi crociati (P Crispiani).

Viene rilevata a carico dei seguenti segmenti corporei: braccia-mani, gamba-piede; ma anche a livello dell’occhio e dell’orecchio. Può manifestarsi in forma CERTA o INCERTA. Si possono osservare diversi stati di lateralità:

  • destra
  • sinistra
  • crociata naturale (AASS controlaterali agli AAII)
  • mista naturale (Dx o Sx a seconda delle azioni)
  • ambidestra naturale
  • contrariata
  • con interferenze
  • in ritardo fisiologico

La dominanza è una condizione genetica, che però può subire contrariamenti; viene a determinarsi attraverso un processo di lateralizzazione che consiste in un “processo neurobiologico di affermazione e stabilizzazione della lateralità cerebrale che si profila precocemente”. (P Crispiani)

A seconda degli autori questo processo può avvenire fin dalla nascita (A. Gesell), ai 2 anni (C.H. Delacato) o intorno ai 6/7 anni (F. Boscaini). Viene generalmente a stabilizzarsi intorno ai 5 anni, processo che si conclude verso i 12. La demografia della dominanza laterale ci dice che si stimi un 10 % di popolazione mancina o ambidestra; in particolare i destri di mano sono il 91%, i mancini il 6% e gli ambidestri il 3%; la preferenza per il piede destro la hanno il 76% e quella per l’occhio destro il 70% (F Murtas); e infine, i maschi hanno una probabilità di 1,5 volte maggiore di essere mancini rispetto alle femmine (Encyclopedia of Children’s Health).

 

Author: Alberto BiancoEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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