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In molte situazioni psicopatologiche può verificarsi una compromissione dell’empatia. In altre parole, non c’è un disturbo primario dell’empatia, ma c’è una disattenzione verso gli stati mentali dell’altro. I disturbi d’ansia, i disturbi dell’umore, e l’alessitimia ne sono degli esempi.

I disturbi d'ansia sono stati per lungo tempo considerati forme di nevrosi , ovvero un insieme molto vasto di disturbi caratterizzati da ansia non legata a ragioni obiettive e da altri problemi associati. Questi disturbi vengono concettualizzati grazie al lavoro clinico svolto da Sigmund Freud sui suoi pazienti; di conseguenza, la categoria diagnostica delle nevrosi è finita per essere inestricabilmente connessa con la teoria psicanalitica.   

Inizialmente sono stati inseriti nel gruppo delle nevrosi disturbi molto diversi fra loro, utilizzando come criterio diagnostico il fatto che alla base di tutti vi fosse un problema di ansia rimossa. Il DSM propone sei categorie principali: fobie, disturbo di panico, disturbo d'ansia generalizzato, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbo post-traumatico da stress e disturbo acuto da stress.

Tra i disturbi dell’umore in età evolutiva ritroviamo più frequentemente la depressione maggiore (depressione dell’umore, irritabilità, lamentele somatiche, perdita di interesse o di piacere per quasi tutte le attività e ritiro sociale) e il disturbo distimico (umore cronicamente depresso o irritabile che nei bambini deve persistere, ai fini della diagnosi, per almeno un anno).

Il termine alessitimia si riferisce a carenze nella comprensione, elaborazione, o comunque alla difficoltà nella descrizione di proprie emozioni . Dal momento che la consapevolezza degli stati emotivi propri è un prerequisito per il riconoscimento di stati emotivi altrui, l'alessitimia dovrebbe coinvolgere i vari deficit di empatia . Anche se l'alessitimia non è un disturbo diagnosticato, si tratta di un tratto personale che è prevalente in ampi spettri psichiatrici e psicosomatici che sono caratterizzati da deficit di empatia , come il disturbo spettro autistico, la schizofrenia, il disturbo della personalità borderline , narcisistica e psicopatica .

Varie ricerche rilevano che ci sono importanti differenze nei sistemi cognitivi e neurali coinvolti nella architettura cognitiva e affettiva dell'empatia e dei suoi esiti sociali di comportamento. È da ritenere, quindi, che un tale approccio è uno strumento di ricerca prezioso rispetto alla comprensione e al trattamento dei vari disturbi a cui l’alessitimia stessa è associata.

 

Indice

PREMESSA 
INTRODUZIONE
 

Capitolo IEMPATIA: CENNI STORICI 

  1. Definizione di empatia
  2. Emozioni: correlazione neuroanatomica
    1. Corteccia mediale prefrontale
    2. Corteccia orbito frontale
    3. Opercolo frontale
    4. Giro frontale inferiore
    5. Corteccia cingolata anteriore e l'insula anteriore
    6. Giunzione temporo-parietale
    7. Solco temporale superiore
    8. Corteccia somatosensoriale
    9. Lobulo parietale inferiore ed i neuroni specchio
    10. Amigdala
  3. Evoluzione dell'empatia
  4. Componenti dell'empatia
  5. Partecipazione affettiva tra sé e gli altri
  6. Consapevolezza di sé e degli altri
  7. Flessibilità mentale e presa di prospettiva

Capitolo II Nuovi orientamenti nello studio dell'empatia ed individuazione di specifici sottosistemi

  1. Sottosistemi dell'empatia 
  2. Teoria della mente o empatia cognitiva
  3. Empatia motoria e modello di percezione-azione
  4. Empatia emotiva

Capitolo IIIQUADRI CLINICI LEGATI AI DISORDINI DELL'EMPATIA 

  1. Quadri clinici legati al deficit di empatia
  2. Disturbi di personalità
    1. Disturbi della personalità psicopatica e antisociale
    2. Disturbi della personalità narcisistica.
    3. Disturbi della personalità borderline
  3. Disturbi dello sviluppo
    1. Disturbi dello spettro autistico
    2. Disturbi della condotta
  4. Disturbi "secondari" dell'empatia

Capitolo IVModalità di approccio ai disordini dell'empatia e strategie terapeutiche

  1. Aspetti generali della riabilitazione nel bambino
  2. Educazione all'emozione
  3. Strategie di intervento e facilitatori
    1. Storie sociali
    2. Video modeling
    3. Role playing e teatroterapia
    4. Pet therapy
    5. Terapia di gruppo
 
CONCLUSIONI
BIBLIOGRAFIA
 

Tesi di Laurea di: Emanuela VARRIALE