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Madame Michel ha l'eleganza del riccio: fuori è protetta da aculei, una vera e propria fortezza, ma ho il sospetto che dentro sia semplice e raffinata come i ricci, animaletti fintamente indolenti, risolutamente solitari e terribilmente eleganti.

Da:Muriel Barbery, ‘L'eleganza del riccio’

L’autismo è un fenomeno complesso e ancora non del tutto compreso. Seppur godendo di uno spazio privilegiato nelle ricerche scientifiche, psicologiche e neuropsicologiche, in realtà, tutte queste attenzioni, non riflettono un’abbondanza di conoscenze, certezze e soluzioni, ma al contrario sono sintomatiche della mancanza di certezze definitive sulla natura di questo disturbo.

L’autismo rappresenta quindi un grosso enigma della contemporaneità che ha indotto, a numerose ricerche, ipotesi, teorie, tecniche, trattamenti con lo scopo di individuarne le cause e delle soluzioni.

Pur non essendo arrivati a delle conclusioni sicure, non per questo le persone autistiche non possono essere considerate come destinatarie di progetti e interventi. Non esiste ancora una cura, ma gli interventi possono fare una reale e concreta differenza per quanto riguarda lo sviluppo di capacità e competenze cognitive e sociali, ma soprattutto possono incidere sulla qualità di vita delle persone autistiche. Ci sono state numerose ricerche soprattutto su come lavorare con questi bambini, io mi sono concentrata su come migliorare uno degli aspetti che è carente in loro, e cioè, l’interazione sociale.

In questo lavoro di tesi ho discusso risultati di studi comportamentali e neuroscientifici, che sono andati ad identificare il ruolo dell’imitazione “passiva” , o per dirla com’è stato detto nello studio, nel ruolo dell’ “essere imitati”, come metodo per migliorare l’interazione sociale nei bambini con SDA.

Alcuni modelli di intervento, infatti, usano l'imitazione come strategia per migliorare le capacità cognitive sociali (Ingersoll, 2008;. Rogers et al, 2012).

Le osservazioni e i test fatti nei miei quattro casi clinici, mostrano come l’imitazione di azioni del bambino, attiva i bambini, in modo diverso sicuramente, ma tutti risultano più interattivi.
Questo potrebbe essere visto come uno strumento da utilizzare in trattamento per i bambini con SDA, per migliorare quella che è l’attenzione e la risposta sociale (perché come abbiamo visto in questo modo risultano più attenti all’altro e maggiormente interattivi), e per migliorare le loro capacità di gioco. Anche dal punto di vista delle abilità motorie potrebbero esserci dei grossi miglioramenti, grazie all’imitazione.

Ovviamente tutto questo merita di essere approfondito con ricerche future.

Dai casi che ho esaminato sembra che questa imitazione “passiva” abbia un effetto positivo sui comportamenti sociali di questi bambini con SDA in ambiente terapeutico, anche se la mia è stata un’osservazione di pochi casi. Sono necessari ulteriori studi data la mancanza di ricerca su questo argomento specifico.

Affinché ciò avvenga, si reputa necessario valutare attentamente i singoli casi e studiare un piano d’intervento personalizzato per ciascuna persona. Gli interventi, come detto, devono essere globali e dovrebbero basarsi esclusivamente sulle peculiarità della persona e non dovrebbero essere generalizzati a tutta una fascia di persone etichettate da una diagnosi comune.

In conclusione, l’imitazione “passiva” in materia di SDA è un punto chiave che potrebbe consentire di approfondire la conoscenza sulla connessione tra il cervello, l'imitazione, e i deficit sociali nei casi SDA, e mettere in atto strategie di intervento più efficaci, il cui effetto potrebbe essere valutato sia a livello comportamentale che a livello neurale.

Saranno necessari ulteriori studi per andare ad osservare se in questi bambini ci sono stati dei cambiamenti dal punto di vista dell’interazione sociale.

 

Indice
 
INTRODUZIONE
 
  1. Imitazione: La scoperta dei neuroni specchio; I neuroni specchio nell’uomo; Neuroni specchio e imitazione: interdisciplinarieta’ e aspetti comuni.
  2. Il ruolo sociale dell’imitazione: L’effetto dell’imitazione passiva in bambini con autismo; L’attenzione Sociale; La risposta Sociale; Attività motoria e stereotipie; Manipolazione di oggetti e Giochi di abilità; Abilità di imitazione;
  3. Strumenti di valutazione: GRIFFITHS MENTAL DEVELOPEMENT SCALES; PEP-3 (PROFILO PSICOEDUCATIVO TERZA EDIZIONE-GIUNTI O.S.); SCQ (Social Communication Questionnaire, Giunti O.S.), Interpretazione della Forma Arco di Vita, La standardizzazione, Standardizzazione italiana; TEST DI IMITAZIONE DEI GESTI BERGES E LEZINE (1963).
  4. CASI CLINICI: Caso A.; CASO B.; CASO C.; CASO D
  5. CONFRONTO TRA I CASI
  6. Prospettive di trattamento
 
CONCLUSIONI
 
BIBLIOGRAFIA
 

Tesi di Laurea di: Marilena ALVAREZ