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In questo capitolo vengono riportate alcune informazioni fino a questo momento sul concetto di Identità Sonora (ISO). Conoscere l’ISO di un individuo potrebbe permettere, per esempio, ai terapisti di interagire e di rapportarsi con lui, sintonizzandosi sulle sue caratteristiche sonore. Attualmente esistono delle ricerche teoriche in merito, ma è ridotto il campo di applicabilità delle stesse nella pratica terapeutica.

La scoperta dell’Identità Sonora:

“Chiamo ISO (identità sonora) il cumulo di energie e il suo processo dinamico formato da suoni, movimenti e silenzi, che caratterizzano ogni essere umano e lo distingue da un altro”[67].

Il termine ISO, riassume il concetto di identità sonora che è una rappresentazione dell’identità bio-psico-sociale. Sembra, infatti, che ognuno di noi presenti delle caratteristiche sonore: queste sono specifiche di ogni individuo e allo stesso tempo sembrano essere simili a quelle del gruppo familiare in cui la persona vive e a quelle della società.

Tale concetto è stato introdotto da Benenzon (1981) [68], il quale ha poi individuato 5 tipologie di ISO:

  1. ISO gestaltico: insieme di caratteristiche sonore specifiche di un singolo individuo.
  2. ISO complementare: rappresenta la modificazione dell’ISO gestaltico sulla base delle circostanze ambientali specifiche.
  3. ISO gruppale: è intimamente connesso allo schema sociale all’interno del quale l’individuo cresce e si evolve.
  4. ISO culturale: patrimonio culturale sonoro proprio di una comunità.
  5. ISO universale: è l’archetipo corporeo-sonoro-musicale, formato dall’eredità ontogenetica e filogenetica.

 

Questi concetti di ISO e, in particolar modo, quello di ISO gestaltico, risultano essere interessanti a livello terapeutico, poiché permettono di comprendere come possa essere possibile la “sintonizzazione” bambino e terapeuta. Forniscono infatti una traccia dell’identità, delle modalità e delle necessità dell’individuo che abbiamo di fronte.

Se questo concetto di ISO sembra ormai essere assodato per gli esperti del settore, la sua applicazione pratica sembra ancora deficitaria. Sono state fatte ancora poche ricerche sul “come” misurare gli ISO di una persona e come poter quindi accordarsi e rapportarsi a questi, al fine di giungere ad un dialogo profondo.

Risulta molto interessante la teoria della “Tonalità Corporea”, sviluppata dal restauratore di pianoforti C.Gaudino, Che si ispira ai concetti di ISO e che si pone come obiettivo quello di  misurare la tonalità naturale di ogni singolo individuo. Le sue ricerche su questo argomento hanno portato a delle interessanti osservazioni, di possibile rilievanza anche dal punto di vista terapeutico.

“Cominciai a concepire la possibilità di misurare il corpo umano come fosse uno strumento musicale, partendo da me stesso” [69].

La teoria si basa principalmente sull’individuazione e lo studio delle principali casse di risonanza del corpo umano: il cranio e il torace.

Per misurare la frequenza generata da queste ‘casse’ vengono prese in considerazioni le leggi fisiche di Helmholz, le quali stabiliscono che ‘un dato volume genera una sola frequenza’. Percuotendo con le nocche il cranio e con la mano a pugno il torace, è possibile far risuonare in modo immediato la cassa, generando una frequenza misurabile. Le frequenze prodotte vengono ricercate sulla tastiera del pianoforte; cercando la nota che si accorda di più a quella prodotta. Il suono del torace permetteva di misurare la nota più bassa o più grave: essendo il torace più grande del cranio, il suo volume sarà maggiore e la nota misurata più bassa. Il ricercatore ha misurato su se stesso una nota equivalente al ‘SI’ di cranio e al ‘SOL’ di torace, ovvero un salto di una terza.

Riproducendo questo stesso esperimento su altre trenta persone, il ricercatore ha ottenuto risultati equivalenti, ma con delle novità per quel che riguarda la misurazione del suono del torace. Il suono ottenuto, infatti, dipende dal volume d’aria contenuto all’interno della cassa, che ne modifica la frequenza di risonanza: il torace completamente vuoto d’aria e il torace completamente pieno d’aria forniscono i due estremi dell’intervallo dei suoni prodotti dal torace.

Nel corso del tempo le misurazioni sono state svolte su più persone e soprattutto su persone appartenenti alla stessa famiglia o gruppo. Il ricercatore riporta così le sue scoperte: “mi è capitato di misurare coppie di persone sposate o comunque in rapporti intimi, il cui risultato è sempre stato di assonanza tonale, cioè possedevano sempre la medesima nota fondamentale (…). Altre misurazioni riguardano i figli di genitori misurati, i quali sono risultati essere sempre nella medesima tonalità dei genitori”.

Sulla base di queste scoperte sopraggiungono dei quesiti che meriterebbero una risposta, in quanto potenzialmente di rilievo per comprendere i processi della comunicazione umana e il ruolo della voce. L’autore si chiede quindi: “Sarà un caso che le coppie e gli amici presentino consonanza tonale? È possibile ipotizzare che la tonalità individuale possa essere un metro usato ‘istintivamente’ dalle persone per relazionarsi tra di esse?”.

Nel caso della musicoterapia o nella terapia in generale conoscere la sfera acustica a cui una persona appartiene può portare a dei risultati, primo tra i quali un aggancio sonoro che porta ad una comunicazione anche senza l’uso delle parole. Questo potrebbe divenire uno strumento importante nello studio delle dinamiche relazionali che si instaurano nelle coppie e soprattutto all’interno della diade: cercare l’assonanza significa trovare equilibrio e armonia che si rispecchia inevitabilmente nel benessere del rapporto.

 


[67] Aa.Vv, Modello Benenzon http://www.artiterapie.it/public/upload/ModelloBenenzon.pdf

[68] R. Benenzon (Buenos Aires, 24 settembre 1939) è un musicista, medico e psichiatra argentino. Il suo concetto di ISO (Identità Sonora)è considerato il punto di partenza per la comprensione della complessità dei processi coinvolti nella percezione e nell'espressione sonoro-musicale, vocale e strumentale come pure della relazione degli esseri umani con gli strumenti musicali. È oggi una delle massime autorità della musicoterapia nel mondo.

http://it.wikipedia.org/wiki/Rolando_Omar_Benenzon

[69] C. Gaudino, Padova. Accordatore e restauratore di pianoforti, esperto nel campo musicale e ricercatore in merito alla “Tonalità Corporea”.

 

Indice

INTRODUZIONE
 
 
  1. PRIMA PARTE: LO SVILUPPO DELLA VOCE
    1. Dalla voce udita alla voce prodotta
      1. "In principio era il suono": la voce udita nella vita fetale 
      2. Lo sviluppo della voce nel primo anno di vita: la voce prodotta
    2. La voce e le categorie psicomotorie
      1. La voce e lo spazio
      2. La voce e il tempo
      3. La voce e il tono muscolare
      4. La voce e la postura
      5. La voce e gli oggetti
    3. La voce parlata e la voce cantata
  2. SECONDA PARTE: LA VOCE IN TERAPIA
    1. Il Dialogo tonico e sonoro
      1. Il dialogo tonico
      2. Il dialogo sonoro
    2. In Dialogo con bambini "Speciali"
      1. Casi Clinici
      2. Area Neuromotoria
        1. C.
        2. I.
      3. Tirocinio in Musicoterapia
        1. N.
        2. A.
        3. E.
    3. Dal Dialogo Tonico al Dialogo Sonoro
      1. E' sufficiente il dialogo tonico?
    4. Obiettivi del trattamento
      1. Dialogo tonico e schema corporeo
      2. Dialogo sonoro e schema corporeo
      3. Dialogo tonico e comunicazione di bisogni ed emozioni
      4. Dialogo sonoro e comunicazione di bisogni ed emozioni
    5. Dialogo Tonico e Sonoro: semplicemente Ninna-nanna
 
CONCLUSIONI
APPENDICE
BIBLIOGRAFIA
 

Tesi di Laurea di: Maria Vittoria BERNO

Sito internet: http://dialogoconbambinispeciali.blogspot.it/