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Era Digitale e Neuropsicomotricità: proposta di Intervento Neuropsicomotorio per il trattamento dei disturbi da Dipendenza Tecnologica - Loredana URRARO

Il nuovo millennio si caratterizza per una mutazione antropologica che vede nella digitalizzazione la nuova conquista dell'uomo, l' habitus destinato a plasmarne forma mentis modus vivendi. In pochi decenni, a partire dalla fine del Novecento, il processo di trasformazione e scambio delle informazioni, reso possibile grazie all'invenzione del computer prima e di Internet poi, ha cambiato per sempre i concetti di spazio e tempo, condizionando di conseguenza l'esperienza umana.

Le generazioni contemporanee sono definite con la locuzione "nativi digitali", in quanto immerse dalla nascita in un contesto altamente tecnologizzato ed in una società ultraveloce, in cui vi è rischio continuo di restare indietro rispetto all'avanzata inarrestabile del progresso digitale. Una società liquida, o meglio, tecno-liquida, che omologa adulti e bambini di fronte alla cultura ed alla comunicazione. Genitori e figli diventano insieme assidui fruitori di strumenti tecnologici che semplificano loro la vita, ma che li allontanano sempre di più dalla dimensione intima ed affettiva. Isolati ognuno nel proprio dispositivo digitale, essi mancano dell'interazione faccia a faccia, di quell' allineamento di stati mentali utile alla reciproca comprensione di emozioni e bisogni. Nasce così una relazione distorta, che si ripercuote negativamente sui meccanismi di attaccamento, necessari allo sviluppo di competenze sociali nel bambino e dunque al suo adattamento. Ma l'abuso dei media tecnologici ha effetti notevoli anche sulla salute fisica di quest'ultimo. Disturbi visivi, problemi ortopedici, disturbi del sonno, obesità infantile e disturbi motori rappresentano alcuni rischi che emergono da evidenze scientifiche. Inoltre diversi studi dimostrano ricadute sull'apprendimento e  fallimenti scolastici, nonché ritardi nell'acquisizione del linguaggio, connessi all'uso prolungato di tv, videogames, smartphones e tablets. La fruizione dei media elettronici risulta essere universale e svincolata da fattori etnici e culturali; ciò riflette chiaramente la natura pervasiva dell'esposizione digitale.

Queste nuove modalità di approccio con la realtà hanno come conseguenza modificazioni neurocognitive, rese possibili dalla neuroplasticità, che aprono dinamiche nuove nella riabilitazione. In un futuro non molto lontano si può pertanto ipotizzare la possibilità dell'intervento neuropsicomotorio e della figura professionale del TNPEE per l'educazione, la prevenzione e la riabilitazione di disturbi correlati alla dipendenza tecnologica.

 Il presente lavoro offre degli spunti di riflessione su quelle che potrebbero configurarsi come proposte riabilitative, nell'ambito di laboratori di neuropsicomotricità. All'interno di tali contesti si possono dedicare tempo e spazio a:

  • attività manuali, tese a migliorare la motricità fine, l'abilità oculo-manuale, nonché a stimolare la creatività e promuovere la socialità del gioco;
  • potenziamento della capacità attentiva ed esercizio delle abilità visuo-spaziali attraverso il contatto con la natura o immagini/suoni che rimandino ad essa;
  • libera espressione corporea, intesa come riappropriazione del piacere senso-motorio, per incentivare il contatto fisico tra caregiver e bambino, oltre che la scarica tonico-emozionale e le opportunità di movimento;
  • lettura/ascolto di favole per creare un rito di addormentamento alternativo all'uso di strumenti tecnologici, ma anche per favorire una partecipazione emotiva più attiva nei confronti della realtà attraverso l'immaginazione.

In tutte le suddette attività è prevista la presenza del genitore, in quanto figura indispensabile alla condivisione delle esperienze motorie e di gioco, ma anche dei  vissuti emotivi del figlio, al consolidamento della relazione di attaccamento, ed infine  all'accompagnamento del bambino verso un utilizzo più responsabile della tecnologia digitale