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Lo sviluppo neuropsicomotorio del feto avviene tra la ventiquattresima e la trentaquattresima settimana di età gestazionale nell’utero materno, il quale rappresenta un ambiente adatto ad una crescita armonica e sicura dell’individuo stesso. In questo tipo di ambiente, i suoni provenienti dall’esterno sono attenuati dal liquido amniotico e dai tessuti materni; l’esperienza uditiva del feto è principalmente caratterizzata da una serie di fenomeni che avvengono all’interno del corpo materno: il battito cardiaco, il pulsare dei vasi, la respirazione, la contrazione dei visceri, ma anche dalla sua stessa voce. Tale sviluppo neuropsicomotorio,  nei neonati prematuri,  deve essere portato  alla maturazione in  un ambiente “artificiale”, ovvero la terapia intensiva neonatale. In questo tipo di contesto, le esperienze sensoriali sono molto diverse da quelle sperimentate nell’utero materno e sono presenti dispositivi medici ed altre apparecchiature che, insieme ad un possibile sovraffollamento dell’unità operativa, dovuto alla contemporanea presenza degli operatori, dei consulenti e dei familiari, determinano un ambiente intrusivo, rumoroso e stressante, talvolta dannoso per i piccoli degenti (Zimmerman & Lahav, 2013).

Per le motivazioni sopra elencate, risulta fondamentale ideare un modello di cure che sia centrato sulle esigenze evolutive del neonato e sul ruolo determinante della famiglia.

Nel corso degli anni, sono state sviluppate alcune linee guida che indicano come rendere la TIN un ambiente idoneo per assistere i piccoli degenti nel rispetto della tranquillità di cui necessitano. Tra queste sono da annoverare quelle dell’American Academy of Pediatrics (AAP, 1997) e le raccomandazioni dello Suond Study Group del Consensus Committee on Recommended Design Standards for Advanced Neonatal Care (2012).

Recenti studi portano all’emergere di un nuovo concetto, in tema di architettura, dei reparti di Terapia Intensiva Neonatale. Nel 2006 l’American Institute of Architecture ha definito un pacchetto di raccomandazioni da seguire nell’ambito della progettazione dei reparti di cure intensive neonatali: il modello di riferimento suggerito è quello della “single family room”: un impianto architettonico che prevede uno spazio destinato al neonato accanto a quello riservato alla famiglia, in una camera isolata dalle altre.

Inoltre, il gruppo di studio sulla Care del neonato della Società Italiana di Neonatologia (SIN), ha sviluppato un libretto di raccomandazioni, pubblicato nel 2011, dal titolo “CON RAGIONE E SENTIMENTO. Le cure neonatali a sostegno dello sviluppo”, nel quale sono raccolte le maggiori evidenze scientifiche rispetto alle modalità di cura ed assistenza del neonato, incentrate sul coinvolgimento della famiglia e sulla promozione dello sviluppo sano dei piccoli assistiti.

 

Indice

 
 
INTRODUZIONE
 

Parte prima: inquadramento teoricoESPERIENZA UDITIVA - LO SVILPUPPO DEL SISTEMA UDITIVO: IL FETO E IL NEONATO PREMATURO - LE FONTI DEL RUMORE - ALCUNE DEFINIZIONI FONDAMENTALI - LE CONSEGUENZE DEL RUMORE; LA TEORIA SINATTIVA DELLO SVILUPPO, Effetti a breve termine, Effetti a lungo termine - DALL’IDEA DI PREVENZIONE AL CAMBIAMENTO STRUTTURALE

Parte seconda: progettazione e attuazione dello studioSCOPO DELLO STUDIO - MATERIALI E METODI; Campione, Strumenti - DISEGNO DELLO STUDIO - RISULTATI; Studio relativo ai rumori provenienti dall’ambiente, Rilevazione dei rumori in TIN, Rilevazione dei rumori Post - TIN; Risultati relativi all’attenuazione sonora resa possibile dalla culla termica; Risultati relativi all’osservazione della variazione dello stato comportamentale del neonato - DISCUSSIONE DEI DATI - OBIETTIVI E METODI

 
CONCLUSIONI
 
BIBLIOGRAFIA
 
 
Tesi di Laurea di: Lisa BOLOGNESI