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Sempre facendo riferimento alla Tabella 2 si possono trarre le seguenti conclusioni:

tutti i bambini sono migliorati sia nelle abilità prassiche che nelle funzioni esecutive, confermando quindi il legame tra queste due funzioni.

I due bambini che sono migliorati nelle funzioni adattive presentano entrambi funzioni esecutive "quasi del tutto presenti", mentre differiscono nelle abilità prassiche che comunque, nel corso dello studio, sono migliorate, in entrambi i casi.

Da questo fatto si può dedurre che: sicuramente la riabilitazione delle funzioni esecutive influisce sullo sviluppo delle autonomie e probabilmente la stessa cosa vale per le abilità prassiche.

Le funzioni esecutive sono le abilità che permettono al bambino di anticipare, progettare, stabilire obiettivi, attuare progetti finalizzati a uno scopo, monitorare, e se necessario modificare, il proprio comportamento per adeguarlo a nuove condizioni. Quindi queste funzioni sono fondamentali per affrontare adeguatamente ogni momento della vita quotidiana. Inoltre le funzioni esecutive sono alla base delle abilità prassiche quindi probabilmente il miglioramento delle abilità prassiche è la conseguenza di un altrettanto miglioramento delle funzioni esecutive.

Confrontando le Tabelle 1 e 2 si può inoltre dedurre che:

in generale, i bambini che hanno effettuato un trattamento neuro e psicomotorio continuativo hanno ottenuto maggiori risultati, fatta eccezione per il Bambino n. 3, su cui però potrebbe aver influito il cambio di terapista (vissuto negativamente) durante lo studio.

Inoltre si può notare che chi ha avuto maggiori miglioramenti nelle funzioni adattive non corrisponde a chi ha un Quoziente Intellettivo maggiore.
Questo dato confermerebbe la validità dell'approccio alla diagnosi di disabilità intellettiva utilizzato in campo clinico e finalmente ben descritto nel DSM-5 : il valore prettamente numerico derivato dal calcolo del Q.I. non basta per ottenere la diagnosi di disabilità intellettiva, è fondamentale la valutazione delle funzioni adattive e infine, il bambino con valore di Q.I. più alto non corrisponde necessariamente al bambino che si adatta efficacemente all'ambiente e viceversa.

Previsioni

Dalla continuazione di questo studio mi aspetto un ulteriore miglioramento dei bambini visto il Trend positivo che sono riuscita a verificare in questi pochi mesi.

Sarebbe interessante utilizzare questo studio come base per un progetto di ricerca effettuato su un campione più ampio e con tempistiche maggiori per confermare quanto io ho "appena intravisto" analizzando questi dati.

 

Indice

 
 
INTRODUZIONE 
 
  1. ASPETTI GENERALI 
    1. Disabilità intellettiva - Introduzione; Classificazione; Funzionamento intellettivo e adattivo; Etiologia e fattori predisponenti; Incidenza,sviluppo,decorso e comorbilità.
    2. Deficit delle funzioni esecutive e disabilità intellettiva - Le funzioni esecutive:definizione; Modelli teorici alla base delle funzioni esecutive e dell'attenzione; Valutazione delle funzioni esecutive; Basi neurofisiologiche delle funzioni esecutive e dell'attenzione; Deficit delle funzioni esecutive e disabilità intellettiva.
    3. Disprassia e disabilità intellettiva - Introduzione: prassia e disprassia; Definizione; Classificazione; Valutazione della disprassia; Basi neurofisiologiche della disprassia; Disprassia e funzioni esecutive; Disprassia e disabilità intellettiva.
    4. Trattamento neuro e psicomotorio del bambino con disabilità intellettiva - La terapia neuro e psicomotoria; Il trattamento della disabilità intellettiva; Il trattamento delle funzioni esecutive e della disprassia; Prognosi.
  2. STUDIO DESCRITTIVO 
    1. MATERIALI E METODI - Campione; Valutazione; Trattamento.
    2. RISULTATI
 
CONCLUSIONI
 
APPENDICI
 
BIBLIOGRAFIA
 
 
Tesi di Laurea di: Ariela ALEXOVITS