DISCUSSIONE - Valutazione dei Disturbi di Regolazione in bambini con Disturbo Pervasivo dello Sviluppo

Il disturbo pervasivo dello sviluppo è caratterizzato da una serie di problematiche che “pervadono” le diverse aree di sviluppo del bambino e ne alterano il funzionamento generale. La triade dei sintomi, riconosciuta in tutte le classificazioni attualmente usate, comprende un’alterazione nella relazione, nella comunicazione e nel repertorio comportamentale. In questo lavoro è stato utilizzato un campione di cinque bambini a cui è stata somministrata una scala in due tempi e tra i quali è intercorso un periodo di circa quattro mesi. Da questa valutazione è emersa, chiaramente, un’alterazione in tutti i bambini di tutte, o quasi, le categorie considerate nella scala. Sono state aggiunte alla valutazione altre due categorie contemplate in un’altra scala, riportata in appendice, che valutano il sonno e i momenti dedicati all’abbigliamento o a fare il bagnetto. Agli item, contenuti in queste due categorie, hanno risposto i genitori di ciascun bambino poiché valutano momenti di intimità domestica. Personalmente ho osservato i bambini prima di effettuare ognuna delle due valutazioni per un periodo complessivo di circa sei mesi vivendo quotidianamente le tre ore di trattamento con ognuno di loro. La considerazione personale che mi permetto di fare è che qualsiasi scala quantitativa deve totalizzare alla fine un punteggio fatto di numeri e non considera dal punto di vista qualitativo le capacità del bambino o tanti altri aspetti che non si possono ridurre ad un semplice numero ma, che poi, sono considerati dalla valutazione soggettiva del clinico o dell’operatore che li segue. In questi mesi, ho visto questi bambini crescere e migliorare, ma anche regredire per poi recuperare. La condivisione di tutti i momenti di gioco hanno portato anche ad una comunicazione affettiva, che pur caratterizzata da pattern patologici, ha permesso ai bambini di dimostrare le loro capacità interattive con l’altro e a me di fare un’esperienza senza pari, appagata solo da un loro sguardo o da alcuni gesti comunicativi. Infine, oltre alle mie considerazioni personali sull’ esperienza che questo lavoro mi ha permesso di fare, ci terrei ad esprimere una mia ultima considerazione/proposta ai fini utili del trattamento. In questo periodo si tengono mensilmente dei seminari la cui relatrice, la dott.ssa Maria Teresa Sindelar, illustra il già citato modello DIR che prevede, anche, un trattamento per la pianificazione motoria e l’integrazione sensoriale deficitaria in pazienti affetti da DPS. La validità di questo modello in Italia non è stata ancora provata poiché è ancora una proposta, ma, a parer mio e di altri con, sicuramente, più esperienza di me, questo metodo contiene dei presupposti di trattamento e delle indicazioni terapeutiche molto valide. La mia proposta sarebbe quella di affiancare al trattamento che tuttora fanno i bambini citati in questo lavoro, un trattamento specifico, mirato alla riabilitazione motoria e dell’integrazione sensoriale che, come può essere verificato anche dai grafici, hanno fornito dei dati che, pur essendosi positivamente modificati, rimangono generalmente in un’area di media severità. Le proposte teoriche del DIR, infine, adattate al contesto, potrebbero ulteriormente favorire i progressi in queste due importanti aree dello sviluppo.