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I flussi migratori degli ultimi decenni hanno portato ad una nuova organizzazione socio – culturale che ha interessato (e tuttora interessa), tutti gli ambiti della società moderna. Si è quindi andati incontro ad un processo di globalizzazione che ha coinvolto oltre che le strutture telematiche, anche i cittadini del mondo. Poiché tali cambiamenti hanno portato ad una diversificazione ed un riassestamento delle attuali società, è sembrato interessante analizzare tale fenomeno anche dal punto di vista clinico, in particolar modo focalizzando l'attenzione sull'aspetto riabilitativo e psicomotorio. Diversi Clinici di svariate nazionalità e formazioni universitarie hanno affrontato la cosiddetta "Clinica Transculturale" (termine coniato dall'antropologo e psicoanalista George Devereux); ognuno di essi ha portato alla luce diverse teorie e differenti chiavi di lettura sull'argomento. Studiosi e ricercatori come Devereux, Nathan o la più recente Moro, hanno contribuito allo sviluppo e alla nascita di questa nuova branca della psichiatria, che va ad indagare come le diverse componenti culturali intrinseche alla persona e presenti nell'ambiente in cui essa vive, vadano ad influenzare e talvolta portino alla manifestazione di disturbi psichiatrici. Il funzionamento di tali soggetti e i processi mentali che sottostanno a determinati comportamenti patologici, sono oggetto di studio della psichiatria transculturale, detta anche Etnopsichiatria. Staccandosi dall'ambito strettamente psichiatrico e assumendo un punto di vista improntato alla pratica psicomotoria, si cerca di analizzare la possibile relazione che intercorre tra i disturbi o patologie relative all'età evolutiva (campo privilegiato della  Neuropsicomotoricità), e le diverse componenti socio – culturali nel momento della presa in carico e dello svolgimento della terapia vera e propria. Partendo dalle varie esperienze cliniche e di ricerca effettuate dai pionieri della Psichiatria Culturale, si è quindi cercato di estendere alcuni concetti di base anche all'ambito Neuropsicomotorio. In questo particolare tipo di analisi, bisogna indubbiamente tenere conto delle diverse sfaccettature socio – culturali del soggetto patologico, senza però dimenticare il ruolo del terapista, della sua formazione e delle componenti culturali intrinseche che inconsciamente si possono mettere in evidenza nel trattamento di determinati pazienti provenienti da Paesi diversi dal proprio. Partendo da queste concezioni di base, si è cercato di effettuare una ricerca attraverso la somministrazione di un breve questionario ai/alle terapisti/e di diversi centri di Neuropsichiatria Infantile sparsi su tutto il territorio Lombardo. Lo scopo era quello di analizzare se anche in ambito Neuropsicomotorio, i flussi migratori avessero portato ad un quadro di utenza molto variegato di soggetti provenienti da diversi Paesi del mondo. In secondo luogo si è cercato di mettere in risalto la possibile correlazione relativa all'esperienza clinica del terapista, con le difficoltà nell'imbastire ed eseguire un possibile progetto terapeutico con tali soggetti stranieri. Si è inoltre tentato di fare un confronto tra le patologie che i vari terapisti/e solitamente trattano in ambito clinico, e le effettive patologie cui è affetto ogni singolo paziente straniero che ciascun servizio, ha attualmente in carico. In ultima analisi si è investigato su quali fossero le maggiori difficoltà presenti nell'imbastire e svolgere un intervento Neuropsicomotorio con bambini immigrati, andando a specificare (dove necessario), quali fossero le possibili cause del fallimento terapeutico. Si è quindi deciso di effettuare un indagine sulla diretta esperienza personale di terapisti/e, in modo da avere una visione generale del fenomeno migratorio e delle conseguenze che questo può originare nel momento della presa in carico e della terapia. Partendo dai dati raccolti si sono quindi sviluppate delle idee o ipotesi di lavoro che analizzano sia l'aspetto socio – culturale del bambino immigrato (e del suo ambiente di vita), sia le competenze e la formazione che il terapista necessita ai fini di un trattamento Neuropsicomotorio con soggetti stranieri. Si è quindi andati ad analizzare una specifica realtà clinica (UONPIA dell'Ospedale Sacco in Via Aldini), in cui l'accesso a tale servizio è marcatamente segnato dalla presenza di pazienti stranieri. Al termine di queste valutazioni si sono ipotizzate diversi approcci terapeutici, attingendo sopratutto dalla psichiatria transculturale, andando però ad applicare i principi teorici di tale disciplina, alla pratica psicomotoria. Risulta quindi necessario, visto anche l'impatto a livello statistico e numerico dell'utenza straniera all'interno di servizi di neuropsichiatria infantile, adottare delle specifiche tipologie di lavoro che vadano a soddisfare le necessità e i bisogni di tali pazienti. A tal proposito, risulta interessante analizzare e tenere presente che sul territorio Lombardo, è stato istituito un progetto che mira a fornire un servizio fortemente caratterizzato da un tipo di approccio transculturale, che vada ad accogliere le necessità e i bisogni clinici dei soggetti stranieri: Il Progetto Migranti.

 

Indice

 
RIASSUNTO
 
PREMESSA

 

CAPITOLO 1: Storia e basi teoriche della "Clinica Transculturale"Il fenomeno della globalizzazione culturale; Storia e principi della Psicomotricità - La pratica psicomotoria incontra la Psichiatria transculturale; George Devereux: principi e nascita della Psichiatria transculturale - Inconscio della personalità etnica & Inconscio idiosincratico - L'influenza dell'osservatore sull'oggetto osservato & il principio di complementarità - Il complementarismo; Tobie Nathan e l'Etnopsicoanalisi - La psicoanalisi e le teorie intermedie - I saperi tradizionali come scienze esatte - I meccanismi terapeutici; Marie Moro e il ritorno alla Psicanalisi Freudiana - Le ipotesi di fondo - I Principi della Clinica Transculturale - Il dispositivo di cura.

CAPITOLO 2: Approcci terapeutici e sviluppo del bambino stranieroVerso un dispositivo di metissage e cosmopolita - Approccio Psicoanalitico di Acouturier e Lapierre - I contributi di Jerome Bruner e Howard Gardner; I genitori e il trauma migratorio - Figli di immigrati ed il meticciato - La costruzione di una propria identità in situazioni di metissage - Neonati e bambini di qui - Vulnerabilità nello sviluppo dell'infanzia, Presentare il mondo, Pensare il mondo; Il bambino esposto - Competenza, resilienza e creatività - La cultura dall'interno - L'essere, il senso, il fare.

CAPITOLO 3: Il caso clinico di G.Presentazione del caso clinico; Storia personale di G, Aspetti socio culturali salienti; La presa in carico - Valutazione psicomotoria - Diagnosi e stesura del progetto riabilitativo - Presa in carico e sviluppi terapeutici; Modificazione della terapia e del progetto - La questione del “segreto” - L'importanza della “storia” - Un innovativo esperimento terapeutico; Risultati, sviluppo e progressione della terapia.

CAPITOLO 4: Contenuti della ricerca; 

  • Materiali e metodi(1); Costruzione e progettazione del questionario - Da quanti anni svolge tale professione - Numero di pazienti attualmente in carico - Con quali patologie lavora prevalentemente - Elencare il numero di pazienti stranieri - Elenco di nazionalità e il numero di soggetti immigrati in terapia - Quali patologie presentano maggiormente i pazienti stranieri - Con quale tipo di utenza riscontra maggiori difficoltà - Quali fattori influenzano maggiormente la terapia. Casistica(1)Rilevamento dati - Anni di lavoro nell'ambito della riabilitazione psicomotoria - Numero di pazienti in carico - Quadro patologico generale - Numero di pazienti stranieri in carico - Nazionalità e numero corrispondente di pazienti - Quadro patologico nell'utenza straniera - Con quali pazienti trova maggiori difficoltà - Quali sono i fattori che influenzano maggiormente la terapia.
  • Materiali e metodi(2); Presentazione di un servizio di NPI aderente al “Progetto Migranti”; Griglia di rilevamento dati dei genitori e bambini immigrati - Paese di provenienza dei genitori del bambino - Diagnosi del paziente straniero (ICD – 10). Casistica(2); Rilevamento dei dati; Dati relativi all'anno 2011 - Paese di provenienza dei genitori del paziente straniero - Diagnosi del paziente straniero tramite classificazione ICD – 10; Dati relativi all'anno 2012 - Paese di provenienza dei genitori del paziente straniero - Diagnosi del paziente straniero tramite classificazione ICD; Dati relativi da Gennaio a Maggio 2013 - Paese di provenienza dei genitori del paziente straniero - Diagnosi del paziente straniero tramite classificazione ICD – 10; Sintesi della rilevazione dei dati - Paesi di provenienza dei genitori del bambino straniero - Diagnosi del paziente straniero tramite classificazione ICD – 10 87
  • Materilai e metodi(3)La griglia anamnestica per la rilevazione. Casistica(3)Numero totale di  pazienti stranieri presenti nei Servizi di NPI; Altri dati interessanti

CAPITOLO 5: DiscussioniDiscussioni e riflessioni sui dati dei questionari Neuropsicomotori - Esperienza lavorativa & difficoltà terapeutiche con pazienti stranieri - Confronto tra flussi migratori ed accesso a servizi di NPI in Lombardia - I due quadri patologici a confronto - Parametri che influenzano la terapia; Discussione sulla casistica della UONPIA in via Aldini - Le due utenza a confronto - Confronto tra i due quadri patologici; Discussioni su Servizi di NPI partecipanti al “Progetto Migranti” - Servizi di Neuropsichiatria Infantile a confronto. 

CAPITOLO 6: CONCLUSIONIIl “Progetto Migranti” come risposta ai bisogni della nuova utenza; “Progetto Migranti”: Migrazione e disagio psichico in età evolutiva - Perchè è nato il “Progetto Migranti” - Principali obiettivi del “Progetto Migranti” - Il lavoro di rete - Formazione degli operatori, Servizi inclusivi e di comunità, Wrap Around, La Clinica Transculturale - Il ruolo dell'Equipe multidisciplinare - Primi risultati relativi al “Progetto Migranti”; Alcuni spunti per possibili ricerche future; L'utenza straniera e le nuove prospettive in ambito Neuropsicomotorio

 

 ALLEGATI

 BIBLIOGRAFIA
 

Tesi di Laurea di: Livio Giuseppe CAIANIELLO