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Di seguito si riportano in grafico le medie dei risultati ottenuti da ogni bambino nelle diverse aree a settembre 2015 (T0) e a marzo 2016 (T2), fatta eccezione per i comportamenti problema che sono stati messi a confronto in un grafico a parte.

 Schermata%202016-03-10%20alle%2017.44.30.png

 

Come si può evincere dal grafico, vi è stato un miglioramento da settembre a marzo in tutte le aree indagate. Questi risultati sono stati ottenuti sottoponendo i miei casi a una nuova rivalutazione in T2 attraverso la mia Griglia di Osservazione:

  • area affettivo-relazionale: + 4,4%
  • area comunicativo-linguistica: + 7,6%
  • area neuro-psicologica: + 6,5%
  • area cognitiva e modalità di gioco: + 5,1%
  • area motorio-prassica: + 15,2%.

L’area motoria-prassica è l’area che ha avuto un maggior miglioramento, visto anche il lavoro che è stato fatto riguardo le prassie.

Ma il fatto che ci sia stato un miglioramento in tutte le aree va a dimostrare come il lavoro fatto in questi 6 mesi, benché incentrato sul sistema comunicativo PECS e sulle prassie sia andato a potenziare anche l’area affettivo-relazionale, l’area cognitiva e quella neuro-psicologica: infatti, l’utilizzo del PECS non offre un’opportunità di lavoro solo per quanto riguarda la comunicazione, ma induce i bambini a cercare un contatto con l’altro nel momento in cui avviene lo scambio (area affettivo-relazionale) e potenzia la working memory (area neuro-cognitiva); a sua volta, lavorare sulle prassie permette di agire in maniera trasversale su tutte le aree di sviluppo del bambino.

Questo a dimostrazione dell’importanza di un intervento globale, che non vada a focalizzarsi solo sulle aree deficitarie, ma che favorisca uno sviluppo armonico del bambino.

 

In merito ai risultati sui comportamenti problema ho preparato questo grafico:

 

Schermata%202016-03-10%20alle%2016.19.34.png

 

I dati sono stati ottenuti facendo una media dei punteggi assegnati per i comportamenti problema presi in considerazione:

  • Mancata tolleranza alla frustrazione,
  • Stereotipie,
  • Condotte auto-lesive,
  • Condotte etero-lesive,
  • Condotte oppositive non lesive,
  • Interessi ristretti e/o attività ripetitive e non funzionali,
  • Gergofasie,
  • Ecolalia,
  • Distraibilità.

 

Si è messo a confronto le medie ottenute in T0 e quelle ottenute in T2: per tutti i bambini c’è stata una riduzione dei comportamenti problema.  Questo vuol dire che l’utilizzo del sistema comunicativo PECS associato ad un lavoro sistematico sulle prassie e ad un intervento che andasse a favorire la globalità dello sviluppo del bambino ha fornito a questi bambini delle strategie alternative ai comportamenti problema che mettevano in atto.

 

Inoltre, è di fondamentale importanza la generalizzazione dell’intervento: ciò su cui si lavora in stanza di psicomotricità e di logopedia deve essere potenziato anche negli altri ambienti di vita del bambino. Quindi deve esserci di base una collaborazione tra i terapisti, la scuola e la famiglia. È importante sottolineare l’importanza della rete e sta anche ai terapisti promuovere questo lavoro, dando i mezzi alle famiglie per generalizzare l’intervento. E’ per verificare questo che ho sottoposto ai genitori il mio questionario, in modo da avere un riscontro del lavoro di rete sia per quanto riguarda la famiglia, sia per quanto riguarda la scuola.

In particolare, con la tabella seguente ho voluto evidenziare come ci sia stato un miglioramento significativo per quanto riguarda i comportamenti problema nei bambini in cui il lavoro di rete è stato più efficiente e ho voluto sottolineare come il profilo senso-percettivo di ogni bambino possa andare ad influenzare lo sviluppo del piccolo e l’acquisizione di nuove abilità, soprattutto nel caso in cui non avvenga la generalizzazione dell’intervento.

 

 

CASO:

PROFILO SENSO-PERCETTIVO

LAVORO

DI RETE

MIGLIORAMENTO COMP. PROBLEMA

1 B.

   

+ 25 %

2 C.

   

+ 25%

3 F.

   

+ 18,2%

4 M.

   

+ 12,5%

5 P.

   

+ 33,34%

6 R.

   

+ 20%

7 S.

   

+ 16,7%

8 T.

   

+ 11,1%

 

Per quanto riguarda il profilo senso-percettivo

  • se il funzionamento dei sistemi sensoriali è nella norma:
  • se alcuni sistemi sensoriali hanno alterazione della sensibilità:
  • se il funzionamento dei sistemi sensoriali è quasi/completamente alterato:

 

Per quanto riguarda il lavoro di rete:

  • se il lavoro di rete è efficiente:
  • se la condivisione degli obiettivi è possibile solo con la scuola o con la famiglia o comunque presenta dei limiti:
  • se non è presente lavoro di rete:

 

Come si può evincere dalla tabella, i bambini in cui il lavoro di rete è stato efficiente (CASI: 1,2,5,6), poiché è avvenuta la condivisione degli obiettivi sia con la famiglia che con la scuola, hanno ottenuto maggiori miglioramenti nei comportamenti problema rispetto ai pazienti in cui non è stato possibile condividere gli obiettivi (CASI: 4,7,8). Per quanto riguarda il CASO 3, il lavoro di rete è ancora immaturo, ma non si esclude che possa divenire efficiente: i miglioramenti riscontrati sono collocabili poco al di sotto dei casi con una buona rete.

Inoltre, dalla tabella si può dedurre che un profilo senso-percettivo mediamente alterato associato però ad una generalizzazione delle strategie pressoché assente (CASO 4) comporta dei miglioramenti minori rispetto ad un bambino con un profilo senso-percettivo quasi completamente alterato, ma accompagnato da un lavoro di rete medio (CASO 3).

 

Anche per quanto riguarda i progressi nelle aree di sviluppo, i bambini con un profilo senso-percettivo +/*nella norma associato ad un lavoro di rete efficiente o comunque presente anche se con dei limiti hanno avuto miglioramenti maggiori rispetto ai casi in cui oltre ad un profilo senso-percettivo completamente alterato è mancata anche la condivisione degli obiettivi (CASI 4,7,8):

 

 

CASO:

PROFILO SENSO-PERCETTIVO

LAVORO

 DI RETE

MIGLIORAMENTO AREE DI SVILUPPO

1 B.

   

+ 7,4%

2 C.

   

+ 7,9%

3 F.

   

+ 8,9%

4 M.

   

+ 6,9%

5 P.

   

+ 10,2%

6 R.

   

+ 9,3%

7 S.

   

+5,5%

8 T.

   

+ 2,3%

 

Indice

 
 
INTRODUZIONE
 
  1. I DISTURBI DELLO SPETTRO AUTISTICO: Definizione dei Disturbi dello Spettro Autistico; Criteri diagnostici: dal DSM-IV al DSM-V; Epidemiologia; Eziopatogenesi; Prognosi.
  2. L’AUTISMO DAL PUNTO DI VISTA NEUROPSICOLOGICO
  3. PRINCIPALI MODELLI DI INTERVENTO NEI DISTURBI DELLO SPETTRO AUTISTICO
    1. Trattamenti comportamentali: ABA: Analisi Applicata del Comportamento, DTT: Discrete Trail Training, Verbal Behavior
    2. Trattamenti evolutivi: Floor Time, Il programma TEACCH, Denver Model
  4. COMPORTAMENTI PROBLEMA E COMUNICAZIONE: Burrhus Skinner e l’analisi sperimentale del comportamento; Definizione dei comportamenti problema
    1. Strategie di intervento; La comunicazione; Comunicazione Aumentativa Alternativa; Il sistema PECS (Picture Exchange Communication System)
  5. ASPETTI PERCETTIVI NEI DISTURBI DELLO SPETTRO AUTISTICO: Lo sviluppo senso-percettivo; Possibili esperienze sensoriali nell’Autismo; Il profilo senso-percettivo; Il modello DIR, La prima valutazione.
  6. DISPRASSIA E AUTISMO: Ontogenesi delle prassie; Classificazione delle prassie
  7. LA FIGURA DEL TERAPISTA DELLA NEURO E PSICOMOTRICITA’ DELL’ETA’ EVOLUTIVA
  8. MATERIALI E METODI: Il setting; Casistica
  9. RISULTATI
 
CONCLUSIONI
 
BIBLIOGRAFIA
 
 
Tesi di Laurea di: Serena SIRI