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 Alessandro CIULLI - Il dispendio energetico nei bambini con Patologia Neuromotoria

Il cammino è una funzione locomotoria di fondamentale importanza nella vita di ogni individuo. Esso rappresenta una delle principali fonti di autonomia a cui possiamo accedere sia in età infantile, per esplorare il mondo circostante da una nuova prospettiva verticale e per acquisire un notevole grado di indipendenza nei confronti dei genitori, sia in età adulta per svolgere la maggior parte delle attività che caratterizzano la quotidianità giornaliera, in ambiente lavorativo e nel tempo libero. In condizioni normali è ormai noto di come il cammino venga svolto a basso impegno energetico, poiché il buon funzionamento congiunto di sistema nervoso centrale ed apparato locomotore determina un consumo a livelli inferiori del 50 % della massima capacità aerobica: ciò consente inoltre di prevenire e ritardare l’instaurarsi del senso di fatica, rendendo la marcia uno strumento ancor più vantaggioso. Nella patologia neuromotoria la deambulazione risulterà al contrario più dispendiosa ed associata ad un aumento dell’affaticabilità: basti pensare come numerosi pazienti con paralisi cerebrale infantile o con distrofia muscolare di Duchenne siano costretti a rinunciare al cammino per una molteplicità di fattori, riconducibili nel primo caso all’instaurarsi di retrazioni muscolari, deformità ossee ed alla crescente mancanza di motivazioni e nel secondo al progredire della degenerazione. In clinica il cammino nei pazienti con problematiche neuromotorie è considerato il principale indice di capacità funzionale, ovvero della possibilità di svolgere le attività di vita quotidiane in termini sia di schemi motori producibili che di energia richiesta. Data la sua importanza e la sua caratteristica cinesiologia costituita dalla ripetizione di un’unità funzionale (il ciclo del passo), la deambulazione è al giorno d’oggi l’unica funzione motoria che presenta protocolli standardizzati per la valutazione nei laboratori di analisi del movimento (gait analysis). Tuttavia la gait analysis, pur essendo una metodica estremamente valida per l’osservazione, la valutazione ed il monitoraggio dei trattamenti terapeutici, può risultare complicata e di difficile esecuzione nella totalità dei soggetti patologici. Da questo presupposto nasce la volontà principale, da parte del nostro studio, di utilizzare un sensore magnetico/inerziale (G-SENSOR ® BTS Italia) con l’obiettivo di valutare l’efficacia ed efficienza della marcia in bambini affetti da disabilità neuromotoria.