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Per poter esprimere tutte le potenzialità, i bambini hanno bisogno di “strumenti e tempi personalizzati”. È fondamentale capire che ogni bambino necessita di un trattamento tagliato su misura, in relazione ai propri bisogni, indipendentemente dal fatto che l’approccio sia individuale o nell’ambito del piccolo gruppo. Il terapista deve infatti conoscere e rispettare le caratteristiche del soggetto e prendere in considerazione gli elementi propri dell’ambiente in cui il bambino vive ed opera, in particolare la famiglia, intesa come fattore attivo ed interattivo. 

Il progetto riabilitativo è formulato e condiviso dall’equipe multidisciplinare anche con la famiglia del bambino e si articola in obiettivi a breve, medio e lungo termine proponibili in considerazione di una prospettiva ecologica, basata su fattori ambientali contestuali e personali, comprese problematiche non oggetto di interventi specifici. 

La famiglia rappresenta la costante nella vita di un bambino, il luogo privilegiato dove il bambino costruisce le prime relazioni sociali e sono i familiari gli esperti dei bisogni e abilità dei propri bambini. Questa consapevolezza ci fa capire quanto sia necessario e positivo per il bambino un approccio “family centered”. Ogni famiglia è unica e differente, ha le proprie emozioni e preoccupazioni, e il funzionamento ottimale di un bambino avviene proprio all’interno di un contesto che sia di supporto alla famiglia e comunità. 

Il trattamento va iniziato dopo un’attenta valutazione in cui debbono essere esplorate tutte le competenze dello sviluppo (motorio, posturale e prassico, cognitivo e comunicativo). All’interno di queste aree vanno valutati i punti di forza e di debolezza e le strategie attivate dal bambino, per poter impostare un lavoro efficace. 

La riabilitazione mira ad ottenere il massimo sviluppo possibile nelle aree di carenza, in base appunto ad una valutazione realistica che individui le effettive possibilità di miglioramento della persona.

La storia naturale del disturbo, caratterizzato dal rallentamento e dall’atipia nello sviluppo delle competenze di base e dalla difficoltà di integrazione fra esse, qualunque sia la fascia di gravità della disabilità intellettiva, esordisce in fase precoce con il ritardo psicomotorio, situazione di ritardo/atipia delle competenze motorie, cognitive e comunicative, e di tutte le funzioni adattive. Ecco perché è importante la precocità dell’intervento e la sua globalità. 

Elemento cardine nella presa in carico è la possibilità di facilitare e potenziare la capacità autonoma e creativa del bambino, di pianificare e realizzare, nelle varie fasi evolutive, la propria intenzionalità e progettualità nell'interazione con l’ambiente, a fini comunicativi e conoscitivi. 

A causa del deficit cognitivo spesso questi soggetti manifestano una struttura interna caotica e una notevole dipendenza dagli altri. 

Il riabilitatore, rappresenta il sistema di controllo “esterno” che fornisce il metodo perché il bambino si costruisca un sistema di controllo “interno” e di implementazione dei propri processi mentali (autoconsapevolezza).

La presa in carico riabilitativa, quindi, utilizzando una prospettiva ecologica, soprattutto in età scolare, può agire in modo diretto ed indiretto sul contesto, insieme alla famiglia e alla scuola per definire gli obiettivi di apprendimento possibili e la modalità migliore, attraverso incontri con le insegnanti o incontri domiciliari. Solo agendo insieme e con la stessa prospettiva, si potrà davvero portare a termine gli obiettivi prefissati per il potenziamento di ogni bambino. La neuropsicomotricità, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti adattivi, deve fornire al bambino strategie e competenze utili, individuando le priorità per raggiungere la miglior qualità di vita possibile e fornendo consigli alla famiglia , perché il bambino possa e sappia sfruttare le abilità in ogni ambito della vita.

 

Indice

INTRODUZIONE
 

CAPITOLO 1 - Definire la disabilità intellettiva: dal ritardo mentale ai disturbi dello sviluppo intellettivo

  1. Definizione e criteri 
  2. Classificazione secondo l’ AAMR
  3. Cause di disabilità intellettiva
  4. Caratteristiche descrittive e disturbi mentali associati
  5. Reperti dell’esame fisico e condizioni mediche associate
  6. Caratteristiche collegate a cultura, età e genere
  7. Diagnosi differenziale

 

CAPITOLO 2 - Scale di valutazione dell’intelligenza e del livello di sviluppo

  1. Cenni storici
  2. Principali scale di misurazione dell’intelligenza e del livello di sviluppo

 

CAPITOLO 3 - Il comportamento adattivo

  1. Comportamento adattivo secondo i manuali diagnostici
  2. Linee guida AAMR
  3. Valutazione delle capacità adattive- Scale Vineland
  4. Articolazione delle scale Vineland
  5. L’intervista Vineland e la sua utilizzazione

 

CAPITOLO 4 - La classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute, ICF

 

CAPITOLO 5 - Integrazione sociale e qualità di vita

  1. Nuovo paradigma per la disabilità intellettiva
  2. Ottica di qualità di vita e pianificazione dei sostegni
  3. Integrazione nei contesti di vita

 

CAPITOLO 6 - Trattamento Neuropsicomotorio nella disabilità intellettiva

 

CAPITOLO 7 - Casi Clinici 

  1. Caso 1: G. - Presentazione caso; Il bambino oggi; Valutazione Vineland; Proposte di trattamento
  2. Caso 2: L. - Presentazione caso; Il bambino oggi; Valutazione Vineland; Proposte di trattamento
  3. Caso 3: D. - Presentazione caso; Il bambino oggi; Valutazione Vineland; Proposte di trattamento

Risultati valutazioni Vineland- Allegati

 

 
CONCLUSIONI

 

BIBLIOGRAFIA
 

Tesi di Laurea di: Maria FERRARA