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Ciò che è messo in luce da recenti sondaggi sull'opinione pubblica del nostro Paese, avvalorati anche dalle analisi sopra presentate sul campo, è che la maggior parte degli intervistati conosce la medicina alternativa e complementare, e che nonostante l'assenza di leggi specifiche sulla materia e le controverse ipotesi di validità buona parte delle famiglie con bambino con PCI le sceglie per integrarle alla riabilitazione del proprio figlio. Nel nostro studio solo 7 famiglie su 35 dichiarano di non aver mai sentito parlare di medicina alternativa e fra coloro che la conoscono più della metà vi ha fatto ricorso almeno per una volta, traendone sicuri benefici e ritenendosi soddisfatti. Per quanto riguarda l'utilizzo delle TAC nel campo specifico delle PCI in questa analisi il 37% delle famiglie ha scelto di integrarle alla terapia ufficiale del proprio figlio. Le percezioni globali sono buone, nella totalità dei casi i genitori riscontrano dei miglioramenti raggiunti dai figli, siano essi per l'aspetto motorio, o emotivo, o d'acquisizione della fiducia in se stesso. In questi casi di trattamento riabilitativo integrato le tre Terapie Alternative e Complementari più scelte sono:

  • Terapia con animali
  • Acquaticità
  • Osteopatia

Le basi scientifiche di questi interventi sono ancora poco definite e ricerche future sono necessarie per avvalorare con certezza e rigore metodologico il loro utilizzo. In merito dunque, l'argomentazione della revisione della letteratura scientifica giunge alla conclusione che ci sono pochissimi studi, nei quali spesso i risultati devono essere confermati, che indichino evidenze di efficacia e solo per alcune terapie; per molte TAC non vi sono lavori scientifici pubblicati a sufficienza, o i risultati sono negativi.

Questi dati non devono alimentare tuttavia il pregiudizio e ostacolare l'apertura mentale verso il nuovo, e quindi verso ogni nuova terapia, a condizione che vengano rispettate le condizioni precise per la salute del bambino e nell'interesse della sua famiglia.

Riassumendo, queste sono le prove d'efficacia e di evidenze riscontrate dalla letteratura. 

 

Terapia

Teoria alla base

Effetti collaterali

Evidenze

Commenti

 

       

Metodo ADELI 

La resistenza muscolare offerta è in grado di migliorare forza, postura e coordinazione 

Disagio dalla tuta; spese per la terapia intensiva e viaggi ai centri dove è prescritta;  Non ci sono evidenze conclusive né a favore, né contrarie all'uso della tuta ADELI  Miglioramenti non persistenti
         

Ossigenoterapia

Risveglio del tessuto cerebrale che circonda la lesione tramite inalazione di ossigeno puro Casi riportati di baro traumi, probl. otologici, crisi convulsive, pneumotorace, miopia reversibile Maggior parte dei lavori è poco significativa; lo studio randomizzato più grande su PCI non mostra differenze significative Sono necessarie altre ricerche per determinare l'efficacia

 

       

Elettrostimolazione

Riduzione atrofia muscolare; stimolazione muscoli profondi o non reclutabili volontariamente   Non è possibile stabilire delle evidenze: pochi studi randomizzati e variabilità metodologia Sono necessarie altre ricerche prima di raccomandarne l'utilizzo. I benefici riportati sono segmentari, non funzionali.

 

       

Fisioterapia ad alta intensità

Frequenza,durata e intensità delle sedute fisioterapiche rispecchiano la giustificazione dell'efficacia dell'intervento   Non ci sono lavori che considerino l'intensità come terapia in sé. Necessità che si producano lavori che definiscano un livello di intensità efficace e compatibile alle necessità evolutive del bambino

 

       

Agopuntura

Ripristinare il normale flusso di energia (Qi) inserendo aghi in precisi punti (meridiani) Riportati casi di diverse sensazioni (gusto di acido, gonfiore, intorpidimento, lividi) Molti studi controllati e randomizzati mostrano miglioramenti in abilità motorie,da GMFM. È necessario però revisionare la letteratura con criteri più rigorosi per provare l'efficacia clinica prima di emettere

 

       

Osteopatia

basandosi sul principio di relazione struttura/funzione si ripristina la mobilità fisiologica e il metabolismo tessutale Non conosciuti Studio pilota mostra benefici statisticamente significativi con osteopatia cranio sacrale nelle funzioni grossomotorie. Altro studio pilota: effetti positivi sulla stipsi É necessario condurre studi più grandi perchè non è ancora chiaro in termini di prove d'efficacia ufficiali

 

       

Ippoterapia

Può migliorare: tono muscolare, controllo del capo e del tronco, mobilità delle anche ed equilibrio Trauma da caduta; allergie Studi dimostrano diminuzione significativa sul dispendio energetico durante il cammino e incremento nei punteggi della GMFM Viene migliorata anche la partecipazione sociale e l'aspetto emotivo

 

       

Musicoterapia

Le esperienze musicali possono avere valenza terapeutica   Risultati ufficiali quasi nulli per le PCI Si promuove anche la comunicazione, autostima e rinforzo personalità

 

       

Cellule staminali

Le capacità rigenerative di autorinnovamento &differenziament o originano più linee cellulari a seconda della potenza;teoria di base: sostituzione cell.neuronali lese Possibilità di tumori, casi riportano reazioni ai farmaci, convulsioni, encefalopatia Gli studi che sono attualmente in corso per le PCI sono incompleti. Non c'è alcuna prova che la terapia staminale funzioni in un modello di lesione cronica Sono necessari modelli preclinici che si avvicinano di più alla condizione cronica della PCI: modelli acuti possono sollevare false speranze.

 

É interessante confrontare i risultati delle evidenze d'efficacia delle varie terapie ottenuti dalla letteratura, con quelli delle terapie scelte per l'utilizzo riabilitativo dai genitori nel sondaggio. Ciò che si nota è che tutte e tre le terapie scelte dai genitori (terapia con animali, acquaticità e osteopatia) hanno delle basi teoriche scientificamente provate. Inoltre sia dall'analisi del sondaggio, sia dall'analisi degli articoli revisionati emergono risultati ed evidenze positive. Ovviamente sono necessari studi più ampi per arrivare a delle conclusioni certe e a delle raccomandazioni terapeutiche, ma il giudizio globale scientifico è positivo.

L'acquaticità merita qualche considerazione in più, non avendola descritta finora; l'esercizio acquatico infatti è uno tra i più popolari trattamenti integrativi per i bambini con compromissione neuro -motoria, in particolare per la paralisi cerebrali infantili. [1] L'acqua infatti riduce la forza di gravità in modo da aumentare la stabilità posturale e un bambino con PCI potrà più facilmente conquistare dei movimenti che sulla terraferma risultano più complessi da raggiungere. Programmi di esercizi acquatici possono essere così una forma di terapia benefica per bambini e adolescenti con PCI, in particolare per quelli con significative limitazioni di movimento in cui l'attività fisica terrestre è difficile. [2] Un'importante revisione sistematica degli interventi acquatici sui bambini con PCI è stata pubblicata nel 2005 e ha trovato prove di supporto della sua efficacia. La più recente [2] è del 2011 e revisiona altri sei nuovi studi pubblicati con focus principale sugli interventi acquatici aerobici per la funzionalità motoria in bambini con PCI valutandola con la GMFM. Le conclusioni portate sono: “c'è un grande potenziale per la terapia psicomotoria in acqua di benefici per bambini con PCI”.

In un altro recente studio del 2012 [3] vengono studiate e confermati anche i miglioramenti sociali d'accettazione tra coetanei senza disabilità e e con PCI dopo 2 mesi di programmi con intervento d'acquaticità. L'acqua dunque può essere un potente mezzo d'abbattimento delle “barriere” fisiche e sociali. [5]

Perciò anche in merito a questa terapia integrativa si ritrova conferma d'efficacia nella letteratura. Infine considerando anche coloro che hanno scelto di non aggiungere alcun tipo di terapia alternativa alla riabilitazione del figlio e analizzandone i motivi, è interessante constatare che quasi la totalità delle persone intervistate ha risposto che “non gli era mai stata consigliata”.

È dunque un dato che fa intendere che ai genitori se fosse stato suggerito di integrare qualche altro tipo di terapia, dal medico o da una persona di riferimento fidata, la scelta probabilmente sarebbe stata diversa.

Inoltre questi dati mostrano una netta corrispondenza con i risultati ottenuti dalla review Americana offerta dallo studio più recente ed importante sulle terapie alternative e complementari nelle PCI: “Complementary and alternative methods in cerebral palsy” del Dott.W. Looppenheim et al, in cui si forniscono evidenze e basi positive per quanto riguarda l'ippoterapia e l'osteopatia (l' acquamotricità non è stata presa in considerazione). Dato interessante in quanto sebbene si tratti di due culture diverse, le strategie terapeutiche integrative sono pressoché identiche.

Questo studio non è nato con lo scopo di emettere una “sentenza” terapeutica, a maggior ragione dopo aver incontrato nel mio percorso di ricerca studiosi ben più illustri che si sono imbattuti senza risoluzione sull'efficacia delle terapia alternative e complementari.

Penso tuttavia di aver sorvolato questo mondo fotografandone gli aspetti cruciali della sua evoluzione e ciò mi ha appassionato. Di certo la strada che porta ad una affermazione ufficiale delle TAC in Italia e nel mondo è ancora molto lunga, ma nel mio piccolo di terapista della neuropsicomotricità sarò interessata a studiare, a speializzarmi e a far ricerca nel campo delle TAC.

Il fatto di poter conoscere dal punto di vista scientifico e aver delle sicurezze bibliografiche ufficiali permette di dare delle informazioni più certe ai genitori. In questo modo si auspica una maggiore conoscenza in ambito riabilitativo sia per i medici, sia per i terapisti, al fine primario di fornire appunto una divulgazione corretta. Questo perché di fronte alle richieste delle famiglie di bambini con gravi disabilità di poter accedere, a spese del Sistema Sanitario Nazionale, a terapie alternative complementari, il tema della correttezza e della completezza delle informazioni è fondamentale.

 


  1. 51- “Acute neurological complications after hematopoietic stem cell transplantation in children” Rubin J, Wide K, Rermberger M, et al. Pediatric Transplantation 2005
  2. 2- “Encephalopathy in pediatric patients after allogeneic hematopoietic stem cell transplantation is associated with a poor prognosis.” Woodward P, Helton K, McDaniel H, et al. Bone Marrow Transplantation 2004
  3. 3- “The psychosocial benefits of an inclusive community-based aquatics program.”Orien KN et al.Pediatr Phys Ther, 2012

 

Indice

INTRODUZIONE
 

PARTE TEORICA/DOCUMENTATA

Cap 1 - La Medicina Alternativa e Complementare

  1. Definizione
  2. Evidence based Medicine e CAM
  3. Utilizzo delle CAM in età pediatrica e motivazioni
  4. Utilizzo delle CAM in Italia

Cap 2 - Le Paralisi Cerebrali Infantili

  1. Cenni storici
  2. Definizione in uso oggi e la sua "critica"
  3. Eziologia ed epidemiologia
  4. Semeiotica neurologica ed inquadramento delle forme di PCI

Cap 3 - Revisioni su alcune delle principali Terapie Alternative e Complementari nella riabilitazione delle PCI

  1. Metodo ADELI
  2. Ossigenoterapia iperbarica
  3. Elettrostimolazione
  4. Fisioterapia ad alta intensità
  5. Agopuntura
  6. Osteopatia
  7. Terapia con animali
  8. Musicoterapia
  9. Cellule staminali

PARTE PRATICA DI SONDAGGIO

Sondaggio conoscitivo all'interno delle famiglie sulle Terapie Alternative e Complementari

  • Obiettivi

Cap 4 - DATI SUL CAMPO

  1. Analisi questionario genitori: materiali e metodi
  2. RISULTATI
 
CONCLUSIONI
BIBLIOGRAFIA
 

Tesi di Laurea di: Ilaria PESAVENTO