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giovanna-savinelliLo scopo di tale tesi di laurea è stato quello di ampliare sperimentalmente il campo di applicazione della pratica neuropsicomotoria preventivo-educativa con la finalità di utilizzarla: da una parte come strumento di screening in contesti disagiati a livello socio- culturale; dall’altra, invece, come possibilità per il bambino e per il gruppo di bambini di esplorare ed esprimere sé, il proprio stato emotivo e relazionale attraverso esperienze che, partendo dal corpo, in un’ottica unica e globale, offrano la possibilità di rispondere al bisogno di affermazione che accompagna il processo di crescita.

L’idea di un lavoro di questo genere è nata dalla convinzione, maturata nel corso dei tre anni di studio universitario, che non c’è terapista, non c’è bambino, non c’è disagio, disturbo o sindrome senza uno specifico contesto sociale, economico e, soprattutto, familiare da cui spesso risulta essere influenzato negativamente o positivamente il nostro operato, ma soprattutto il processo di crescita ed evoluzione del bambino. Quindi, per quanto con la pratica neuropsicomotoria sia prioritario offrire al bambino il diritto se non il dovere di entrare in una dimensione magica ed estranea rispetto a quella quotidiana, tutto ciò deve basarsi su di un’alleanza forte e propositiva con la famiglia e con la società.

Gli assunti teorici quindi di tale pensiero sono da ricercare e riscontrare negli studi e negli studiosi propri della psicologia dello sviluppo: partendo dalla famosa teoria dell’attaccamento di Bowlby per arrivare all’approccio organismico o evolutivo rispetto cui si collocano Piaget e Vygotskij.

Per il progetto “Corporea-mente in relazione”, in particolare, ha avuto fortemente il mio interesse per un approccio neuropsicomotorio preventivo-educativo di questo genere l’ambiente di una Fondazione (di cui manterrò l’anonimato per volere della stessa) che si pone come obiettivo prioritario quello di aiutare i minori in difficoltà e le loro famiglie, in generale di promuovere gli ideali di famiglia e di unità che nella società contemporanea spesso vengono a mancare.

Il lavoro è stato incentrato su bambini che ruotano per ragioni differenti attorno alla realtà della Fondazione. In particolare dei sette che hanno preso parte al Progetto: cinque frequentano la struttura per una serie di iniziative da essa proposte di aggregazione e ritrovo sia per famiglie che per bambini\ragazzi che vivono situazioni a rischio; due, invece, abitano da circa un anno assieme alla propria madre nella “Comunità Felicetta”, ubicata in uno dei piani della Fondazione, in cui vengono accolte donne con figli che hanno la necessità di allontanarsi da casa perché vittime di violenza fisica o psicologica oppure donne con figli in condizioni economiche disagiate.

La realizzazione del Progetto si è basata su una indispensabile alleanza con varie figure professionali che operano all’interno della struttura. L’intervento neuropsicomotorio è stato realizzato conseguentemente ad un processo valutativo delle capacità genitoriali delle madri dei bambini; il tutto, quindi, è stato incentrato su bambini rispetto cui è stata rilevata a loro carico una situazione a rischio a livello sociale, economico, familiare e, quindi, psicologico e personale. In generale con esso è stato possibile segnalare situazioni di forte disagio, ma soprattutto è stata data la possibilità ai bambini che ne hanno preso parte di vivere momenti di condivisione in cui sperimentare e ri-trovare se stessi come corpo e mente.

Considerando la Legge 328\2000, "Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali", e la disponibilità mostrata dalla Fondazione, fine futuro è quello di realizzare un intervento neuropsicomotorio di questo genere e con tali finalità ampliandolo a tutti quei bambini che, nel caso specifico, abitano nella “Casa Famiglia Rosa Cirillo”: bambini, quindi, di età assai inferiore rispetto a quelli coinvolti in questo e che vivono situazioni, soprattutto a livello familiare e sociale, che sono causa di maggiore disagio psicologico e, quindi, personale. Arrivare, quindi, in questo modo ad un’ottimale integrazione socio-sanitaria, base per un intervento, neuropsicomotorio nel caso specifico, maggiormente tempestivo e risolutivo.

 

Indice

 
 
PREFAZIONE
 
  1. Le basi teoriche della psicologia dello sviluppo - SVILUPPO TIPICO E ATIPICO; Gli inizi della psicologia dello sviluppo; I principali approcci della psicologia dello sviluppo - LA TEORIA DELL'ATTACCAMENTO; *Gli studi di Harlow sull’attaccamento; Motivazione primaria alla relazione con la madre; La funzione del comportamento d’attaccamento; Lo sviluppo dell’attaccamento; *L’apporto di Ainsworth alla teoria dell’attaccamento; Limiti e critiche della teoria - L’ IMPORTANZA DELLE INTERAZIONI PRECOCI NELLO SVILUPPO PSICHICO; *Contatto fisico madre-bambino: alcuni studi in una prospettiva evoluzionistica; Lo sviluppo dell’intersoggettività; La disponibilità emotiva: indicatore della qualità della relazione; *Il concetto di disponibilità emotiva diadica; Le alterazioni della relazione madre bambino.
  2. LO SVILUPPO COGNITIVOIL CONTRIBUTO DI PIAGET; IL CONTRIBUTO DI VYGOTSKIJ; IL CONTRIBUTO DI BRUNER; IL MODELLO EVOLUTIVO-STRUTTURALE DI GREENSPAN; *IL GIOCO TRA SVILUPPO COGNITIVO E AFFETTIVO.
  3. LA PRATICA NEUROPSICOMOTORIA SOCIO-PREVENTIVA: IL QUADRO NORMATIVO - IL CORE COMPETENCE DEL TNPEE; L’ambito di intervento del TNPEE; Ambiti di competenze tecnico professionali - LA PREVENZIONE SANITARIA; La prevenzione neuropsicomotoria; Fattori di rischio in età evolutiva; L’atteggiamento del TNPEE nel contesto preventivo - L’INTERVENTO NEUROPSICOMOTORIO SOCIO-PREVENTIVO; Lavorare insieme alle famiglie; La dimensione del gioco.
  4. Corporea-Mente in relazione - LA NASCITA DI UN’IDEA: La Fondazione - IL PROGETTO: Una rete di collaborazione; I bambini al centro; L’intervento sui genitori; *Assessment of Parental Skills-Interview; Il laboratorio psicomotorio; Il processo osservativo-valutativo; *Machover Test; Conclusioni.
 
CONCLUSIONI
 
BIBLIOGRAFIA
 
 
Tesi di Laurea di: Giovanna SAVINELLI