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Nel parlare della mia esperienza non posso non raccontarvi ancor più da vicino ciò che provano in prima persona i ragazzi quando vanno a cavallo, e non solo. Sono ragazzi che pur presentando caratteri diversi, quando lavorano insieme si divertono e sono felici di dimostrare, grazie alle attività svolte, quello che valgono. Con due di loro, Giulio e Francesco, mi sono fermata a parlare dopo le sedute, e voglio riportare qui ciò che loro stessi mi hanno detto durante le nostre conversazioni.

Giulio, alla domanda: “Ti piace andare a cavallo?” risponde: “Si, tantissimo…da uno a dieci..venti..e anche cento!”; già da questa risposta si può intuire come questo ragazzo di vent’anni…Dopo questa domanda l’ho lasciato libero di esprimere le sue opinioni ed ho ascoltato tutto ciò che voleva raccontarmi; A lui piace molto sia pulire il cavallo, prendersene cura, che salire sul cavallo e dare prova di quello che ha imparato in questi anni di Ippoterapia; tra i cavalli presenti al maneggio, preferisce Sonia, perché “ha un carattere deciso, più bello rispetto agli altri” come lui stesso dice; il momento che preferisce di più della terapia è quando va al trotto,ormai è sicuro delle sue abilità, infatti svolge le attività a cavallo senza l’aiuto dell’operatore, seguendo soltanto i comandi della terapista; Poi racconta di avere tanti amici, molti dei quali ha conosciuto all’ Anffas, Associazione Nazionale famiglie di Disabili Intellettivi e Relazionali, con i quali passa molto tempo insieme, anche fuori “ dall’ambiente terapia”: “Daniele, Vivì e Roberto sono quelli a cui sono legato di più, parliamo di tutto, scuola, maneggio, calcio e basket, che è lo sport che mi piace di più”, racconta Giulio; “faccio Ippoterapia da quando sono piccolo e adesso che sono cresciuto mi sento più forte e sicuro, il mio sogno è quello di fare le uscite a cavallo con i ragazzi del maneggio”. Questo è Giulio, ragazzo di vent’ anni, con Sindrome di Down, solare, sempre sorridente e divertente; queste sono le sue migliori, a mio avviso, qualità, grazie alle quali è riuscito a vincere un concorso scolastico per giovani attori, nella riproduzione di del famoso film “C’era una volta il West”.

 

La Sicilia - Mercoledì 20 Ottobre 2010 Caltanissetta - Giulio il migliore attore Nel cortometraggio «C'era una volta il West» realizzato dagli alunni e dai docenti del «Mottura» Continuano i riconoscimenti per il lavoro degli alunni e dei docenti dell'istituto "Mottura" coinvolti nel progetto "Laboratorio dei sogni": stavolta il premio è stato ottenuto con il cortometraggio "C'era una volta il West" nell'ambito del VII Festival del Cinema nuovo che si svolge a Gorgonzola,in provincia di Milano. Il premio vinto dal "Mottura" è quello per il "miglior attore", che è andato all'allievo Giulio Nicosia, che «grazie alla versatile partecipazione degli altri compagni (così la motivazione della giuria; n.d.r.), ha saputo interpretare con briosa simpatia e con competenza il ruolo del protagonista di "C'era una volta il West"». La giuria della settima edizione del festival (presidente onorario Pupi Avati, madrina Emanuela Folliero) era composta da Giampaolo Letta (presidente della giuria, amministratore delegato e vicepresidente di Medusa Film), Claudio Villa (vicepresidente della giuria, animatore cineforum, componente della giuria David di Donatello), Marcella Colombo (segretaria Pubblicità Progresso), Bernardino Marinoni (critico cinematografico), Armando Buonaiuto (Segretariato sociale Rai), Giovanni Farina (presidente Anffas Onlus Martesana), Emanuele Brambilla (responsabile servizio comunicazione Fondazio! ne Don Gnocchi), Dario Busi (educatore comunità diurne disabil! i), Vito Sinopoli (presidente Editoriale Duesse), Marco Ardemagni (autore, conduttore radiofonico), Francesco Tomasiello (condirettore ArTelesia Festival), Walter Baldi (sindaco di Gorgonzola), Riccardo Benini. Il cortometraggio "C'era una volta il West" è stato realizzato dal "Mottura" durante l'anno scolastico 2006/2007 ed è stato ammesso alla finale del festival dopo una selezione tra gli oltre 120 video partecipanti al concorso, provenienti da tutta Italia ma anche da numerosi Paesi europei ed extraeuropei. Il "Mottura" era presente con "Io diverso da chi", realizzato durante l'anno scolastico appena trascorso. La premiazione è avvenuta il 16 ottobre al termine delle quattro giornate di proiezione dei 28 cortometraggi finalisti. A ritirare il premio sono andati gli allievi Giulio Nicosia, Daniele Bruccoleri, Alessio Limuti, Pietro Salvaggio, accompagnati dai docenti Fernando Barbieri (ideatore del progetto "Laboratorio de! i sogni") e Laura Abbaleo (attuale referente del progetto). Presenti anche, in rappresentanza dei genitori di tutti gli alunni che hanno preso parte alla realizzazione del cortometraggio, Maurizio Nicosia, Emanuele Bruccoleri. Rosalba Pilato, Rosa Dimarco. Soddisfazione è stata espressa dal dirigente scolastico del "Mottura" Salvatore Vizzini.

Francesco, diciassette anni, è meno espansivo di Giulio, ma di certo non meno dolce e spiritoso. Lui racconta la sua esperienza così: “Faccio ippoterapia da due anni, mi piace venire al maneggio e salire sul cavallo, soprattutto quando vado al trotto; da quando vado a cavallo mi sento più sicuro e ho voglia di migliorare in quello che faccio; con i miei amici parlo però di altro,di scuola, di calcio o altre cose, perché penso che a loro non interessano i cavalli; il momento che preferisco della terapia è quando vado al trotto, anche se ancora non riesco bene, ed il mio sogno è riuscire ad andare al galoppo e poi fare le uscite, anche se è difficile e forse non ce la faccio”. Da queste parole si può capire quanto Francesco ci tenga ad andare a cavallo e a migliorare sempre; è un ragazzo che ha in mente ciò che vuole ma che, a causa di una sua incertezza personale, non sa se riuscirà ad ottenere. Una buona terapista, secondo me, serve anche a questo, a far emergere i lati più profondi della personalità, e affrontare insieme al ragazzo le sue difficoltà o le sue paure, in modo da superarle. La neuropsicomotricità va oltre la semplice cura di un problema fisico; essa prende in considerazione anche gli aspetti cognitivi del paziente,e quindi la sua emotività e la sua affettività. Ed è questo il caso di Francesco, dove non si pone attenzione soltanto al suo Deficit di Attenzione ma, attraverso il cavallo, si mira a fargli avere maggiore fiducia negli altri e soprattutto in se stesso e nelle sue capacità.

 

Indice
 
 
INTRODUZIONE
 
  1. Il mito del cavallo: Il cavallo tra simboli e mito; La relazione tra Cavallo e Cavaliere
  2. Ippoterapia e Riabilitazione equestre: Cenni storici; Equitazione Terapeutica - Definizione e fasi; L’ Ippoterapia; La Riabilitazione equestre; L’equitazione pre-sportiva
  3. Requisiti necessari all’applicazione dell’Equitazione Terapeutica: Caratteristiche del cavallo; Selezione comportamentale dei cavalli per l’equitazione terapeutica; Il maneggio; Le attrezzature speciali; Le tecniche; L’Equipe riabilitativa
  4. Riabilitazione equestre e neuropsicomotricità: La relazione Paziente-Cavallo-Terapista; La figura del neuropsicomotricista nella R.E.
  5. Perché il cavallo? La fisiologia animale quale supporto alle tecniche di Riabilitazione Equestre; Implicazioni neurovegetative dell’empatia animale.
  6. Ippoterapia: Benefici, Indicazioni e controindicazioni: Benefici fisici - l’assetto del cavaliere; Caratteristiche del movimento del cavallo; Effetti positivi della R.E.; Indicazioni e controindicazioni; Benefici psichici; R.E. per il bambino disabile; R.E. con i bambini autistici; R.E. e schizofrenia; Studi sulla R.E..
  7. Esperienza presso il Centro di Riabilitazione Geo Agriturismo: la struttura, le attività svolte, l’equipe; La struttura; Le attività svolte; L’equipe; Come si svolge una seduta; L’A.N.F.F.A.S..
  8. Il punto di vista dei genitori: Prima parte - L’indagine statistica; Seconda parte - I risultati ottenuti.
  9. Il punto di vista delle terapiste: Il materiale utilizzato: la scheda; Caratteristiche del campione sperimentale.
  10. Il punto di vista dei ragazzi: testimonianze di chi fa Riabilitazione Equestre.
 
CONCLUSIONI
 
BIBLIOGRAFIA
 
Tesi di Laurea di: Giulia Maria FRANGIAMONE