Il caso clinico - dall'imitazione all'apprendimento

Presentazione

Il caso clinico affrontato all’interno della presente tesi è un bambino di cinque anni che presenta un ritardo psicomotorio generale con particolare compromissione della competenza imitativa, comunicativa ed emotiva, associata a un marcato deficit delle abilità visuo-percettive.

Il bambino, infatti, non è in grado di imitare su richiesta esplicita dell’altra persona, non solo le espressioni verbali ed emotive, ma neppure i gesti.

È importante precisare che quando affermo la presenza di una compromissione della competenza comunicativa non intendo sostenere che il bambino non comunica, ma che, al contrario, ha la volontà di esprimere i suoi bisogni, desideri e intenzioni, tuttavia ha un ritardo di linguaggio significativo che non gli consente di esprimersi verbalmente.

Tale ritardo di linguaggio è, inoltre, accompagnato dal deficit della competenza emotiva che lo rende rigido e inibito a livello emozionale, non in grado di esprimere il suo stato d’animo.

Tutto ciò provoca la comparsa di una modalità di comunicazione non adeguata, che si manifesta attraverso comportamenti oppositivi.

Un’ulteriore funzione abbastanza compromessa è la flessibilità: infatti il bambino appare rigido a livello cognitivo, si adatta poco alle nuove condizioni ambientali, ha la tendenza a ripetere i medesimi atteggiamenti in ogni contesto, ed anche una minima modifica nella routine quotidiana provoca in lui una reazione di opposizione. Nonostante questi deficit sono presenti dei punti di forza molto importanti, che rappresentano la rampa di lancio dalla quale partire.

A livello motorio, infatti, il bambino risulta adeguato e ciò gli consente di scoprire e sperimentare lo spazio intorno a lui in totale libertà, di muoversi ed essere completamente autonomo.

In aggiunta, un punto di forza che potrebbe essere tralasciato e valutato in modo errato senza un’attenta osservazione è la presenza di una elevata volontà comunicativa: il fatto che il bambino non si esprima a livello verbale, gestuale ed emozionale, potrebbe far pensare ad una mancata intenzionalità comunicativa, ma è necessario sottolineare il fatto che i comportamenti oppositivi che il bambino mette in atto, sono reali modalità di comunicazione; quando si sdraia a terra, oppure si nasconde sotto al tavolo, sta esprimendo un messaggio che, purtroppo, non può essere decifrato (non sappiamo se si oppone perché non gli piace un tipo di attività, oppure perché è triste, oppure perché sta male), ma ciò non significa che il bambino non intende comunicare; in realtà, lui comunica, ma lo fa con modalità errate, non avendo a disposizione gli strumenti adeguati.

Si può facilmente immaginare come tutte queste dinamiche si ripercuotano sullo stato emotivo del bambino; ha la volontà di comunicare ma non è in possesso degli strumenti per poterlo fare in modo efficace, quindi si esprime a modo proprio, ma si rende conto che l’altra persona non comprende l’esatto messaggio, al contrario spesso e volentieri il suo atteggiamento non viene interpretato come una modalità comunicativa e, di conseguenza, viene ignorato.

A lungo andare questa dinamica provoca la nascita di una frustrazione interna nell’animo del bambino, che lo induce a chiudersi sempre di più in se stesso.

Valutazione neuropsicomotoria iniziale (luglio 2017)

Osservazione

Comportamento

Il bambino mostra grande difficoltà nel separarsi dalla madre, che lo accompagna in stanza, dopo di che lo saluta ed esce, seppur con molta difficoltà poiché lui le impedisce di andar via tenendola per mano; dopo l’uscita della madre lui assume un atteggiamento di opposizione e inflessibilità cercando più volte di aprire la porta della stanza per uscire e sdraiandosi a terra dietro di essa in posizione prona; mantiene questo atteggiamento per molti minuti, durante i quali la terapista inizia un gioco per lui molto motivante (macchine e garage), e dapprima tenta di coinvolgerlo (ad es chiedendo il suo aiuto nel montare il garage o nell’aggiustare una macchina), ma poiché il bambino continua a mantenere il suo atteggiamento oppositivo-provocatorio, lo ignora e continua a giocare, finchè lui si alza e pian piano si avvicina all’attività.

È poco interessato all’ambiente che lo circonda e, quando una persona sconosciuta entra in stanza lui continua a giocare senza rivolgerle lo sguardo.

Quando non riesce in un’attività si inibisce e reagisce alla frustrazione adottando diversi comportamenti: interrompe l’attività, si alza dal tavolo, inizia ad associare colori in modo ripetitivo, tenta di uscire dalla stanza.

La scelta spontanea del gioco è orientata sempre verso macchine e garage, che utilizza in modo funzionale.

Nel momento in cui termina il momento di gioco libero e spontaneo e viene richiesto al bambino di sedersi al tavolo per svolgere un’attività strutturata (disegno, ritaglio, chiodini), lui talvolta accetta passivamente, a volte invece si oppone sdraiandosi a terra costringendo la terapista a guidarlo fisicamente al tavolo.

Questo atteggiamento oppositivo-provocatorio viene aumentato quando si relaziona con un operatore nuovo.

Emotivamente si mostra sempre molto serio, sorride poco, appare introverso e poco socievole con l’operatore.

Area sensomotoria

Il bambino effettua tutti i passaggi posturali dalla posizione supina alla posizione eretta in maniera autonoma e funzionale. Si evidenzia lateralità della mano a destra. La funzione uditiva è buona. A livello visivo fissa e insegue un oggetto, con compenso del capo maggiore a destra; indossa occhiali per astigmatismo. Scarsa capacità di imitazione di posture, gesti, e di espressioni facciali. Controllo sfinterico acquisito.

Area della motricita’ fine

L’approccio all’oggetto avviene in modo diretto, preferibilmente con l’arto destro. Prattognosie presenti e adeguate all’età.

Area prattognosica

L’esplorazione dell’oggetto è finalizzata ad un utilizzo funzionale.

Prassie bucco-facciali: mastica, protrude la lingua e la sposta a destra, a sinistra, in alto e in basso.

Prassie costruttive: costruisce su richiesta una torre, il treno, il ponte di qualsiasi altezza, sia con le costruzioni che con i cubi.

Prassie bimanuali: avvita e svita un tappo, sfoglia un libro, gira la maniglia della porta, lancia la palla con entrambe le mani, taglia un foglio con le forbici seguendo una linea, usa il temperamatite; esegue queste prassie con una buona coordinazione bimanuale e oculo-manuale.

Area del grafismo

Seduto a tavolino assume una postura adeguata, con entrambi gli avambracci poggiati sul tavolo; la prensione della matita o del colore, che avviene prevalentemente a destra, è a tripode.

Il bambino mostra poco interesse al disegno; il disegno spontaneo è caratterizzato da scarabocchio libero e circolare. È in grado di imitare il tratto orizzontale e verticale in modo poco preciso e poco lineare; su richiesta imita una forma circolare. Durante l’attività grafica si evidenziano sincinesie della bocca: protrusione della lingua e movimenti delle labbra. Nel riprodurre sul foglio una scena reale che osserva (ad es. birilli con la palla accanto) mostra grandi carenze delle competenze visuo-spaziali: disegna gli oggetti rovesciati (anche la figura umana talvolta la disegna in posizione supina, non eretta) o disposti in modo diverso rispetto alla realtà che ha di fronte.

Area ludica

Nella scelta di un gioco spontaneo, la sua attenzione si rivolge quasi sempre alle macchine, al garage, alla pista del treno. Utilizza l’oggetto in modo funzionale. Tende a giocare da solo, ma se l’adulto si inserisce lui lo accetta, rispetta il turno e lo scambio; è sempre l’adulto che deve dirigere il gioco, dettare regole e coinvolgere continuamente il bambino, per evitare che si isoli e giochi in solitudine. Il gioco spontaneo è molto ripetitivo e poco ricco, caratterizzato da azioni singole e semplici, ad esempio far scendere le macchine dalla pista del garage. Il gioco di regole deve essere sempre proposto dal terapista, ma il bambino lo accetta passivamente, ad esempio semaforo verde, la macchina cammina, semaforo rosso sta ferma. Durante le azioni ludiche su richiesta integra l’attività con il linguaggio utilizzando singole parole: la terapista mostrando il semaforo verde chiede “come è il semaforo?” e lui risponde “verde”, oppure, sempre su richiesta, nel momento della partenza dice “via” alla macchina.

Area comunicativo-linguistica

La comunicazione è scarsa. Quando avviene, l’elemento comunicativo prevalente è lo sguardo, a volte il gesto indicativo, ma quando non è possibile utilizzarlo, il bambino per esprimere il proprio disappunto assume un atteggiamento oppositivo-provocatorio e inflessibile. La triangolazione è presente e spesso utilizzata. Per fare richieste o rispondere fa uso del proprio corpo, toccando l’oggetto che desidera o l’interlocutore. La mimica non viene utilizzata dal bambino, che appare sempre serio e inespressivo, raramente sorride, mentre ride nel gioco del solletico ma sfugge, oppure quando la palla luminosa rimbalza in alto ride divertito, ma appena lo fa tende a nascondere e a reprimere il suo stato d’animo; il linguaggio in comprensione è buono, comprende frasi semplici e complesse; il linguaggio in produzione è scarso: poche parole (rosso, verde, si, no, via, questo, palla, dà) foneticamente non corrette, sillabate (tot-to=rosso, ved- de=verde) e pronunciate a voce molto bassa, spesso all’orecchio, dopo ripetute richieste da parte del terapista.

Area cognitiva

Concetti topologici e temporali acquisiti. Il bambino è in grado di associare per colore e dimensione, conosce i colori e i concetti di “grande-piccolo”, “alto-basso”.

Le capacità attentive sono buone. Problem-solving presente.

 

Test Somministrati 

1. TEC: Test di Comprensione delle Emozioni

Ho somministrato al bambino questo test nel mese di luglio e gliel’ho presentato come un lavoro che dovevo svolgere e per il quale avevo necessariamente bisogno del suo aiuto.

Per evitare di renderlo un compito stressante, non ho chiesto al bambino di sederci al tavolo, in una situazione troppo strutturata, ma ho preferito rimanere seduta sul tappeto in cui stavamo giocando fino a quel momento.

Il bambino si è subito mostrato disponibile e incuriosito dalle immagini e dalle storie del test che venivano raccontate ed ha mantenuto alto il suo livello di attenzione durante l’intera somministrazione.

Essendo questo un test costituito da nove componenti che vengono valutate in modo distinto, è possibile verificare in quale delle nove il bambino ha ottenuto risultati migliori e in quale, invece, ha incontrato difficoltà, al fine di poter individuare sia la componente deficitaria che quella maggiormente sviluppata.

Durante la somministrazione, inoltre, le componenti sono ordinate in modo crescente: si inizia da quella più semplice (ad esempio quella relativa al riconoscimento emotivo) fino ad arrivare gradualmente a quelle più complesse cognitivamente.

Dall’elaborazione dei risultati ottenuti dal bambino al termine della somministrazione, si delinea un quadro abbastanza chiaro: l’andamento della prestazione del bambino si sviluppa in senso “decrescente”.

Infatti la componente nella quale il bambino ha dato un maggior numero di risposte corrette è la prima, ossia quella relativa al “Riconoscimento”, in cui ha risposto in modo esatto a 3 item su 5; tuttavia per poter attribuire il punto a quella componente, avrebbe dovuto rispondere correttamente a 4 item su 5, per tale motivo il punteggio finale della componente è zero.

Per quanto riguarda la seconda componente, il bambino ha risposto in modo esatto a 2 item su 5, ma, come già per la componente precedente, il punteggio finale è zero.

Nella terza componente, il bambino, ha, invece, ottenuto un punteggio relativo corrispondente ad 1, dunque anche in questo caso il punteggio totale equivale a zero, poiché per poter assegnare un punto alla componente avrebbe dovuto ottenere un punteggio relativo di 2.

Dalla quarta componente fino al termine, il bambino ha riscontrato difficoltà nel fornire le risposte esatte, ottenendo zero punti sia al punteggio relativo sia, inevitabilmente, a quello totale.

Un andamento simile può essere dovuto a diverse cause:

  • Livello crescente della difficoltà
  • Riduzione del livello attentivo del bambino
  • Distraibilità
  • Stanchezza

Nel presente caso non è possibile comprendere quale delle suddette cause ha influito sull’andamento dei risultati, poiché durante la somministrazione il bambino non ha mostrato segnali di stanchezza, di scarsa attenzione e motivazione, di incomprensione delle storie che stava ascoltando o delle risposte da fornire.

In ogni caso, il punteggio grezzo ottenuto dal bambino è corrispondente a zero. Incrociando tale punteggio con l’età del bambino si ottengono due ulteriori valori:

  • Percentile: 5° (Fig. 7.1)
  • Punteggio standardizzato (Deviazione standard): -2,55 (Fig. 7.2)

Fig. 7.2. Punteggio ponderato espresso sotto forma di Deviazione standard

Fig. 7.1. Punteggio ponderato espresso in percentile

Fig. 7.2. Punteggio ponderato espresso sotto forma di Deviazione standard

Fig. 7.2. Punteggio ponderato espresso sotto forma di Deviazione standard

 

2. Test di Percezione Visiva e Integrazione visuo-motoria

Non è stato possibile somministrare inizialmente questo test, in quanto il bambino ha manifestato un atteggiamento di opposizione, giocando con gli anelli del quaderno, sfogliando le pagine e nascondendovi sotto il braccio, volgendo lo sguardo altrove, nonostante i numerosi tentativi da parte della terapista di rendere il test il meno stressante possibile.

Non abbiamo, dunque, un riferimento numerico riguardo a tale competenza, dobbiamo perciò attenerci alle informazioni contenute all’interno della osservazione neuropsicomotoria.

 

Valutazione neuropsicomotoria finale (novembre 2017)

Osservazione

Comportamento

Il bambino viene accompagnato in stanza dalla figura materna, dalla quale si separa con difficoltà: inizialmente si oppone, ma questo comportamento termina dopo qualche minuto, in seguito al quale si convince ed entra in stanza.

Una volta entrato, la terapista lo invita a scegliere un gioco dall’armadio, lui si mostra inibito e rimane immobile in piedi, la tirocinante prende il tappeto da sistemare a terra, gli chiede aiuto e gli domanda da quale lato vuole che venga rivolto, se dal lato verde o da quello rosso: lui si avvicina, risponde quasi sempre “verde” e la aiuta a sistemarlo.

Successivamente si dirige verso l’armadio e sceglie un gioco, solitamente macchinine e aereo.

Con l’oggetto scelto per giocare effettua un tipo di gioco ripetitivo e poco funzionale (ad esempio far scontrare due macchine).

Se la tirocinante si inserisce in questa attività e gli pone richieste e regole introducendo variabili, lui si mostra accettante e partecipe, tuttavia il suo livello attentivo è variabile, e se il gioco diventa ripetitivo e poco stimolante, si distrae e torna all’attività iniziale. Quando fallisce in un’attività, in un compito o, in una semplice azione anche durante il gioco, chiede aiuto all’altra persona mediante il canale non verbale, ossia le tocca la mano e indica di cosa ha bisogno (ad esempio indica il pezzo di una macchinina rotto che vorrebbe aggiustare) accompagnando, talvolta, con il canale verbale (ad esempio affermando “totto”, oppure “bum!” per indicare che il gioco è rotto).

A livello emotivo si mostra inizialmente inibito e chiuso, ma non appena inizia a giocare esprime divertimento, felicità, socializza e coinvolge la tirocinante nel suo gioco.

Il livello di attenzione e concentrazione è basso, necessita di richiami durante le attività.

Con i pari si mostra abbastanza socievole: è incuriosito dalle loro azioni, li osserva, su invito entra in interazione con loro (ad esempio gli porge la palla).

Area sensomotoria

Il bambino è in grado di effettuare tutti i passaggi posturali dalla posizione supina alla stazione eretta in modo autonomo e funzionale. Si evidenzia lateralità della mano a destra. La funzione uditiva è buona. A livello visivo fissa e insegue un oggetto, con compenso del capo che risulta aumentato a destra; indossa occhiali per astigmatismo. Schema corporeo acquisito, sia su di sé che sull’altro: mani, braccia, piedi, orecchie, capelli, occhi, naso, bocca, pancia.

È in grado di imitare posture e gesti, se la richiesta viene posta in modo indiretto e implicito, ad esempio “aiutami a spengere il fuoco, soffia come me!”, oppure “facciamo cadere la torre, aiutami a battere le mani”.

Controllo sfinterico acquisito.

Area della motricita’ fine

Nei confronti di un oggetto nuovo si mostra curioso e lo esplora attraverso il canale visivo e tattile, preferibilmente con l’arto destro e con un approccio diretto. Prattognosie presenti ed adeguate all’età.

Area prattognosica

L’utilizzo dell’oggetto avviene in modo funzionale, ma talvolta ripetitivo.

È in grado di incastrare le costruzioni utilizzando una quantità di forza e un livello di precisione adeguati.

Prassie bucco-facciali: soffia, mastica, protrude la lingua e la sposta a destra, a sinistra, in alto e in basso, gonfia le guance.

Prassie costruttive: costruisce su richiesta una torre, il treno, il ponte di qualsiasi altezza, la scala bassa e alta, sia con le costruzioni che con i cubi.

Prassie bimanuali: avvita e svita un tappo, sfoglia un libro, gira la maniglia della porta, lancia la palla con entrambe le mani, taglia un foglio con le forbici seguendo una linea, usa il temperamatite; esegue queste prassie con una buona coordinazione bimanuale e oculo-manuale.

Area del grafismo

Seduto a tavolino assume una postura adeguata, con entrambi gli avambracci poggiati sul tavolo; la prensione della matita o del colore è a tripode e avviene prevalentemente con l’arto superiore destro.

Il bambino si mostra interessato al disegno, accetta volentieri la richiesta di sedersi al tavolo e disegnare; il disegno spontaneo è caratterizzato da scarabocchio libero e circolare.

È in grado di disegnare il tratto orizzontale, verticale, il cerchio e il quadrato in modo abbastanza preciso e lineare sia su imitazione sia spontaneamente.

Durante l’attività grafica si evidenziano sincinesie della bocca: protrusione della lingua e movimenti delle labbra. Riesce a riprodurre sul foglio una scena reale che osserva purchè sia composta da pochi elementi (ad es. la macchina che sta vicino alla casa), al contrario se essa è elaborata e complessa incontra qualche difficoltà nel disporre correttamente gli oggetti nello spazio.

Area ludica

Nella scelta di un gioco spontaneo, la sua attenzione si rivolge quasi sempre alle macchine o all’aereo. Utilizza l’oggetto in modo funzionale, anche se talvolta ripetitivo. Coinvolge l’adulto nel suo gioco, porgendogli ad esempio la macchina per giocare e interagendo con lui durante l’attività.

Durante il gioco spontaneo esegue azioni singole e semplici, ad esempio la macchina che corre e cade dal tavolo, oppure l’aereo che vola e precipita, ma se l’adulto propone azioni in sequenza e più elaborate lui si integra.

Esegue il gioco sia su imitazione dell’adulto, che spontaneamente. Rispetta il turno e lo scambio; è quasi sempre l’adulto che deve dirigere il gioco, dettare regole e coinvolgere continuamente il bambino, per evitare che si isoli e giochi in solitudine, ma tali regole vengono accettate volentieri (ad esempio semaforo verde la macchina cammina, semaforo rosso rimane ferma)

Il bambino integra spesso l’attività ludica con il linguaggio verbale composto da singole parole o suoni onomatopeici (rumore della macchina, elica dell’aereo che gira). Inoltre se la terapista gli chiede “come è il semaforo?” lui risponde “verde”, oppure nel momento della partenza dice “via” alla macchina.

Area comunicativo-linguistica

L’interesse alla comunicazione è elevato, il bambino ha continuamente voglia di esprimere i suoi bisogni e le sue intenzioni, e lo fa attraverso il canale gestuale, talvolta verbale, mediante la triangolazione o toccando l’altro (o l’oggetto che desidera).

Con la figura materna intrattiene lunghe conversazioni anche se, spesso, a livello fonologico compie errori e risulta poco comprensibile; con la figura estranea, inizialmente si mostra inibito e introverso, ma se vi è un minimo di sentimento empatico dopo breve tempo interagisce.

I gesti vengono utilizzati in modo funzionale, sia per comunicare sia durante il gioco, spontaneamente o su imitazione; la qualità della mimica, invece, è scarsa, trova difficoltà nell’imitare le espressioni emotive ma esprime senza alcun problema il sorriso, la felicità e il divertimento.

Il linguaggio in comprensione è adeguato, comprende frasi sia semplici che complesse, singole o in sequenza; per quanto riguarda la produzione, il bambino ripete quasi tutte le parole, anche se foneticamente non corrette e sillabate (tot-to=rosso, ved- de=verde), ha un eloquio molto ricco e accompagna quasi sempre le sue attività con il linguaggio.

Area cognitiva

I concetti topologici e temporali risultano acquisiti e ben consolidati. Il bambino è in grado di associare per colore, forma e dimensione, conosce i colori e i concetti di “grande-piccolo”, “alto-basso”, “sopra-sotto”.

Le capacità attentive sono buone, tuttavia spesso durante le attività necessita di richiami.

 

Test Somministrati

1. TEC: Test di Comprensione delle Emozioni

Durante la somministrazione di questo test, avvenuta nel mese di Novembre, il bambino si è mostrato tranquillo e accettante, incuriosito dalle storie che venivano lette.

Ha mantenuto il livello di concentrazione e attenzione adeguato, riuscendo a sostenerlo completamente in una sola volta.

Gli errori che ha commesso sono dovuti principalmente a una mancata comprensione verbale della storia letta, non riuscendo a comprendere il filo logico del racconto, ha incontrato difficoltà nel fornire la risposta esatta.

Comunque, in seguito all’elaborazione dei risultati ho ottenuto i seguenti punteggi:

  • Punteggio grezzo: 6
  • Punteggio standardizzato: 0.76 (Fig. 7.3)
  • Percentile: 92° (Fig. 7.4)

Fig. 7.3. Punteggio ponderato espresso sotto forma di Deviazione standard

Fig. 7.3. Punteggio ponderato espresso sotto forma di Deviazione standard

Fig. 7.4. Punteggio ponderato espresso in percentile

Fig. 7.4. Punteggio ponderato espresso in percentile

I suddetti risultati mettono in luce il notevole miglioramento subìto dal bambino rispetto al mese di Luglio (Fig. 7.5) , in cui aveva ottenuto risultati ben diversi.

Tale andamento crescente può essere dovuto a diverse cause:

  • Il bambino ha acquisito un livello maggiore di comprensione delle emozioni
  • È stata ridotta in lui la componente di opposizione e inflessibilità
  • Si è verificato un incremento della capacità di concentrazione e attenzione

In ogni caso, e qualunque sia la motivazione di questo miglioramento, il bambino ha dimostrato di essere maggiormente sicuro nelle risposte fornite, non evidenziando incertezza o confusione, ma mostrandosi all’altezza delle richieste che gli venivano poste, fatti salvi i casi in cui la richiesta era troppo alta rispetto al suo livello di sviluppo.

Fig. 7.5. Grafico che mette a confronto i risultati ottenuti nel mese di Luglio con quelli ottenuti nel mese di Novembre

Fig. 7.5. Grafico che mette a confronto i risultati ottenuti nel mese di Luglio con quelli ottenuti nel mese di Novembre

 

2. Test di percezione visiva e integrazione visuo-motoria

Il bambino, al contrario di quanto era accaduto con il primo tentativo di somministrazione effettuato a Luglio, è riuscito a sostenere l’intero test in un’unica volta.

Durante tale prova si è mostrato accettante, si è seduto al tavolo tenendo una macchinina in mano che ha utilizzato come puntatore per indicare le risposte che riteneva esatte. Talvolta il livello attentivo diminuiva e tendeva a distrarsi guardandosi intorno o chiedendo di poter giocare, ma è stato sufficiente un richiamo di attenzione da parte della terapista per recuperare la concentrazione.

Ha mostrato, inoltre, particolare divertimento nello svolgimento degli item relativi alla Coordinazione occhio-mano, in cui, oltre a collegare il punto di partenza con quello di arrivo, arricchiva la prestazione verbalmente nominando ad esempio il topo e indicando con il dito la strada fino al formaggio, oppure riproducendo il suono della macchina che percorreva la pista circolare.

Le età quivalenti risultate sono le seguenti:

  • Età equivalente di Percezione visiva generale: 4,1
  • Età equivalente di Percezione visiva a motricità ridotta: 3,6
  • Età equivalente di Integrazione visuo-motoria: 4,3

È vero che il bambino risulta corrispondente ad età equivalenti inferiori rispetto alla sua età cronologica, ma ciò è comprensibile, in quanto il deficit visuo-percettivo è ancora evidente, e continua a richiedere un lavoro specifico e mirato, tuttavia è da notare con grande attenzione il fatto che qualche mese fa il test non è stato sostenuto dal bambino, ora non solo lo ha eseguito, ma in un’unica seduta di terapia.

Questo può far nascere alcune considerazioni:

  • Probabilmente il bambino ha avuto un miglioramento dal punto di vista della competenza visuo-percettiva, quindi gli item sono risultati più semplici per lui da sostenere
  • È stata ridotta la componente di opposizione e inflessibilità
  • Il livello attentivo è migliorato

In ogni caso, a prescindere dai risultati numerici ottenuti, questo è un dato importante da non sottovalutare, che può rappresentare il punto di partenza per un lavoro futuro.