Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva
 

Tutta la musica è, nella sua origine, vocale… le variazioni della voce sono il risultato fisiologico di variazioni del sentimento [36].

La voce, come abbiamo visto, è un sistema complesso che si configura come mezzo fondamentale per la comunicazione. Spesso si parla di voce ‘parlata’ e di voce ‘cantata’ come se si riconoscessero due tipi differenti di voci slegate tra loro.

In realtà si può affermare che il linguaggio parlato diventa musicale sulla base delle emozioni e degli stati d’animo che vuole esprimere. E’ un’unica voce quindi, intrisa però da una componente emozionale intensa che la ‘trasforma’ da parola a musica.

“I caratteri distintivi del canto non sono altro che i tratti caratteristici, amplificati e sistematizzati, del discorso emozionale” [37].

La differenza fondamentale tra la parola detta e la parola cantata consiste nel fatto che la prima è costituita da una doppia connotazione:

  • Il significante, ovvero la forma esteriore.
  • Il significato, il contenuto o il concetto a cui il significante rinvia.

La parola cantata, invece, si avvale prevalentemente della seconda connotazione, ovvero del significato. Si può quindi affermare che la parola detta racchiude un significato preciso, mentre il canto ‘significa solo per se stesso’ (non presenta necessariamente un significante al quale rifarsi) [38].

Trattandosi però di un’unica voce, ci sono degli elementi intrinsecamente comuni alla parola e al canto, che riguardano principalmente la prosodia: “il parlato contiene infatti una grande percentuale di musicalità, che si manifesta nell’intonazione, nel ritmo, nell’intensità e in molti altri aspetti sonori” [39].

Come avviene quindi il passaggio tra parola e canto?

Quando una parola diventa musica, si crea un legame tra il contenuto della parola stessa e il suono prodotto. Il canto permette così non solo di veicolare un contenuto, ma di trasmettere un sentimento, che viene dal canto enfatizzato e marcato. Il canto si discosta dalla prosodia del parlato poiché i suoni delle vocali hanno un’altezza e una durata ben definite, ovvero una componente melodica chiara e ripetuta.

Si può dire, quindi, che il canto sia una forma più complessa del parlato?

In realtà emerge il contrario. Il canto è la forma più semplice di comunicazione poiché veicola direttamente un sentimento senza dover elaborare anche una parola dal contenuto congruente con il messaggio da veicolare. E’ un tramite più diretto della parola stessa, e può essere colto istintivamente.

Si può in questo modo comprendere come mai un bambino, privo di linguaggio verbale in senso parlato, utilizzi la ‘voce cantata’ in modo spontaneo.

 


[36] Spencer in C. Caramegno, Dal parlato al canto: prosodia e musica,

http://insiemeascuola.altervista.org/index_file/CARAMAGNO%20CARMELA%20Relazione%20DAL%20PARLATO%20AL%20CANTO%20-%20PROSODIA%20E%20MUSICA.pdf

[37] Ibid.

[38] Ibid.

[39] C. Caramegno, Dal parlato al canto: prosodia e musica,
http://insiemeascuola.altervista.org/index_file/CARAMAGNO%20CARMELA%20Relazione%20DAL%20PARLATO%20AL%20CANTO%20-%20PROSODIA%20E%20MUSICA.pdf.

 

Indice

INTRODUZIONE
 
 
  1. PRIMA PARTE: LO SVILUPPO DELLA VOCE
    1. Dalla voce udita alla voce prodotta
      1. "In principio era il suono": la voce udita nella vita fetale 
      2. Lo sviluppo della voce nel primo anno di vita: la voce prodotta
    2. La voce e le categorie psicomotorie
      1. La voce e lo spazio
      2. La voce e il tempo
      3. La voce e il tono muscolare
      4. La voce e la postura
      5. La voce e gli oggetti
    3. La voce parlata e la voce cantata
  2. SECONDA PARTE: LA VOCE IN TERAPIA
    1. Il Dialogo tonico e sonoro
      1. Il dialogo tonico
      2. Il dialogo sonoro
    2. In Dialogo con bambini "Speciali"
      1. Casi Clinici
      2. Area Neuromotoria
        1. C.
        2. I.
      3. Tirocinio in Musicoterapia
        1. N.
        2. A.
        3. E.
    3. Dal Dialogo Tonico al Dialogo Sonoro
      1. E' sufficiente il dialogo tonico?
    4. Obiettivi del trattamento
      1. Dialogo tonico e schema corporeo
      2. Dialogo sonoro e schema corporeo
      3. Dialogo tonico e comunicazione di bisogni ed emozioni
      4. Dialogo sonoro e comunicazione di bisogni ed emozioni
    5. Dialogo Tonico e Sonoro: semplicemente Ninna-nanna
 
CONCLUSIONI
APPENDICE
BIBLIOGRAFIA
 

Tesi di Laurea di: Maria Vittoria BERNO

Sito internet: http://dialogoconbambinispeciali.blogspot.it/