Gli indicatori di rischio delle competenze relative all’apprendimento - Progettazione ed attuazione dello studio


Parte seconda: progettazione ed attuazione dello studio

Scopi dello studio

Valutare gli indicatori di rischio per un disturbo dell’apprendimento attraverso l’applicazione di strumenti testali specifici in un campione di bambini di età compresa tra i 5 e i 6 anni. Nello specifico, attraverso l’applicazione dei seguenti test APCM-2 (Abilità prassiche e della coordinazione motoria), BAFE (Batteria per l’Assessment delle Funzioni Esecutive in età prescolare), BIN 4-6 (batteria per la valutazione dell’intelligenza numerica), PRCR-2 (Prove di prerequisito per la diagnosi delle difficoltà di lettura e scrittura), FIGURA di REY–B, TPV (Test di percezione visiva e integrazione visuomotoria), s’intende evidenziare le aree di fragilità che all’interno del campione hanno un’incidenza maggiore e che potrebbero avere un futuro esito in disturbo specifico dell’apprendimento.

 

Materiali e metodi

Campione

Il campione iniziale era composto da 10 bambini, 7 maschi e 3 femmine, una di queste non ha successivamente aderito alla ricerca. Il campione attuale è composto quindi da 9 bambini, 7 maschi e 2 femmine età compresa tra i 5 ed i 6 anni che frequentano l’ultimo anno della scuola dell’infanzia, in carico presso le Unità Operative di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza di Besana Brianza.

Sono stati inclusi nel campione i bambini con età compresa tra i 5 anni e i 6 anni frequentanti l’ultimo anno della scuola dell’infanzia, sono stati inclusi nel campione coloro che presentavano un quoziente intellettivo generale non inferiore ad 85 (limite oltre il quale non è possibile porre diagnosi per DSA) indagato attraverso la scala WPPSI-III, sono stati esclusi pazienti con gravi disturbi del neurosviluppo, pazienti affetti da sindromi genetiche e pazienti con danni al sistema nervoso centrale.

I soggetti inclusi presentano diagnosi di: Disturbo Emotivo in comorbilità con Disturbo del Linguaggio (2), Disturbo del Linguaggio (1), Disturbo del Linguaggio in comorbilità con Disturbo Emotivo (4) e Disturbo del Linguaggio in comorbilità con Disturbo Motorio (2).

Il campione attualmente, per la pratica psicomotoria, è costituito da cinque bambini che effettuano una presa in carico psicomotoria di gruppo; un bambino una presa in carico psicomotoria individuale; i restati due soggetti hanno concluso il percorso psicomotorio di gruppo e proseguono con monitoraggi periodici. Per l’aspetto logopedico risultano quattro bambini che effettuano una presa in carico individuale, tre soggetti hanno che appena concluso il loro percorso e i restanti due non hanno mai ricevuto interventi in merito.

Tali soggetti, valutati secondo l’Indice di Hollingshead, risultano così distribuiti: 1 soggetto in prima fascia, 5 soggetti in seconda, 1 soggetto in terza, 1 soggetto in quarta, 1 soggetto in quinta.

Infine risulta significativo riportare che il 44% del campione risulta essere esposto a bilinguismo, dei quali metà ha un genitore straniero ed uno italiano e l’altra metà hanno entrambi i genitori non italiani. Ognuno di loro risulta sia stato esposto alla lingua italiana da più di tre anni è quindi possibile somministrare tutte le prove testali.

 

Strumenti

INDICE di HOLLINGSHEAD[66]

Questo indice, rielaborazione di un precedente Index of Social Position (Hollingshead, 1957), si basa sostanzialmente su due variabili: il livello educativo/culturale e il lavoro svolto.

Il livello educativo è misurato su una scala a 7 gradi così costituita (per il campione italiano): scuola primaria, scuola secondaria di primo grado, 2/3 anni di scuola secondaria di secondo grado, scuola secondaria di secondo grado, qualche anno di Università, università, corsi/specializzazione post università.

Il tipo di lavoro svolto viene classificato su una scala a 9 gradini che pone le mansioni e i lavori economicamente più poveri e socialmente poco qualificanti ai livelli inferiori e le mansioni economicamente più rilevanti o socialmente più importanti ai livelli superiori. Gli artigiani, ad esempio, vengono posti fra i livelli 2 e 5 in base al loro reddito dichiarato; un programmatore di computer è ad un livello superiore rispetto ad un operatore di sistema, e così via.

Per il campione italiano si è cercato di adeguarsi il più possibile alla classificazione originaria delle occupazioni, al fine di permettere delle comparazioni con i campioni di altre nazioni.

Per il calcolo dell’indice sintetico di Hollingshead, si usa questo algoritmo: si pondera il livello educativo di entrambi i genitori moltiplicandolo per 3, si pondera il lavoro di entrambi i genitori moltiplicandolo per 5, si sommano per ogni individuo i valori ponderati relativi all’educazione e al lavoro svolto; se entrambi i genitori lavorano, si fa la media della somma dei loro indici oppure se solo uno dei genitori lavora, si usa solo il suo indice.

WPPSI-III (Wechsler Preschool and Primary Scale of Wechsler Intelligence, 2002)[67]

Il test WPPSI-III è uno strumento clinico che valuta lo sviluppo cognitivo dei bambini dai 2,6 ai 7,3 anni. Fornisce un Quoziente Intellettivo (QI) come misura per esprimere il funzionamento intellettivo generale di un bambino rispetto alla media dei bambini di quell’età. Il test permette di ottenere un QI Totale (QIT), un QI Verbale (QIV), un QI di Performance (QIP), un punteggio totale di Linguaggio Generale (LG) e, per i bambini oltre i 4 anni, un Quoziente di Velocità di Processamento (QVP).

La scala WPPSI-III ha 14 subtest, di cui 7 verbali, 5 di performance e 2 di velocità di processamento. È divisa in due fasce di età: tra 2,6 e 3,11 anni e tra 4 e 7,3 anni, con differenti batterie di subtest per ogni fascia d’età.

La somma dei punteggi ponderati viene convertita in quoziente, che risulta nella norma tra 80 e 120.

APCM 2 (Abilità prassiche e della coordinazione motoria)[68]

Questo test permette l’individuazione precoce di problemi di coordinazione motoria-prassica: nell’ottica di un intervento precoce, integrato e multisistemico, è possibile distinguere una diagnosi di ritardo della coordinazione motoria da quella più specifica di disprassia in età evolutiva.

L’APCM-2 è utilizzabile nella clinica in casi in cui si ipotizza deficit prassico e della coordinazione motoria o in casi già diagnosticati come Disturbo della Coordinazione Dinamica o Disturbo della Coordinazione Motoria (DCD o DCM) e disprassia, per meglio evidenziare le aree e le sottofunzioni più problematiche. È inoltre utilizzabile come protocollo di screening nelle scuole e nei presidi territoriali, in particolare nei consultori per le prime fasce d’età e nei centri di follow-up per bambini prematuri e/o immaturi a basso peso (casistica particolarmente a rischio per DCD).

I profili che si ricavano aiutano per la definizione di un progetto di intervento mirato a seconda delle cadute identificate nei diversi settori e aree specifiche che vanno ad individuare sia problemi di coordinazione motoria che aspetti prassici o delle funzioni adattive, correlabili spesso a deficit della coordinazione in senso stretto. È strumento utilissimo per meglio comprendere anche DSA o disturbi aspecifici di apprendimento su base motorio-prassica. È molto importante anche per le correlazioni che si possono rilevare nell’ambito dei disturbi di linguaggio, soprattutto rispetto a deficit dell’espressione verbale.

Tramite la somministrazione di questo test è possibile indagare i seguenti indicatori di rischio:

  • Gli schemi di movimento, tramite prove di equilibrio e coordinazione, oculomozione, sequenzialità e movimenti mani e dita;
  • Le funzioni cognitivo-adattive (Prassie), tramite prove di coordinazione dinamica, abilità grafo-motorie, abilità manuali, gesti simbolici e abilità prassico-costruttive.

Si articola in tre specifiche sezioni di osservazione:

  • Funzioni di base
  • Schemi di movimento
  • Equilibrio (statico e dinamico): prove di deambulazione, salto, cambi di posizione;
  • Movimenti oculari e capacità di esplorazione dello spazio, fissazione, inseguimento, movimenti saccadici e rotatori, esplorazione spontanea;
  • Movimenti in sequenza delle mani e delle dita: prove di diadococinesi, opposizione pollice-indice e pollice-mignolo, opposizione del pollice con le altre dita della mano in avanti e indietro, l’opposizione alternata delle dita, pianotages (secondo le diverse fasce d’età);
  • Sequenzialità esplicita: prove motorio-gestuali sugli schemi crociati e capacità sequenziali visuo-spaziali con richiesta di eseguire l’ordine esplicito, spostato e inverso di una successione di forme-stimolo (secondo le diverse fasce d’età).
  • Funzioni Cognitive Adattive
  • Coordinazione dinamica: prove di deambulazione, corsa, calcio della palla, salto di un ostacolo;
  • Abilità grafo-motorie: riproduzione di linee, copia di figure, griffonages.
  • Abilità manuali: prove di esecuzione di alcune prassie bimanuali (sciogliere nodi, strappare un foglio, ritaglio) e prove con la palla (afferramento, canestro, palleggi);
  • Gesti simbolici: riproduzione di gesti su imitazione;
  • Movimenti orofacciali intenzionali: esecuzione di prassie orali per imitazione o comando verbale;
  • Abilità costruttive: ricostruzione di figure divise in 2-4 parti, riproduzione di modelli con i bastoncini, costruzione di configurazioni bi e tridimensionali con cubi.

Dai risultati della somministrazione di tali prove è possibile notare una correlazione tra i risultati di Oculomozione e Abilità Grafo-Motorie, aree che concorrono allo sviluppo dei prerequisiti di letto-scrittura, aspetto rilevante dal punto di vista clinico.

Il test distingue, in base al percentile, tre aree di prestazione: al di sopra del 11° si ha un risultato sufficiente, tra il 10° e il 6° si definisce una richiesta d’attenzione e al disotto del 5° presenta un fattore di rischio patologico.

Nello studio per facilitare il confronto con le prove sulle altre aree di sviluppo eseguite con differenti test, la fascia con risultato sufficiente (> 11° percentile) verrà definita come fascia criteriale “Criterio raggiunto”, mentre la fascia compresa tra il 10° e il 6° percentile come “Richiesta di attenzione” e infine la fascia di rischio patologico (< del 5° percentile) come “Difficoltà Severa”.

PRCR 2 (Prove di prerequisito per la diagnosi delle difficoltà di lettura e scrittura)[69]

La batteria PRCR-2 esamina la padronanza dei processi implicati nell’attività di decodifica di lettura e scrittura, delineando un quadro complessivo del livello raggiunto dal bambino e le aree in cui è più debole.

Le prove sono state ideate per l’esame di tutti i bambini della scuola materna e dei primi due anni della scuola elementare e per la diagnosi di casi con difficoltà di apprendimento fino alla 5° elementare.

Il test si divide in sei aree, ognuna delle quali indaga delle abilità specifiche, mediante diversi compiti.

Area A: analisi visiva (AV)

Area B: lavoro seriale da sinistra a destra (SD)

Area C: discriminazione uditiva e ritmo (DUR)

Area D: memoria uditiva sequenziale e fusione uditiva (MUSFU)

Area E: integrazione visivo-uditiva (IVU)

Area F: globalità visiva (GV).

Nello studio non abbiamo indagato l’area A (Analisi Visiva) in quanto testata all’interno dell’area visuo-percettiva (Test TPV) e le Aree E-F poiché non previste per età.

Le prove selezionate sono: nell’Area B la Denominazione di oggetti, Oggetti seminascosti, Oggetti Puntati, Ricerca di lettere, Ricerca di sequenza di lettere 1, Ricerca di sequenza di lettere 2; nell’Area C l’Analisi e segmentazione fonemica; infine nell’Area D lo Span-4 (di vocali).

Area B: lavoro seriale da sinistra a destra (SD):

  • Denominazione di oggetti, questa parte serve per controllare la variabile della competenza linguistica specie per i bambini della scuola materna e per verificare se il bambino è in grado di usare la direzionalità richiesta.
  • Oggetti intrecciati, questa parte permette di evidenziare, attraverso le omissioni, l’iter dei movimenti oculari e la velocità di spostamento. E’ anche possibile valutare la maggior difficoltà data dalla presentazione intrecciata e seminascosta degli oggetti confrontando il tempo richiesto per denominare ciascun item nella prima parte e nella seconda.
  • Oggetti puntati, questa parte fornisce un indice della rapidità di denominazione del soggetto, la correttezza delle fissazioni e dell’ordine di esse e la capacità visuo-percettiva di individuare una figura da un contesto sfondo in cui si trova parzialmente nascosta.
  • Ricerca di lettere, viene presentata una lista di lettere alfabetiche all’interno della quale il bambino deve barrare due grafemi maiuscoli ("B" e "L"), iniziando da in alto a sinistra procedendo verso destra.
  • Ricerca di sequenza di lettere "TOC": la prova consiste in una matrice di lettere maiuscole nella quale compare più volte, in ordine casuale, la sequenza "TOC". Il numero totale dei bersagli è 32. La prova si interrompe dopo 12 minuti per i bambini fino a metà della prima elementare e dopo 7 minuti per i bambini di scolarità successiva, anche se non è stata terminata.

Area C: discriminazione uditiva e ritmo (DUR):

  • Prova di analisi e segmentazione fonemica:
  • Fase 1 - Identificazione ultimo fonema di parole (PIUF), il soggetto deve riferire l’ultimo fonema della parola presentata verbalmente (esempio: "NIDO" * "O").
  • Fase 2 - Identificazione primo fonema di parole (PIPF), il bambino deve indicare il primo fonema delle parole pronunciate ("C" per "CA").
  • Fase 3 - Prova di segmentazione fonetica (PSF), il bambino deve segmentare la parola pronunciata dall’esaminatore ("VIA" = "V-I-A").

Area D: memoria uditiva sequenziale e fusione uditiva (MUSFU):

  • Prova span-4 (di vocali), questa prova valuta la capacità di memoria a breve termine e la capacità di integrazione intermodale (tra diversi canali sensoriali).
  • Modalità uditivo-orale, il bambino deve ripetere una sequenza di tre vocali presentategli a voce (una lettera al secondo); la ripetizione deve rispecchiare la sequenza udita.
  • Se il bambino non sa leggere o scrivere si deve proporgli solo la fase uditivo-orale.
  • Modalità visivo-orale, viene presentato per 10 secondi un cartoncino dove sono scritte sequenze di vocali. Non appena viene tolto il bambino deve ricordarle, se le ricorda unificando (es: EIU) chiedergli di ricordarle una alla volta (es: E-I-U).
  • Modalità orale-scritto, viene presentata oralmente la sequenza di vocali e il bambino deve scriverla.
  • Modalità visivo-scritto, il bambino deve scrivere sequenze di vocali presentate visivamente mediante dei cartoncini.
  • Prova di fusione di sillabe e fonemi, questa prova serve a verificare le informazioni conservate nella memoria sensoriale e nella memoria a breve termine.
  • 1° fase (sillaba per sillaba), l’esaminatore pronuncia individualmente al soggetto una parola esempio (GENTE e LUNA), scandendo chiaramente ogni sillaba e il bambino deve pronunciare la parola che risulta dalla fusione dei suoni.
  • 2° fase (lettera per lettera), le parole vengono pronunciate lentamente scandendo ogni lettera e il bambino deve ripeterle velocemente in modo da costituire il suono fuso tipico della lingua parlata.

Il test prevede dei valori-criterio di riferimento estremamente semplici che si riferiscono a fasce fondamentali. Il confronto fra i punteggi ottenuti dal bambino a ogni prova e i criteri di riferimento consente di valutare in modo oggettivo il livello di competenza e definire in quale fascia si colloca la prestazione rispetto alla media.

In particolare, per la scuola dell’infanzia (cui principalmente sono rivolte le prove) questo test identifica tre fasce di prestazione: fascia di Difficoltà Severa (DS), associata a una richiesta di intervento immediato; fascia di Condizione di Rischio, associata a una richiesta di attenzione (definito nello studio come richiesta d’attenzione RA); fascia di Criterio Raggiunto (CR), associata a condizioni nella norma.

TPV (Test di percezione visiva e integrazione visuomotoria)[70]

È una batteria di otto subtest che misurano abilità percettive visive e visuomotorie diverse ma collegate tra loro. La batteria, che è adatta a bambini tra 4 e 10 anni, è stata empiricamente giudicata attendibile e valida. Sulla base delle ipotesi sulla natura delle percezione a loro elaborate, sono stati costituiti gli otto subtest, ognuno dei quali misura un tipo di abilità percettiva che è facilmente classificabile:

Subtest 1: coordinazione occhio-mano. Il bambino deve tracciare una linea, all’inizio in una larga fascia dritta e, successivamente, all’interno di fasce che diventano più strette e irregolari.

Subtest 2: Posizione nello spazio. Al bambino viene mostrata una figura che egli deve successivamente riconoscere tra una serie di figure simili, ma diverse.

Subtest 3: Copiatura/riproduzione. Al bambino vengono mostrate delle figure, sempre più complesse, che egli deve ricopiare nella parte inferiore del foglio.

Subtest 4: Figura-sfondo. Al bambino vengono sottoposte delle figure stimolo che egli deve poi riconoscere all’interno di un’immagine in cui sono confuse con uno sfondo articolato che ne rende difficoltosa l’identificazione.

Subtest 5: Rapporti spaziali. Al bambino viene mostrata un serie di puntini sistemati a distanze regolari, alcuni dei quali sono collegati per formare una figura. Collegando i puntini di una serie analoga egli deve riprodurre la figura.

Subtest 6: Completamento di figura. Dopo aver visto una figura stimolo, il bambino deve riconoscerla tra un gruppo di figure incomplete, completandola mentalmente.

Subtest 7: Velocità Visuo-Motoria. Al bambino vengono presentate quattro figure, due delle quali possiedono segni distintivi, e una pagina in cui sono rappresentate le quattro figure ma senza segni. Egli, in un minuto, deve riprodurre il maggior numero di segni distintivi nelle ligure corrette.

Subtest 8: Costanza della forma. Al bambino viene mostrata una figura che egli deve riconoscere in un insieme di figure in cui quella in questione avrà subito modificazioni.

I risultati del TPV sono utili per documentare la presenza e il livello di deficit percettivi nel bambino. La presenza di punteggi, sia per le abilità visuo-percettive a motricità ridotta che per quelle visuo-motorie, permette un raffronto tra le due classi di abilità che può contribuire in modo decisivo all’individuazione di eventuali difficoltà.

Al termine del test vengono calcolati tre punteggi grezzi, uno generale e uno ciascuno per le abilità visuo-percettive a motricità ridotta e integrazione visuo-motoria.

In caso di risposta corretta il punteggio di ciascun item dei subtest è generalmente 1, eccetto nel subtest Coordinazione occhio-mano in cui varia da 0 a 4, nel subtest Copiatura/riproduzione in cui varia da 0 a 2, nel subtest Rapporti spaziali in cui varia da 1 a 10 in relazione al numero di puntini collegati.

É richiesta infine una conversione dei punteggi grezzi in quozienti in relazione all’età, mediante consultazione di opportune tabelle di valori.

Il quoziente viene considerato nella media se assume un valore tra 90 e 110, sotto la media se assume un valore tra 75 e 89, al disotto la prestazione risulta deficitaria.

Nello studio i valori nella media verranno definiti come criterio raggiunto (CR), i valori sotto la media come richiesta di attenzione (RA) e la prestazione deficitaria come deficit severo (DS), per facilitare il confronto con le prove sulle altre aree di sviluppo eseguite con differenti test.

BIN 4-6 (batteria per la valutazione dell’intelligenza numerica)[71]

La batteria BIN 4-6 consiste in una serie di prove per valutare quelle che gli autori definiscono “componenti di base dell’apprendimento matematico”. La batteria permette quindi di individuare profili di rischio nelle competenze e abilità relative all’«intelligenza numerica» in bambini dai 4 ai 6 anni, suddivise in 5 fasce d’età che tengono conto degli incrementi costanti e naturali di sviluppo. Il test è composto da 11 items che indagano i processi semantici, quelli relativi al conteggio, quelli lessicali e quelli pre sintattici. Dagli studi sulla natura delle difficoltà in matematica e da quelli sullo sviluppo della competenza numerica, gli autori hanno individuato i processi alla base della costruzione del concetto di numero e, quindi, dell’apprendimento del calcolo.

Tali processi possono essere definiti precursori in quanto precedono le abilità di calcolo e ne rappresentano la base necessaria. Quest’ultimi sono: processi semantici o della “comprensione quantitativa” e/o “senso del numero”; processi di conteggio, le abilità di conta; processi lessicali, l’etichetta verbale ovvero la denominazione del numero; processi pre-sintattici, ovvero i processi legati alla struttura del sistema numerico.

Dal test si possono ricavare un punteggio totale, per una valutazione globale della situazione, e punteggi specifici, per le singole prove e per le quattro aree di cui sopra, per una analisi più approfondita e completa. Tale batteria è stata predisposta assumendo un punto di vista basato sulla prevenzione delle difficoltà o disturbi, con l’intento, parallelo e non secondario, di potenziare e costruire le risorse personali di ciascun bambino.

Sono infatti note le conseguenze dell’aver ignorato difficoltà negli apprendimenti scolastici di base. Oltre che a specialisti in disturbi dell’apprendimento, il test è quindi rivolto anche a insegnanti ed educatori senza una specifica preparazione, per una valutazione dello «sviluppo numerico» di bambini della scuola dell’infanzia e del primo anno della primaria. Tutto questo allo scopo di adeguare l’intervento educativo e/o riabilitativo alle singole caratteristiche del soggetto, indirizzandolo e focalizzandolo su alcune priorità.

La batteria propone una serie di prove per l’esame delle componenti di base dell’apprendimento matematico, e permette di individuare profili di rischio nelle competenze e abilità relative all’«intelligenza numerica» in bambini dai 4 ai 6 anni, tengono conto degli incrementi costanti e naturali di sviluppo. Tramite la somministrazione di questo test è possibile indagare: Scrittura di numeri arabici (prova di LESSICO) Testa l’acquisizione della notazione arabica scritta; Enumerazione (prova di CONTEGGIO) abilità che permettono di operare sui numeri; Lettura numeri arabici (prova di LESSICO); Corrispondenza nome-numero (prova di LESSICO) Verifica se al numero è associate anche la sua componente grafica; Comparazione numeri arabici (prova di SEMANTICA) Verifica la rappresentazione astratta del numero; Corrispondenza numero-quantità (prova di PRE-SINTASSI) Testa la capacità di associare al numero la numerosità corrispondente; Confronto di numerosità (prova di SEMANTICA) Si basa sulla percezione di quantità; Uno-tanti (prova di PRE-SINTASSI) Permette di capire se il bambino ha sviluppato il concetto di inclusione. Testa la capacità di riconoscere che i nomi collettivi rappresentano ampie numerosità di oggetti; Ordine di grandezza (prova di PRE-SINTASSI) Testa la capacità di utilizzare confronti plurimi è precursore delle regole sintattiche che organizzano la struttura numerica nella quale l’ordine di grandezza comporta che una quantità si maggiore della precedenza e minore della successiva; Seriazione di numeri arabici (prova di CONTEGGIO) Verifica l’acquisizione del principio dell’ordine stabile; Completamento di serie (prova di CONTEGGIO) Mantenimento della corretta sequenza numerica usando le relazioni d’ordine tra i numeri e la capacità di manipolare la sequenza per costruire l’ordine corretto. Dal test si possono ricavare un punteggio totale (per una valutazione globale del caso clinico) e punteggi specifici, per le singole prove e per le quattro aree di cui sopra, per una analisi più approfondita e completa.

Il test distingue, in base al percentile, quattro aree di prestazione: al di sopra del 80° la prestazione viene definita come “Criterio Completamente Raggiunto”, tra il 80° e il 30° “Prestazione Sufficiente” tra il 30° e il 10° è considerata una “Richiesta d’Attenzione” e al disotto del 10° la prestazione è descritta come “Richiesta di intervento immediato”.

Nello studio verranno raggruppate le prime due fasce, che risultano nella media, col valore criteriale di “Criterio raggiunto” (CR), la fascia al di sotto del 10°% come Difficoltà severa (DS), mentre mantiene la stessa dicitura la fascia compresa tra il 30° e 10° percentile (RA).

BAFE (Batteria per l’Assessment delle Funzioni Esecutive)[72]

Il test BAFE è uno strumento per la valutazione precoce del funzionamento esecutivo dei bambini tra il 3 e i 6 anni. Questo test di performance è stato creato per ottenere un profilo accurato delle funzioni esecutive del bambino, attraverso la somministrazione di 4 prove. Il test risulta di semplice somministrazione e di breve durata (circa 20 minuti in totale) e si svolge attraverso l’utilizzo di materiali specifici, pensati per essere accattivanti e sostenere la motivazione dei bambini più piccoli.

Le prove misurano separatamente i diversi sottodomini del costrutto esecutivo, quali il set-shifting, l’inibizione, la flessibilità attentiva e la memoria di lavoro visuo-spaziale:

  • Card Sort, è studiata per i bambini dai 37 ai 72 mesi. Viene proposto un compito di categorizzazione, attraverso una consegna verbale, prima per forma e poi per colore; si valuta la capacità del bambino di passare da un criterio di categorizzazione all’altro (set-shifting);
  • Giorno & Notte, misura la capacità di inibizione e il controllo dell’impulsività. Vengono proposte al bambino delle carte raffiguranti la luna oppure il sole in modo sequenziale ed è chiesto al bambino di pronunciare “giorno” quando vede la carta con la luna e “notte” quando vede la carta con il sole. Anche questa prova è studiata per bambini tra i 37 e i 72 mesi;
  • Triplette di cerchi, valuta la flessibilità attentiva dei bambini tra i 37 e i 59 mesi. Viene proposta al bambino una striscia di cartone su cui sono riprodotte sei triplette di cerchi, che si ripetono sempre con la stessa sequenza; viene chiesto al bambino di denominare il colore di ogni cerchio prima, e di riprodurre esattamente la sequenza con alcune pedine colorate poi;
  • Un giro di barattoli, valuta la memoria di lavoro visuo-spaziale nei bambini dai 37 ai 72 mesi. La prova consiste in un compito di ricerca visiva: al bambino viene presentato un vassoio girevole con 8 barattoli colorati, ognuno dei quali nasconde un gettone; al bambino viene chiesto di recuperare un gettone alla volta, e si misura la memoria di lavoro attraverso la capacità di ricordare quali barattoli sono stati già sollevati e quali no.

Durante le prove viene compilato un protocollo, il quale prevede, oltre al punteggio per ogni item delle prove, anche una valutazione qualitativa di queste. Il punteggio totale di ogni prova viene convertito, attraverso tabelle di conversione suddivise in fasce d’età, in un punteggio percentile per ogni sottodominio del funzionamento esecutivo. Non è previsto un punteggio globale del funzionamento esecutivo.

Il test distingue, in base al percentile, quattro fasce di prestazione: al di sopra del 75° si ha una prestazione ottimale, tra il 75° e il 25° prestazione sufficiente, tra il 25° e il 5° è considerata una “Richiesta d’Attenzione” e al di sotto del 5° presenta una prestazione deficitaria.

Nello studio verranno raggruppate le prime due fasce, che risultano nella media, col valore criteriale di “Criterio raggiunto” (CR), la fascia tra il 25° e il 5° percentile verrà definita come “Richiesta di attenzione” e la fascia al di sotto del 5° percentile come “Difficoltà severa” (DS), mentre mantiene la stessa dicitura la fascia compresa tra il 25° e 5° percentile (RA), per facilitare il confronto con le prove sulle altre aree di sviluppo eseguite con differenti test.

FIGURA di REY – B (Visuo-Spaziale e Funzioni Esecutive)[73]

Per la valutazione dell’integrazione visuo-spaziale e la memoria a breve termine. La figura complessa di Rey-Osterrieth (ROCF) è un test neuropsicologico ampiamente utilizzato nella pratica clinica per indagare le funzioni costruttive visuo-spaziali, la memoria visiva ed alcuni aspetti delle funzioni esecutive.

Sono disponibili due versioni (A e B): la figura A viene somministrata a bambini, la cui età è compresa tra gli 8 e gli 11 anni e la figura B ai bambini di età compresa tra i 4 e gli 8 anni; è stato dunque considerato il reattivo A della figura, in relazione all’età posseduta dal campione selezionato.

Il bambino viene istruito a copiare tale figura geometrica complessa, priva di significato, che e stata precedentemente posizionata in modo tale che il lato lungo sia parallelo al piano orizzontale del soggetto stesso.

Durante la riproduzione l’esaminatore può sceglie di fornire al bambino delle matite colorate: cambiare e controllare l’ordine delle matite consente di determinare la sequenza degli elementi disegnati e di verificare se la strategia utilizzata è legata all’analisi delle singole parti della figura o all’intera configurazione. Al termine della riproduzione si ritira la figura modello e si attendono 3 minuti prima di avanzare la richiesta di riprodurre a memoria il reattivo presentato precedentemente. E’ importante occupare il paziente con attività interferenti non visuo-spaziali durante il tempo intercorrente le due prove.

Il punteggio viene calcolato separatamente per la copia e la riproduzione differita mediante l’utilizzo di una griglia valutativa che considera 18 elementi.

Nel giudizio finale quantitativo l’esaminatore assegna 2 punti se l’elemento disegnato è fedele al modello e correttamente posizionato. 1 punto se l’elemento è riprodotto correttamente, ma mal posizionato o viceversa. 0.5 se l’elemento è incompleto e mal posizionato e 0 qualora l’elemento sia irriconoscibile o assente.

In base alla performance l’esaminatore esprime anche un giudizio qualitativo riguardo ad un eventuale deficit a carico delle funzioni visuo spaziali, prassiche, attentive e mnestiche. Il punteggio viene considerato deficitario se si colloca al di sotto del 15° percentile sia per la produzione su copia che per la produzione differita. 

 

Disegno dello studio

T0 → T1 → T2 → T3

T0

Identificazione dei prerequisiti dell’apprendimento e individuazione dei test significativi per la valutazione delle relative funzioni;

T1

(+ 1 settimana da T0)

Individuazione di un campione clinico rispondente ai criteri di inclusione ed esclusione stabiliti per lo studio

T2

Somministrazione delle prove testali ai soggetti del campione;

T3

Analisi dei risultati.

Tempo 0

Lo studio osservazionale ha lo scopo di misurare il funzionamento esecutivo in un campione di 9 bambini di età prescolare per valutare le aree di rischio per uno sviluppo potenziale di un Disturbo specifico di apprendimento.

In una prima fase vengono identificate 5 aree significative per l’individuazione degli indici di rischio del disturbo d’apprendimento: competenze linguistiche, competenze motorio-prassiche, competenze visuo-percettive, competenze numeriche, funzioni esecutive.

Tempo 1

Successivamente vengono identificati alcuni test significativi per ogni area indagata, ovvero: APCM-2 (competenze motorio-prassico), PRCR-2 (competenze linguistiche), TPV (competenze visuo-percettivo) e FIGURA di REY – B (competenze Visuo-Spaziale e Funzioni Esecutive), BIN 4-6 (competenze numeriche), BAFE (funzioni esecutive).

Tempo 2

In una seconda fase è stato selezionato il campione attraverso ricerca nelle cartelle cliniche in base ai criteri d’inclusione precedentemente elencati: di età compresa tra i 5 ed i 6 anni, che frequentano l’ultimo anno della scuola dell’infanzia, aventi un quoziente intellettivo superiore o uguale ad 85, in carico presso la U.O.N.P.I.A. di Besana Brianza. Per la valutazione dell’intelligenza è stata utilizzata la scala WPPSI-III, già compilata in fase di valutazione dal medico NPI di riferimento.

Tempo 3

Nella terza fase sono stati somministrati i test identificati come utili alla valutazione dei prerequisiti dell’apprendimento descritti precedentemente

In ultimo è stata fatta l’analisi dei risultati ottenuti.

 

Analisi Statistiche

Le variabili categoriali sono espresse in numero e valore percentuale. Le variabili continue sono indicate come medie (M) e deviazione standard (ds).

Per la lettura della significatività di un test d’ipotesi, viene rifiutata l’ipotesi nulla se il p-value assume un valore inferiore al 5% (p < 0,005).

Per valutare la presenza di eventuali differenze tra le valutazioni con le prove dei test APCM-2, BAFE, BIN 4-6, REY-B e TPV si è utilizzata la versione 3.1.1 del software statistico R. Nello specifico, per il confronto delle variabili categoriali è stato utilizzato il coefficiente di correlazione per ranghi di Spearman, una misura statistica non parametrica che misura il grado di relazione tra due variabili per le quali non si fa altra ipotesi della misura ordinale, ma possibilmente continua, test di correlazione con il programma PSPP.

 

Risultati

Caratteristiche socio-demografiche

Il campione è costituito da 10 bambini, 7 maschi e 3 femmine (una delle quali successivamente ha rinunciato), di età compresa tra 61 mesi (5 anni e 1 mese) e 76 mesi (6 anni e 4 mesi); con un’età media di 68,9 mesi e una deviazione standard di 2,23.

L’indicatore socio-economico (SES) è rappresentato mediamente nella 2° fascia (MEDIA 2,56; VARIANZA 1,11).

L’indicatore socio-economico (SES) è rappresentato mediamente nella 2° fascia (MEDIA 2,56; VARIANZA 1,11).

L’indicatore Socio-economico (SES) è rappresentato in 5 livelli. L’11% del campione è situato in fascia 1, il 56% in fascia 2, l’11% nelle fasce 3, 4, 5. Nei cinque gruppi si osserva globalmente una maggior distribuzione nei valori nella fascia 2.

Distribuzione del campione in base alle risorse cognitive

A tutti i bambini del campione è stato somministrato un test che valuta lo sviluppo cognitivo (WPPSI-III) e la totalità è risultata avere punteggi che rientrano nel range: QI tra 87 e 111. Il punteggio medio è di 99,44 con una deviazione standard pari a 3,15.

A tutti i bambini del campione è stato somministrato un test che valuta lo sviluppo cognitivo (WPPSI-III) e la totalità è risultata avere punteggi che rientrano nel range: QI tra 87 e 111. Il punteggio medio è di 99,44 con una deviazione standard pari a 3,15.

Distribuzione del campione rispetto alle variabili APCM-2

A tutti i bambini è stato somministrato il protocollo APCM-2 per la valutazione delle abilità prassiche. Ai fini delle analisi statistiche, il punteggio ottenuto in ogni prova è stato inserito in un range di percentili convertito poi in variabili criteriali i cui risultati sono riportati nella tavola 2 e 3.

Nelle prove di Equilibrio e Coordinazione si riscontra che otto soggetti (89%) hanno raggiunto il criterio designato, nessuno presenta una richiesta d’attenzione e uno (11%) evidenzia una difficoltà severa. Dagli esiti risulta una media di 37,56 e varianza di 5,31. (Tav1)

Dagli esiti delle prove di Oculomozione si evidenzia che sette soggetti (78%) hanno raggiunto il criterio designato, uno (11%) presenta una richiesta d’attenzione e uno (11%) manifesta una difficoltà severa. La media risultante è di 27,56 e la varianza di 4,56. (Tav1)

Nelle prove di Sequenzialità risulta che tutti i soggetti hanno raggiunto il criterio designato e non si evidenziano né richieste d’attenzione né difficoltà severe; la media è di 60,33 e la varianza di 4,72. (Tav1)

Le prove di Coordinazione Dinamica mostrano che tutti i soggetti hanno raggiunto il criterio designato, mentre non vi sono richieste d’attenzione e neppure difficoltà severe. Dai risultati emerge una media di 60,56 e una varianza di 4,41. (Tav2)

Nelle prove di Abilità Grafo-Motorie si riscontra che cinque soggetti (56%) hanno raggiunto il criterio designato, tre (33%) presentano una richiesta attenzione e uno (11%) evidenzia una difficoltà severa. Ne risulta una media di 18,33 e varianza di 3,30. (Tav2)

I risultati nelle prove di Abilità Manuali-Gesti Transitivi rilevano che sette soggetti (78%) hanno raggiunto il criterio designato, due (22%) presentano una richiesta attenzione e nessuno evidenzia una difficoltà severa. La media risultante è di 40,33 e la varianza di 4,96. (Tav2)

Per quanto riguarda le prove di Gesti Simbolici risulta che tutti i soggetti hanno raggiunto il criterio designato, non sono state quindi riscontrate né Richieste d’Attenzione né Difficoltà Severe. La media è di 45,00 e varianza di 4,67. (Tav2)

Gli esiti delle prove di Abilità Prassico-Costruttive individuano che tutti i soggetti hanno raggiunto il criterio designato, mentre non vi sono richieste d’attenzione e neppure difficoltà severe. Si rappresentano con media di 68,33 e varianza di 4,34. (Tav2)

Nell’Area delle Funzioni Cognitive Adattive, i soggetti del campione ottengono risultati lievemente peggiori, presentando l’87% soggetti con Criterio Raggiunto, il 11% una Richiesta d’Attenzione e 2% una Difficoltà Severa, rispetto all’Area degli Schemi di Movimento in cui l’89% soggetti con Criterio Raggiunto, il 4% una Richiesta d’Attenzione e 7% una Difficoltà Severa.

In sintesi dalla valutazione complessiva delle competenze motorio-prassiche risulta che l’88% del campione ha raggiunto il criterio designato, mentre il 7% presenta una Richiesta di attenzione ed il 5% un Deficit severo.

Tavola 1

 Distribuzione del campione rispetto alle variabili APCM-2 - tabella 1

 

Tavola 2

 Distribuzione del campione rispetto alle variabili APCM-2 - tabella 2


Distribuzione del campione rispetto alle variabili PRCR-2

È stata poi somministrata la batteria PRCR-2 per la valutazione dei prerequisiti di lettura e scrittura. Ai fini delle analisi statistiche, il punteggio ottenuto in ogni prova è stato inserito in un range di percentili convertito poi in variabili criteriali. I risultati sono riportati nelle tavole 3, 4 e 5.

Gli esiti delle prove dell’Area B (Lavoro Seriale da Sinistra a Destra) individuano che: nella prova Denominazione di oggetti, sei soggetti (67%) hanno raggiunto il criterio designato, due (22%) presentano una richiesta attenzione e uno (11%) evidenzia una difficoltà severa; nella prova Oggetti seminascosti si riscontra che cinque soggetti (56%) hanno raggiunto il criterio designato, due (22%) presentano una richiesta d’attenzione e due (22%) evidenziano una difficoltà severa; dagli esiti della prova Oggetti Puntati si evidenzia che sei soggetti (67%) hanno raggiunto il criterio designato, tre presentano una (33%) richiesta d’attenzione e nessuno manifesta una difficoltà severa; nella prova Ricerca di lettere risulta che due soggetti (22%) hanno raggiunto il criterio designato, tre (33%) presentano una richiesta d’attenzione e quattro (44%) evidenziano una difficoltà severa; la prova Ricerca di sequenza di lettere 1 mostra che sei soggetti (67%) hanno raggiunto il criterio designato, mentre non vi sono richieste d’attenzione e tre (33%) evidenziano una difficoltà severa, la prova successiva, Ricerca di sequenza di lettere 2, risulta che tre soggetti (33%) hanno raggiunto il criterio designato, cinque (56%) presentano una richiesta d’attenzione e uno (11%) evidenzia una difficoltà severa. (Tav3)

Nelle prove dell’Area C (Discriminazione Uditiva e Ritmo) si riscontra che, nella prova di Analisi e segmentazione fonemica, nessun soggetto ha raggiunto il criterio designato, due (22%) presentano una richiesta attenzione e sette (78%) evidenzia una difficoltà severa. (Tav4)

I risultati nelle prove dell’Area D (Memoria Uditiva Sequenziale e Fusione Uditiva) si rileva che, nella prova Span di vocali, un soggetto (11%) ha raggiunto il criterio designato, sette (78%) presentano una richiesta attenzione e uno (11%) evidenzia una difficoltà severa. (Tav5)

Analizzando le singole aree indagate, si nota che, nell’attività di Lavoro Seriale da Sinistra a Destra il 52% soggetti con Criterio Raggiunto, il 28% una Richiesta d’Attenzione e 20% una Difficoltà Severa, nell’area di Discriminazione Uditiva e Ritmo, nessuno dei soggetti del campione ottiene un Criterio Raggiunto, il 22% una Richiesta d’Attenzione e 78% una Difficoltà Severa. Infine l’indagine dello Span di vocali riporta il 78% dei soggetti con Richiesta Attenzione e l’11% con Difficoltà Severa

Nella valutazione complessiva del test il 21% del campione ha ottenuto un Criterio Raggiunto, il 43% ha una Richiesta di Attenzione e il 36% ha un Deficit Severo.

Tavola 3

Distribuzione del campione rispetto alle variabili PRCR-2 - tabella 3

Tavola 4

Distribuzione del campione rispetto alle variabili PRCR-2 - tabella 4

Tavola 5

Distribuzione del campione rispetto alle variabili PRCR-2 - tabella 5


Distribuzione del campione rispetto alle variabili TPV

A tutti i bambini è stata somministrata la batteria TPV per la valutazione della percezione visiva e dell’integrazione visuomotoria. Ai fini delle analisi statistiche, il punteggio ottenuto in ogni prova è stato inserito in un range di percentili convertito poi in variabili criteriali. I risultati sono riportati nelle tavole 6 e 7.

Nelle prove di Coordinazione Occhio-Mano si riscontra che tre soggetti (33%) hanno raggiunto il criterio designato, si evidenziano cinque (56%) richieste d’attenzione e una (11%) difficoltà severa. Dagli esiti risulta una media di 25,33 e varianza di 3,78. (Tav6)

Dagli esiti delle prove di Posizione nello spazio si evidenzia che sei soggetti (67%) hanno raggiunto il criterio designato, tre (33%) presentano una richiesta d’attenzione e nessuno manifesta una difficoltà severa. La media risultante è di 37,44 e la varianza di 4,36. (Tav7)

Nelle prove di Copiatura/riproduzione risulta che tutti i soggetti hanno raggiunto il criterio designato, non vi sono richieste d’attenzione e neppure difficoltà severe; la media è di 60,89 e la varianza di 3,74. (Tav6)

Le prove di Figura-sfondo mostrano che cinque soggetti (56%) hanno raggiunto il criterio designato, quattro (44%) evidenziano una richiesta d’attenzione e nessuno presenta una difficoltà severa. Dai risultati emerge una media di 48,22 e una varianza di 5,05. (Tav7)

Nelle prove di Rapporti spaziali si riscontra che otto soggetti (89%) hanno raggiunto il criterio designato, uno (11%) presenta una richiesta attenzione e nessuno evidenzia una difficoltà severa. Ne risulta una media di 43,78 e varianza di 4,11. (Tav6)

I risultati nelle prove di Completamento di Figura rilevano che quatto soggetti (44%) hanno raggiunto il criterio designato, cinque (56%) presentano una richiesta attenzione e nessuno evidenzia una difficoltà severa. La media risultante è di 31,22 e la varianza di 4,67. (Tav7)

Per quanto riguarda le prove di Velocità Visuomotoria risulta che sei soggetti (67%) hanno raggiunto il criterio designato, tre (33%) presentano una richiesta attenzione e nessuno evidenzia una difficoltà severa. La media è di 43,44 e varianza di 4,93. (Tav6)

Gli esiti delle prove di Costanza della Forma individuano che otto soggetti (89%) hanno raggiunto il criterio designato, uno (11%) presenta una richiesta attenzione e nessuno evidenzia una difficoltà severa. Si rappresentano con media di 53,67 e varianza di 4,93. (Tav7)

Dagli esiti ponderati delle prove è stato calcolato il quoziente di Percezione visiva a motricità ridotta si evidenzia che otto soggetti (89%) hanno raggiunto il criterio designato, uno (11%) presenta una richiesta d’attenzione e nessuno manifesta una difficoltà severa. La media risultante è di 96,33 e la varianza di 2,98.

Delle prove è stato calcolato il quoziente ponderato di Integrazione Visuo-motoria dal quale si riscontra che otto soggetti (89%) hanno raggiunto il criterio designato, uno (11%) richiesta d’attenzione e nessuno evidenzia una difficoltà severa. Dagli esiti risulta una media è di 96,00 e la varianza di 2,42.

Infine è stato calcolato il quoziente di Percezione generale risulta che tutti i soggetti hanno raggiunto il criterio designato e non si evidenziano né richieste d’attenzione né difficoltà severe; la media è di 96,00 e la varianza di 2,38.

Dall’analisi dei quozienti d’Integrazione Visuo-motoria e di Percezione Visiva a Motricità ridotta risultano omogenei.

Tavola 6

 Distribuzione del campione rispetto alle variabili TPV - tabella 6

Tavola 7

 Distribuzione del campione rispetto alle variabili TPV - tabella 7


Distribuzione del campione rispetto alle variabili BIN 4-6

In seguito è stata somministrata la batteria BIN 4-6 per la per la valutazione dell’intelligenza numerica. Ai fini delle analisi statistiche, il punteggio ottenuto in ogni prova è stato inserito in un range di percentili convertito poi in variabili criteriali. I risultati sono riportati nella Tavola 8

Le prove dell’Area Lessicale mostrano che sette soggetti (78%) hanno raggiunto il criterio designato, uno (11%) presenta una richiesta attenzione e uno (11%) evidenzia una difficoltà severa. Dai risultati emerge una media di 47,56 e una varianza di 4, 82.

Nelle prove dell’Area Semantica si riscontra che sette soggetti (78%) hanno raggiunto il criterio designato, due (22%) presentano una richiesta attenzione e nessuno evidenzia una difficoltà severa. Ne risulta una media di 58,33 e una varianza di 5,50.

I risultati nelle prove dell’Area Conteggio rilevano che tutti i soggetti hanno raggiunto il criterio designato, nessuno presenta una richiesta attenzione e nessuno evidenzia una difficoltà severa. La media risultante è di 73,89 e varianza di 4,20.

Per quanto riguarda le prove dell’Area Pre-sintassi risulta che sette soggetti (78%) hanno raggiunto il criterio designato, due (22%) presentano una richiesta attenzione e nessuno evidenzia una difficoltà severa. La media è di 51,67 e la varianza di 5,21.

Analizzando il punteggio ponderato totale delle prove, emerge che tutti i soggetti hanno raggiunto il criterio designato, nessuno presenta una richiesta attenzione e nessuno evidenzia una difficoltà severa, presentando risultati con media di 62,78 e varianza di 4,54.

Distribuzione del campione rispetto alle variabili BAFE

È stata successivamente somministrata la batteria BAFE per la valutazione delle funzioni esecutive. Ai fini delle analisi statistiche, il punteggio ottenuto in ogni prova è stato inserito in un range di percentili convertito poi in variabili criteriali. I risultati sono riportati nella tavola 9.

Nelle prove di Set-Shifting si riscontra che sei soggetti (67%) hanno raggiunto il criterio designato, tre (33%) presentano una richiesta attenzione e nessuno evidenzia una difficoltà severa. Dagli esiti risulta una media di 71,11 e varianza di 6,47.

Dagli esiti delle prove di Inibizione si evidenzia che due soggetti (22%) hanno raggiunto il criterio designato, tre (33%) presentano una richiesta attenzione e quattro (44%) evidenziano una difficoltà severa. La media risultante è di 15,78 e varianza di 4,00.

Nelle prove di Flessibilità Attentiva e Memoria di Lavoro Visuospaziale risulta che sei soggetti (67%) hanno raggiunto il criterio designato, uno (11%) presenta una richiesta attenzione e due (22%) evidenziano una difficoltà severa; la media è di 37,33 e varianza di 4,92.

Nella valutazione delle Funzioni esecutive, il 52% del campione ottiene complessivamente un Criterio Raggiunto mentre il 26% una Richiesta d’Attenzione e il 22% una Difficoltà Severa.

Tavola 8

Distribuzione del campione rispetto alle variabili BIN 4-6 - tabella 8

Tavola 9

Distribuzione del campione rispetto alle variabili BIN 4-6 - tabella 9


Distribuzione del campione rispetto alle variabili REY-B

A tutti i bambini è stata somministrata la batteria REY-B per la valutazione delle competenze Visuo-Spaziale e Funzioni Esecutive. Ai fini delle analisi statistiche, il punteggio ottenuto in ogni prova è stato inserito in un range di percentili convertito poi in variabili criteriali.

Per quanto riguarda la prova di Copia risulta che tutti i soggetti hanno raggiunto il criterio designato, non si evidenziano né richieste d’attenzione né difficoltà severe. La media è di 32,78 e varianza di 3,79.

L’esito della prova di Memoria individua che tutti i soggetti hanno raggiunto il criterio designato, mentre non vi sono richieste d’attenzione e neppure difficoltà severe. Si rappresentano con media di 50,56 e varianza di 4,74.

 

Discussione dei risultati

Considerata la differenza numerica tra maschi e femmine (7:2) si decide di non effettuare un’analisi di genere.

I valori relativi al SES indicano un livello socio-economico medio-basso con una concentrazione media dei punteggi in fascia 2 (56%).

Da un’analisi più approfondita dei risultati del protocollo APCM-2 si può notare come, in alcune prove, i bambini del campione ottengano risultati mediamente più bassi nell’Area delle Funzioni Cognitive Adattive: l’87% soggetti con Criterio Raggiunto, l’11% con Richiesta d’Attenzione e il 2% una Difficoltà Severa.

Rispetto all’Area degli Schemi di Movimento: l’89% soggetti con Criterio Raggiunto, il 4% con Richiesta d’Attenzione e il 7% una Difficoltà Severa. Nelle Funzioni Cognitive Adattive la prova di “Abilità Grafo-Motorie” è risultata maggiormente problematica, solamente il 56% del campione ha un Criterio Raggiunto. Le altre prove dove non tutti i soggetti raggiungono prestazioni nella media sono “Abilità Manuali-Gesti Transitivi”: il 22% del campione ottiene una Richiesta d’Attenzione, “Oculomozione”: l’11% presenta sia con Richiesta d’Attenzione che con Difficoltà Severa. Da segnalare inoltre una Difficoltà Severa nella prova di “Equilibrio e Coordinazione” in presenza di disturbo motorio.

Relativamente alle prove di Oculomozione e quelle di Abilità Grafo-Motorie emerge una significativa correlazione (p=0,001), in sintonia con quanto descritto in letteratura dalle analisi svolte per la validazione del test; Le prove di Gesti Simbolici presentano significative correlazioni: con l’Area Semantica (p=0,008), indagata tramite il test BIN 4-6, con la Posizione nello Spazio (p=0,009) e con le prove di Costanza della Forma (p=0,011), entrambe indagate tramite il test TPV; le prove di Abilità Prassico-Costruttive correlano con le prove dell’Area Semantica (p=0,037), indagata tramite il test BIN 4-6, e con le prove di Costanza della Forma (p=0,011), indagata tramite il test TPV.

Questi risultati sono indice di fattore di rischio per una possibile evoluzione in disturbo specifico dell’apprendimento nell’area della scrittura. In particolare potrebbero risultare deficitari aspetti legati alla grafia come: mancata armonia nel ritmo grafico, difficoltà nella modulazione della pressione sul foglio, impugnatura dello strumento grafico scorretta, inversioni della direzionalità del gesto grafico, difficoltà nell’organizzazione e dimensione dei grafemi, difficoltà nell’esecuzione di copie per scarsa coordinazione oculo-manuale soprattutto nel passaggio dalla lavagna al foglio.

Dall’osservazione dei punteggi ottenuti dal campione nelle prove della batteria BAFE, possiamo notare come sia nella competenza di Set-Shifting che nella capacità di Flessibilità Attentiva e Memoria di Lavoro Visuospaziale il 67% dei soggetti è in grado di eseguire il compito, mentre risulta un punto di debolezza la capacità d’Inibizione in cui solamente il 22% del campione raggiunge il criterio ottenendo una prestazione nella media. Deficit nella competenza legata all’inibizione, determina quindi difficoltà nel controllo, autoregolazione, inibizione dei distrattori per mantenere l’attenzione sul compito.

Il 48% del campione non ha raggiunto prestazioni adeguate nelle prove sulle Funzioni esecutive dimostrando così fragilità che potrebbero condizionare gli apprendimenti futuri in senso trasversale attraverso difficoltà nel problem solving, nell’attenzione selettiva e sostenuta, nella pianificazione di un compito e nella memoria di lavoro.

L’analisi dei punteggi del test BIN 4-6  emerge: nell’area del conteggio tutti i soggetti del campione raggiungono un risultato nella media mostrando così adeguate capacità nel mantenimento della corretta sequenza numerica usando relazioni d’ordine tra i numeri; nell’area Lessicale sono presenti 11% dei soggetti con Richiesta d’Attenzione e 11% con Difficoltà severa in presenza di bilinguismo, in entrambi i casi la difficoltà emerge nella corrispondenza nome-numero principalmente tra i numeri 9 e 6; nell’area della semantica invece il 22% dei soggetti mostrano alcune difficoltà nella rappresentazione astratta del numero in particolare per numeri che differiscono di una sola unità; nell’area di Pre-Sintassi il 22% del campione nella prova “uno-tanti”, ha difficoltà  nell’associazione tra nomi collettivi e ampie numerosità di oggetti in presenza di bilinguismo.

Dall’analisi delle prove del test BIN 4-6 risulta che: emerge una significativa correlazione tra l’Area Lessicale e la prova di Figura Sfondo, indagata tramite il test TPV, (p=0,018); vi è un forte correlazione tra l’Area Semantica e le prove di Costanza della Forma, indagata tramite il test TPV, (p=0,001); mentre l’Area Pre-Sintassi correla significativamente con le prove di Figura Sfondo (p=0,032).

L’83% del campione ha ottenuto risultati nella media nell’area della consapevolezza numerica mostrando così un basso fattore di rischio per l’apprendimento del calcolo.

Nelle prove relative all’area linguistica emergono difficoltà nel settore di Discriminazione Uditiva e Ritmo, nella prova di analisi e segmentazione fonemica, nessuno dei soggetti del campione ottiene un Criterio Raggiunto (22% Richiesta di attenzione e 78% Deficit severo) si evince quindi una severa fragilità nella Competenza Metafonologica e Memoria di Lavoro. Una caduta in quest’area è indice di una possibile evoluzione in disturbo specifico dell’apprendimento nell’area della letto-scrittura.

L’indagine dello Span di vocali riporta il 78% dei soggetti con Richiesta Attenzione e l’11% con Difficoltà Severa, da cui si evidenziano grosse fragilità del campione nella memoria fonologica a breve termine.

La competenza migliore è risultata nell’attività di Lavoro Seriale da Sinistra a Destra (in cui il 52% soggetti con Criterio Raggiunto, il 28% una Richiesta d’Attenzione e 20% una Difficoltà Severa), maggiormente apprese appaiono le capacità di denominazione di oggetti che mostrano un’adeguata competenza linguistica, mentre risultati minori si rilevano nella prova di ricerca di lettere dove vengono implicate anche una componente attentiva, visuo-percettiva e di orientamento spaziale.

Complessivamente l’area linguistica risulta una caduta nel campione, solo il 21% dei soggetti raggiunge risultati nella media, il campione presenta per il 67% un disturbo del linguaggio.

Esaminando i risultati ottenuti con il test della figura di Rey non emergono situazioni di rischio nelle funzioni costruttive visuo-spaziali, la memoria visiva ed alcuni aspetti delle funzioni esecutive.

Nel test TPV pur avendo il campione ottenuto risultati complessivamente adeguati, risulta importante segnalare come la prova di “Coordinazione Occhio-Mano” abbia ottenuto i punteggi più bassi, il 66% del campione ha una prestazione che non raggiunge i criteri. Questo risultato rispecchia sia nella competenza grafo-motoria che oculo-motoria nel test APCM2 legata prevalentemente ad un aspetto motorio-prassico.

Per quanto riguarda le prove del test TPV risulta correlazione tra le prove di Completamento di Figura con le prove di Posizione dello Spazio (p=0,014).

Dall’analisi dei risultati è possibile affermare che l’area linguistica è risultata la più problematica, in particolare rispetto ad un utilizzo corretto delle competenze metafonologiche e di memoria fonologica a breve termine. Questo risultato rispecchia la prevalenza di diagnosi di disturbo del linguaggio all’interno del campione analizzato. Si sono evidenziate deficit importanti (48% del campione) nell’area delle funzioni esecutive in particolare nella componente legata all’inibizione. Le aree dell’intelligenza numerica, motorio-prassica e visuo-percettiva risultano come punti di forza del campione; si segnala tuttavia all’interno dei sub-test proposti deficit nella componente grafo-motoria associata alla coordinazione oculo-manuale e all’oculomozione, ciò è un fattore di rischio per disgrafia.

Lo studio evidenzia, per ogni soggetto del campione, i fattori di rischio e le aree di fragilità per un probabile sviluppo di disturbo specifico d’apprendimento facendo emergere maggiori difficoltà nell’ambito della letto-scrittura, nella componente di codifica-decodifica e nella componente prassica.

 

Obiettivi e limiti

I limiti dello studio sono stati l’esiguità del gruppo campione, formato da 9 bambini, la mancanza di uno studio caso-controllo, così da valutare le differenze esistenti nel funzionamento esecutivo dei due gruppi, la distribuzione non omogenea delle diagnosi la quale non ha permesso uno studio più accurato e le tempistiche dello studio, data la brevità dei tempi a disposizione per lo studio non è stato possibile effettuare uno studio completo del caso.

Obiettivi futuri potrebbero essere, ripetere lo studio con un campione più numeroso che rispecchi la popolazione generale aggiungendo la possibilità di effettuare uno studio caso-controllo per valutare le differenze esistenti nel funzionamento esecutivo dei due gruppi; selezionare il campione con una distribuzione omogenea per diagnosi.

Obiettivo futuro, oltre ai precedenti potrebbe essere la rivalutazione del campione a distanza (2 anni) per confermare o meno l’espressione del disturbo specifico d’apprendimento e la sua definizione, analizzando anche le variabili della presa in carico riabilitativa valutando così l’efficacia di un intervento precoce mirato.

 

Conclusioni

Questo studio si poneva come obiettivo di valutare gli indicatori di rischio per disturbo dell’apprendimento attraverso l’applicazione di strumenti testali specifici in un campione di bambini di età compresa tra i 5 e i 6 anni. Per questo motivo si è deciso di utilizzare test che potessero indagare le funzioni esecutive e i processi di apprendimento in epoca precoce, in modo tale da individuare già in età prescolare i disturbi ad esse collegati e quindi evidenziare le aree di fragilità che, all’interno del campione, hanno un’incidenza maggiore e che potrebbero avere un futuro esito in disturbo specifico dell’apprendimento.

I risultati dello studio confermano fattori di rischio per un probabile disturbo specifico d’apprendimento nell’ambito della letto-scrittura sia nella componente di
codifica-decodifica sia nella componente prassica per i soggetti del gruppo campione; questo ha permesso di evidenziare le aree di caduta, di ogni singolo individuo del campione, per rischio di sviluppo DSA.

L’analisi dei risultai di ogni individuo ha evidenziato profili di rischio individuali potrebbero permettere la stesura di progetti riabilitativi personalizzati atti a ridurre il rischio di sviluppo DSA o quanto meno ridurne la gravità.

 


 


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